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Prendere appunti: 5 errori madornali che stai commettendo

Mi gioco un iPad che stai commettendo almeno uno di questi 5 errori quando prendi appunti all’università o al lavoro.

prendere appunti

“Prendere appunti è facile. Scrivere, d’altro canto, è un’arte difficilissima”

Virginia Woolf.

Alla fine l’ho fatto. Ho ceduto al lato oscuro della mela. Per anni mi ero ripromesso di non acquistare un iPad, ma appena ho trovato una flebile scusa per farlo, ho tirato fuori senza esitazione la mia carta di credito e ho scalato per l’ennesima volta la classifica degli “azionisti” di riferimento di mamma Apple.

La storiella che mi sono raccontato questa volta per entrare in un Apple Store è che un tablet può essermi utile per smaltire la mia ciclopica lista di letture online, specie durante i frequenti spostamenti. Per non sentirmi del tutto idiota, ho aggiunto alla  lista delle mie razionalizzazioni, la possibilità di prendere appunti con l’iPad durante conferenze e seminari.

Approfondiremo il tema “appunti su tablet” al termine del post.

Nell’articolo di oggi voglio parlarti più in generale di come prendere appunti efficaci. Nello specifico vedremo i 5 errori madornali da non commettere alla tua prossima lezione universitaria, conferenza o riunione di lavoro. Ma prima mettiamo in chiaro una cosina…

A cosa serve prendere appunti? No, non a quello!

Chiedi a 100 persone diverse a cosa serva prendere appunti e in 99 ti risponderanno: “per tenere traccia di quanto viene detto durante una lezione“. Giusto? Sbagliato.

Vedere la “stenografa” di turno seduta in prima fila mentre registra anche la frequenza cardiaca del Prof., mi ha sempre fatto molta tenerezza (t’ho beccata eh?! :-D). Beh, ho una notizia per te: mamma e papà ti hanno dato alla luce per essere qualcosina in più di un registratore vivente.

Prendere appunti ha uno scopo ben più importante del registrare passivamente quanto viene detto durante una lezione o un meeting di lavoro. Per farti comprendere meglio qual è la vera utilità del prendere appunti efficaci, ti riporto una frase che i lettori del manuale “Studia meno, Studia meglio (Sm2)” conoscono bene:

”Ogni minuto ben investito a lezione è un minuto di studio risparmiato.”

Prendere appunti deve essere dunque una strategia di apprendimento attivo. E ti assicuro che quando entri nell’ottica che stai prendendo appunti per ridurre le tue ore di studio e aumentarne la qualità, tutto cambia.

Ma per adottare questa nuova mentalità, devi innanzitutto evitare questi 5 errori:

Errore #1: non arrivare preparato a lezione

Uno dei segreti per prendere appunti efficaci è quello di arrivare a lezione (un minimo) preparati. Questo vale a maggior ragione in caso di riunioni di lavoro.

Ehi, non ti sto suggerendo di alzarti alle 4 del mattino per preparare una lezione! Così come è necessario un riscaldamento prima di un allenamento fisico intenso, è estremamente utile arrivare a lezione con un’infarinatura generale: chiediti di cosa si parlerà, verifica se ti mancano dei pezzi della terminologia utilizzata a lezione, fatti un’idea di quali saranno i concetti chiave che vuoi portarti a casa a fine lezione.

Per intenderci, devi semplicemente applicare alle lezioni in aula quella strategia di pre-lettura che ti ho insegnato ad utilizzare prima delle tue sessione di studio.

Errore #2: distrarti nei primi 10 minuti (o negli ultimi 10)

Digiamolo, non tutte le parti di una lezione sono uguali. Ogni lezione, o conferenza, è composta da 3 parti fondamentali:

  1. I primi 10 minuti in cui viene spesso presentata l’agenda della lezione.
  2. Blablabla blablabla blablabla.
  3. Gli ultimi 10 minuti in cui un bravo oratore fa la sintesi degli argomenti trattati.

Scherzi a parte, non sto certo dicendo che il 90% di una lezione è inutile, ma il messaggio che vorrei trasmetterti è che i primi e gli ultimi 10 minuti sono fondamentali. Nella stragrande maggioranza dei casi infatti, in questi pochi minuti vengono discussi i concetti chiave, quelli che devi assolutamente portarti a casa.

Se vuoi prendere appunti efficaci, presta particolare attenzione ai primi 10 minuti per capire quali argomenti saranno trattati e sfrutta gli ultimi 10 per verificare se ti sei perso qualcosa di fondamentale. Per la parte centrale vedremo alcuni consigli pratici nel resto dell’articolo.

Purtroppo infatti non tutti i professori riescono a tenere alta l’attenzione come Walter Lewin. Se hai un paio di minuti guardati questo spezzone di una sua lezione sulla conservazione dell’energia tenuta all’MIT. Un grande ;-)

Avvertenze: da non ripetere a casa! ;-)

Errore #3: utilizzare le parole del Professore

“Se non sai prendere appunti, non sai studiare.”

Ben Casnocha.

La nostra amica “stenografa” oltre a registrare la frequenza cardiaca del docente fa un’altra cosina: scrive, parola per parola, le esatte frasi utilizzate dal Prof. durante la lezione. Bene, prendere appunti in questo modo è del tutto inefficace e lo è per 2 motivi:

  • Sei talmente impegnato a trascrivere ogni singola sillaba, che non hai sufficiente concentrazione per capire quel che caizer stai scrivendo.
  • Ricopiando pari pari quello che dice il Prof., non dai al tuo cervello la possibilità di rielaborare i concetti che stai ascoltando.

Liberati dall’ansia di dover scrivere tutto e ascolta con attenzione la lezione, riportando negli appunti i concetti chiave… a parole tue! Se temi davvero di perdere qualcosa, registrati la lezione e segna, di fianco al passaggio che non ti è chiaro, il minuto della registrazione in cui il professore lo ha spiegato. Eaaazy.

