Preoccupato? 5 strategie efficaci per ritrovare la serenità
5 azioni pratiche per quando ti senti preoccupato.
“Le piccole menti, hanno piccole preoccupazioni; le grandi menti… non hanno tempo per le preoccupazioni.”
Ralpho Waldo Emerson.
Alzi la mano chi non è stato un pelino preoccupato almeno una volta nella vita?!
La settimana scorsa abbiamo parlato di Start! la guida pratica per smettere di procrastinare. Chi l’ha letta, ha scoperto come paura e preoccupazioni siano tra le 4 cause chiave del “rimandare sempre a domani”.
Si, si André, ho capito! Hai pubblicato la tua guida! Siamo tutti contenti, ma adesso non facciamo che ad ogni articolo me lo devi ricordare per forza: non dovevamo parlare di preoccupazioni?! Parliamo di preoccupazioni!
Le preoccupazioni fanno parte del nostro vivere quotidiano, ed il profondo periodo di crisi economica ed incertezza sociale che stiamo attraversando sicuramente non sono di aiuto per ritrovare serenità e tranquillità. Spesso queste preoccupazioni sfociano in vere e proprie patologie, come ansia ed attacchi di panico, che devono essere correttamente trattate da degli specialisti. Tuttavia, anche le normali preoccupazioni spesso ci privano del nostro equilibrio, compromettendo la nostra qualità di vita.
Che fare in questi casi? Esistono azioni pratiche da mettere immediatamente in atto per eliminare o per lo meno ridurre le preoccupazioni?
Ma secondo te?! Cavoli! sei nel blog delle soluzioni pratiche per antonomasia! Vuoi che Andrea non ti trovi 4-5 bullet point anche per insegnarti ad allacciarti le scarpe in modo efficace?! ;-)
Ecco allora per te le 5 migliori strategie per smettere di essere preoccupato:
1. Segui l’esempio di Bruce Lee
Da appassionato di arti marziali, Bruce Lee è stato per me, fin da bambino, un’inesauribile fonte di ispirazione. In un articolo dedicato al raggiungimento degli obiettivi, ho anche riportato un suo famoso aforisma. Ma cosa può insegnarti Bruce Lee sulle preoccupazioni?
Ogni volta che si sentiva preoccupato, il giovane Bruce Lee faceva una “lista delle preoccupazioni“, ovvero un semplice elenco di tutto ciò che lo tormentava o gli toglieva serenità.
Mettere nero su bianco le proprie preoccupazioni può essere estremamente efficace. Ciò che rende infatti potenti le preoccupazioni è la loro vaghezza: ci sentiamo spaventati e nervosi, ma non sappiamo esattamente per quale motivo.
Scrivi ciò che ti preoccupa: elaboralo attraverso la parola scritta. Toglitelo dalla testa e mettilo su carta. Ma vuoi sapere cos’altro faceva Bruce Lee per liberarsi delle sue preoccupazioni?
Una volta completata la sua “lista delle preoccupazioni”… le dava fuoco. Un gesto simbolico che però lancia un segnale molto potente al nostro cervello. E adesso, mi raccomando, non dare fuoco a casa perché te l’ha detto Andrea di EfficaceMente!!! ;-)
2. Dai un costo alle preoccupazioni
Esiste un altro stratagemma molto simpatico per rendere le preoccupazioni meno vaghe (e quindi meno potenti) e allo stesso tempo prendere consapevolezza di quanto queste preoccupazioni abbiano un impatto, un costo, sulla nostra vita.
Ogni volta che sei preoccupato, prendi una moneta da 5 cent e mettila in un bicchiere o in un barattolo. Questo semplice esercizio ti aiuterà a comprendere quanto le preoccupazioni siano parte integrante della tua vita e dei tuoi pensieri, ma soprattutto ti darà un’immagine immediata di quanto queste preoccupazioni ti “costano”.
5 cent a parte, le preoccupazioni ci privano di 2 risorse essenziali per il nostro successo:
- La nostra energia fisica.
- La nostra concentrazione.
3. Fai attenzione a quello che ti dici
Le preoccupazioni sono presenti solo nella nostra testa. Indovina cos’è che riempie la nostra testa, il nostro pensiero? Bingo! Le parole.
Ciò che ci ripetiamo continuamente, diventa inesorabilmente la nostra realtà.
