Ecco i migliori articoli di EfficaceMente sullo Studio.

Lo studio rappresenta una parte importante dei nostri primi 25 anni di vita. O almeno questo è quello che pensiamo (e che alcuni sperano :-D ).

La verità è che non dovremmo mai smettere di studiare. Nella società moderna infatti ha successo chi è in grado di apprendere continuamente nuove competenze.

Per farlo in maniera efficace, serve però un metodo di studio.

Nel corso degli anni ho condiviso su EfficaceMente decine di strategie per studiare meglio e più rapidamente che hanno aiutato centinaia di migliaia di studenti di ogni età ad affrontare le proprie sfide educative.

Tra gli argomenti che troverai trattati negli articoli qui di seguito ci sono: lettura veloce, apprendimento rapido, tecniche di memoria, studio dell’inglese etc.

Ho anche creato un corso avanzato dedicato agli studenti universitari, che si intitola Studia meno, Studia meglio.

Se vuoi finalmente dare una svolta al tuo modo di studiare, questo è il posto giusto da dove partire.

“Vorrei vivere per studiare e non studiare per vivere.”

Francis Bacon.

Articoli di EfficaceMente sullo Studio:

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                    [post_content] => Vuoi scoprire come studiare bene e velocemente? Sei arrivato nel posto giusto.

In questo articolo troverai alcune delle migliori strategie per imparare a studiare meglio e portare a casa quegli agognati 30 e lode.

A volte vengo contattato da studenti universitari che mi chiedono come studiare meglio e più rapidamente.

No, ho mentito: quello che mi chiedono davvero è qualche trucchetto per studiare male e senza perderci troppo tempo!

Certo non sono così diretti e spudorati, ma la sostanza non cambia:

"Andrea, tra 3 giorni ho un esame universitario e devo memorizzare 1.600 pagine, come posso fare: il tuo metodo di studio può aiutarmi?!"

No cocco mio, il mio metodo per studiare non può aiutarti.

Se ti sei grattato la uallera finora, non può aiutarti neanche San Gennaro!

Studiare bene e velocemente richiede impegno

"Non amo studiare. Odio studiare. Amo apprendere. Apprendere è meraviglioso."

Natalie Portman.

Inutile girarci intorno, se vuoi ridurre drasticamente le tue ore di studio non puoi continuare ad affrontare l'università "à la cazz di can". 

Studiare velocemente significa innanzitutto aumentare in modo vertiginoso la qualità delle (poche) ore che trascorrerai sui libri.

Diciamocelo, leggere svogliatamente un capitolo rispondendo nel frattempo ai messaggi di WhatsApp, Facebook o dei piccioni viaggiatori è molto più comodo del doversi concentrare unicamente sui propri libri di testo.

Ripetere meccanicamente una definizione con l'entusiasmo di un bradipo nano delle Ande è molto più facile del dover riflettere su quanto si sta studiando.

Evidenziare indiscriminatamente l'intero paragrafo come farebbe un imbianchino fatto di LSD è molto più banale del dover sottolineare unicamente i concetti chiave.

Studiare bene e velocemente richiede impegno.

Se stavi cercando metodi per studiare più velocemente con qualche soluzione fast-food per i tuoi problemi, mi spiace ma sei nel posto sbagliato: per le pillole magiche o le promesse sensazionalistiche, devi provare il secondo blog a destra.

Se al contrario hai finalmente deciso di impegnarti per dare una raddrizzata al tuo percorso universitario e capire una volta per tutte come si studia in maniera efficace, continua a leggere.

In questo articolo scoprirai 5 tecniche di studio infallibili:  
 

Come studiare bene e velocemente con la pre-lettura

Se i tuoi esami universitari prevedono tomi da 500, 800 o addirittura 1.000 pagine, riuscire a raddoppiare o triplicare la tua velocità di lettura ti consentirebbe di risparmiare parecchie ore di studio.

Il problema è che c'è molta confusione (e molte leggende metropolitane) su cosa sia davvero la lettura veloce e su come si possano studiare tante pagine in poco tempo.

