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                    [post_content] => Vuoi scoprire come studiare bene e velocemente? Sei arrivato nel posto giusto.

In questo articolo troverai alcune delle migliori strategie per imparare a studiare meglio e portare a casa quegli agognati 30 e lode.

A volte vengo contattato da studenti universitari che mi chiedono come studiare bene e più velocemente.

No, ho mentito: quello che mi chiedono davvero è qualche trucchetto per studiare male e senza perderci troppo tempo!

Certo non sono così diretti e spudorati, ma la sostanza non cambia:

"Andrea, tra 3 giorni ho un esame universitario e devo memorizzare 1.600 pagine, come posso fare: il tuo metodo di studio può aiutarmi?!"

No cocco mio, il mio metodo per studiare non può aiutarti.

Se ti sei grattato la uallera finora, non può aiutarti neanche San Gennaro!

Studiare bene e velocemente richiede impegno

"Non amo studiare. Odio studiare. Amo apprendere. Apprendere è meraviglioso."

Natalie Portman.

Inutile girarci intorno, se vuoi ridurre drasticamente le tue ore di studio non puoi continuare ad affrontare l'università "à la cazz di can". 

Studiare bene e velocemente significa innanzitutto aumentare in modo vertiginoso la qualità delle (poche) ore che trascorrerai sui libri.

Diciamocelo, leggere svogliatamente un capitolo rispondendo nel frattempo ai messaggi di WhatsApp, Facebook o dei piccioni viaggiatori è molto più comodo del doversi concentrare unicamente sui propri libri di testo.

Ripetere meccanicamente una definizione con l'entusiasmo di un bradipo nano delle Ande è molto più facile del dover riflettere su quanto si sta studiando.

Evidenziare indiscriminatamente l'intero paragrafo come farebbe un imbianchino fatto di LSD è molto più banale del dover sottolineare unicamente i concetti chiave.

Studiare bene e velocemente richiede impegno.

Se stavi cercando metodi per studiare più velocemente con qualche soluzione fast-food per i tuoi problemi, mi spiace ma sei nel posto sbagliato: per le pillole magiche o le promesse sensazionalistiche, devi provare il secondo blog a destra.

Se al contrario hai finalmente deciso di impegnarti per dare una raddrizzata al tuo percorso universitario e capire una volta per tutte come si studia in maniera efficace, continua a leggere.

In questo articolo scoprirai 5 tecniche di studio infallibili:

Come studiare bene e velocemente con la pre-lettura

Se i tuoi esami universitari prevedono tomi da 500, 800 o addirittura 1.000 pagine, riuscire a raddoppiare o triplicare la tua velocità di lettura ti consentirebbe di risparmiare parecchie ore di studio.

Il problema è che c'è molta confusione (e molte leggende metropolitane) su cosa sia davvero la lettura veloce e su come si possano studiare tante pagine in poco tempo.

Per quella che è la mia esperienza, raggiungere le 600-800 parole al minuto (un lettore medio arriva a 200-250 pam), con il 100% di comprensione del testo, richiede innanzitutto tanta, ma davvero tanta, pratica.

Per iniziare puoi partire da queste 3 tecniche di lettura veloce (nel post linkato trovi anche una nuova applicazione per divorare gli articoli online).

Non è il caso però di scoraggiarsi.

Esistono infatti strategie di lettura veloce che ti aiuteranno a migliorare la qualità (e la rapidità) del tuo studio fin dalla loro prima applicazione: sto parlando della pre-lettura.

Ecco come funziona:

  • Ancora prima di iniziare a studiare, cerca di familiarizzare con il libro di testo (o con gli appunti del libro):
    • Leggi rapidamente l'indice del capitolo.
    • Sfoglia le pagine del capitolo cercando semplicemente di prendere dimestichezza con la struttura delle sezioni.
    • Leggi i titoli delle sezioni principali e il primo e l'ultimo paragrafo di ogni sezione (max 2-3 righe di testo).
  • Poniti poi queste 2 semplici domande:
    • Quali sono i concetti chiave che voglio apprendere grazie a questo capitolo? (se hai letto l'indice e le sezioni principali, ti saranno abbastanza chiari).
    • Questo capitolo è fondamentale per la mia preparazione, oppure no? (questa domanda ti aiuta a fare chiarezza sul livello di dettaglio con cui dovrai studiare).

That's it.

Inizialmente potresti considerare la pre-lettura un'inutile perdita di tempo: in realtà ti porterà via al massimo 5-7 minuti per ogni capitolo, ma applicandola costantemente scoprirai come il tuo studio diverrà molto più scorrevole arrivando a farti risparmiare più di 1 ora del tuo tempo, ma soprattutto sarai in grado di assorbire i diversi concetti con maggiore facilità, sfruttando ad esempio il principio della Piramide dello Studio.

Vediamo ora la tecnica #2:

Come studiare bene e più rapidamente grazie alla tecnica sniper

Tecnica di studio sniperI tiratori scelti (i cosiddetti sniper) e i gamers di mezzo mondo, utilizzano spesso l'espressione:

"One shot, one kill. No luck, just skill."

Che tradotto significa: "Un colpo, un bersaglio. Niente fortuna, solo abilità" (tu, giocatore di CoD, smetti di galvanizzarti! ;-).

Citazioni belliche a parte, c'è un atteggiamento mentale che ti sta costando fin troppe ore di studio: la convinzione che per essere davvero preparato devi leggere e ripetere meccanicamente il tuo materiale di studio fino alla nausea. Si tratta di una cavalfiorata!

In uno dei contenuti bonus della mia guida APP - Autostima Passo Passo ho inserito un semplice test che dimostra come la nostra autostima (quello che crediamo di noi stessi) possa influenzare profondamente le nostre capacità di studio.

Non fraintendermi, non ti sto suggerendo di diventare un pallone gonfiato per eccellere all'università.

Il messaggio che vorrei trasmetterti è che devi iniziare a fidarti delle tue abilità mentali.

Registrare le lezioni del Prof., scrivere riassuntini ultra-dettagliati o ripetere a pappagallo il materiale di studio fino allo sfinimento, sono tutte strategie di studio fallimentari.

La ragione è molto semplice: più "stampelle mentali" fornisci al tuo cervello e più il tuo cervello si impigrisce.

La nostra mente è infatti uno degli strumenti più efficienti inventati dalla natura, questo significa che non è disposta a sprecare attenzione, memoria o energia a meno che non sia assolutamente indispensabile.

In fondo, perché dovrebbe ricordare una definizione al primo colpo se l'abbiamo abituata ad avere altre 178 occasioni per memorizzarla?!

Questo comportamento è legato in parte al famoso effetto Zeigarnik: il tuo cervello si dimentica automaticamente di qualcosa a meno che non abbia un motivo davvero importante per ricordarlo.

Se continui ad utilizzare degli "aiutini", la tua mente non saprà mai come apprendere e come memorizzare velocemente.

Ok André, ho capito: cosa devo fare per stimolare la mia memoria e "tenerla sulle spine"?!

Chiediti... con quanta attenzione leggeresti il capitolo del tuo libro di testo se avessi un'unica possibilità irripetibile di visionare quel materiale?

Intendiamoci bene, non ha senso estremizzare.

Probabilmente una sola lettura non ti sarà sufficiente, anche se la pre-lettura ti aiuterà molto in questo senso, ma se vuoi imparare a studiare bene e velocemente devi adottare la filosofia "One shot. One kill".

Le tue risorse mentali sono preziose, ogni volta che ti siedi di fronte ad un libro di testo devi farlo come se fosse per te l'unica occasione per apprendere quello che stai studiando.

Elimina le distrazioni, assumi l'atteggiamento dello sniper ed inizia ogni sessione utilizzando una di queste 5 tecniche di concentrazione.

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Come imparare meglio grazie alle mappe concettuali

Se vuoi davvero apprendere come studiare bene e velocemente devi stamparti a fuoco in fronte che la rielaborazione è la fase cruciale dello studio.

Senza rielaborazione non c'è vero apprendimento e senza apprendimento la memorizzazione diventa un'attività meccanica, alquanto inutile e dispendiosa.

Tra i migliori strumenti di rielaborazione vi sono senza dubbio le mappe concettuali.

La tecnica di studio delle mappe mi è stata insegnata per la prima volta alle scuole medie, dal mio insegnante di musica.

Da allora sono state le mie fedeli compagne di studio riuscendo a farmi studiare senza ripetere troppe volte.

Se non le hai mai utilizzate puoi trovare indicazioni semplici e pratiche per capire come studiare più velocemente con le mappe concettuali in questo post.

Come ripetere seguendo la regola della scuola materna

Oggi voglio però parlarti di un'altra strategia di rielaborazione estremamente efficace e che può essere utilizzata sia prima di redigere le tue mappe, sia in fase di ripetizione: la regola della scuola materna.

"Non hai veramente capito qualcosa fino a quando non sei in grado di spiegarlo a tua nonna."

A. Einstein.

Se solo metà delle citazioni attribuite ad Einstein fossero vere, il Fisico tedesco doveva saperla davvero lunga.

Continuare a ripetere meccanicamente un paragrafo nella speranza che rimanga "appiccicato" alla tua memoria, come una pallina da tennis lanciata contro un muro, è un'impresa vana.

Per apprendere (e memorizzare) un concetto devi essere in grado di rielaborarlo a parole tue. Meglio ancora: devi essere in grado di spiegarlo ad un bambino della scuola materna (o alla nonna di Einstein).

L'idea di fondo è quella di riuscire a ridurre un concetto complesso ai suoi minimi termini, comprendere insomma quali sono gli ingredienti essenziali e come interagiscono tra loro: questo vale per una formula di chimica, come per un teorema di matematica, per un principio giuridico, come per un concetto medico.

Per applicare nella pratica la regola della scuola materna, ti consiglio di utilizzare le similitudini.

Secondo il dizionario della lingua italiana:

"Una similitudine è una figura retorica che consiste nell'instaurare un paragone, un rapporto di somiglianza fra due cose o concetti."

Utilizzando in modo appropriato le similitudini per rielaborare ciò che studi, riuscirai a collegare concetti nuovi ad idee a te familiari, ovvero idee che hai già appreso in passato e le cui strutture neurali sono ben consolidate nel tuo cervello.

Sfruttare questa figura retorica per studiare nuovi concetti è un po' come andare a vivere all'estero e trovare finalmente un ristorante che cucini il tuo piatto preferito: ti senti un po' più vicino a casa e ciò che ti sembrava fino a quel momento alieno, inizia a sembrarti più familiare.

(Indovina un po'?! Ho appena utilizzato una similitudine...).

