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	<title>Blog EfficaceMente &#187; Carriera</title>
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	<description>Crescita Personale: esempi pratici</description>
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		<title>I consigli di Obama per superare la paura di parlare in pubblico</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Oct 2009 06:04:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea</dc:creator>
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		<description><![CDATA[5 consigli pratici, ispirati dal presidente eletto Barack Obama, per ...


<h3>Perché fermarsi sul più bello? Continua a leggere...</h3><ol><li><a href='http://www.efficacemente.com/2010/02/migliorare-la-memoria-3-tecniche-efficaci/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Migliorare la memoria: 3 tecniche efficaci'>Migliorare la memoria: 3 tecniche efficaci</a></li>
<li><a href='http://www.efficacemente.com/2008/11/come-piacere-agli-altri-6-consigli-parte-1/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Come piacere agli altri: 6 consigli (parte 1)'>Come piacere agli altri: 6 consigli (parte 1)</a></li>
<li><a href='http://www.efficacemente.com/2008/11/come-piacere-agli-altri-6-consigli-parte-2/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Come piacere agli altri: 6 consigli (parte 2)'>Come piacere agli altri: 6 consigli (parte 2)</a></li>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>5 consigli pratici, ispirati dal presidente eletto Barack Obama, per superare la paura e l&#8217;ansia di parlare in pubblico.</p>
<p><a href="http://www.efficacemente.com/wp-content/uploads/parlare_in_pubblico_obama.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-2846" src="http://www.efficacemente.com/wp-content/uploads/parlare_in_pubblico_obama-240x240.jpg" alt="Parlare in pubblico" width="240" height="240" /></a></p>
<blockquote class="citazione2"><p><em>&#8220;Se conosci la materia, le parole seguiranno.&#8221;</em></p>
<p style="text-align: right">Catone il Censore.</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify"><em>&#8220;Qual&#8217;è la sua paura più grande?&#8221;</em> Sembrerebbe che la seconda risposta più frequente a questa domanda sia la paura di morire. Indovina qual&#8217;è la prima? Hai indovinato: <strong>la paura di parlare in pubblico</strong>.</p>
<p style="text-align: justify">Parlare in pubblico ci terrorizza perché temiamo di essere giudicati, temiamo che il pubblico non faccia altro che osservare e criticare ogni nostra piccola imperfezione. Come ogni paura, anche la <em>paura di parlare in pubblico</em> nasce dentro di noi e si alimenta della nostra <a title="Autostima: corso pratico in 5 lezioni" href="http://www.efficacemente.com/2009/06/autostima-corso-pratico-in-5-lezioni/" target="_self">carenza di autostima</a>.</p>
<p style="text-align: justify">In questo articolo ho scelto di non propinarti i soliti consigli triti e ritriti sul <em>public speaking.</em> Puoi trovarne decine con una semplice ricerca su google. Ho scelto invece di proporti i <strong>consigli pratici</strong> ispirati ad uno dei migliori oratori dei nostri tempi: Barack Obama.<span id="more-2690"></span></p>
<ul style="text-align: justify">
<li><strong>Preparati</strong>. Una volta Thomas Edison disse che il genio è per l&#8217;1% ispirazione e per il 99% traspirazione, ovvero sudore e duro lavoro. Nel corso della campagna elettorale Obama ha lavorato duramente con i suoi collaboratori per preparare al meglio ogni singolo discorso e per competere senza sorprese nei confronti televisivi. Conoscere la materia e aver affrontato il discorso di fronte ad uno specchio o a degli amici ti permette di affrontare il tuo discorso pubblico con maggior sicurezza. Prova inoltre a sintetizzare il tuo intervento in 7-10 punti chiave in modo da non perdere mai il filo del discorso.</li>
<li><strong>Parla ad una persona alla volta</strong>. Ciò che c&#8217;è di veramente terrorizzante nel parlare in pubblico è&#8230; il pubblico. Un insieme indistinto di occhi che ti fissano, in silenzio, in attesa del tuo discorso: sembra quasi un film dell&#8217;orrore! Obama ha tenuto il suo discorso di insediamento di fronte a circa 320.000 persone, per non parlare dei milioni di telespettatori; ma lo ha fatto con tranquillità sfruttando un segreto da vecchio oratore: <em>ha parlato ad una persona alla volta</em>. Osservandolo in <a title="Discorso di insediamento di Barack Obama" href="http://www.youtube.com/watch?v=VjnygQ02aW4" target="_self">video</a>, noterai come il suo sguardo cerchi continuamente un punto di riferimento nel pubblico, senza mai nascondersi o abbassarsi. Impara a guardare il pubblico negli occhi, ma sempre una sola persona alla volta, ed il pubblico svanirà.</li>
<li><strong>Sfrutta umiltà ed umorismo</strong>. Iniziare un discorso ammettendo la propria paura di parlare in pubblico o il proprio nervosismo è allo stesso tempo un modo per esorcizzare tale paura e per accattivarsi le simpatie del pubblico. Questo non significa fare dell&#8217;umorismo forzato: sarebbe controproducente. Ma a volte è sufficiente dare risalto ad un evento inaspettato per creare empatia e simpatia nel pubblico. Quando hai paura sei concentrato su te stesso ed ogni imprevisto durante il tuo discorso ti destabilizza. Ma quando acquisisci sicurezza, gli imprevisti diventano il modo migliore per rompere il ghiaccio con il tuo pubblico: <a title="Obama e la suoneria dell'anatra" href="http://www.youtube.com/watch?v=A9EP6U0BBrA" target="_self">Obama e la suoneria dell&#8217;anatra</a> è un ottimo esempio di come un imprevisto possa essere utilizzato per suscitare la simpatia del pubblico.</li>
<li><strong>Evita il perfezionismo</strong>. Ricercare la perfezione in un discorso, come nella vita, è una delle maggiori fonti di stress ed ansia. Se hai una certezza è che qualcosa andrà storto: la lampadina del videoproiettore si fulminerà, le stampe del report saranno errate o <a title="Obama ed il teleprompter" href="http://www.youtube.com/watch?v=Jiow64UjuQQ" target="_self">il teleprompter si schianterà al suolo</a>. Non sottovalutare la fase di preparazione del tuo intervento, ma una volta sceso nell&#8217;arena impara ad affrontare gli imprevisti con disinvoltura: non pretendere di essere perfetto, cerca di essere il migliore.</li>