Impara ad osservare i tuoi pensieri, le frasi che ti ripeti di continuo tra te e te; ma soprattutto cambia le tue parole: smetti di lamentarti in continuazione ed inizia a parlarti diversamente. Cambia i “non ce la faccio” con i “ce la posso fare”, i “è troppo difficile” con i “è alla mia portata”, i “non riesco ad uscirne” con i “questa è un’opportunità”.
4. Fai leva sulla gratitudine
Mi sono ripromesso più volte di scrivere un articolo dedicato interamente alla gratitudine. Questa emozione, se coltivata su base quotidiana può avere degli effetti straordinari sulla nostra vita.
Niente pipponi new-age o strambe filosofie orientali. Seri studi scientifici hanno dimostrato senza ombra di dubbio come la sensazione di gratitudine aiuti ad eliminare sistematicamente le preoccupazioni. Scettico? leggiti questo: “6 modi scientifici per trovare la vera felicità“.
Si, ok Andre, tutto chiaro: ma come cacchio la tiro fuori una briciola di gratitudine se la sfiga ha deciso che sono l’unico essere umano degno della sua completa attenzione?!
Ti ho già parlato dei benefici del tenere un diario personale, vero? Bene: ogni mattina, appena sveglio o subito dopo aver fatto una bella colazione, prendi il tuo diario personale e scrivi 5 cose per cui sei grato.
Non devi necessariamente aver vinto al superenalotto per sentirti grato. Semplici piaceri della vita, come una buona notte di sonno o il sapore del caffè appena sveglio. Per la miseria! Stai leggendo questo articolo su uno strumento che più del 70% della popolazione mondiale neanche può permettersi!
Insomma, in ogni istante della tua vita, sia nei momenti migliori, sia in quelli più bui, c’è sempre qualcosa che funziona e qualcosa che potrebbe andare meglio. Impara a concentrarti su ciò che funziona, su ciò che hai, su ciò che c’è di buono nella tua vita.
5. Guarda i problemi con nuovi occhi
C’è un detto un po’ macabro ma molto efficace:
“Se stai cercando qualcuno senza problemi, vai al cimitero.”
Essere vivi significa avere problemi. I problemi sono parte essenziale della nostra vita. Senza problemi da affrontare e limiti da superare non potremmo crescere a migliorare noi stessi.
Per quanto tu possa essere convinto del contrario, in ogni problema che stai affrontando si nasconde un’opportunità. Ancor meglio: più grande il problema, più grande l’opportunità.
Indovina un po’: preoccuparsi non è la strategia più efficace per gestire i problemi. Agire lo è.
Fai adesso, in questo preciso istante, una lista dei problemi che ti preoccupano maggiormente, definisci le azioni che devi intraprendere per risolvere questi problemi, pesca una di queste azioni e… agisci. Grande Giove! Smettila di rimandare!
Tutto chiaro? Bene, allora non farmi preoccupare: usa uno di quei bei pulsantini qui a fianco per condividere questo articolo con i tuoi amici!
Buona settimana.
Ps. Se non hai capito il messaggio di questo articolo, potresti essere tentato di lasciarmi un commento in cui ti piangi addosso, per dimostrare al mondo “brutto e cattivo” quanto insormontabili siano i tuoi problemi e le tue preoccupazioni; ecco, risparmiati la fatica: qui caschi male! In questo blog è vietato l’accesso ai frignoni: o ti assumi il 100% della responsabilità di come stai reagendo agli accadimenti della tua vita, oppure cambi blog ;-)
Foto di jonaldinger





















Gianluca Terzi
Ciao Andrea,
carino l’esempio di bruce lee, ma soprattutto l’ho trovato uno spunto originale.
Personalmente io per gestire le preoccupazioni,come anche altri aspetti importanti della mia vita, uso sia la Visualizzazione che la Meditazione, queste 2 tecniche le reputo le migliori in assoluto e mi aiutano velocemente a ritrovare il giusto equilibrio interiore. Assolutamente da provare! ;)
Per quando riguarda la strategia di annotare su carta le preoccupazioni e poi bruciarle, è una pratica usata anche da diversi psicoterapeuti per aiutare i propri pazienti a modificare o a cambiare fobie e stati di crisi personali. In altre parole, il semplice “veder bruciare” ciò che abbiamo scritto, tocca prodontamente il nostro subconscio, ossia la parte del cervello che regola tutte le sensazioni e le emozioni, e questo crea impronte interiori diverse che danno come risultato sensazioni diverse.