Come ricordare ciò che studi con la tecnica dei loci di Cicerone

Cicerone, il più grande oratore della storia antica imparava i suoi celebri discorsi a memoria. Difficile da credere, vero? Eppure, il suo metodo è ancora oggi una delle mnemotecniche più note ed efficaci per schematizzare ed imparare in poco tempo concetti e nozioni, e ricordarli in un ordine ben preciso. Ti sei mai chiesto, ad esempio, perché quando si parla spesso utilizziamo espressioni come “in primo luogo” o “in ultima instanza”? Bene, queste erano espressioni usate dallo stesso Cicerone per memorizzare in fretta i suoi pensieri con la tecnica dei loci, anche detta Palazzo della Memoria. Luoghi, stanze, palazzi. Ma che c’entrano con le infallibili tecniche di studio di cui stiamo parlando in questo articolo? C’entrano, eccome. Vediamo in che modo. Cicerone scriveva nel paragrafo XXXIV del “De Oratore”, che nell’esercizio di imparare a memoria
“non mi dispiace affatto che voi usiate, (...) anche codesto metodo che (...) cerca di legare la memoria a immagini e luoghi determinati”.
La mnemotecnica di Cicerone consiste, quindi, nel trasformare ogni concetto e nozione che vuoi memorizzare, ad un’immagine. Per poi, associarla ad immagini di luoghi che per te sono familiari (stanze, strade, piazze o qualsiasi altro luogo ti pare). Il grande Cicerone, ad esempio, quando doveva ricordare le sue celebri orazioni, era solito assegnare ad ogni colonna dell’edificio in cui avrebbe parlato una parte del suo discorso che già era collegata ad un’immagine esistente nella sua memoria. In questo modo, al momento di parlare, avrebbe guardato in direzione di questa o quella colonna, per ricordare ciò che doveva pronunciare. Ora, a te sicuramente non servirà per proferire lunghe orazioni in senato come faceva Cicerone, ma ti potrebbe tornare utile per tenere a mente i concetti del tuo prossimo esame di giurisprudenza o se devi ricordare le formule per una verifica di matematica.

Fidati di me! Già dalla prossima sessione di studio che affronterai, inizia a mettere in pratica tutto quello che hai imparato con le tecniche di memoria presenti in questo articolo e vedrai che i risultati non tarderanno ad arrivare.

Studio efficace e rapido: risposta alle domande comuni

Molti utenti scrivono o lasciano commenti chiedendo consigli e trucchi per riuscire a passare un compito in classe, un’interrogazione o un esame universitario. Ecco alcune risposte alle domande più comuni:
  • Quale metodo mi consigli per studiare per una verifica? Sintetizza i concetti che hai appreso nelle settimane precedenti alla verifica con mappe o riassunti. Ma sforzati di creare anche dei collegamenti concettuali tra i vari argomenti, senza limitarti all’apprendimento mnemonico.
  • Credi che possa prepararmi in 3 giorni per un esame? Dipende. Dal tipo di esame, innanzitutto. Se speri di passare l’esame di diritto penale studiandolo in 72 ore, rischi una cocente bocciatura. Per esami più piccoli e semplici, in tre giorni potrebbe essere fattibile.
  • Queste strategie per tutte le materie e corsi di studio? Certo! Queste tecniche di memoria ti saranno utili per qualsiasi cosa tu intenda studiare, che sia matematica, storia,  filosofia, geografia o per la preparazione degli esami di medicina o giurisprudenza. Ma, è necessario che tu abbia un metodo di studio valido. Se ti manca quello, anche la più efficace tecnica di studio non ti aiuterebbe.

Consigli Finali

Per studiare bene devi eliminare ogni distrazione e seguire uno stile di vita equilibrato Prima di concludere questo nostro articolo sulle tecniche per studiare bene e più velocemente, vorrei lasciarti altri preziosi consigli per uno studio efficace e proficuo. Ma ricorda: è sempre l’organizzazione del tempo che dedichi allo studio ad essere fondamentale. Con una tabella di marcia precisa e tanta buona volontà, sarai in grado di raggiungere gli obiettivi di studio che ti sei prefissato. Ma, ecco quello che puoi fare in più:
10 consigli finali per studiare bene
  1. Elimina le distrazioni: metti lo smartphone in modalità aereo o spegnilo del tutto, così non avrai la tentazione di controllare notifiche e social;
  2. Leggi ad alta voce: come dimostra uno studio di MacLeod e Ozubko del 2010 secondo cui può "aiutare gli studenti ad apprendere più velocemente della lettura silenziosa".
  3. Prendi appunti a mano: scrivere a mano invece che col proprio computer (fonti: Mueller, Oppenheimer, 2014) aiuta ad elaborare, riformulare e fissare meglio le informazioni;
  4. Spiega l’argomento che studi a qualcuno che non lo conosce: usa parole semplici, così sarà più facile ricordarlo poi;
  5. Fai i riassunti: riassumendo in concetti elementari quello che hai appena sottolineato sarà molto più semplice riuscire a memorizzarli;
  6. Studia più argomenti al giorno: distribuisci più materie o argomenti durante la giornata, così il tuo cervello si allenerà ad apprendere e memorizzare meglio e più velocemente, dedicando ad esempio 1 ora a studiare fisica, 1 ora a filosofia e 1 a storia dell'arte;
  7. Crea un gruppo di studio: il lavoro in gruppo è sempre molto produttivo per l’apprendimento, purché ti scelga compagni di studio motivati nello studio quanto te;
  8. Fai pause regolarmente: staccare per un po’ dai libri migliora la produttività e aumenta la concentrazione;
  9. Scegli un ambiente di studio illuminato e areato, per facilitare la concentrazione;
  10. Non fare le ore piccole davanti ai libri: un sonno regolare aiuta ad essere più riposati al mattino.

Conclusioni

Mi piacerebbe salutarti con un altro concetto davvero importantissimo: tutte le tecniche di miglioramento dello studio, di  memorizzazione e di lettura veloce che imparerai, potranno esserti estremamente utili durante tutto il tuo percorso accademico ma, senza un metodo chiaro e comprovato, difficilmente riuscirai a ottenere il cambiamento sostanziale che vorresti.

So a che stai pensando: “ Andrè, è da sempre che sento parlare di questo fantomatico metodo di studio ma, a dire il vero, mi sembra tutto un pò troppo fumoso…"

Non ti sto parlando di un metodo generale, ma di quel metodo calibrato sul tuo stile cognitivo!

“Come? Stile Cognitivo?

Proprio così, ognuno di noi ha le proprie predisposizioni e credere di poter imparare tutti nello stesso modo è a dir poco insensato.

Il primo passo per migliorare la qualità del tuo studio è quello di individuare il tuo stile cognitivo e, sulla base di questo, adottare poi le migliori tecniche di studio per te.

Se vuoi individuare il tuo stile cognitivo, le tecniche di studio più adatte a te e capire come sviluppare il tuo personale piano di apprendimento, ho preparato un test gratuito. Lo puoi completare in meno di 5 minuti cliccando il pulsante nel box qui sotto.

Buon Test!

Approfondimenti

Ecco un elenco di approfondimenti, risorse e app utili da consultare ed utilizzare, che ti aiuteranno a studiare meglio: [post_title] => Come studiare bene e velocemente: 5 strategie infallibili [post_excerpt] => ...non può aiutarti neanche San Gennaro! Studiare bene e velocemente richiede impegno “Non amo studiare. Odio studiare. Amo apprendere. Apprendere è meraviglioso.” Natalie Portman. Inutile girarci intorno, se vuoi ridurre drasticamente... [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => open [post_password] => [post_name] => come-studiare-bene-e-velocemente [to_ping] => [pinged] => http://www.efficacemente.com/imparare-a-studiare/ http://www.efficacemente.com/2011/04/3-tecniche-di-lettura-veloce/ http://www.efficacemente.com/studio/mappe-concettuali-il-miglior-metodo-per-orientarsi-nello-studio/ [post_modified] => 2021-11-02 20:29:52 [post_modified_gmt] => 2021-11-02 19:29:52 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => http://www.efficacemente.com/?p=13352 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 80 [filter] => raw [relevance_score] => 14115.81 [original_excerpt] => Riuscire a studiare bene e velocemente può sembrare una contraddizione in termini. In realtà l'unico modo per studiare meno è quello di studiare meglio. In questo articolo leggerai 3 tecniche di studio che daranno la svolta al tuo percorso accademico. [relevanssi_hits] => Array ( [body] => 31 [title] => 1 [taxonomy] => Array ( [tag] => 0 [category] => 0 [taxonomy] => 0 ) [comment] => 0 [author] => 0 [excerpt] => 3 [customfield] => 0 [mysqlcolumn] => 0 [score] => 14115.81 [terms] => Array ( [studiare] => 35 ) [missing_terms] => Array ( ) ) ) [1] => WP_Post Object ( [ID] => 21030 [post_author] => 18 [post_date] => 2018-11-05 01:10:36 [post_date_gmt] => 2018-11-05 00:10:36 [post_content] => Un grande dilemma tormenta i pensieri di studenti giovani e meno giovani dall'alba dei tempi: studiare di notte conviene? O è molto più produttivo il giorno? In questo articolo cerchiamo di dare delle risposte e un po' di consigli utili. studiare di notte

"La notte è davvero il momento migliore per lavorare. Tutte le idee sono lì per essere tue perché tutti gli altri dormono."

Catherine O’Hara.

Studiare di notte o studiare di giorno? Questo è il dilemma! A chi non è mai capitato di trovarsi costretto a studiare a notte fonda, magari per colpa di una pianificazione non proprio efficace? In realtà la scelta del “momento giusto” per lo studio è qualcosa su cui riflettere con attenzione, perché potrebbe influenzare i nostri risultati in maniera notevole. Proprio per aiutarti a migliorare la tua efficacia nello studio, abbiamo cercato di risolvere una volta per tutte questo dubbio… o quasi!

Qual è il momento migliore per studiare?

studiare di notte Prendiamo subito di petto la questione: studiare di notte non è l’ideale per la maggior parte degli studenti, ma non è detto che per te non sia una buona alternativa. Mediamente il cervello di un giovane studente è più fresco e ricettivo durante le ore del mattino, dopo il ristoro - almeno così ti auguriamo! - di un bel sonno notturno, e dopo una buona colazione. Insomma, in linea di massima è la mattina il momento migliore per poter studiare qualcosa di nuovo o ripassare un tema già affrontato. Il pomeriggio sembra perfetto per integrare le proprie conoscenze con informazioni di dettaglio. Dunque le ore tra il pranzo e la cena non sono le più adatte ad apprendere concetti nuovi, ma possono rivelarsi fondamentali per sviluppare quanto si è già imparato la mattina. E la notte? Possibile che studiare di notte sia così sconveniente? In realtà non è detto che lo studio notturno sia un’abitudine errata. Ognuno di noi ha diverse capacità di apprendimento nelle varie fasce orarie e diverse esigenze di riposo. Molti studenti considerano lo studio in tarda serata o addirittura a notte fonda un tassello indispensabile per un metodo di studio efficace.

