Scritto da Andrea il 24 ottobre 2011
Parliamo di: Autostima | Motivazione
Il domino mentale
Le nostre sensazioni sono come tessere del domino, ma c’è una tessera più speciale delle altre: innescarla nel modo corretto può farci ritrovare motivazione ed autostima.
“Non è della morte che un uomo dovrebbe aver paura, ma del non vivere affatto.”
Marco Aurelio.
Scrivendo gli ultimi capitoli del mio e-book sulla procrastinazione, sono sempre più convinto del legame viscerale che esiste tra procrastinazione, motivazione ed autostima. Quando non siamo sicuri di noi stessi e delle nostre straordinarie capacità, tendiamo inevitabilmente ad essere demotivati e di conseguenza continuiamo a rimandare i nostri impegni, e ancor peggio, i nostri sogni.
Come avviene in natura, anche nella nostra mente… tutto è connesso, come in un immenso domino mentale.
L’effetto domino
Ho sempre immaginato che nella nostra mente esistano centinaia di tessere del domino; ogni tessera rappresenta un nostro meccanismo mentale, una nostra emozione o un nostro stato d’animo: motivazione, determinazione, disciplina… ma anche, noia, procrastinazione, mancanza di energia, etc.
Ognuna di queste sensazioni è una tessera del nostro domino mentale: sono tutte lì, nella nostra mente, ognuna in equilibrio precario e separata dalle altre da pochi millimetri di spazio. Appena diamo una spinta ad una di queste sensazioni, subito si innesca un effetto domino.
Esistono due tipologie di tessere:
- le tessere bianche, ovvero tutte quelle emozioni positive che ci permettono di esprimere tutto il nostro vero potenziale. Quando facciamo cadere una di queste tessere, automaticamente anche le altre compagne si mettono in moto… e così dalla motivazione nasce l’entusiasmo, dall’entusiasmo nasce l’azione, dall’azione nasce il successo e così via in una catena di eventi che ci porta verso livelli di felicità sempre più alti. Ma nella nostra mente esistono anche…
- le tessere nere, ovvero tutte quelle emozioni negative che ci intrappolano in una gabbia da cui non vediamo via di uscita. Anche queste tessere sono strettamente legate tra loro, così gli insuccessi portano alla scarsa autostima, che a sua volta ci rende demotivati ed inattivi; così via in una spirale negativa che spesso tocca molteplici aree della nostra vita.
Quando ci sentiamo demotivati e poco sicuri di noi stessi, è molto probabile che stiano agendo le tessere nere, che una dopo l’altra si innescano a vicenda. Questo ti suona familiare?
Belle parole André! Ma finora non hai detto una beneamata cippa!!! Come faccio a bloccare le tessere nere e far finalmente partire le tessere bianche?! Da dove inizio?!
Tessere nere e tessere bianche non si incrociano quasi mai: hanno percorsi distinti. Questo significa che quando sono le tessere nere ad agire, le tessere bianche sono immobili e per quanto ci sforziamo, rimangono immobili, mentre la catena di sensazioni ed eventi negativi continua a succedersi.
Esiste però un’eccezione, una tessera speciale.
Questa tessera è all’apparenza nera come la notte più oscura, ed è una tessera che facciamo di tutto per non mettere in moto, eppure questa è l’unica tessera del domino che lega tessere nere e tessere bianche: è la tessera della paura.
La tessera della paura
Decine di migliaia di anni di evoluzione ci hanno insegnato a rifuggire la paura.
“La paura è l’emozione umana più forte. Chi mai si sveglierebbe alle quattro del mattino perché si sente felice?”
L’ indice della paura
di Robert Harris.
Quando dobbiamo affrontare una situazione che ci spaventa, conosciamo due sole reazioni: ci paralizziamo o fuggiamo. Questa è una risposta istintiva nota come “fight or flight response“.
Questa reazione ha salvato le chiappe più e più volte ai nostri antenati; il problema è che se i nostri antenati dovevano affrontare paure reali (leoni, orsi, gelo, fame, etc.), noi oggi ci paralizziamo o fuggiamo di fronte a paure irreali: il prossimo esame universitario, parlare con una persona che vorremmo sedurre ed in generale tutti i “problemi” della vita moderna.