Per quella che è la mia esperienza, raggiungere le 600-800 parole al minuto (un lettore medio arriva a 200-250 pam), con il 100% di comprensione del testo, richiede innanzitutto tanta, ma davvero tanta, pratica.

Per iniziare puoi partire da queste 3 tecniche di lettura veloce (nel post linkato trovi anche una nuova applicazione per divorare gli articoli online).

Non è il caso però di scoraggiarsi.

Esistono infatti strategie di lettura veloce che ti aiuteranno a migliorare la qualità (e la rapidità) del tuo studio fin dalla loro prima applicazione: sto parlando della pre-lettura.

Ecco come funziona:

  • Ancora prima di iniziare a studiare, cerca di familiarizzare con il libro di testo (o con gli appunti del libro):
    • Leggi rapidamente l'indice del capitolo.
    • Sfoglia le pagine del capitolo cercando semplicemente di prendere dimestichezza con la struttura delle sezioni.
    • Leggi i titoli delle sezioni principali e il primo e l'ultimo paragrafo di ogni sezione (max 2-3 righe di testo).
  • Poniti poi queste 2 semplici domande:
    • Quali sono i concetti chiave che voglio apprendere grazie a questo capitolo? (se hai letto l'indice e le sezioni principali, ti saranno abbastanza chiari).
    • Questo capitolo è fondamentale per la mia preparazione, oppure no? (questa domanda ti aiuta a fare chiarezza sul livello di dettaglio con cui dovrai studiare).

That's it.

Inizialmente potresti considerare la pre-lettura un'inutile perdita di tempo: in realtà ti porterà via al massimo 5-7 minuti per ogni capitolo, ma applicandola costantemente scoprirai come il tuo studio diverrà molto più scorrevole arrivando a farti risparmiare più di 1 ora del tuo tempo, ma soprattutto sarai in grado di assorbire i diversi concetti con maggiore facilità, sfruttando ad esempio il principio della Piramide dello Studio.

Vediamo ora la tecnica #2:

Come studiare meno e meglio grazie alla tecnica sniper

Tecnica di studio sniperI tiratori scelti (i cosiddetti sniper) e i gamers di mezzo mondo, utilizzano spesso l'espressione:

"One shot, one kill. No luck, just skill."

Che tradotto significa: "Un colpo, un bersaglio. Niente fortuna, solo abilità" (tu, giocatore di CoD, smetti di galvanizzarti! ;-).

Citazioni belliche a parte, c'è un atteggiamento mentale che ti sta costando fin troppe ore di studio: la convinzione che per essere davvero preparato devi leggere e ripetere meccanicamente il tuo materiale di studio fino alla nausea. Si tratta di una cavalfiorata!

In uno dei contenuti bonus della mia guida APP - Autostima Passo Passo ho inserito un semplice test che dimostra come la nostra autostima (quello che crediamo di noi stessi) possa influenzare profondamente le nostre capacità di studio.

Non fraintendermi, non ti sto suggerendo di diventare un pallone gonfiato per eccellere all'università.

Il messaggio che vorrei trasmetterti è che devi iniziare a fidarti delle tue abilità mentali.

Registrare le lezioni del Prof., scrivere riassuntini ultra-dettagliati o ripetere a pappagallo il materiale di studio fino allo sfinimento, sono tutte strategie di studio fallimentari.

La ragione è molto semplice: più "stampelle mentali" fornisci al tuo cervello e più il tuo cervello si impigrisce.

La nostra mente è infatti uno degli strumenti più efficienti inventati dalla natura, questo significa che non è disposta a sprecare attenzione, memoria o energia a meno che non sia assolutamente indispensabile.

In fondo, perché dovrebbe ricordare una definizione al primo colpo se l'abbiamo abituata ad avere altre 178 occasioni per memorizzarla?!

