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Un articolo dedicato alla nostra insoddisfazione perenne e a quello che è l’unico vero segreto per liberarsene definitivamente (grazie ad una “lente”).

insoddisfazione

“L’insoddisfazione è l’ombra dell’ambizione.”

Henry H. Haskins.

Essere sempre insoddisfatti

L’insoddisfazione personale e lavorativa sta ormai diventando una malattia cronica nella nostra società.

Chiariamo: è normale ed umano essere di tanto in tanto insoddisfatti. Il problema, però, è quando questo stato di tristezza e malcontento diventa perenne, impedendo alla persona che lo prova di sentirsi felice, esser grati per ciò che si ha o l’eterna mancanza di qualcosa per essere davvero pieni e soddisfatti.

E quando ci si sente così insoddisfatti, con un vuoto perenne difficile (quasi impossibile) da colmare non c’è aspetto positivo della vita che tenga. Possiamo avere la miglior macchina, una bella casa, sentirci bene fisicamente, eppure non saremo mai in grado di apprezzare tutto quello che abbiamo.

Le cause dell’insoddisfazione

Hai mai provato a pensare a quali siano le cause di questa perenne insoddisfazione?

Non c’è giorno che non arrivi notizia del ragazzino diventato milionario grazie ad un’app, della giovane artista diventata star su YouTube, del calciatore in erba diventato fenomeno. Al contempo però ci scontriamo quotidianamente con crisi, disoccupazione e ingiustizie.

Viviamo dunque in un’epoca in cui, in teoria, tutto è possibile, ma dove, in pratica, solo una sparuta minoranza riesce a realizzare i propri sogni. Ed è proprio questo contrasto tra le sfavillanti possibilità ed un’anonima realtà a creare in noi un profondo senso di insoddisfazione.

Cosa comporta l’insoddisfazione

Quando ci sentiamo insoddisfatti abbiamo due scelte: ascoltare l’insoddisfazione e prenderla come stimolo per ribaltare la situazione e/o migliorarci, oppure lasciarsi sopraffare rischiando conseguenze ben peggiori.

Lasciarsi pervadere da queste sensazioni, infatti, può portare a diversi tipi di somatizzazione, tra cui stanchezza continua, ansia o comportamenti compulsivi come shopping, abusi di sostanze e via, via effetti sempre più gravi.

Possiamo liberarci dall’insoddisfazione?

Il primo passo per iniziare un percorso per liberarsi dall’insoddisfazione è innanzitutto prendere consapevolezza di questo stato d’animo che pervade la tua quotidianità.

Dopo la presa di coscienza, è il momento delle domande clou: come possiamo liberarcene? Esiste un metodo pratico per non essere sempre insoddisfatti?

Da bravo ambizioso quale sono, ho vissuto (e vivo) spesso periodi di insoddisfazione e, ogni volta, la risposta per uscirne è sempre la stessa: il metodo della “lente”.

André, vabbé tutto, ma che mi#?*ia c’entrano le lenti usate dai ragazzi per dar fuoco alle foglie col fatto che vorrei una vita con più soddisfazioni?!

Continua a leggere l’articolo: prometto che non ne rimarrai insoddisfatto! ;-)

Le 3 fasi dell’insoddisfazione

Prima di parlarti del metodo della lente (e del perché è così efficace), dobbiamo vedere insieme quelle che sono le 3 fasi dell’insoddisfazione.

Sapere in quale fase ti trovi ti aiuterà a sfruttare al meglio questa strategia.

Se in questo momento senti che manca qualcosa nella tua vita, sta sicuro che stai attraversando una di queste 3 fasi. Scommettiamo? ;-)

1. La Notte

insoddisfazione notte

Quando abbiamo difficoltà a soddisfare i nostri bisogni primari, ovvero quelli che Maslow nella sua famosa piramide definisce bisogni fisiologici e di sicurezza (salute, soldi, occupazione, etc.), la nostra insoddisfazione è ai massimi livelli.

Questa è la fase della “Notte“.

Tutto intorno a noi è buio e c’è solo la fioca luce della luna a guidarci, ma di fatto ci sentiamo persi ed incapaci di superare i nostri ostacoli.

Causa della nostra insoddisfazione

Le preoccupazioni.

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L’importanza di affrontare le difficoltà: la storia della farfalla

2. La Nebbia

insoddisfazione nebbia

“L’insoddisfazione è la consapevolezza di non aver compiuto il proprio cammino.”

Carlo Peparello.