Conviene studiare di notte? Ecco alcuni benefici delle ore buie

studiare di notte Dopo le considerazioni positive sullo studio diurno, spezziamo una lancia a favore dello studio di notte, cercando di capire perché può essere più conveniente di quanto si possa pensare. In primo luogo, generalmente di sera si è più calmi e rilassati, quindi più propensi ad attività cognitive anche impegnative. Mi spiego meglio: il fatto di non avere urgenze nell'immediato (se non quella di coricarti!), ti mette in una condizione di relax interiore ottima per studiare. Tutto il contrario della mattina, quando invece la tua concentrazione potrebbe faticare un po' per colpa delle attività che ti aspettano nelle ore successive. Studiare di notte ti regala i benefici di un ambiente più tranquillo e silenzioso. Sarai più concentrato e le probabilità di essere distratto da rumori, presenze e movimenti calano drasticamente. Inoltre studiare poco prima di dormire permette di consolidare le informazioni, migliorando le probabilità di ricordarle al momento giusto!

Come trovare il momento giusto per studiare

studiare di notte Ma come trovare il “proprio" momento migliore per studiare? Come succede spesso, la soluzione è procedere per tentativi. Prova a fare qualche esperimento di studio notturno e il giorno seguente rifletti su come ti sei trovato, quali sono stati i vantaggi e le criticità.
  • Hai studiato di più rispetto allo studio diurno?
  • Ti sembra di ricordare più concetti rispetto a quelli assimilati la mattina o il pomeriggio?
  • Quante volte ti sei “distratto”?
  • Ti sei comunque svegliato riposato o lo studio di notte ha turbato il sonno?
Una volta che avrai stilato una lista dei “pro” e dei “contro” dello studiare di notte, ripeti questo test un paio di volte per essere sicuro dei risultati (potresti ad esempio avere l’impressione di aver studiato meglio solo perché hai scelto una materia più semplice, o magari quel giorno eri particolarmente riposato). Ricorda inoltre che l'eccesso non è mai la migliore soluzione. In altri termini, cerca di mescolare i diversi approcci, distribuisci le ore dedicate allo studio tra mattina, pomeriggio e/o notte. A volte questo mix regala grandi soddisfazioni!

Cosa devi fare per studiare di notte

studiare di notte Una semplice, ma importante, nota: se non hai mai avuto l’abitudine di studiare di notte, sicuramente i primi "esperimenti" influenzeranno non poco i tuoi livelli di energia e l'efficacia nello studio. Non preoccuparti, con qualche piccolo accorgimento eviterai gli errori di molti neofiti dello studio notturno, e magari potresti scoprire una nuova linfa per la tua carriera universitaria, nel caso avessi perso la voglia di studiare. Ma quali sono i “segreti” per non sbagliare approccio nello studio di notte? In primo luogo, cerca sempre di studiare da seduto. Studiare sul divano potrebbe farti addormentarlo e farlo a letto invece ha un duplice svantaggio: o ti addormenti mentre studi o non riesci a prendere sonno quando avrai finito di studiare (devi associare il letto esclusivamente al sonno e non ad altre attività). Meglio invece sedersi a un tavolo (meglio il soggiorno rispetto alla cucina), con una posizione attiva sulla sedia e la schiena ben dritta: l’ideale sarebbe una sedia ergonomica, ma se non ne hai una, sarà sufficiente un supporto lombare per evitare delle posizioni troppo “rilassate”. Cerca inoltre di curare l’aspetto “acustico”. In genere studiare di notte ci permette di sfruttare un maggiore silenzio rispetto alla confusione che spesso caratterizza il giorno. Questo non significa, però, che per te sia la condizione ideale! Alcuni studenti si trovano a disagio a studiare nel silenzio assoluto, e altri danno il meglio di sé con un sottofondo musicale. Prova a studiare di notte indossando un paio di cuffie con della musica che ti accompagni con efficacia nella lettura: ti consiglio di optare per qualcosa a basso volume, ma il cui ritmo non sia talmente lento da indurti al sonno anzitempo! Una tecnica utilizzata da molti studenti (soprattutto quando rimangono indietro nello studio) è assumere sostanze eccitanti come il caffè o delle bevande energetiche. Il mio consiglio è quello di andarci molto cauti: l’effetto di queste bevande è solo quello di tenerti più sveglio del solito, una condizione che a lungo andare potrebbe essere controproducente per la tua salute. Esagerare con caffè e simili può portarti nel breve termine a notti insonni e a una scarsa reattività durante il giorno, e nel lungo termine a uno sbilanciamento nei ritmi circadiani che regolano l’alternanza sonno/veglia. Insomma, vacci piano, perché gli effetti negativi potrebbero superare nettamente quelli positivi. Un suggerimento per “resistere” più a lungo durante lo studio notturno: prova ad alzarti ogni tanto e camminare per la stanza. Non solo ti aiuterà a ravvivare la circolazione e sgranchirti un po’ le ossa, ma ti supporterà attivamente nelle ripetizioni, rendendole meno noiose. Tutto qui? Non proprio. Chiudiamo questo articolo con 10 regole per lo studio notturno...

10 regole per studiare di notte

studiare di notte
  1. Trova un posto tranquillo dove studiare, ma non troppo "comodo": la scrivania o il tavolo del soggiorno andranno benissimo.
  2. Metti da parte qualsiasi distrazione: smartphone e TV sono due catalizzatori d’attenzione di cui dovresti fare a meno.
  3. Non esagerare con la caffeina: l’unico effetto che otterrai abbondando di caffè è passare la notte come uno zombie.
  4. Mangia della frutta: ti aiuterà a rimanere sveglio, ti darà un buon supporto di zuccheri naturali e ti darà l'energia necessaria.
  5. Bevi: mantieniti idratato, tieni sempre pronto un bel bicchiere accanto a te.
  6. Usa una sveglia: potrà sembrarti strano visto che il tuo obiettivo è quello di non addormentarti, ma tenere traccia dell’ora ti permetterà di concentrarti meglio sullo studio evitando di sottrarre troppe ore al sonno.
  7. Studia con metodo: lo studio notturno non deve necessariamente differire da quello diurno per metodi e approcci. Cerca pertanto di essere coerente con il ritmo e il modus operandi più efficaci per te.
  8. Studia solo se sei calmo: se improvvisamente ti senti agitato o distratto, interrompi lo studio e cerca un po’ di relax. A volte è sufficiente fare qualche passo per la casa, guardare fuori dalla finestra e fare dei bei respiri profondi.
  9. Fai delle pause: non serve studiare ininterrottamente per delle ore, anzi. Suddividi la sessione di studio notturno ritagliandoti una parentesi di relax ogni 25-30 minuti.
  10. Alla fine… dormi: la tua sessione di studio notturno non deve mai durare fino alla mattina successiva. Definisci in anticipo le ore da dedicare allo studio e riposati abbastanza per non essere troppo stanco la mattina successiva.
Con questo articolo abbiamo cercato di fare un po' di chiarezza su cosa significa studiare di notte e come farlo al meglio. Raggiungere il nostro stato ottimale per lo studio, imparare a gestire l'energia personale e la concentrazione sono infatti abilità che ti faranno fare il salto di qualità nel tuo percorso accademico. Peccato che molti se lo dimentichino... Ma un metodo di studio davvero efficace non può basarsi esclusivamente su qualche tecnicuccia di apprendimento e memorizzazione. Il vero studente efficace deve saper gestire tutti gli aspetti che influenzano il suo studio. Nello specifico sono 4 i pilastri di un metodo di studio avanzato:
  • Motivazione. Se non hai voglia di studiare, non c'è tecnica di studio che regga.
  • Apprendimento. Se non apprendi non puoi ricordare.
  • Memorizzazione. A volte è necessario conoscere quella formula, quella dimostrazione o quella definizione alla lettera. Esistono strategie molto furbe per farlo.
  • Organizzazione. Come accennato in questo articolo, saper gestire la propria energia, i tempi di studio e la pianificazione può fare un'enorme differenza nel nostro studio.
Peccato che la maggior parte dei metodi di studi proposti agli studenti universitari a malapena coprono 2 di questi pilastri. Per questo motivo Andrea Giuliodori ha scritto "Studia meno, Studia meglio", il manuale utilizzato con successo da ormai 15.000 studenti di ogni facoltà per preparare i propri esami: Se vuoi scoprire anche tu come poter preparare il doppio degli esami in metà del tempo, scopri come il manuale può esserti di aiuto. Clicca qui: “Studia meno, Studia meglio v2.0” (Sm2). A presto, Roberto. [post_title] => Studiare di notte conviene? Ecco tutta la verità! [post_excerpt] => ...altri dormono.” Catherine O’Hara. Studiare di notte o studiare di giorno? Questo è il dilemma! A chi non è mai capitato di trovarsi costretto a studiare a notte fonda, magari per... [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => open [post_password] => [post_name] => studiare-di-notte [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2018-11-05 21:53:47 [post_modified_gmt] => 2018-11-05 20:53:47 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => https://www.efficacemente.com/?p=21030 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 0 [filter] => raw [relevance_score] => 12668.03 [original_excerpt] => Tutto quello che devi sapere sullo studiare di notte. Conviene veramente? Cosa devi fare? Quali sono gli errori da evitare? [relevanssi_hits] => Array ( [body] => 29 [title] => 1 [taxonomy] => Array ( [tag] => 0 [category] => 0 [taxonomy] => 0 ) [comment] => 0 [author] => 0 [excerpt] => 1 [customfield] => 0 [mysqlcolumn] => 0 [score] => 12668.03 [terms] => Array ( [studiare] => 31 ) [missing_terms] => Array ( ) ) ) [2] => WP_Post Object ( [ID] => 19068 [post_author] => 3 [post_date] => 2017-01-30 01:10:11 [post_date_gmt] => 2017-01-30 00:10:11 [post_content] => Se nell'ultimo periodo c'è una vocina nella tua testa che continua a ripeterti "non riesco a studiare!", prenditi 5 minuti e leggi questo articolo: potrebbe salvare la tua carriera universitaria ;-)  
"Ci sono più uomini resi nobili dallo studio di quanti lo siano per natura".

Cicerone.

"Andrea, non riesco a studiare!".

Ormai ho perso il conto delle email che ho ricevuto con questo stesso oggetto.

Digiamolo... ad inviarmi queste email sono spesso studenti frignoni, eppure il problema della motivazione nello studio è qualcosa di reale.

Nel corso degli anni, confrontandomi quotidianamente con decine di studenti, ho capito che parlare loro solamente di tecniche di studio efficaci, non era sufficiente.

Posso infatti spiegarti, passo passo, come riuscire a preparare il doppio degli esami in metà del tempo, ma se hai zero voglia di studiare e zero voglia di applicarle, certe tecniche, ci ritroveremo sempre al punto partenza.

