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Scritto da Andrea il 25 ottobre 2010

Parliamo di: Felicità | Mente

Quiedora: cos’è e perché dovresti praticarla

Riflessioni sull’importanza di vivere qui ed ora.

“Hic et nunc”

Detto latino.

Fin da piccolino ho sempre amato creare neologismi. Le parole del vocabolario mi andavano strette e sentivo l’esigenza di crearne di nuove per esprimere le idee che avevo in mente: devo dire che le mie maestre non sempre erano d’accordo :-)

Oggi voglio parlarti proprio di uno di questi neologismi: la “Quiedora”.

La Qui… che?!? Che ti sei inventato oggi Andre?! Tutto bene? Hai preso una tegolata in testa?!

Cos’è la “Quiedora”

Non serve un grande intuito per comprendere questo neologismo: potremmo definire la “Quiedora”…

“Quella sensazione di assoluta quiete interiore, derivante dalla capacità di concentrare i propri pensieri sul qui ed ora.”

Alcuni blogger di crescita personale chiamano questo particolare stato di concentrazione “flusso” (flow), ma ad esser sincero, la parola flusso mi ha da sempre fatto pensare al… bagno. Al contrario, credo che il termine Quiedora, con quella sua leggera assonanza con la quiete, esprima al meglio questo stato.

Quiedora. Uno stato naturale dell’essere. Quiedora. Nessun pensiero, nessuna preoccupazione.

Eppure è raro ritrovarci in questo stato di grazia: troppo spesso viviamo tra i fallimenti del passato e le angoscie del futuro. La nostra mente, come una scimmia esagitata in una gabbia, non trova mai quiete e salta da un pensiero all’altro alla ricerca di evasione.

Perché dovresti coltivare la “Quiedora”

“…alla ricerca di evasione.”

Ti è mai capitato di pensarci? Dov’è che cerchiamo la nostra felicità? Dove fissiamo i nostri obiettivi?

La e dopo. Mai qui ed ora.

L’azione stessa di definire un obiettivo è l’ammissione che non possiamo essere felici ora, che c’è qualcosa di sbagliato nella nostra vita presente e che siamo disposti ad essere felici solo quando avremo raggiunto i nostri obiettivi. Peccato che ad ogni obiettivo raggiunto la nostra mente ricerchi immediatamente un nuovo traguardo… ed un altro ancora, in un circolo vizioso che non ci rende poi così diversi da criceti in gabbia.

Ma la Quiedora può liberarci da queste catene immaginarie. Immergendoci completamente nel momento presente, vivendo con consapevolezza ogni istante della nostra esistenza ogni cosa diventa più intensa:

  • il cibo che mangiamo svela sfumature di sapore che non avevamo mai immaginato;
  • i piccoli piaceri della vita riescono a trasformare radicalmente le nostre giornate;
  • la maggiore attenzione che mettiamo nello studio ci permette di memorizzare meglio ed in minor tempo;
  • fare una cosa alla volta aumenta la nostra produttività;
  • il focus ritrovato sviluppa la nostra concentrazione;
  • la maggior attenzione sul presente ci aiuta a dare priorità a ciò che è veramente essenziale;

Vivere nel qui ed ora costantemente richiede pratica, ma i benefici che può darci sono inestimabili. Perché non provarci… qui ed ora. Buona settimana.

Foto di mindfulness

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23 Commenti

  1. Amelio

    Provarci….ma come?

  2. :D :) Scusa, ma com’è che si pronuncia “quiedora” esattamente?

    Devo dire che dopo contoarancio, la promozionefinanziaria e i tassidinteresse questo post ci voleva proprio, a portarci e a riportarci, appunto un po’ di sana “quiedora”.

    Quello di cui parli mi ricorda una delle esperienze più significative della mia vita: quando ancora lavoravo (superlavoravo) in azienda e ignoravo del tutto il concetto di “quiedora”, per puro caso (giuro!, decisi di trascorrere i quindici giorni di vacanze natalizie nel monastero buddhista di Thich Nhat Hahn, in Francia.

    Lì, oltre alla pratica del silenzio e della meditazione, si “lavora con le mani” (la chiamano “working meditation”): si cucina (cioè si pelano quintali di patate e di mele o frutta e ortaggi vari), si fa giardinaggio, si fanno lavori di riparazione o di riordino.
    Tutto in silenzio e prestando particolare attenzione alla respirazione.
    Non solo: è abitudine che ogni volta che si sente lo squillo del telefono o il rintocco della pendola, ci si fermi un momento e si torni a porre attenzione sul proprio respiro.
    E’ un modo efficacissimo per scoprire la potenza straordinaria del “quiedora”.