Soddisfatti i nostri bisogni basilari, il nostro senso di insoddisfazione si placa, ma non per molto.

Passata la “Notte” infatti, rischiamo di ritrovarci  in mezzo alla “Nebbia” del mattino, confusi su quale sia per noi la strada giusta da percorrere.

Siamo in salute, riusciamo a mettere insieme il pranzo con la cena, ma la nostra vita è piatta, priva di stimoli. Né il lavoro, né la vita personale ci fanno sentire realizzati. Insomma, ci ritroviamo nuovamente… insoddisfatti.

Siamo convinti che questa vita non ci appartenga, che la nostra strada, lo scopo per cui siamo venuti al mondo, sia là da qualche parte, ma non siamo in grado di capire dove.

Causa della nostra insoddisfazione

La noia.

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10 domande per capire cosa fare nella tua vita

3. Il Giorno

insoddisfazione giorno

“L’insoddisfazione è il primo passo nel progresso di un uomo o di una nazione.”

Oscar Wilde.

La terza fase è quella in cui arriva il sole ad illuminare il nostro percorso: sappiamo finalmente di essere sulla strada giusta, sappiamo dove vogliamo arrivare, eppure… porca di quella paletta, dopo un po’, il senso di insoddisfazione si insinua nuovamente nelle nostre giornate.

Siamo nella fase del “Giorno“.

Le cose vanno bene, fin troppo bene: non riusciamo a star dietro agli impegni, siamo coinvolti in 1.000 progetti, giriamo a destra e a manca come trottole, eppure le nostre ambizioni sembrano allontanarsi piuttosto che avvicinarsi.

Causa della nostra insoddisfazione

Le distrazioni.

Un articolo di approfondimento
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La legge di Curly e il segreto della vita

Per concludere la nostra metafora astronomico-meteorologica…

…di “Notte” manca la luce, con la “Nebbia” la luce viene rimbalzata da milioni di particelle d’acqua, di “Giorno” quella stessa luce si disperde in mille direzioni.

Qualsiasi sia la fase che stiamo attraversando, corriamo comunque il rischio di ritrovarci insoddisfatti. Come se ne esce?

Come smettere di sentirsi insoddisfatti: il metodo della lente

insoddisfazione lenteSo che te lo stai chiedendo.

La luce non è altro che la nostra energia, la nostra attenzione, la nostra volontà.

Se vogliamo davvero sbarazzarci del senso di insoddisfazione cronica, che governa le nostre giornate, dobbiamo imparare a focalizzare questa “luce” in un unico punto e “bruciare”, uno dopo l’altro, gli ostacoli e i problemi che ci allontanano dai nostri obiettivi.

Esattamente come facevamo da bambini concentrando la luce solare su un foglio di carta grazie ad una lente.

Che tu stia attraversando la fase della “Notte”, della “Nebbia” o del “Giorno”, l’unico modo per tornare a vivere giornate appaganti è quello di CONCENTRARE ogni singolo grammo delle risorse mentali a tua disposizione su un unico ostacolo, progetto o obiettivo, finché non lo avrai superato, concluso o raggiunto.

Il metodo della lente in pratica: brucia l’insoddisfazione!

Non è la prima volta che ti consiglio di focalizzare le tue energie mentali.

L’idea è di per sé molto semplice ed intuitiva, eppure, quando si tratta di metterla in pratica, tempo qualche giorno e torniamo ad essere inghiottiti dalla disperazione della “Notte”, dalla confusione della “Nebbia” o dalla distrazione del “Giorno”.

Ecco 3 consigli pratici per far funzionare al meglio questo metodo:

  1. Inizia dalle piccole attività. A volte siamo così insoddisfatti della nostra vita che vorremmo semplicemente cambiare TUTTO. Ed inevitabilmente rimane tutto come prima. Tentare di raggiungere da subito obiettivi troppo ambiziosi, ci porta a disperdere la fioca “luce” a nostra disposizione (soprattutto se siamo immersi nel buio della “Notte”). Se vuoi davvero diventare un maestro del metodo della lente devi imparare a padroneggiarlo nelle attività più semplici: (A) rifai il letto ogni mattina. (B) Studia per un intero pomodoro senza controllare internet o smartphone. (C) Decidi su cosa lavorare nei prossimi 60 minuti e porta a termine quella singola attività senza distrazioni.
  2. Non prendere nuovi impegni. Chi ha letto Start! sa bene che tendiamo a sovrastimare le capacità del nostro “Io futuro”. Questo ci porta a prendere troppi impegni che difficilmente riusciremo a rispettare e che di conseguenza possono dimostrarsi solo l’ennesima fonte di insoddisfazione. Stop the madness! Applicare il metodo della lente significa anche RIFIUTARE qualsiasi impegno che non contribuisca direttamente alla realizzazione dei nostri obiettivi. (Questo vale anche nella fase della “Nebbia”: se i tuoi obiettivi non ti sono chiari è meglio testarne a fondo uno alla volta piuttosto che rincorrerne 100 contemporaneamente).