Ecco perché nella nuova edizione di "Studia meno, Studia meglio (Sm2 2.0)" ho inserito un'intera sezione (la prima) dedicata alla motivazione.

In questa sezione ho riportato i più recenti studi scientifici sull'argomento, ma soprattutto ho introdotto un metodo concreto e dettagliato per aiutare i diversi studenti a ritrovare l'entusiasmo per l'università.

Questo metodo affronta, una ad una, le cause profonde che si nascondono dietro la demotivazione nello studio.

Esistono però delle semplici azioni che puoi mettere in pratica da subito per iniziare a scrollarti di dosso l'apatia e riuscire finalmente a rimetterti sui libri (senza avere crisi di rigetto!).

In questo articolo gratuito ti parlerò proprio delle cause del tuo blocco e di 3 semplici azioni che puoi compiere oggi stesso per iniziare ad uscire dal pantano.

Iniziamo col capire meglio perché non riesci più a studiare come prima...

"Non riesco a studiare": ecco le 6 cause del tuo blocco

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Già in passato ti ho parlato di quelle che sono le 6 principali cause della scarsa voglia di studiare.

Per realizzare Sm2 2.0, però, non mi sono limitato a riprendere gli studi scientifici d'oltreoceano sull'argomento: ho voluto scavare più a fondo.

Nei 24 mesi che hanno preceduto la pubblicazione della nuova edizione, ho raccolto e analizzato più di 6.000 questionari, completati da studenti universitari italiani.

...ed ecco i 6 blocchi che sono emersi.

Se continui a ripeterti "Non riesco a studiare" è perché:

  1. Hai dubbi sulla tua scelta universitaria. Se anche solo sospetti di aver intrapreso la strada sbagliata, tanto basta al tuo cervello per chiudere la "saracinesca" e privarti del benché minimo entusiasmo per lo studio.
  2. Hai problemi nella tua sfera personale. Un incidente, un lutto in famiglia, un problema di salute o la fine di una relazione: sono tutti esempi di eventi che possono portarci a distogliere la nostra attenzione dall'università.
  3. Sei rimasto indietro con i tuoi esami. Magari è stata colpa di quella bocciatura inaspettata o di quell'esame "mattone" impossibile da superare. Poco importa, quando gli esami arretrati iniziano ad accumularsi, si innesca un circolo vizioso deleterio: più esami dobbiamo recuperare e meno voglia abbiamo di prepararli.
  4. Non hai un metodo di studio efficace. Difficile essere super-motivati all'università quando impieghiamo un'eternità a preparare un esame e poi magari lo superiamo con un misero 20 o, peggio, veniamo bocciati. Questa è forse la causa più nota del famoso "non riesco a studiare!".
  5. Hai paura di quello che ti aspetta (o non ti aspetta) dopo l’università. Spesso ci blocchiamo a pochi esami dalla laurea e non riusciamo a capire il perché. È come se, tutto a un tratto, avessimo finito la benzina. Spingiamo sul pedale dell'acceleratore, eppure ci ritroviamo fermi! Questo capita perché a livello inconscio ci rendiamo conto che sta per finire un importante ciclo della nostra vita (gli anni di studio) e siamo terrorizzati da quello che ci aspetta dopo (e vista la situazione in Italia, di quello che non ci aspetta dopo).
  6. Sei un cazzaro. Lo confermano gli studi scientifici e lo confermano i 6.000 e rotti questionari che ho analizzato. Per una parte di studenti il "non riesco a studiare" in realtà dovrebbe essere tradotto più correttamente in "non voglio studiare".

Scommetto che ti sei ritrovato in almeno uno di questi 6 blocchi: dico giusto o ho ragione?! :-D

Come detto, in Studia meno, Studia meglio (Sm2 2.0) approfondisco nel dettaglio queste 6 cause e fornisco tutta una serie di strumenti specifici per affrontare i singoli blocchi, in modo da risolvere il problema alla radice.

C'è però qualcosa che puoi fare ora, appena terminata la lettura di questo articolo, per iniziare a riprendere il ritmo di studio e rimetterti finalmente su quei maledetti libri.

3 semplici strategie da mettere in pratica quando non riesci a studiare

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"Oggi non è che un giorno qualunque di tutti i giorni che verranno, ma ciò che farai in tutti i giorni che verranno dipende da quello che farai oggi".

Ernest Hemingway.

Capire ed affrontare le cause profonde che si nascondono dietro la nostra demotivazione nello studio è fondamentale.

Continuare a non fare nulla nella speranza che un giorno queste cause emergano e si risolvano da sole è però paradossale!

Ecco allora 3 semplici strategie che puoi testare da subito per sbloccarti e ritrovare la voglia di studiare.

(1) Riprogetta il tuo ambiente di studio

Oggi giorno tutti noi viviamo in due ambienti: un ambiente fisico e un ambiente virtuale.

Questi due ambienti possono profondamente influenzare la nostra capacità di concentrazione.

Ci sono infatti ambienti fisici (e virtuali) pieni zeppi di distrazioni e ambienti che facilitano lo studio.

Se non riesci a studiare, intervenire sul tuo "ambiente" potrebbe essere un buon punto di partenza.

Ecco come farlo:

  • Applica la strategia del vuoto. La strategia del vuoto è in assoluto una delle migliori strategie anti-rimandite e consiste fondamentalmente nel porti nelle condizioni di fare ciò che devi fare o non fare nulla. Per quanto riguarda gli studenti, applicare la strategia del vuoto significa studiare in un ambiente in cui o stiamo sopra i libri o non possiamo fare nient'altro: niente TV, niente Playstation, niente internet, niente smartphone, niente distrazioni. Un esempio? Le buone vecchie biblioteche ;-)
  • Utilizza una blocking app. Se preferisci comunque studiare in casa, ma ti distrai facilmente con computer o smartphone, installa una blocking app, ovvero un'applicazione che sia in grado di bloccare il traffico internet, o solamente specifici siti, in periodi prestabiliti. Personalmente sto testando da diversi mesi (e con soddisfazione) freedom.to: funziona su tutti i tuoi device (inutile bloccare Facebook su computer, se poi accedi da smartphone!) ed è altamente personalizzabile.

Ok Andre, fico! Mo' che ho bloccato la qualunque... come faccio a ritrovare il mio ritmo di studio?

(2) Dai un preciso ritmo alle tue sessioni sopra i libri

Recentemente ho chiesto agli iscritti del gruppo Facebook di EfficaceMente quale fosse la strategia di efficacia personale che li avesse aiutati di più negli ultimi 30 giorni.

Tra le centinaia di commenti lasciati al post, la nostra cara "tecnica del pomodoro" è stata in assoluto una delle più votate.

Se segui EfficaceMente da un po', la dovresti conoscere ormai bene.

Per chi non la conoscesse ancora: studi 25 minuti senza distrazioni e poi ti prendi 5 minuti di pausa. That's it.

Il termine "pomodoro" fa riferimento ai timer da cucina che ispirò Cirillo, l'ideatore di questa strategia di gestione del tempo.

Ecco, quando non riesci a studiare, applicare una tecnica come quella del pomodoro può davvero rivoluzionare le tue sessioni di studio.

In questo articolo però voglio darti una chicca in più.

Esistono infatti centinaia di app per applicare la pomodoro technique, ma ce n'è una di cui ti innamorerai già dopo il primo utilizzo.

Parlo di Forest.

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Per il momento non ti svelo altri dettagli su questa app. Diciamo solo che inizierai a piantare alberi come se non ci fosse un domani :-D

(3) Scommetti su te stesso

Se infine, nonostante tutto, non riesci ancora a studiare, allora è tempo di utilizzare l'arma definitiva...

  • Datti un obiettivo di studio ben preciso. Al termine dell'articolo sulla tecnica del pomodoro propongo ad esempio la scommessa dei #240Pomodori.
  • Scommetti con un tuo amico che riuscirai a portare a termine questo tuo obiettivo di studio entro un tempo prestabilito (esempio: la prossima data di esame).
  • Dai al tuo amico i soldi della scommessa. Se porterai a termine il tuo obiettivo, te li restituirà, altrimenti se li potrà tenere. Ti consiglio di impegnare una cifra importante per te.

Per rendere la scommessa ancora più reale, puoi utilizzare un sito come Stickk, creato da un team di economisti comportamentali dell'Università di Yale e che ha esattamente questo scopo:

non-riesco-a-studiare-stickk

Conclusioni e un regalo per te

L'obiettivo di questo articolo è farti cancellare dal tuo dizionario mentale l'espressione "non riesco a studiare".

Per aiutarti a raggiungerlo ti ho spiegato quali sono i 6 blocchi tipici dello studente universitario e ti ho proposto 3 strategie molto concrete per iniziare ad affrontarli da subito, oggi stesso.

Ora tocca a te metterle in pratica.

Prima di salutarti, vorrei però farti un piccolo regalo.

Come ti ho spiegato al punto 4 uno dei principali blocchi degli studenti è rappresentato proprio dal metodo di studio.

Non possederne uno o anche usare quello sbagliato, ti porterà sicuramente a performance scarse, frustrazione e in definitiva a perdere la voglia di studiare.

Il metodo di studio più efficace per TE deve tenere conto delle tue caratteristiche, delle tue predisposizioni, delle tue attitudini personali… insomma deve essere improntato sul tuo stile cognitivo.

Individuato il tuo stile cognitivo sarai capace di selezionare quelle tecniche utili a migliorare i tuoi risultati universitari e di eliminare quelle che invece risulteranno essere le meno adatte al raggiungimento dei tuoi obiettivi.

Sì hai ragione, ti avevo promesso un regalo

Bè ho preparato per te un Test gratuito che ti insegnerà ad individuare il tuo stile cognitivo, le migliori tecniche e strategie di studio più adatte a te e a sviluppare il tuo personale piano di apprendimento.

Per iniziare ti basta cliccare sul bottone arancio qui di seguito, richiede solo 5 minuti.

 

VAI AL TEST 》

 

Beh, non mi resta che augurarti buona settimana.

Se sei iscritto alla newsletter, ci risentiamo lunedì prossimo.

Andrea.

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"Senza la musica per decorarlo, il tempo sarebbe solo una noiosa sequela di scadenze produttive e di date in cui pagare le bollette."

Frank Zappa.

Tipica scena di vita studentesca: entri in una qualunque biblioteca e ti ritrovi davanti una lunga schiera di ragazzi seduti sui banchi con la testa china e le cuffie alle orecchie mentre studiano (forse) ascoltando musica.

Ti è mai capitato? No, aspetta, forse sei uno di loro!

La musica ha un ruolo fondamentale nella vita di ognuno di noi. Ha il potere di migliorare il nostro umore, farci assaporare le gioie del momento presente, far svanire le amarezze delle vita.