Ps. Se dovessi mettere in un bicchieri 5 cent per ogni preoccupazione, diventerei povero nel giro di pochi giorni! :)
Ti saluto
Andrea
Grazie del tuo contributo Gianluca.
Andrea.
Ilias Bartolini
Sotto la voce “gratitudine” vorrei aggiungere un grande e sincero ringraziamento per questo post e tutti quelli precedenti :)
Poco dopo capodanno ho cominciato a mettere nero su bianco un resoconto e i feedback del 2011: ne è scaturita una review personale che mi ha dato tantissimi spunti di miglioramento e grande entusiasmo!
Tra le idee e gli strumenti che hanno più positivamente influenzato la mia review ci sono anche il tuo blog e i tuoi consigli!
GRAZIE!
Andrea
Ciao Ilias,
grazie mille per questo commento: molto apprezzato!
Andrea.
MartaSpring
Che bell’articolo! Seguirò l’esempio di Bruce Lee ;o)
“Ciò che ci ripetiamo continuamente, diventa inesorabilmente la nostra realtà”: PAROLE SACROSANTE!!!
Però a volte è difficile fermare il flusso dei pensieri poco costruttivi (e a quel punto mi dare volentieri una martellata in testa!!).
Qualche suggerimento? O__O
Andrea
Ciao Marta,
ti consiglio di utilizzare dei mantra: niente frasi astruse in cinese, ma semplicemente degli aforismi o delle parole per te particolarmente potenti. La nostra mente, per quanto vorremmo fosse diversamente, è in grado di fare coscientemente una sola cosa alla volta. Se ripetiamo il mantra, i pensieri poco costruttivi lentamente tornano in secondo piano.
Andrea.
angelo azzurro
Sempre un piacere leggerti! Ciao
Alessandro
Mi spieghi perché “Dai un costo alle preoccupazioni” ho capito che devo mettere una moneta in un bicchire ma…
Andrea
Essere preoccupati è una cosa: sapere di avere 37 preoccupazioni al giorno, a cui è associato un valore simbolico di 1,85€ è tutt’altro. Come nell’esempio di Bruce Lee, l’obiettivo è prendere le preoccupazioni, estrarle dalla propria mente e legarle ad un oggetto fisico: che sia un foglio di carta, una moneta da 5 cent, poco conta; l’importante è che non siano più nella nostra mente.
Andrea.
cinqua63
bendetto !!!!
sara
Buongiorno caro Andrea,
non intendo piangermi addosso né frignare (nè, tantomeno, cambiare blog!), ma non ti nego di essere in crisi: nonostante i numerosi tentativi di uscire da una situazione inappagante generalizzata (finanze, lavoro, casa, famiglia, relazioni, salute) e nonostante le numerose azioni compiute assumendomi al 100% la responsabilità delle stesse, non raggiungo i risultati sperati, i feedback positivi, l’appagamento cui ambisco intensamente.
Sono esausta, sfiduciata, sconfortata (ops, mi sto piangendo addosso?!).
Leggerti è comunque sempre un piacere, uno stimolo a perseverare nonostante tutto, anche se, OGGI, vorrei lasciare ad altri (destino, Dio, caso ecc.)le redini della mia vita. Ma… DOMANI è un altro giorno… (ri-ops! sto procrastinando?!).
Cari saluti e GRAZIE.
Andrea
Ciao Sara,
mi piacerebbe avere una risposta per tutto e per tutti: non è così.
Però una cosina mi sento di dirtela: concentrati sui progressi e non sui risultati. Dai importanza ai passi avanti che fai ogni giorno, azioni su cui hai il controllo, e tralascia i risultati che ottieni. Sorprendentemente arriveranno senza che tu li aspetti con troppe… preoccupazioni
Ilaria Cardani
Tutto giusto e tutto vero. Concordo e sottoscrivo. Quanto alla crisi economica e all’incertezza sociale dò il mio suggerimento: non guardate la tv, non ascoltate la radio, non leggete i giornali. Sono fatti apposta per creare preoccupazione, è la loro leva di marketing.
Andrea
Dieta mediatica rulez! ;-)
Sara
Ciao Andrea
articolo molto interessante, bel blog davvero…
In diversi tuoi articoli, a proposito della forza di volontà, parli di “iniziare bene la giornata” cioè SVEGLIARSI PRESTO :)
A mio parere sarebbe interessante un approfondimento in materia…
Che ne dici?
Andrea
Mi hai letto nel pensiero… ho una bella idea per tutto ciò che riguarda le buone abitudini che ti cambiano la vita, per il momento ho dato a questo progetto il nome: “Le 12 abitudini”, ma se ne parla più in là.