Questo comportamento è legato in parte al famoso effetto Zeigarnik: il tuo cervello si dimentica automaticamente di qualcosa a meno che non abbia un motivo davvero importante per ricordarlo.

Se continui ad utilizzare degli "aiutini", la tua mente non saprà mai come apprendere e come memorizzare velocemente.

Ok André, ho capito: cosa devo fare per stimolare la mia memoria e "tenerla sulle spine"?!

Chiediti... con quanta attenzione leggeresti il capitolo del tuo libro di testo se avessi un'unica possibilità irripetibile di visionare quel materiale?

Intendiamoci bene, non ha senso estremizzare.

Probabilmente una sola lettura non ti sarà sufficiente, anche se la pre-lettura ti aiuterà molto in questo senso, ma se vuoi imparare a studiare bene e velocemente devi adottare la filosofia "One shot. One kill".

Le tue risorse mentali sono preziose, ogni volta che ti siedi di fronte ad un libro di testo devi farlo come se fosse per te l'unica occasione per apprendere quello che stai studiando.

Elimina le distrazioni, assumi l'atteggiamento dello sniper ed inizia ogni sessione utilizzando una di queste 5 tecniche di concentrazione.

Potrebbero interessarti: Come studiare storia

Come imparare in fretta con le mappe concettuali

Se vuoi davvero apprendere come studiare bene e velocemente devi stamparti a fuoco in fronte che la rielaborazione è la fase cruciale dello studio.

Senza rielaborazione non c'è vero apprendimento e senza apprendimento la memorizzazione diventa un'attività meccanica, alquanto inutile e dispendiosa.

Tra i migliori strumenti di rielaborazione vi sono senza dubbio le mappe concettuali.

La tecnica di studio delle mappe mi è stata insegnata per la prima volta alle scuole medie, dal mio insegnante di musica.

Da allora sono state le mie fedeli compagne di studio riuscendo a farmi studiare senza ripetere troppe volte.

Se non le hai mai utilizzate puoi trovare indicazioni semplici e pratiche per capire come studiare più velocemente con le mappe concettuali in questo post.

Come ripetere seguendo la regola della scuola materna

Oggi voglio però parlarti di un'altra strategia di rielaborazione estremamente efficace e che può essere utilizzata sia prima di redigere le tue mappe, sia in fase di ripetizione: la regola della scuola materna.

"Non hai veramente capito qualcosa fino a quando non sei in grado di spiegarlo a tua nonna."

A. Einstein.

Se solo metà delle citazioni attribuite ad Einstein fossero vere, il Fisico tedesco doveva saperla davvero lunga.

Continuare a ripetere meccanicamente un paragrafo nella speranza che rimanga "appiccicato" alla tua memoria, come una pallina da tennis lanciata contro un muro, è un'impresa vana.

Per apprendere (e memorizzare) un concetto devi essere in grado di rielaborarlo a parole tue. Meglio ancora: devi essere in grado di spiegarlo ad un bambino della scuola materna (o alla nonna di Einstein).

L'idea di fondo è quella di riuscire a ridurre un concetto complesso ai suoi minimi termini, comprendere insomma quali sono gli ingredienti essenziali e come interagiscono tra loro: questo vale per una formula di chimica, come per un teorema di matematica, per un principio giuridico, come per un concetto medico.

Per applicare nella pratica la regola della scuola materna, ti consiglio di utilizzare le similitudini.

Secondo il dizionario della lingua italiana:

"Una similitudine è una figura retorica che consiste nell'instaurare un paragone, un rapporto di somiglianza fra due cose o concetti."

Utilizzando in modo appropriato le similitudini per rielaborare ciò che studi, riuscirai a collegare concetti nuovi ad idee a te familiari, ovvero idee che hai già appreso in passato e le cui strutture neurali sono ben consolidate nel tuo cervello.

Sfruttare questa figura retorica per studiare nuovi concetti è un po' come andare a vivere all'estero e trovare finalmente un ristorante che cucini il tuo piatto preferito: ti senti un po' più vicino a casa e ciò che ti sembrava fino a quel momento alieno, inizia a sembrarti più familiare.

