Ecco i migliori articoli di EfficaceMente sul Benessere.

La ricerca del benessere è un percorso che è in grado di raccontarti di te stesso più di quanto potresti immaginare.

Prendersi cura di se stessi e del nostro benessere è fondamentale per realizzare i nostri sogni e raggiungere gli obiettivi che ci prefiggiamo.

Anche se conosci le migliori strategie per studiare, per smettere di procrastinare o aumentare la tua autostima, sarà molto difficile metterle in pratica se la mattina non hai la forza di scendere dal letto.

Se non sai come liberarti dalle preoccupazioni, concentrarsi nello studio o nella stesura di un progetto lavorativo diventa una vera impresa. Se la notte non riesci a dormire, non avrai mai le forze per dedicare anima e corpo alla realizzazione di quell’idea che potrebbe cambiarti la vita.
E potrei andare avanti all’infinito con esempi di questo tipo.

Insomma, in questo momento storico d’incertezza sociale in cui tutto cambia alla velocità della luce, a chi non è mai capitato di sentirsi frustrato, stressato, assillato dalle preoccupazioni?

Il rischio di trascurare questo aspetto così importante è di ritrovarti infelice anche una volta che avrai realizzato i tuoi sogni.

Di seguito ho raccolto gli articoli con le migliori strategie per imparare a prenderti cura di te stesso. Troverai consigli pratici per imparare a rilassarti, gestire lo stress e la frustrazione e molto altro. Ti stupirai di come molto spesso basta anche solo una piccola azione per ritrovare la serenità.

Fare la cosa giusta mi fa stare meglio. Fare la cosa sbagliata mi fa stare peggio. Questa è la mia religione.”

Abraham Lincoln.

Articoli di categoria
Più Letti
Ultimi
WP_Query Object
(
    [query] => Array
        (
            [category_name] => benessere
            [ignore_sticky_posts] => 1
            [meta_query] => Array
                (
                    [0] => Array
                        (
                            [key] => _em_piu_letti
                            [compare] => =
                            [value] => 1
                        )

                )

            [orderby] => meta_value_num
            [order] => asc
            [meta_key] => _em_posizione_categoria
        )

    [query_vars] => Array
        (
            [category_name] => benessere
            [ignore_sticky_posts] => 1
            [meta_query] => Array
                (
                    [0] => Array
                        (
                            [key] => _em_piu_letti
                            [compare] => =
                            [value] => 1
                        )

                )

            [orderby] => meta_value_num
            [order] => ASC
            [meta_key] => _em_posizione_categoria
            [error] => 
            [m] => 
            [p] => 0
            [post_parent] => 
            [subpost] => 
            [subpost_id] => 
            [attachment] => 
            [attachment_id] => 0
            [name] => 
            [pagename] => 
            [page_id] => 0
            [second] => 
            [minute] => 
            [hour] => 
            [day] => 0
            [monthnum] => 0
            [year] => 0
            [w] => 0
            [tag] => 
            [cat] => 62
            [tag_id] => 
            [author] => 
            [author_name] => 
            [feed] => 
            [tb] => 
            [paged] => 0
            [meta_value] => 
            [preview] => 
            [s] => 
            [sentence] => 
            [title] => 
            [fields] => 
            [menu_order] => 
            [embed] => 
            [category__in] => Array
                (
                )

            [category__not_in] => Array
                (
                )

            [category__and] => Array
                (
                )

            [post__in] => Array
                (
                )

            [post__not_in] => Array
                (
                )

            [post_name__in] => Array
                (
                )

            [tag__in] => Array
                (
                )

            [tag__not_in] => Array
                (
                )

            [tag__and] => Array
                (
                )

            [tag_slug__in] => Array
                (
                )

            [tag_slug__and] => Array
                (
                )

            [post_parent__in] => Array
                (
                )

            [post_parent__not_in] => Array
                (
                )

            [author__in] => Array
                (
                )

            [author__not_in] => Array
                (
                )

            [suppress_filters] => 
            [cache_results] => 1
            [update_post_term_cache] => 1
            [lazy_load_term_meta] => 1
            [update_post_meta_cache] => 1
            [post_type] => 
            [posts_per_page] => 5
            [nopaging] => 
            [comments_per_page] => 10
            [no_found_rows] => 
        )

    [tax_query] => WP_Tax_Query Object
        (
            [queries] => Array
                (
                    [0] => Array
                        (
                            [taxonomy] => category
                            [terms] => Array
                                (
                                    [0] => benessere
                                )

                            [field] => slug
                            [operator] => IN
                            [include_children] => 1
                        )

                )

            [relation] => AND
            [table_aliases:protected] => Array
                (
                    [0] => wp_term_relationships
                )

            [queried_terms] => Array
                (
                    [category] => Array
                        (
                            [terms] => Array
                                (
                                    [0] => benessere
                                )

                            [field] => slug
                        )

                )

            [primary_table] => wp_posts
            [primary_id_column] => ID
        )

    [meta_query] => WP_Meta_Query Object
        (
            [queries] => Array
                (
                    [0] => Array
                        (
                            [key] => _em_posizione_categoria
                        )

                    [1] => Array
                        (
                            [0] => Array
                                (
                                    [key] => _em_piu_letti
                                    [compare] => =
                                    [value] => 1
                                )

                            [relation] => OR
                        )

                    [relation] => AND
                )

            [relation] => AND
            [meta_table] => wp_postmeta
            [meta_id_column] => post_id
            [primary_table] => wp_posts
            [primary_id_column] => ID
            [table_aliases:protected] => Array
                (
                    [0] => wp_postmeta
                    [1] => mt1
                )

            [clauses:protected] => Array
                (
                    [wp_postmeta] => Array
                        (
                            [key] => _em_posizione_categoria
                            [compare] => =
                            [compare_key] => =
                            [alias] => wp_postmeta
                            [cast] => CHAR
                        )

                    [mt1] => Array
                        (
                            [key] => _em_piu_letti
                            [compare] => =
                            [value] => 1
                            [compare_key] => =
                            [alias] => mt1
                            [cast] => CHAR
                        )

                )

            [has_or_relation:protected] => 
        )

    [date_query] => 
    [request] => SELECT SQL_CALC_FOUND_ROWS  wp_posts.ID FROM wp_posts  LEFT JOIN wp_term_relationships ON (wp_posts.ID = wp_term_relationships.object_id) INNER JOIN wp_postmeta ON ( wp_posts.ID = wp_postmeta.post_id )  INNER JOIN wp_postmeta AS mt1 ON ( wp_posts.ID = mt1.post_id ) WHERE 1=1  AND ( 
  wp_term_relationships.term_taxonomy_id IN (299)
) AND ( 
  wp_postmeta.meta_key = '_em_posizione_categoria' 
  AND 
  ( 
    ( mt1.meta_key = '_em_piu_letti' AND mt1.meta_value = '1' )
  )
) AND wp_posts.post_type = 'post' AND (wp_posts.post_status = 'publish') GROUP BY wp_posts.ID ORDER BY wp_postmeta.meta_value+0 ASC LIMIT 0, 5
    [posts] => Array
        (
            [0] => WP_Post Object
                (
                    [ID] => 5913
                    [post_author] => 3
                    [post_date] => 2011-12-27 08:11:14
                    [post_date_gmt] => 2011-12-27 07:11:14
                    [post_content] => Un programma di allenamento semplice ed efficace per chi vuole finalmente trasformare l'attività fisica in un'abitudine, da svolgersi anche a casa.

 

Scommetto un abbonamento in palestra che almeno uno dei tuoi buoni propositi per quest'anno riguarda la tua forma fisica.

Molti di noi desiderano, in un modo o nell'altro, rimettersi in forma. Peccato che dopo 2-3 settimane di furore in palestra o al parco, ci ritroviamo inesorabilmente a ricadere nelle nostre care, vecchie cattive abitudini.

Perché falliamo?

Rendere l'attività fisica un'abitudine

Qualche anno fa ormai, ti ho parlato delle 10 abitudini che mi hanno cambiato la vita.

E indovina un po' quale ho messo tra le prime 5? Già... l'attività fisica.

Lo sport ha una lunghissima lista di pro e scarsissimi contro: accresce il nostro benessere psico-fisico, migliora il nostro umore, ci rende più belli e tonici, ci permette di essere più resistenti allo stress, ci permette di allenare la nostra mente, etc. Potrei riempire l'intero articolo con i benefici dell'attività fisica, eppure...

...eppure molti di noi hanno difficoltà a renderla una vera e propria abitudine.

Magari ci iscriviamo in palestra con grande entusiasmo, ma dopo le prime settimane, iniziamo a saltare 1 lezione, poi 2, poi 3, per ritrovarci infine ad aver rinunciato ad un intero mese di allenamenti; ed ecco che ci ripromettiamo che dal prossimo mese ricominceremo: ritrovandoci però in un circolo vizioso fatto di "stop & go" senza fine. La nostra mancanza di costanza ed auto-disciplina influisce negativamente sui nostri risultati, che a loro volta minano la nostra autostima e la nostra motivazione ad andare in palestra.

Come possiamo spezzare questo circolo vizioso?

Nella mia esperienza, il primo passo per rendere l'attività fisica parte integrante della nostra quotidianità è quello di renderla un'abitudine.

Sì, grazie al mazzo! Lo so che devo renderla un'abitudine André, ma non ce la faccio!!!

Se non riusciamo a fare dell'attività sportiva una nostra abitudine quotidiana è perché commettiamo l'errore di partire in quarta! Esageriamo nei primi giorni, come se fossimo dei provetti Rambo, e poi, spompati, collassiamo sul divano.

Per questo motivo, oggi voglio proporti un programma di allenamento semplice ed efficace.

L'obiettivo di questo programma non è quello di trasformarti in un foto-modello ultra-scolpito, ma piuttosto quello di rendere l'attività fisica un'abitudine irrinunciabile.

Le peculiarità di questo programma di allenamento sono infatti:

  • la semplicità. Pochi e semplici esercizi mirati per un allenamento completo.
  • la praticità. Puoi fare questo allenamento in casa, senza necessità di particolare attrezzatura.
  • l'efficacia. Per passare al livello successivo nella tua preparazione fisica, devi innanzitutto imparare le basi.

Vediamo questo programma nel dettaglio, ma prima una piccola nota.

Nota dell'autore: ricordati, io non sono un esperto di fitness, né un medico. Prima di iniziare qualsiasi attività sportiva è opportuno che tu faccia un consulto con il tuo medico. Il programma di allenamento proposto in questo articolo è stato ideato dall'esperta di fitness Gillian Mounsey. Gli esercizi sono molto semplici, ma è opportuno farli sempre con attenzione per evitare infortuni.

Il programma di allenamento

Il programma ideato da Gillian Mounsey prevede 3 giorni di allenamento ed un impegno massimo di 30-40 minuti per ogni sessione di allenamento.

Se pensi di non avere abbastanza tempo per questo allenamento, ti consiglio di dare un'occhiata a questa tabellina e scoprire quanto tempo stai sprecando in attività inutili.

Ma vediamo come è organizzato l'allenamento e quali sono gli esercizi da svolgere:

Giorno 1

Il primo giorno (lunedì sarebbe l'ideale), prevede un allenamento completo con 20 minuti di attività cardio e 10-20 minuti di esercizi forza. Per esigenze di tempo è possibile separare l'attività cardio (al mattino ad esempio) da quella forza (al pomeriggio ad esempio), anche se è consigliabile svolgere l'allenamento in una singola sessione.

Ricapitolando, il primo giorno dovrai fare:

  • 20 minuti di passeggiata/corsa. L'obiettivo è, a parità di tempo, aumentare la distanza percorsa ogni settimana.
  • 10 minuti di esercizi forza. In questo caso, l'obiettivo è aumentare il tempo di allenamento di 2 minuti ogni 2 settimane, fino ad arrivare a 20 minuti.

Gli esercizi forza

Come detto gli esercizi sono semplici ed efficaci. Nello specifico il primo giorno di allenamento prevede 3 tipologie di esercizi che dovranno essere ripetuti in sequenza, senza pause. Al termine di ogni round dovrai prenderti 1 minuto di pausa, e poi ricominciare con la sequenza di 3 esercizi, finché non raggiungerai il tempo limite di 10 minuti.

I 3 esercizi sono:

  • 5 piegamenti sulle braccia.
  • 10 addominali.
  • 15 piegamenti sulle gambe.

Di seguito le istruzioni video per compiere gli esercizi correttamente:

Piegamenti sulle braccia

Addominali

Piegamenti sulle gambe

Vediamo ora il Giorno 2 dell'allenamento...

Giorno 2

Prenditi un giorno di riposo e poi passa al giorno 2 del programma di allenamento. Nel secondo giorno introdurremo un po' di varietà per evitare che l'allenamento sia monotono.

Il giorno 2 di questo programma di allenamento prevede infatti di utilizzare un mazzo di carte per scegliere gli esercizi da effettuare. Sì hai capito bene: un mazzo di carte.

Ogni seme corrisponderà ad una specifica tipologia di esercizio (4 semi, 4 esercizi) ed il numero riportato nella carta indicherà il numero di ripetizioni che dovrai effettuare. Per farla semplice:

  • Estrai una carta dal tuo mazzo. Se non hai un mazzo di carte a portata di mano, puoi utilizzare questo generatore di carte casuali on-line.
  • Esegui l'esercizio corrispondente al seme della carta estratta. Nel prossimo paragrafo vedremo le 4 tipologie di esercizi.
  • Ripeti l'esercizio le volte corrispondenti al numero della carta. Se si tratta di una figura, puoi ripetere l'esercizio 5 o 10 volte, a te la scelta.
Nella versione originale di questo programma, viene suggerito di completare l'intero mazzo di carte. In alternativa puoi decidere di estrarre 26 o 13 carte in base al tuo livello di fitness.

Ecco le 4 tipologie di esercizio e le istruzioni video:

Carte Cuori = Salto della corda

Carte Quadri = Tricipiti

Se non hai 2 panche a casa, puoi semplicemente appoggiarti con le mani su una sedia e con i piedi a terra.

Carte Fiori = Battito alternato gambe

Carte Picche = Affondi in avanti

Tutto chiaro? uhm... non mi fido mica: che esercizio devi fare se la prima carta è un 7 di picche?!

Esatto... 7 affondi in avanti.

Ok, vediamo l'ultimo giorno di allenamento (Ps. non perdere il consiglio finale che trovi al termine dell'articolo!).

Giorno 3

Prendi un altro giorno di riposo e poi passa al giorno 3 del programma di allenamento.

In questo terzo giorno di allenamento torniamo agli esercizi core, per un programma di allenamento completo che comprende:

  • 20 minuti di passeggiata/corsa. L'obiettivo è, a parità di tempo, aumentare la distanza percorsa ogni settimana.
  • 10 minuti di esercizi forza. Come detto, al giorno 3 ripeteremo gli esercizi core:
    • 5 piegamenti sulle braccia.
    • 10 addominali.
    • 15 piegamenti sulle gambe.

Come hai potuto vedere non si tratta di un programma di allenamento spaziale e molti sportivi seri probabilmente storceranno il naso, ma l'obiettivo di questo programma è molto semplice: eliminare i fronzoli, fornirti esercizi semplici ed efficaci, ma soprattutto aiutarti a consolidare l'abitudine all'esercizio fisico.

Un consiglio finale (forse il più importante...)

Come visto all'inizio dell'articolo, esistono uno zilione di buone ragioni per fare attività fisica, ma l'unica che conta davvero è quella che ti ha spinto a cercare su Google un articolo dedicato ad un programma di allenamento.

Prova a pensarci... perché vuoi (davvero) rimetterti in forma?

Sì certo, lo fai per la tua salute o per quella sensazione di benessere che si prova dopo un allenamento; eppure, pensandoci bene, scommetto che la vera motivazione è un'altra...

Magari l'altro giorno, passando davanti ad uno specchio non ti è piaciuto affatto quello che hai visto. Magari vorresti sentirti una persona diversa, migliore. Magari senti il bisogno di ritrovare fiducia nel tuo corpo e in te stesso.

L'allenamento fisico può essere uno strumento eccezionale per migliorare la nostra autostima. Ma non basta...

Per essere davvero sicuri di noi stessi, dobbiamo scavare più a fondo e intraprendere un vero e proprio percorso di rivoluzione personale, di cui l'allenamento sportivo può essere una componente importante.

Per guidare i miei lettori in questo cammino di rinascita, ho realizzato il manuale digitale Autostima Passo Passo (APP). Un manuale che "aiuta tantissimo" :)

APP-testimonianza-ivan-matteucci

Questo (per)corso ti guiderà attraverso i 5 passi necessari per riconquistare la fiducia in sé stessi.

Parlo di questi 5 passi nell'estratto gratuito del manuale. Se lo desideri, puoi scaricarlo ora iscrivendoti gratis alla newsletter di EfficaceMente. Compila il form e clicca il pulsante arancione qui sotto:

Bene, non mi resta che salutarti. Ti auguro buon allenamento e buona rinascita!

Andrea Giuliodori.

[post_title] => Un programma di allenamento efficace [post_excerpt] => Un programma di allenamento semplice ed efficace per chi vuole finalmente trasformare l'attività fisica in un'abitudine. [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => open [post_password] => [post_name] => programma-allenamento [to_ping] => [pinged] => http://www.efficacemente.com/2011/12/buoni-propositi-di-inizio-anno/ http://www.efficacemente.com/2011/01/cattive-abitudini-eliminarle-in-5-passi/ http://www.efficacemente.com/2009/04/10-abitudini-per-cambiare-vita-parte-1/ http://www.efficacemente.com/2011/06/stressato/ http://www.efficacemente.com/2009/01/allenare-la-mente-le-5-migliori-risorse/ http://www.efficacemente.com/2011/02/sprecare-tempo-lo-stai-facendo-nel-modo-giusto/ [post_modified] => 2021-10-18 10:40:02 [post_modified_gmt] => 2021-10-18 08:40:02 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => http://www.efficacemente.com/?p=5913 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 88 [filter] => raw ) [1] => WP_Post Object ( [ID] => 10091 [post_author] => 3 [post_date] => 2013-07-22 01:10:07 [post_date_gmt] => 2013-07-22 00:10:07 [post_content] => Consigli pratici per scoprire come rilassarsi in poco tempo ed in maniera efficace.  
"Il miglior momento per rilassarsi è quando non abbiamo neanche un momento per farlo."

S.J. Harris.

Crisi economica. Disoccupazione. Disastri naturali. Siamo letteralmente bombardati da notizie che non fanno altro che creare tensione ed incertezza nella nostra vita. Come se non bastasse, i nostri 1.000 impegni quotidiani aggiungono stress allo stress, e per noi diventa praticamente impossibile rilassarsi.

Scadenze lavorative. Esami universitari. Problemi finanziari. Le preoccupazioni ci divorano giorno dopo giorno, ora dopo ora. Siamo talmente abituati ad essere nervosi ed ansiosi, che anche le agognate ferie rischiano di perdere il loro effetto benefico e basta un non nulla per farci reagire come bestie rabbiose.

Oggi più che mai abbiamo bisogno di imparare a rilassarci.