Non solo, in un'epoca in cui i media combattono una guerra spietata per catturare la nostra attenzione, quando dobbiamo svolgere un'attività importante come preparare un esame, la musica diventa per molti lo strumento più potente per ritrovare la concentrazione, isolarsi dal mondo e focalizzarsi sui propri obiettivi.

Ma usare la musica per studiare è efficace come molti credono?

Lo studente con la testa china sui libri e le cuffie alle orecchie ha attirato l'attenzione di molti psicologi che si sono chiesti se davvero la musica possa avere un impatto positivo sulla produttività e le prestazioni accademiche.

Nello specifico gli studiosi si sono chiesti quali siano i fattori "musicali" in grado di influenzare le prestazioni degli studenti?

Insomma, cos'è a fare la differenza: il genere musicale? La singola canzone? La presenza o meno della voce cantata? Altro?

Scopriamolo insieme: le sorprese non mancheranno.

Musica per studiare: cosa dice la scienza

musica per studiare

Ascoltare musica per studiare e per concentrarsi ha dei benefici?

I risultati degli studi scientifici sull'efficacia della musica durante lo studio sono contrastanti.

Nel corso degli anni sono tuttavia emersi alcuni elementi molto interessanti.

Ti cito ad esempio uno studio di Annette M. B. de Groot sull'influenza della musica di sottofondo nell'apprendimento delle lingue.

In questo esperimento gli studenti sono stati sottoposti a tre sessioni di apprendimento e a distanza di una settimana hanno poi affrontato un test di lingua. Il primo gruppo ha cercato di memorizzare i vocaboli utilizzando della musica classica per studiare, l'altro invece ha svolto lo stesso compito immerso nel silenzio.

Nello studio di de Groot i risultati migliori nel test finale sono stati ottenuti da chi ha appreso i nuovi vocaboli ascoltando la musica.

Tuttavia, l’autrice dello studio ha riconosciuto che non tutti gli studenti sembrano aver tratto lo stesso beneficio dall'ascolto della musica.

A quanto pare infatti...

Studiare con la musica non funziona in tutte le fasi dell'apprendimento e per tutti gli studenti...

Un altro studio ha cercato proprio di capire se la musica per studiare funzioni durante tutte le fasi dello studio e per tutti gli studenti.

Innanzitutto è stato scoperto che la musica migliora o addirittura ostacola l'apprendimento a seconda della fase di studio che stiamo affrontando.

Per esempio, i risultati nei compiti che coinvolgevano il ragionamento verbale (quello che si attiva quando leggiamo) migliorano con l'ascolto della musica.

Al contrario il ragionamento astratto (quello che si attiva quando dobbiamo ripetere o risolvere un problema) sembra essere ostacolato quando usiamo la musica per studiare.

In altre parole, puoi tranquillamente continuare ad ascoltare le tue playlist preferite mentre leggi, ma devi imparare a metterle in pausa quando svolgi degli esercizi o quando ripeti ciò che hai appreso.

Non solo, ascoltare musica può funzionare o meno anche in base alla personalità dello studente.

Per quanto possa sembrare paradossale, gli studenti introversi tendono ad avere difficoltà se utilizzano la musica per studiare. Al contrario, gli studenti con personalità estroversa studiano meglio se impiegano delle musiche per concentrarsi.

Ma non è finita qui!

... e non tutta la musica funziona allo stesso modo

Gli studiosi Hallam, Price e Katsarou (sì, esatto, si pronuncia Cazzaru! :-D ) hanno analizzato gli effetti della musica di sottofondo sull'apprendimento della matematica e sulla memorizzazione verbale, prestando particolare attenzione alla tipologia di musica ascoltata dagli studenti.

Nello specifico lo studio ha testato tre condizioni:

  1. Silenzio.
  2. Musica ritmata e "aggressiva".
  3. Musica rilassante.

Per quanto riguarda lo studio della matematica, gli studenti sono riusciti a risolvere i problemi aritmetici sia usando la musica rilassante per studiare, sia in condizioni di silenzio. In entrambi i casi gli alunni hanno ottenuto gli stessi risultati in termini di precisione, ma gli studenti che hanno studiato col sottofondo musicale rilassante sono stati più rapidi.

Per quanto riguarda invece la memorizzazione verbale, l'esperimento prevedeva dapprima la lettura di frasi e in un secondo momento la memorizzazione di una specifica parola di queste frasi.

Dallo studio è emerso che le performance sono state migliori quando gli studenti avevano studiato ascoltando musica rilassante, mentre è stato riscontrato un netto calo con la musica più ritmata e aggressiva.

In conclusione: se vuoi studiare con la musica, magari evita l'heavy metal o la musica elettronica!

Bene, concludiamo questo articolo andando a vedere quali sono tutte le caratteristiche della perfetta musica per studiare (sì, ti ho messo anche qualche bella playlist già pronta).

Musiche per concentrarsi: la guida definitiva

musica per studiare

A quanto pare gli effetti positivi della musica sono stati trovati, ma il genere musicale, la tipologia del compito da svolgere e la personalità dello studente, sono fattori che possono incidere sull’influenza della musica sulle nostre performance. Ecco allora un paio di consigli utili:

1. Quando decidi di studiare con la musica fai attenzione a questi elementi

Come abbiamo già visto, ascoltare quella che in genere viene definita musica rilassante, dove il ritmo e il tempo sono costanti, è molto meglio per la nostra produttività rispetto ad un genere di musica ritmicamente complessa, con cambi di tempo e uno stile "aggressivo".

Gli stessi studi hanno anche notato una netta diminuzione della concentrazione nel momento in cui si ascolta la propria musica preferita.

Nello specifico, a fare la differenza sembrerebbe essere la presenza delle parole. Anche se ascoltare le nostre canzoni preferite ci mette di buon umore e in uno stato d'animo positivo e favorevole per lo studio, se ascoltiamo della musica cantata il nostro cervello dedicherà una parte della propria attenzione per seguire il testo di queste canzoni.

Per queste ragioni uno dei migliori generi musicali per lo studio è la musica classica (sì, esatto: Mozart, Chopin e compagnia bella!).

2. Crea la tua playlist per dare un ritmo alle tue sessioni di studio

Ora che sappiamo qual è la migliore musica per concentrarsi, per evitare di dover cercare nuovi brani ogni 5 minuti, vediamo di  creare una bella playlist.

In questo modo non solo risparmieremo tempo, ma avremo anche un ottimo strumento per pianificare la durata delle nostre sessioni di studio.

Potresti ad esempio applicare la tecnica del pomodoro e quindi creare playlist di 25 minuti, oppure, se sei già a un "livello avanzato", puoi usare la tecnica del melone e sfruttare playlist che arrivano fino a 90 minuti.

Avrai così un promemoria automatico per prenderti la tua meritata pausa e ricaricare le pile. Senza contare poi il vantaggio di non dover mai guardare l'orologio (o lo smartphone) col rischio di distrarti: sarà la playlist a funzionare da timer per te!

Per facilitarti nella creazione della tua playlist ideale per lo studio ho raccolto per te alcuni dei migliori sottofondi musicali per i tuoi pomeriggi sopra i libri.

Musica rilassante per studiare

Conclusioni

Ascoltare la musica per studiare ha dei reali benefici?

La risposta è, come spesso accade: dipende!

A quanto sembra, sedersi davanti al libro e far partire la musica dello smartphone in riproduzione casuale è una pessima idea.

Gli studi hanno dimostrato che la tipologia di musica, la fase di studio che stiamo affrontando e persino la nostra personalità giocano un ruolo cruciale nella scelta di studiare con la musica oppure no.

Se ad esempio hai una personalità introversa e devi risolvere dei complessi esercizi di matematica, farlo con un sottofondo musicale ti fa solo perdere tempo e concentrazione. Al contrario, se hai una personalità estroversa e devi leggere quei 72 tomi universitari per prepare il tuo esame, avere una bella playlist di musica classica e rilassante nelle cuffie, può aiutarti a raggiungere lo stato di apprendimento ottimale.

In ogni caso ricorda: quando studi metti da parte le tue canzoni preferite e in generale evita come la peste quelle cantate!

Purtroppo però la musica spesso non basta per concentrarsi davvero.

Sì, può aiutarci, può metterci di buon umore, ma se la nostra testa continua ad andare altrove e non ne vuole sapere di affrontare quel maledetto esame, abbiamo bisogno di strategie di concentrazione avanzate.

Nel quarto capitolo di "Studia meno, Studia meglio (Sm2)" Andrea spiega nel dettaglio come raggiungere il cosiddetto stato di apprendimento ottimale ogni volta che ti siedi a studiare. Per farlo devi seguire alcuni semplici passi prima di ogni sessione di studio e cambiare specifiche abitudini nella tua vita.

Se sei pronto a passare al livello successivo, trovi tutti i dettagli sul manuale Sm2 cliccando il pulsante arancione qui sotto: buono studio!

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A presto, Giulia.

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Ogni tanto mi diletto con la lettura a freddo: ti va di fare un esperimento insieme? Vediamo se riesco a leggerti la mente ;-)

Dunque... sono giorni che dovresti iniziare a studiare seriamente per gli esami universitari della tua prossima sessione, eppure stai lì a gingillarti.

Continui a prometterti che da "domani" diventerai uno studente modello, studierai millemila ore e completerai uno zilione di pagine di quel maledetto tomo.

Peccato che questo fantomatico "domani" è da 2 settimane che non ne vuole sapere di arrivare!

Insomma, per quanto tu possa continuare ad illuderti sul "domani", la verità è che appena apri quei maledetti libri la tua voglia di studiare svanisce come neve al sole... Beh, come sono andato? Fuochino?! :-)

Qualche mese fa ti ho parlato delle 3 paroline magiche che devi utilizzare quando sei demotivato. 

Nel post di oggi voglio invece parlarti di 5 strategie pensate specificatamente per farti ritrovare la voglia di studiare; ma prima di vederle, dobbiamo capire come mai la motivazione per lo studio ci abbandona sempre nel momento del bisogno...

 

Perché non hai voglia di studiare

Gli universitari sono i soggetti di studio preferiti dagli psicologi: molto probabilmente perché gli studiosi sono pigri ed esistono migliaia di "cavie" a due passi dai laboratori universitari.

Fatto sta che sono state condotte decine di studi legati alla scarsa motivazione e alla procrastinazione nello studio.

Molti di questi studi sono giunti alle stesse conclusioni; se non hai voglia di studiare è perché:

  1. La media dei tuoi ultimi esami somiglia in modo impressionante a delle temperature primaverili (18, 20, 19, 21, non pervenuto).
  2. Ti sono rimasti indietro così tanti esami universitari che hai deciso di aprire un mercatino dell'usato per le matricole: "ESAMI!!! Vendo esami d'annata: Anatomia, anno accademico '98-'99, come nuovo!"
  3. Nella partita a poker che stai giocando con la vita hai avuto alcune mani sfortunate che hanno distolto la tua attenzione dall'Università (un incidente, un lutto, etc.).
  4. Hai capito che vuoi diventare un domatore di tigri, o perlomeno hai obiettivi a breve termine che hanno reso il tuo percorso di studi irrilevante.
  5. Stai preparando esami difficili ed il fatto che il prof. delle superiori ti lasciasse leggere la Gazzetta dello Sport durante le lezioni, non si sta dimostrando di grande aiuto.
  6. Sei un cazzaro.