A presto,
Andrea.
Elena
Negli ultimi anni mi sono fatta un mazzo così, un divorzio difficile, lavoro poco appagante, problemi di salute e via dicendo.
Finalmente dopo tanto peregrinare, ho il lavoro che sognavo, sto bene e tutte le cose stanno andando al loro posto.
Ho avuto un pizzico di fortuna, però ho anche molto lavorato per crearmi una solida reputazione nel mio campo, sono diventata vegana e sono dimagrita molto, perciò mi sono impegnata anche per la salute, ho tagliato rami secchi di amicizie e rapporti difficili e inappaganti…
Ma io continuo ad essere preoccupata.
Cerco un nuovo appartamento e mi sono affossata come una ruota nel fango, ma si può?
La felicità può far paura?
Andrea
Concordo appieno con la risposta di Ilaria, che ringrazio.
Andrea.
Ilaria Cardani
Mi sono arrivate le notifiche dei commenti via email e mi sento di intervenire ancora. Sì Elena, la felicità può fare paura, molta, molta più paura del dolore. Perché la felicità conferma il fatto che per noi è possibile, che ne siamo degni e che ce la meritiamo. E spesso queste cose è difficile accettarle perché stridono con quello che abbiamo appreso e con le convizioni che ci siamo costruiti nell’arco di una vita, tanto più se è stata una vita un tantino complicata.
A proposito dell’appartamento, personalmente considererei l’ipotesi che sia una manifestazione di autosabotaggio, ma anche che forse non è – per una serie di ragioni da considerare – la cosa giusta da fare in questo momento. :)
Jacopo Conte
Ciao Andrea,
prima di tutto bel blog e articolo.
Adoro Bruce e l’idea di dar fuoco, per altro, come accennerò in seguito, anche qui retaggio ancestrale, è davvero stupenda e mi riprometto di farla a breve!
Detto questo mi permetto di sottolineare un piccolo particolare, ossia che a differenza di noi maschietti le femminucce ricevono meno benefici dalla gratitudine e più dal compiere un’azione «caritatevole», quale un aiuto, che le fa sentire fiere indipendentemente dal sentirselo dire o meno.
Questa differenza è più ancestrale di quanto si possa immaginare e si riassume in come la felicità maschile sia condizionata dal livello di testosterone mentre quella femminile dall’ossitocina.
Parlarne qui sarebbe troppo lungo, ma per chi volesse approfondire senza aver particolari conoscenze pregresse suggerisco un simpaticissimo libro che personalmente adoro: “Gli uomini vengono da Marte, le donne da Venere e sono tutti sotto stress
” di John Gray
Si focalizza principalmente su ormoni e studi comportamentali ma da anche svariati spunti sul come affrontare lo stress indipendentemente dalla condizione di coppia o single.
Ciao a tutti
Jacopo
Andrea
Ciao Jacopo,
grazie del commento pieno di utili spunti.
Alla prossima,
Andrea.
ps. se avete le notifiche per i nuovi commenti, potrei avervi bombardato! Scusate! Ma nelle giornate incasinate cerco di lavorare in slot di tempo, ad esempio controllando e rispondendo a tutte le email nella pausa pranzo. A stasera.
Andrea.
daniele
Ciao Andrea,
se mi citi Bruce Lee è finita… :)
Daniele
TonyM
Ciao Andrea, sempre interessanti i tuoi articoli! Come tutti qua ho apprezzato tanto l’esempio di Bruce Lee e la sua strategia per superare le preoccupazioni. Mi è anche piaciuto tanto il proverbio del cimitero!!! I punti 1 e 3 secondo me sono i migliori. Il 2 non me lo vedo idoneo, il 4 secondo me serve a poco: io sono molto grato di vivere nel benessere, ma sinceramente la gratitudine per qualcosa che si ha di consolidato oramai si sente così poco che quasi non c’è, quindi i problemi, che spesso sono più freschi e più infami, si sanno far sentire di più. Il 5 secondo me è il più difficile da attuare, anche perchè per alcuni problemi non c’è una strategia precisa di azione o magari sto già agendo: se la mia preoccupazione è un esame universitario, magari sto già studiando ma ho comunque una grande paura; se ho paura di volare, non posso certo agire per non far precipitare l’aereo! Proverò allora da adesso a fare come Bruce Lee (nel senso che picchierò la gente parlando in cinese, ovviamente) :)
Andrea
Ciao Tony,
sul punto 4 hai colto il… punto: stravolgere la normale percezione che ci fa sembrare scontate cose che non lo sono affatto, può essere fonte di enorme felicità e quindi.. assenza di preoccupazioni.