(Indovina un po'?! Ho appena utilizzato una similitudine...).

Come ricordare ciò che studi con la tecnica dei loci di Cicerone

Cicerone, il più grande oratore della storia antica imparava i suoi celebri discorsi a memoria. Difficile da credere, vero? Eppure, il suo metodo è ancora oggi una delle mnemotecniche più note ed efficaci per schematizzare ed imparare in poco tempo concetti e nozioni, e ricordarli in un ordine ben preciso. Ti sei mai chiesto, ad esempio, perché quando si parla spesso utilizziamo espressioni come “in primo luogo” o “in ultima instanza”? Bene, queste erano espressioni usate dallo stesso Cicerone per memorizzare in fretta i suoi pensieri con la tecnica dei loci, anche detta Palazzo della Memoria. Luoghi, stanze, palazzi. Ma che c’entrano con le infallibili tecniche di studio di cui stiamo parlando in questo articolo? C’entrano, eccome. Vediamo in che modo. Cicerone scriveva nel paragrafo XXXIV del “De Oratore”, che nell’esercizio di imparare a memoria
“non mi dispiace affatto che voi usiate, (...) anche codesto metodo che (...) cerca di legare la memoria a immagini e luoghi determinati”.
La mnemotecnica di Cicerone consiste, quindi, nel trasformare ogni concetto e nozione che vuoi memorizzare, ad un’immagine. Per poi, associarla ad immagini di luoghi che per te sono familiari (stanze, strade, piazze o qualsiasi altro luogo ti pare). Il grande Cicerone, ad esempio, quando doveva ricordare le sue celebri orazioni, era solito assegnare ad ogni colonna dell’edificio in cui avrebbe parlato una parte del suo discorso che già era collegata ad un’immagine esistente nella sua memoria. In questo modo, al momento di parlare, avrebbe guardato in direzione di questa o quella colonna, per ricordare ciò che doveva pronunciare. Ora, a te sicuramente non servirà per proferire lunghe orazioni in senato come faceva Cicerone, ma ti potrebbe tornare utile per tenere a mente i concetti del tuo prossimo esame di giurisprudenza o se devi ricordare le formule per una verifica di matematica.

Fidati di me! Già dalla prossima sessione di studio che affronterai, inizia a mettere in pratica tutto quello che hai imparato con le tecniche di memoria presenti in questo articolo e vedrai che i risultati non tarderanno ad arrivare.

Studio efficace e rapido: risposta alle domande comuni

Molti utenti scrivono o lasciano commenti chiedendo consigli e trucchi per riuscire a passare un compito in classe, un’interrogazione o un esame universitario. Ecco alcune risposte alle domande più comuni:
  • Quale metodo mi consigli per studiare per una verifica? Sintetizza i concetti che hai appreso nelle settimane precedenti alla verifica con mappe o riassunti. Ma sforzati di creare anche dei collegamenti concettuali tra i vari argomenti, senza limitarti all’apprendimento mnemonico.
  • Credi che possa prepararmi in 3 giorni per un esame? Dipende. Dal tipo di esame, innanzitutto. Se speri di passare l’esame di diritto penale studiandolo in 72 ore, rischi una cocente bocciatura. Per esami più piccoli e semplici, in tre giorni potrebbe essere fattibile.
  • Queste strategie per tutte le materie e corsi di studio? Certo! Queste tecniche di memoria ti saranno utili per qualsiasi cosa tu intenda studiare, che sia matematica, storia,  filosofia, geografia o per la preparazione degli esami di medicina o giurisprudenza. Ma, è necessario che tu abbia un metodo di studio valido. Se ti manca quello, anche la più efficace tecnica di studio non ti aiuterebbe.

