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Autosabotaggio: perché siamo i nostri peggiori nemici (e come evitarlo)

Sai qual è definizione di autosabotaggio? No?! Eppure si direbbe che tu sia un esperto di “zappa sui piedi”! È tempo di conoscere meglio questa trappola mentale e liberarsene per sempre.

autosabotaggio

“Non faccio nulla contro me stesso, eppure sono il mio carnefice.”

John Donne.

Voglio raccontarti una storiella, la storiella del topolino chiacchierone.

Durante un’inondazione, uno scoiattolo, una lepre e un topolino chiacchierone si ritrovano disperatamente aggrappati ad un tronco d’albero, che viene trascinato con violenza dal fiume in piena.

Un cigno coraggioso, vedendo i tre animali in difficoltà, decide di aiutarli; ma può soccorrerne solo uno alla volta e le sue zampe palmate non gli permettono di afferrarli.

Rivolgendosi allora allo scoiattolo gli chiede di aggrapparsi con la bocca alla sua zampa destra.

Dopo averlo tratto in salvo, dà le stesse istruzioni anche alla lepre.

Infine, esausto e dolorante, il cigno torna dal topolino chiacchierone: “mi raccomando topolino, so che ami parlare, ma se vuoi sopravvivere, stringi forte la mia zampa con la bocca e prometto di salvarti.

Lo farò” rispose il topolino e insieme lasciano il tronco ormai quasi completamente sommerso dai flutti implacabili.

I due animali volano verso la salvezza, ma a pochi metri dalla riva, il topolino chiacchierone non riesce a trattenersi e rivolgendosi al suo salvatore gli dice “vorrei atterrare nel…“. Senza finire la frase, il topolino precipita nel fiume in piena e scompare in pochi istanti, inghiottito dalle acque tumultuose.

– The End –

La prima volta che ho letto questa favoletta ho pensato tre cose:

  • ‘sta storiella fa veramente pena!
  • Il topolino più che chiacchierone a me sembra un cogl..ne! :-D
  • Aspetta, siamo sicuri di essere così diversi dal topolino cogl… ehm, chiacchierone?!

Prova a pensarci. Spesso sappiamo esattamente cosa dobbiamo fare (e non fare) per raggiungere la salvezza, o semplicemente i nostri obiettivi, eppure non perdiamo occasione per sabotare il nostro stesso percorso, per darci la famosa zappa sui piedi.

Perché?!

Autosabotaggio: significato e cause

autosabotaggio-fumetto

Possiamo definire l’autosabotaggio come l’insieme delle azioni che mettiamo in atto, più o meno consapevolmente, e che ostacolano il raggiungimento dei nostri obiettivi a lungo termine.

Le forme di autosabotaggio più comuni sono le seguenti:

  • Avere paura del fallimento.
  • Essere incapaci di dire “No”.
  • Preoccuparsi continuamente.
  • Avere manie di perfezionismo.
  • Giudicare e criticare continuamente noi stessi e gli altri.
  • Frignare.
  • Paragonare costantemente la propria vita a quella altrui.
  • Procrastinare.

Ti ritrovi? Bene, immagino però che stai continuando a chiederti… perché diavolo lo facciamo?!

L’autosabotaggio ha essenzialmente 5 cause:

  1. Preferiamo il “diavolo che conosciamo. L’altro giorno stavo parlando con uno dei miei consulenti qui a Londra, quando se ne esce con questa espressione:

“better the devil you know than the devil you don’t”.

Ovvero, meglio avere a che fare con una situazione che conosciamo, anche se sgradevole, piuttosto che imbarcarsi in qualcosa di nuovo ed ignoto. Ecco, avere successo significa necessariamente cambiare, e al nostro cervello i cambiamenti non piacciono, perché ogni cambiamento, anche in positivo, richiede un dispendio di risorse mentali. In questo caso quindi, l’autosabotaggio è un meccanismo volto a mantenerci entro i confini rassicuranti della nostra zona di comfort.