In questo articolo voglio proporti un programma per rilassarsi in 5 passi che prende spunto dal protocollo The Peaceful Mind, sviluppato dalla dott.ssa Amber Lynn Paukert, psicologa presso l'Università di Washington. Vediamo allora quali sono queste 5 azioni pratiche, che ripetute con costanza, possono aiutarti a rilassarti in poco tempo ed in modo efficace. Beh... rilassati ed inizia a leggere ;-)

Passo #1: prendi consapevolezza della tua ansia

La consapevolezza è l'ingrediente fondamentale di qualsiasi cambiamento. Senza consapevolezza siamo come topini in un labirinto che cercano disperatamente un'uscita. Se vuoi sconfiggere l'ansia, devi prima conoscerla, comprenderla, studiarla.

"Non sfuggire all'ansia, non sopprimerla, non opporle resistenza. Cerca invece di comprenderla: osservala, studiala, impara da essa ed affrontala senza esitazioni."

J. Krishnamurti.

Nella pratica, questo si traduce nel tenere una sorta di diario dell'ansiaQuando ti senti particolarmente nervoso? Quali sono i sintomi fisici? Dove ti trovi quando accade?

Ti ho già parlato in passato dei benefici del tenere un diario: nel momento in cui scrivi i tuoi pensieri, di fatto li stai rielaborando. Inoltre, averli fisicamente su un foglio di carta (o su un file) ti aiuta a comprendere degli schemi che normalmente non riusciresti ad intravedere. Non solo: annotare come ti senti e cosa stai provando, nel momento stesso in cui sei nervoso, ti aiuta a placare la forza dell'ansia; ma di questo parleremo nel passo #4.

Passo #2: respira

Il respiro è la nostra vera arma segreta contro preoccupazioni e stress. Non più di qualche mese fa ti ho spiegato come la respirazione rappresenti la più semplice modalità di meditazione. Ma la potenza del respiro va ben oltre.

Spesso consideriamo la nostra mente ed il nostro corpo come entità ben distinte: questa distinzione è del tutto fittizia. Mente e corpo rappresentano un unico sistema strettamente integrato. Quando abbiamo determinati pensieri il nostro corpo reagisce di conseguenza, ma ciò che è più interessante è che anche il corpo può influenzare la nostra mente.

Quando siamo nervosi e preoccupati tendiamo a respirare in modo superficiale (respiriamo con la parte alta dei nostri polmoni) e con maggiore frequenza. Al contrario, quando siamo rilassati il nostro respiro rallenta e diventa più profondo. La prossima volta che ti sentirai nervoso, prova a riprendere il controllo del tuo respiro: inizia a respirare in modo ritmico, contando nella tua mente; ma soprattutto impara a respirare con il tuo addome, ovvero adotta una respirazione diaframmatica.

Passo #3: utilizza pensieri rilassanti (e condizionamenti)

Sono quasi certo che leggendo questo terzo passo ti sia scappato un bel: "mavaffancubo!". Se c'è qualcosa che non riusciamo a fare quando siamo ansiosi ed agitati è proprio quella di pensare a cose rilassanti. Il cuore è a mille, le mani ci sudano, non riusciamo a stare fermi, l'aria sembra mancarci. Tutto quello che vogliamo è fuggire dalla situazione in cui ci troviamo. Vogliamo tornare a sentirci liberi.

Eppure, organizzandoci in anticipo e trovando quei pensieri rilassanti che funzionano davvero, potremmo riuscire a sconfiggere l'ansia nell'arco di un battito di ciglia. Per farlo devi utilizzare quelli che in psicologia si chiamano condizionamenti (o ancoraggi, come amano chiamarli gli appassionati di PNL). Ecco come creare un condizionamento; siediti comodamente e...

  • Trova una parola che ti faccia subito pensare a qualcosa di rilassante e piacevole. Non essere banale! Sono sicuro che sei in grado di trovare qualcosa di più originale e personale di "calma"! Deve essere una parola che senti tua.
  • Pensa ora ad un momento della tua vita in cui ti sei sentito perfettamente a tuo agio, completamente rilassato e calmo. Magari è stato quella volta al mare, o ascoltando quel brano di Einaudi. Ripensa a quel momento nel modo più vivido possibile: accentua i suoni ed i colori del tuo ricordo.
  • Dopo circa 5 minuti dovresti essere riuscito a replicare quello stesso stato di calma e relax. Quando ti senti pronto, ripeti mentalmente la tua parola segreta ed associa un preciso gesto a questo stato di quiete: puoi stringere pollice ed indice, puoi massaggiarti il palmo della mano, non importa; ciò che conta è che si tratti di un gesto per te inusuale ma che puoi replicare tranquillamente anche in pubblico.
  • Pensa ora a qualcosa di neutro: la lista della spesa, il colore della sedia su cui sei seduto, qualsiasi cosa non susciti in te particolari emozioni.
  • Fai passare qualche minuto e replica i primi 3 step del condizionamento.

Ripeti questa procedura 15-20 volte in una settimana (2-3 volte di seguito al giorno) ed avrai creato un condizionamento piuttosto efficace. Ora, ogni volta che ti senti nervoso, ripeti mentalmente la tua parola ed il tuo gesto segreti: voilà! calmo come un monaco zen.

Passo #4: mettiti in azione

Più consentiamo alla nostra mente di focalizzarsi sull'ansia e su ciò che ci rende nervosi e più questi pensieri prendono forza e ci travolgono. È naturale.

"L'energia segue la nostra attenzione."

Il segreto dunque è quello di distrarre la nostra mente. Agire è il miglior modo per farlo, scrivendo ad esempio nel nostro diario (o smartphone se non abbiamo altro a disposizione). Il gesto di scrivere infatti impegna la nostra mente, depotenziando i pensieri ansiosi.

Un'altra strategia è quella di avere una lista di attività piacevoli. Uno dei primi articoli che scrissi per EfficaceMente si intitola: "19+1 piccoli piaceri della vita che possono cambiarti la giornata". Prova anche tu a fare la tua lista di attività piacevoli e mettile in pratica ogni qualvolta ti senti nervoso.

Passo #5: migliora il tuo sonno

Stress ed insonnia molto spesso vanno a braccetto: siamo nervosi e non riusciamo a dormire. Non riusciamo a dormire e siamo nervosi. Sembrerebbe un circolo vizioso da cui è difficile uscire. Lo step conclusivo per rilassarsi davvero è quello di adottare strategie per una corretta "igiene del sonno". Se migliori il tuo sonno, tutti i 4 passi visti precedentemente si dimostreranno più efficaci.

Alcuni consigli pratici? Eccone 5 per svegliarsi bene la mattina.

Come rilassarsi quando siamo in preda all'ansia

Hai notato che in questi anni non c'è stata una sola volta che abbia citato nei miei articoli gli attacchi di panico e la depressione?

Non che i lettori non mi abbiamo chiesto di parlarne, ma ritengo che psicoterapia e crescita personale debbano essere ben distinte. Ho chiarito ulteriormente questa mia posizione in questo articolo, dove tra l'altro troverai un'intervista ad uno dei massimi esperti in Italia (e non solo) sul tema attacchi di panico.

Chiarito questo punto, spero che questi 5 passi ti siano di aiuto per rilassarti ogni qualvolta ti senti nervoso. Se ti va di condividere le tue strategie nei commenti ne sarei felice ;-)

Buona settimana.

Andrea Giuliodori.

Foto di Stephan Geyer.

[post_title] => 5 Tecniche efficaci per rilassarsi [post_excerpt] => Consigli pratici per scoprire come rilassarsi in poco tempo ed in maniera efficace. [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => open [post_password] => [post_name] => per-rilassarsi [to_ping] => [pinged] => http://www.efficacemente.com/2009/09/esami-universitari-come-superarne-8-o-quasi-in-una-sessione/ [post_modified] => 2021-10-20 15:31:07 [post_modified_gmt] => 2021-10-20 13:31:07 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => http://www.efficacemente.com/?p=10091 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 52 [filter] => raw ) [2] => WP_Post Object ( [ID] => 19030 [post_author] => 3 [post_date] => 2017-01-16 01:10:07 [post_date_gmt] => 2017-01-16 00:10:07 [post_content] => "Sono sempre stanca", "Sono stanco e stufo di tutto", "Ho una stanchezza cronica": se ultimamente hai pronunciato queste frasi sempre più spesso probabilmente è perché stai gestendo male le 4 dimensioni chiave della tua energia. In questo articolo ti spiegherò quali sono e come puoi ritrovare la tua energia perduta.  
"Fa male quando qualcuno ti ferisce con parole come...  ‏«Sveglia! Devi alzarti!»"

Anonimo.

Sveglia all'alba, ora sacra, #sfida90901, tecnica del pomodoro: negli ultimi anni ti ho proposto decine di strategie di efficacia e crescita personale.

Tutte queste tecniche hanno però un "piccolo" difetto in comune: non servono ad una beneamata cippa fritta se sei sempre stanco e afflitto da una spossatezza cronica.

Possiamo fare tutti i buoni propositi di questo mondo. Possiamo definire i nostri obiettivi seguendo alla lettera i consigli degli esperti. Possiamo adottare i migliori sistemi di gestione del tempo.

...ma se non impariamo a gestire la nostra energia, sarà tutto inutile.

Per questo motivo ho deciso di dedicare il primo articolo di quest'anno proprio al tema dell'energia personale.

Nello specifico voglio parlarti delle 4 dimensioni dell'energia, modello proposto nel libro "The Power of Full Engagement", scritto dal Dr. James E. Loehr e Tony Schwartz.

Conoscere questo modello e mettere in pratica i consigli concreti che ti indicherò nei diversi paragrafi, ti aiuterà finalmente a sbarazzarti della tua stanchezza cronica e a ritrovare quelle risorse di cui hai bisogno per realizzare i tuoi obiettivi più ambiziosi.

Iniziamo però facendo chiarezza su alcuni principi fondamentali legati al concetto di energia personale.

I 3 principi fondamentali dell'energia personale

  1. Non è il tempo, ma la nostra energia personale la risorsa più importante per realizzare i nostri obiettivi.

Smettila quindi di ragionare in termini di gestione del tempo e focalizzati piuttosto sulla gestione dell'energia.

  1. Ogni tuo pensiero, emozione o azione ha un impatto sui tuoi livelli di energia personale.

Impara a massimizzare quei pensieri, quelle emozioni e quelle azioni che accrescono la tua energia e a minimizzare quei pensieri, quelle emozioni e quelle azioni che ti drenano energia.

  1. La capacità della nostra "batteria" personale si espande nel momento in cui alterniamo costantemente periodi di lavoro (o studio) intensi a periodi di recupero profondo.

Questo approccio si chiama tecnicamente stress-recovery routine.

Ecco, se sei sempre stanco scommetto che invece di alternare momenti di focus intenso a momenti di relax totale, vivi piuttosto in un perenne stato di "occupazione distratta": sempre attaccato all'email, ai social, allo smartphone.

Insomma... non lavori mai veramente e non ti riposi mai veramente. Fuochino?

-

Bene, chiariti questi 3 principi fondamentali, vediamo ora le 4 dimensioni dell'energia che devi imparare a gestire EfficaceMente per smetterla di sentirti sempre stanco e stufo.

Sei sempre stanco perché... non hai abbastanza energia fisica

stanco-fisicamente

'mazza André, non l'avrei mai detto! Sei veramente un genio del crimine! Sono stanco perché... non ho energia fisica: che dire, WOW! -.-"

Naturalmente la stanchezza fisica è il primo imputato quando ci sentiamo senza energie. Banale.

E questa stanchezza del corpo è generalmente legata a:

  1. Un'alimentazione errata.
  2. Il poco sonno.
  3. L'insufficiente allenamento fisico.

Banale. Tutto molto banale.

Mi spieghi allora perché continui a mangiare a cazzo, ad andare a dormire tardi per sfregare il telefonino e a tenere il culo piantato sul divano?!

Così, tanto per farti una domanda... banale.

La verità è che quando siamo stanchi tendiamo a ripetere i comportamenti (errati) a noi più familiari.

Insomma è un cane che si morde la coda: più siamo stanchi, più decisioni sbagliate prendiamo; più decisioni sbagliate prendiamo, più siamo stanchi.

Non solo: su alimentazione, sonno e allenamento fisico esistono valangate di informazioni, spesso contraddittorie tra loro, e quando il nostro cervello riceve troppi stimoli, tende a "chiudere la saracinesca".

Ecco allora che diventa fondamentale saper selezionare le fonti, approfondirle e mettere poi in pratica i suggerimenti più adatti alle nostre specifiche esigenze.

Voglio allora concludere questo paragrafo dicendoti che parlo approfonditamente di alimentazione, sonno e allenamento fisico nel nuovo progetto formativo sviluppato con il dott. Nicola Triglione: Crea Energia – Eleva la tua energia alle stelle con il metodo A.ST.R.A.

Al momento le iscrizioni al video-corso-avanzato sono chiuse, ma se ti iscriverai alla lista di attesa, ti invieremo tutte le novità sul corso e sulla prossima riapertura delle iscrizioni.  

SCOPRI CREA ENERGIA 》

  Ma vediamo la seconda dimensione dell'energia che devi curare per evitare la stanchezza...

Sei sempre stanco perché... hai un'energia emotiva di pessima qualità

stanco-stress

Immagina di mangiare bene, dormire a sufficienza e allenarti costantemente. Immagina però di vivere anche un periodo della tua vita contraddistinto da: paura, frustrazione, rabbia o magari depressione.

Ti sentiresti super-energico o ancora una volta stanco e stufo di tutto?

L'energia fisica è il carburante di base, ma se non curiamo attentamente anche la nostra energia emotiva, siamo fottuti.

Nello specifico esistono due modi per migliorare la qualità della nostra energia emotiva:

  1. Coltivare quotidianamente emozioni positive come: divertimento, senso di avventura, relax e gratitudine (ti ho linkato uno stratagemma pratico per farlo).

Il secondo metodo invece è un po' contro-intuitivo, ma riuscire a padroneggiarlo ti darà un potere immenso...

  1. Dare un nuovo significato alle emozioni negative, nello specifico, imparare ad interpretare diversamente lo stress.

Su questo ultimo punto voglio riproporti il TED Talk di Kelly McGonigal. I lettori storici di EfficaceMente lo conoscono molto bene. Che tu l'abbia visto o meno, te ne consiglio caldamente la visione ;-)

http://www.ted.com/talks/kelly_mcgonigal_how_to_make_stress_your_friend?language=it

Sei sempre stanco perché... la tua energia mentale è offuscata

stanco-distratto

Ogni giorno un utente di Facebook si sveglia e sa che non deve accendere lo smartphone. Ogni giorno un programmatore di Facebook si sveglia e sa che deve trovare il modo per far accendere lo smartphone ai suoi utenti. Non importa che tu sia un utente o un programmatore... tanto accenderai lo smartphone.

Non molti se ne stanno accorgendo ed anche se se ne sono accorti, ne sottovalutano le conseguenze; eppure vivere perennemente connessi, alla mercé dell'ennesima notifica, sta letteralmente distruggendo la nostra energia mentale.

...e questo perpetuo stato di distrazione ci rende stanchi, demotivati, incapaci di realizzare qualcosa di grandioso nella nostra vita.

Come liberarsi dalla nebbia mentale e ritrovare focus ed energia? Ecco alcuni suggerimenti pratici:

Sei sempre stanco perché... la tua energia spirituale è inaridita

stanco-inaridito

Scommetto che leggendo la parola "spirituale" hai subito pensato ad angeli, santini, monaci buddisti alla ricerca del Nirvana e così via.

In realtà, in questo contesto, il termine energia spirituale ha un significato molto più prosaico e indica semplicemente quell'energia che deriva dal perseguire cause, progetti e sogni che ci appassionano profondamente.

Se in questo periodo sei particolarmente stanco, e questa tua fiacca cronica non è legata direttamente a nessuna delle 3 dimensioni che abbiamo già visto, con tutta probabilità sei giù di tono perché quello che stai facendo non ti appassiona veramente.

Qui tutti "teniamo famiglia" e a volte la vita è fatta anche di periodi in cui per sopravvivere dobbiamo fare cose che ci rompono le palle, ma questo non significa che dobbiamo arrenderci e lasciarci andare alla deriva.

"Lo scopo della nostra vita è avere una vita che abbia uno scopo."

Purtroppo non ricordo di chi sia questa citazione e pur essendo un tantino tautologica, in realtà mette in evidenza qualcosa di importante: se non abbiamo una direzione nella nostra vita, diventa davvero difficile alzarsi ogni mattina col pepe al culo.

Purtroppo, formule magiche per trovare il proprio scopo non ne esistono. Esistono però alcune strategie pratiche per aiutarci a fare chiarezza. Eccole:

  • Individua i valori per te più importanti nella vita e pensa a progetti, stili di vita e sogni che siano quanto più allineati con questi valori. Se può esserti utile, trovi una lista di valori (che non ha nessuna pretesa di essere completa) in questo articolo.
  • Trova le costanti della tua vita. Individua cioè quegli hobbies, quelle tematiche e quelle passioni di cui sei da sempre innamorato. Se le hai tralasciate ultimamente, riprenderle in mano ti aiuterà ad innalzare la tua energia spirituale.
  • Tieni a mente l'opzione multipotenziale. Il concetto di multipotenzialità ha avuto molto successo negli ultimi anni e i cazzari di mezzo mondo se ne sono subito innamorati. In realtà i veri multipotenziali sono una ristretta minoranza, ma questo non significa che tu non possa effettivamente essere uno di questi.

Conclusioni

Mi auguro che questo articolo ti guidi come una buona bussola alla ricerca della soluzione più adatta a quella che è la causa specifica della tua stanchezza.

Ecco i punti chiave che vorrei tenessi a mente:

  • Se sei stanco non è perché stai gestendo male il tuo tempo, ma perché stai gestendo male la tua energia.
  • Non sottovalutare quello che pensi, che provi e che fai, perché ogni pensiero, ogni emozione e ogni azione ha un impatto sui tuoi livelli di energia.
  • Se vuoi aumentare la capacità della tua "batteria" di energia personale impara ad alternare periodi di lavoro e studio super-focalizzati a periodi di ozio completo (no cazzeggio).
  • Infine impara a gestire le 4 dimensioni della tua energia personale, nello specifico:
    • aumenta la tua energia fisica migliorando alimentazione, sonno e allenamento fisico.
    • migliora la qualità della tua energia emotiva coltivando quotidianamente emozioni positive e imparando ad interpretare diversamente quelle negative.
    • rendi più cristallina la tua energia mentale eliminando le distrazioni e migliorando il tuo focus.
    • riaccendi la tua energia spirituale investendo tempo ed energie in progetti che siano in linea con i tuoi valori.

Bene, direi che per questa settimana è tutto.

Mi auguro sinceramente che questo primo articolo dell'anno ti sia piaciuto. Fammelo sapere nei commenti e usa pure quei bei pulsantini social per condividerlo con i tuoi contatti: è uno dei modi migliori per dirmi grazie, se apprezzi i contenuti gratuiti di EfficaceMente :)

Al prossimo articolo,

Andrea.

