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	<title>Commenti a: La differenza tra piacere e felicità</title>
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	<description>Crescita Personale: esempi pratici</description>
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		<title>Di: Andrea</title>
		<link>http://www.efficacemente.com/2009/09/la-differenza-tra-piacere-e-felicita/#comment-8237</link>
		<dc:creator>Andrea</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Jan 2012 15:54:40 +0000</pubDate>
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		<description>Ciao Andrea: si, è anche uno dei miei preferiti. Ma posso fare di meglio ;-)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao Andrea: si, è anche uno dei miei preferiti. Ma posso fare di meglio ;-)</p>
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		<title>Di: Andrea</title>
		<link>http://www.efficacemente.com/2009/09/la-differenza-tra-piacere-e-felicita/#comment-8227</link>
		<dc:creator>Andrea</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Jan 2012 11:21:38 +0000</pubDate>
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		<description>Ritengo questo articolo il migliore dell&#039;intero blog!

Complimenti!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ritengo questo articolo il migliore dell&#8217;intero blog!</p>
<p>Complimenti!</p>
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		<title>Di: lucapier</title>
		<link>http://www.efficacemente.com/2009/09/la-differenza-tra-piacere-e-felicita/#comment-8092</link>
		<dc:creator>lucapier</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Dec 2011 13:36:13 +0000</pubDate>
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		<description>mi sembra un ottimo metodo,però ci sono tante cose che bisogna affrontare da soli e senza piacere ,ma che alla fine ci porteranno felicità.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>mi sembra un ottimo metodo,però ci sono tante cose che bisogna affrontare da soli e senza piacere ,ma che alla fine ci porteranno felicità.</p>
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		<title>Di: Andrea</title>
		<link>http://www.efficacemente.com/2009/09/la-differenza-tra-piacere-e-felicita/#comment-5368</link>
		<dc:creator>Andrea</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 07 May 2011 10:05:13 +0000</pubDate>
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		<description>Ciao grazie del commento,
concordo appieno con quanto letto. Gli insuccessi, le sconfitte, i momenti di defaillance, sono un dato oggettivo ed inevitabile: come reagiamo di fronte a questi eventi sta invece a noi. Li possiamo sfruttare per trovare la spinta per il prossimo successo o possiamo decidere di gettare la spugna facendoci dominare dagli eventi.

Andrea.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao grazie del commento,<br />
concordo appieno con quanto letto. Gli insuccessi, le sconfitte, i momenti di defaillance, sono un dato oggettivo ed inevitabile: come reagiamo di fronte a questi eventi sta invece a noi. Li possiamo sfruttare per trovare la spinta per il prossimo successo o possiamo decidere di gettare la spugna facendoci dominare dagli eventi.</p>
<p>Andrea.</p>
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		<title>Di: UomoMacchina</title>
		<link>http://www.efficacemente.com/2009/09/la-differenza-tra-piacere-e-felicita/#comment-5364</link>
		<dc:creator>UomoMacchina</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 May 2011 23:33:07 +0000</pubDate>
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		<description>Carissimo Andrea,
conosco da tempo il tuo blog, sono iscritto alla newsletter, ho scorso qualche email, ma soltanto oggi ho voluto, potuto e deciso di approfittare del mio nuovo tablet per leggere qualche tuo articolo spinto da una reale e concreta motivazione pratica: ho trascorso una giornata segnata da piacere e frustrazione, non miei, ma di una mia collaboratrice alla quale sto insegnando l&#039;attività di cui mi occupo; lei ha raggiunto ottimi risultati e concreti obiettivi, ha gustato il piacere di una giornata produttiva e motivante, ma, ahimè, ha commesso un errore che l&#039;ha letteralmente mandata in paranoia!