  1. Vogliamo avere il controllo. Anche dando il 110% nessuno può garantirci il raggiungimento dei nostri obiettivi. Esiste sempre un aspetto di imprevedibilità. Al contrario, se sabotiamo il nostro percorso, possiamo essere certi di quello che sarà l’esito. Per quanto paradossale possa sembrare, il nostro bisogno di controllo ci porta a fare anche di queste minchiate.
  2. Abbiamo cattive abitudini. Non sempre sono necessari subdoli meccanismi mentali per spiegare le nostre strategie di autosabotaggio: a volte, prepariamo noi stessi al fallimento, solo perché abbiamo adottato tutta una serie di abitudini negative (dipendenza da social, fumo, dieta e sonno sregolati, etc.)
  3. Siamo annoiati. Come visto il nostro cervello odia i cambiamenti. Al contempo però ha bisogno, di tanto in tanto, di qualche “botta di vita”, insomma di qualcosa che lo stimoli e non lo faccia annoiare. Esistono molti modi costruttivi per stimolare la nostra mente, ma sai com’è, il lato oscuro è sempre più allettante. Ecco allora che siamo disposti a barattare la nostra felicità futura per un effimero momento di piacere.
  4. Pensiamo di non meritarcelo. Esistono numerosi studi che mettono in relazione l’autosabotaggio con la scarsa autostima. In definitiva ci prepariamo al fallimento perché siamo intimamente convinti di non meritarci successo e felicità.

Ora che abbiamo capito cos’è l’autosabotaggio, come si manifesta e quali sono le sue cause, che ne dici se ce ne liberiamo una volta e per tutte?!

“Pensa a cosa potresti realizzare se solo smettessi di metterti i bastoni tra le ruote.”

Seth Godin.

Un metodo pratico in due fasi per combattere l’autosabotaggio

autosabotaggio-bastoni-tra-le-ruote

Francis Bacon una volta disse: “scientia potentia est“, ovvero “il sapere è potere“. Il primo passo per uscire dall’autosabotaggio consiste dunque nel conoscere a fondo il nostro nemico e analizzarlo al microscopio come farebbe uno scienziato nel suo laboratorio.

1. Indagine

Appena letto questo articolo, ritagliati del tempo per te stesso per svolgere una sorta di indagine scientifica. Presi infatti dallo sconforto del fallimento, spesso ci abbandoniamo alle frigne, perdendo di lucidità, ma soprattutto perdendo l’occasione di capire davvero in che modo abbiamo sabotato noi stessi per l’ennesima volta.

Ecco allora come svolgere la tua indagine:

  • Quando viviamo un periodo “no”, tutto sembra andarci storto. In realtà i diversi ambiti della nostra vita sono strettamente legati tra loro e sappiamo benissimo che uno di questi è dominante. Qual è per te? In quale sfera della tua vita ti stai dando la zappa sui piedi? Soldi? Relazioni? Salute? Restringi il campo d’indagine.
  • Bene, ora che sappiamo dove rivolgere lo sguardo, dobbiamo identificare quale strategia di autosabotaggio stiamo adottando con maggiore frequenza. Fai pure riferimento a quelle identificate all’inizio dell’articolo: hai paura di fallire? Prendi troppi impegni e non dici mai di “No” a nessuno? Procrastini come se non ci fosse un domani?!
  • Infine dobbiamo analizzare le cause del nostro comportamento. Anche in questo caso scegli tra le cinque che ti ho mostrato ad inizio articolo.

Il risultato della tua indagine dovrà somigliare a qualcosa di questo tipo (è un semplice esempio):

Il mio problema principale sono i soldi. Ho in mente diversi progetti per migliorare la mia situazione finanziaria, ma continuo a procrastinare. Lo faccio perché pur odiando il mio attuale lavoro, per lo meno è un diavolo che conosco bene.

Vediamo ora la seconda fase.