A parte l'ultima motivazione, le altre 5 cause sono state individuate attraverso vere e proprie indagini scientifiche; beh sì, forse gli studiosi di Harvard le hanno presentate in modo un tantino differente: sta a guarda' il capello :-D

Ma perché ti ho parlato delle cause? A te interessano le soluzioni, giusto?

Se in questo momento sei preso da problemi più gravi dell'esame di Analisi I (causa 3) o hai realizzato che per fare il domatore di tigri, non serve necessariamente una laurea in veterinaria (causa 4), non c'è tecnica o strategia che possa farti ritrovare la voglia di studiare.

Per tutti gli altri casi, le strategie che vedremo sono estremamente efficaci (soprattutto se sei un cazzaro). Pronto? Iniziamo dalla prima.

Think different (pensa differente)

Posso confidarti un segreto? Questi studiosi pomposi, con i loro dottorati e le loro ricerche asettiche in laboratorio, secondo me hanno cannato di brutto.

La vera causa #1 della demotivazione studentesca sono le seghe mentali! Ahhh, l'ho detto!

Secondo la dottoressa Sharon Melnick, autrice di Success Under Stress, ogni giorno abbiamo circa 60.000 pensieri a livello conscio.

Se ti sei appena chiesto: "che diamine è un pensiero a livello conscio?!" Ecco ne hai appena avuto uno. Il punto è che  ognuno di questi pensieri può avvicinarti o allontanarti dai tuoi obiettivi.

Il 99,9% dei pensieri di uno studente demotivato che deve preparare un esame universitario, sono seghe mentali: "non ce la posso fare", "è troppo difficile", "non ci capisco niente", "ho troppo poco tempo", "forse dovrei rimandare alla prossima sessione", "voglio tornare alle superiori, gnégnégné gnégnégné", devo andare avanti?

La regola #1 per ritrovare la voglia di studiare è pensare differente.

Devi sostituire in modo consapevole quelle 59.999 seghe mentali che hai al giorno, con pensieri efficaci: "posso farcela", "ho già superato in passato altri esami", "sto migliorando ogni giorno", "Andrea di EfficaceMente è un genio!". Ok, l'ultimo pensiero potrebbe essere un tentativo di innesto di idea stile Inception, ma direi che hai colto il messaggio.

“Siamo ciò che pensiamo. La nostra vita è il prodotto dei nostri pensieri.”

Buddha.

Studia per le giuste ragioni

Stai leggendo questo articolo perché vuoi la spinta necessaria per superare i tuoi esami, giusto? Sbagliato!

Se la tua motivazione allo studio si basa esclusivamente sul desiderio di "superare esami" o magari, ancora peggio, sulla volontà di fare contenti i tuoi genitori, non avrai mai sufficiente "benzina" per affrontare EfficaceMente il tuo percorso universitario.

Per ritrovare la voglia di studiare devi scavare più a fondo.

Smettila di studiare per gli esami e il voto finale: sono solo artifici creati per testare il tuo livello di preparazione. Studia per il sincero desiderio di apprendere nuove conoscenze e per una sana voglia di dimostrarti il migliore nel tuo campo.

Riscopri i tuoi sogni d'infanzia: magari oggi vedi l'esame di Diritto Privato come un ostacolo invalicabile, ma quando eri più piccolino sognavi di diventare il Perry Mason de noartri.

Detto tra noi, a me frega poco meno di niente del tuo sogno d'infanzia, ma a te dovrebbe interessare molto invece e questo è il momento giusto per rispolverarlo. Non studiare per il voto, studia per quel sogno, studia per te stesso.

Adotta la strategia "giardino Zen"

giardino ZenSono sempre rimasto affascinato dai giardini Zen. La loro semplicità mi trasmette un senso di quiete e benessere.

In un giardino Zen nessun elemento è di troppo: ogni singolo aspetto dell'ambiente è curato nei minimi dettagli, affinché l'osservatore possa immergersi nella contemplazione senza distrazioni.

L'ambiente in cui studi può influenzare molto il tuo grado di motivazione. Il computer accesso sulla pagina di Facebook, lo smartphone che continua a notificarti i messaggi di WhatsApp, la tv che parla in continuazione: tutti questi elementi inficiano la tua concentrazione, rendendo inefficaci e frustranti le tue sessioni di studio.

Quando inizi a studiare crea intorno a te il tuo personale giardino Zen: chiudi il computer (a meno che non sia indispensabile per lo studio), silenzia lo smartphone, spegni la TV.

Di fatto, il giardino Zen è un'ottima applicazione di quella strategia del vuoto di cui ti ho parlato qualche post fa.

Nel tuo ambiente di studio deve vigere una semplice regola: o studi, o non fai una beneamata cippa fritta, niente, nisba... vuoto assoluto. 0 distrazioni, 100% concentrazione.

Fai un programma di studio (e aggiungi il 34% di ore in più)

Spesso non abbiamo voglia di studiare perché siamo letteralmente sopraffatti dalla mole di materiale da preparare. Non sappiamo da dove iniziare e quindi... non iniziamo! Il mio consiglio è di affrontare ogni singolo esame partendo da un bel programma di studio.

Come si definisce un programma di studio efficace lo abbiamo già visto parlando di backward planning, quello che non ti ho mai detto è che un programma di studio può essere un'arma a doppio taglio: se fai un programma che prevede più ore di studio del necessario, ti ritrovi a perdere tempo inutilmente; al contrario se fai un programma troppo "compresso", rischi di non rispettarlo, generando inutili ansie e frustrazioni.

Che fare dunque per migliorare le tue capacità di pianificazione?

Questa settimana datti degli obiettivi di studio giornalieri, ad esempio: "studio 3 capitoli in 5 ore". Poi misura il tempo che impieghi effettivamente a studiare quei capitoli. Infine dividi il tempo impiegato con quello inizialmente preventivato: il numero che otterrai è il tuo personalissimo "errore di pianificazione".

Quando ero studente ho applicato questo semplice stratagemma e ho scoperto che su 100 ore di studio pianificate, quelle realmente impiegate per completare il materiale erano mediamente 134 ore: il 34% di ore in più.

Scoprire il mio errore di pianificazione mi ha aiutato a realizzare programmi di studio migliori, ma soprattutto programmi di studio che riuscivo a rispettare.

Utilizza la regola dei 12 pomodori

Ok, le cagatone psico-motivazionali-programmatorie le abbiamo viste: adesso è arrivato il momento di studiare sul serio.

Immagina di aver acquisito l'atteggiamento mentale giusto, di aver ritrovato le tue motivazioni più profonde, di esserti immerso nell'ambiente ideale e di aver fissato dei target di studio giornalieri ben precisi: e adesso?! E adesso si studia... un "pomodoro" alla volta.

Naturalmente sto facendo riferimento alla tecnica del pomodoro: suddividi le tue sessioni in intervalli di 25 minuti di studio e 5 minuti di pausa.

Perché proprio 25? Perché la nostra concentrazione tende inevitabilmente a deteriorarsi dopo 25-30 minuti. Ogni 4 pomodori prenditi una pausa più lunga (10-20 minuti).

Poniti un obiettivo di studio giornaliero di 12 pomodori, corrispondenti a circa 6 ore. That's it. Finiti i tuoi pomodori, stacca completamente: fatti una corsetta, vai in palestra, pratica un hobby; quello che preferisci, l'importante è che lasci al tuo cervello il tempo di far sedimentare quanto hai appreso durante la giornata.

Conclusioni

Mi auguro che applicando queste strategie tu possa davvero ritrovare la voglia di studiare. Se sono riuscito ad accendere anche solo una piccola scintilla, smettila di cazzeggiare e affronta quei tomi universitari a testa bassa.

Se poi la voglia ti è tornata, ma è il metodo di studio a mancarti, allora devi partire dall’individuazione del tuo stile cognitivo!

“Andrè, ma che novità è mai questa?”

Lascia che ti spieghi, la voglia di studiare è un fattore di estrema importanza ma, se non affiancata ad un metodo strutturato e comprovato, difficilmente ti basterà a raggiungere i tuoi obiettivi.

È un po' come avere un arma carica ma senza un bersaglio a cui sparare… Abbastanza inutile non credi?

Immagino che avrai sentito parlare di “metodo di studio” un numero infinito di volte ma, quello a cui mi riferisco io, è calibrato sul tuo personale stile cognitivo.

Siamo sempre stati portati a credere che lo studio sia un processo standard e che funzioni per tutti allo stesso modo, ma ti garantisco che non c’è nulla di più lontano dalla realtà.

Ognuno di noi ha un proprio stile cognitivo, ovvero un insieme di caratteristiche specifiche che influenzano in modo determinante le nostre modalità di apprendimento. Come potrai immaginare, in base allo stile di una persona, ci sono tecniche di studio estremamente efficaci mentre altre invece risulterebbero solo una perdita di tempo.

Se davvero vuoi migliorare la qualità del tuo studio allora devi iniziare con l'individuare il tuo stile cognitivo, le tecniche di studio più adatte a te e capire come sviluppare il tuo personale piano di apprendimento

Per aiutarti in questa fase ho preparato per te un test gratuito. Lo puoi completare in meno di 5 minuti cliccando il pulsante "FAI IL TEST" nel box qui sotto.

In bocca al lupo per il tuo Test! Andrea. [post_title] => Non hai voglia di studiare? Come puoi trovarla in 5 mosse [post_excerpt] => Trovare la voglia di studiare non sempre è facile, ma con le giuste strategie potrai finalmente mettere a frutto le tue ore di studio.   Ogni tanto mi diletto con... [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => open [post_password] => [post_name] => voglia-di-studiare [to_ping] => [pinged] => http://www.efficacemente.com/gestione-tempo/time-management-3-tecniche-che-dovresti-provare/ http://www.efficacemente.com/mente/cold-reading/ http://www.efficacemente.com/motivazione/demotivato/ [post_modified] => 2021-10-19 20:37:53 [post_modified_gmt] => 2021-10-19 18:37:53 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => http://www.efficacemente.com/?p=10042 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 107 [filter] => raw [relevance_score] => 8324.71 [original_excerpt] => Trovare la voglia di studiare non sempre è facile, ma con le giuste strategie potrai finalmente mettere a frutto le tue ore di studio. [relevanssi_hits] => Array ( [body] => 17 [title] => 1 [taxonomy] => Array ( [tag] => 0 [category] => 0 [taxonomy] => 0 ) [comment] => 0 [author] => 0 [excerpt] => 1 [customfield] => 0 [mysqlcolumn] => 0 [score] => 8324.71 [terms] => Array ( [studiare] => 19 ) [missing_terms] => Array ( ) ) ) ) [post_count] => 5 [current_post] => -1 [in_the_loop] => [post] => WP_Post Object ( [ID] => 13352 [post_author] => 3 [post_date] => 2014-07-14 01:10:59 [post_date_gmt] => 2014-07-14 00:10:59 [post_content] => Vuoi scoprire come studiare bene e velocemente? Sei arrivato nel posto giusto. In questo articolo troverai alcune delle migliori strategie per imparare a studiare meglio e portare a casa quegli agognati 30 e lode. A volte vengo contattato da studenti universitari che mi chiedono come studiare bene e più velocemente.