[post_title] => Sei sempre STANCO? Le 4 forme di energia che devi imparare a gestire [post_excerpt] => "Sono sempre stanca", "Sono stanco e stufo di tutto", "Ho una stanchezza cronica": se ultimamente hai pronunciato queste frasi sempre più spesso probabilmente è perché stai gestendo male le 4 dimensioni chiave della tua energia. In questo articolo ti spiegherò quali sono e come puoi ritrovare la tua energia perduta. [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => open [post_password] => [post_name] => stanco [to_ping] => [pinged] => http://www.efficacemente.com/2015/01/tecnica-del-pomodoro/ http://www.efficacemente.com/2010/07/come-trovare-lo-scopo-della-tua-vita/ http://www.efficacemente.com/mente/come-meditare/ http://www.efficacemente.com/crescita-personale/come-trovare-lo-scopo-della-tua-vita/ [post_modified] => 2021-09-28 20:05:34 [post_modified_gmt] => 2021-09-28 18:05:34 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => http://www.efficacemente.com/?p=19030 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 80 [filter] => raw ) [3] => WP_Post Object ( [ID] => 13665 [post_author] => 3 [post_date] => 2014-09-15 01:10:08 [post_date_gmt] => 2014-09-15 00:10:08 [post_content] => Alzi la mano chi non si è mai fatto delle gran seghe mentali! In questo articolo vedremo le 3 peggiori e come liberartene.
"Il pensiero è come un coltello: ti ci puoi imburrare il pane oppure tagliartici la gola."

G.C.Giacobbe.

Ricordo ancora quel giorno alla Feltrinelli di Bologna quando mi sono ritrovato tra le mani questo libricino dal titolo strambo: Come smettere di farsi le seghe mentali e godersi la vita. L'autore, Giulio Cesare Giacobbe, è una personalità poliedrica: filosofo, esperto del rinascimento, psicoterapeuta, profondo conoscitore delle discipline orientali, ma soprattutto uno scrittore "sui generis". C'è chi ama e c'è chi odia il suo stile, personalmente ho sempre apprezzato il tono colloquiale, ironico e a tratti umoristico con cui Giulio Cesare Giacobbe tratta tematiche psicologiche anche complesse. Mentirei inoltre se ti dicessi che la lettura dei suoi testi non ha influenzato lo stile con cui parlo di Crescita Personale proprio qui su EfficaceMente.

Ok, la parentesi storico-nostalgica l'abbiamo fatta, è tempo di tornare all'argomento di questo articolo: le famigerate seghe mentali. Forse l'espressione non è delle più eleganti e ti sconsiglio di utilizzarla nel caso in cui dovessi essere invitato per un tè dalla Regina Elisabetta II, ma senza dubbio rende l'idea. Le seghe mentali non sono altro che quei pensieri indesiderati che ci intasano la testa e di cui vorremmo liberarci o in qualche modo zittire.

In un recente post abbiamo visto come sbarazzarci delle preoccupazioni (un ottimo esempio di seghe mentali) utilizzando il famoso albero dei guai. Nell'articolo di oggi vorrei invece parlarti di 3 seghe mentali assai diffuse e pericolose, ma soprattutto vorrei darti degli spunti pratici per affrontare EfficaceMente questi pensieri indesiderati. Vie' co' me che mo' ti spieco!

Sega mentale #1: rimuginare su ciò che non puoi controllare

"Se un problema puoi risolverlo, non preoccuparti. Se un problema non puoi risolverlo, non preoccuparti."

Lao Tzu.

Ripensando all'estate 2014 qui in Italia non so se siano stati più i millimetri d'acqua caduti a terra o i post su Facebook che ne parlavano. Dedichiamo un ammontare pressoché imbarazzante di tempo ed energie mentali a fatti ed eventi su cui abbiamo un controllo scarso o nullo: le condizioni climatiche, la politica nazionale ed internazionale, gli andamenti macroeconomici, l'ultimo taglio di capelli di Paris Hilton. Tutti questi pensieri sono un perfetto esempio della prima tipologia di seghe mentali di cui voglio parlarti: il pensare continuamente a ciò su cui non abbiamo controllo.

Ogni volta che ci focalizziamo su questi pensieri di fatto cediamo il nostro potere personale, permettendo all'insicurezza di prendere il timone della nostra vita. Per liberarti di questa categoria di seghe mentali devi prendere consapevolezza delle 3 sfere del controllo.

Le 3 sfere del controllo

Ho appreso per la prima volta il concetto di sfere del controllo nel libro "The 7 Habits of Highly Effective People" di Stephen Covey. In realtà il modello che ti proporrò è un tantino diverso, ma il succo del discorso non cambia. Come mostrato nel grafico qui sotto, possiamo individuare 3 sfere del controllo:

le 3 sfere del controllo

Le 3 sfere sono dunque:

  1. La sfera di interesse. Raccoglie al suo interno tutto ciò per cui hai un qualche interesse o preoccupazione, ma su cui hai zero controllo, o comunque un controllo limitato.
  2. La sfera di influenza. Include tutto ciò e tutti coloro su cui puoi avere un impatto diretto, ma comunque non puoi controllare al 100%.
  3. La sfera di controllo. Comprende ciò su cui hai pieno controllo, ovvero: le tue decisioni e le conseguenti azioni.

Tutti i pensieri che riguardano temi al di fuori della tua sfera di controllo e della tua sfera di influenza sono seghe mentali. Per liberartene devi essenzialmente spostare la tua attenzione dalla sfera esterna a quelle più interne. Questo lo si ottiene:

  • Focalizzandoti sulla tua sfera del controllo. Se la tua mente è concentrata ad elaborare mille seghe mentali legate al clima, all'economia o alla politica non avrà il tempo materiale per focalizzarsi sulle uniche due cose che impattano direttamente sulla qualità della tua vita: le decisioni che prendi e le azioni che compi. Occhio, qui non stiamo parlando di massimi sistemi, ma delle decine di piccole scelte ed attività che caratterizzano la tua giornata: l'ora in cui ti svegli, quello che mangi, il lavoro che fai (o che decidi di procrastinare) e così via. Più attenzione dedichi alle decisioni e alle azioni quotidiane e meno linfa metti a disposizione alle seghe mentali. Non solo. Focalizzarti su ciò che puoi controllare ti aiuterà anche ad aumentare la tua autostima grazie al rafforzamento del tuo Locus of Control interno.
  • Lavorando costantemente sulla tua sfera di influenza. A differenza di quello che ti raccontano i vari para-guru tu non sei l'artefice del tuo destino, o almeno non lo sei al 100%. Come abbiamo visto, le uniche cose su cui abbiamo davvero controllo sono le nostre decisioni e le nostre azioni: non puoi avere il controllo completo sul tuo voto d'esame, su quella promozione in ufficio, sulla tua salute, sulle tue relazioni o sulle tue finanze. Accettare la possibilità che nonostante i tuoi sforzi qualcosa possa andare storto, ti libererà da molte ed inutili seghe mentali. L'accettazione però non corrisponde alla resa: sii proattivo, ovvero fai in modo che le tue decisioni e le tue azioni contribuiscano continuamente ad aumentare le probabilità di ottenere un determinato risultato nell'ambito della tua sfera di influenza. Vuoi migliorare la tua salute? Vuoi fare soldi? Vuoi avere relazioni appaganti? Utilizza la tua sfera di controllo per lavorare di continuo su questi obiettivi.
  • Ignorando tutto il resto. Ignorare la sfera di interesse non significa essere egoisti o indifferenti rispetto a ciò che accade nel mondo: è l'esatto contrario. Nel momento in cui decidiamo deliberatamente di ignorare ciò che non possiamo cambiare, ci assumiamo anche la responsabilità di fare tutto quanto è in nostro potere per dare un contributo positivo alla società. Come abbiamo visto ad esempio nel precedente post, non puoi far nulla per modificare le dinamiche dell'economia globale, ma puoi fare molto per modificare le dinamiche della tua economia personale, creando qualcosa di valore per chi ti segue.
"Concedimi la serenità di accettare le cose che non posso cambiare, il coraggio per cambiare quelle che posso e la saggezza per riconoscerne la differenza."

R.Niebuhr.

Passiamo ora alla seconda categoria di seghe mentali.

Sega mentale #2: scervellarsi su ciò che non hai

Hai presente la tua connessione ADSL che ti fa invocare i numi tutelari ogni volta che cerchi di guardare un film in streaming?! Ecco, anche il tuo cervello ha una larghezza di banda limitata. Questo significa che puoi concentrarti solo su un numero finito di informazioni e per farlo la tua mente conscia "cancella" automaticamente tutte le altre informazioni a cui hai deciso di non prestare attenzione. Non mi credi? Prova a fare questo semplice test sulla concentrazione. Se conosci il trucco è banale, eppure ti garantisco che 8 lettori su 10, al primo tentativo, rimangono completamente spiazzati.

Se la nostra mente funziona in questo modo, cosa credi che accada nel momento in cui la intasiamo di pensieri legati a ciò che non abbiamo?

Pensare continuamente a quello che è assente nella nostra vita è una delle seghe mentali più pericolose in assoluto, perché ci priva del piacere di godere di ciò che nella nostra vita c'è e di cui dovremmo essere grati. Possiamo però contrattaccare questi pensieri indesiderati con le loro stesse armi. Ponendo deliberatamente la nostra attenzione su ciò che è già presente nella nostra vita, ciò per cui possiamo essere grati, automaticamente togliamo spazio alle seghe mentali. Se vuoi approfondire questa tematica ti consiglio questo post dedicato al potere della gratitudine.

Concludiamo con l'ultima tipologia di film mentali.

Sega mentale #3: ripensare al passato e preoccuparti del futuro

"Per smettere di farsi le seghe mentali occorre rivolgere la propria attenzione a ciò che si sta facendo, a ciò che succede, al mondo che si ha intorno."

G.C.Giacobbe.

Una delle caratteristiche chiave delle seghe mentali è quella di essere ancorate o al passato o al futuro. Se siamo totalmente concentrati sul momento presente, le seghe mentali semplicemente si sciolgono come neve al sole. Sì André, ma in concreto che devo fare?!

  • Le seghe mentali sul passato prendono il nome di rimpianti. Quando siamo dominati dai rimpianti non facciamo altro che rivivere nella nostra testa una scelta sbagliata del passato. Per liberarci di questi pensieri dolorosi è di fondamentale importanza comprendere le lezioni che essi racchiudono. I rimpianti hanno infatti una funzione psicologica fondamentale: servono a ricordarci di non commettere gli stessi errori. Per affrontare questa specifica tipologia di seghe mentali dobbiamo porci questa domanda: "che lezione posso trarre oggi dall'errore che ho fatto ieri, in modo da non commetterne di nuovi domani?". Questa semplice domanda è strutturata in modo tale da spostare l'attenzione dal passato al presente e al futuro. Prova ad utilizzarla e fammi sapere come va.
  • Le seghe mentali sul futuro prendono il nome di preoccupazioni. Già all'inizio di questo post ti ho suggerito di affrontare le preoccupazioni utilizzando l'albero dei guai. Se sei assillato dalle preoccupazioni, ti suggerisco però di creare un momento di rottura facendo ricorso allo stratagemma di Bruce Lee: prendi un foglio di carta, fai una lista di tutto ciò che ti preoccupa, accartoccia il foglio di carta e... dagli fuoco. Mi raccomando, cautela! Sia mai che diventi responsabile di qualche migliaio di incendi in giro per l'Italia!

In questo post abbiamo trattato molti aspetti, prima di salutarti vorrei però condividere con te una riflessione conclusiva: mi auguro che leggere l'articolo del lunedì di EfficaceMente sia diventata per te una buona abitudine. Leggere però non basta: se non metti in pratica anche solo una piccola tecnica di quelle che ti suggerisco, tutte queste parole rischiano di essere nient'altro che... seghe mentali e, come abbiamo visto, già ne abbiamo abbastanza che ci frullano in testa.

A proposito: come sta andando con la #sfida90901? Fammelo sapere nei commenti, o come stanno facendo alcuni lettori, utilizza l'hashtag #sfida90901 quando posti i tuoi progressi sui tuoi canali social. Ci leggiamo la prossima settimana.

Andrea Giuliodori.

Dipinto di Fulvio Martini.

[post_title] => Le 3 seghe mentali che devi smettere di farti (subito) [post_excerpt] => Chi prima, chi poi, tutti noi ci siamo ritrovati a farci delle seghe mentali. Ce ne sono di benefiche e di malefiche, quelle di cui parlo in questo articolo sono in assoluto le 3 peggiori che devi smettere immediatamente di farti. Buona lettura. [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => open [post_password] => [post_name] => seghe-mentali [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2021-10-21 10:21:46 [post_modified_gmt] => 2021-10-21 08:21:46 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => http://www.efficacemente.com/?p=13665 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 93 [filter] => raw ) [4] => WP_Post Object ( [ID] => 13502 [post_author] => 3 [post_date] => 2014-08-11 01:10:19 [post_date_gmt] => 2014-08-11 00:10:19 [post_content] => Le preoccupazioni spesso ci opprimono e riescono a rovinare anche quei momenti di relax che ci siamo conquistati con tanta fatica. In questo post troverai suggerimenti pratici per liberartene.  

Immagina la scena: sei in vacanza, il sole accarezza la tua pelle, tutti intorno a te sembrano divertirsi, eppure la tua mente è un disco rotto che non fa altro che girare a vuoto attorno a mille preoccupazioni.

Forse è per via dell'ultima sessione di esami andata a farsi friggere (a proposito, per ricominciare al meglio l'anno accademico leggi questo post), magari è per colpa dei soldi che non sono mai abbastanza o del lavoro che, quando c'è, non fa altro che generarti stress. Poco importa, ognuno di noi sembra coltivare con particolare dedizione il proprio "orto" di preoccupazioni.

Come possiamo liberarci da questi virus mentali? Come possiamo imparare a crearci una barriera su cui ansia, stress e preoccupazioni si schiantino prima ancora di intaccare la nostra quiete interiore? Come possiamo sbarazzarci una volta e per tutte delle preoccupazioni?

Prima di fornirti delle strategie pratiche anti-preoccupite, lascia che ti racconti una storiella che ho ricevuto recentemente via email...

L'albero dei guai

"Liberati delle preoccupazioni come ti liberi dei vestiti prima di andare a letto."

Napoleone Bonaparte.

Qualche anno fa assunsi un carpentiere per restaurare una vecchia casa colonica. Ricordo in particolare modo una sua giornata molto difficile: aveva appena finito un turno massacrante ed il geometra gli aveva fatto perdere un'altra ora di lavoro, quello stesso giorno la sua sega elettrica aveva smesso di funzionare e, ciliegina sulla torta, il suo furgone malandato si era rifiutato di partire quando finalmente era pronto per tornare a casa (e chi è questo... sfiga-man?!).

Decisi allora di riaccompagnarlo con la mia auto. Sedeva al mio fianco, in un silenzio di pietra. Quando arrivammo mi invitò ad entrare per conoscere la sua famiglia. Mentre camminava verso la porta di casa sua, si fermò brevemente vicino ad un piccolo albero e toccò le punte dei rami con entrambe le mani.

Quando aprì la porta la sua faccia abbronzata sorrise felice: sembrava un uomo completamente diverso. Strinse in un tenero abbraccio i suoi due piccoli bambini e diede un bacio a sua moglie. La serata trascorse tranquilla tra chiacchiere e risate.

Più tardi il carpentiere mi riaccompagnò alla macchina. Passammo nuovamente vicino all'albero e non riuscii a trattenere la mia curiosità. "Cosa ha di speciale quell'albero? Un minuto prima di entrare in casa sembravi immerso nelle tue preoccupazioni e subito dopo eri un altro uomo".

"Oh, quello è il mio albero dei guai" replicò. "Io so che non posso evitare i guai e le preoccupazioni al lavoro, ma una cosa è certa, non sta scritto da nessuna parte che debba portarmi questo macigno a casa e condividerlo con mia moglie ed i miei bambini. Così io prendo i miei guai e li appendo all’albero ogni sera quando torno a casa. Poi la mattina li riprendo di nuovo. La cosa divertente è che" il carpentiere sorrise "quando esco la mattina per riprenderli, ne trovo sempre meno di quelli che ricordo di aver appeso la sera prima" e poi, con sguardo complice concluse "deve esserci qualche animale che se li porta via: ma non credo metterò trappole".

Quella sera imparai anche io ad appendere le mie preoccupazioni all'albero dei guai.

3 strategie pratiche per sconfiggere le preoccupazioni

"Le preoccupazioni permettono anche alle piccole cose di proiettare lunghe ombre"

Proverbio svedese.

Ti è piaciuta la storiella? Trovo che le metafore e lo storytelling siano degli strumenti molto efficaci per parlare di Crescita Personale, ma non sono sufficienti. Fin dal primo post di EfficaceMente ho sempre cercato di fornirti delle strategie pratiche: tecniche da mettere in atto immediatamente e di cui poter testare concretamente i risultati. Eccotene 3 per liberarti dalla preoccupazioni:

  1. Il rituale. L'albero dei guai, di cui si parla nella storiella, è un ottimo esempio di rituale anti-preoccupazioni. Ne esistono molti altri: l'attore Bruce Lee ad esempio utilizzava una "lista delle preoccupazioni" (ti consiglio di leggere questo post per scoprire cosa ne faceva poi di questa lista). Il messaggio chiave che vorrei trasmetterti è che se non vuoi soccombere di fronte alle tue preoccupazioni devi necessariamente crearti un rituale quotidiano che ti consenta di farle scivolare via. Il mio? Almeno 10 minuti di meditazione mindfulness ogni sera prima di coricarmi: questa abitudine mi consente ogni volta di riportare il tempestoso "mare" mentale ad uno stato di quiete. Consigliata.
  2. L'esercizio mnemonico. Un altro modo per liberarsi dalle preoccupazioni è quello di metterle nella giusta prospettiva. Ti propongo allora un piccolo esercizio mnemonico: rilassati e cerca di ricordare ciò di cui eri preoccupato esattamente 365 giorni fa (l'anno scorso). Cavoli, se queste preoccupazioni erano così importanti, non puoi averle dimenticate nell'arco di soli 12 mesi, giusto?! Su, fai un altro piccolo sforzo: cos'è che ti tormentava l'anno scorso, in questa data? Niente, non riesci proprio a ricordare?! Ecco: tra un anno non ricorderai nemmeno ciò che ti sta stressando così tanto in questo momento. Se poi non ricordi nemmeno cosa hai mangiato questa mattina a colazione, ti consiglio questi esercizi per la memoria ;-)
  3. L'appuntamento. Mi sono riservato per ultima una delle tecniche più potenti in assoluto per liberarsi dall'ansia: l'appuntamento con le preoccupazioni, strategia testata tra l'altro da alcuni ricercatori della Penn State University in uno studio del 2011. Se non fai altro che essere preoccupato 24 ore su 24, è arrivato il momento di fissare un "appuntamento" con le tue preoccupazioni: ogni giorno, per 2 settimane, riservati 30 minuti (alla stessa ora e possibilmente nello stesso luogo) per pensare deliberatamente alle tue preoccupazioni. In questo lasso di tempo dovrai pensare esclusivamente a ciò che ti preoccupa e non dovrai far nulla per sminuirne la portata, anzi. Ingigantisci queste preoccupazioni, fino a renderle quasi... "grottesche". Portare avanti questa attività per 30 minuti filati non è semplice, ma dovrai sforzarti di ricreare le peggiori fantasie fin quando il tuo "appuntamento" non sarà terminato. Se durante il giorno ti ritroverai casualmente a ripensare ai tuoi guai, prendine nota per iscritto e procrastina deliberatamente le tue preoccupazioni al prossimo appuntamento. Ps. se le tue continue preoccupazioni e la tua ansia si sono acutizzate, trasformandosi in veri e propri attacchi di panico, ti ho già spiegato qual è la mia posizione e cosa devi fare in questo articolo.

