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Crescita Personale: esempi pratici

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Gurdjieff e la legge del sette

Avatar di Andrea Giuliodori di Andrea Giuliodori Home » Abitudini 16 commenti

Come instaurare nuove abitudini e raggiungere i tuoi obiettivi grazie alle lezioni di un mistico armeno.

“Ti chiedo di non credere a nulla che tu non possa verificare in prima persona.”

Georges Ivanovič Gurdjieff.

Gur… chi?! E adesso chi è ‘sto gurciofo?! carciofo?!

Georges Ivanovič Gurdjieff è stato un filosofo, scrittore, mistico e “maestro di danze” armeno. L’insegnamento di Gurdjieff ha influenzato negli anni numerosi personaggi della cultura e della letteratura: dall’architetto americano Frank Lloyd Wright, fino al nostro cantante e regista Franco Battiato.

Ma perché mi vuoi parlare di ‘sto Gormita?! Che c’azzecca con la crescita personale, le buone abitudini o la voglia di cambiare vita?

C’azzecca, c’azzecca ;-) . Come ormai avrai capito, ciò che mi interessa della crescita personale sono i suoi risvolti pratici: piccole, grandi tecniche di miglioramento personale che possiamo applicare alla vita di tutti i giorni.

Quando ho letto per la prima volta della legge del sette di Gurdjieff, in un libro di Claudio Lamparelli, ho realizzato che questa teoria poteva essere un’ottima spiegazione per tutte quelle volte in cui ho cercato di instaurare una nuova abitudine o di raggiungere un obiettivo di medio termine e ho fallito miseramente.

La legge del sette

La legge del sette, anche nota come la legge delle ottave di Gurdjieff, è la legge, che secondo il mistico armeno, regola ogni processo di cambiamento.

Secondo Gurdjieff (e molti fisici moderni) tutto l’universo è costituito da vibrazioni: luce, materia, calore, suoni, non sono altro che diverse forme di vibrazione. Queste vibrazioni cambiano continuamente di stato, seguendo fasi di crescita e decrescita. Queste fasi ascendenti e discendenti non si realizzano mai in modo lineare, ma sempre attraverso un movimento a gradini.

Sai bene cosa penso delle vibrazioni cosmiche e della Legge di Attrazione in generale; tuttavia la legge del sette di Gurdjieff può avere interessanti applicazioni pratiche quando si tratta di realizzare importanti cambiamenti nella propria vita: diamogli un’altra chance, che ne dici? Ok, continuiamo.

Secondo Gurdjieff quindi, ogni processo di cambiamento segue un percorso non lineare simile alla scala musicale dei 7  toni (DO, RE, MI, FA, SOL, LA, SI), in cui tra il MI ed il FA (all’inizio della scala) ed il SI ed il DO (alla fina della scala), non esistono semitoni, ma vi sono dei vuoti, degli intervalli, che determinano dei rallentamenti.

Questa legge spiega quindi come mai nulla in natura si sviluppi in linea retta.

Questo vale anche per i comportamenti umani: quando definiamo un nuovo obiettivo la nostra motivazione è alle stelle, nulla può fermarci! Ad un certo punto però, i nostri buoni propositi perdono il loro “slancio” iniziale ed entriamo in una fase di rallentamento, in cui non riusciamo a fare progressi (ti suona familiare?). Proprio durante questi intervalli molti obiettivi ambiziosi vengono abbandonati e le buone abitudini rimangono tra i buoni propositi non realizzati del nuovo anno.

Vediamo allora come la conoscenza della legge del sette può esserci di aiuto per portare a compimento i nostri desideri di cambiamento.

Legge del sette: applicazioni pratiche

Quando diventiamo consapevoli della natura non lineare del cambiamento possiamo prepararci al meglio, dosando il nostro impegno in coerenza con la fase del cambiamento in cui ci troviamo.

Quando i nostri obiettivi o le nuove abitudini che vogliamo instaurare ci richiedono uno sforzo prolungato, dobbiamo diventare consapevoli dei vuoti e degli intervalli: una volta individuati dobbiamo introdurre uno “shock addizionale“, ovvero un’ulteriore spinta a proseguire il linea retta. Purtroppo, di solito non ci rendiamo conto di questi salti, oppure siamo così pigri ed abitudinari che preferiamo scivolare lungo la linea di minor fatica. Per superare gli inevitabili momenti di crisi, di “deviazione”, gli interventi più importanti sono il ricordo (la consapevolezza) e la trasformazione delle emozioni negative in emozioni positive.

Uhm… fico… mah?! In pratica cosa devo fare quando sento che la vita sta prendendo il sopravvento sui miei buoni propositi?!

Ecco alcuni esempi pratici di “shock addizionali“:

  • Tieni un diario personale. Registrare quotidianamente i tuoi pensieri, i tuoi obiettivi, i traguardi raggiunti e gli ostacoli incontrati ti aiuta a mantenere il focus sui tuoi obiettivi, mantenendo elevata la consapevolezza delle tue scelte quotidiane.
  • Visualizza i tuoi obiettivi. Dedicare 5 minuti al giorno per visualizzare chi vogliamo diventare, dove vogliamo arrivare e come vogliamo sentirci è a mio avviso una delle migliori abitudini che puoi instaurare. Pensare vividamente alle motivazioni che ti hanno spinto a perseguire le tue mete può essere fonte di enorme motivazione.
  • Applica la regola dell’1. Visualizzare i propri obiettivi è importante, ma agire quotidianamente per realizzarli lo è ancor di più. Non c’è “shock addizionale” più potente per i nostri traguardi del guardarsi alle spalle e vedere tante piccole azioni positive compiute quotidianamente.
  • Smettila di procrastinare. Quando continui a rimandare un’attività importante stai pur certo che ti trovi in uno di quei famosi intervalli di cui parla Gurdjieff. In questi casi, il miglior “shock addizionale” che puoi dare alla tua vita è quello di smettere di procrastinare: il piccolo sforzo richiesto ti pagherà enormi interessi.