Achtung! L’unica eccezione alla regola dello scrivere gli appunti “a parole tue”, riguarda quelle definizioni che devono essere apprese in modo puntuale.

Errore #4: non prendere appunti “furbi”

L’errore #4 riguarda gli appunti stile “poema epico del XVI secolo“. Non solo non devi trascrivere quanto dice l’oratore, parola per parola, ma in generale devi evitare frasi lunghe e complesse. Adotta tecniche di scrittura “efficiente”:

  • Riprendi nei tuoi appunti la struttura delle slide, senza però ricopiare le singole frasi alla lettera (è tempo perso).
  • Salta articoli, congiunzioni e in generale quelle parole che puoi eliminare senza compromettere definitivamente il significato. Insomma focalizzati solo sulle parole e i concetti chiave.
  • Utilizza delle abbreviazioni per parole standard che utilizzi spesso (es. comunque = cmq). Se lo fai sui social o nelle email è da bimbiminkia, ma può esserti utile per prendere appunti.
  • Fai ampio uso di simboli (frecce, asterischi, quadrati, etc.). Se può esserti utile, applica la strategia del “Signore dei Pennarelli“.

Un esempio di scrittura “efficiente”? Immagina che ti abbia spiegato quest’ultimo paragrafo dal vivo: cosa avresti scritto nei tuoi appunti? Io avrei scritto 4 bullet point con altrettante frasi chiave: 1) struttura delle slide, 2) concetti chiave, 3) abbreviazioni, 4) simboli. That’s it.

Ps. Volevo fare un’altra battuta sulla nostra povera stenografa in prima fila, ma se continuo a prendermela con lei rischio di beccarmi una denuncia dall’ASINI (Associazione Stenografi Italiani Nati a Ischia) :-D

Errore #5: non riguardare i tuoi appunti entro 24h

Abbiamo visto cosa è importante fare per prendere appunti efficaci, primadurante le lezioni. L’ultimo errore che devi evitare a tutti i costi è quello di non mettere a frutto gli appunti presi dopo le lezioni. Per farlo, rivedi gli appunti presi entro le 24h successive. Nulla di più.

Lo so, a volte torniamo a casa distrutti dopo giornate interminabili passate all’università o meeting di lavoro stile “Maratona di New York“. In questi casi l’idea di rivedere i nostri appunti ci entusiasma come una martellata sui mignoli. Eppure è proprio in queste giornate che un professionista si differenzia da un dilettante.

Quello che ti chiedo di fare è di creare una semplice abitudine: cascasse il mondo, a fine giornata, dedica almeno “1 pomodoro” per rivedere i tuoi appunti. Ti assicuro che questo semplice gesto rivoluzionerà la tua carriera universitaria (e non solo).

Bene, mi auguro che questi consigli per prendere appunti ti siano davvero utili. Se non sbaglio però avevamo lasciato in sospeso un punto: ha senso prendere appunti con l’iPad, o in generale con tablet e computer? Ecco cosa dice un interessante studio scientifico su questo tema.

Prendere appunti con l’iPad (o il tablet)? Anche no

L’idea di avere gli appunti belli ordinati ed editabili è un qualcosa che fa gola a molti. Come ti avevo anticipato ad inizio post, una delle storielle che mi ero raccontato per prendermi il mio iPad era proprio la possibilità di prenderci appunti.

Alla fine però ho deciso di rinunciarci e rimanere fedele alla vecchia “carta & penna”.

Questa scelta non è legata all’abitudine o all’età che avanza :-D Amo tutto ciò che è digitale ed evito ad ogni costo i pezzi di carta volanti, ma rimane un dato di fatto: gli appunti presi a mano sono decisamente più efficaci per l’apprendimento, rispetto agli appunti “digitali”.

In uno studio del 2013 condotto presso la Princeton University, i ricercatori Pam A. Mueller e Daniel M. Oppenheimer hanno dimostrato come gli appunti presi con carta e penna siano in grado di attivare dei processi cognitivi del nostro cervello tali da migliorare la comprensione e la memorizzazione di quanto ascoltato a lezione.

In altre parole, gli studenti che prendono appunti a mano si dimostrano più lenti dei loro colleghi che riescono a registrare rapidamente la lezione sulla tastiera di laptop e tablet. Questo apparente svantaggio però costringe gli studenti “amanuensi” ad essere più attenti e a focalizzarsi sui concetti chiave spiegati dal docente (sbaglio o questi consigli li ho già letti?! :-).

Insomma, prendere appunti a mano mantiene il tuo cervello sull’attenti!

Se poi non utilizzi app dedicate e magari un pennino per tablet, prendere appunti “digitali” ti costringe di fatto a scrivere dei “muri di testo”: i peggiori nemici per il tuo apprendimento. Come spiegato nel metodo estiqaatsi (la strategia per prendere appunti che suggerisco in Sm2), gli appunti che il nostro cervello ama devono essere: 1) sintetici 2) grafici e 3) schematici.

In conclusione: prendere appunti con l’iPad? Anche no.

Alla prossima

Che dire, mi auguro ti sia appuntato i concetti chiave di questo articolo. A me non resta che salutarti e augurarti buona settimana. Ci rileggiamo al prossimo articolo.

Ps. Se adotti strategie particolari e particolarmente efficaci per prendere appunti, condividile nei commenti qui sotto. Sono curioso di leggerle. Andrea.

Foto di poluz

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  • Edoardo Truculento

    Ciao Andrea,
    Articolo interessante come sempre e ricco di nuovi spunti rispetto a sm2.
    Grande continua cosi!
    Buon inizio di settimana

  • Davide Giordano

    Sottoscrivo ogni singola parola.
    Sintesi
    Rielaborazione
    Successo!