Prima di salutarti voglio lasciarti con una delle mie citazioni preferite sul tema delle preoccupazioni, una citazione che mi ha fatto sempre riflettere sull'inutilità di questi tarli mentali:

"Le preoccupazioni sono come un tapis roulant: ti stancano, ma non ti portano da nessuna parte."

J. Picoult.

Che ne dici? Forse è arrivato il momento di scendere dal tapis roulant e cominciare a correre sul serio verso i tuoi obiettivi.

Buona settimana.

Andrea Giuliodori.

[post_title] => Come liberarti dalle preoccupazioni: l'albero dei guai [post_excerpt] => Sei attanagliato dalle preoccupazioni? Non riesci a goderti i tuo agognati momenti di relax? E' arrivato il momento di liberartene. In questo post troverai una storiella molto interessante intitolata "l'albero dei guai" e 3 tecniche pratiche per ritrovare la tranquillità. [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => open [post_password] => [post_name] => preoccupazioni [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2021-10-28 14:54:34 [post_modified_gmt] => 2021-10-28 12:54:34 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => http://www.efficacemente.com/?p=13502 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 42 [filter] => raw ) ) [post_count] => 5 [current_post] => -1 [in_the_loop] => [post] => WP_Post Object ( [ID] => 5913 [post_author] => 3 [post_date] => 2011-12-27 08:11:14 [post_date_gmt] => 2011-12-27 07:11:14 [post_content] => Un programma di allenamento semplice ed efficace per chi vuole finalmente trasformare l'attività fisica in un'abitudine, da svolgersi anche a casa.  

Scommetto un abbonamento in palestra che almeno uno dei tuoi buoni propositi per quest'anno riguarda la tua forma fisica.

Molti di noi desiderano, in un modo o nell'altro, rimettersi in forma. Peccato che dopo 2-3 settimane di furore in palestra o al parco, ci ritroviamo inesorabilmente a ricadere nelle nostre care, vecchie cattive abitudini.

Perché falliamo?

Rendere l'attività fisica un'abitudine

Qualche anno fa ormai, ti ho parlato delle 10 abitudini che mi hanno cambiato la vita.

E indovina un po' quale ho messo tra le prime 5? Già... l'attività fisica.

Lo sport ha una lunghissima lista di pro e scarsissimi contro: accresce il nostro benessere psico-fisico, migliora il nostro umore, ci rende più belli e tonici, ci permette di essere più resistenti allo stress, ci permette di allenare la nostra mente, etc. Potrei riempire l'intero articolo con i benefici dell'attività fisica, eppure...

...eppure molti di noi hanno difficoltà a renderla una vera e propria abitudine.

Magari ci iscriviamo in palestra con grande entusiasmo, ma dopo le prime settimane, iniziamo a saltare 1 lezione, poi 2, poi 3, per ritrovarci infine ad aver rinunciato ad un intero mese di allenamenti; ed ecco che ci ripromettiamo che dal prossimo mese ricominceremo: ritrovandoci però in un circolo vizioso fatto di "stop & go" senza fine. La nostra mancanza di costanza ed auto-disciplina influisce negativamente sui nostri risultati, che a loro volta minano la nostra autostima e la nostra motivazione ad andare in palestra.

Come possiamo spezzare questo circolo vizioso?

Nella mia esperienza, il primo passo per rendere l'attività fisica parte integrante della nostra quotidianità è quello di renderla un'abitudine.

Sì, grazie al mazzo! Lo so che devo renderla un'abitudine André, ma non ce la faccio!!!

Se non riusciamo a fare dell'attività sportiva una nostra abitudine quotidiana è perché commettiamo l'errore di partire in quarta! Esageriamo nei primi giorni, come se fossimo dei provetti Rambo, e poi, spompati, collassiamo sul divano.

Per questo motivo, oggi voglio proporti un programma di allenamento semplice ed efficace.

L'obiettivo di questo programma non è quello di trasformarti in un foto-modello ultra-scolpito, ma piuttosto quello di rendere l'attività fisica un'abitudine irrinunciabile.

Le peculiarità di questo programma di allenamento sono infatti:

  • la semplicità. Pochi e semplici esercizi mirati per un allenamento completo.
  • la praticità. Puoi fare questo allenamento in casa, senza necessità di particolare attrezzatura.
  • l'efficacia. Per passare al livello successivo nella tua preparazione fisica, devi innanzitutto imparare le basi.

Vediamo questo programma nel dettaglio, ma prima una piccola nota.

Nota dell'autore: ricordati, io non sono un esperto di fitness, né un medico. Prima di iniziare qualsiasi attività sportiva è opportuno che tu faccia un consulto con il tuo medico. Il programma di allenamento proposto in questo articolo è stato ideato dall'esperta di fitness Gillian Mounsey. Gli esercizi sono molto semplici, ma è opportuno farli sempre con attenzione per evitare infortuni.

Il programma di allenamento

Il programma ideato da Gillian Mounsey prevede 3 giorni di allenamento ed un impegno massimo di 30-40 minuti per ogni sessione di allenamento.

Se pensi di non avere abbastanza tempo per questo allenamento, ti consiglio di dare un'occhiata a questa tabellina e scoprire quanto tempo stai sprecando in attività inutili.

Ma vediamo come è organizzato l'allenamento e quali sono gli esercizi da svolgere:

Giorno 1

Il primo giorno (lunedì sarebbe l'ideale), prevede un allenamento completo con 20 minuti di attività cardio e 10-20 minuti di esercizi forza. Per esigenze di tempo è possibile separare l'attività cardio (al mattino ad esempio) da quella forza (al pomeriggio ad esempio), anche se è consigliabile svolgere l'allenamento in una singola sessione.

Ricapitolando, il primo giorno dovrai fare:

  • 20 minuti di passeggiata/corsa. L'obiettivo è, a parità di tempo, aumentare la distanza percorsa ogni settimana.
  • 10 minuti di esercizi forza. In questo caso, l'obiettivo è aumentare il tempo di allenamento di 2 minuti ogni 2 settimane, fino ad arrivare a 20 minuti.

Gli esercizi forza

Come detto gli esercizi sono semplici ed efficaci. Nello specifico il primo giorno di allenamento prevede 3 tipologie di esercizi che dovranno essere ripetuti in sequenza, senza pause. Al termine di ogni round dovrai prenderti 1 minuto di pausa, e poi ricominciare con la sequenza di 3 esercizi, finché non raggiungerai il tempo limite di 10 minuti.

I 3 esercizi sono:

  • 5 piegamenti sulle braccia.
  • 10 addominali.
  • 15 piegamenti sulle gambe.

Di seguito le istruzioni video per compiere gli esercizi correttamente:

Piegamenti sulle braccia

Addominali

Piegamenti sulle gambe

Vediamo ora il Giorno 2 dell'allenamento...

Giorno 2

Prenditi un giorno di riposo e poi passa al giorno 2 del programma di allenamento. Nel secondo giorno introdurremo un po' di varietà per evitare che l'allenamento sia monotono.

Il giorno 2 di questo programma di allenamento prevede infatti di utilizzare un mazzo di carte per scegliere gli esercizi da effettuare. Sì hai capito bene: un mazzo di carte.

Ogni seme corrisponderà ad una specifica tipologia di esercizio (4 semi, 4 esercizi) ed il numero riportato nella carta indicherà il numero di ripetizioni che dovrai effettuare. Per farla semplice:

  • Estrai una carta dal tuo mazzo. Se non hai un mazzo di carte a portata di mano, puoi utilizzare questo generatore di carte casuali on-line.
  • Esegui l'esercizio corrispondente al seme della carta estratta. Nel prossimo paragrafo vedremo le 4 tipologie di esercizi.
  • Ripeti l'esercizio le volte corrispondenti al numero della carta. Se si tratta di una figura, puoi ripetere l'esercizio 5 o 10 volte, a te la scelta.
Nella versione originale di questo programma, viene suggerito di completare l'intero mazzo di carte. In alternativa puoi decidere di estrarre 26 o 13 carte in base al tuo livello di fitness.

Ecco le 4 tipologie di esercizio e le istruzioni video:

Carte Cuori = Salto della corda

Carte Quadri = Tricipiti

Se non hai 2 panche a casa, puoi semplicemente appoggiarti con le mani su una sedia e con i piedi a terra.

Carte Fiori = Battito alternato gambe

Carte Picche = Affondi in avanti

Tutto chiaro? uhm... non mi fido mica: che esercizio devi fare se la prima carta è un 7 di picche?!

Esatto... 7 affondi in avanti.

Ok, vediamo l'ultimo giorno di allenamento (Ps. non perdere il consiglio finale che trovi al termine dell'articolo!).

Giorno 3

Prendi un altro giorno di riposo e poi passa al giorno 3 del programma di allenamento.

In questo terzo giorno di allenamento torniamo agli esercizi core, per un programma di allenamento completo che comprende:

  • 20 minuti di passeggiata/corsa. L'obiettivo è, a parità di tempo, aumentare la distanza percorsa ogni settimana.
  • 10 minuti di esercizi forza. Come detto, al giorno 3 ripeteremo gli esercizi core:
    • 5 piegamenti sulle braccia.
    • 10 addominali.
    • 15 piegamenti sulle gambe.

Come hai potuto vedere non si tratta di un programma di allenamento spaziale e molti sportivi seri probabilmente storceranno il naso, ma l'obiettivo di questo programma è molto semplice: eliminare i fronzoli, fornirti esercizi semplici ed efficaci, ma soprattutto aiutarti a consolidare l'abitudine all'esercizio fisico.

Un consiglio finale (forse il più importante...)

Come visto all'inizio dell'articolo, esistono uno zilione di buone ragioni per fare attività fisica, ma l'unica che conta davvero è quella che ti ha spinto a cercare su Google un articolo dedicato ad un programma di allenamento.

Prova a pensarci... perché vuoi (davvero) rimetterti in forma?

Sì certo, lo fai per la tua salute o per quella sensazione di benessere che si prova dopo un allenamento; eppure, pensandoci bene, scommetto che la vera motivazione è un'altra...

Magari l'altro giorno, passando davanti ad uno specchio non ti è piaciuto affatto quello che hai visto. Magari vorresti sentirti una persona diversa, migliore. Magari senti il bisogno di ritrovare fiducia nel tuo corpo e in te stesso.

L'allenamento fisico può essere uno strumento eccezionale per migliorare la nostra autostima. Ma non basta...

Per essere davvero sicuri di noi stessi, dobbiamo scavare più a fondo e intraprendere un vero e proprio percorso di rivoluzione personale, di cui l'allenamento sportivo può essere una componente importante.

Per guidare i miei lettori in questo cammino di rinascita, ho realizzato il manuale digitale Autostima Passo Passo (APP). Un manuale che "aiuta tantissimo" :)

APP-testimonianza-ivan-matteucci

Questo (per)corso ti guiderà attraverso i 5 passi necessari per riconquistare la fiducia in sé stessi.

Parlo di questi 5 passi nell'estratto gratuito del manuale. Se lo desideri, puoi scaricarlo ora iscrivendoti gratis alla newsletter di EfficaceMente. Compila il form e clicca il pulsante arancione qui sotto:

Bene, non mi resta che salutarti. Ti auguro buon allenamento e buona rinascita!

Andrea Giuliodori.

[post_title] => Un programma di allenamento efficace [post_excerpt] => Un programma di allenamento semplice ed efficace per chi vuole finalmente trasformare l'attività fisica in un'abitudine. [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => open [post_password] => [post_name] => programma-allenamento [to_ping] => [pinged] => http://www.efficacemente.com/2011/12/buoni-propositi-di-inizio-anno/ http://www.efficacemente.com/2011/01/cattive-abitudini-eliminarle-in-5-passi/ http://www.efficacemente.com/2009/04/10-abitudini-per-cambiare-vita-parte-1/ http://www.efficacemente.com/2011/06/stressato/ http://www.efficacemente.com/2009/01/allenare-la-mente-le-5-migliori-risorse/ http://www.efficacemente.com/2011/02/sprecare-tempo-lo-stai-facendo-nel-modo-giusto/ [post_modified] => 2021-10-18 10:40:02 [post_modified_gmt] => 2021-10-18 08:40:02 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => http://www.efficacemente.com/?p=5913 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 88 [filter] => raw ) [comment_count] => 0 [current_comment] => -1 [found_posts] => 10 [max_num_pages] => 2 [max_num_comment_pages] => 0 [is_single] => [is_preview] => [is_page] => [is_archive] => 1 [is_date] => [is_year] => [is_month] => [is_day] => [is_time] => [is_author] => [is_category] => 1 [is_tag] => [is_tax] => [is_search] => [is_feed] => [is_comment_feed] => [is_trackback] => [is_home] => [is_privacy_policy] => [is_404] => [is_embed] => [is_paged] => [is_admin] => [is_attachment] => [is_singular] => [is_robots] => [is_favicon] => [is_posts_page] => [is_post_type_archive] => [query_vars_hash:WP_Query:private] => 3fc384bb50c93b4c56af15447f32546d [query_vars_changed:WP_Query:private] => [thumbnails_cached] => [stopwords:WP_Query:private] => [compat_fields:WP_Query:private] => Array ( [0] => query_vars_hash [1] => query_vars_changed ) [compat_methods:WP_Query:private] => Array ( [0] => init_query_flags [1] => parse_tax_query ) )
Benessere
Benessere

Un programma di allenamento efficace

Un programma di allenamento semplice ed efficace per chi vuole finalmente trasformare l'attività fisica in un'abitudine.

88
7 min
88
7 min
Benessere
Benessere

5 Tecniche efficaci per rilassarsi

Consigli pratici per scoprire come rilassarsi in poco tempo ed in maniera efficace.

52
5 min
52
5 min
Benessere
Benessere

Sei sempre STANCO? Le 4 forme di energia che devi imparare a gestire

"Sono sempre stanca", "Sono stanco e stufo di tutto", "Ho una stanchezza cronica": se ultimamente hai pronunciato queste frasi sempre più spesso probabilmente è perché stai gestendo male le 4 dimensioni chiave della tua energia. In questo articolo ti spiegherò quali sono e come puoi ritrovare la tua energia perduta.

80
8 min
80
8 min
Benessere
Benessere

Le 3 seghe mentali che devi smettere di farti (subito)

Chi prima, chi poi, tutti noi ci siamo ritrovati a farci delle seghe mentali. Ce ne sono di benefiche e di malefiche, quelle di cui parlo in questo articolo sono in assoluto le 3 peggiori che devi smettere immediatamente di farti. Buona lettura.

93
7 min
93
7 min
Benessere
Benessere

Come liberarti dalle preoccupazioni: l’albero dei guai

Sei attanagliato dalle preoccupazioni? Non riesci a goderti i tuo agognati momenti di relax? E' arrivato il momento di liberartene. In questo post troverai una storiella molto interessante intitolata "l'albero dei guai" e 3 tecniche pratiche per ritrovare la tranquillità.

42
4 min
42
4 min
Loading...
Loading...
Loading...
Loading...
WP_Query Object
(
    [query] => Array
        (
            [category_name] => benessere
            [ignore_sticky_posts] => 1
            [post__not_in] => Array
                (
                    [0] => 13352
                    [1] => 3348
                    [2] => 16712
                    [3] => 10042
                    [4] => 3378
                    [5] => 13000
                    [6] => 16389
                    [7] => 9944
                    [8] => 3593
                    [9] => 21034
                    [10] => 21236
                    [11] => 21388
                    [12] => 12162
                    [13] => 10440
                    [14] => 21222
                    [15] => 1830
                    [16] => 10104
                    [17] => 9092
                    [18] => 21315
                    [19] => 14716
                    [20] => 11229
                    [21] => 20229
                    [22] => 23483
                )

        )

    [query_vars] => Array
        (
            [category_name] => benessere
            [ignore_sticky_posts] => 1
            [post__not_in] => Array
                (
                    [0] => 13352
                    [1] => 3348
                    [2] => 16712
                    [3] => 10042
                    [4] => 3378
                    [5] => 13000
                    [6] => 16389
                    [7] => 9944
                    [8] => 3593
                    [9] => 21034
                    [10] => 21236
                    [11] => 21388
                    [12] => 12162
                    [13] => 10440
                    [14] => 21222
                    [15] => 1830
                    [16] => 10104
                    [17] => 9092
                    [18] => 21315
                    [19] => 14716
                    [20] => 11229
                    [21] => 20229
                    [22] => 23483
                )

            [error] => 
            [m] => 
            [p] => 0
            [post_parent] => 
            [subpost] => 
            [subpost_id] => 
            [attachment] => 
            [attachment_id] => 0
            [name] => 
            [pagename] => 
            [page_id] => 0
            [second] => 
            [minute] => 
            [hour] => 
            [day] => 0
            [monthnum] => 0
            [year] => 0
            [w] => 0
            [tag] => 
            [cat] => 62
            [tag_id] => 
            [author] => 
            [author_name] => 
            [feed] => 
            [tb] => 
            [paged] => 0
            [meta_key] => 
            [meta_value] => 
            [preview] => 
            [s] => 
            [sentence] => 
            [title] => 
            [fields] => 
            [menu_order] => 
            [embed] => 
            [category__in] => Array
                (
                )

            [category__not_in] => Array
                (
                )

            [category__and] => Array
                (
                )

            [post__in] => Array
                (
                )

            [post_name__in] => Array
                (
                )

            [tag__in] => Array
                (
                )

            [tag__not_in] => Array
                (
                )

            [tag__and] => Array
                (
                )

            [tag_slug__in] => Array
                (
                )

            [tag_slug__and] => Array
                (
                )

            [post_parent__in] => Array
                (
                )

            [post_parent__not_in] => Array
                (
                )

            [author__in] => Array
                (
                )

            [author__not_in] => Array
                (
                )

            [suppress_filters] => 
            [cache_results] => 1
            [update_post_term_cache] => 1
            [lazy_load_term_meta] => 1
            [update_post_meta_cache] => 1
            [post_type] => 
            [posts_per_page] => 5
            [nopaging] => 
            [comments_per_page] => 10
            [no_found_rows] => 
            [order] => DESC
        )

    [tax_query] => WP_Tax_Query Object
        (
            [queries] => Array
                (
                    [0] => Array
                        (
                            [taxonomy] => category
                            [terms] => Array
                                (
                                    [0] => benessere
                                )

                            [field] => slug
                            [operator] => IN
                            [include_children] => 1
                        )

                )

            [relation] => AND
            [table_aliases:protected] => Array
                (
                    [0] => wp_term_relationships
                )

            [queried_terms] => Array
                (
                    [category] => Array
                        (
                            [terms] => Array
                                (
                                    [0] => benessere
                                )

                            [field] => slug
                        )

                )

            [primary_table] => wp_posts
            [primary_id_column] => ID
        )

    [meta_query] => WP_Meta_Query Object
        (
            [queries] => Array
                (
                )

            [relation] => 
            [meta_table] => 
            [meta_id_column] => 
            [primary_table] => 
            [primary_id_column] => 
            [table_aliases:protected] => Array
                (
                )

            [clauses:protected] => Array
                (
                )

            [has_or_relation:protected] => 
        )

    [date_query] => 
    [request] => SELECT SQL_CALC_FOUND_ROWS  wp_posts.ID FROM wp_posts  LEFT JOIN wp_term_relationships ON (wp_posts.ID = wp_term_relationships.object_id) WHERE 1=1  AND wp_posts.ID NOT IN (13352,3348,16712,10042,3378,13000,16389,9944,3593,21034,21236,21388,12162,10440,21222,1830,10104,9092,21315,14716,11229,20229,23483) AND ( 
  wp_term_relationships.term_taxonomy_id IN (299)
) AND wp_posts.post_type = 'post' AND (wp_posts.post_status = 'publish') GROUP BY wp_posts.ID ORDER BY wp_posts.post_date DESC LIMIT 0, 5
    [posts] => Array
        (
            [0] => WP_Post Object
                (
                    [ID] => 28767
                    [post_author] => 3
                    [post_date] => 2021-11-25 21:11:28
                    [post_date_gmt] => 2021-11-25 20:11:28
                    [post_content] => 

Ti vedo. E soprattutto ti sento.

