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Gordon Gekko e l’importanza dell’avidità

Avatar di Andrea Giuliodori di Andrea Giuliodori Home » Successo 22 commenti

Un articolo sull’avidità e sul perché in fondo non sia il male assoluto.

“L’avidità, non trovo una parola migliore, è valida, l’avidità è giusta, l’avidità funziona, l’avidità chiarifica, penetra e cattura l’essenza dello spirito evolutivo. L’avidità in tutte le sue forme: l’avidità di vita, di amore, di sapere, di denaro, ha impostato lo slancio in avanti di tutta l’umanità. E l’avidità, ascoltatemi bene, non salverà solamente la Teldar Carta, ma anche l’altra disfunzionante società che ha nome America.”

Gordon Gekko – Wall Street.

Wall Street di Oliver Stone è senza dubbio uno dei miei 5 film preferiti di sempre, e forse ne avrai sentito parlare grazie al secondo episodio (Wall Street – Money nevers sleep) presentato al Festival di Cannes del 2010.

Gordon Gekko, uno squalo di Wall Street, è l’anti-eroe co-protagonista del film. Il suo modo di agire ricorda molto da vicino i recenti scandali finanziari che hanno investito importanti istituzioni finanziarie americane e non solo.

Uno dei passaggi più  intensi del film è il discorso di Gekko di fronte agli azionisti della Teldar Carta, che si puà sintetizzare in tre semplici parole: l’avidità è giusta.

Perché l’avidità è giusta

Andre… che stai dicendo?!? Ci hanno sempre insegnato che l’avidità è sbagliata, anzi è l’origine di tutti i mali!

Credo fermamente che l’avidità, intesa come quella intensa motivazione che ci spinge a raggiungere i nostri obiettivi più ambiziosi, non solo sia giusta, ma necessaria.

Senza l’avidità di sapere non avremmo avuto progresso scientifico. Senza l’avidità di successo di imprenditori illuminati non avremmo avuto progresso economico. Probabilmente starai pensando che senza l’avidità di denaro di alcuni non avremmo avuto neanche questa crisi finanziaria… eppure l’avidità è una forza dirompente, ma neutra: indirizzarla spetta a chi fa le regole del gioco.

Ma lasciamo da parte i discorsi filosofici. Quello di cui voglio parlarti è la tua avidità e del perché dovresti coltivarla.

Perché dovresti essere più avido

Nel mondo della crescita personale la definizione degli obiettivi occupa un posto d’onore. Sono stati scritti decine di libri ed articoli di blog sul come definire un obiettivo, ma la realtà è che senza avidità non c’è obiettivo che possa essere raggiunto.

Se non desideri ardentemente ciò che vuoi raggiungere, nessuna tecnica di crescita personale potrà aiutarti veramente.

Non dobbiamo quindi preoccuparci dell’essere avidi, ma piuttosto del contrario: quando siamo tristi, annoiati, demotivati, non ne risentiamo soltanto noi, ma anche chi ci sta intorno.

Sii avido di risultati. Sii avido di successo. Sii avido di vita.

Foto tratta da internet.

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22 Commenti. Lascia un Commento!

  1. Avatar di Giovanni Volpe
    Giovanni Volpe ha detto:

    Per quanto mi riguarda, l’avidità, come sinonimo di cupidigia, brama, rappresenta un eccesso di un legittimo desiderio o aspirazione.

    La volontà di migliorarsi, di conseguire risultati, o di raggiungere il successo, non possono giustificare un certo tipo di comportamenti, di azioni, che calpestano i diritti di tutti gli altri cittadini, che si comportano in base alla propria coscienza, a differenza di certi personaggi senza scrupoli.

    La curiosità, l’amore per il sapere, la voglia di migliorarsi, anche una sana ambizione, possono convivere insieme, senza imporre alcuna forma di prevaricazione.

    l’eccesso

    Rispondi
  2. Avatar di Alessandro Cosimetti

    Negli ultimi mesi, mi sono concentrato di più sul cinismo, a mio avviso, molto efficace e capace di stimolare le persone che ci circondano (il nostro ambiente è importante).

    L’avidità non la vedo così positiva, anche se comprendo l’intento dl tuo post. Credo possa far cadere facilmente nell’errore di compromettere l’abbondanza universale.

    Rispondi
  3. Avatar di Ilaria Cardani
    Ilaria Cardani ha detto:

    Un mio docente universitario, importante direttore generale di una grande multizionale italiana, quando noi giovani laureandi gli chiedevamo lumi sul mondo del lavoro nel quale saremmo entrati da li’ a poco, rispondeva: “Io assumo solo persone che hanno fame! Ma proprio fame, quella fame che si sente qui! – e si batteva il petto con energia – A me i ricchi, quelli che hanno la pancia piena non interessano, non mi danno niente!”

    La “fame” è motivazione, è desiderio di crescere, di progredire.

    E soprattutto è fiducia nelle proprie capacità.

    Rispondi
    • Avatar di un passante.

      un passante.

      ha detto:

      mi chiedo come la fame possa essere fiducia nelle proprie capacità.
      non vedo proprio logicità in questa frase.
      sù, cerchiamo di scrivere cose sensate. grazie :)

      Rispondi
      • Avatar di Conte Renier

        Conte Renier

        ha detto:

        Invece è proprio così …
        Quando un animale qualsiasi …. ha fame e deve competere …
        l’unico modo di sopravvivere che ha è qullo di credere fin da subito nelle proprie capacità … migliorarsi e crearsi il suo spazio.

        Concordo pienamente
        Ciao Ciao

  4. Avatar di Silvia

    Silvia

    ha detto:

    Ciao Andrea,
    come prima cosa rinnovo i complimenti per il tuo blog che trovo utile, diretto e sempre aggiornato. Insomma ti seguo con interesse da mesi e sono “tua fan” su fb :)

    Questo articolo mi ricorda le parole di un famoso discorso di Steve Jobs: “Stay hungry, stay foolish”… Siate affamati di nuove idee e abbastanza folli da avere il coraggio di sperimentarle! Insomma la fame, l’avidità sono viste in modo positivo, come una spinta verso la realizzazione di ciò che ci interessa.
    Riporto qui i link al discorso con sottotitoli in italiano, per condividerlo con i tuoi lettori, visto che secondo me merita:
    http://www.youtube.com/watch?v=nFKY8CVwOaU
    http://www.youtube.com/watch#!v=gOoDxntjV7U&feature=related

    Rispondi
  5. Avatar di Mattia

    Mattia

    ha detto:

    Peccato che questo tipo di progresso economico non sia a favore di tutti ma a favore di pochi. Un mondo con queste differenze e squilibri non può andare progredire.

    Rispondi
  6. Mostra altri commenti

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