    Bravo, Andy. Bell’articolo

    Davide

  • Davide Manzini

    Io sono un amanuense :-(
    Ma questo mi permette di stare concentrato a lezione.

  • Pippi

    Messaggio dalla lega per la difesa delle stenografe:
    Sono passata dagli appunti schematici a quelli parola per parola, quando la mia mente scientifica si è scontrata con quella analitica e prolissa della professoressa di italiano. Con lei non bastavano i concetti ma seviva soprattutto la terminologia..la sua ;-).
    Da allora sono passati molti anni ma mi sono sempre trovata meglio così (perché di professori che hanno i loro aneddoti che poi alla fine si rivelano la parte più importante dell’esame ce ne sono un bel po’).
    Ammetto che col registratore si ovvierebbe ad alcune di queste cose ma secondo me il.modo in cui lo usa la maaggior parte delle persone fa perdere mooolto più tempo perché a sbobinare la lezione scrivi davvero tutto tutto, saltando anche quel.minimo di sintesi che avresti fatto con gli appunti a mano.
    E poi ormai (che so la termilogia specifica e spesso conosco già la materia) sono talmente abituata a scrivere tutto che ogni volta che provo a fare meno mi distraggo: esperimento replicato con successo più volte ;-p

  • Buongiorno, Andrea, grazie per avermi ancora una volta dimostrato che sono capace, con il mio candido capello, di commettere non uno ma quasi tutti gli errori :) evvai, sono sulla strada buona per il Guinness Efficacemente?

    • Ahahah, giuro non l’ho fatto apposta Gloria ;-)

      • Non ho dubbi, Andrea! Il problema sono io, non tu! Ma dalla mia ho una forza: la voglia di studiare, imparare e sperimentare soluzioni :)

  • Santos

    Se dovessi cambiare idea sugli appunti su iPad, prova OneNote di Microsoft. Davvero ben fatta.
    Non la uso per prendere appunti dal vivo, ma per elaborare dei progetti, cose che ho sempre fatto a mano. Ho passato settimane a tirarmi pacchi sulla scelta se continuare con carta e penna o se passare ad appunti digitali. Forse per quel tocco di romanticismo.
    Però ti assicuro che almeno per le mie esigenze, non c’è paragone. Digitale.
    Con OneNote poi è fantastico. Puoi creare diversi Block Notes, dividerli in schede di diversi colori, ogni scheda in diverse sezioni, anche indentate. Sposti pagine da una scheda all’altra, o da un block notes all’altro. Puoi sottolineare, fare to do list, mettere tag, formattare con intestazioni , grassetti, corsivi, evidenziare, mettere figure, disegnare, scrivere a tastiera o a mano (ma per ipad preferisco con tastiera digitale), aggiungere link. Sincronizza con One Drive su altri dispositivi, ma puoi lavorare offline e sincronizzare quando hai la possibilità di farlo.
    Pur usando un dispositivo Mela devo dire che quel software Finestre fa un gran bel lavoro. Per quel che mi riguarda mi sono stufato di usare quaderni su quaderni dove poi devo impazzire per trovare qualcosa (ti ho detto della funzione ricerca?)
    Ma probabilmente stiamo parlando di due situazioni diverse in cui prendere appunti. Ascolto e progettazione. E poi che ognuno usi quello che trova più comodo.
    Ciao, alla prossima.

    • Io ho risolto con Evernote: prendo appunti a mano, poi con l’app scannable li porto su Evernote in pochi secondi e grazie alla funzione di ricerca del testo anche all’interno di immagini trovi tutto quello di cui hai bisogno.

  • Architetto Giuseppe Barra

    Rischi una seria denuncia dal popolo ischitano :)

    Articolo semplice e pratico. O meglio, “Efficace ! “

  • Simone Truglia

    Bello l’articolo :)
    Poi c’è Lewin, io amo Lewin *-*
    Lo hai letto il libro? Te lo straconsiglio, anche se ultimamente molti dei link a cui fa riferimento nel libro, tutti quelli dell’ MIT OCW in pratica, non funzionano più per via del suo recente problemimo con l’MIT.
    In ogni caso i video di cui parla si trovano in giro :)

  • Debora

    Ciao Andrea, be io sono una di quelle che il primo anno di università registrava le lezioni, scriveva a mano tutto quello che poteva mentre registrava contemporaneamente, e poi lasciava lo spazio per quello che non riuscivo a scrivere mettendo una nota con scritto “da riascoltare” e sistemare dopo. Poi tornavo a casa molto spesso sistemavo i miei appunti massimo un giorno dopo, riordinavo tutto su quel quaderno che chiamavo di brutta copia, aggiungevo in rosso le parole che dimenticavo e poi riscrivevo tutto in bella copia sempre a mano con tutte le frasi complete ciò che la professoressa aveva detto. Era un lavoro enorme, lo ammetto a volte per la fatica scoraggiante, ma mi sembrava l’unico modo per capire la lezione, apprenderne i contenuti. Scrivevo ogni singola parola a mano di quello che ascoltavo a lezione specialmente quando spiegava concetti che da leggere solo sul libro non riuscivo bene a capire da sola e funzionava ammetto, con questo metodo ho preso dei bei voti ed ammetto che ricordo ancora ad oggi quegli argomenti. Fare così a tutti gli esami è davvero però un dispendio di tempo enorme, motivo per cui ho smesso di farlo. Per alcune lezioni però continuo a portare il registratore perché lo trovo un ottimo metodo per non perdere niente di quella lezione, anche quando a volte non riesco più a reggere l’attenzione il registratore continua a lavorare anche quando il mio cervello prende delle pause ma nel foglio invece ora scrivo solo le parole chiave a lezione o magari l’ordine cronologico delle slide..quindi sinceramente il registratore in molte occasioni credo si uno strumento fondamentale.. sbaglio Andre?.. Non riesco però, ancora ad oggi per quei concetti più difficili da ricordare, non scrivere parola per parola ciò che il professore dice, è più forte di me, è l’unico modo che mi fa sentire sicura di riuscire a capire cosa quel concetto vuol dire. Come faccio per non farlo più? Comunque ora che mi hai detto questo farò in modo di non commettere questo errore. Un altra cosa Andre,,io ho abbandonato lo scrivere a mano e riordino tutto su word, perché ad oggi mi trovo meglio ed è molto più veloce per scrivere, ma anche li cerco di usare più abbreviazioni possibili e frecce, simboli e tutto quello che mi smaltisce il lavoro, anzi di preciso riascolto la lezione e poi scrivo direttamente su word quando sono a casa quello che stò ascoltando, riavvolgendo più volte quando perdo qualche cosa, guardando ovviamente la scaletta che ho fatto sul quaderno all’università durante la lezione.
    Non so Andre dimmi te cosa c’è a sistemare su tutto questo guazzabuglio di cose che faccio?? :-)
    GRAZIE :_)