Sul punto 5 provo a darti qualche spunto pratico, rispetto agli esempi citati:
- preoccupato per 1 esame universitario? fai un piano di studio e spunta tutto ciò che hai già fatto, vedere i progressi ha un effetto rilassante.
- paura di volare? vai in aeroporto con il bus e di volta in volta fai un passettino in più. Per chi ha paura di volare l’ansia cresce proprio nei momenti preparatori: se cambi schemi ed affronti questi momenti, la paura tende ad attenuarsi.
Geniale l’ultima frase,
Andrea.
Tyler Durden
Ciao Andrea, seguo il tuo blog da moltissimo tempo ma è forse la prima volta che commento un tuo articolo.
Vorrei chiederti una cosa, da grandissimo appassionato di arti marziali e di Bruce Lee: la tecnica ispirata proprio al grande Bruce, dove l’hai trovata?
Grazie, e continua così!
Andrea
Ne ho sentito parlare per la prima volta da Robin Sharma, l’autore del libro: “Il monaco che vendette la sua Ferrari
“, nonché uno dei miei esperti di crescita personale preferiti.
Andrea.
Ilaria
Io adotto la num. 3, la 4 e la 5, più un’altra e cioè questa: mi ripeto il seguente botta-e-risposta tratto dal film “La recluta” e che avviene tra il poliziotto “spericolato” Clint Eastwood e un padre preoccupato:
“Vorrei garantire la sicurezza di mio figlio”
“Signor Hackermann, se vuole una garanzia, compri un tostapane elettrico”
Quella battuta sul tostapane oltre a farmi ridere, mi smorza subito l’ansia perché mi fa pensare: “Ok, è così, non c’è niente di sicuro e garantito a questo mondo quindi se anche sbaglio, ci sta.”. E in questo modo, accettando psicologicamente di vivere in un mondo insicuro in cui si può anche sbagliare… va a finire che *non* sbaglio, perché mi sento più tranquilla e comincio ad affrontare le cose che mi preoccupavano ma senza tutta l’ansia e il batticuore che prima mi impedivano di misurarmici al meglio; anzi mi sento quasi un’eroina perché affronto i problemi senza garanzie di fondo ;-) Sembra un po’ contorto ma su di me funziona!
Fabio
Innanzitutto complimenti per il sito, lo leggo da un bel paio di mesi e mi sta tornando davvero utile. Ogni qualvolta sono demotivato mi basta entrare qui e la mia carica e forza di volontà sembrano quasi rigenerarsi!
Per quanto riguarda l’articolo ogni qualvolta che sono preoccupato penso ad un aforisma che penso in realtà riassuma tutto..”se c’è soluzione perchè preoccuparsi? se non c’è soluzione, perchè preoccuparsi?” semplice e secondo me è molto d’aiuto se ci si ragiona su :)
Claudia
Ciao, da ansiosa cronica, negli ultimi mesi mi ripeto di continuo una frase che ho per caso trovato in rete, semplice, ma molto efficace:
Se c’è soluzione, perchè ti preoccupi?
Se non c’è soluzione, perchè ti preoccupi?
Non posso dire che sia diventata la mia panacea, ma nei momenti di sconforto provo a ripetermelo, insieme alla frase che diceva sempre la mia nonnina “C’è rimedio soluzione a tutto, tranne alla morte”…e la saggezza popolare mi aiuta a “scomporre” le preoccupazioni e le ansie e a comprenderne la semplicità e la linearità…la complicazione nasce dalle infrastrutture mentali che ci creiamo sopra!
Grazie per l’articolo, interessante, utile e, almeno nel mio caso, pieno di tempismo!
Claudia
Andrea
Fabio, Claudia, grazie ad entrambi per aver condiviso la vostra esperienza: simile a quanto sembra ;-)
Elisa
grazie a Claudia per il mantra.. cercherò di ripetermelo mentalmente quando mi sento bloccata dall’ansia!
Il mio tempo libero è poco, pertanto sto cercando di seguire solo alcuni suggerimenti. Comunque li sto trovando utili alla pianificazione della giornata e alla soddisfazione personale.