Stai aprendo questo articolo abbandonato sulla sedia della tua scrivania, con la testa pesante, una gran voglia di niente e contemporaneamente il pensiero ossessivo di tutte le cose da fare che ti dà un filo d’angoscia e non ti permette di concentrarti.

Fuochino?!

Già.

Siamo esseri umani perennemente stressati, perennemente connessi, perennemente confusi da un mare di stimoli diversi, e, quindi, perennemente e profondamente stanchi.

Ma stanchi dentro.

Tant’è vero che quasi ogni volta che parlo con una persona, a prescindere da età, lavoro e condizione personale, a un certo punto salta fuori la questione del:

“Se solo fossi meno stanco…”

Ed è qui che arriva questo nuovo articolo dedicato ai +Efficaci sul "come riposare" EfficaceMente.

Perché non è vero che basta mangiare bene e dormire a sufficienza per sentirsi riposati.

Esistono infatti ben quattro tipologie di riposo di cui tutti noi abbiamo bisogno per rigenerarci davvero:

  1. Il riposo fisico.
  2. Il riposo mentale.
  3. Il riposo relazionale.
  4. Il riposo emotivo.

Partiamo dal riposo fisico, quello più scontato... o forse no?

Riposo fisico: no, non è solo questione di buon sonno

Certo, se fai le ore piccole ogni santa notte, fumi come una ciminiera, non ti muovi se non per spostarti dal letto al divano, e mangi la qualunque, non mi sorprenderei, fossi in te, se non sprizzi proprio di energie!

Ma, ahimè, anche chi cura molto la propria alimentazione, fa una buona attività fisica e dorme almeno 7 ore a notte molto spesso si sente scarico fisicamente.

La spiegazione sta nel fatto che ci sono due tipi importanti di riposo fisico: uno passivo e uno attivo.

Il riposo passivo

Per riposo passivo si intende quello più classico, cioè tutti i momenti in cui lasciamo che il nostro corpo recuperi le forze “spegnendosi”: il sonno notturno, i pisolini, gli attimi in cui ci stendiamo, chiudiamo gli occhi e, anche se non dormiamo a tutti gli effetti, ci permettiamo un rilassamento profondo.

Ripassa questo articolo: ci troverai dei consigli per rendere il tuo sonno più efficace.

Il riposo attivo

Il riposo fisico attivo invece è un’altra cosa. Ma è altrettanto importante.

Sotto questo nome rientrano le attività che ti rigenerano mentre le eserciti.

Dei buoni esempi sono lo yoga, gli esercizi di respirazione, lo stretching, il massaggio terapeutico.

O anche una camminata in mezzo alla natura, una nuotata o un giro in bicicletta.

Si tratta di attività "dolci", non impegnative, che, migliorando la flessibilità del nostro corpo e agendo sulla circolazione sanguigna, ci faranno sentire più ritemprati e sereni.

E a proposito di riposo fisico e movimento, per chi invece è un maniaco del fitness, è importante non dimenticare il recupero post-allenamento.

Se esageri con la quantità di attività sportiva senza mai dare al tuo corpo il tempo di recuperare, puoi andare incontro a una situazione di fatica e stanchezza cronica – oltre ad annullare i benefici dei tuoi work-out.

Ormai lo sanno anche i bambini dell'asilo: i nostri muscoli si sviluppano proprio nei giorni di recupero.

Passiamo ora a vedere un altro importantissimo tipo di riposo, ovvero quello mentale.

Riposo mentale. Come imparare a rilassare davvero la tua mente

Quando senti qualcuno dire che tutto parte dalla nostra testa, sappi che nel 90% dei casi ha ragione.

La stanchezza mentale ti può far sentire uno straccio per settimane di fila.

E non parlo solo di difficoltà di concentrazione, poca memoria e irritabilità.

La stanchezza mentale si ripercuote immediatamente sul fisico, diventando mancanza di energia fisica, insonnia o fatica a prendere sonno, lentezza nel recupero dopo una malattia di stagione e via dicendo.

Per questo è fondamentale trovare il modo di ristorarci in maniera costante anche a livello mentale.

Ecco 5 consigli per rilassare la tua mente, espressi in altrettante parole chiave di facile memorizzazione (tanto per non affaticare la tua mente)

1) Pause

La prima attenzione che ti consiglio di avere è semplice ma estremamente efficace.

Fai pause con regolarità mentre lavori.

Chi utilizza la tecnica del pomodoro ha già sperimentato quanto possa essere efficace alternare momenti di massimo focus a brevi pause rigeneranti. Se ancora non la conosci, qui trovi tutti i dettagli su questa fantastica strategia di gestione del tempo.

E se il tuo lavoro non ti permette di programmare pause con precisione, ogni tot minuti, organizzati in maniera tale da staccare completamente i pensieri da quello che fai per un po’, appena puoi.

L’importante è il "completamente".

Se rimani sempre ancorato a quello che stai facendo, ti ritroverai a distrarti sempre di più e a saltellare come un grillo dal report che devi consegnare a Instagram: ecco, questo è un pessimo modo di rilassarti, anzi, non ti aiuta a rilassarti affatto.

2) Taccuini

Un ottimo compagno di viaggio per assicurarti di non stressare troppo la mente è un taccuino da portare nella giacca.

Quando ti viene un’idea ma non è il momento per svilupparla, quando rischi di dimenticarti degli impegni importanti, quando senti che si affastellano diversi pensieri, prendi il taccuino e scrivici sopra quello che ti viene in mente.

Così avrai la tranquillità di aver messo al sicuro un’informazione importante e potrai liberare la mente per la cosa che devi fare in quel momento.

Se non vuoi portare in giro un nuovo oggetto che potresti perdere, puoi usare anche una nota sul tuo smartphone.

Personalmente io ho creato una nota intitolata "Next" (prossime cose da fare), sincronizzata su tutti i miei dispositivi.

Ogni volta che mi viene in mente un'idea o un'attività da fare, la scrivo immediatamente dentro questa nota, anche se sono le due di notte e ho avuto questa idea durante una "pausa bagno notturna" (la scrivo sull'iPod che tengo in camera: niente smartphone quando dormo).

Un'altra semplice regola che mi sono dato per sfruttare al meglio i benefici del taccuino (digitale nel mio caso) è quella di "svuotare" la nota Next entro la sera del giorno successivo, inserendo le varie attività a calendario o comunque chiudendo tutti gli eventuali "open loop" (espressione che ben conoscono i corsisti di Crea Tempo).

3) Non-sense

Da quando prendiamo in mano il cellulare alla mattina, per la nostra mente comincia un autentico bombardamento sensoriale. Veniamo invasi di immagini, colori, suoni, luci, parole e sollecitazioni di ogni tipo.

E la cosa prosegue mentre lavoriamo.

Naturale che già dopo quattro ore di una vita simile la nostra povera mente dia forfait.

Perché è vero che come esseri umani siamo abituati ad adattarci a tutto, ma dopo l’ennesimo "video che non puoi assolutamente non vedere", anche la mente del nativo digitale che più digitale non si può, in realtà alza bandiera bianca.

Ecco perché ti consiglio di regalare al tuo cervello dei momenti di calma, dieta mediatica e deprivazione sensoriale.

Qualche esempio?

  • A metà giornata chiudi gli occhi e tienili così per due minuti.
  • Quando ti metti in macchina, non accendere subito la radio, non ascoltare musica, notiziari, podcast. Apri il finestrino e respira un po’ d’aria.
  • Fai una passeggiata in silenzio.
  • Quando mangi non guardare il telefono o una serie. Goditi appieno il tuo pasto.
  • A fine giornata scollega i dispositivi elettronici entro una certa ora.

4) Bellezza

È scientificamente provato: la bellezza ci fa bene.

Che si tratti di un quadro, di un paesaggio naturale particolarmente intenso, di determinati colori o forme, tutto quello che la natura o l’arte ci offrono ha un profondo effetto rigenerante sulla nostra mente.

In pratica:

  1. Troviamo nuove idee.
  2. Diventiamo più flessibili.
  3. Ci vengono in mente in maniera immediata le soluzioni ai problemi.
  4. Aumenta il nostro entusiasmo e la nostra energia propositiva.

Pensa semplicemente a quante buone ispirazioni ti vengono quando cammini in mezzo alla natura o stai guardando un bel film e a quanto la tua fantasia si "rattrappisca" invece se ti trovi in uno di quegli uffici spogli e grigi, fatti di spazi tutti uguali.

5) Piante

Ricollegandoci al discorso precedente, abbiamo capito che la natura ha un effetto rigenerante sulla nostra mente e sulle nostre capacità creative.

Quando, per ovvi motivi, non puoi evadere fisicamente, puoi comunque assicurarti la tua dose di verde in questi modi:

  • Sistemando la scrivania vicino a una finestra.
  • Aggiungendo una o più piante nel luogo dove lavori.
  • Utilizzando il colore verde, stampe a tema vegetale per gli oggetti che ti circondano (cartelline, quaderni, salvaschermo del computer).

Passiamo ora a veder il riposo relazionale. Una tipologia di riposo meno conosciuta, ma altrettanto essenziale.

Riposo relazionale. Mantieni il tuo equilibrio con gli altri

Tutti abbiamo provato la sensazione di esaurimento che ci danno alcune persone (stai pensando proprio a quella persona, eh?!).

Dopo essere stati in loro compagnia ci ritroviamo più stanchi che se avessimo fatto una riunione di tre ore.

Di solito sono:

  • Gli ipercritici.
  • Quelli per cui non fai o non sei mai abbastanza.
  • I perennemente negativi.
  • I lamentosi.
  • Gli invidiosi.
  • Gli ossessivi.

L’ideale sarebbe non avere a che fare con persone di questo tipo, perché ti succhiano letteralmente le energie.

Ma sono realista e so che spesso, purtroppo, alcuni di questi personaggi devono far parte delle persone con cui ti relazioni.

Se si tratta di persone importanti della tua vita che non puoi escludere, il mio consiglio è quello, per lo meno, di compensare i rapporti che hai con loro con persone che invece siano positive per te.

Persone che condividono i tuoi interessi, che ti stimano e ti sostengono, che siano attive, propositive e felici.

E, soprattutto se ci tieni, metti in conto di fare presente alle persone che ti esauriscono il loro atteggiamento negativo.

Esprimiti con tatto ma con decisione: farai bene anche a loro.

Perché le relazioni sociali dovrebbero ristorarci a vicenda, non esaurirci.

E questo ci porta alla quarta e ultima tipologia di riposo...

Riposo emozionale. Prenditi cura delle tue emozioni

Se ti senti solo, invisibile anche se non ti mancano i contatti sociali, e se in certi giorni le tue emozioni negative prendono il sopravvento, è segno che hai bisogno di un meritato riposo emotivo.

Altri sintomi?

  • Mancanza di motivazione,
  • Difficoltà a stare concentrato,
  • Senso di astrazione dalle situazioni,
  • Ipersensibilità.

Queste sensazioni sono tipiche delle persone tanto gentili e disponibili verso il mondo esterno quanto sorde ai propri bisogni, gusti e stati emotivi.

A lungo andare, mettere da parte le tue necessità e far finta di niente è pericoloso: ti condanna non solo a una condizione di vita statica e insoddisfacente ma anche a una vera sofferenza emotiva.

Reprimere le proprie emozioni negative ha lo stesso effetto.

Quello che devi fare è trovare il modo per assicurarti un giusto riposo emotivo, perché, attenzione: è facile che dalla stanchezza emotiva derivi anche quella fisica.

Ecco alcuni consigli per sentirti meglio:

  1. Metti dei paletti. Se essere così disponibile e altruista ti ha portato a scaricarti, vuol dire che hai superato il tuo limite personale. All’ennesima richiesta rispondi semplicemente di no.
  2. Concentrati su quello che ti piace. Anche se pensi sia inutile/infantile/egoista. Accontentare i tuoi bisogni ti restituirà l’energia che spendi nel mondo.
  3. Dai sfogo alle emozioni. Puoi parlare con una persona di cui ti fidi, scrivere quello che senti, fare attività fisica, scrivere un commento qui sotto ;)
  4. Soprattutto quando ti senti ignorato e provi un senso di profonda, intima, solitudine, pensa che fai parte di qualcosa di enorme, tanto da dare le vertigini. Se te la senti, prega, o medita, o semplicemente alimenta dentro di te quel senso di appartenenza e scopo che ristorerà il tuo spirito. E di conseguenza anche le tue emozioni.

Bene, mi auguro che questo nuovo articolo di approfondimento premium ti sia stato utile.

Ora sono curioso... da dove inizierai la tua rigenerazione? Dal riposo fisico, mentale, relazionale o emotivo?

A presto.

Andrea Giuliodori.

[post_title] => Come riposare: le 4 tipologie di riposo di cui tutti noi abbiamo bisogno [post_excerpt] => Come riposare per sentirsi davvero pieni di energia? Abbiamo bisogno di 4 tipi di riposo. Li scopriamo in questo articolo. [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => open [post_password] => [post_name] => come-riposare [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2021-11-26 19:00:14 [post_modified_gmt] => 2021-11-26 18:00:14 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => https://www.efficacemente.com/?p=28767 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 8 [filter] => raw ) [1] => WP_Post Object ( [ID] => 27919 [post_author] => 3 [post_date] => 2021-10-21 21:15:06 [post_date_gmt] => 2021-10-21 19:15:06 [post_content] =>

In questo nuovo articolo dedicato ai nostri lettori +Efficaci voglio scoprire insieme a te il potere del decluttering e come sfruttarlo a tuo vantaggio per dare una bella sterzata alla tua vita.

Scenario tipico: ti sei impegnato molto per il tuo lavoro e senti di non aver ottenuto il riconoscimento che meriti.

Cominci a fare sempre di più eppure le cose non cambiano, anzi, sei solo più esaurito.

Oppure: vivi una vita socialmente pienissima, passi da un aperitivo a una festa di compleanno, da un matrimonio a una gita in montagna, ma quando ti fermi ti prende una stretta al cuore e un senso di ansia e solitudine che non riesci a spiegarti.

Oppure, ancora, senti che la tua relazione ha dei momenti di impasse e prendi ad affannarti e a fare di tutto per evitare la rottura.

Con il risultato di contagiare l’affanno anche al tuo partner e peggiorare la situazione.

Ecco, quando la vita ti sembra troppo incasinata, stagnante insoddisfacente, quando senti che accumuli delusioni, incomprensioni e rapporti che non fanno per te, significa che è arrivato il momento di fare decluttering.

Aspetta, aspetta Andre’! Declu-che???

Decluttering: fare pulizia fuori e dentro di sé

Molti lettori e lettrici ne avranno sicuramente sentito parlare: la celeberrima autrice giapponese Marie Kondo ne ha fatto la chiave del suo lavoro (vedi il suo libro-caso editoriale, Il magico potere del riordino).

Non si può non parlare di decluttering e riordino senza citarla, ma in questo articolo cercheremo di andare un po' oltre i già noti principi della Kondo.

Innanzitutto chiariamo cos'è il decluttering.

Il decluttering (o riordino) è l'insieme delle pratiche che ci consente di eliminare  dalla nostra casa (ma anche dai nostri dispositivi digitali) gli oggetti/contenuti che non riteniamo più utili o benefici per noi.

Questa pratica, se fatta efficacemente, può avere molteplici benefici:

  • Calma e serenità: immagina di stare in un ambiente spazioso, pulito, ordinato, dove puoi lavorare con agio e trovare subito quello che cerchi. La sola idea non ti fa sentire già più tranquillo? 😃
  • Energia: quando sei circondato dal disordine e dal caos, oltre a vivere un sottile, perenne e spesso inconscio stato di irritazione, finisci anche per essere deprivato delle migliori energie; come se la tua mente percepisse un lieve e costante senso di minaccia. Non appena il contesto cambia, anche il tuo stato energetico si adegua.
  • Chiarezza: non appena elimini il superfluo e ti circondi solo di cose che ti danno sensazioni positive e che ritieni utili per te, non solo il tuo spazio diventa più ordinato, ma lo diventa anche la tua mente, donandoti un impareggiabile senso di lucidità.

In generale, il decluttering beneficerà tanto i tuoi ambienti domestici, quanto il tuo ambiente (leggi: stato) mentale.

E allora scopriamo come fare decluttering nella nostra vita!

I 7 passi chiave per un decluttering efficace

Vediamo i 7 passi necessari per fare ordine nei tuoi ambienti e nella tua vita.

1. Obiettivi chiari

Prima di iniziare con il decluttering vero e proprio, cerca di visualizzare l'ambiente ideale in cui vorresti vivere.

Totalmente minimalista, neutro e versatile, oppure ricco ed estremamente personalizzato?

A questo proposito, permettimi un inciso: decluttering e minimalismo (te ne avevo parlato in questo articolo di approfondimento) non sono necessariamente la stessa cosa. Anzi:

  • Se il minimalismo ha come obiettivo finale quello di farti concentrare solo ed esclusivamente su ciò che è essenziale nella tua vita (e nei tuoi spazi), a volte arrivando a degli estremi che non necessariamente condivido,
  • il decluttering ha come scopo primario quello di aiutarti a circondarti di ciò che ami e che ti trasmette vibe positive.

Certo, è vero: ciò che è essenziale è anche ciò che ci fa star bene, ma i due insiemi non sempre si intersecano perfettamente.

Ok, chiarito questo punto, andiamo avanti.

2. Prenditi tempo

C’è chi ci dedica un pomeriggio e chi un intero fine settimana.

L’importante è che tu scelga intenzionalmente di dedicare del tempo a fare ordine nella tua vita.

Non vale la pena iniziare un decluttering di fretta e furia: finiresti per non farlo in maniera corretta.

3. Stanza o categoria

Per riordinare, puoi procedere per categoria, come suggerisce Marie Kondo (quindi selezionare, prima, i vestiti di tutta la casa, poi tutti i libri, tutti i documenti, tutti gli accessori e tutti gli oggetti di valore sentimentale), oppure per stanza.

Onestamente nella mia esperienza io non ho notato tutta questa differenza abissale nell'applicare il primo o il secondo approccio.

In alcuni casi mi era più comodo sistemare una singola area alla volta della mia casa, in altri ho ragionato per categoria.