    • Sì, come ho scritto anche nel post, se il registratore vi fa stare più tranquilli, utilizzatelo pure: ma non utilizzatelo come scusa per non essere attenti a lezione o per procrastinare lo studio al momento della sbobinatura (si scrive così?!): sarebbe un’inutile perdita di tempo.

      Bisogna sfruttare al meglio ogni minuto perso a lezione. Il registratore deve essere semplicemente un backup plan per le parti che non abbiamo compreso bene.

      Andrea.

  • Antonio Nicolosi

    Bellissimo articolo (come sempre). Mi ritrovo nei miei ricordi di universitari. Devo ammettere però che non sempre era facile concentrarsi al 100% durante la lezione: in quel caso prendevo appunti “da stenografo” cosciente del fatto che tornato a casa avrei dovuto immediatamente rivedere l’intera lezione. Ero abbastanza sicuro infatti che, nonostante ero apparentemente distratto, le parole del prof sarebbero rimaste nella mia testa per qualche ora… si trattava solo di andarle a recuperare per rielaborarle

  • Antonio Musarra

    Buongiorno Andrea.
    Il primo articolo interessante della giornata che ho letto e concordo in pieni con i punti da te illustrati.
    Pur io sono ancora titubante nel prendere appunti con l’iPad (che ancora non ho) e qualunque altro tablet. Alle riunioni di lavoro porto con me ancora carta e penna e successivamente li elaboro utilizzando in genere Evernote.

    Quando prendo appunti, sempre con carta e penna, tendo a schematizzare il tema utilizzando spesso anche le mappe mentali.

    A presto,
    Antonio.

    • lorenzo

      Buongiorno, sono uno studente di liceo.
      La scuola ci ha offerto in comodato d’uso un Ipad 2 che dobbiamo usare solo per scopi didattici.
      molti non lo usano affatto (se non per fare altre cose durante noiose lezioni) ma io lo uso per prendere appunti.
      Ho scaricato un’apposita app che è molto bella.
      Scrivere sul tablet è comodo perché posso poi modificare i colori, tagliare / incollare alcuni testi, aiuta per la creazione di forme ed è molto personalizzabile (tratto penna, dimensioni, colori, formato pagina e molto altro..)
      Inoltre è più ordinato, perché suddividendo gli appunti in quaderni rimane tutto ben diviso ed è una favola.

      Consiglio di provare a tutti :)

    • Ciao Antonio,
      sì, per il momento anche io faccio così: carta & penna e poi attraverso scannable porto tutto su evernote. Voglio però testare il pennino per iPad (se ne trovo uno decente).

      A presto.

  • Mario Rapillo

    Cinquina! :D

  • Ross

    Io ho avuto la fortuna alla scuola media di avere una professoressa (di Musica poi!) che ci insegnò come prendere appunti con quelle che lei chiamava “chiavi” e parentesi, ma era in pratica una specie di metodo Cornell. Mi sono sempre trovata benissimo con quel metodo e lo usavo (lo uso tuttora) anche per studiare/leggere i libri.

  • Metil Ammina

    Ciao ! È diverso tempo che ti seguo, e adoro i tuoi articoli. Soprattutto quelli sulla procrastinazione e sullo studio. Dal 2012 frequento l’università di chimica e tecnologie farmaceutiche, abbiamo diverse ore di lezione e tante materie per semestre. Verso marzo 2013 mi arrivò un iPad per motivi ludici e scoprì che potevo utilizzarlo come aiuto per prendere appunti, anche P dche portarsi dietro 5 quaderni con relative slides e libri era una cosa disumana. Io mi trovo molto bene, le lezioni sono più facili da seguire e gli appunti più chiari, perché cambiandogli il colore e potendoli organizzare (questo è particolarmente utile quando il professore si allontana dallo scritto sulle slide) rimetterle in ordine è un gioco da ragazzi. La cosa più difficile per me è abbandonare completamente la carta, dopo averli riorganizzati generalmente le stampo a colori e li unisco tutti insieme in un quaderno ad anelli. Io non scrivo battendo a macchina, ma utilizzando app che imitano -tramite il pennino- la classica scrittura carta e penna. Tendo a fare anche io la dattilografa, proverò con questa lezione nuova a seguire le tue direttive, ma ti suggerirei di scrivere un altro articolo riguardo agli appunti digitali presi via ipad confrontando semmai la classica battitura a macchina con app del genere di Notability e Note Plus. Lo troverei davvero molto interessante!
    Stay strong, i tuoi articoli fanno le fiamme :)

  • Erika

    Ogni tanto provo a prendere appunti scrivendo sul pc, per risparmiare tempo e carta, ma alla fine mi trovo sempre a scrivere su qualsiasi pezzo di carta che trovo a tiro! Non c’è nulla come scrivere a mano per me! Mi aiuta tantissimo!