“Lepores duo qui insequitur, is neutrum capit / Chi insegue due lepri non ne prende nessuna.”

Detto latino.

  1. Innamorati del vuoto. Soprattutto nella fase del “Giorno”, siamo così abbagliati dalle mille opportunità che quasi disprezziamo i momenti di ozio (quello vero). La nostra però somiglia ad una fame nervosa che non ci rende mai sazi. Da qui il profondo senso di insoddisfazione. Dobbiamo dunque tornare ad innamorarci del “vuoto”: ovvero di quei momenti di relax assoluto, quasi noia, in cui ci sconnettiamo da tutto e da tutti per immergerci in un bel racconto, nelle note di un album o nella natura incontaminata.

Come liberarsi dall’insoddisfazione: le conclusioni

L’articolo finisce qui. Magari hai qualche dubbio sull’efficacia del metodo della lente o semplicemente lo accantonerai tra le tante cose da provare un giorno, chissà quando.

Prima di farlo, prima di essere risucchiato nel solito tran tran quotidiano, chiediti se ripetere quanto fatto finora ti aiuterà davvero a liberarti dalla tua insoddisfazione personale e lavorativa.

Credo che entrambi conosciamo quale sia la risposta.

E allora dai una possibilità al metodo della lente: applicalo anche solo per 24 ore, e se dopo una giornata in cui avrai concentrato le tue risorse mentali su poche cose importanti, ti sentirai comunque insoddisfatto, beh avrai tutto il diritto di aggiungerlo alla lista delle psico-cazzate.

Se invece le cose andranno diversamente, come credo, sarò davvero curioso di leggere la tua esperienza nei commenti.

Ps. Come al solito, anche questa settimana ho preparato per gli iscritti alla newsletter una “chicca” sfiziosa. La versione audio di questo articolo. Se sei già iscritto, trovi il link all’audio-articolo nell’email che ti ho inviato l’11 maggio 2015.

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Pps. E faccelo un “mi piace” al post di zio Andrea! :-D

Buona settimana, Andrea.

Foto di harusday

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Sono un Ingegnere, nato e cresciuto tra le ridenti colline marchigiane ed oggi vivo e lavoro a Londra. Ho lavorato a Milano come Manager per una multinazionale della Consulenza Direzionale per 7 anni. Da inizi 2015 ho deciso di dedicarmi a tempo p...

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Pao

Caro Andrea, al momento io mi trovo in piena notte…penso sempre che se Maslow potesse mi darebbe una pacca sulla spalla!
Tu parli di una spinta positiva che non può portare se non a dei risultati positivi. Ma come fare ad agire quando si è paralizzati dalla paura? Quando si è soli – soprattutto in senso materiale – e ogni passo fuori dal triste tracciato quotidiano potrebbe essere pericoloso? Per per pericoloso intendo al punto che se rinunciassi ad accettare certe cose potresti trovarti a vivere sotto un ponte senza che a nessuno freghi niente di te. E siccome questo rischio per me è concreto, accetto la vita triste di ogni giorno, ogni mattina sperando che arrivi presto la sera, immergendomi nei ricordi e augurandomi di vederne presto la fine. In certi periodi, quando capita qualche piccola cosa bella – mangiare qualcosa che mi piace, poter parlare un po’ con qualcuno, avere la forza di fare una passeggiata con il mio cane – mi sembra di vedere un po’di luce, ma poi il buio mi risucchia…mi è successo proprio qualche settimana fa, quando un brutto sogno sembrava finito ed ora sono in attesa del secondo intervento chirurgico in due mesi…sono così triste e mi sembra davvero che i miei sforzi per reagire siano inutili.

livinitup

Paura in inglese si dice Fear

F = False
E = Evidence
A = Appearing
R = Real

Spero di averti dato con questo acronimo una nuova prospettiva su ciò che lasci che ti paralizzi. è tutto nella tua testa :-)