Non è un caso dunque se continuiamo a procrastinare i nostri impegni (ci paralizziamo) o li rifuggiamo abbandonandoci a cattive abitudini (fuggiamo). Abbiamo paura e non conosciamo altre vie per affrontarla.
Ma come detto la paura è una tessera molto importante del nostro domino mentale: se ci paralizziamo o fuggiamo di fronte a paure irreali, che esistono solo nella nostra mente, non facciamo altro che innescare il domino delle tessere nere: quando non affrontiamo le nostre paure la seconda tessera a cadere è infatti la nostra autostima, segue poi la demotivazione, e così via sempre più giù, sempre più vicini al baratro.
Ma la paura è anche il punto di partenza per il domino delle tessere bianche: se per un attimo soltanto recuperiamo la nostra lucidità e con un atto di consapevole follia accettiamo le nostre paure e le affrontiamo senza reti di protezione, sentiamo qualcosa dentro di noi cambiare: iniziamo a sentirci più forti, più sicuri di noi stessi, più vitali ed energici.
Non è facile.
La paura è un’emozione che pervade la nostra mente ed il nostro corpo: è totalizzante. Ma solo quando siamo disposti a raggiungere l’altra sponda del fiume dei nostri timori, diventiamo realmente consapevoli di avere dentro di noi risorse e capacità inimmaginabili.
Ammazza che pippone Andre!!! Però mi hai quasi convinto! Parlando di cose un po’ più spicciole… hai qualche suggerimento pratico a riguardo?!
Se dovessi sintetizzare l’intero articolo in una frase o meglio… un’abitudine, userei queste parole:
“Affronta ogni giorno qualcosa che ti spaventa.”
Le nostre abitudini, le nostre routines ci danno sicurezza e spesso abbiamo giornate fin troppo caotiche per affrontare anche le situazioni che ci spaventano: ma spesso la felicità si nasconde nei meandri più oscuri.
Cos’è che ti sta paralizzando in questo momento? A cosa stai opponendo resistenza? Cosa stai evitando da giorni o mesi? Cosa ti terrorizza? Affrontalo e le tessere bianche inizieranno a cadere una dopo l’altra…
Buona settimana.
Foto di Loяena Ortega


















MASSIMO
Nella vita ho una bella famiglia con due figli piccoli, la mia paura piu’ grande e’ che succeda qualcosa che possa rompere questo equilibrio e nello stesso tempo mi possa far precipitare nell ‘ infelicita’ più scura. Mi rendo conto che questo rovina la felicita’ di oggi, e non e’ l’atteggiamento piu’ giusto.
Secondo te , Andrea, che dovrei farre ?
Ciao Grazie
Andrea
Ciao Massimo,
sono sempre affascinato dai commenti dei miei lettori: molti conoscono già la risposta (molto meglio di me), eppure cercano una conferma da un estraneo ;-)
Presto scriverò un articolo sulla gratitudine, e come questa emozione ci permetta di sfuggire ansie e paure immaginarie: credo che tu abbia molto di cui essere grato. Sarebbe curioso osservare cosa accadrebbe se ogni volta che hai questi pensieri “bui” le sostituissi consciamente con pensieri di gratitudine… provare non costa nulla, giusto? ;-)
MASSIMO
Grazie … penso di avere capito … Ti ringrazio tanto
Enrico
Questo… è un gran bel articolo!
La metafora delle tessere del domino è fantastica e calza a pennello.
Probabilmente in questo momento avevo bisogno di leggere un post come questo o probabilmente ti sei scervellato più del solito :-), in ogni caso lo considero uno dei tuoi migliori articoli di sempre!