2. Se… allora…

In programmazione, il costrutto “Se… Allora…”, noto come selezione (o struttura condizionale), è uno degli strumenti più potenti a disposizione dei programmatori. Anche i software più evoluti, nascondono tra i meandri del proprio codice una qualche forma di “selezione”.

Nerdate a parte, quello che ci interessa sapere è che uno dei metodi più efficaci per evitare l’autosabotaggio è sapere a priori come ci comporteremo nel momento in cui si dovesse verificare una di quelle classiche situazioni in cui amiamo darci la zappa sui piedi.

Ecco perché è importante innanzitutto fare la nostra indagine: ora che conosciamo il nemico, possiamo sconfiggerlo. In questa seconda fase infatti dovrai stabilire, nel dettaglio, quali comportamenti adotterai in sostituzione di quelli che hanno sabotato il tuo successo fino a questo momento.

Vediamo qualche esempio pratico:

  • Se… mi ritrovo a procrastinare i miei progetti perché ho paura di abbandonare il mio lavoro, allora… concentrerò i miei sforzi su attività che posso sviluppare in parallelo, senza rinunciare al mio attuale stipendio.
  • Se… dico sempre di sì a tutti perché sono insicuro, allora… imparerò a rimandare la mia decisione di 24 ore (“ok, ti faccio sapere entro domani”).
  • Se… ho manie di perfezionismo perché devo sempre avere il controllo su tutto, allora… imparerò ad applicare la Legge di Parkinson.

Conclusioni

Le combinazioni e gli esempi potrebbero essere infiniti, ma al termine di questo post vorrei che ricordassi solo questi tre punti chiave:

  • Esistono diverse forme di autosabotaggio. Identifica quella che metti in atto con maggiore frequenza.
  • Se ci diamo la zappa sui piedi lo facciamo per delle motivazioni che, per quanto assurde, rispondono a dei bisogni del nostro cervello. Se le comprendiamo, possiamo neutralizzarle.
  • Decidi a priori come interverrai ogni volta in cui stai per metterti i bastoni tra le ruote.

Mi auguro che quanto abbiamo visto oggi possa aiutarti finalmente a combattere ad armi pari il tuo peggior nemico: te stesso. Buona settimana e alla prossima ;-) Andrea.

Ps. Come abbiamo visto, la procrastinazione è una delle forme di autosabotaggio più diffuse e la scarsa autostima invece è tra le cause principali di questi comportamenti masochistici. Se nella fase d’indagine dovessero emergere questi due elementi, devi dare un’occhiata a due dei miei manuali:

A ri-ciao! :-)

Foto di TippaPatt

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  • Antonio Brucoli

    Mi serviva proprio un articolo del genere, in questo inizio di settimana…grazie mille, Andrea!

  • Debora

    Buon anno Andrea! Articolo molto interessante, come sempre :) Una domanda : come dire sempre no ad attività o appuntamenti durante sessioni d’esame (ad esempio) senza fare imbestialire tutto il mondo? Premesso che la frase minima “sto studiando” non è abbastanza!

    • Ciao Debora, credo che il problema sia in questa ultima frase: “senza fare imbestialire tutto il mondo”. Il fatto che gli altri si imbestialiscono perché declini un invito è una tua convinzione, che non necessariamente corrisponde a realtà. A volte ci facciamo troppi film mentali ;-)

      Ps. se invece alcune persone si imbestialiscono davvero perché sei impegnata per i tuoi esami, sicura che sono persone che vuoi avere intorno a te?

      • Debora

        Hai perfettamente ragione, ci rifletterò su :)

    • Arianna De Bellis

      è una situazione in cui mi trovo spesso anche io, ma se studiare è la tua priorità e i tuoi “amici” non lo capiscono sono problemi loro e non tuoi! :)

      • Debora

        A volte è difficile far capire agli altri quali sono le tue priorità, ma da ora in poi mi farò sicuramente meno problemi al riguardo :)

  • Cristian Vitale

    Sono il peggiore nemico di me stesso. So perfettamente quando e dove attaccarmi.