Anche perché, diciamocelo, non è che uno tiene i propri vestiti sparsi qua e là per la casa: di solito la maggior parte è concentrata in una zona ben precisa.

Scegli il metodo che ti sembra più giusto per le tue esigenze, ma soprattutto scegli il metodo con cui pensi che partirai subito, senza fare troppe resistenze!

4. Estrai

Per prima cosa, tira fuori ogni oggetto dal posto in cui lo conservi.

Estrai tutti i vestiti dall’armadio, tutte le carte dal cassetto, l’intero contenuto dello zaino.

In questo modo avrai una visione chiara e complessiva e potrai anche renderti conto della quantità di cose che possiedi (o che ti possiede, come direbbe Tyler Durden in Fight Club).

5. Ti serve? Ti piace?

Prendi in esame un oggetto dopo l’altro e domandati:

  • l’ho utilizzato nell’ultimo anno? Quante volte?
  • Mi piace?
  • Mi serve, oggettivamente?

Rispondi con sincerità a queste domande e presta attenzione anche alle sensazioni che provi.

Per esempio, se pensi che un oggetto potrebbe servirti, ma solo a guardarlo ti trasmette delle sensazioni negative (e non ti è costato un occhio della testa! 😅), non hai ragione di tenerlo.

Spoiler: nel 95% dei casi, quando pensiamo che una cosa potrebbe servirci e la conserviamo, in realtà non la riprendiamo più in mano fino alla fine dei tempi.

"Ma sì, lo tengo, non si sa mai..." è la scusa di chi ha paura di lasciare andare le cose.

Altra nota a margine: se ti devi impegnare per indossare un capo d’abbigliamento o per mettere mano a un oggetto, è un buon segno che lo devi buttare. 

6. Incerto?

Durante questa fase è probabile che in certi casi tu sia sicurissimo del destino di un oggetto e in altri decisamente meno.

Quando sei incerto se buttare o tenere degli oggetti, ecco una buona soluzione: puoi sistemarli in una scatola separata dal resto, metterla su un ripiano alto e darti un po’ di tempo.

Puoi decidere, ad esempio, di riprenderla in mano dopo sei mesi o un anno.

Se in quel lasso di tempo senti il bisogno di quegli oggetti, oppure, trascorso il tempo, ti piace l’idea di ricominciare a usarli, allora tienili.

Se ti sei accorto che in quel periodo non ne hai mai avuto bisogno, allora sei ufficialmente autorizzato a sbarazzartene.

7. Elimina

Verosimilmente ti troverai con una catasta di robe che non vuoi più in casa.

È il momento di eliminarle.

Se ti fa impressione l’idea di buttarle e se molte sono in buono stato (per esempio quei vestiti di una taglia sbagliata che hanno ancora il cartellino attaccato…), puoi e devi scegliere soluzioni più sostenibili.

Puoi ad esempio regalarle a parenti o amici che possono apprezzarle (quest’ultimo punto è molto importante, altrimenti obbligherai anche loro a sessioni indefesse di decluttering!), oppure darle in beneficienza.

Dopo il decluttering...

Spesso gli articoli di approfondimento sul decluttering terminano qui.

Ma visto che siamo su EfficaceMente e tu sei un +Efficace, andiamo + in profondità 😉.

Una volta terminata l’opera di selezione ed eliminazione ti ritroverai circondato solo da oggetti che ti servono e ti piacciono. Niente di meglio!

Ora si tratta di trovare a ognuno una giusta collocazione.

Se vuoi conservare a lungo la sensazione di leggerezza intelligente, ecco alcuni consigli per evitare che il caos si rimpossessi di te e della tua casa.

A. Riduci le superfici dove puoi appoggiare le cose

È un fatto. Più posto hai, più tenderai a riempirlo (è un po' come la Legge di Parkinson).

Se quindi occupi qualche mensola con qualcosa di essenziale e leggero, per esempio una pianta, eviterai di sovraffollarlo di depliant, riviste e mazzi di chiavi.

Meno tavolini sistemi in giro per casa, meno rischierai di ritrovarli in preda al disordine!

B. Un posto unico

Un'altra ottima strategia per tenere sempre tutto in ordine è stabilire un'unica collocazione per una precisa categoria di oggetti.

Questo significa, per esempio, che terrai in uno stesso luogo tutti gli oggetti elettronici – e non un caricabatterie in camera, una spina in salotto e le cuffiette nel bagno.

In generale ricorda:

"Un posto per ogni cosa, ogni cosa al suo posto."

C. Controlla il flusso delle cose nuove

Dopo tutta la fatica fatta per riordinare, non vorrai mica ricominciare tutto da capo, vero?!?

La cosa migliore che puoi fare per risolvere (o comunque minimizzare) il problema del disordine è quello di agire sui tuoi eventuali acquisti impulsivi.

Ecco un po’ di indicazioni da tenere a mente...

Spesso comperiamo oggetti non tanto perché ci servano davvero, ma per avere una piccola gratificazione, una scarica di dopamina che ci faccia stare bene al momento (basta notare il successo di piattaforme come Amazon durante i lockdown!).

Prova a notare se ti capita di cadere spesso nella trappola degli acquisti impulsivi.

In questo caso, ti consiglio di prendere coscienza di che cosa c’è dietro il desiderio di fare acquisti:

  • Insoddisfazione?
  • Noia?
  • Rabbia?
  • Preoccupazione?
  • Solitudine?

Indaga, cerca di capire cosa fa scattare il desiderio di accumulare nuovi oggetti e trova delle soluzioni alternative per prenderti cura di quell'emozione.

Qualche spunto? A seconda del tipo di stimolo: attività fisica, meditazione, riposo, lettura, un pomeriggio con gli amici, un passatempo artistico, sono ottime alternative.

    E se l'idea del decluttering mi fa venire l'ansia?

    Punto primo, non preoccuparti: sono molte le persone che si trovano in difficoltà all'idea di dover rimettere in ordine i propri spazi e la propria vita.

    Ognuno di noi ne conosce una... magari da moooolto vicino.

    I motivi sono vari.

    In primis, a bloccarci potrebbe essere un forte legame affettivo con gli oggetti di cui ci circondiamo, a cui spesso si unisce la paura di pentirsi di aver buttato qualcosa.

    Alla base di questo timore c'è naturalmente qualcosa di più profondo, ovvero... la paura di cambiare e di non avere più il controllo della nostra vita.

    Mantenere e accumulare oggetti è un forma di evitamento che mettiamo in atto per non fare i conti con quelle che potrebbero essere le conseguenze di un cambio di vita radicale (ogni cambiamento, anche il più positivo, ha un prezzo).

    Ecco allora alcuni consigli finali (e molto concreti) per un decluttering graduale che ti permetta di gestire al meglio questo cambiamento:

    • 1 oggetto. Se noti che fai resistenza ad iniziare il tuo decluttering, prendi un impegno più semplice: liberati di un solo oggetto al giorno (ma fallo ogni giorno). Se pensi sia troppo poco, una via di mezzo potrebbe essere quella di dedicare 15 minuti al giorno al decluttering.
    • 20 euro. Sempre per chi teme di pentirsi delle pulizie, un'altra strategia interessante è quella di partire dagli oggetti di minor valore, diciamo oggetti che al massimo ti sono costati 20 euro.
    • Geometrica. Altra strategia molto efficace per un decluttering graduale è quella della crescita geometrica (o esponenziale). Per un intero mese procedi come segue: il primo giorno liberati di un oggetto, il secondo di due, il terzo di tre e così via. Ehi, è un modo per rendere il decluttering più divertente e meno ansiogeno, magari non serve neanche arrivare a liberarti di 30 oggetti in un solo giorno a fine mese. Buon senso, sempre buon senso 😉
    • 90-90. L'ultima strategia fantasiosa di decluttering che voglio proporti è quella nota come 90-90. In questo caso devi semplicemente concentrarti sugli oggetti che non hai usato da 90 giorni e che non pensi di usare nei prossimi 90 giorni. Questi saranno i primi a lasciare i tuoi spazi e la tua vita!

    Bene, mi auguro davvero che userai questo articolo premium come una guida per fare ordine fuori e dentro di te.

    Fammi sapere nei commenti se hai messo in opera alcuni di questi consigli e vuoi condividere altre tecniche di decluttering con la community dei +Efficaci.

    A presto.

    Andrea Giuliodori.

    [post_title] => Il magico potere del decluttering [post_excerpt] => La vita che vivi non ti soddisfa? Cambiala. Il decluttering ti insegna a selezionare ed eliminare per mettere ordine fuori e dentro di te. [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => open [post_password] => [post_name] => decluttering [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2021-10-29 10:19:41 [post_modified_gmt] => 2021-10-29 08:19:41 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => https://www.efficacemente.com/?p=27919 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 6 [filter] => raw ) [2] => WP_Post Object ( [ID] => 19030 [post_author] => 3 [post_date] => 2017-01-16 01:10:07 [post_date_gmt] => 2017-01-16 00:10:07 [post_content] => "Sono sempre stanca", "Sono stanco e stufo di tutto", "Ho una stanchezza cronica": se ultimamente hai pronunciato queste frasi sempre più spesso probabilmente è perché stai gestendo male le 4 dimensioni chiave della tua energia. In questo articolo ti spiegherò quali sono e come puoi ritrovare la tua energia perduta.  
    "Fa male quando qualcuno ti ferisce con parole come...  ‏«Sveglia! Devi alzarti!»"

    Anonimo.

    Sveglia all'alba, ora sacra, #sfida90901, tecnica del pomodoro: negli ultimi anni ti ho proposto decine di strategie di efficacia e crescita personale.

    Tutte queste tecniche hanno però un "piccolo" difetto in comune: non servono ad una beneamata cippa fritta se sei sempre stanco e afflitto da una spossatezza cronica.

    Possiamo fare tutti i buoni propositi di questo mondo. Possiamo definire i nostri obiettivi seguendo alla lettera i consigli degli esperti. Possiamo adottare i migliori sistemi di gestione del tempo.

    ...ma se non impariamo a gestire la nostra energia, sarà tutto inutile.

    Per questo motivo ho deciso di dedicare il primo articolo di quest'anno proprio al tema dell'energia personale.

    Nello specifico voglio parlarti delle 4 dimensioni dell'energia, modello proposto nel libro "The Power of Full Engagement", scritto dal Dr. James E. Loehr e Tony Schwartz.

    Conoscere questo modello e mettere in pratica i consigli concreti che ti indicherò nei diversi paragrafi, ti aiuterà finalmente a sbarazzarti della tua stanchezza cronica e a ritrovare quelle risorse di cui hai bisogno per realizzare i tuoi obiettivi più ambiziosi.

    Iniziamo però facendo chiarezza su alcuni principi fondamentali legati al concetto di energia personale.

    I 3 principi fondamentali dell'energia personale

    1. Non è il tempo, ma la nostra energia personale la risorsa più importante per realizzare i nostri obiettivi.

    Smettila quindi di ragionare in termini di gestione del tempo e focalizzati piuttosto sulla gestione dell'energia.

    1. Ogni tuo pensiero, emozione o azione ha un impatto sui tuoi livelli di energia personale.

    Impara a massimizzare quei pensieri, quelle emozioni e quelle azioni che accrescono la tua energia e a minimizzare quei pensieri, quelle emozioni e quelle azioni che ti drenano energia.

    1. La capacità della nostra "batteria" personale si espande nel momento in cui alterniamo costantemente periodi di lavoro (o studio) intensi a periodi di recupero profondo.

    Questo approccio si chiama tecnicamente stress-recovery routine.

    Ecco, se sei sempre stanco scommetto che invece di alternare momenti di focus intenso a momenti di relax totale, vivi piuttosto in un perenne stato di "occupazione distratta": sempre attaccato all'email, ai social, allo smartphone.

    Insomma... non lavori mai veramente e non ti riposi mai veramente. Fuochino?

    -

    Bene, chiariti questi 3 principi fondamentali, vediamo ora le 4 dimensioni dell'energia che devi imparare a gestire EfficaceMente per smetterla di sentirti sempre stanco e stufo.

    Sei sempre stanco perché... non hai abbastanza energia fisica

    stanco-fisicamente

    'mazza André, non l'avrei mai detto! Sei veramente un genio del crimine! Sono stanco perché... non ho energia fisica: che dire, WOW! -.-"

    Naturalmente la stanchezza fisica è il primo imputato quando ci sentiamo senza energie. Banale.

    E questa stanchezza del corpo è generalmente legata a:

    1. Un'alimentazione errata.
    2. Il poco sonno.
    3. L'insufficiente allenamento fisico.

    Banale. Tutto molto banale.

    Mi spieghi allora perché continui a mangiare a cazzo, ad andare a dormire tardi per sfregare il telefonino e a tenere il culo piantato sul divano?!

    Così, tanto per farti una domanda... banale.

    La verità è che quando siamo stanchi tendiamo a ripetere i comportamenti (errati) a noi più familiari.

    Insomma è un cane che si morde la coda: più siamo stanchi, più decisioni sbagliate prendiamo; più decisioni sbagliate prendiamo, più siamo stanchi.

    Non solo: su alimentazione, sonno e allenamento fisico esistono valangate di informazioni, spesso contraddittorie tra loro, e quando il nostro cervello riceve troppi stimoli, tende a "chiudere la saracinesca".

    Ecco allora che diventa fondamentale saper selezionare le fonti, approfondirle e mettere poi in pratica i suggerimenti più adatti alle nostre specifiche esigenze.

    Voglio allora concludere questo paragrafo dicendoti che parlo approfonditamente di alimentazione, sonno e allenamento fisico nel nuovo progetto formativo sviluppato con il dott. Nicola Triglione: Crea Energia – Eleva la tua energia alle stelle con il metodo A.ST.R.A.

    Al momento le iscrizioni al video-corso-avanzato sono chiuse, ma se ti iscriverai alla lista di attesa, ti invieremo tutte le novità sul corso e sulla prossima riapertura delle iscrizioni.  

    SCOPRI CREA ENERGIA 》

      Ma vediamo la seconda dimensione dell'energia che devi curare per evitare la stanchezza...

    Sei sempre stanco perché... hai un'energia emotiva di pessima qualità

    stanco-stress

    Immagina di mangiare bene, dormire a sufficienza e allenarti costantemente. Immagina però di vivere anche un periodo della tua vita contraddistinto da: paura, frustrazione, rabbia o magari depressione.

    Ti sentiresti super-energico o ancora una volta stanco e stufo di tutto?

    L'energia fisica è il carburante di base, ma se non curiamo attentamente anche la nostra energia emotiva, siamo fottuti.

    Nello specifico esistono due modi per migliorare la qualità della nostra energia emotiva:

    1. Coltivare quotidianamente emozioni positive come: divertimento, senso di avventura, relax e gratitudine (ti ho linkato uno stratagemma pratico per farlo).

    Il secondo metodo invece è un po' contro-intuitivo, ma riuscire a padroneggiarlo ti darà un potere immenso...

    1. Dare un nuovo significato alle emozioni negative, nello specifico, imparare ad interpretare diversamente lo stress.

    Su questo ultimo punto voglio riproporti il TED Talk di Kelly McGonigal. I lettori storici di EfficaceMente lo conoscono molto bene. Che tu l'abbia visto o meno, te ne consiglio caldamente la visione ;-)

    http://www.ted.com/talks/kelly_mcgonigal_how_to_make_stress_your_friend?language=it

    Sei sempre stanco perché... la tua energia mentale è offuscata

    stanco-distratto

    Ogni giorno un utente di Facebook si sveglia e sa che non deve accendere lo smartphone. Ogni giorno un programmatore di Facebook si sveglia e sa che deve trovare il modo per far accendere lo smartphone ai suoi utenti. Non importa che tu sia un utente o un programmatore... tanto accenderai lo smartphone.

    Non molti se ne stanno accorgendo ed anche se se ne sono accorti, ne sottovalutano le conseguenze; eppure vivere perennemente connessi, alla mercé dell'ennesima notifica, sta letteralmente distruggendo la nostra energia mentale.

    ...e questo perpetuo stato di distrazione ci rende stanchi, demotivati, incapaci di realizzare qualcosa di grandioso nella nostra vita.

    Come liberarsi dalla nebbia mentale e ritrovare focus ed energia? Ecco alcuni suggerimenti pratici:

    Sei sempre stanco perché... la tua energia spirituale è inaridita

    stanco-inaridito

    Scommetto che leggendo la parola "spirituale" hai subito pensato ad angeli, santini, monaci buddisti alla ricerca del Nirvana e così via.

    In realtà, in questo contesto, il termine energia spirituale ha un significato molto più prosaico e indica semplicemente quell'energia che deriva dal perseguire cause, progetti e sogni che ci appassionano profondamente.

    Se in questo periodo sei particolarmente stanco, e questa tua fiacca cronica non è legata direttamente a nessuna delle 3 dimensioni che abbiamo già visto, con tutta probabilità sei giù di tono perché quello che stai facendo non ti appassiona veramente.

    Qui tutti "teniamo famiglia" e a volte la vita è fatta anche di periodi in cui per sopravvivere dobbiamo fare cose che ci rompono le palle, ma questo non significa che dobbiamo arrenderci e lasciarci andare alla deriva.

    "Lo scopo della nostra vita è avere una vita che abbia uno scopo."

    Purtroppo non ricordo di chi sia questa citazione e pur essendo un tantino tautologica, in realtà mette in evidenza qualcosa di importante: se non abbiamo una direzione nella nostra vita, diventa davvero difficile alzarsi ogni mattina col pepe al culo.

    Purtroppo, formule magiche per trovare il proprio scopo non ne esistono. Esistono però alcune strategie pratiche per aiutarci a fare chiarezza. Eccole:

    • Individua i valori per te più importanti nella vita e pensa a progetti, stili di vita e sogni che siano quanto più allineati con questi valori. Se può esserti utile, trovi una lista di valori (che non ha nessuna pretesa di essere completa) in questo articolo.
    • Trova le costanti della tua vita. Individua cioè quegli hobbies, quelle tematiche e quelle passioni di cui sei da sempre innamorato. Se le hai tralasciate ultimamente, riprenderle in mano ti aiuterà ad innalzare la tua energia spirituale.
    • Tieni a mente l'opzione multipotenziale. Il concetto di multipotenzialità ha avuto molto successo negli ultimi anni e i cazzari di mezzo mondo se ne sono subito innamorati. In realtà i veri multipotenziali sono una ristretta minoranza, ma questo non significa che tu non possa effettivamente essere uno di questi.

    Conclusioni

    Mi auguro che questo articolo ti guidi come una buona bussola alla ricerca della soluzione più adatta a quella che è la causa specifica della tua stanchezza.

    Ecco i punti chiave che vorrei tenessi a mente:

    • Se sei stanco non è perché stai gestendo male il tuo tempo, ma perché stai gestendo male la tua energia.
    • Non sottovalutare quello che pensi, che provi e che fai, perché ogni pensiero, ogni emozione e ogni azione ha un impatto sui tuoi livelli di energia.
    • Se vuoi aumentare la capacità della tua "batteria" di energia personale impara ad alternare periodi di lavoro e studio super-focalizzati a periodi di ozio completo (no cazzeggio).
    • Infine impara a gestire le 4 dimensioni della tua energia personale, nello specifico:
      • aumenta la tua energia fisica migliorando alimentazione, sonno e allenamento fisico.
      • migliora la qualità della tua energia emotiva coltivando quotidianamente emozioni positive e imparando ad interpretare diversamente quelle negative.
      • rendi più cristallina la tua energia mentale eliminando le distrazioni e migliorando il tuo focus.
      • riaccendi la tua energia spirituale investendo tempo ed energie in progetti che siano in linea con i tuoi valori.