Ilaria Cardani
Il fatto è che quelle che tu, Andrea, definisci “paure irreali” – e io definirei con il mio istinto didascalico: paure di pericoli non reali (e che mai ti succede se non passi un esame?) a differenza di quelle che i nostri antenati fronteggiavano ogni giorno (una morsicatina di leone lascia tracce non indifferenti e pregiudica la tua vita) – sono proprio frutto del domino tra tessere nere. Cioè: per esempio, nella nostra testa c’è la convinzione che essere rifiutati è da sfigati (convinzione pericolosissima, giacché, in base a quella, io, per definizione, sarei sfigata, dato che Clooney non mi ha mai invitato a cena, anche se io accetterei ben volentieri). E da questa convinzione facciamo nascere la paura di sembrare sfigati o sentirci tali (paura che in realtà non ha ragione d’essere). E tale paura alimenta l’insicurezza, che alimenta la procrastinazione, che guarda un po’, alimenta l’insicurezza, che alimenta la paura…
Io non so se consiglierei di affrontare ogni giorno qualcosa che ti spaventa: io ho paura dei serpenti e non mi va di vedermene uno di fronte tutti i giorni. E a che pro? Per risparmiare sul biglietto del cinema o sul tempo trascorso in palestra?
Però, in un certo senso sì: affronta tutti i giorni quell’idea che ti fa paura. Perché quell’idea è tutta tua e come si è formata nella tua testa, così la tua testa la può trasformare. A tuo vantaggio.
Andrea
Ciao Ilaria,
ho apprezzato il tuo commento, ma non mi ha convito molto l’ultima parte ;-)
Per gran parte del commento parli di paure irreali, che sono l’oggetto dell’articolo, poi però per sostenere la tua tesi prendi ad esempio una paura… realissima (i serpenti).
La paura, quella vera, ha una funzione ben definita e fa il suo lavoro egregiamente… il problema sono quelle paura irreali che sono nate con lo svilupparsi della nostra società nevrotica… ecco… quelle vanno affrontate, ogni giorno, proprio per liberarci da inibizioni che non ci appartengono.
Ilaria Cardani
Caro Andrea,
che cosa ha di reale la paura di una biscia? ;)
Cioè, mi rendo conto di quel che dici; sai perchò ho preso quell’esempio(oltre che per farci una battuta)? Mi capita, da anni, di trascorrere giorni d’estate in una casa in campagna dove non è inusuale incrociare un serpente. Quindi può capitare che tutti i giorni io affronti la mia paura, talvolta. Una volta ero nella metropolitana di Boston e soprappensiero, poco prima di entrare sul treno mi volto e al mio fianco vedo una signora con un pitone vivo sulle spalle; ho viaggiato con lei e ho affrontato la mia paura. Non me ne sono fatta niente (dell’aver affrontato la paura; i serpenti continuano a darmi fastidio). Nei miei viaggi in Oriente mi è capitato spesso di incontrare persone (in luoghi di culto per esempio) che mi offrissero come un privilegio quello di tenere in braccio o di accarezzare un serpente.
Vedi: il serpente è reale. La mia paura non tanto…
E’ vero: la paura, come il dolore, ha una funzione precisa. E io sono ben d’accordo, tanto che penso che l’una e l’altra vadano riconosciuti e compresi.
Non so se la nostra società sia nevrotica – nevrosi è un parolone – sicuramente è molto “strutturata”, tanto strutturata da aver creato artificialmente molti tipi di tessere (alcune bianche e molte nere).
Tu pensi che affrontare di continuo le proprie paure giovi? Certo, l’esperienza e il risultato raggiunto nel concreto fanno passare al “gradino successivo”. O fanno assumere una nuova abitudine.
La consapevolezza di avere delle convinzioni che non giovano e di poterle trasformare rende superfluo il fatto di continuare a mettersi alla prova :) :).
Questo è il mio pensiero ;)
Grazie per l’osservazione.
Andrea
Finalmente abbiamo toccato il fulcro della discussione: le convinzioni e l’esperienza.
Eliminare le convinzioni limitanti sembrerebbe la panacea di tutti i mali e sai cosa penso… che sono d’accordissimo… ma nessuno ti dice come cavolo modificarle queste convinzioni limitanti: che faccio, mi metto davanti allo specchio e mi ripeto 100 volte che quella convinzione non è vera?!! Nah… non funziona mica.