Consigli Finali

Per studiare bene devi eliminare ogni distrazione e seguire uno stile di vita equilibrato Prima di concludere questo nostro articolo sulle tecniche per studiare bene e più velocemente, vorrei lasciarti altri preziosi consigli per uno studio efficace e proficuo. Ma ricorda: è sempre l’organizzazione del tempo che dedichi allo studio ad essere fondamentale. Con una tabella di marcia precisa e tanta buona volontà, sarai in grado di raggiungere gli obiettivi di studio che ti sei prefissato. Ma, ecco quello che puoi fare in più:
10 consigli finali per studiare bene
  1. Eliminare ogni distrazione: metti lo smartphone in modalità aereo o spegnilo del tutto, così non avrai la tentazione di controllare notifiche e social;
  2. Leggi ad alta voce: come dimostra uno studio di MacLeod e Ozubko del 2010 secondo cui può "aiutare gli studenti ad apprendere più velocemente della lettura silenziosa".
  3. Prendi appunti a mano: scrivere a mano invece che col proprio computer (fonti: Mueller, Oppenheimer, 2014) aiuta ad elaborare, riformulare e fissare meglio le informazioni;
  4. Spiega l’argomento che studi a qualcuno che non lo conosce: usa parole semplici, così sarà più facile ricordarlo poi;
  5. Fai i riassunti: riassumendo in concetti elementari quello che hai appena sottolineato sarà molto più semplice riuscire a memorizzarli;
  6. Studia più argomenti al giorno: distribuisci più materie o argomenti durante la giornata, così il tuo cervello si allenerà ad apprendere e memorizzare meglio e più velocemente, dedicando ad esempio 1 ora a studiare fisica, 1 ora a filosofia e 1 a storia dell'arte;
  7. Crea un gruppo di studio: il lavoro in gruppo è sempre molto produttivo per l’apprendimento, purché ti scelga compagni di studio motivati nello studio quanto te;
  8. Fai pause regolarmente: staccare per un po’ dai libri migliora la produttività e aumenta la concentrazione;
  9. Scegli un ambiente di studio illuminato e areato, per facilitare la concentrazione;
  10. Non fare le ore piccole davanti ai libri: un sonno regolare aiuta ad essere più riposati al mattino.

Conclusione

Mi piacerebbe salutarti con un altro concetto davvero importantissimo: tutte le tecniche di miglioramento dello studio, di  memorizzazione e di lettura veloce che imparerai, potranno esserti estremamente utili durante tutto il tuo percorso accademico ma, senza un metodo chiaro e comprovato, difficilmente riuscirai a ottenere il cambiamento sostanziale che vorresti.

So a che stai pensando: “ Andrè, è da sempre che sento parlare di questo fantomatico metodo di studio ma, a dire il vero, mi sembra tutto un pò troppo fumoso…"

Non ti sto parlando di un metodo generale, ma di quel metodo calibrato sul tuo stile cognitivo!

“Come? Stile Cognitivo?

Proprio così, ognuno di noi ha le proprie predisposizioni e credere di poter imparare tutti nello stesso modo è a dir poco insensato.

Il primo passo per migliorare la qualità del tuo studio è quello di individuare il tuo stile cognitivo e, sulla base di questo, adottare poi le migliori tecniche di studio per te.

Se vuoi individuare il tuo stile cognitivo, le tecniche di studio più adatte a te e capire come sviluppare il tuo personale piano di apprendimento, ho preparato un test gratuito. Lo puoi completare in meno di 5 minuti cliccando il pulsante nel box qui sotto.

  Buon Test!  