No, ho mentito: quello che mi chiedono davvero è qualche trucchetto per studiare male e senza perderci troppo tempo!

Certo non sono così diretti e spudorati, ma la sostanza non cambia:

"Andrea, tra 3 giorni ho un esame universitario e devo memorizzare 1.600 pagine, come posso fare: il tuo metodo di studio può aiutarmi?!"

No cocco mio, il mio metodo per studiare non può aiutarti.

Se ti sei grattato la uallera finora, non può aiutarti neanche San Gennaro!

Studiare bene e velocemente richiede impegno

"Non amo studiare. Odio studiare. Amo apprendere. Apprendere è meraviglioso."

Natalie Portman.

Inutile girarci intorno, se vuoi ridurre drasticamente le tue ore di studio non puoi continuare ad affrontare l'università "à la cazz di can". 

Studiare bene e velocemente significa innanzitutto aumentare in modo vertiginoso la qualità delle (poche) ore che trascorrerai sui libri.

Diciamocelo, leggere svogliatamente un capitolo rispondendo nel frattempo ai messaggi di WhatsApp, Facebook o dei piccioni viaggiatori è molto più comodo del doversi concentrare unicamente sui propri libri di testo.

Ripetere meccanicamente una definizione con l'entusiasmo di un bradipo nano delle Ande è molto più facile del dover riflettere su quanto si sta studiando.

Evidenziare indiscriminatamente l'intero paragrafo come farebbe un imbianchino fatto di LSD è molto più banale del dover sottolineare unicamente i concetti chiave.

Studiare bene e velocemente richiede impegno.

Se stavi cercando metodi per studiare più velocemente con qualche soluzione fast-food per i tuoi problemi, mi spiace ma sei nel posto sbagliato: per le pillole magiche o le promesse sensazionalistiche, devi provare il secondo blog a destra.

Se al contrario hai finalmente deciso di impegnarti per dare una raddrizzata al tuo percorso universitario e capire una volta per tutte come si studia in maniera efficace, continua a leggere.

In questo articolo scoprirai 5 tecniche di studio infallibili:

Come studiare bene e velocemente con la pre-lettura

Se i tuoi esami universitari prevedono tomi da 500, 800 o addirittura 1.000 pagine, riuscire a raddoppiare o triplicare la tua velocità di lettura ti consentirebbe di risparmiare parecchie ore di studio.

Il problema è che c'è molta confusione (e molte leggende metropolitane) su cosa sia davvero la lettura veloce e su come si possano studiare tante pagine in poco tempo.

Per quella che è la mia esperienza, raggiungere le 600-800 parole al minuto (un lettore medio arriva a 200-250 pam), con il 100% di comprensione del testo, richiede innanzitutto tanta, ma davvero tanta, pratica.

Per iniziare puoi partire da queste 3 tecniche di lettura veloce (nel post linkato trovi anche una nuova applicazione per divorare gli articoli online).

Non è il caso però di scoraggiarsi.

Esistono infatti strategie di lettura veloce che ti aiuteranno a migliorare la qualità (e la rapidità) del tuo studio fin dalla loro prima applicazione: sto parlando della pre-lettura.

Ecco come funziona:

  • Ancora prima di iniziare a studiare, cerca di familiarizzare con il libro di testo (o con gli appunti del libro):
    • Leggi rapidamente l'indice del capitolo.
    • Sfoglia le pagine del capitolo cercando semplicemente di prendere dimestichezza con la struttura delle sezioni.
    • Leggi i titoli delle sezioni principali e il primo e l'ultimo paragrafo di ogni sezione (max 2-3 righe di testo).
  • Poniti poi queste 2 semplici domande:
    • Quali sono i concetti chiave che voglio apprendere grazie a questo capitolo? (se hai letto l'indice e le sezioni principali, ti saranno abbastanza chiari).
    • Questo capitolo è fondamentale per la mia preparazione, oppure no? (questa domanda ti aiuta a fare chiarezza sul livello di dettaglio con cui dovrai studiare).

That's it.

Inizialmente potresti considerare la pre-lettura un'inutile perdita di tempo: in realtà ti porterà via al massimo 5-7 minuti per ogni capitolo, ma applicandola costantemente scoprirai come il tuo studio diverrà molto più scorrevole arrivando a farti risparmiare più di 1 ora del tuo tempo, ma soprattutto sarai in grado di assorbire i diversi concetti con maggiore facilità, sfruttando ad esempio il principio della Piramide dello Studio.

Vediamo ora la tecnica #2:

Come studiare bene e più rapidamente grazie alla tecnica sniper

Tecnica di studio sniperI tiratori scelti (i cosiddetti sniper) e i gamers di mezzo mondo, utilizzano spesso l'espressione:

"One shot, one kill. No luck, just skill."

Che tradotto significa: "Un colpo, un bersaglio. Niente fortuna, solo abilità" (tu, giocatore di CoD, smetti di galvanizzarti! ;-).

Citazioni belliche a parte, c'è un atteggiamento mentale che ti sta costando fin troppe ore di studio: la convinzione che per essere davvero preparato devi leggere e ripetere meccanicamente il tuo materiale di studio fino alla nausea. Si tratta di una cavalfiorata!

In uno dei contenuti bonus della mia guida APP - Autostima Passo Passo ho inserito un semplice test che dimostra come la nostra autostima (quello che crediamo di noi stessi) possa influenzare profondamente le nostre capacità di studio.

Non fraintendermi, non ti sto suggerendo di diventare un pallone gonfiato per eccellere all'università.

Il messaggio che vorrei trasmetterti è che devi iniziare a fidarti delle tue abilità mentali.

Registrare le lezioni del Prof., scrivere riassuntini ultra-dettagliati o ripetere a pappagallo il materiale di studio fino allo sfinimento, sono tutte strategie di studio fallimentari.

La ragione è molto semplice: più "stampelle mentali" fornisci al tuo cervello e più il tuo cervello si impigrisce.

La nostra mente è infatti uno degli strumenti più efficienti inventati dalla natura, questo significa che non è disposta a sprecare attenzione, memoria o energia a meno che non sia assolutamente indispensabile.

In fondo, perché dovrebbe ricordare una definizione al primo colpo se l'abbiamo abituata ad avere altre 178 occasioni per memorizzarla?!

Questo comportamento è legato in parte al famoso effetto Zeigarnik: il tuo cervello si dimentica automaticamente di qualcosa a meno che non abbia un motivo davvero importante per ricordarlo.

Se continui ad utilizzare degli "aiutini", la tua mente non saprà mai come apprendere e come memorizzare velocemente.

Ok André, ho capito: cosa devo fare per stimolare la mia memoria e "tenerla sulle spine"?!

Chiediti... con quanta attenzione leggeresti il capitolo del tuo libro di testo se avessi un'unica possibilità irripetibile di visionare quel materiale?

Intendiamoci bene, non ha senso estremizzare.

Probabilmente una sola lettura non ti sarà sufficiente, anche se la pre-lettura ti aiuterà molto in questo senso, ma se vuoi imparare a studiare bene e velocemente devi adottare la filosofia "One shot. One kill".

Le tue risorse mentali sono preziose, ogni volta che ti siedi di fronte ad un libro di testo devi farlo come se fosse per te l'unica occasione per apprendere quello che stai studiando.

Elimina le distrazioni, assumi l'atteggiamento dello sniper ed inizia ogni sessione utilizzando una di queste 5 tecniche di concentrazione.

Potrebbero interessarti: Come studiare storia

Come imparare meglio grazie alle mappe concettuali

Se vuoi davvero apprendere come studiare bene e velocemente devi stamparti a fuoco in fronte che la rielaborazione è la fase cruciale dello studio.

Senza rielaborazione non c'è vero apprendimento e senza apprendimento la memorizzazione diventa un'attività meccanica, alquanto inutile e dispendiosa.

Tra i migliori strumenti di rielaborazione vi sono senza dubbio le mappe concettuali.

La tecnica di studio delle mappe mi è stata insegnata per la prima volta alle scuole medie, dal mio insegnante di musica.

Da allora sono state le mie fedeli compagne di studio riuscendo a farmi studiare senza ripetere troppe volte.

Se non le hai mai utilizzate puoi trovare indicazioni semplici e pratiche per capire come studiare più velocemente con le mappe concettuali in questo post.

Come ripetere seguendo la regola della scuola materna

Oggi voglio però parlarti di un'altra strategia di rielaborazione estremamente efficace e che può essere utilizzata sia prima di redigere le tue mappe, sia in fase di ripetizione: la regola della scuola materna.

"Non hai veramente capito qualcosa fino a quando non sei in grado di spiegarlo a tua nonna."

A. Einstein.

Se solo metà delle citazioni attribuite ad Einstein fossero vere, il Fisico tedesco doveva saperla davvero lunga.

Continuare a ripetere meccanicamente un paragrafo nella speranza che rimanga "appiccicato" alla tua memoria, come una pallina da tennis lanciata contro un muro, è un'impresa vana.

Per apprendere (e memorizzare) un concetto devi essere in grado di rielaborarlo a parole tue. Meglio ancora: devi essere in grado di spiegarlo ad un bambino della scuola materna (o alla nonna di Einstein).

L'idea di fondo è quella di riuscire a ridurre un concetto complesso ai suoi minimi termini, comprendere insomma quali sono gli ingredienti essenziali e come interagiscono tra loro: questo vale per una formula di chimica, come per un teorema di matematica, per un principio giuridico, come per un concetto medico.

Per applicare nella pratica la regola della scuola materna, ti consiglio di utilizzare le similitudini.

Secondo il dizionario della lingua italiana:

"Una similitudine è una figura retorica che consiste nell'instaurare un paragone, un rapporto di somiglianza fra due cose o concetti."

Utilizzando in modo appropriato le similitudini per rielaborare ciò che studi, riuscirai a collegare concetti nuovi ad idee a te familiari, ovvero idee che hai già appreso in passato e le cui strutture neurali sono ben consolidate nel tuo cervello.