Per questo volevo trovare qualche articolo di cui proporle la lettura per aiutarla nel lavoro e nella vita. Casualmente mi sono imbattuto su questo tuo, particolarmente calzante, ma che mi spinge a scriverti perché ritengo utile porre l’accento proprio sul &quot;dolore&quot; e su quanto spesso il nostro focus sugli insuccessi o sugli errori non soltanto ci impedisca di godere dei successi, ma spesso ci porta a sentirci incapaci e improduttivi anche laddove la bilancia penda indubbiamente dalla parte del successo.

A volte capita di concentrarsi, anzi, accanirsi sui problemi (addirittura anche su quelli banali) e perdere di vista i traguardi raggiunti.
Credo sia opportuno, talvolta, un po&#039; di sano menefreghismo nei confronti degli sbagli commessi per evitare di cadere nella trappola del dolore.
Quest&#039;ultimo ci impedisce di pensare, di agire e di rimediare.

Il dolore, spesso non reale ma semplice frutto della paura di non riuscire a replicare il percorso che ci ha già portato a raggiungere determinato obiettivi, diviene per noi la scusa cui aggrapparsi per non agire.

Grazie per il tuo ottimo blog.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Carissimo Andrea,<br />
conosco da tempo il tuo blog, sono iscritto alla newsletter, ho scorso qualche email, ma soltanto oggi ho voluto, potuto e deciso di approfittare del mio nuovo tablet per leggere qualche tuo articolo spinto da una reale e concreta motivazione pratica: ho trascorso una giornata segnata da piacere e frustrazione, non miei, ma di una mia collaboratrice alla quale sto insegnando l&#8217;attività di cui mi occupo; lei ha raggiunto ottimi risultati e concreti obiettivi, ha gustato il piacere di una giornata produttiva e motivante, ma, ahimè, ha commesso un errore che l&#8217;ha letteralmente mandata in paranoia!</p>
<p>Per questo volevo trovare qualche articolo di cui proporle la lettura per aiutarla nel lavoro e nella vita. Casualmente mi sono imbattuto su questo tuo, particolarmente calzante, ma che mi spinge a scriverti perché ritengo utile porre l’accento proprio sul &#8220;dolore&#8221; e su quanto spesso il nostro focus sugli insuccessi o sugli errori non soltanto ci impedisca di godere dei successi, ma spesso ci porta a sentirci incapaci e improduttivi anche laddove la bilancia penda indubbiamente dalla parte del successo.</p>
<p>A volte capita di concentrarsi, anzi, accanirsi sui problemi (addirittura anche su quelli banali) e perdere di vista i traguardi raggiunti.<br />
Credo sia opportuno, talvolta, un po&#8217; di sano menefreghismo nei confronti degli sbagli commessi per evitare di cadere nella trappola del dolore.<br />
Quest&#8217;ultimo ci impedisce di pensare, di agire e di rimediare.</p>
<p>Il dolore, spesso non reale ma semplice frutto della paura di non riuscire a replicare il percorso che ci ha già portato a raggiungere determinato obiettivi, diviene per noi la scusa cui aggrapparsi per non agire.</p>
<p>Grazie per il tuo ottimo blog.</p>
]]></content:encoded>
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	<item>
		<title>Di: alberto</title>
		<link>http://www.efficacemente.com/2009/09/la-differenza-tra-piacere-e-felicita/#comment-4650</link>
		<dc:creator>alberto</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Jan 2011 14:09:37 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.efficacemente.com/?p=2053#comment-4650</guid>
		<description>Ciao Andrea! ancora una volta ti faccio i complimenti per il blog!:D
Io penso che nel momento in cui una persona afferma &quot; di stare bene &quot; in seguito a una determinata causa si debba parlare di piacere se invece afferma lo stesso ma indifferentemente da qualsiasi tipo di evento allora è felicità. Più semplicemente se sono felice senza alcun motivo allora lo sono realmente ma se dico che la mia felicità è la conseguenza di una singola azione non si può parlare di felicità ma di piacere.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao Andrea! ancora una volta ti faccio i complimenti per il blog!:D<br />