Pao

Caro Andrea, la pensione di accompagnamento – manco la minima – che vedo nel mio futuro è reale…per tante persone!
Scherzi a parte, sono consapevole che finché c’è vita c’è speranza e che con il giusto atteggiamento si possono ottenere dei grossi cambiamenti. Solo che a volte i guai arrivano tutti assieme e le cose iniziano a sprofondare sempre di più. Ne aggiusti una e se ne rompono dieci, non è una metafora ma quello che mi sta accadendo realmente, la mia casa sembra aver deciso di suicidarsi; poi problemi di salute e spese mediche insostenibili, sacrifici su sacrifici e le forze fisiche e mentali che se ne vanno…e il futuro sembra sempre più incerto…
Comunque l’acronimo è bellissimo :) sono d’accordo sul fatto che le previsioni negative siano un’illusione come tutto ciò che non accade nel presente…la difficoltà sta nell’avere fiducia quando il presente è un macello totale!

Ciao!
Pao

Pao

p.s.: quando tempo fa ho letto per la prima volta della scala di Maslow, mi è venuto subito in mente questo passaggio di “Se questo è un uomo”, che sembra una spiegazione pratica della sua teoria:

“Oggi è una buona giornata. Ci guardiamo intorno, come ciechi che riacquistino la vista, e ci guardiamo l’un l’altro. Non ci eravamo mai visti al sole: qualcuno sorride. Se non fosse della fame! Poiché tale è la natura umana, che le pene e i dolori simultaneamente sofferti non si sommano per intero nella nostra sensibilità, ma si nascondono, i minori dietro i maggiori, secondo una legge prospettica definita. (…) Ed è anche questa la ragione per cui così spesso, nella vita libera, si sente dire che l’uomo è incontentabile: mentre, piuttosto che di una incapacità umana per uno stato di benessere assoluto, si tratta di una sempre insufficiente conoscenza della natura complessa dello stato di infelicità, per cui alle sue cause, che sono molteplici e gerarchicamente disposte, si dà un solo nome, quello della causa maggiore; fino a che questa abbia eventualmente a venir meno, e allora ci si stupisce dolorosamente al vedere che dietro ve n’è un’altra; e in realtà, una serie di altre. Perciò, non appena il freddo, che per tutto l’inverno ci era parso l’unico nemico, è cessato, noi ci siamo accorti di avere fame: e, ripetendo lo stesso errore, così oggi diciamo: “Se non fosse della fame! …”

livinitup

Non sono Andrea…

Pao

scusami davvero!!! Lo dicevo che non è giornata… :’)

livinitup

l’ho detto solo per evitare confusione d’identità,anche se per me è solo un complimento essere accostato a lui,che ho pure conosciuto ed è davvero un grande professionista,se non altro per l’efficacia di quello che ho scritto sopra. dai resisti!

Alessio Ragni

Andrè… questa volta ti sei superato con l’audio… non che sia pigro ma sentirlo mentre lavoro è veramente una goduria! Vai Andrea e grazie del contributo che ogni giorno ci dai… avanti tutta naturalmente EFFICACEMENTE! :)

Andrea Giuliodori

Grazie Alessio!

Luisa Tolardo

In effetti la mia reazione naturale all’insoddisfazione è proprio disperdermi con il risultato di peggiorare la situazione, soprattutto quando non sono convinta dell’utilità dell’obiettivo da raggiungere. Proverò con la lente fino al conseguimento di quello per cui ora sto lavorando anche se dopo mi riservo di cambiare orientamento strategico.
Comunque, bellissimo articolo e grande idea quella dell’audio!

Fabrizio

ciao
grazie mille per articolo. Io navigo tra la nebbia ed il giorno ma l’insoddisfazione è sempre presente anche quando va tutto bene.Interessante e da provare il metodo della lente

Valentina

No, vabbè! La versione audio è la cosa migliore che tu abbia mai aggiunto a efficacemente! Poterla leggere nel letto per svegliarsi del tutto prima di andare a fare colazione è perfetto. Tra l’altro hai veramente un bel tono di voce, e trovo la musica azzeccata. Veramente, continua, io l’ho apprezzato tanto.
E colgo l’occasione per ringraziarti: non solo per quest’articolo, ma per tutti gli altri che hai pubblicato finora: piano piano mi stanno cambiando la vita, dico davvero. Sono diversissima da com’ero un anno fa, e il cambiamento è in meglio, nonostante qualche alto e basso.
Baci, buona giornata a tutti voi.

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