Per quella che è la mia esperienza, l’unica vera strada per modificare alla radice una convinzione limitante è l’esperienza. Affrontare una paura irreale rappresenta una delle esperienze più efficaci per smontare quelle impalcature che spesso ci costruiamo in testa.
Andrea.
Stefano
Ciao,
Sarà che ho da poco visto star wars, ma appena ho letto Paura ho pensato ad una sola cosa:
La paura è la via per il Lato Oscuro. La paura conduce all’ira, l’ira all’odio; l’odio conduce alla sofferenza. Ah… Io sento in te molta paura.
Il buon Yoda non la pensa come te (anche se in altre occasioni mi sembra che anche lui afferma che dalla paura possiamo imparare qualcosa).
Andrea
Credo che il buon Yoda la pensi esattamente come me…
la paura come detto è una tessera speciale: se le soccombiamo, ci facciamo trascinare nel lato oscuro, ma se al contrario la affrontiamo… ne traiamo forza ;-)
SirioUFO
Gran bell’articolo!
Mia moglie è da tempo nel tunnel delle tessere nere e sto cercando in tutti i modi di scuterla, ma nonostante le continue conferme positive non riesce a far cadere la prima tesserina bianca…
Stasera le farò leggere questo articolo, con la speranza che l’aiuti a convincersi che la vita è più semplice di quel che crede!
A volte la parola giusta al momento giusto convince molto più di interminabili discorsi…
Grazie
Giacomo Saver
Bellissimo articolo, Andre. Io stesso sperimento settimane intere in cui le pedine bianche hanno il sopravvento. Poi iniziano le giornate buie in cui i pensieri cupi si susseguono.
Ora ho uno strumento in più per interrompere il flusso di pensieri negativi e ritornare all’ottimismo e alla motivazione!!
In bocca al lupo per il tuo prossimo ebook che sono certo sarà bellissimo!!
Ilaria Cardani
Andrea, sai cosa? Per qualcuno nemmeno l’esperienza può essere utile a eliminare certe convinzioni. Mi viene in mente ad esempio l’articolo che hai dedicato a “Psicocibernetica” e a quanto vi (in quel libro) scrive Maltz: sostiene di aver dato volti bellissimi a persone che hanno continuato a sentirsi brutte…
L’esperienza può rafforzare una convinzione o la trasformazione di una convinzione.
E può anche contribuire a crearla, certo…
Se tutto fosse basato sull’esperienza significherebbe che, passato un esame, non avrei paura. Ma se al prossimo esame non passo, mi ritornerebbe la paura.
E così via…
E sarei in balìa delle esperienze, oltre che degli altri (e il mondo è così vario che c’è perfino qualcuno che gira per Boston con un pitone sulle spalle).
La risposta esterna è fondamentale, ma quel che vi è all’interno è il vero punto di partenza.
Quanto al senso, al significato e all’utilità di quello che qui si è scelto di nominare “paura”: meno male che le emozioni e le sensazioni interne che provo quando vado a dare l’esame di matematica sono diverse da quelle che provo quando vado al cinema con gli amici…
Giovanni
Ottimo articolo!
Il passo: ”… dalla motivazione nasce l’entusiasmo, dall’entusiasmo nasce l’azione, dall’azione nasce il successo …”, credo sia da incorniciare e tenere sempre a portata d’occhio.
Grazie.
Elena
Che strana la vita.
Depressione per anni, attacchi di panico, disturbi alimentari e poi un giorno finisce tutto.
Ho incrociato lo sguardo con un cagnino con un occhietto solo, aveva più paura di me e aveva tanto bisogno di cure.
Con lui ho ritrovato me stessa e ho intrapreso un bellissimo percorso che mi ha portato fin qui, imperfetta e con tanta strada da fare, ma ogni passo è un kg di catene (e di peso) che lascio indietro e ogni passo verso il futuro è pieno di entusiasmo, finalmente!