Sfruttare questa figura retorica per studiare nuovi concetti è un po' come andare a vivere all'estero e trovare finalmente un ristorante che cucini il tuo piatto preferito: ti senti un po' più vicino a casa e ciò che ti sembrava fino a quel momento alieno, inizia a sembrarti più familiare.

(Indovina un po'?! Ho appena utilizzato una similitudine...).

Come ricordare ciò che studi con la tecnica dei loci di Cicerone

Cicerone, il più grande oratore della storia antica imparava i suoi celebri discorsi a memoria. Difficile da credere, vero? Eppure, il suo metodo è ancora oggi una delle mnemotecniche più note ed efficaci per schematizzare ed imparare in poco tempo concetti e nozioni, e ricordarli in un ordine ben preciso. Ti sei mai chiesto, ad esempio, perché quando si parla spesso utilizziamo espressioni come “in primo luogo” o “in ultima instanza”? Bene, queste erano espressioni usate dallo stesso Cicerone per memorizzare in fretta i suoi pensieri con la tecnica dei loci, anche detta Palazzo della Memoria. Luoghi, stanze, palazzi. Ma che c’entrano con le infallibili tecniche di studio di cui stiamo parlando in questo articolo? C’entrano, eccome. Vediamo in che modo. Cicerone scriveva nel paragrafo XXXIV del “De Oratore”, che nell’esercizio di imparare a memoria
“non mi dispiace affatto che voi usiate, (...) anche codesto metodo che (...) cerca di legare la memoria a immagini e luoghi determinati”.
La mnemotecnica di Cicerone consiste, quindi, nel trasformare ogni concetto e nozione che vuoi memorizzare, ad un’immagine. Per poi, associarla ad immagini di luoghi che per te sono familiari (stanze, strade, piazze o qualsiasi altro luogo ti pare). Il grande Cicerone, ad esempio, quando doveva ricordare le sue celebri orazioni, era solito assegnare ad ogni colonna dell’edificio in cui avrebbe parlato una parte del suo discorso che già era collegata ad un’immagine esistente nella sua memoria. In questo modo, al momento di parlare, avrebbe guardato in direzione di questa o quella colonna, per ricordare ciò che doveva pronunciare. Ora, a te sicuramente non servirà per proferire lunghe orazioni in senato come faceva Cicerone, ma ti potrebbe tornare utile per tenere a mente i concetti del tuo prossimo esame di giurisprudenza o se devi ricordare le formule per una verifica di matematica.

Fidati di me! Già dalla prossima sessione di studio che affronterai, inizia a mettere in pratica tutto quello che hai imparato con le tecniche di memoria presenti in questo articolo e vedrai che i risultati non tarderanno ad arrivare.

Studio efficace e rapido: risposta alle domande comuni

Molti utenti scrivono o lasciano commenti chiedendo consigli e trucchi per riuscire a passare un compito in classe, un’interrogazione o un esame universitario. Ecco alcune risposte alle domande più comuni:
  • Quale metodo mi consigli per studiare per una verifica? Sintetizza i concetti che hai appreso nelle settimane precedenti alla verifica con mappe o riassunti. Ma sforzati di creare anche dei collegamenti concettuali tra i vari argomenti, senza limitarti all’apprendimento mnemonico.
  • Credi che possa prepararmi in 3 giorni per un esame? Dipende. Dal tipo di esame, innanzitutto. Se speri di passare l’esame di diritto penale studiandolo in 72 ore, rischi una cocente bocciatura. Per esami più piccoli e semplici, in tre giorni potrebbe essere fattibile.
  • Queste strategie per tutte le materie e corsi di studio? Certo! Queste tecniche di memoria ti saranno utili per qualsiasi cosa tu intenda studiare, che sia matematica, storia,  filosofia, geografia o per la preparazione degli esami di medicina o giurisprudenza. Ma, è necessario che tu abbia un metodo di studio valido. Se ti manca quello, anche la più efficace tecnica di studio non ti aiuterebbe.

Consigli Finali

Per studiare bene devi eliminare ogni distrazione e seguire uno stile di vita equilibrato Prima di concludere questo nostro articolo sulle tecniche per studiare bene e più velocemente, vorrei lasciarti altri preziosi consigli per uno studio efficace e proficuo. Ma ricorda: è sempre l’organizzazione del tempo che dedichi allo studio ad essere fondamentale. Con una tabella di marcia precisa e tanta buona volontà, sarai in grado di raggiungere gli obiettivi di studio che ti sei prefissato. Ma, ecco quello che puoi fare in più:
10 consigli finali per studiare bene
  1. Elimina le distrazioni: metti lo smartphone in modalità aereo o spegnilo del tutto, così non avrai la tentazione di controllare notifiche e social;
  2. Leggi ad alta voce: come dimostra uno studio di MacLeod e Ozubko del 2010 secondo cui può "aiutare gli studenti ad apprendere più velocemente della lettura silenziosa".
  3. Prendi appunti a mano: scrivere a mano invece che col proprio computer (fonti: Mueller, Oppenheimer, 2014) aiuta ad elaborare, riformulare e fissare meglio le informazioni;
  4. Spiega l’argomento che studi a qualcuno che non lo conosce: usa parole semplici, così sarà più facile ricordarlo poi;
  5. Fai i riassunti: riassumendo in concetti elementari quello che hai appena sottolineato sarà molto più semplice riuscire a memorizzarli;
  6. Studia più argomenti al giorno: distribuisci più materie o argomenti durante la giornata, così il tuo cervello si allenerà ad apprendere e memorizzare meglio e più velocemente, dedicando ad esempio 1 ora a studiare fisica, 1 ora a filosofia e 1 a storia dell'arte;
  7. Crea un gruppo di studio: il lavoro in gruppo è sempre molto produttivo per l’apprendimento, purché ti scelga compagni di studio motivati nello studio quanto te;
  8. Fai pause regolarmente: staccare per un po’ dai libri migliora la produttività e aumenta la concentrazione;
  9. Scegli un ambiente di studio illuminato e areato, per facilitare la concentrazione;
  10. Non fare le ore piccole davanti ai libri: un sonno regolare aiuta ad essere più riposati al mattino.

Conclusioni

Mi piacerebbe salutarti con un altro concetto davvero importantissimo: tutte le tecniche di miglioramento dello studio, di  memorizzazione e di lettura veloce che imparerai, potranno esserti estremamente utili durante tutto il tuo percorso accademico ma, senza un metodo chiaro e comprovato, difficilmente riuscirai a ottenere il cambiamento sostanziale che vorresti.

So a che stai pensando: “ Andrè, è da sempre che sento parlare di questo fantomatico metodo di studio ma, a dire il vero, mi sembra tutto un pò troppo fumoso…"

Non ti sto parlando di un metodo generale, ma di quel metodo calibrato sul tuo stile cognitivo!

“Come? Stile Cognitivo?

Proprio così, ognuno di noi ha le proprie predisposizioni e credere di poter imparare tutti nello stesso modo è a dir poco insensato.

Il primo passo per migliorare la qualità del tuo studio è quello di individuare il tuo stile cognitivo e, sulla base di questo, adottare poi le migliori tecniche di studio per te.

Se vuoi individuare il tuo stile cognitivo, le tecniche di studio più adatte a te e capire come sviluppare il tuo personale piano di apprendimento, ho preparato un test gratuito. Lo puoi completare in meno di 5 minuti cliccando il pulsante nel box qui sotto.

Buon Test!

Approfondimenti

Ecco un elenco di approfondimenti, risorse e app utili da consultare ed utilizzare, che ti aiuteranno a studiare meglio: [post_title] => Come studiare bene e velocemente: 5 strategie infallibili [post_excerpt] => ...non può aiutarti neanche San Gennaro! Studiare bene e velocemente richiede impegno “Non amo studiare. Odio studiare. Amo apprendere. Apprendere è meraviglioso.” Natalie Portman. Inutile girarci intorno, se vuoi ridurre drasticamente... [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => open [post_password] => [post_name] => come-studiare-bene-e-velocemente [to_ping] => [pinged] => http://www.efficacemente.com/imparare-a-studiare/ http://www.efficacemente.com/2011/04/3-tecniche-di-lettura-veloce/ http://www.efficacemente.com/studio/mappe-concettuali-il-miglior-metodo-per-orientarsi-nello-studio/ [post_modified] => 2021-11-02 20:29:52 [post_modified_gmt] => 2021-11-02 19:29:52 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => http://www.efficacemente.com/?p=13352 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 80 [filter] => raw [relevance_score] => 14115.81 [original_excerpt] => Riuscire a studiare bene e velocemente può sembrare una contraddizione in termini. In realtà l'unico modo per studiare meno è quello di studiare meglio. In questo articolo leggerai 3 tecniche di studio che daranno la svolta al tuo percorso accademico. [relevanssi_hits] => Array ( [body] => 31 [title] => 1 [taxonomy] => Array ( [tag] => 0 [category] => 0 [taxonomy] => 0 ) [comment] => 0 [author] => 0 [excerpt] => 3 [customfield] => 0 [mysqlcolumn] => 0 [score] => 14115.81 [terms] => Array ( [studiare] => 35 ) [missing_terms] => Array ( ) ) ) [comment_count] => 0 [current_comment] => -1 [found_posts] => 120 [max_num_pages] => 24 [max_num_comment_pages] => 0 [is_single] => [is_preview] => [is_page] => [is_archive] => [is_date] => [is_year] => [is_month] => [is_day] => [is_time] => [is_author] => [is_category] => [is_tag] => [is_tax] => [is_search] => 1 [is_feed] => [is_comment_feed] => [is_trackback] => [is_home] => [is_privacy_policy] => [is_404] => [is_embed] => [is_paged] => [is_admin] => [is_attachment] => [is_singular] => [is_robots] => [is_favicon] => [is_posts_page] => [is_post_type_archive] => [query_vars_hash:WP_Query:private] => 9efe6da6cf3ca8154dd4e64c9390d724 [query_vars_changed:WP_Query:private] => [thumbnails_cached] => [stopwords:WP_Query:private] => Array ( [0] => su [1] => un [2] => uno [3] => una [4] => sono [5] => siete [6] => come [7] => alle [8] => allo [9] => alla [10] => essere [11] => di [12] => da [13] => per [14] => in [15] => con [16] => per [17] => tra [18] => fra [19] => come [20] => è [21] => egli [22] => ella [23] => essi [24] => loro [25] => il [26] => al [27] => le [28] => lo [29] => oppure [30] => questo [31] => quello [32] => queste [33] => questi [34] => quelli [35] => quelle [36] => a [37] => era [38] => eri [39] => erano [40] => cosa [41] => quando [42] => dove [43] => chi [44] => www ) [compat_fields:WP_Query:private] => Array ( [0] => query_vars_hash [1] => query_vars_changed ) [compat_methods:WP_Query:private] => Array ( [0] => init_query_flags [1] => parse_tax_query ) )
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