<li><strong>Non avere fretta</strong>. Se hai avuto l&#8217;occasione di assistere al discorso di un oratore impreparato, avrai avuto certamente la sensazione che quel palco scottasse. La paura di parlare in pubblico ci porta a parlare velocemente e a non concludere il nostro discorso in modo esaustivo, pur di terminare il più velocemente possibile questa tortura. Ma superare la paura di parlare in pubblico richiede un comportamento diametralmente opposto: impara a parlare lentamente, inserendo pause nel tuo discorso. Affronta ogni punto chiave del tuo intervento in modo esaustivo, chiarendo tutti i passaggi logici. Evita quei finali brutali, generalmente accompagnati da frasi del tipo: &#8220;io avrei finito&#8221;, &#8220;tutto qua&#8221;, etc; il pubblico vuole essere accompagnato: chiarisci fin dall&#8217;inizio la scaletta del tuo intervento e riproponila più volte durante il tuo discorso come fosse una mappa. Insomma, dai un ritmo al tuo discorso e crea enfasi intorno al finale. Qualche esempio? Ecco il magistrale <a title="Discorso di Berlino" href="http://www.youtube.com/watch?v=Q-9ry38AhbU" target="_self">discorso di Berlino</a> di Obama.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify">Tu quali trucchi utilizzi per superare la paura di parlare in pubblico? Che ne pensi di condividerli con il <em>pubblico</em> del blog? Grazie.</p>
<p>Foto di <a href="http://www.flickr.com/photos/newshour/">NewsHour</a></p>
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		<title>Leonida e la leadership</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Jul 2009 06:04:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un articolo sulle lezioni di leadership del re di Sparta ...


<h3>Perché fermarsi sul più bello? Continua a leggere...</h3><ol><li><a href='http://www.efficacemente.com/2009/01/corso-di-leadership-docente-il-padrino/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Corso di leadership, docente: il Padrino'>Corso di leadership, docente: il Padrino</a></li>
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<li><a href='http://www.efficacemente.com/2009/10/come-raddoppiare-le-tue-probabilita-di-successo/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Come raddoppiare le tue probabilità di successo'>Come raddoppiare le tue probabilità di successo</a></li>
</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un articolo sulle lezioni di leadership del re di Sparta Leonida. Lezioni dal passato per i leader del futuro.</p>
<p><a href="http://www.efficacemente.com/wp-content/uploads/immagini/Leonidaelaleadership_F1EB/leonidaswallpaper.jpg"><img style="display: inline" title="leonidas-wallpaper" src="http://www.efficacemente.com/wp-content/uploads/immagini/Leonidaelaleadership_F1EB/leonidaswallpaper_thumb.jpg" alt="leonidas-wallpaper" width="240" height="240" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Nota dell’autore: con estremo piacere vi presento il primo guest post del Blog EfficaceMente firmato da Antonio Gallo.</em></p>
<p style="text-align: justify;">Una delle convinzioni maggiori che ho sviluppato nel tempo leggendo di <strong>leadership</strong> è che chiunque aspiri ad un ruolo di leader debba obbligatoriamente avere <em>un senso della storia ben sviluppato</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">Negli anni scorsi ho frequentato un master in strategia aziendale e, nonostante il programma di studi fosse tutto sommato completo e ottimamente articolato, la cosa che mi è mancata più spesso è stato un approccio sistemico di analisi e comprensione delle leadership del passato.</p>
<p style="text-align: justify;">Così come dichiarato dal premio Pulitzer <a title="David McCullough" href="http://en.wikipedia.org/wiki/David_McCullough">David McCullough</a>, il senso della storia è fondamentale perché “<em>riguarda sia le persone sia il rapporto tra causa e effetto</em>”.</p>
<p style="text-align: justify;">Non cerco quindi di dare una definizione di leadership a tutto tondo quanto piuttosto di andare a ritroso, partendo dalla disamina di un personaggio storico, per individuare i tratti salienti del suo <strong>essere leader</strong> e capire se questi possano in qualche modo essere vissuti anche nei nostri tempi e nella nostra cultura.</p>
<h2 style="text-align: justify;"><span id="more-2309"></span>Il re di Sparta: Leonida</h2>
<p style="text-align: justify;">Avrete tutti sicuramente visto il film 300 di Frank Miller. Prendiamone le immagini più aderenti alla realtà storica accertata. La figura che spicca tra tutte è sicuramente quella del <strong>re Leonida.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Perché il re spartano può a tutti gli effetti essere considerato un leader? Ma soprattutto, può essere considerato un leader moderno?</p>
<h2 style="text-align: justify;">Il peso del caso</h2>
<blockquote style="text-align: justify;"><p><em>“Inaspettatamente Leonida aveva raggiunto a Sparta la dignità di re.”</em></p>
<p align="right">Erodoto, libro VII.</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">Gli avvenimenti familiari (la morte dei fratelli maggiori) concessero a Leonida di divenire uno dei due sovrani della città. Anche <strong>il caso ha un suo ruolo</strong> specifico nell’incedere dei grandi leader. A volte nel modificare gli eventi a proprio favore, a crearli dal nulla in altri…</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Messaggio per il leader</strong>: anche il <a title="Casualità e determinismo: ovvero come raggiungere i tuoi obiettivi nonostante la sfiga" href="http://www.efficacemente.com/2009/01/casualita-e-determinismo-ovvero-come-raggiungere-i-tuoi-obiettivi-nonostante-la-sfiga/">caso</a> avrà un suo peso nel determinare fortune o insuccessi lungo il cammino.</p>
<h2 style="text-align: justify;">La scelta strategica dei collaboratori</h2>
<blockquote style="text-align: justify;"><p><em>“Tu sei un buon amico, ma di capitani migliori, non ce n’è”</em></p></blockquote>
<p style="text-align: justify;">Dinanzi all’imposizione dell’assemblea cittadina di schierare solo 300 uomini, Leonida scelse, tra quelli più valorosi, solo quelli che avevano già un figlio, in modo da non interrompere la loro dinastia. Una gestione delle risorse complessa, in quanto le migliaia di spartiati lasciati in presidio della città accolsero con delusione questa decisone: non avrebbero potuto conquistare gli onori militari direttamente sul campo di battaglia, il sogno massimo per una cultura prettamente militare.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Messaggio del leader: </strong>gli uomini giusti nel momento opportuno è il viatico alla buona riuscita di ogni operazione. Pensare nel lungo periodo: non solo a quello che ci attende nell’immediato ma anche a quanto possa riservarci il futuro. La lungimiranza è la chiave.</p>
<h2 style="text-align: justify;">Il concetto di emulazione e… “spinta gentile”</h2>
<blockquote style="text-align: justify;"><p><em>“Visto caro amico, ho portato più soldati di te…”</em></p></blockquote>