La mia tesserina bianca è stato il mio cane e tramite lui ho cominciato ad aprirmi nuovamente al mondo, a pormi dei piccoli traguardi e man mano che riuscivo a superarli mi spingevo sempre più avanti.
Ieri ho fatto domanda per un colloquio di lavoro, hanno accettato e già stasera ho l’appuntamento!!! Non so come andrà, ma sinceramente è già un successo che dopo 5 anni di un lavoro poco entusiasmante, sono riuscita a fare il grande passo, merito di meglio ed ho cominciato a muovermi per ottenerlo!
P.S.
Adesso ho 3 cani, 3 gatti e sono felicemente vegana :)
Andrea
Grazie di aver condiviso la tua esperienza Elena ;-)
Andrea.
Elena
Prossima tappa riuscire a coniugare i verbi in maniera consona, ce la posso fare!
Prego, Andrea :)
Alberto
Articolo molto interessante, credo di rientrare perfettamente in “Quando non siamo sicuri di noi stessi e delle nostre straordinarie capacità, tendiamo inevitabilmente ad essere demotivati e di conseguenza continuiamo a rimandare i nostri impegni, e ancor peggio, i nostri sogni.” – il bello è che a volte esco dallo schema per qualche giorno… per poi rientrarci… e a pensarci bene… è veramente paura… paura di fare fiasco…
Daniela
Mi trovo d’accordo con quello che scrivi. Leggendo però mi è venuto spontaneo domandarmi che cosa succede quando prendi la tessera della paura, la butti giù con tutte le forze che hai (che magari sono oggettivamente poche) e poi scopri che quel gesto ha portato solo altra frustrazione e senso di insicurezza, che si va ad aggiungere alla frustrazione che già hai, a quel senso di inferiorità che ti accompagna ogni giorno della tua vita, praticamente da quando sei nata. Forse alcune persone hanno milioni di tessere della paura, accumulate negli anni, e allora diventa un lavoro faticosissimo prenderle una alla volta. Scrivo questo perchè certe volte mi sembra proprio che le energie interiori vengano a mancare e che non riesca ad avere la possibilità di ricaricarmi, troppo complesso è il percorso
Marta
Bellissimo articolo, complimenti! E cade proprio nella giornata più adatta. Dopo mesi di tessere nere ho deciso di riprendermi in mano la mia vita e di affrontare il pensiero più nero “non sono in grado”… Beh, ti dirò, i miei passi sono pochi e piccoli, per il momento, ma è un piacere sentire il senso di euforia misto a ansia che mi ha lasciato questa giornata. Sono stata in grado di fare un passettino, perciò posso fare anche i successivi!
Grazie.
roberto cisternino
articolo fantastico. ogni tuo articolo è una siringazza di positivià. a proposito di quello che fai in questo blog vorrei consigliarti un libro (che forse avrai già letto): “resisto dunque sono” di pietro trabucchi. da li ho preso il concetto di “migliorare se stessi” e lo porto avanti con gioia, anche leggendo il tuo blog.
ciao!
caterina
evvivaaaaaa! Grazie caro Andrea: non c’entra nulla con l’articolo in questione, tuttavia volevo dire che dopo due mesi di lettura di tutti gli articoli del tuo blog, che peraltro ho anche stampato in cartaceo, sono riuscita oggi a svegliarmi circa 1 ora e 30 munti prima del solito e, sebbene oggi sono stanchissima perchè il corpo non è abituato, sono super contenta perchè ho raggiunto un obiettivo splendido per me. Grazie Andrea, grazie e ti prego continua a motivarci, a fortificare le nostre menti a volte un po’ troppo lascive e pigrette. Fake it till you make it!!!!
Andrea
Grande Cate! Gimme 5! (ok, poi la smettiamo con queste frasi inglesi! ;-)
Sono molto felice per il tuo piccolo, grande successo.
Ti dirò di più il tuo commento è ben collegato con questo articolo: sono queste vittorie infatti ad innescare il nostro domino mentale.
Continua così.
Andrea.
Ps. piccolo suggerimento pratico: se inizi a svegliarti presto, gli effetti spiacevoli durano anche un paio di settimane… ma poi stai divinamente.