    Grazie Andrè, mi hai fatto piangere stamattina.

    • eh, la consapevolezza è ‘na brutta bestia, ma senza non si cresce :-)

  • Eh… come darti torto? You have fu***ng right. Bisogna lavorarci su! Iniziamo bene questo 2016 dai!

  • follettoibleo .

    Articolo ben fatto e lo dice un esperto di autosabotaggio.Io lo faccio per avere quelle botte di vita che dici tu e spezzare la routine ma poi me ne pento.

  • Roby

    Buon Anno Andrea, e complimenti per il tuo articolo! Il mio ostacolo più grande è che non trovo mai riscontri positivi alle mie idee da parte delle persone che mi sono accanto (genitori, fidanzato, ecc…)
    Sono un’impiegata ed ho provato in diverse occasioni ad esporre alla mia famiglia le mie idee imprenditoriali, ma da tutti ho sempre ricevuto l’incoraggiamento a “lasciar perdere”. Perchè ho il posto sicuro, senza pensieri, maternità e malattia tutelate, perchè c’è crisi, e potrei continuare all’infinito con i motivi che mi rifilano ogni volta.
    Quindi rimetto i miei sogni nel cassetto e mi convinco che tutto sommato hanno ragione e che forse le mie idee non sono così brillanti!
    Come posso fare per capire se dovrei andare avanti con i miei progetti oppure dovrei rinunciare?

    • Neanche a farci apposta ho parlato proprio del tuo caso Roby nel post:

      “Se… mi ritrovo a procrastinare i miei progetti perché ho paura di abbandonare il mio lavoro, allora… concentrerò i miei sforzi su attività che posso sviluppare in parallelo, senza rinunciare al mio attuale stipendio.”

  • Architetto Giuseppe Barra

    Da Auto sabotatore di me stesso confermo che purtroppo siamo i peggiori nemici di noi stessi. Un gran bell’articolo dopo la pausa di fine anno.

  • valerio

    Sono sempre sabotato sia dalla paura del fallimento sia (forse ancora di piu) dalla paura del successo …e quindi del cambiamento….sigh…muro invalicabile per me…grazie cmq per avermelo ricordato la cosa peggiore è diventarne inconsapevoli……

  • Nice article ;)

  • Andrea

    capisco ora che il mio dovermi rinchiudere in università per riuscire a studiare seriamente è dovuto a quello..Bei consigli pratici come sempre!

  • Ottavio Noce Genziani

    Bell’analisi, purtroppo mi ci ritrovo al 100 per 100. Vediamo ora di lavorarci sopra il necessario.

  • confutatis

    Un altro articolo che mette il dito nella piaga, quanta fatica si fa per uscire da questa situazione ed è proprio quello che sto vivendo. Ho in testa una certa idea imprenditoriale, al momento da affiancare al mio lavoro, poi si vedrà. I soliti pensieri autodistruttivi non hanno impiegato molto tempo ad arrivare e mi stanno perseguitando: paura di perdere denaro, se lo fanno pochi vuol dire che non è redditizio, perché ti vai ad impelagare in cose nuove. Non ne ho parlato con nessuno perché immagino le risposte (oltre a quelle che mi sono fatto): hai lavoro sicuro cosa ti manca, bisogna volare basso, perché non lo fanno tutti, perché vuoi fare qualcosa di diverso dagli altri sei forse speciale. Diciamo che oltre a noi stessi che ci diamo la zappa sui piedi, ci hanno fatto pure il lavaggio del cervello su come condurre la propria esistenza e non si può uscire dai binari, pena la derisione. Ah, quanto mi piacerebbe riuscire in questa attività e dimostrare che tutti si sbagliavano di grosso! Grazie, Andrea!