<p style="text-align: justify;">Gli spartani furono i primi a dirigersi verso il passo delle Termopili. In questo modo gli alleati non avrebbero tardato la loro partenza adducendo come scusa il ritardo di quei guerrieri attorniati da cotanta fama. Leonida portò con sé i soli Tebani, una mossa volta a comprendere quanto questo popolo fosse legato agli invasori rispetto a quanto si dicesse.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Messaggio del leader</strong>: muovi il primo passo e gli altri ti seguiranno, in quanto infonderai in loro coraggio. Fai leva sulla tua reputazione e non avranno esitazioni ad accompagnarti sino in fondo. Se le regole non bastano, cerca di capire chi è dalla tua e chi non lo è.</p>
<h2 style="text-align: justify;">Visione e coraggio</h2>
<blockquote style="text-align: justify;"><p><em>“Spartani, arrendetevi e deponete le armi”.<br />
“Persiani, venite a prenderle!”.</em></p></blockquote>
<p style="text-align: justify;">Probabilmente i 300 schierati alle Termopili erano il frutto di una concezione strategica ardita e trasognante. Credo che a guidarli non fosse solo il tipico fanatismo delle culture militari, ma anche, e forse soprattutto, la visione di una nazione libera da qualunque invasore. <a title="Come definire un obiettivo" href="http://www.efficacemente.com/2009/04/definizione-obiettivi/">Inquadrato l’obiettivo</a>, questo viene visualizzato, trasmesso ai propri collaboratori e interiorizzato. Con ardore, forse una <strong>lucida follia</strong>, si cerca di realizzare il sogno.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Messaggio del leader</strong>: nessun obiettivo è fuori dalla nostra portata, anche quando sembra irraggiungibile. Credi con ardore nei tuoi sogni e sfida te stesso, le tue paure, i limiti che ti auto imponi ancor prima dei tuoi avversari: renderai i tuoi desideri reali.</p>
<h2 style="text-align: justify;">Capacità di negoziazione</h2>
<blockquote style="text-align: justify;"><p><em>“I tuoi rivali ateniesi si inginocchieranno ai tuoi piedi se solo tu ti inginocchierai ai miei”.<br />
“[…] massacrare tutti gli uomini delle tue armate, mi ha procurato un fastidioso crampo…”.</em></p></blockquote>
<p style="text-align: justify;">Le capacità di negoziazione sono tra le <em>skills</em> più importanti per un vero leader. Perché? Arrivare ad un accordo in un ambiente (sociale, competitivo, …) presume la gestione di una complessità indirizzata al raggiungimento di un risultato vantaggioso. Comunicazione, tattiche di argomentazione e persuasione sono elementi, ieri come oggi, cruciali.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Messaggio del leader</strong>: Avere ben chiari gli obiettivi del negoziato. Impostare con decisione il tavolo delle trattative. Alzare il ritmo. (Ma, soprattutto trovare un accordo vantaggioso.</p>
<h2 style="text-align: justify;">L’ultima parola</h2>
<blockquote style="text-align: justify;"><p><em>“La battaglia è finita, Leonida!”<br />
“La battaglia sarà finita quando io dirò che sarà finita!”</em></p></blockquote>
<p style="text-align: justify;">Ogni decisione vede la fatidica ultima parola. Il momento cruciale. Quello che segue l’analisi e la considerazione dei fatti. Il passaggio chiave per passare dalla fase di pianificazione a quella operativa.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Messaggio del leader</strong>: il comando pretende la responsabilità della decisione finale. Pianificare non è tutto, occorre agire!</p>
<h2 style="text-align: justify;">Il leader ed i suoi uomini</h2>
<blockquote style="text-align: justify;"><p><em>“E’ un onore aver vissuto al tuo (fianco).” (rivolto ad un soldato).</em></p></blockquote>
<p style="text-align: justify;">Il leader non abbandona mai le proprie risorse. Le affianca, le guida e le protegge. Prende in carico anche le loro responsabilità di insuccesso, in quanto il vero leader non solo sa riconoscere il talento ma è capace di attendere la sua esplicazione massima. Ogni campo di battaglia è un percorso da effettuare fianco a fianco.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Messaggio del leader</strong>: nei successi e nelle sconfitte, meriti o demeriti vanno condivisi tra il capo e il team. La squadra è un corpo unico, una falange.</p>
<h2 style="text-align: justify;">Il leader fuori dagli schemi</h2>
<blockquote style="text-align: justify;"><p><em>&#8220;Va&#8217; o passeggero, narra a Sparta che noi qui morimmo in obbedienza alle sue leggi.”</em></p></blockquote>
<p style="text-align: justify;">Analizziamo per un attimo la fine dei 300. Quello che penso è che in realtà non offrirono la loro vita alle leggi cittadine o al culto della “bella morte”. Del resto la loro cultura, sin da piccoli, imponeva loro di recare la morte con furbizia e con l’inganno. Sarebbe quindi stato nel loro modo di pensare l’atteggiamento di chi cerca di mettersi in salvo.</p>
<p style="text-align: justify;">Fu quella una scelta deliberata sì, ma con un messaggio dal forte carattere simbolico.</p>
<p style="text-align: justify;">Spronare alla lotta e ribellione. Consentire l’organizzazione razionale delle difese. Adempiere ad un destino già scritto.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Messaggio del leader</strong>: in casi estremi, anche i messaggi o le azioni più dure possono condurre a quei cambiamenti necessari alla sopravvivenza. I propri assunti culturali vanno spesso cambiati e adattati alla situazione in divenire. In ultima analisi, occorre esplorare anche percorsi mai prima battuti.</p>
<p style="text-align: justify;">Chi è Antonio Gallo: <em>29 anni, nato a Nardò (Lecce), laurea a Siena e master a Milano. Dal sud prende il culto (passione e rabbia) delle origini. Dall&#8217;università toscana quello, ancora più sacro e meno volubile, della storia, non solo come maestra di vita, ma come strumento per tracciare linee nuove e comprendere e plasmare l&#8217;odierno. A Milano deve la curiosità per i temi riguardanti la leadership e la convinzione che, aldilà delle competenze, dei titoli e degli araldi :-), siano sempre le persone a fare la vera differenza.</em></p>
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<li><a href='http://www.efficacemente.com/2009/08/come-motivare-te-stesso/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Come motivare te stesso'>Come motivare te stesso</a></li>
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</ol></p>]]></content:encoded>
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		<title>La produttività secondo Usain Bolt</title>
		<link>http://www.efficacemente.com/2009/03/la-produttivita-secondo-usain-bolt/</link>
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		<pubDate>Mon, 23 Mar 2009 07:03:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Quando aumentare la produttività è una sfida da centometristi.