Ho cominciato a segnare nell’agenda, la mattina:
- cose per cui sono grata
- obiettivi della giornata (lavorativa, personale e a lungo termine per la vita)
e alla sera:
- breve riassunto della giornata, specificando se e come ho raggiunto gli obiettivi o cosa ho fatto per il agevolarne la realizzazione (così non mi sento di “non aver fatto niente per….”)
Il punto che mi crea più difficoltà è quello di indicare le cose per cui sono grata ….. appena sveglia!
Più di scrivere di essere felice per il buon riposo, o per il sole.. non riesco proprio..
Invece trovo più facile essere grata per i piccoli piaceri della vita che la giornata mi ha dato, quindi, alla sera, concentrarmi sulle cose belle che mi sono successe (posso essere dai 50 € al gratta e vinci al poco traffico tornando a casa…)
Dici che è lo stesso se ci si focalizza sulle belle cose vissute?
mi sono dilungata…….. pardon!
Andrea
Ciao Elisa,
fare questo esercizio alla mattina è un buon modo per dare il giusto ritmo alla giornata, ma non devi necessariamente essere grata solo per quanto successo durante la notte! pensa a quello che ti è successo ieri, o quanto ti aspetta per la giornata!
A presto, e grazie del commento.
Andrea.
Roworld
Grazie mille Andrea per l’articolo,
interessantissimo il rimedio di Bruce Lee (che non sapevo)
Vale
Ti stimo!
Andrea
Yo! ;-)
massimo
Grazie per quest’articolo e per i tanti altri spunti che si trovano leggendo il tuo blog.
Nel coaching ontologico c’è una significativa distinzione linguistica che vorrei riportarti: preoccuparsi anticipatamente di qualcosa contrapposto all’ocuparsi di qualcosa.
La preoccupazione genera uno stato d’animo non funzionale alla risoluzione e rende le nostre situazioni problematiche. L’occuparsi di un problema significa considerarlo una sfida e un’opportunità d’azione che ci portano a nuove soluzioni.
Auguriamoci sempre di occuparci e stimolarci a prendere decisioni creative.
Valeria
Ma come facevo prima senza questo blog?
Complimenti, vai dritto al punto.
Andrea
Ah… non ho idea! ;-)
Grazie del commento Valeria.
Andrea.
lucapier
ciao andrea :)
senti leggendo i tuoi articoli ho letto che hai detto che tra gli obbiettivi principali che hai individuato c’è al primo posto la mente e al terzo lo spirito,ma personalmente non ho capito la differenza.
me la spieghi :)?
Andrea
Esempi di obiettivi legati alla mente sono il superamento di:
- convinzioni limitanti
- paure
- schemi mentali inefficaci
Esempi di obiettivi legati allo spirito invece, riguardano:
- la pratica meditativa
- l’approfondimento di studi spirituali
A presto.
lucapier
grazie.
stefania
ciao Andrea,i tuoi consigli mi sono di grande aiuto soprattutto in questo periodo un pò “particolare”della mia vita,per questo ti volevo ringraziare per aver creato questo magnifico blog che ho scoperto per caso da poco.Quasi tutto quello che scrivi sembra una continua risposta a quello che sto vivendo in questo periodo,e sono sicura che è frutto di una grande maturità interiore e di una esperienza vissuta prima di tutto sulla propria pelle.Insomma penso proprio che tu sia davvero una persona in gamba!grazie.Stefania
Elisa
Bell’articolo, soprattutto la fine. Sono ormai anni che mi prendo il 100% della responsabilità…è faticosetto, ma liberatorio! E nei momenti di down (tipo ora) il sentimento di gratitudine è fenomenale. Grazie per avermelo ricordato!
Semplicemente me
ciao Andrea io sono appena arrivata in questo blog e devo dirti che mi sono subito trovata bene: era tanto che volevo un metodo efficace per migliorare me stessa e per smettere di rimandare a domani per le troppe preoccupazioni e già avevo cominciato a provare da sola, ma avevo bisogno di una spintina e devo dire che mi hai aiutato tanto quindi Grazie! Trovo che i tuoi articoli siano utili per tantissima gente quindi continua a scrivere che noi continueremo a seguirti
ciao ;-)
Andrea
L’intenzione è assolutamente questa, anzi… ma no, non farmi svelare niente: troppo presto ancora ;-)
A presto e benvenuta.
Andrea.
Tony
Andrè con te non si finisce mai di imparare:).. io comincio ringraziando te che sei riuscito a farmi osservare la vita da prospettive diverse, grazie di cuore..
buon lavoro e a presto