    Bene, direi che per questa settimana è tutto.

    Mi auguro sinceramente che questo primo articolo dell'anno ti sia piaciuto. Fammelo sapere nei commenti e usa pure quei bei pulsantini social per condividerlo con i tuoi contatti: è uno dei modi migliori per dirmi grazie, se apprezzi i contenuti gratuiti di EfficaceMente :)

    Al prossimo articolo,

    Andrea.

    [post_title] => Sei sempre STANCO? Le 4 forme di energia che devi imparare a gestire [post_excerpt] => "Sono sempre stanca", "Sono stanco e stufo di tutto", "Ho una stanchezza cronica": se ultimamente hai pronunciato queste frasi sempre più spesso probabilmente è perché stai gestendo male le 4 dimensioni chiave della tua energia. In questo articolo ti spiegherò quali sono e come puoi ritrovare la tua energia perduta. [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => open [post_password] => [post_name] => stanco [to_ping] => [pinged] => http://www.efficacemente.com/2015/01/tecnica-del-pomodoro/ http://www.efficacemente.com/2010/07/come-trovare-lo-scopo-della-tua-vita/ http://www.efficacemente.com/mente/come-meditare/ http://www.efficacemente.com/crescita-personale/come-trovare-lo-scopo-della-tua-vita/ [post_modified] => 2021-09-28 20:05:34 [post_modified_gmt] => 2021-09-28 18:05:34 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => http://www.efficacemente.com/?p=19030 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 80 [filter] => raw ) [3] => WP_Post Object ( [ID] => 13665 [post_author] => 3 [post_date] => 2014-09-15 01:10:08 [post_date_gmt] => 2014-09-15 00:10:08 [post_content] => Alzi la mano chi non si è mai fatto delle gran seghe mentali! In questo articolo vedremo le 3 peggiori e come liberartene.
    "Il pensiero è come un coltello: ti ci puoi imburrare il pane oppure tagliartici la gola."

    G.C.Giacobbe.

    Ricordo ancora quel giorno alla Feltrinelli di Bologna quando mi sono ritrovato tra le mani questo libricino dal titolo strambo: Come smettere di farsi le seghe mentali e godersi la vita. L'autore, Giulio Cesare Giacobbe, è una personalità poliedrica: filosofo, esperto del rinascimento, psicoterapeuta, profondo conoscitore delle discipline orientali, ma soprattutto uno scrittore "sui generis". C'è chi ama e c'è chi odia il suo stile, personalmente ho sempre apprezzato il tono colloquiale, ironico e a tratti umoristico con cui Giulio Cesare Giacobbe tratta tematiche psicologiche anche complesse. Mentirei inoltre se ti dicessi che la lettura dei suoi testi non ha influenzato lo stile con cui parlo di Crescita Personale proprio qui su EfficaceMente.

    Ok, la parentesi storico-nostalgica l'abbiamo fatta, è tempo di tornare all'argomento di questo articolo: le famigerate seghe mentali. Forse l'espressione non è delle più eleganti e ti sconsiglio di utilizzarla nel caso in cui dovessi essere invitato per un tè dalla Regina Elisabetta II, ma senza dubbio rende l'idea. Le seghe mentali non sono altro che quei pensieri indesiderati che ci intasano la testa e di cui vorremmo liberarci o in qualche modo zittire.

    In un recente post abbiamo visto come sbarazzarci delle preoccupazioni (un ottimo esempio di seghe mentali) utilizzando il famoso albero dei guai. Nell'articolo di oggi vorrei invece parlarti di 3 seghe mentali assai diffuse e pericolose, ma soprattutto vorrei darti degli spunti pratici per affrontare EfficaceMente questi pensieri indesiderati. Vie' co' me che mo' ti spieco!

    Sega mentale #1: rimuginare su ciò che non puoi controllare

    "Se un problema puoi risolverlo, non preoccuparti. Se un problema non puoi risolverlo, non preoccuparti."

    Lao Tzu.

    Ripensando all'estate 2014 qui in Italia non so se siano stati più i millimetri d'acqua caduti a terra o i post su Facebook che ne parlavano. Dedichiamo un ammontare pressoché imbarazzante di tempo ed energie mentali a fatti ed eventi su cui abbiamo un controllo scarso o nullo: le condizioni climatiche, la politica nazionale ed internazionale, gli andamenti macroeconomici, l'ultimo taglio di capelli di Paris Hilton. Tutti questi pensieri sono un perfetto esempio della prima tipologia di seghe mentali di cui voglio parlarti: il pensare continuamente a ciò su cui non abbiamo controllo.

    Ogni volta che ci focalizziamo su questi pensieri di fatto cediamo il nostro potere personale, permettendo all'insicurezza di prendere il timone della nostra vita. Per liberarti di questa categoria di seghe mentali devi prendere consapevolezza delle 3 sfere del controllo.

    Le 3 sfere del controllo

    Ho appreso per la prima volta il concetto di sfere del controllo nel libro "The 7 Habits of Highly Effective People" di Stephen Covey. In realtà il modello che ti proporrò è un tantino diverso, ma il succo del discorso non cambia. Come mostrato nel grafico qui sotto, possiamo individuare 3 sfere del controllo:

    le 3 sfere del controllo

    Le 3 sfere sono dunque:

    1. La sfera di interesse. Raccoglie al suo interno tutto ciò per cui hai un qualche interesse o preoccupazione, ma su cui hai zero controllo, o comunque un controllo limitato.
    2. La sfera di influenza. Include tutto ciò e tutti coloro su cui puoi avere un impatto diretto, ma comunque non puoi controllare al 100%.
    3. La sfera di controllo. Comprende ciò su cui hai pieno controllo, ovvero: le tue decisioni e le conseguenti azioni.

    Tutti i pensieri che riguardano temi al di fuori della tua sfera di controllo e della tua sfera di influenza sono seghe mentali. Per liberartene devi essenzialmente spostare la tua attenzione dalla sfera esterna a quelle più interne. Questo lo si ottiene:

    • Focalizzandoti sulla tua sfera del controllo. Se la tua mente è concentrata ad elaborare mille seghe mentali legate al clima, all'economia o alla politica non avrà il tempo materiale per focalizzarsi sulle uniche due cose che impattano direttamente sulla qualità della tua vita: le decisioni che prendi e le azioni che compi. Occhio, qui non stiamo parlando di massimi sistemi, ma delle decine di piccole scelte ed attività che caratterizzano la tua giornata: l'ora in cui ti svegli, quello che mangi, il lavoro che fai (o che decidi di procrastinare) e così via. Più attenzione dedichi alle decisioni e alle azioni quotidiane e meno linfa metti a disposizione alle seghe mentali. Non solo. Focalizzarti su ciò che puoi controllare ti aiuterà anche ad aumentare la tua autostima grazie al rafforzamento del tuo Locus of Control interno.
    • Lavorando costantemente sulla tua sfera di influenza. A differenza di quello che ti raccontano i vari para-guru tu non sei l'artefice del tuo destino, o almeno non lo sei al 100%. Come abbiamo visto, le uniche cose su cui abbiamo davvero controllo sono le nostre decisioni e le nostre azioni: non puoi avere il controllo completo sul tuo voto d'esame, su quella promozione in ufficio, sulla tua salute, sulle tue relazioni o sulle tue finanze. Accettare la possibilità che nonostante i tuoi sforzi qualcosa possa andare storto, ti libererà da molte ed inutili seghe mentali. L'accettazione però non corrisponde alla resa: sii proattivo, ovvero fai in modo che le tue decisioni e le tue azioni contribuiscano continuamente ad aumentare le probabilità di ottenere un determinato risultato nell'ambito della tua sfera di influenza. Vuoi migliorare la tua salute? Vuoi fare soldi? Vuoi avere relazioni appaganti? Utilizza la tua sfera di controllo per lavorare di continuo su questi obiettivi.
    • Ignorando tutto il resto. Ignorare la sfera di interesse non significa essere egoisti o indifferenti rispetto a ciò che accade nel mondo: è l'esatto contrario. Nel momento in cui decidiamo deliberatamente di ignorare ciò che non possiamo cambiare, ci assumiamo anche la responsabilità di fare tutto quanto è in nostro potere per dare un contributo positivo alla società. Come abbiamo visto ad esempio nel precedente post, non puoi far nulla per modificare le dinamiche dell'economia globale, ma puoi fare molto per modificare le dinamiche della tua economia personale, creando qualcosa di valore per chi ti segue.
    "Concedimi la serenità di accettare le cose che non posso cambiare, il coraggio per cambiare quelle che posso e la saggezza per riconoscerne la differenza."

    R.Niebuhr.

    Passiamo ora alla seconda categoria di seghe mentali.

    Sega mentale #2: scervellarsi su ciò che non hai

    Hai presente la tua connessione ADSL che ti fa invocare i numi tutelari ogni volta che cerchi di guardare un film in streaming?! Ecco, anche il tuo cervello ha una larghezza di banda limitata. Questo significa che puoi concentrarti solo su un numero finito di informazioni e per farlo la tua mente conscia "cancella" automaticamente tutte le altre informazioni a cui hai deciso di non prestare attenzione. Non mi credi? Prova a fare questo semplice test sulla concentrazione. Se conosci il trucco è banale, eppure ti garantisco che 8 lettori su 10, al primo tentativo, rimangono completamente spiazzati.

    Se la nostra mente funziona in questo modo, cosa credi che accada nel momento in cui la intasiamo di pensieri legati a ciò che non abbiamo?

    Pensare continuamente a quello che è assente nella nostra vita è una delle seghe mentali più pericolose in assoluto, perché ci priva del piacere di godere di ciò che nella nostra vita c'è e di cui dovremmo essere grati. Possiamo però contrattaccare questi pensieri indesiderati con le loro stesse armi. Ponendo deliberatamente la nostra attenzione su ciò che è già presente nella nostra vita, ciò per cui possiamo essere grati, automaticamente togliamo spazio alle seghe mentali. Se vuoi approfondire questa tematica ti consiglio questo post dedicato al potere della gratitudine.

    Concludiamo con l'ultima tipologia di film mentali.

    Sega mentale #3: ripensare al passato e preoccuparti del futuro

    "Per smettere di farsi le seghe mentali occorre rivolgere la propria attenzione a ciò che si sta facendo, a ciò che succede, al mondo che si ha intorno."

    G.C.Giacobbe.

    Una delle caratteristiche chiave delle seghe mentali è quella di essere ancorate o al passato o al futuro. Se siamo totalmente concentrati sul momento presente, le seghe mentali semplicemente si sciolgono come neve al sole. Sì André, ma in concreto che devo fare?!

    • Le seghe mentali sul passato prendono il nome di rimpianti. Quando siamo dominati dai rimpianti non facciamo altro che rivivere nella nostra testa una scelta sbagliata del passato. Per liberarci di questi pensieri dolorosi è di fondamentale importanza comprendere le lezioni che essi racchiudono. I rimpianti hanno infatti una funzione psicologica fondamentale: servono a ricordarci di non commettere gli stessi errori. Per affrontare questa specifica tipologia di seghe mentali dobbiamo porci questa domanda: "che lezione posso trarre oggi dall'errore che ho fatto ieri, in modo da non commetterne di nuovi domani?". Questa semplice domanda è strutturata in modo tale da spostare l'attenzione dal passato al presente e al futuro. Prova ad utilizzarla e fammi sapere come va.
    • Le seghe mentali sul futuro prendono il nome di preoccupazioni. Già all'inizio di questo post ti ho suggerito di affrontare le preoccupazioni utilizzando l'albero dei guai. Se sei assillato dalle preoccupazioni, ti suggerisco però di creare un momento di rottura facendo ricorso allo stratagemma di Bruce Lee: prendi un foglio di carta, fai una lista di tutto ciò che ti preoccupa, accartoccia il foglio di carta e... dagli fuoco. Mi raccomando, cautela! Sia mai che diventi responsabile di qualche migliaio di incendi in giro per l'Italia!

    In questo post abbiamo trattato molti aspetti, prima di salutarti vorrei però condividere con te una riflessione conclusiva: mi auguro che leggere l'articolo del lunedì di EfficaceMente sia diventata per te una buona abitudine. Leggere però non basta: se non metti in pratica anche solo una piccola tecnica di quelle che ti suggerisco, tutte queste parole rischiano di essere nient'altro che... seghe mentali e, come abbiamo visto, già ne abbiamo abbastanza che ci frullano in testa.

    A proposito: come sta andando con la #sfida90901? Fammelo sapere nei commenti, o come stanno facendo alcuni lettori, utilizza l'hashtag #sfida90901 quando posti i tuoi progressi sui tuoi canali social. Ci leggiamo la prossima settimana.

    Andrea Giuliodori.

    Dipinto di Fulvio Martini.

    [post_title] => Le 3 seghe mentali che devi smettere di farti (subito) [post_excerpt] => Chi prima, chi poi, tutti noi ci siamo ritrovati a farci delle seghe mentali. Ce ne sono di benefiche e di malefiche, quelle di cui parlo in questo articolo sono in assoluto le 3 peggiori che devi smettere immediatamente di farti. Buona lettura. [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => open [post_password] => [post_name] => seghe-mentali [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2021-10-21 10:21:46 [post_modified_gmt] => 2021-10-21 08:21:46 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => http://www.efficacemente.com/?p=13665 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 93 [filter] => raw ) [4] => WP_Post Object ( [ID] => 13502 [post_author] => 3 [post_date] => 2014-08-11 01:10:19 [post_date_gmt] => 2014-08-11 00:10:19 [post_content] => Le preoccupazioni spesso ci opprimono e riescono a rovinare anche quei momenti di relax che ci siamo conquistati con tanta fatica. In questo post troverai suggerimenti pratici per liberartene.  

    Immagina la scena: sei in vacanza, il sole accarezza la tua pelle, tutti intorno a te sembrano divertirsi, eppure la tua mente è un disco rotto che non fa altro che girare a vuoto attorno a mille preoccupazioni.

    Forse è per via dell'ultima sessione di esami andata a farsi friggere (a proposito, per ricominciare al meglio l'anno accademico leggi questo post), magari è per colpa dei soldi che non sono mai abbastanza o del lavoro che, quando c'è, non fa altro che generarti stress. Poco importa, ognuno di noi sembra coltivare con particolare dedizione il proprio "orto" di preoccupazioni.

    Come possiamo liberarci da questi virus mentali? Come possiamo imparare a crearci una barriera su cui ansia, stress e preoccupazioni si schiantino prima ancora di intaccare la nostra quiete interiore? Come possiamo sbarazzarci una volta e per tutte delle preoccupazioni?

    Prima di fornirti delle strategie pratiche anti-preoccupite, lascia che ti racconti una storiella che ho ricevuto recentemente via email...

    L'albero dei guai

    "Liberati delle preoccupazioni come ti liberi dei vestiti prima di andare a letto."

    Napoleone Bonaparte.

    Qualche anno fa assunsi un carpentiere per restaurare una vecchia casa colonica. Ricordo in particolare modo una sua giornata molto difficile: aveva appena finito un turno massacrante ed il geometra gli aveva fatto perdere un'altra ora di lavoro, quello stesso giorno la sua sega elettrica aveva smesso di funzionare e, ciliegina sulla torta, il suo furgone malandato si era rifiutato di partire quando finalmente era pronto per tornare a casa (e chi è questo... sfiga-man?!).

    Decisi allora di riaccompagnarlo con la mia auto. Sedeva al mio fianco, in un silenzio di pietra. Quando arrivammo mi invitò ad entrare per conoscere la sua famiglia. Mentre camminava verso la porta di casa sua, si fermò brevemente vicino ad un piccolo albero e toccò le punte dei rami con entrambe le mani.

    Quando aprì la porta la sua faccia abbronzata sorrise felice: sembrava un uomo completamente diverso. Strinse in un tenero abbraccio i suoi due piccoli bambini e diede un bacio a sua moglie. La serata trascorse tranquilla tra chiacchiere e risate.

    Più tardi il carpentiere mi riaccompagnò alla macchina. Passammo nuovamente vicino all'albero e non riuscii a trattenere la mia curiosità. "Cosa ha di speciale quell'albero? Un minuto prima di entrare in casa sembravi immerso nelle tue preoccupazioni e subito dopo eri un altro uomo".

    "Oh, quello è il mio albero dei guai" replicò. "Io so che non posso evitare i guai e le preoccupazioni al lavoro, ma una cosa è certa, non sta scritto da nessuna parte che debba portarmi questo macigno a casa e condividerlo con mia moglie ed i miei bambini. Così io prendo i miei guai e li appendo all’albero ogni sera quando torno a casa. Poi la mattina li riprendo di nuovo. La cosa divertente è che" il carpentiere sorrise "quando esco la mattina per riprenderli, ne trovo sempre meno di quelli che ricordo di aver appeso la sera prima" e poi, con sguardo complice concluse "deve esserci qualche animale che se li porta via: ma non credo metterò trappole".

    Quella sera imparai anche io ad appendere le mie preoccupazioni all'albero dei guai.

    3 strategie pratiche per sconfiggere le preoccupazioni

    "Le preoccupazioni permettono anche alle piccole cose di proiettare lunghe ombre"

    Proverbio svedese.

    Ti è piaciuta la storiella? Trovo che le metafore e lo storytelling siano degli strumenti molto efficaci per parlare di Crescita Personale, ma non sono sufficienti. Fin dal primo post di EfficaceMente ho sempre cercato di fornirti delle strategie pratiche: tecniche da mettere in atto immediatamente e di cui poter testare concretamente i risultati. Eccotene 3 per liberarti dalla preoccupazioni:

    1. Il rituale. L'albero dei guai, di cui si parla nella storiella, è un ottimo esempio di rituale anti-preoccupazioni. Ne esistono molti altri: l'attore Bruce Lee ad esempio utilizzava una "lista delle preoccupazioni" (ti consiglio di leggere questo post per scoprire cosa ne faceva poi di questa lista). Il messaggio chiave che vorrei trasmetterti è che se non vuoi soccombere di fronte alle tue preoccupazioni devi necessariamente crearti un rituale quotidiano che ti consenta di farle scivolare via. Il mio? Almeno 10 minuti di meditazione mindfulness ogni sera prima di coricarmi: questa abitudine mi consente ogni volta di riportare il tempestoso "mare" mentale ad uno stato di quiete. Consigliata.
    2. L'esercizio mnemonico. Un altro modo per liberarsi dalle preoccupazioni è quello di metterle nella giusta prospettiva. Ti propongo allora un piccolo esercizio mnemonico: rilassati e cerca di ricordare ciò di cui eri preoccupato esattamente 365 giorni fa (l'anno scorso). Cavoli, se queste preoccupazioni erano così importanti, non puoi averle dimenticate nell'arco di soli 12 mesi, giusto?! Su, fai un altro piccolo sforzo: cos'è che ti tormentava l'anno scorso, in questa data? Niente, non riesci proprio a ricordare?! Ecco: tra un anno non ricorderai nemmeno ciò che ti sta stressando così tanto in questo momento. Se poi non ricordi nemmeno cosa hai mangiato questa mattina a colazione, ti consiglio questi esercizi per la memoria ;-)
    3. L'appuntamento. Mi sono riservato per ultima una delle tecniche più potenti in assoluto per liberarsi dall'ansia: l'appuntamento con le preoccupazioni, strategia testata tra l'altro da alcuni ricercatori della Penn State University in uno studio del 2011. Se non fai altro che essere preoccupato 24 ore su 24, è arrivato il momento di fissare un "appuntamento" con le tue preoccupazioni: ogni giorno, per 2 settimane, riservati 30 minuti (alla stessa ora e possibilmente nello stesso luogo) per pensare deliberatamente alle tue preoccupazioni. In questo lasso di tempo dovrai pensare esclusivamente a ciò che ti preoccupa e non dovrai far nulla per sminuirne la portata, anzi. Ingigantisci queste preoccupazioni, fino a renderle quasi... "grottesche". Portare avanti questa attività per 30 minuti filati non è semplice, ma dovrai sforzarti di ricreare le peggiori fantasie fin quando il tuo "appuntamento" non sarà terminato. Se durante il giorno ti ritroverai casualmente a ripensare ai tuoi guai, prendine nota per iscritto e procrastina deliberatamente le tue preoccupazioni al prossimo appuntamento. Ps. se le tue continue preoccupazioni e la tua ansia si sono acutizzate, trasformandosi in veri e propri attacchi di panico, ti ho già spiegato qual è la mia posizione e cosa devi fare in questo articolo.

