EfficaceMente

Crescita Personale: esempi pratici

28.096 Iscritti
Iscriviti! Riceverai i nuovi post e le Pillole di Efficacia
Subito in regalo per te gli estratti delle mie Guide

Elogio dell’ozio

L’ozio è parte integrante della nostra vita, saperne trarre i maggiori benefici è uno dei segreti per un’esistenza piena e felice.

ozio

“L’ozio è il principio di tutti i vizi e il coronamento di tutte le virtù.”

Franz Kafka.

Twittami

Ho sempre subito il fascino di una pagina scritta. Quell’alternarsi di pieni e vuoti che si tramuta in significato ha in sé qualcosa di magico. In fondo un foglio bianco, da solo, non è altro che una promessa, così come l’inchiostro nero, senza una “tela” su cui asciugarsi, non è altro che liquido caos. Lo stesso legame di interdipendenza esiste tra il negozio (il tempo lavorativo) e l’ozio (il tempo libero).

Non possiamo godere del tempo libero se la nostra mente è occupata dalle preoccupazioni per le nostre occupazioni. Non possiamo lavorare in modo produttivo se non ci ritagliamo i necessari momenti di vuoto in cui rilassarci e ricaricarci.

In passato ho scritto articoli su come avere giornate di 48 ore o su come studiare efficacemente. Insomma, ho cercato di fornirti tutti gli strumenti necessari per sfruttare al meglio il tuo tempo “pieno“, sia esso di studio o di lavoro. Oggi vorrei parlarti del tempo “vuoto“, della sua importanza e dei migliori modi per ritagliartelo ogni giorno, ma soprattutto per non sprecarlo.

Fammi capire André: vorresti insegnarmi ad oziare?! Ciccio… io ho un Ph.D in cazzeggio…

Ozio vs. Cazzeggio

“Nel nostro mondo l’ozio è diventato inattività, che è tutt’altra cosa: chi è inattivo è frustrato, si annoia, è costantemente alla ricerca del movimento che gli manca.”

M. Kundera.

Twittami

C’è una sezione di Start! la guida anti-rimandite in cui parlo dell’ozio (apparentemente un paradosso, vero?). Vorrei riproportene un estratto per farti comprendere qual è l’origine di questo concetto, come è evoluto nel tempo e cosa lo differenzia dal mero cazzeggio.

[...] Gli antichi romani conoscevano bene l’importanza di distinguere il negotium, l’insieme di attività volte a prendersi cura dei propri affari, dall’otium, il periodo in cui ci si dedicava al riposo e alla ricerca intellettuale. Con il tempo l’ozio ha acquisito una connotazione negativa diventando sinonimo di inattività, pigrizia ed inerzia. Con l’affermarsi poi della cultura anglosassone, fortemente influenzata dal calvinismo e dal puritanesimo, l’ozio è stato definitivamente demonizzato, cedendo il passo al mito dell’always on (sempre attivi).

Dal mio punto di vista, l’ozio (ovvero il procrastinare volontariamente le attività lavorative) non solo è benefico, ma è necessario per ottenere un giusto equilibrio di vita. I problemi iniziano a sorgere quando le degenerazioni dell’ozio, ovvero l’inattività e la pigrizia, diventano parti dominanti della nostra giornata. In questi casi infatti si crea un nuovo squilibrio, in cui i momenti di ozio non sono più funzionali a ricaricarci mentalmente e fisicamente, ma diventano dei veri e propri “buchi neri” che ci sottraggono energie e motivazione. Come spesso accade nella vita è l’equilibrio di forze contrastanti a determinare la scelta più efficace.