  • Francesca

    Ciao Andrea! Io non sono molto d’accordo con le tue “5 cose”, anche se ognuno, in fondo, ha i suoi metodi, che dipendono da: velocità nella scrittura, professore, facoltà. Io studio ingegneria edile-architettura, quindi mi sono trovata di fronte a esami scientifici, umanistici, applicativi. Questo è un sunto del mio metodo, per coloro che ancora stanno seguendo e necessitano di dritte ;) :
    -Esami scientifici: se il professore scrive alla lavagna, in genere spiega lentamente, quindi…vai con la stenografia!!! Aiuta molto lo studiare volta per volta, certo, perchè così si ha una cognizione di ciò che si scrive. Ma importantissimo è scrivere tutto (ovviamente sono lezioni con poche parole e molte formule e schemi)…perchè è quello che il professore vuole sentire, e un bel quaderno di appunti mi ha risparmiato più volte il ricorso ai libri, se non per chiarire alcuni punti. Fondamentale è poi ricopiare gli appunti in bella (non necessariamente entro 24h), aiuta molto a fissare i concetti. Se il prof usa le slides (odio profondo!!!), sappi che, con il suo permesso o meno, riuscirai ad accaparrartele, quindi è inutile copiare da lì…ma cerca in ogni modo di scrivere quello che il prof dice al di là del testo proiettato, trascrivi sul quaderno solo i punti chiave (tipo alcune formule) per non perdere il segno. Inutile dire che, se il prof legge pari-pari, puoi anche dedicarti alla ricerca minuziosa di doppie punte sui tuoi capelli, tanto difficilmente riuscirai a capire la scienza delle costruzioni letta alla velocità della luce. A meno che tu non sia un genio. Io non lo sono.
    -Esami umanistici: =lezioni mooolto discorsive! se il professore dà un testo di riferimento, e segue esclusivamente da quello, è inutile farsi venire i calli alle mani: basta scrivere poche parole per restare attenti, e per tenere il conto degli argomenti; se il professore spiega (lentamente) a modo suo, conviene sempre scrivere il più possibile, cercando di usare periodi piccoli (cerca il succo di ogni sua frase, ma cerca di scrivere sempre cose di senso compiuto, non solo parole-chiave sparse) e abbreviazioni da sms. Non ho mai sopportato le registrazioni: tuttavia, in alcuni casi sono necessarie (quando i libri non bastano, le slides non esistono e i prof parlano troppo veloce). In tal caso, meglio organizzarsi in gruppi da 5-6 persone e dividersele, trascriverle in word, cercando di tagliare informazioni ridondanti ed errori di sintassi, in modo tale da rendere più agevole lo studio degli argomenti.
    Un saluto a tutti ;)

  • Aliss

    Articolo utilissimo!
    Una domanda: schematizzare una materia come diritto commerciale è possibile? Sono articoli e concetti da imparare a memoria praticamente usando delle terminologie particolari per la materia.
    Cosa mi consigli?

    • Schematizzare non significa automaticamente eliminare informazioni, anzi. Puoi anche schematizzare la divina commedia mantenendo lo stesso identico contenuto informativo.

      Certo, il mio consiglio è quello anche di snellire, evitando informazioni superflue, ma il vero vantaggio della schematizzazione è quello di aiutare il cervello ad apprendere e memorizzare.

      I “muri di testo” non rappresentano per la nostra mente un metodo di apprendimento naturale: il nostro cervello è abituato a riconoscere schemi, strutture grafiche etc. E’ nella nostra natura.

      Quindi ripeto: utilizza tutte le informazioni NECESSARIE, ma evita i “muri di testo”.

      Andrea.

      • Aliss

        Chiarissimo grazie mille, ci proveró!

  • Chiara

    Utilissimo atricolo (come tutti gli altri del resto)!
    Sono talmente abituata a schematizzare e a fare le mappe concettuali che quando non riesco a seguire delle lezioni e mi passano gli appunti presi a pc dove hanno riscritto tutto “appiccicato” parola per parola la lezione, non riesco a studiarci sopra e devo rielaborarmeli io, facendo mappe e schemi! :) Oramai mi è impossibile studiare su quel genere di appunti. L’uso delle mappe concettuali e degli schemi e soprattutto il metodo della prima lettera è stato rivoluzionario per me :)

  • Alessandro

    Ciao, è il primo commento che scrivo qui sul blog ma lo seguo da molto tempo.
    Sono uno studente di ingegneria e credo di aver trovato una soluzione per unire carta e penna alla comodità di un tablet.
    Purtroppo dovrò fare della pubblicità gratuita, ma questa soluzione non è inclusa in molti modelli.
    Cercate un tablet (preferibilmente Android per questioni di consumo energetico) con pennino Wacom. È una tecnologia che usa pennini molto precisi che restituiscono una sensazione “paper-like”, sembra veramente di scrivere su carta (ovviamente virtuale :D ). Volete un esempio? Samsung Note (disponibile in varie dimensioni), Asus VivoTab Note 8.
    Se invece volete un tablet che possa sostituire un portatile provate a dare un’occhiata al Microsoft Surface.
    Risultato? Niente carta buttata in milioni di slide stampate, potete scrivere direttamente sulle slide in pdf, avete tutto in un unico oggetto (quindi meno peso), potete condividere al volo gli appunti con i colleghi, schemi e grafici vengono perfetti (il tablet fa le linee dritte!), ci sono centinaia di colori alla portata di un click e infine vi salvate tutto online per averlo disponibile ovunque!
    Inoltre riesco a prendere appunti anche per 8 ore di lezione senza dover ricaricare, quindi non ho nemmeno limitazioni sulla necessità di avere una presa elettrica nelle vicinanze.
    Meglio di così!
    Saluti a tutti

  • Alice

    Questa è la vera soluzione! http://www.livescribe.com
    Incredibile che in così pochi ancora oggi conoscano le meraviglie di possedere una smartpen Livescribe, il top per prendere appunti all’università

    • Alessandro

      Si, è una soluzione valida. Peccato che si debbano usare dei fogli speciali per prendere appunti (che oltretutto non puoi neanche farti da te fotocopiandoli).
      A sto punto meglio un tablet come quelli che dicevo poco sotto!