  3. Alessandro

    Ciao Andrea!
    Complimenti per il blog, è un piacere leggerti!
    Volevo chiederti come gestisci la stanchezza psicologica (aka noia).
    Più di una volta la noia “accumulata” durante una mattinata a scuola mi condiziona il pomeriggio, lasciandomi come oppresso. Sarebbe bello riuscire a combattere quella sensazione!

  4. Max

    Salve Andrea,

    apprezzo questo blog e mi complimento con te.

    Credo che il quiedora si avvicini molto a ció che i praticanti di arti marziali, di cui faccio parte, chiamano MUSHIN.

    http://en.wikipedia.org/wiki/Mushin

    Forse il Mushin non é facile da comprendere a chi non abbia mai praticato alcune arti orientali, ma credo di potere sottolineare tale somiglianza di “prospettiva” e “status del corpo-mente”.
    Auguro a tutti di godersi la vita, senza fretta e senza tregua come disse qualcuno..
    cordialmente,
    Max

    • Ciao Max,
      grazie per avermi ricordato il Mushin: ho praticato judo e ju-jitsu per alcuni anni e sono pienamente d’accordo con te con il parallelismo.

      Andrea.

  5. Stefano

    Ciao Andrea
    bel post che come al solito fornisce uno spunto di riflessione ed approfondimento…
    Credo che quello del “quiedora” sia un aspeto fondamentale su cui concentrarsi per raggiungere una “pienezza” di vita sempre maggiore: troppo spesso infatti viviamo a cento allora perdendoci il gusto delle cose…anche solo semplicemente perchè riteniamo che “altrove” stia succedendo qualcosa di incredibile…fantastico…mentre quello che sta accadendo a noi è assolutamente normale e dunque non degno di attenzione. Una sorta di “sindrome del giardino del vicino” (…sempre più verde…) permanente…che ci fa perdere il gusto delle cose.
    Ora rileggendo questo articolo prima di tuffarmi in una nuova giornata di lavoro, e ripensando alla scena di questa mattina…quando la mia bimba (di dieci mesi ndr) mi ha raggiunto faticosamente dopo essersi aggrappata al divano…regalandomi alla fine di questo sforzo (immane per lei) un gran sorriso…ebbene mi viene da dire che le cose “eccezionali” accadono a ciascuno di noi…ogni giorno…basta solo guardarle con gli occhi giusti!
    alla prossima
    S.

  6. Flavia

    Ciao Andrea,

    seguo il blog da diverso tempo, sempre con grande interesse, ma questo post sul quiedora mi ha colpito in modo particolare.

    In questo periodo sto leggendo un libro di Osho (La verità che cura)e quale sorpresa nell’imbattermi proprio ieri in questo passaggio: “Esisti QUIEORA: proprio questo corpo, il Buddha”.

    Vivere con pienezza il presente, vivere “nel flusso”, riuscirci anche solo per pochi momenti, dà un sapore del tutto diverso ai nostri giorni, hai ragione.

    Virginia Woolf li chiamava “moments of being”, definizione che mi colpì molto quando la lessi.

    A mio avviso,uno spunto molto interessante sul tema lo fornisce anche “Lo zen e l’arte della manutenzione della motocicletta” di Robert Pirsig, che espone in modo affascinante una Metafisica della Qualità basata proprio sul concetto di QUIEORA.

    Un saluto e grazie per aver condiviso con noi queste riflessioni.

    Flavia

  7. Ciao Andrea,

    fantastico questo neologismo! Chissà, magari tra qualche anno lo ritroveremo anche nello Zingarelli!

    Sottoscrivo in pieno le tue considerazioni, come al solito sei chiaro e incisivo

    Un abbraccio e a presto
    Fabio

  8. Ottimi consigli e soprattutto ottimi i link che si trovano nell’articolo. E’ proprio vero vivere nel presente e’ il modo migliore per essere felici senza un perche’. Se proprio dobbiamo pensare al futuro, pensiamoci in positivo.

    Ciao

    Davide

  9. Lui le chiese: “come ti senti ?”
    Lei gli rispose: “qui”.
    Antico proverbio.

  10. Grossomodo, così come descritto qui, “quiedora” è il fondamento della filosofia Zen: spontaneità dell’istante presente (ammesso ci sia un istante presente).

    Lettura (saggio) utile e interessante: La via dello Zen di Alan Watts.