Qual è dunque questo punto di equilibrio? Anche in questo caso dobbiamo prendere esempio dal respiro: quando respiriamo, seguiamo un ritmo ed una successione ben definiti. Sappiamo inoltre che gli eccessi sono sbagliati: se inspiriamo troppo infatti rischiamo l’iperventilazione e se espiriamo troppo ci rimaniamo stecchiti! Allo stesso modo dovremmo comportarci con i nostri impegni: (1) la giusta successione. L’ozio per dare i maggiori benefici deve seguire l’attività produttiva e non precederla. (2) il giusto ritmo. Per ottenere il miglior risultato dovremmo lavorare realizzando brevi sprint produttivi, in cui siamo focalizzati al 100% sulla nostra attività, seguiti da momenti di pausa. [...]

Già, la giusta successione: è qui che si nasconde la differenza fondamentale tra il sano ozio e il mero cazzeggio. L’ozio è il premio per il nostro impegno, mentre il cazzeggio è un tentativo di invertire il naturale ordine delle cose.

Se ci rifletti un pochino ti renderai conto che cazzeggiare non è poi molto diverso dall’indebitarsi o dal pagare a rate: ci leghiamo un cappio finanziario intorno al collo per avere qualcosa che ancora non possiamo permetterci, ma prima o poi scontiamo questa decisione e magari ci troviamo a trascorrere notti insonni nel tentativo di trovare una via per ripagare i nostri debiti. Quando cazzeggiamo e procrastiniamo impunemente adottiamo lo stesso identico comportamento, ma i nostri debiti non sono sotto forma finanziaria, bensì temporale: dapprima spendiamo tempo che non possiamo permetterci e dopo ci disperiamo perché abbiamo troppo poco tempo per portare a termine i nostri impegni.

Ok André, chiarissimo: ozio e cazzeggio sono due cose diverse… ma alla fine parliamo sempre di goderci il nostro tempo libero. Ognuno si rilassa come preferisce, no?!

Eccoci al punto cruciale di questo post: il modo in cui spendi il tuo tempo libero determina la qualità della tua vita. Il cazzeggio (leggi “procrastinazione”) non è altro che una forma di autodifesa sviluppata dal nostro cervello per mitigare gli effetti dell’ansia: l’ansia di iniziare una nuova attività, l’ansia di uscire dalla propria zona di comfort, l’ansia di confrontarsi con la vita. In ultima analisi però, il cazzeggio non è altro che una trasposizione temporale di quest’ansia, che prima o poi torna a bussare alla nostra porta e spesso lo fa con nuovi compagni: il senso di frustrazione e il senso di inadeguatezza.

Al contrario, l’ozio (nella sua accezione latina) è un’esaltazione del tempo libero. Nei momenti di ozio il nostro corpo e la nostra mente rinascono e si rinvigoriscono. Insomma, se vogliamo migliorare la qualità e la quantità dei risultati che otteniamo nel nostro tempo “pieno”, non dobbiamo trascurare il modo in cui investiamo il nostro tempo “vuoto”.

Nell’ultima parte di questo articolo ho raccolto per te alcune idee e consigli pratici per tornare a godere appieno del tuo tempo libero.

Consigli pratici per i tuoi momenti di ozio

“Il non fare nulla è la cosa più difficile del mondo.”

Oscar Wilde.

Twittami

La scelta di pubblicare questo post a pochi giorni dall’inizio dell’estate non è stata casuale. Quante volte ti è capitato di fare mirabolanti piani per le tue vacanze, per poi ritrovarti a settembre deluso, frustrato e neanche tanto rilassato? Il primo punto ti aiuterà ad evitare questa fastidiosa sensazione:

  1. Crea il tuo Manifesto dell’Ozio. Te lo ricordi il Manifesto anti-Procrastinazione? Bene, è arrivato il momento di crearne uno anche per i tuoi momenti di svago. Redigi una semplice lista delle attività che più ami, delle attività che ti fanno stare bene, delle attività che ti rendono felice. Ho come il sospetto che nessuna di queste attività somigli neanche lontanamente a: “vagare senza meta sui social network“, “controllare la posta elettronica ogni 10 secondi“, etc. Magari ami leggere, fare sport, stare con i tuoi amici. Metti per iscritto queste attività: devi prendere consapevolezza che le attività di cazzeggio compulsivo non fanno altro che rubare tempo a ciò che davvero conta nella tua vita. Piccola variante estiva: perché non fai una lista delle 30 cose che vorresti fare prima che finisca l’estate? Se ti va, condividi le più importanti nei commenti: prendere un impegno pubblico è un primo importante passo per realizzare i nostri obiettivi.
  2. Programma i tuoi momenti d’ozio. Lo so, questo punto farà drizzare i capelli a non pochi lettori, ma ti chiedo di leggerlo senza pregiudizi. Molti di noi hanno agende piene zeppe di impegni e la sola idea di “programmare” anche il proprio tempo libero può apparire un’inutile tortura. Prova però a ripensare alle tue giornate di lavoro/studio: rimandi fino all’ultimo i tuoi impegni, ti ritrovi allora a lavorare/studiare fino a tardi e alla fine tutti i tuoi buoni propositi vanno a farsi benedire! Come sono andato? Questa è una diretta conseguenza della Legge di Parkinson: se non poniamo dei chiari limiti alla nostra attività lavorativa (programmando i momenti di ozio), inevitabilmente questa fagociterà tutto il nostro tempo libero. Inizia a pensare ai tuoi momenti d’ozio come momenti della giornata (fine giornata) imprescindibili. Questo ti spingerà inevitabilmente a portare a termine i tuoi impegni con maggiore focus e determinazione. Devi comprendere che il tuo tempo libero è una cosa seria: non puoi svenderlo ed utilizzarlo come buffer per compensare la tua incapacità nel gestire le attività lavorative. Questo punto è fondamentale.
  3. Disconnettiti. Più internet sta diventando reperibile e raggiungibile e più è importante ritagliarsi dei momenti off-line. Disconnettersi però significa anche saper godere di momenti di solitudine (dedicarsi alla propria ora sacra può essere un ottimo punto di partenza) e saper ritrovare il contatto con la natura. Non sottovalutare quest’ultimo consiglio: sempre più studi stanno dimostrando gli innumerevoli benefici di cui possiamo godere immergendoci nella natura. Ehi, non ti sto consigliando di andare nel Mato Grosso, anche il più vicino parco della tua città va benissimo, ma fallo con costanza e magari lascia a casa lo smartphone.

In questo articolo abbiamo parlato di diversi aspetti dell’ozio e di alcuni consigli pratici per godere appieno di questi momenti di “vuoto”. Non ti chiedo di credermi sulla parola, questa settimana, o anche solo oggi, prova però a sperimentare una semplice abitudine: definisci cosa vuoi fare nei tuoi momenti di ozio e programma questi momenti nella tua agenda. Lavora, studia senza cazzeggiare e poi goditi il tuo ozio a fine giornata senza sensi di colpa. Spesso la felicità si nasconde anche in queste piccole cose. Fammi sapere come è andata nei commenti. Andrea.

Foto di Amir Kuckovic

Rimandi sempre tutto a domani?

Non perdere neanche un articolo. Iscriviti alla Newsletter!

Già 28.096 iscritti
Sarai dei nostri?

Iscriviti alla newsletter di EfficaceMente! Subito in omaggio per te l'estratto di Start! la guida pratica per sconfiggere la procrastinazione.

41 Commenti. Lascia un Commento!

  1. Avatar di Leonardo Plebani

    Articolo a pennello come sempre Andri.

    Da quando mi sono trasferito a NY, tra lavoro e attività varie devo dire che il tempo per fare un “bel niente” un pò mi manca.

    Nel frattempo però ho iniziato ad usare i tempi morti come forma di “ozio” (se così si può dire).

    Per esempio nei 15-25 min che mi servono per andare a lavoro in metro ascolto sempre un podcast/audiolibro. Magari non è definibile come ozio ma è una di quelle cose che amo fare.

    In più ho appena comprato un longboard (si Andri, ero uno skater una volta) con il quale mi diverto a muovermi in città.

    Per il resto cerco di tornare a cena a casa e rilassarmi prima di andare a dormire.