    • Valerio Mancuso

      Secondo me in quest’ultima frase c’è la chiave del tuo successo. Dimostra agli altri che sbagliavano di grosso, fagli vedere che sei di una pasta diversa e i luoghi comuni non sono adatti a te ed alla fine, guarda le loro facce che blaterano frasi fatte quando ci sarai riuscito :)

      • confutatis

        Hai pienamente ragione! Purtroppo dobbiamo fare i conti con il nostro cervello, che fa cose meravigliose, ma alle volte è più di intralcio che altro. Sai, ogni mia scelta finanziaria si è sempre risolta in un fiasco e quindi il nostro cervello “ricorda” il momento passato negativamente per associare anche adesso nuova negatività, anche se, razionalmente, ogni evento fa storia a sè.

  • Pierpaolo Risi

    A ri-ciao ;-D bello articolo Andrea! :D

  • GGMZ

    Molto interessante e drammaticamente reale. Mi ritrovo in parecchi punti e passaggi, accidenti.
    Una cosa sola : SE… continuo a confrontarmi con i conoscenti che hanno raggiunto stabilità, successo, compiutezza professionale ecc., ALLORA… (?)

    Penso non esista nulla di più deleterio che paragonarsi agli altri, (s)valutarsi e uscirne sempre bastonato. Parlo per me ovviamente. Grazie dell’articolo e per l’eventuale risposta

    • Silvio D

      Ciao GGMZ,
      a volte lo faccio anche io, ma paragonarsi agli altri è quanto di più sbagliato si possa fare, specie in questa epoca di social in cui tutti quotidianamente postano foto di serate alla moda, vacanze in posti da sogno, auto nuova, vestito firmato….rischi davvero di uscirne con le ossa rotte.
      Io ho superato la cosa smettendola di guardare alle vite degli altri e guardando di più alla mia, smettendola di rimuginare sui successi altrui e concentrandomi sui miei progetti.

      Se hai dei buoni progetti e li porti avanti ogni giorno (e mi raccomando che siano buoni davvero, perchè il mondo non ti da un premio se fai ogni giorno le cose sbagliate!!) il successo arriva anche per te.

      • GGMZ

        Concordo con te Silvio.
        Occorre del “sano egoismo” cioè rendersi conto che questo tempo è limitato e dunque ha un valore. Probabilmente è l’unica “ricchezza” veramente democratica e distribuita in egual misura su tutta la Terra. Serve consapevolezza e silenzio, e distacco..in modo da ascoltarsi e capire cosa ci piace, cosa vogliamo e cosa invece non è adatto per noi. L’ho capito tardi purtroppo, collezionando un’infinità di errori di percorso… ma tant’è.
        Un saluto

  • Chris

    Ciao Andrea, sono un tuo vorace lettore, ed ho visto che in questo articolo hai citato due delle tue guide. Personalmente ho acquistato anche le altre due, le ho lette tutte e quattro ma ora sono un po’ disorientato. Sono uno studente universitario rimasto un po’ indietro, e volevo intraprendere il percorso dato che ho problemi di procrastinazione, con conseguenze sullo studio ed inevitabilmente (a causa di insoddisfazione delle situazione) la mia autostima non è al massimo; da quale guida mi consigli di partite? Avevo pensato di battere prima la procrastinazione, poi trovare il mio metodo di studio (non ne ho uno efficace, ad oggi), poi lavorare sull’autostima (percorso “Start – Sm2 – APP”). Che ne pensi? Ciao, e grazie per il lavoro che fai!

    • Ciao Chris: per uno studente la sequenza migliore è: Sm2 > Start! > APP ;-)

  • Ciao Andrea, mi piace molto quest’argomento perché l’atteggiamento di cui parli impatta in maniera significativa sulla qualità delle nostre giornate e sulla nostra felicità.
    Tra le varie forme di autosabotaggio credo che la più pericolosa sia quella del fallimento. Lo spettro della sconfitta infatti ci toglie lucidità e in balie delle emozioni negative non ci rimane altro che “Non Fare Niente”. Abbandoniamo tutto prima ancora di fare un passo o di scrivere semplicemente quell’idea su un pezzo di carta. Arghh! Se riuscissimo a gestire le emozioni anziché subirle.
    Complimenti per l’articolo e per l’ottimo contenuto su cui riflettere. A presto. Marco.