  • Aiuto Andrea! Ma che trafila per commentare… Dì la verità, efficacemente reparto CIA eh? ;)
    Oltre all’articolo, che stavolta ho letto su PC e non sul Tablet, ho notato quanto è ben strutturato il tuo sito web, un bel layout veramente. Prima non ci facevo caso ma ora che ho un “blogghino” personale lo noto di più.
    Per quel che riguarda l’articolo secondo me dovresti aggiungere anche un punto #6:
    “Non scrivere come un cane.” Cosa che faccio spesso e poi quando rileggo gli appunti (lo ammetto non sempre entro le 24 ore) non ci capisco un H.
    Mi sembra di decifrare un geroglifico scritto da uno spirito epilettico in astinenza da caffeina. Non so magari è un problema comune a molti altri che amano prendere appunti cartacei.
    Buona serata.

    • Marina Corese

      io ho lo stesso problema…per questo all’uso di evernote mi ci sono forzata, lo so che chi non capisce la sua scrittura è un asino di natura, ma devo dire che usare il tablet non ha cambiato il mio modo di prendere appunti, per il semplice fatto che sono lenta a digitare sulla tastiera dello schermo e devo per forza ascoltare, rielaborare e scrivere schematicamente i concetti chiave…quindi diciamo ma anche sì al tablet ;)

    • Uhm… teoricamente con i nuovi commenti disqus, si può tranquillamente commentare con qualsiasi profilo social. So invece che è complicato nel caso in cui si avesse già un profilo Disqus di cui si è magari dimenticata la password. Grazie comunque del feedback.

      Ahaha, io su quello ho risolto: da un certo punto in poi, già alle superiori se non sbaglio, ho iniziato a prendere appunti in stampatello. All’inizio si è più lenti, ma poi ci si abitua.

  • Daniele

    Ciao Andrea!
    Sono una serie gli “errori” che a quanto pare faccio a lezione, ma credo di aver interiorizzato molto bene alcuni dei tuoi consigli (ho letto la tua fantastica guida..) e averli fatti miei, combinandoli con il mio metodo di studio. Come già qualcuno dice sotto, io mi trovo molto bene a prendere appunti al computer e a scrivere “parola per parola” per il lessico. Ho la fortuna di avere una mente che ricorda moltissimo, evidentemente le mie sinapsi lavorano tanto e riesco a fare molti collegamenti e quello su cui punto tanto è l’esposizione, per questo prendo appunti da dattilografo. Però ho imparato (da te!) a riprendere gli appunti sempre (anche se a volte non riesco entro le 24h) e questo aumenta moltissimo il ricordo di una lezione ed effettivamente noto che gli appunti ripresi entro le 24h sono quelli che mi restano in testa meglio. In una fase successiva leggo e sottolineo gli appunti, concentrandomi su termini “tecnici” o frasi che mi sembra esprimano un concetto molto bene e faccio la mia scaletta a punti e i miei schemi e ripeto. Appunti da dattilografo – sottolineo – scaletta – ripeto. Un metodo per alcuni forse lungo, io lo trovo fantastico, soprattutto mi aiuta ad avere una padronanza del linguaggio e dell’argomento incredibile. Un’altra cosa che faccio è inserire cose “divertenti” in mezzo agli appunti, per stimolare la memoria emotiva e per ricordarmi meglio (e farmi una risata!) ciò che scrivo.

    Daniele

    • Bravo Daniele,
      io sono contrario agli appunti da dattilografo: ma il fatto che tu li riprenda entro le 24h è il punto più importante. Ottima anche l’idea di inserire “ancore” mnemoniche nei muri di testo ;-)

      Andrea.

  • Francesco Colicchio

    Ciao Andre’! Verrai al convegno di Bologna?

    Io già seguo gli ultimi tre consigli, e condivido in pieno. Per quanto riguarda i primi e gli ultimi 10 minuti di lezione, mi sorprendi, visto che hai fatto ingegneria :-O
    Nelle lezioni più lunghe (tre ore), soprattutto per quanto riguarda analisi (sono al primo anno quindi non so degli altri esami), ma anche fisica o informatica, vengono presentati più concetti durante la lezione. Anche se spesso il prof (pensando ad analisi) cerca di mettere una pausa fra gli argomenti principali (quasi sempre non superano i 3) non succede MAI che si ricapitoli alla fine….

    Invece sul fatto della preparazione: deve essere leggera, secondo me. L’ho capito nelle lezioni di fisica, dove conosco già molti concetti (fatti al liceo), ma ne vengono presentati di nuovi (pochi). La cosa è piuttosto noiosa. Questo per dire che non si dovrebbe andare troppo preparati, per evitare di annoiarsi, al massimo un’infarinatura (e da inesperti… Vederti presentare gli argomenti base che già conosci è noiosissimo, e rischi di arrivare a quelli tosti impreparato, avendo trascurato all’inizio gli studi).

    • Ciao Francesco,
      in merito ai primi (e ultimi) 10 minuti, naturalmente il messaggio non è quello di non ascoltare tutto il resto, ci mancherebbe. Ma come per la preparazione prima della lezione, è fondamentale che il nostro cervello sia già predisposto ad assorbire certi concetti. Se ci troviamo catapultati a metà lezione, senza averne seguito l’inizio o senza avere la più pallida idea di quanto apprenderemo, la qualità dei nostri appunti ne risentirà molto.