Approfondimenti

Ecco un elenco di approfondimenti, risorse e app utili da consultare ed utilizzare, che ti aiuteranno a studiare meglio: [post_title] => Come studiare bene e velocemente: 5 strategie infallibili [post_excerpt] => Riuscire a studiare bene e velocemente può sembrare una contraddizione in termini. In realtà l'unico modo per studiare meno è quello di studiare meglio. In questo articolo leggerai 3 tecniche di studio che daranno la svolta al tuo percorso accademico. [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => open [post_password] => [post_name] => come-studiare-bene-e-velocemente [to_ping] => [pinged] => http://www.efficacemente.com/imparare-a-studiare/ http://www.efficacemente.com/2011/04/3-tecniche-di-lettura-veloce/ http://www.efficacemente.com/studio/mappe-concettuali-il-miglior-metodo-per-orientarsi-nello-studio/ [post_modified] => 2021-10-19 19:00:12 [post_modified_gmt] => 2021-10-19 17:00:12 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => http://www.efficacemente.com/?p=13352 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 80 [filter] => raw ) [1] => WP_Post Object ( [ID] => 10042 [post_author] => 3 [post_date] => 2013-11-18 01:10:43 [post_date_gmt] => 2013-11-18 00:10:43 [post_content] => Trovare la voglia di studiare non sempre è facile, ma con le giuste strategie potrai finalmente mettere a frutto le tue ore di studio.  

Ogni tanto mi diletto con la lettura a freddo: ti va di fare un esperimento insieme? Vediamo se riesco a leggerti la mente ;-)

Dunque... sono giorni che dovresti iniziare a studiare seriamente per gli esami universitari della tua prossima sessione, eppure stai lì a gingillarti.

Continui a prometterti che da "domani" diventerai uno studente modello, studierai millemila ore e completerai uno zilione di pagine di quel maledetto tomo.

Peccato che questo fantomatico "domani" è da 2 settimane che non ne vuole sapere di arrivare!

Insomma, per quanto tu possa continuare ad illuderti sul "domani", la verità è che appena apri quei maledetti libri la tua voglia di studiare svanisce come neve al sole... Beh, come sono andato? Fuochino?! :-)

Qualche mese fa ti ho parlato delle 3 paroline magiche che devi utilizzare quando sei demotivato. 

Nel post di oggi voglio invece parlarti di 5 strategie pensate specificatamente per farti ritrovare la voglia di studiare; ma prima di vederle, dobbiamo capire come mai la motivazione per lo studio ci abbandona sempre nel momento del bisogno...

 

Perché non hai voglia di studiare

Gli universitari sono i soggetti di studio preferiti dagli psicologi: molto probabilmente perché gli studiosi sono pigri ed esistono migliaia di "cavie" a due passi dai laboratori universitari.

Fatto sta che sono state condotte decine di studi legati alla scarsa motivazione e alla procrastinazione nello studio.

Molti di questi studi sono giunti alle stesse conclusioni; se non hai voglia di studiare è perché:

  1. La media dei tuoi ultimi esami somiglia in modo impressionante a delle temperature primaverili (18, 20, 19, 21, non pervenuto).
  2. Ti sono rimasti indietro così tanti esami universitari che hai deciso di aprire un mercatino dell'usato per le matricole: "ESAMI!!! Vendo esami d'annata: Anatomia, anno accademico '98-'99, come nuovo!"
  3. Nella partita a poker che stai giocando con la vita hai avuto alcune mani sfortunate che hanno distolto la tua attenzione dall'Università (un incidente, un lutto, etc.).
  4. Hai capito che vuoi diventare un domatore di tigri, o perlomeno hai obiettivi a breve termine che hanno reso il tuo percorso di studi irrilevante.
  5. Stai preparando esami difficili ed il fatto che il prof. delle superiori ti lasciasse leggere la Gazzetta dello Sport durante le lezioni, non si sta dimostrando di grande aiuto.
  6. Sei un cazzaro.

A parte l'ultima motivazione, le altre 5 cause sono state individuate attraverso vere e proprie indagini scientifiche; beh sì, forse gli studiosi di Harvard le hanno presentate in modo un tantino differente: sta a guarda' il capello :-D

Ma perché ti ho parlato delle cause? A te interessano le soluzioni, giusto?

Se in questo momento sei preso da problemi più gravi dell'esame di Analisi I (causa 3) o hai realizzato che per fare il domatore di tigri, non serve necessariamente una laurea in veterinaria (causa 4), non c'è tecnica o strategia che possa farti ritrovare la voglia di studiare.