    Leo

    ps per disconnettermi ancora non sono pronto :P

    Rispondi
    • Avatar di Andrea
      Andrea ha detto:

      Ciao Leo :-)
      grazie del commento!

      Nel post non ne parlo, ma credo che sia necessaria un’ulteriore distinzione tra ozio “attivo” e “passivo”. Podcast, audiolibri, lettura, sport, etc. sono tutte attività che rientrano nell’ozio “attivo”: ne parlo spesso qui su EfficaceMente e non posso che sottolinearne l’importanza. Eppure nella nostra vita abbiamo bisogno anche di ozio “passivo”, quel tempo in cui non fare assolutamente nulla, tempo per riflettere, tempo per scendere dal treno impazzito della vita e guardarsi dentro. Lo so, suona tutto un po’ metafisico, ma questi momenti di vuoto assoluto, quasi di noia, sono davvero essenziali per la nostra mente. Se non impariamo a prenderci questi momenti, la nostra mente se li prende da sola: apatia, demotivazione, procrastinazione, etc.

      Molti di noi sono convinti di non aver tempo per queste cose: il paradosso è che di tempo in realtà ne abbiamo a sufficienza, ma molto ne sprechiamo. Seneca direbbe: “Non exiguum temporis habemus, sed multum perdidimus“.

      A presto,
      Andrea.

      Rispondi
  2. Avatar di Fabrizio
    Fabrizio ha detto:

    Ciao Andrea
    Ottima l’evidenziazione della differenza tra ozio e cazzeggio anche se magari i due termini a volte vengono confusi. Il cazzeggio nasconde e copre l’ansia…di inziare le cose…di portarle a termine…come se il tempo fosse per noi illimitato.
    Ma come eliminare quest’ansia di fare le cose?

    Rispondi
    • Avatar di Andrea
      Andrea ha detto:

      Facendole Fabrizio.

      Potrà sembrarti una risposta banale, ma è la stessa che ha dato in più occasioni Neil Fiore, uno dei maggiori esperti della tematica della procrastinazione. Il metodo migliore di mitigare l’ansia legata alle nostre attività (siano esse di studio o di lavoro) è immergendosi nel famoso “flow” del Prof. Csikszentmihalyi.

      Andrea.

      Rispondi
  3. Avatar di Chiara
    Chiara ha detto:

    Quando io mi occupo del mio blog o del mio romanzo, posso considerarmi in ozio, forse. In realtà sto facendo una cosa che serve alla mia vita, ed al mio futuro. Forse è successo anche a te, quando ti dedicavi alla crescita personale ma conservavi ancora il tuo posto come manager.
    Allo stesso modo, quando leggo un libro nel mio giardino, sto forse cazzeggiando. Ma quante cose imparo in quei momenti. E poi c’è lo shopping, spesso considerata attività frivola e fine a se stessa, ma che io ho sempre visto come un modo per prendermi cura di me stessa e gratificarmi: se per guadagnare devo subire le angherie del mio capo e le cattiverie della mia collega, utilizzare i miei soldi anche per regalare qualcosa di bello a me stessa non è certo un male. Infine, la spiaggia: vivo in una località marittima. Si può dire che funzioni ad energia solare. Basta un’oretta e mi ricarico. L’acqua di mare purifica il corpo, ed il nuoto lo tonifica.
    Durante l’estate, mi piacerebbe fare tutte queste cose. Scrivere tanto. Leggere tanto. Dedicarmi a me stessa con lo shopping e con tanti pomeriggi all’aria aperta. E, magari, fare un viaggetto.
    Chiara
    P.S. Come anticipato, nel mio post “Le qualità psicologiche e spirituali dello scrittore (2)” ho elencato i tuoi cinque passi sull’autostima, personalizzandoli e trasferendoli nel mio ambito di competenza, ovvero la scrittura. Spero che il link che ho messo al tuo blog ti abbia portato un po’ di visite, pur sapendo che hai già tanti lettori. Questo è il link all’articolo: mi piacerebbe molto avere una tua opinione.