Paola
Ciao Andrea, questo articolo è per me… Alcuni anni fa mi è capitato di dover “parlare in pubblico” e sono stata assalita da un vero e proprio attacco di panico… cosa mai successa in precedenza. Sono sempre stata una studentessa brillante e senza nessuna timidezza, mi sono trovata altre volte in situazioni simili, ma da quell’episodio, e in un attimo…tutto si è capovolto!
Le tessere nere hanno innescato il circolo vizioso dell’insicurezza, della paura di cosa pensano gli altri.. Ora tendo ad evitare le situazioni lavorative in cui mi devo esporre troppo, tipo le riunioni, i colloqui di gruppo, i corsi o simili. Ma è una grande limitazione e un vero peccato, visto che ho sempre avuto molta fiducia nelle mie capacità, ho un’alta autostima, ma allora come si spiegano queste insicurezze nel “dover dimostrare” il mio valore agli altri? la paura è sì irrazionale (perchè è solo nella mia testa, una sorta di ansia da prestazione), ma si trasforma in qualcosa di reale, perchè le conseguenze sarebbero negative: l’immagine che gli altri avrebbero di me sarebbe inevitabilmente quella di una persona complessata e insicura all’eccesso. Per questo non so fino a che punto la tessera dell’affrontare la paura, mettersi in gioco nelle situazioni che temiamo, possa andare bene x me…
Lorenzo
Articolo eccellente!
Io addirittura consiglierei “Affronta ogni giorno il maggior numero possibile di cose che ti spaventano”.
Grazie Andrea per aver condiviso questi tuoi pensieri.
Lorenzo
Andrea
Sono “quasi” d’accordo Lorenzo:
affrontare le proprie paure richiede un notevole impegno, se esageriamo rischiamo di ottenere effetti indesiderati!
Andrea.
Chiara
Come non lasciarti ad hoc questa canzone … dovrebbe sposare i tuoi gusti ;)
Grazie,
Chia
http://youtu.be/SSXo5gATs2U
Andrea
Andrea,
come te sono marchigiano, ma vivo fuori regione, e come te sono ingegnere (ma studente io).
Ho trovato il tuo blog da poco tempo e solo oggi ho trovato la voglia di mettermi a leggere con calma uno dei tuoi articoli.
Posso solo dirti che trovo molti articoli interessanti, e ne spulcierò molti altri oltre a questo. E magari risponderò con più precisione all’argomento da te proposto.
andrea
Ciao Andrea…coincidenze della vita..anche io marchigiano..anche io ingegnere…e quando oggi per la prima volta mi sono imbattuto in questo blog ho detto:”questo fa proprio al caso mio”.Il 99% delle cose che sono riuscito a leggere sino ad ora tra questi articoli le ritrovo costantemente in me…e questo un pò mi consola…poi come si dice…mal comune mezzo gaudio..:-)
Mi è piaciuta molto la tua idea di cercare di affrontare ogni giorno qualcosa che ci fa paura…ci permette di conoscere i nostri limiti e di affrontarli a testa alta, magari superarli e da li, come dicevi sopra, innescare il processo a catena delle tessere bianche!!!
Ti saluto.
Grazie a presto!!!!
paolo
A me mi accade una cosa strana nonostante affronto ogni giorno le mie paure, il giorno dopo ho paura della stessa paura che avevo il giorno prima. E questo dura da anni
Andrea
Domanda: quando affronti questa paura, lo fai con delle “reti di protezione”? Spesso quello che non affrontiamo in modo completo tende a ritornare.
Andrea.
Marta Spring
Strana la vita!
A volte la paura o l’ansia mi bloccano e mi fanno entrare nel tunnel della procastinazione, almeno per un po’ poi succede che reagisco e che l’unico modo per combatterle è quello di lasciarsi guidare dalla scarica di adrenalina e AGIRE.
Se comincio a fare, a cercare una possibile via d’uscita, una soluzione, anche il solo fatto di averci provato, mi rasserena :D E quindi non mi resta altro che trasformarmi in una war machine e FARE!