Bolt, Bolt, ...


<h3>Perché fermarsi sul più bello? Continua a leggere...</h3><ol><li><a href='http://www.efficacemente.com/2009/02/produttivita-11-modi-per-aumentarla/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Produttività: 11 modi per aumentarla'>Produttività: 11 modi per aumentarla</a></li>
<li><a href='http://www.efficacemente.com/2009/03/produttivita-personale-il-segreto-della-prima-ora/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Produttività personale: il segreto della 1° ora'>Produttività personale: il segreto della 1° ora</a></li>
<li><a href='http://www.efficacemente.com/2009/05/produttivita-personale-11-trucchi-che-dovresti-conoscere/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Produttività personale: 11 trucchi che dovresti conoscere'>Produttività personale: 11 trucchi che dovresti conoscere</a></li>
</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quando aumentare la produttività è una sfida da centometristi.</p>
<p><a href="http://efficacemente.com/wp-content/uploads/immagini/LaproduttivitsecondoUsainBolt_B6D6/usain_bolt.jpg"></a><a href="http://efficacemente.com/wp-content/uploads/immagini/LaproduttivitsecondoUsainBolt_B6D6/usain_bolt_thumb.jpg"><img class="alignnone" src="http://efficacemente.com/wp-content/uploads/immagini/LaproduttivitsecondoUsainBolt_B6D6/usain_bolt_thumb.jpg" alt="" width="240" height="180" /></a></p>
<p style="text-align: justify"><em>Bolt, Bolt, Bolt? Boh… sarà quello dei detersivi! No, no aspetta: adesso ricordo! E’ il centometrista giamaicano, l’uomo più veloce del mondo! Si vabbè, ma… che cavolo può insegnarmi un centometrista sulla… <strong>produttività</strong>?!</em></p>
<p style="text-align: justify">Recentemente ho riletto un articolo della Harvard Business Review intitolato “<a title="Manage Your Energy, Not Your Time - Harvard Business Review" href="http://hbr.harvardbusiness.org/2007/10/manage-your-energy-not-your-time/ar/1">Manage Your Energy, Not Your Time</a>”. In questo articolo si parla di sessioni di lavoro estremamente concentrate, simili agli sprint di un centometrista:</p>
<blockquote><p>“[...] Le distrazioni costano: passare momentaneamente da un’attività ad un’altra – controllare la posta elettronica, rispondere ad una telefonata, etc. – aumenta di almeno il 25% il tempo necessario a completare l’attività iniziale; tale fenomeno è noto come “switching time”. E’ molto più efficiente focalizzarsi completamente su di un’attività per 90 / 120 minuti, prendersi una vera pausa, e poi passare all’attività successiva. Bisogna pensare a queste sessioni di lavoro come agli scatti di un centometrista. [...]”</p></blockquote>
<p style="text-align: justify">Ecco allora cosa può insegnarti Usain Bolt sulla <strong>produttività</strong>:</p>
<p style="text-align: justify"><span id="more-1587"></span></p>
<h2 style="text-align: justify"><strong>1. Definisci un traguardo chiaro</strong></h2>
<p style="text-align: justify">Un centometrista ha bisogno di un traguardo ben definito verso cui correre. Per aumentare la tua <strong>produttività</strong> devi definire obiettivi altrettanto chiari. Stabilisci fin da subito quale risultato intendi raggiungere al termine della tua sessione di lavoro / studio. Questo traguardo fungerà da punto di riferimento per la tua mente e le permetterà di focalizzarsi maggiormente.</p>
<h2 style="text-align: justify"><strong>2. Elimina le distrazioni</strong></h2>
<p style="text-align: justify">Sai quale è il record del mondo sui 100 m stabilito da Usain Bolt? <strong>9&#8243;58</strong>. Ricordi quello precedente?! <strong>9&#8243;69</strong>. Nei 100 m piani 3 centesimi di secondo sono un’eternità e le distrazioni non sono ammesse. Se vuoi rendere le tue sessioni di lavoro il più produttive possibili, devi eliminare le distrazioni. Ecco alcune idee:</p>
<ul style="text-align: justify">
<li><strong>Scollegati da internet</strong>. A meno che tu non debba utilizzare internet per svolgere le tue attività, navigare a zonzo per la rete è una delle maggiori fonti di distrazione e può seriamente intaccare la tua produttività.</li>
<li><strong>Elimina le notifiche</strong>. Pop-up, Sms, IM, notifiche e-mail sono ottimi esempi di armi di “distrazione” di massa. Scommetto 1.000.000 € che non riusciresti a resistere alla tentazione di leggere quell’sms!</li>
<li><strong>Meno è meglio</strong>. Se devi lavorare a quella presentazione… a che cavolo ti servono gli altri 723 programmi che hai nella barra delle applicazioni?! Se lavori con Windows, puoi utilizzare <a title="Ghoster" href="http://www.donationcoder.com/Software/Skrommel/#Ghoster">Ghoster</a> per oscurare tutte le applicazioni aperte, tranne la finestra attiva.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify">Quando sei tentato da una distrazione… pensa a quei 3 centesimi di secondo.</p>