  • Enrico Paraggio

    Allora non sono io che mi trovo solo con carta e penna a prendere appunti?
    Non so però se tutto questo sia applicabile a tutti gli esami. Ci sono esami estremamente tecnici in cui non riesco proprio a minimizzare gli appunti…

  • Ciao Andrea. Bell’articolo. Concordo su tutto tranne che nell’aspetto dell’ipad :) Io per esempio a conferenze e altro, con le giuste app (ho scritto anche io un post dedicato a prendere appunti con l’ipad) mi trovo davvero bene e con una penna specifica non rimpiango troppo la carta.

    In effetti scrivo come una gallina, quindi devo dire che l’effetto “scrivere poco, con schemi, frecce, simboli etc” è l’unica possibilità che ho per riuscire a “capire” cosa abbia scritto :P
    Forse questa cosa mi ha spinto più nella direzione dell’ipad, così fotografo le slide e le riempio di simboli, evidenziazioni etc. Almeno rileggo e più che altro… ricordo e capisco.

    Sempre un piacere leggerti! ciao

    • Ciao Giovanni,
      ti capisco perfettamente: io sono un amante della tecnologia. Purtroppo però non siamo arrivati ancora ad un progresso tecnologico tale da avere l’immediatezza e la praticità di carta e penna.

      Vorrei comunque prendermi anche io un pennino per iPad: quello che sostiene lo studio che ho citato è che a peggiorare il nostro apprendimento è lo scrivere con tastiera. Ciò che dobbiamo conservare quanto più possibile è l’atto dello scrivere, magari arricchito da schemi e altri simboli grafici.

      Hai dei consigli da darmi/darci per il pennino?

      Ps. metti pure il link al tuo articolo ;-)

      • Ciao Andrea :)

        Una bella discussione devo dire :P L’atto dello scrivere lo adoro. Scrivo sempre e scrivo di tutto. Solo che sono diventato un dipendente da tastiera perchè – con il tempo – sono diventato “piuttosto veloce” e quella cosa dello scrivere male mi ha sempre condizionato.

        In effetti come hai detto da qualche altra parte mi aiuta lo scrivere “in stampatello” e lavorare con schemi e simboli vari. Ora mi sto’ divertendo da matti a provare la tecnologia LiveScribe (anche qui ho un articolone fatto). Divertentissima e consigliata.
        Per quanto riguarda la penna preferisco la classica “Bamboo” alla “Adonit Jot Pro” per esempio, perchè nonostante la seconda sulla carta dovrebbe essere più sottile e precisa poi diventa poco gestibile il limite dell’inclinazione.

        Per quanto riguarda l’articolo specifico sugli appunti su Ipad eccolo qui e grazie di tutto.

        http://www.giovannironci.it/scrivere-un-libro/applicazioni-per-scrivere-e-prendere-appunti-su-ipad/

  • Paola

    Leggo da tempo il tuo blog ed è la prima volta che commento…articolo come sempre ben fatto,non concordo sul concetto di rielaborare “a parole proprie” i concetti del prof. Io ho studiato medicina e utilizzare questa tecnica era…il modo migliore per farsi bocciare! Infatti le cose sono sensibilmente migliorare quando si sono organizzati gruppi di sbobinature e si è riusciti ad avere la trascrizione integrale di una lezione! E’ vero,è un lavoro immane..ma suddiviso in più persone diventa molto efficace in termini di voti e tempo per studiare un esame.
    Per quanto riguarda gli altri 4 errori…mi trovi pienamente d’accordo! Così come sul non utilizzo del tablet per prendere appunti! :)

    • Ciao Paola,
      grazie del contributo. Per quella che è la mia esperienza, ci deve essere necessariamente una fase di rielaborazione di quanto abbiamo appreso: se l’espressione “a parole proprie” non ti convince, usa pura il concetto di “rielaborazione”.

      Questo è un passaggio chiave, senza il quale lo studio diventa prettamente mnemonico.

      Come suggeriva Cristian in un altro commento, tale fase può essere svolta DOPO la lezione, quando si rivedono gli appunti. Ma ripeto: non può mancare :-)

      A presto,
      Andrea.

  • Cristian Vitale

    Ciao Andrea!
    Le attenzioni che mi tornano molto utile nel prendere appunti sono due:

    – Prendo appunti su fogli bianchi, senza ne quadretti ne righe per avere una migliore leggibilità e per non essere imbrigliato nella struttura del foglio;
    – Lascio l’ultimo quarto di pagina vuoto, e quando rileggo gli appunti (solitamente mi faccio un pomodoro prima della lezione per rivederli) ci inserisco quanto scritto sopra ma come se lo dicessi io.
    Per paura di perdere quello che dice il Prof. a lezione spesso registro le sue parole, e allora sdoppio il processo e rielaboro in seguito :)

    • Ottima alternativa Cristian. La rielaborazione è una fase importantissima. Naturalmente, senza un po’ di allenamento è difficile farlo “live” durante la lezione/seminario.

  • Andrea Giaretta

    I miei appunti sono pieni di punti e frecce!!! XD

    Lo so: devo migliorare.