    Prima di salutarti voglio lasciarti con una delle mie citazioni preferite sul tema delle preoccupazioni, una citazione che mi ha fatto sempre riflettere sull'inutilità di questi tarli mentali:

    "Le preoccupazioni sono come un tapis roulant: ti stancano, ma non ti portano da nessuna parte."

    J. Picoult.

    Che ne dici? Forse è arrivato il momento di scendere dal tapis roulant e cominciare a correre sul serio verso i tuoi obiettivi.

    Buona settimana.

    Andrea Giuliodori.

    [post_title] => Come liberarti dalle preoccupazioni: l'albero dei guai [post_excerpt] => Sei attanagliato dalle preoccupazioni? Non riesci a goderti i tuo agognati momenti di relax? E' arrivato il momento di liberartene. In questo post troverai una storiella molto interessante intitolata "l'albero dei guai" e 3 tecniche pratiche per ritrovare la tranquillità. [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => open [post_password] => [post_name] => preoccupazioni [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2021-10-28 14:54:34 [post_modified_gmt] => 2021-10-28 12:54:34 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => http://www.efficacemente.com/?p=13502 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 42 [filter] => raw ) ) [post_count] => 5 [current_post] => -1 [in_the_loop] => [post] => WP_Post Object ( [ID] => 28767 [post_author] => 3 [post_date] => 2021-11-25 21:11:28 [post_date_gmt] => 2021-11-25 20:11:28 [post_content] =>

    Ti vedo. E soprattutto ti sento.

    Stai aprendo questo articolo abbandonato sulla sedia della tua scrivania, con la testa pesante, una gran voglia di niente e contemporaneamente il pensiero ossessivo di tutte le cose da fare che ti dà un filo d’angoscia e non ti permette di concentrarti.

    Fuochino?!

    Già.

    Siamo esseri umani perennemente stressati, perennemente connessi, perennemente confusi da un mare di stimoli diversi, e, quindi, perennemente e profondamente stanchi.

    Ma stanchi dentro.

    Tant’è vero che quasi ogni volta che parlo con una persona, a prescindere da età, lavoro e condizione personale, a un certo punto salta fuori la questione del:

    “Se solo fossi meno stanco…”

    Ed è qui che arriva questo nuovo articolo dedicato ai +Efficaci sul "come riposare" EfficaceMente.

    Perché non è vero che basta mangiare bene e dormire a sufficienza per sentirsi riposati.

    Esistono infatti ben quattro tipologie di riposo di cui tutti noi abbiamo bisogno per rigenerarci davvero:

    1. Il riposo fisico.
    2. Il riposo mentale.
    3. Il riposo relazionale.
    4. Il riposo emotivo.

    Partiamo dal riposo fisico, quello più scontato... o forse no?

    Riposo fisico: no, non è solo questione di buon sonno

    Certo, se fai le ore piccole ogni santa notte, fumi come una ciminiera, non ti muovi se non per spostarti dal letto al divano, e mangi la qualunque, non mi sorprenderei, fossi in te, se non sprizzi proprio di energie!

    Ma, ahimè, anche chi cura molto la propria alimentazione, fa una buona attività fisica e dorme almeno 7 ore a notte molto spesso si sente scarico fisicamente.

    La spiegazione sta nel fatto che ci sono due tipi importanti di riposo fisico: uno passivo e uno attivo.

    Il riposo passivo

    Per riposo passivo si intende quello più classico, cioè tutti i momenti in cui lasciamo che il nostro corpo recuperi le forze “spegnendosi”: il sonno notturno, i pisolini, gli attimi in cui ci stendiamo, chiudiamo gli occhi e, anche se non dormiamo a tutti gli effetti, ci permettiamo un rilassamento profondo.

    Ripassa questo articolo: ci troverai dei consigli per rendere il tuo sonno più efficace.

    Il riposo attivo

    Il riposo fisico attivo invece è un’altra cosa. Ma è altrettanto importante.

    Sotto questo nome rientrano le attività che ti rigenerano mentre le eserciti.

    Dei buoni esempi sono lo yoga, gli esercizi di respirazione, lo stretching, il massaggio terapeutico.

    O anche una camminata in mezzo alla natura, una nuotata o un giro in bicicletta.

    Si tratta di attività "dolci", non impegnative, che, migliorando la flessibilità del nostro corpo e agendo sulla circolazione sanguigna, ci faranno sentire più ritemprati e sereni.

    E a proposito di riposo fisico e movimento, per chi invece è un maniaco del fitness, è importante non dimenticare il recupero post-allenamento.

    Se esageri con la quantità di attività sportiva senza mai dare al tuo corpo il tempo di recuperare, puoi andare incontro a una situazione di fatica e stanchezza cronica – oltre ad annullare i benefici dei tuoi work-out.

    Ormai lo sanno anche i bambini dell'asilo: i nostri muscoli si sviluppano proprio nei giorni di recupero.

    Passiamo ora a vedere un altro importantissimo tipo di riposo, ovvero quello mentale.

    Riposo mentale. Come imparare a rilassare davvero la tua mente

    Quando senti qualcuno dire che tutto parte dalla nostra testa, sappi che nel 90% dei casi ha ragione.

    La stanchezza mentale ti può far sentire uno straccio per settimane di fila.

    E non parlo solo di difficoltà di concentrazione, poca memoria e irritabilità.

    La stanchezza mentale si ripercuote immediatamente sul fisico, diventando mancanza di energia fisica, insonnia o fatica a prendere sonno, lentezza nel recupero dopo una malattia di stagione e via dicendo.

    Per questo è fondamentale trovare il modo di ristorarci in maniera costante anche a livello mentale.

    Ecco 5 consigli per rilassare la tua mente, espressi in altrettante parole chiave di facile memorizzazione (tanto per non affaticare la tua mente)

    1) Pause

    La prima attenzione che ti consiglio di avere è semplice ma estremamente efficace.

    Fai pause con regolarità mentre lavori.

    Chi utilizza la tecnica del pomodoro ha già sperimentato quanto possa essere efficace alternare momenti di massimo focus a brevi pause rigeneranti. Se ancora non la conosci, qui trovi tutti i dettagli su questa fantastica strategia di gestione del tempo.

    E se il tuo lavoro non ti permette di programmare pause con precisione, ogni tot minuti, organizzati in maniera tale da staccare completamente i pensieri da quello che fai per un po’, appena puoi.

    L’importante è il "completamente".

    Se rimani sempre ancorato a quello che stai facendo, ti ritroverai a distrarti sempre di più e a saltellare come un grillo dal report che devi consegnare a Instagram: ecco, questo è un pessimo modo di rilassarti, anzi, non ti aiuta a rilassarti affatto.

    2) Taccuini

    Un ottimo compagno di viaggio per assicurarti di non stressare troppo la mente è un taccuino da portare nella giacca.

    Quando ti viene un’idea ma non è il momento per svilupparla, quando rischi di dimenticarti degli impegni importanti, quando senti che si affastellano diversi pensieri, prendi il taccuino e scrivici sopra quello che ti viene in mente.

    Così avrai la tranquillità di aver messo al sicuro un’informazione importante e potrai liberare la mente per la cosa che devi fare in quel momento.

    Se non vuoi portare in giro un nuovo oggetto che potresti perdere, puoi usare anche una nota sul tuo smartphone.

    Personalmente io ho creato una nota intitolata "Next" (prossime cose da fare), sincronizzata su tutti i miei dispositivi.

    Ogni volta che mi viene in mente un'idea o un'attività da fare, la scrivo immediatamente dentro questa nota, anche se sono le due di notte e ho avuto questa idea durante una "pausa bagno notturna" (la scrivo sull'iPod che tengo in camera: niente smartphone quando dormo).

    Un'altra semplice regola che mi sono dato per sfruttare al meglio i benefici del taccuino (digitale nel mio caso) è quella di "svuotare" la nota Next entro la sera del giorno successivo, inserendo le varie attività a calendario o comunque chiudendo tutti gli eventuali "open loop" (espressione che ben conoscono i corsisti di Crea Tempo).

    3) Non-sense

    Da quando prendiamo in mano il cellulare alla mattina, per la nostra mente comincia un autentico bombardamento sensoriale. Veniamo invasi di immagini, colori, suoni, luci, parole e sollecitazioni di ogni tipo.

    E la cosa prosegue mentre lavoriamo.

    Naturale che già dopo quattro ore di una vita simile la nostra povera mente dia forfait.

    Perché è vero che come esseri umani siamo abituati ad adattarci a tutto, ma dopo l’ennesimo "video che non puoi assolutamente non vedere", anche la mente del nativo digitale che più digitale non si può, in realtà alza bandiera bianca.

    Ecco perché ti consiglio di regalare al tuo cervello dei momenti di calma, dieta mediatica e deprivazione sensoriale.

    Qualche esempio?

    • A metà giornata chiudi gli occhi e tienili così per due minuti.
    • Quando ti metti in macchina, non accendere subito la radio, non ascoltare musica, notiziari, podcast. Apri il finestrino e respira un po’ d’aria.
    • Fai una passeggiata in silenzio.
    • Quando mangi non guardare il telefono o una serie. Goditi appieno il tuo pasto.
    • A fine giornata scollega i dispositivi elettronici entro una certa ora.

    4) Bellezza

    È scientificamente provato: la bellezza ci fa bene.

    Che si tratti di un quadro, di un paesaggio naturale particolarmente intenso, di determinati colori o forme, tutto quello che la natura o l’arte ci offrono ha un profondo effetto rigenerante sulla nostra mente.

    In pratica:

    1. Troviamo nuove idee.
    2. Diventiamo più flessibili.
    3. Ci vengono in mente in maniera immediata le soluzioni ai problemi.
    4. Aumenta il nostro entusiasmo e la nostra energia propositiva.

    Pensa semplicemente a quante buone ispirazioni ti vengono quando cammini in mezzo alla natura o stai guardando un bel film e a quanto la tua fantasia si "rattrappisca" invece se ti trovi in uno di quegli uffici spogli e grigi, fatti di spazi tutti uguali.

    5) Piante

    Ricollegandoci al discorso precedente, abbiamo capito che la natura ha un effetto rigenerante sulla nostra mente e sulle nostre capacità creative.

    Quando, per ovvi motivi, non puoi evadere fisicamente, puoi comunque assicurarti la tua dose di verde in questi modi:

    • Sistemando la scrivania vicino a una finestra.
    • Aggiungendo una o più piante nel luogo dove lavori.
    • Utilizzando il colore verde, stampe a tema vegetale per gli oggetti che ti circondano (cartelline, quaderni, salvaschermo del computer).

    Passiamo ora a veder il riposo relazionale. Una tipologia di riposo meno conosciuta, ma altrettanto essenziale.

    Riposo relazionale. Mantieni il tuo equilibrio con gli altri

    Tutti abbiamo provato la sensazione di esaurimento che ci danno alcune persone (stai pensando proprio a quella persona, eh?!).

    Dopo essere stati in loro compagnia ci ritroviamo più stanchi che se avessimo fatto una riunione di tre ore.

    Di solito sono:

    • Gli ipercritici.
    • Quelli per cui non fai o non sei mai abbastanza.
    • I perennemente negativi.
    • I lamentosi.
    • Gli invidiosi.
    • Gli ossessivi.

    L’ideale sarebbe non avere a che fare con persone di questo tipo, perché ti succhiano letteralmente le energie.

    Ma sono realista e so che spesso, purtroppo, alcuni di questi personaggi devono far parte delle persone con cui ti relazioni.

    Se si tratta di persone importanti della tua vita che non puoi escludere, il mio consiglio è quello, per lo meno, di compensare i rapporti che hai con loro con persone che invece siano positive per te.

    Persone che condividono i tuoi interessi, che ti stimano e ti sostengono, che siano attive, propositive e felici.

    E, soprattutto se ci tieni, metti in conto di fare presente alle persone che ti esauriscono il loro atteggiamento negativo.

    Esprimiti con tatto ma con decisione: farai bene anche a loro.

    Perché le relazioni sociali dovrebbero ristorarci a vicenda, non esaurirci.

    E questo ci porta alla quarta e ultima tipologia di riposo...

    Riposo emozionale. Prenditi cura delle tue emozioni

    Se ti senti solo, invisibile anche se non ti mancano i contatti sociali, e se in certi giorni le tue emozioni negative prendono il sopravvento, è segno che hai bisogno di un meritato riposo emotivo.

    Altri sintomi?

    • Mancanza di motivazione,
    • Difficoltà a stare concentrato,
    • Senso di astrazione dalle situazioni,
    • Ipersensibilità.

    Queste sensazioni sono tipiche delle persone tanto gentili e disponibili verso il mondo esterno quanto sorde ai propri bisogni, gusti e stati emotivi.

    A lungo andare, mettere da parte le tue necessità e far finta di niente è pericoloso: ti condanna non solo a una condizione di vita statica e insoddisfacente ma anche a una vera sofferenza emotiva.

    Reprimere le proprie emozioni negative ha lo stesso effetto.

    Quello che devi fare è trovare il modo per assicurarti un giusto riposo emotivo, perché, attenzione: è facile che dalla stanchezza emotiva derivi anche quella fisica.

    Ecco alcuni consigli per sentirti meglio:

    1. Metti dei paletti. Se essere così disponibile e altruista ti ha portato a scaricarti, vuol dire che hai superato il tuo limite personale. All’ennesima richiesta rispondi semplicemente di no.
    2. Concentrati su quello che ti piace. Anche se pensi sia inutile/infantile/egoista. Accontentare i tuoi bisogni ti restituirà l’energia che spendi nel mondo.
    3. Dai sfogo alle emozioni. Puoi parlare con una persona di cui ti fidi, scrivere quello che senti, fare attività fisica, scrivere un commento qui sotto ;)
    4. Soprattutto quando ti senti ignorato e provi un senso di profonda, intima, solitudine, pensa che fai parte di qualcosa di enorme, tanto da dare le vertigini. Se te la senti, prega, o medita, o semplicemente alimenta dentro di te quel senso di appartenenza e scopo che ristorerà il tuo spirito. E di conseguenza anche le tue emozioni.

    Bene, mi auguro che questo nuovo articolo di approfondimento premium ti sia stato utile.

    Ora sono curioso... da dove inizierai la tua rigenerazione? Dal riposo fisico, mentale, relazionale o emotivo?

    A presto.

    Andrea Giuliodori.

    [post_title] => Come riposare: le 4 tipologie di riposo di cui tutti noi abbiamo bisogno [post_excerpt] => Come riposare per sentirsi davvero pieni di energia? Abbiamo bisogno di 4 tipi di riposo. Li scopriamo in questo articolo. [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => open [post_password] => [post_name] => come-riposare [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2021-11-26 19:00:14 [post_modified_gmt] => 2021-11-26 18:00:14 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => https://www.efficacemente.com/?p=28767 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 8 [filter] => raw ) [comment_count] => 0 [current_comment] => -1 [found_posts] => 23 [max_num_pages] => 5 [max_num_comment_pages] => 0 [is_single] => [is_preview] => [is_page] => [is_archive] => 1 [is_date] => [is_year] => [is_month] => [is_day] => [is_time] => [is_author] => [is_category] => 1 [is_tag] => [is_tax] => [is_search] => [is_feed] => [is_comment_feed] => [is_trackback] => [is_home] => [is_privacy_policy] => [is_404] => [is_embed] => [is_paged] => [is_admin] => [is_attachment] => [is_singular] => [is_robots] => [is_favicon] => [is_posts_page] => [is_post_type_archive] => [query_vars_hash:WP_Query:private] => 1d68d9773aaff3b85b104762a9ea9f78 [query_vars_changed:WP_Query:private] => [thumbnails_cached] => [stopwords:WP_Query:private] => [compat_fields:WP_Query:private] => Array ( [0] => query_vars_hash [1] => query_vars_changed ) [compat_methods:WP_Query:private] => Array ( [0] => init_query_flags [1] => parse_tax_query ) )
    +Efficace Benessere
    +Efficace Benessere

    Come riposare: le 4 tipologie di riposo di cui tutti noi abbiamo bisogno

    Come riposare per sentirsi davvero pieni di energia? Abbiamo bisogno di 4 tipi di riposo. Li scopriamo in questo articolo.

    8
    9 min
    8
    9 min
    +Efficace Benessere
    +Efficace Benessere

    Il magico potere del decluttering

    La vita che vivi non ti soddisfa? Cambiala. Il decluttering ti insegna a selezionare ed eliminare per mettere ordine fuori e dentro di te.

    6
    10 min
    6
    10 min
    Benessere
    Benessere

    Sei sempre STANCO? Le 4 forme di energia che devi imparare a gestire

    "Sono sempre stanca", "Sono stanco e stufo di tutto", "Ho una stanchezza cronica": se ultimamente hai pronunciato queste frasi sempre più spesso probabilmente è perché stai gestendo male le 4 dimensioni chiave della tua energia. In questo articolo ti spiegherò quali sono e come puoi ritrovare la tua energia perduta.

    80
    8 min
    80
    8 min
    Benessere
    Benessere

    Le 3 seghe mentali che devi smettere di farti (subito)

    Chi prima, chi poi, tutti noi ci siamo ritrovati a farci delle seghe mentali. Ce ne sono di benefiche e di malefiche, quelle di cui parlo in questo articolo sono in assoluto le 3 peggiori che devi smettere immediatamente di farti. Buona lettura.

    93
    7 min
    93
    7 min
    Benessere
    Benessere

    Come liberarti dalle preoccupazioni: l’albero dei guai

    Sei attanagliato dalle preoccupazioni? Non riesci a goderti i tuo agognati momenti di relax? E' arrivato il momento di liberartene. In questo post troverai una storiella molto interessante intitolata "l'albero dei guai" e 3 tecniche pratiche per ritrovare la tranquillità.

    42
    4 min
    42
    4 min
    Loading...
    Loading...
    Loading...
    Loading...