  11. gogogos

    Ciao Andrea. Complimenti per il blog. Lo reputo uno tra i migliori in Italia nel suo genere.

    Volevo consigliare a tutti i praticanti del Quiedora l’autore “Eckhart Tolle”. Sono sicuro che tu gia lo conosci. A differenza di molti guru orientali che suggeriscono di godere il presente Tolle spiega per filo e per segno cosa è il nonQUIedora (scusa per questo neoneologismo). Il nonquiedora è descitto da Tolle come un’ente esterno alla nostra umanità, una sottospecie di demone che ha interessi esterni ai nostri e ha come unico obiettivo quello di strapparci dal presente.

    Vedere il “vivere continuamente proiettati nel futuro” la nostra mente ossessionata ci aiuta a non identificarci con essa e a non mortificarci per il fatto di non essere in grado di godere il presente.

    In poche parole…. Andrea, suggerisco questo autore.
    Complimenti ancora.

    GOGOGOs

  12. Lorenzo

    Ciao. In sto periodo mi sento una m…a. Cercando una soluzione sono finito sul sito di efficacemente. Mi si è aperto un mondo, prospettive di una vita migliore diventare sicuro di me, piacermi e piacere… ma anche la consapevolezza che per cambiare bisogna rimettersi in gioco e impegnarsi…mentre a volte è così comodo fermarsi e piangersi addosso

  13. [...] This post was mentioned on Twitter by EfficaceMente.com, effeerre75 – IW2MVI. effeerre75 – IW2MVI said: Hic et nunc ;) Per vivere bene adesso! RT @selene_luna3 Quiedora: cos'è e perché dovresti praticarla http://ow.ly/1rgIdn [...]

  14. vale80

    Ciao Andrea, complimenti per il blog e per questo articolo in particolare.

    So bene di cosa si tratta: vivere “qui ed ora” è proprio il concetto di vita che ho imparato dal mio maestro zen e che ora mi aiuta nel mio lavoro, in quanto mi occupo di stress. Il mio compito è quello di aiutare le persone a focalizzarsi sul momento attuale piuttosto che riempirsi la testa di pensieri ossessivi e inutili. E’ una tecnica che funziona bene, lo dico proprio perchè io per prima sono riuscita ad affrontare le mie difficoltà con uno spirito diverso e ho cambiato il mio modo di approcciare alla vita e alle persone in generale.

  15. APF

    A Brescia (sono besciana appunto) esiste il termine “quacì” per indicare uno stato di calma e pace in cui stiamo bene.

  16. Cratos

    ciao Andrea..

    ho scoperto il tuo blog appena qualche settimana fa.Ed ho iniziato a mettere in pratica sin da subito gran parte delle tecniche che hai scritto(soppratutto per lo studio:-D)..non posso che ringraziarti di tutto:-))

    Ad ogni modo il QuiEdOra,per caso è collegato al libro ‘Il potere di adesso‘? di Eckhart Tolle , perché il concetto mi sembra lo stesso. Essere presenti senza nessun pensiero e liberarci dal dominio della mente.

    ps:ho provato a leggere il libro ma non ci ho capito una mazza

    • Ciao Cratos,
      sinceramente non ho letto il libro di Tolle, anche se ne ho sentito parlare. Il QuiEdOra è semplicemente frutto di una mia riflessione, ma naturalmente è un concetto già ampiamente trattato da autori occidentali, ma soprattutto orientali.

      Andrea.

  17. lucapier

    ciao andrea
    senti mi puoi dare un elenco completo di tutti gli esercizi che potrei fare per vivere l’attimo,pensando solo al presente e nn al futuro o passato?
    grazie :)

    • Ciao Luca,
      io partirei dall’esercizio più semplice ed efficace allo stesso tempo: la respirazione.

      Quando senti che ti stai perdendo tra il passato ed il futuro, prova a riportare la tua attenzione sul respiro: inspirazione ed espirazione. Concentrati sull’aria che attraversa le tue narici e scorre giù per i tuoi polmoni e poi esce, lentamente dalla bocca. Concentrati sulla respirazione diaframmatica.

      Questa è sicuramente una delle tecniche più potenti per riportare la nostra attenzione sul momento presente.

      Trovi altri dettagli in questo articolo: “Tecniche di Respirazione: ritrovare il benessere con un respiro

  18. [...] veramente non è una Lamborghini nuova o un lavoro migliore, ma creare qualcosa di positivo nel qui ed ora. Per caso hai già letto gli articoli qui di seguito?8 dicembre: Non avete digiunato? [...]

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