  • Costi

    Ciao Andrea,
    Ho gradito molto l’articolo dato che ero in dubbio sul prendere un tablet negli ultimi giorni. In più, confesso che usare carta e penna lo preferisco di gran lunga ai metodi ‘moderni’. In breve, siamo d’accordo su questo punto.
    Avrei però una domanda pratica su ciò che è meglio fare con gli appunti, forse più di una, in effetti: cosa intendi per “rivedere gli appunti”, cosa dovrei fare che non sia leggerli annoiatamente (esiste questa parola?) senza quindi registrare alcunché?
    Riguardo prendere appunti “furbi”, io a volte eccedo, sintetizzo troppo o scrivo concetti chiave, munite di definizioni, che poi però non riesco più a collegare tra loro, qualche consiglio?
    Grazie in ogni caso e buon lavoro! ;)

  • Salve Andrea attendo la spedizione dell’iPad (cit: “Mi gioco un iPad che stai commettendo almeno uno di questi 5 errori quando prendi appunti…”) :D :D
    Scherzi a parte, è la prima volta che leggo un tuo articolo (sono arrivato al blog tramite un post di @dariovignali ) concordo pienamente sulle tue indicazioni. Riguardo l’uso della tecnologia nell’arte di prendere appunti: Evernote tutta la vita. Un saluto. RobDesideri

  • Sergio

    Anche io preferisco il metodo carta e penna, anche perché è molto più personalizzabile. Per esempio mi sembra molto più efficace prendere appunti su fogli a5 bianchi ovvero senza righe o quadretti perché mi sembra di avere tutto sotto controllo. Pensi anche tu che l’efficacia degli appunti dipenda anche dal formato del foglio?

  • Claudio Carcaci

    Concordo con tutto quello scritto qui. Alcune cose per me sono risultate naturali, altre le ho apprese “pestandoci il muso” negli anni universitari, altre invece le ho scoperte ora.

    Un metodo utile che ho sperimentato e personalmente ho trovato molto efficace è piegare in due un foglio A4 e usarlo come libricino di due pagine segnando nella prima pagina la data in alto a destra e sulla sinistra un elenco di argomenti con sotto una bella riga.

    Avere uno spazio “ristretto” aiuta a concentrarsi sui concetti chiave e a migliorare l’utilizzo degli spazi sul foglio che poi corrispondono più o meno agli “spazi” mentali, il cambiare pagina e non vedere ciò che c’è scritto nelle pagine precedenti aiuta a fare una prima fase di memorizzazione immediata di quanto viene detto.

    Tutto questo nella mia esperienza personale.

    P.S. ovviamente usare carta da stampante senza righe o quadretti che rendono spesso disordinati gli appunti e non aiutano nella creazione del fondamentale schema mentale.

  • Ciao, ti leggo da diverso tempo e ti ammiro molto!
    Trovo davvero interessante che uno dei miei guru in materia di produttività abbia a che fare con un Ipad, uno strumento con una capacità distrattiva forse peggiore delle bombe a grappolo

    Mi farai sapere se riesci a leggere veramente quello che devi, o se la tentazione di farti un giro (o anche due o anche tre) a curiosare nell’app store alla fine è troppo forte, ed eventualmente come la tieni a bada :D

  • disqus_viQjd20SPa

    La vostra amica “stenografa” oltre a registrare la frequenza cardiaca del docente fa un’altra cosina:

    1. scrive, parola per parola, le esatte frasi utilizzate dal Prof. durante la lezione.
    2. applica la strategia del “Signore dei Pennarelli“.

    Poi la vostra povera stenografa in prima fila dell’Associazione Stenografi Italiani

    3. Capisce.
    4. Rielabora (o come qualcuno dice “interpreta”) un riassunto della lezione.
    5. Studia il SUO testo scritto a mano.

    Alla dilettante non resta che salutarvi e augurarvi buona settimana.

    Al prossimo articolo.

    P.s.: Anche no.

  • Maura Hewson Rizzo

    Ehm…ci sarebbe un errore: è mamma che mette alla luce, non mamma e papà.
    Ti assicuro che papà in quel momento mette ben poco alla luce ;D

  • Giacomo

    Va bene prendere appunti durantea lettura?

  • Bluette

    Sono in linea di massima d’accordo con quello che hai scritto in questo articolo. Ho verificato negli anni del liceo che gli appunti mi permettevano di studiare meno a casa e di preparare un compito in classe con solo lezioni + 3 o 4 ore di studio a casa per le materie più consistenti. Però devo dire che anche usare appunti troppo sintetici a volte è compromettente: il mio compagno di classe in una lezione di storia prese una decina di righe di appunti, compresi nomi e date, ma chiese i miei perchè i suoi erano incompleti. Si deve fare attenzione a capire cosa è importante e cosa è solo esempio o contorno e si può ignorare o trovare su dispensa o libro.
    Faccio l’esempio di storia perchè è la materia in cui gli appunti a lezione erano senza dubbio i più utili e le cui ore di studio a casa si riducevano molto.

    Tuttavia io non penalizzerei a priori chi trascrive tutto, se riescono a non perdersi nulla della lezione avranno senza dubbi appunti completi. Poi dipende da materia e dal singolo studente: c’è chi non riesce a trarre abbastanza “conoscenza” da uno schemino.

  • yesthere

    Mhhh secondo me no!! Ti spiego perché. Quello che tu hai descritto è un metodo adatto ad un solo tipo di lezione: quello totalmente parlato. Mi sono laureato in ingegneria edile e ti assicuro che avere dei “libri” (solo per geotecnica avrò scritto almeno 300 pagine di appunti) scritti ed elaborati interamente da me, mi ha aiutato molto durante lo studio e ancora di più durante il ripasso, magari dopo 2 anni! In tutto questo durante il corso di studio ho comperato solo 3 o 4 libri ed ho studiato solamente sui miei appunti!

    Il mio metodo è una via di mezzo tra lo stenografo e il rielaboratore. Dove c’era da sintetizzare sintezzavo, dove era fondamentale trascrivere il passaggio del professore lo facevo. La registrazione poi non ha proprio senso….stavo 5 ore al giorno a lezione e altre 6 a studiare e fare esercizi, il tempo di mangiare e vivevere ed era già notte fonda!!

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