<h2 style="text-align: justify"><strong>3. Usa un timer</strong></h2>
<p style="text-align: justify">Continuo a riproporre il trucco del timer, ma lo giuro: non detengo azioni di aziende produttrici di timer! Il punto è che utilizzare un timer mentre lavori è una delle migliori applicazioni della <a title="Come applicare la legge di Parkinson" href="http://www.efficacemente.com/2008/10/come-applicare-la-legge-di-parkinson/">legge di Parkinson</a>.</p>
<p style="text-align: justify">Pensi che Usain Bolt corra contro i suoi avversari? Non credo, penso al contrario che corra contro<em> quei numeri sul display, </em>posizionato poco dopo il traguardo. Penso che quel timer, che scandisce inesorabilmente il passare del tempo, sia il più grande <em>motivatore</em> del centometrista giamaicano.</p>
<p style="text-align: justify">Usare un timer durante le tue sessioni di lavoro / studio ti aiuta in 2 modi:</p>
<ul style="text-align: justify">
<li><strong>Ti permette di avere maggiore focus</strong>. Avere un tempo di lavoro limitato ti rende più facile concentrarti sulle attività essenziali.</li>
<li><strong>Crea un senso di urgenza</strong>. I <em>limiti</em> ti permettono di superare i <em>tuoi</em><em> limiti</em>. Solo di fronte ad una scadenza riesci a dare veramente il massimo.</li>
</ul>
<h2 style="text-align: justify"><strong>4. Non pensare</strong></h2>
<p style="text-align: justify">Un centometrista non pensa di dover correre i cento metri: li corre e basta. Se stai ancora pensando al punto 1 da 10 minuti, <em>c’è qualcosa che non va</em>. Se perdi 1h su internet a cercare il timer di ultima generazione per essere più produttivo, <em>c’è qualcosa che non va</em>. Se perdi tempo a leggere questo articolo per diventare più produttivo… ehm… ok, ok, magari questo ti può aiutare!</p>
<p style="text-align: justify">Il punto è che l’unico modo per <strong>essere veramente produttivo</strong> è quello di concentrarsi sul <em>fare</em>, o meglio… non pensarci affatto. Libera la mente dagli schemi rigidi, e lascia che si adatti al lavoro nel modo migliore. Bruce Lee direbbe:</p>
<blockquote><p><em>“Svuota la tua mente, sii senza forma. Senza limiti, come l&#8217;acqua. L&#8217;acqua in una tazza diventa tazza. L&#8217;acqua in una bottiglia diventa bottiglia. Sii come acqua amico mio.”</em></p></blockquote>
<p style="text-align: justify">Ok… il momento zen è finito! ;-) Passiamo al punto 5.</p>
<h2 style="text-align: justify"><strong>5. Prenditi una vera pausa</strong></h2>
<p style="text-align: justify">Adesso che hai concluso il tuo “sprint” di lavoro, prenditi una pausa, ma che sia vera. Non devi per forza ballare una “<a title="La &quot;dirty dance&quot; di Usain Bolt" href="http://www.repubblica.it/2006/05/gallerie/sport/bolt-discoteca/1.html">dirty dance</a>” come Usain Bolt, ti è sufficiente staccare, rinfrescare la mente. La qualità del tuo prossimo sprint dipende dalla qualità della tua pausa.</p>
<p style="text-align: justify">Tu quali trucchi utilizzi per aumentare la tua produttività?</p>
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<li><a href='http://www.efficacemente.com/2009/03/produttivita-personale-il-segreto-della-prima-ora/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Produttività personale: il segreto della 1° ora'>Produttività personale: il segreto della 1° ora</a></li>
<li><a href='http://www.efficacemente.com/2009/05/produttivita-personale-11-trucchi-che-dovresti-conoscere/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Produttività personale: 11 trucchi che dovresti conoscere'>Produttività personale: 11 trucchi che dovresti conoscere</a></li>
</ol></p>]]></content:encoded>
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		<title>Prendere appunti EfficaceMente</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Mar 2009 07:03:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea</dc:creator>
				<category><![CDATA[Apprendimento]]></category>
		<category><![CDATA[Carriera]]></category>
		<category><![CDATA[come memorizzare]]></category>
		<category><![CDATA[lezione universitaria]]></category>
		<category><![CDATA[metodo cornell]]></category>
		<category><![CDATA[prendere appunti]]></category>
		<category><![CDATA[riunione di lavoro]]></category>

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		<description><![CDATA[3 tecniche per imparare a prendere appunti in maniera efficace ...