  • Silvio D

    Bell’articolo Andrea, in particolare trovo molto azzeccata la fase costruttiva, quella del Se….Allora, che hai ripreso para para dal linguaggio informatico (IF….THEN). In fondo un computer ragiona più o meno in questi termini: se quel sacco di carne seduto sulla sedia compie questa azione, tu reagisci in questo modo.
    La trovo azzeccata perchè bene o male tutti conosciamo quali sono i nostri obiettivi a medio-lungo termine, tutti vogliamo essere forti, bravi, con una vita sociale ricca, e bla bla bla…ma chi frequenta queste pagine è perchè ha sviluppato una serie di pessime abitudini che gli impediscono di realizzarli, abitudini apparentemente innocue sul momento, ma che reiterate per anni portano la nostra vita a prendere una piega totalmente diversa da come l’avevamo immaginata.
    D’ora in poi cercherò di applicare il metodo del Se…..Allora ogni giorno, a tutte le mie attività quotidiane:

    Se….continuo a mandare msg su whatsapp….Allora non riuscirò a portare a terminare il capitolo del libro entro oggi
    Se…..non rinuncio ai dolci e al cibo spazzatura….Allora diventerò un dirigibile!
    Se…diventerò un dirigibile….Allora la mia forma fisica e la mia salute andranno a farsi benedire! :D
    Se….passerò ancora 2h al giorno dietro le barbabietole nane di Farmville…..Allora non riuscirò a concludere il progetto entro questo weekend.
    Se…..continuo a dormire in modo sregolato….Allora al mattino mi sveglierò non riposato e non renderò al 100% sul lavoro
    Se….non andrò a correre e rimarrò a casa col sedere incollato alla sedie…..diventerò tonico e forte come le bianche scogliere di Dover :D

    Per bandire la procrastinazione basta capire che queste piccole, e apparentemente innocue abitudini, hanno in realtà delle conseguenze estremamente dannose.
    Ed il timore del fallimento e della frustrazione è un grosso deterrente, perchè credo che il nostro cervello ricorda più facilmente il dolore, e le sensazioni sgradevoli ad esso associato, che non il piacere.

  • Bellissimo articolo, grazie Andrea!

  • valerio

    Penso che per molti e anche per me stesso… non si sa se sia piu grande la paura del fallimento o quella del succsso e quindi del cambiamento…

  • Anna

    Ciao, come al solito bellissimo articolo, grazie!
    ti scrivo però per segnalarti che nel sito Psicoadvisor c’é un articolo con intere parti esattamente uguali alle tue… La maggior parte dell’articolo a dire la veritá. Mi sembra che tu l’abbia pubblicato per primo quindi… 😉

    • Ciao Anna, grazie per la segnalazione: non mi aspettavo che quelli di Psicoadvisor copiassero miei post. Davvero una caduta di stile.

      Li ho fatti contattare. Grazie ancora.

  • Lavale

    Mi rispecchio molto in quello che dici su procrastinazione e mancanza di fiducia in se stessi, e già qualche giorno fa, prima di arrivare a questo post e alla fine della sua lettura, avevo selezionato APP e Start come prossime letture.

  • ivan fernandez

    Mi autosabotaggio di continuo cercando la perfezione che parte dalla mia paura di fallire, mi paragono agli altri e smetto di pensare chi sono io, giudico me stesso come se non ci fosse un domani, mi preoccupo in continuazione perché non ho un controllo del 100 % di ciò che succede. Questo sono io e scrivo tutto quanto con la speranza di smettere di aver paura di fallire.

  • Francesca

    “Procrastini come se non ci fosse un domani” è un controsenso carinissimo!
    Articolo molto interessante e utile. :D

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