Io penso che nel momento in cui una persona afferma &#8221; di stare bene &#8221; in seguito a una determinata causa si debba parlare di piacere se invece afferma lo stesso ma indifferentemente da qualsiasi tipo di evento allora è felicità. Più semplicemente se sono felice senza alcun motivo allora lo sono realmente ma se dico che la mia felicità è la conseguenza di una singola azione non si può parlare di felicità ma di piacere.</p>
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	<item>
		<title>Di: La matrice delle abitudini &#171; BLACK SWAN PROJECT</title>
		<link>http://www.efficacemente.com/2009/09/la-differenza-tra-piacere-e-felicita/#comment-3991</link>
		<dc:creator>La matrice delle abitudini &#171; BLACK SWAN PROJECT</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Aug 2010 20:09:02 +0000</pubDate>
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		<description>[...] a modo mio, la matrice delle abitudini di cui ti parlerò prende spunto dall’articolo “La differenza tra piacere e felicità” e si allontana un po’ da quella proposta da Tony Robbins, anche se il messaggio di fondo non [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] a modo mio, la matrice delle abitudini di cui ti parlerò prende spunto dall’articolo “La differenza tra piacere e felicità” e si allontana un po’ da quella proposta da Tony Robbins, anche se il messaggio di fondo non [...]</p>
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	<item>
		<title>Di: joe</title>
		<link>http://www.efficacemente.com/2009/09/la-differenza-tra-piacere-e-felicita/#comment-3876</link>
		<dc:creator>joe</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Jul 2010 16:46:32 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.efficacemente.com/?p=2053#comment-3876</guid>
		<description>questo sito propone tematiche interessanti e questo articolo approfondisce un discorso che mi stavo facendo da qualche giorno, eppure nei commenti traspare una certa superficialità. la differenza tra &quot;fare&quot; e &quot;pensare&quot; non riguarda solo noi.
finchè una cosa rimane pensiero non nuoce che a noi stessi(entro un certo limite), è quando la trasformiamo in azione che potenzialmente puo far male anche ad altri. basta guardarsi intorno. il mondo sarebbe un posto migliore se molti prima di agire avessero riflettuto un po di più. ah ma poi magari avrebbero perso un affare.
curioso come l&#039;automiglioramento interessi soprattutto personale aziendale.se ci fosse un autodisciplina aziendale forse il mondo non sarebbe quello che è.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>questo sito propone tematiche interessanti e questo articolo approfondisce un discorso che mi stavo facendo da qualche giorno, eppure nei commenti traspare una certa superficialità. la differenza tra &#8220;fare&#8221; e &#8220;pensare&#8221; non riguarda solo noi.<br />
finchè una cosa rimane pensiero non nuoce che a noi stessi(entro un certo limite), è quando la trasformiamo in azione che potenzialmente puo far male anche ad altri. basta guardarsi intorno. il mondo sarebbe un posto migliore se molti prima di agire avessero riflettuto un po di più. ah ma poi magari avrebbero perso un affare.<br />
curioso come l&#8217;automiglioramento interessi soprattutto personale aziendale.se ci fosse un autodisciplina aziendale forse il mondo non sarebbe quello che è.</p>
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	<item>
		<title>Di: Andrea</title>
		<link>http://www.efficacemente.com/2009/09/la-differenza-tra-piacere-e-felicita/#comment-3810</link>
		<dc:creator>Andrea</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 10 Jul 2010 11:41:57 +0000</pubDate>
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		<description>Ti ringrazio! Alla prossima!
Andrea.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ti ringrazio! Alla prossima!<br />
Andrea.</p>
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		<title>Di: nuZz</title>
		<link>http://www.efficacemente.com/2009/09/la-differenza-tra-piacere-e-felicita/#comment-3809</link>
		<dc:creator>nuZz</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 10 Jul 2010 11:17:50 +0000</pubDate>
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		<description>Gran bel post. Devo leggerti più spesso. ;)
nuZz</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Gran bel post. Devo leggerti più spesso. ;)<br />
nuZz</p>
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