<h3>Perché fermarsi sul più bello? Continua a leggere...</h3><ol><li><a href='http://www.efficacemente.com/2009/06/mappe-concettuali-il-miglior-metodo-per-orientarsi-nello-studio/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Mappe concettuali: il miglior metodo per orientarsi nello studio'>Mappe concettuali: il miglior metodo per orientarsi nello studio</a></li>
<li><a href='http://www.efficacemente.com/2009/02/come-memorizzare-un-libro-di-200-pagine-in-40-minuti/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Come memorizzare un libro di 200 pg. in 40&#8242;'>Come memorizzare un libro di 200 pg. in 40&#8242;</a></li>
<li><a href='http://www.efficacemente.com/2009/04/5-esami-che-avrei-voluto-frequentare-all-universita/' rel='bookmark' title='Permanent Link: 5 esami che avrei voluto frequentare all’Università'>5 esami che avrei voluto frequentare all’Università</a></li>
</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>3 tecniche per imparare a prendere appunti in maniera efficace durante una lezione universitaria, una riunione di lavoro o&#8230; al corso per apprendisti hobbit!</p>
<p><a href="http://efficacemente.com/wp-content/uploads/immagini/PrendereappuntiEfficaceMente_EEBF/prendere_appunti.jpg"><img src="http://efficacemente.com/wp-content/uploads/immagini/PrendereappuntiEfficaceMente_EEBF/prendere_appunti_thumb.jpg" alt="prendere_appunti" width="240" height="159" /></a></p>
<p style="text-align: justify">Se studi o lavori, <strong>prendere appunti in modo efficace</strong> può farti risparmiare “tonnellate” di tempo e può permetterti di migliorare i tuoi risultati all’Università e nel mondo del lavoro.</p>
<p style="text-align: justify">In questo articolo ti parlerò di <strong>3 metodi per prendere appunti EfficaceMente</strong>, tralasciando i dettagli inutili e concentrandoti su come utilizzerai i tuoi appunti, una volta finita la lezione o la riunione.</p>
<p style="text-align: justify"><span id="more-1361"></span></p>
<h2 style="text-align: justify">Primo metodo: Il Signore dei Pennarelli</h2>
<blockquote><p><em>“Un simbolo per domarli, un simbolo per trovarli, un simbolo per ghermirli, e nell’oscurità incatenarli.”</em></p></blockquote>
<p style="text-align: justify">Il problema degli appunti è che spesso sono un ammasso informe che non abbiamo idea di come gestire: frasi scritte in un italiano approssimativo, abbreviazioni di ogni genere, simboli a dir poco fantasiosi, senza dimenticare gli scarabocchi che facciamo nel momento in cui spegniamo il cervello!</p>
<p style="text-align: justify">Per sistematizzare questa <em>cloaca </em>di parole ti bastano 3 simboli e 3 pennarelli. Utilizza un simbolo ed un pennarello di colore differente per marcare queste 3 tipologie di informazioni:</p>
<ul style="text-align: justify">
<li><span style="color: #ff0000"><strong><span style="color: #0000ff">[ ]</span> </strong></span><span style="color: #000000">Un quadratino blu per identificare le attività che devi realizzare o mettere nella tua <a title="Cose da fare (to-do list): le 10 migliori risorse per organizzare le tue attività" href="http://www.efficacemente.com/2009/01/cose-da-fare-to-do-list-le-10-migliori-risorse-per-organizzare-le-tue-attivita/">to-do list</a>, una volta finita la riunione.</span></li>
<li><strong><span style="color: #008000">*</span></strong> Un asterisco verde per identificare le informazioni importanti emerse nel corso del meeting.</li>
<li><strong><span style="color: #ff8000">?</span></strong> Un punto di domanda arancione per marcare le informazioni che non ti sono chiare e sulle quali vuoi chiedere delle delucidazioni.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify">Per rendere questo metodo ancora più efficace, ti consiglio di utilizzare i simboli sul bordo sinistro del tuo quaderno degli appunti: in questo modo, al termine della riunione, ti basterà una scorsa veloce per individuare immediatamente le informazioni di rilievo. I pennarelli di colore differente non sono poi così indispensabili… ma vuoi mettere la soddisfazione di dare un nome così a questo metodo?!</p>
<p style="text-align: justify">Questo sistema è particolarmente utile nelle <strong>riunioni di lavoro</strong>. Se stai cercando una tecnica per prendere meglio gli appunti all’Università, ti suggerisco il…</p>
<h2 style="text-align: justify">Secondo metodo: Il metodo Cornell</h2>
<p style="text-align: justify">Lo giuro! Questo non è uno scherzo, <a title="Cornell University" href="http://www.cornell.edu/">Cornell</a> esiste veramente, ed è una delle più prestigiose Università americane. Il metodo Cornell è stato inventato da Walter Pauk, ed è oggi una delle tecniche più diffuse nei College americani per <strong>prendere appunti</strong>.</p>
<p style="text-align: justify">Questo metodo prevede che ogni foglio di appunti sia suddiviso in 3 aree:</p>
<p style="text-align: justify"><a href="http://efficacemente.com/wp-content/uploads/immagini/PrendereappuntiEfficaceMente_EEBF/metodo_cornell.jpg"><img style="margin-left: 0px;margin-right: 0px" src="http://efficacemente.com/wp-content/uploads/immagini/PrendereappuntiEfficaceMente_EEBF/metodo_cornell_thumb.jpg" alt="metodo_cornell" width="150" height="177" align="left" /></a></p>
<p style="text-align: justify"><strong> </strong></p>
<ul style="text-align: justify">
<li><strong>Note Taking Area</strong>. In questa area centrale dovrai registrare tutto quello che riesci a catturare durante la lezione.</li>
<li><strong>Cue Column</strong>. Lascia questo spazio laterale vuoto mentre prendi gli appunti. Subito dopo la lezione, sintetizza in questa colonna i concetti principali della lezione, appuntandoti quello che vuoi approfondire e quello che vuoi ricordare.</li>
<li><strong>Summaries</strong>. Utilizza questo spazio in fondo alla pagina per sintetizzare in una, massimo due, frasi il contenuto della pagina di appunti.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify">Se questo metodo ti sembra complicato, immagina le ore di studio che risparmierai una volta organizzate le informazioni in questo modo. Inoltre, lo sforzo di sintesi ti permetterà di <a title="Come memorizzare un libro di 200 pagine in 40 minuti" href="http://www.efficacemente.com/2009/02/come-memorizzare-un-libro-di-200-pagine-in-40-minuti/">memorizzare più facilmente le informazioni</a>.</p>