Beh, cosa aspetti? La tua vita ha bisogno di uno “shock addizionale”!

Foto tratta da internet

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16 Commenti. Lascia un Commento!

  1. Avatar di Giovanni Volpe
    Giovanni Volpe ha detto:

    Per conseguire un obiettivo, la motivazione riveste un ruolo di primaria importanza, alla pari con la passione.

    In certi contesti, ad esempio, in periodi di crisi e non solo, in cui i cittadini italiani, o meglio i sudditi, sono lasciati sempre più soli, ad affrontare tutte le avversità della vita, un momento di sconforto, di sfiducia,… è comprensibile.

    E’ rilevante, trovare la forza dentro di se, anche mediante lo studio, l’applicazione di consigli, tecniche, metodi, suggeriti da Persone sagge e competenti.

    Rispondi
  2. Avatar di Umberto
    Umberto ha detto:

    Ben detto Andrea.
    Non conoscevo questo tizio e la sua legge del 7,però la trovo interessante e i tuoi consigli finali sono tanto saggi quanto efficaci.
    Io sono straconvinto che parte tutto da una visione iniziale,perchè senza di essa quello che viene dopo è soltanto fumo.
    Devi assolutamente immaginarti una determinata cosa,la devi già visualizzare nella tua mente e la devi focalizzare cercando di renderla sempre più chiara e nitida.
    Quella cosa sarà il tuo obiettivo e,per far si che diventi realtà,devi semplicemente passare all’azione;senza l’azione tutti i buoni propositi,le idee e i sogni,rimarranno tali.
    Commentavo proprio ieri un articolo sulla pigrizia e sulla procrastinazione dicendo che sono probabilmente i 2 mali peggiori dell’umanità;potrà sembrare eccessiva come etichetta,ma se ci pensi bene,non fare una cosa perchè sei pigro oppure rimandarla costantemente perchè hai la rimandite acuta,corrisponde praticamente alla morte della tua anima.
    Respiri ma è come se fossi morto in realtà.
    E non riesco a immaginare niente di peggio che una simile lenta agonia,perdere ogni giorno un pezzo di sè.
    Ovviamente mi riferisco ai tuoi sogni più ricorrenti,ai tuoi piccoli grandi desideri,quelli che soltanto tu puoi conoscere.
    Grazie Andrea per aver riscoperto questa antica perla di saggezza.

    Rispondi
    • Avatar di Antonio

      Antonio

      ha detto:

      Respiri ma è come se fossi morto in realtà. Sagge parole.

      Rispondi
  3. Avatar di Ilaria Cardani
    Ilaria Cardani ha detto:

    Io credo che i vuoti, gli intervalli e i rallentamenti siano da tenere in grande conto.
    Hanno un senso e un significato in natura e anche nelle nostre vite (del resto, un po’ siamo esseri naturali anche noi uomini, no?).
    Per cui, in questo contesto, di vuoto e di intervallo, la pigrizia e la procrastinazione probabilmente hanno una loro funzione specifica. Sono momenti di riflessione? Occasioni per fare un bilancio e aggiustare la rotta?
    Opportunità per volgere lo sguardo un istante in un’altra direzione e magari trovare nuove soluzioni?
    Anche, perché no.
    Come “shock addizionale”, ne aggiungerei uno, coerente con il primo e il secondo citati da Andrea (tieni un diario e visualizza i tuoi obiettivi). A fine giornata, a fine settimana, mese o anno scorri l’elenco dei tuoi obiettivi “minimi” (io credo che la politica dei piccoli passi sia molto utile) e chiediti: ho fatto almeno il minimo di quel che mi ero proposto/a? Ho agito nella direzione di quel che desidero o mi sono fatto/a distrarre? Di che cosa ho bisogno per mantenere la mia direzione?

    Rispondi
    • Avatar di Andrea
      ha detto:

      Grazie dei preziosi commenti Ilaria! ;-)

      Rispondi
  4. Avatar di kikka

    kikka

    ha detto:

    ma esiste una biografia, o qualche libro su quest’uomo lo trovo molto interessante…
    ultimante mi sto convicendo che leggere di vite strordinarie e farsi catturare dai piccoli gesti quotidiani di persone così fuori dal comune è il miglior modo per migliorare…:)!

    Rispondi
  5. Avatar di roberto
    roberto ha detto:

    Ciao Andrea.

    Due “shock” che ho usato molto quest’anno sono stati il diario personale e la regola dell’uno. Sono stati molto utili per rimanere focalizzato e portare a conclusione tanti piccoli e grandi obiettivi.

    Sulla musicalità del metodo Gurdjeff…anche le grandi Arie hanno delle pause che servono a far risaltare ancora meglio le note musicali o introdurre sonate magnifiche :-)

    Richiama anche un pò la filosofia orintale della circolarietà degli eventi…

    Rispondi
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