    Rispondi
    • Avatar di Andrea
      Andrea ha detto:

      Ciao Chiara,
      sì, senza dubbio: EfficaceMente è stato per anni il mio “piccolo” rifugio digitale. Oggi è la mia attività principale, ma cerco sempre di non vederlo troppo come un lavoro. Temo che così facendo ne perderebbe di qualità per chi mi segue. Vorrei che EfficaceMente rimanesse un diario in cui condividere le mie esperienze di crescita personale, esperienze che vivo nella mia vita quotidiana.

      Grazie del link: ho letto il post. Ho trovato la trasposizione dei miei 5 scalini molto azzeccata :-)

      Andrea.

      Rispondi
    • Avatar di gattolibero
      gattolibero ha detto:

      “se per guadagnare devo subire le angherie del mio capo e le cattiverie della mia collega, utilizzare i miei soldi anche per regalare qualcosa di bello a me stessa non è certo un male”

      Io completerei la frase in modo diverso: “se per guadagnare devo subire le angherie del mio capo e le cattiverie della mia collega, è meglio cambiare lavoro”. Provare per credere. Non gratificarsi con un acquisto per un ambiente di lavoro pessimo, ma costruirsi una nuova alternativa in tempi rapidi. IMHO.

      Rispondi
  4. Avatar di sabner
    sabner ha detto:

    Per i romani l’ozio era la manchevole mancanza di attività (che all’epoca erano principalmente 2: soldato e contadino) e aveva solo una connotazione negativa.
    Solo in seguito (con influenza greca) ha acquistato anche un significato positivo in riferimento all’ attività intellettuale.

    Rispondi
    • Avatar di Andrea
      Andrea ha detto:

      Grazie della precisazione Sabner,
      confermo che non tutti gli antichi romani esaltarono l’ozio. Basti pensare che fu Catone il vecchio a pronunciare la famosa massima: “l’ozio è il padre dei vizi”. Non possiamo però dimenticare gli scritti di Cicerone e Orazio. Se il cristianesimo, con particolare riferimento al protestantesimo, ha innegabilmente criticato l’ozio, dire che questo era demonizzato da tutti i romani credo sia errato.

      A presto,
      Andrea.

      Rispondi
      • Avatar di sabner
        sabner ha detto:

        mi riferivo all’antica Roma fino al 150 a.c. circa, poi l’ozzio ha acquista in parte anche una valenza positiva

      • Avatar di Andrea
        Andrea ha detto:

        La commistione tra cultura romana e greca è stata al contempo il culmine dell’impero romano, ma anche l’inizio della sua fine. Non fraintendermi sabner, non nego che ci possano essere diramazioni negative anche nell’ozio, ma qui su EfficaceMente si parla spesso di determinazione, procrastinazione, motivazione, impegno, etc. e credo che ogni tanto servano dei post come quello di oggi che aiutino ad avere una visione allargata ed equilibrata.

        Andrea.

      • Avatar di sabner
        sabner ha detto:

        Beh anche se gli antichi romani erano contro l’ozio una articolo a suo favore lo puoi scrivere. Probabilmente i consoli non lo noteranno :)

  5. Avatar di luigi
    luigi ha detto:

    @andrea un grande articolo, un bel metodo per trovare il vero modo di staccare la spina!
    Sull’argomento molto interessante Giuseppe Vercelli: Vincere con la mente

    Rispondi
    • Avatar di Andrea
      Andrea ha detto:

      Ciao Luigi, grazie del commento. Recentemente ho aperto su Facebook il gruppo: EfficaceMente Book Club, se ti va puoi postare questo libro anche lì, sarebbe sicuramente apprezzato.

      Andrea.

      Rispondi
  6. Mostra altri commenti

Lascia un Commento!

Commenta con il tuo profilo Facebook!

Iscriviti! Riceverai i nuovi post e le Pillole di Efficacia
Subito in regalo per te gli estratti delle mie Guide