<p style="text-align: justify">Ps. puoi utilizzare questo <a title="Quaderno appunti metodo Cornell" href="http://www.eleven21.com/notetaker/">tool</a> per generare fogli per gli appunti secondo il sistema Cornell.</p>
<p style="text-align: justify">Pps. Il metodo Cornell ti incuriosisce? In questo <a title="Esame Vincente" href="http://www.esamevincente.com" target="_self">blog</a> dedicato alla preparazione degli esami, trovi un <a title="Preparazione Esame: Come prendere appunti con il metodo Cornell" href="http://www.esamevincente.com/preparazione-esame/preparazione-esame-come-prendere-appunti-con-il-metodo-cornell/" target="_self">articolo di approfondimento</a>.</p>
<h2 style="text-align: justify">Terzo metodo: I quadranti</h2>
<p style="text-align: justify">Ecco un altro metodo per il mondo del lavoro. Dicono addirittura che questa tecnica sia utilizzata dall’(ex) uomo più ricco del mondo: Bill Gates. Forse è il caso di vedere come funziona, che ne dici?!</p>
<p style="text-align: justify">Se vuoi prendere gli appunti con il <strong>metodo dei quadranti</strong> devi suddividere ogni pagina del tuo bloc-notes in 4 sezioni (o quadranti!). In ogni sezione potrai raccogliere informazioni di tipologia differente, come ad esempio: cose da fare, informazioni da approfondire o rivedere, cose da delegare, etc.</p>
<p style="text-align: justify">E tu? Quali trucchi utilizzi per prendere i tuoi appunti?</p>
<p style="text-align: justify">Foto di <a href="http://www.flickr.com/photos/apoptotic/">I, Timmy</a></p>
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<p><h3>Perché fermarsi sul più bello? Continua a leggere...</h3><ol><li><a href='http://www.efficacemente.com/2009/06/mappe-concettuali-il-miglior-metodo-per-orientarsi-nello-studio/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Mappe concettuali: il miglior metodo per orientarsi nello studio'>Mappe concettuali: il miglior metodo per orientarsi nello studio</a></li>
<li><a href='http://www.efficacemente.com/2009/02/come-memorizzare-un-libro-di-200-pagine-in-40-minuti/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Come memorizzare un libro di 200 pg. in 40&#8242;'>Come memorizzare un libro di 200 pg. in 40&#8242;</a></li>
<li><a href='http://www.efficacemente.com/2009/04/5-esami-che-avrei-voluto-frequentare-all-universita/' rel='bookmark' title='Permanent Link: 5 esami che avrei voluto frequentare all’Università'>5 esami che avrei voluto frequentare all’Università</a></li>
</ol></p>]]></content:encoded>
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		<title>Corso di leadership, docente: il Padrino</title>
		<link>http://www.efficacemente.com/2009/01/corso-di-leadership-docente-il-padrino/</link>
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		<pubDate>Mon, 19 Jan 2009 07:00:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea</dc:creator>
				<category><![CDATA[Carriera]]></category>
		<category><![CDATA[al pacino]]></category>
		<category><![CDATA[Il padrino]]></category>
		<category><![CDATA[leader]]></category>
		<category><![CDATA[leader di te stesso]]></category>
		<category><![CDATA[Leadership]]></category>
		<category><![CDATA[obiettivi]]></category>
		<category><![CDATA[piacere agli altri]]></category>
		<category><![CDATA[Relazioni]]></category>
		<category><![CDATA[roberto re]]></category>
		<category><![CDATA[Successo]]></category>

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		<description><![CDATA[5 lezioni per imparare ad essere un vero leader (di ...


<h3>Perché fermarsi sul più bello? Continua a leggere...</h3><ol><li><a href='http://www.efficacemente.com/2009/07/leonida-e-la-leadership/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Leonida e la leadership'>Leonida e la leadership</a></li>
<li><a href='http://www.efficacemente.com/2009/06/autostima-corso-pratico-in-5-lezioni/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Autostima: corso pratico in 5 lezioni'>Autostima: corso pratico in 5 lezioni</a></li>
<li><a href='http://www.efficacemente.com/2008/12/le-5-lezioni-di-dicky-fox-per-avere-successo-nella-vita/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Le 5 lezioni di Dicky Fox per avere successo nella vita'>Le 5 lezioni di Dicky Fox per avere successo nella vita</a></li>
</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify">5 lezioni per imparare ad essere un vero leader (di te stesso e degli altri), ispirate ai famosi dialoghi della saga “Il Padrino”.</p>
<p><a href="http://www.efficacemente.com/wp-content/uploads/immagini/leadership0109/leadership.jpg"><img src="http://www.efficacemente.com/wp-content/uploads/immagini/leadership0109/leadership.jpg" alt="il_padrino_al_pacino" width="240" height="240" /></a></p>
<blockquote class="citazione2"><p><em>“I veri leader sono persone ordinarie, dotate di una determinazione straordinaria.”</em></p>
<p align="right">Anonimo.</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify"><em><strong>Nota dell’autore.</strong> La mafia è un cancro e come tale deve essere trattata: estirpata fino all’ultima cellula maligna. Non provo la minima ammirazione per le associazioni mafiose e mi fanno orrore le recenti notizie sui <a title="Su Facebook Il Gruppo Degli Ammiratori Di Totò Riina" href="http://waltergianno.splinder.com/post/19426589/Su+Facebook+il+gruppo+degli+am">fan group di Riina su Facebook</a>. Al contrario, considero “Il Padrino” un capolavoro, i cui dialoghi possono ispirare interessanti riflessioni sulla <strong>leadership</strong>.</em></p>
<p style="text-align: justify">Esistono decine di testi che affrontano la tematica della leadership. In Italia, ha riscosso notevole successo “<a title="Leader di te stesso - Roberto Re" href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__leader_di_te_stesso_edizione_economica.php?pn=776">Leader di te stesso</a>” di <strong>Roberto Re</strong>, uno dei migliori esperti nostrani di <strong>crescita personale</strong>. Spesso però si abusa di questa parola, ed il termine <em>leadership</em> rischia di assomigliare sempre di più ad un concorrente del <strong>Grande Fratello</strong> appena uscito dalla Casa: <em>lo ritrovi ovunque</em>.</p>
<p style="text-align: justify">Ma allora cosa significa veramente essere un <strong>leader</strong>?  Quali sono le sue caratteristiche essenziali e perché “Il Padrino” di Francis Ford Coppola può insegnarti qualcosa sulla <strong>leadership</strong>?</p>
<p><span id="more-993"></span></p>
<h2>1° lezione del Padrino per essere un leader</h2>
<blockquote><p><em>“Gli farò un&#8217;offerta che non potrà rifiutare.”</em></p>
<p align="right">Don Vito Corleone – Il Padrino (parte I).</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify">Un leader sa sempre creare <strong>consenso </strong>;-) . Bernard Bass, nel <a href="http://www.amazon.co.uk/gp/product/0805847626?ie=UTF8&amp;tag=blogefficomcr-21&amp;linkCode=as2&amp;camp=1634&amp;creative=6738&amp;creativeASIN=0805847626">manuale sulla leadership</a><img style="margin: 0px;border-top-style: none! important;border-right-style: none! important;border-left-style: none! important;border-bottom-style: none! important" src="http://www.assoc-amazon.co.uk/e/ir?t=blogefficomcr-21&amp;l=as2&amp;o=2&amp;a=0805847626" border="0" alt="" width="1" height="1" />, individua 11 tipologie di leadership. Una di queste è proprio <strong>la leadership come l’arte di indurre il consenso</strong><em>.</em> Il leader, grazie al suo carisma, è in grado di appianare i contrasti all’interno di un gruppo, allineando tutti verso un obiettivo comune.</p>
<h2>2° lezione del padrino per essere un leader</h2>
<blockquote><p><em>“Gli amici tieniteli stretti, ma i nemici ancora di più.”</em></p>
<p align="right">Michael Corleone – Il Padrino (parte II).</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify">Un leader sa gestire le <strong>relazioni interpersonali</strong>. Ti ho già parlato, in articoli precedenti, di quanto sia importante per la tua crescita personale sapere <a title="Come piacere agli altri: 6 consigli" href="http://www.efficacemente.com/2008/11/come-piacere-agli-altri-6-consigli-parte-1/">come trattare gli altri e farteli amici</a>.</p>
<p style="text-align: justify">A meno che tu non abbia appena vinto al <em>superenalotto</em>, il tuo successo, nella vita privata ed in quella professionale, sarà sempre determinato dalla tua capacità di gestire le <em>relazioni umane</em>. E spesso, saper gestire le relazioni umane significa conoscere chi ti circonda, capire cosa lo motiva e gli obiettivi a cui aspira: sia che si tratti di un tuo <em>amico </em>o di un tuo <em>nemico</em>.</p>
<h2>3° lezione del Padrino per essere un leader</h2>
<blockquote><p><em>“Questo incarico diamolo a Clemenza, voglio gente di affidamento, uomini che non si fanno prendere la mano. Noi non siamo assassini, anche se quel beccamorto ne sembra convinto.”</em></p>
<p align="right">Don Vito Corleone – Il Padrino (parte I).</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify">Un leader sa <strong>delegare</strong>. Come simpaticamente descritto in <a title="Il vero leader delega... l'obbedienza" href="http://tibilog.blogspot.com/2008/10/il-vero-leader-dalega-lobbedienza.html">questa vignetta di tibilog</a>, delegare non significa: “<em>io comando, tu obbedisci</em>”. Saper delegare significa riconoscere le qualità di chi ci sta attorno e dargli <em>fiducia, responsabilità </em>ed <em>autorità: </em>per delegare con successo devi scegliere (a) le persone giuste a cui delegare, (b) responsabilizzarle sui risultati che ti aspetti, ma dare anche loro (c) i mezzi per raggiungere gli obiettivi concordati.</p>
<p style="text-align: justify">Inoltre, saper delegare nel modo giusto, non solo ti permette di essere riconosciuto come un vero leader, ma ti da anche la possibilità di <strong>gestire al meglio il tuo tempo</strong>: delegando le giuste attività riprenderai <a title="10 modi per riprenderti il tuo tempo" href="http://www.efficacemente.com/2008/11/10-modi-per-riprenderti-il-tuo-tempo/">il controllo sulle tue giornate</a>.</p>
<h2>4° lezione del Padrino per essere un leader</h2>
<blockquote><p><em>“Perché un uomo che sta troppo poco con la famiglia non sarà mai un vero uomo.”</em></p>
<p align="right">Don Vito Corleone – Il Padrino (parte I).</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify">Un leader sa individuare le <strong>priorità</strong>. Il termine leadership deriva dal verbo inglese <em>to lead,</em> ovvero <em>dirigere</em>. Ma per sapere condurre, bisogna conoscere la giusta <strong>direzione</strong>. Se vuoi essere un leader, devi conoscere il sentiero da prendere quando si presenta un bivio e le uniche indicazioni stradali che puoi avere sono proprio <strong>le tue priorità</strong>.</p>
<h2>5° ed ultima lezione del Padrino per essere un leader</h2>
<blockquote><p><em>“Il vero potere non può essere dato. Deve essere preso.”</em></p>
<p align="right">Taglines – Il Padrino (parte III).</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify">Un leader è <strong>determinato</strong>. Come scritto nella citazione iniziale, non è la posizione, il rango o l’educazione a fare di una persona un <strong>leader</strong>: un leader è una persona ordinaria dotata di una <em>determinazione straordinaria</em>.</p>
<p style="text-align: justify">Se vuoi decidere della tua vita, se vuoi affrontare con coraggio e vincere le tue sfide, insomma, se vuoi essere un vero <strong>leader di te stesso</strong>…<strong> </strong>e non solo:</p>
<ul style="text-align: justify">
<li>
<div>devi avere <strong>ben chiari i tuoi obiettivi</strong> ed essere disposto a perseguirli nelle giornate buone, ma anche in quelle “storte”;</div>
</li>
<li>
<div>devi pensare ai tuoi sogni come traguardi già raggiunti, non lasciando che la <strong>paura di fallire</strong> ti freni;</div>
</li>
<li>
<div style="text-align: justify">ed infine, cosa più importante, non devi aspettare che qualcosa ti venga dato, ma <strong>devi andare a prendertelo</strong>.</div>
</li>
</ul>
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