Per tutti gli altri casi, le strategie che vedremo sono estremamente efficaci (soprattutto se sei un cazzaro). Pronto? Iniziamo dalla prima.

Think different (pensa differente)

Posso confidarti un segreto? Questi studiosi pomposi, con i loro dottorati e le loro ricerche asettiche in laboratorio, secondo me hanno cannato di brutto.

La vera causa #1 della demotivazione studentesca sono le seghe mentali! Ahhh, l'ho detto!

Secondo la dottoressa Sharon Melnick, autrice di Success Under Stress, ogni giorno abbiamo circa 60.000 pensieri a livello conscio.

Se ti sei appena chiesto: "che diamine è un pensiero a livello conscio?!" Ecco ne hai appena avuto uno. Il punto è che  ognuno di questi pensieri può avvicinarti o allontanarti dai tuoi obiettivi.

Il 99,9% dei pensieri di uno studente demotivato che deve preparare un esame universitario, sono seghe mentali: "non ce la posso fare", "è troppo difficile", "non ci capisco niente", "ho troppo poco tempo", "forse dovrei rimandare alla prossima sessione", "voglio tornare alle superiori, gnégnégné gnégnégné", devo andare avanti?

La regola #1 per ritrovare la voglia di studiare è pensare differente.

Devi sostituire in modo consapevole quelle 59.999 seghe mentali che hai al giorno, con pensieri efficaci: "posso farcela", "ho già superato in passato altri esami", "sto migliorando ogni giorno", "Andrea di EfficaceMente è un genio!". Ok, l'ultimo pensiero potrebbe essere un tentativo di innesto di idea stile Inception, ma direi che hai colto il messaggio.

“Siamo ciò che pensiamo. La nostra vita è il prodotto dei nostri pensieri.”

Buddha.

Studia per le giuste ragioni

Stai leggendo questo articolo perché vuoi la spinta necessaria per superare i tuoi esami, giusto? Sbagliato!

Se la tua motivazione allo studio si basa esclusivamente sul desiderio di "superare esami" o magari, ancora peggio, sulla volontà di fare contenti i tuoi genitori, non avrai mai sufficiente "benzina" per affrontare EfficaceMente il tuo percorso universitario.

Per ritrovare la voglia di studiare devi scavare più a fondo.

Smettila di studiare per gli esami e il voto finale: sono solo artifici creati per testare il tuo livello di preparazione. Studia per il sincero desiderio di apprendere nuove conoscenze e per una sana voglia di dimostrarti il migliore nel tuo campo.

Riscopri i tuoi sogni d'infanzia: magari oggi vedi l'esame di Diritto Privato come un ostacolo invalicabile, ma quando eri più piccolino sognavi di diventare il Perry Mason de noartri.

Detto tra noi, a me frega poco meno di niente del tuo sogno d'infanzia, ma a te dovrebbe interessare molto invece e questo è il momento giusto per rispolverarlo. Non studiare per il voto, studia per quel sogno, studia per te stesso.

Adotta la strategia "giardino Zen"

giardino ZenSono sempre rimasto affascinato dai giardini Zen. La loro semplicità mi trasmette un senso di quiete e benessere.

In un giardino Zen nessun elemento è di troppo: ogni singolo aspetto dell'ambiente è curato nei minimi dettagli, affinché l'osservatore possa immergersi nella contemplazione senza distrazioni.

L'ambiente in cui studi può influenzare molto il tuo grado di motivazione. Il computer accesso sulla pagina di Facebook, lo smartphone che continua a notificarti i messaggi di WhatsApp, la tv che parla in continuazione: tutti questi elementi inficiano la tua concentrazione, rendendo inefficaci e frustranti le tue sessioni di studio.

Quando inizi a studiare crea intorno a te il tuo personale giardino Zen: chiudi il computer (a meno che non sia indispensabile per lo studio), silenzia lo smartphone, spegni la TV.

Di fatto, il giardino Zen è un'ottima applicazione di quella strategia del vuoto di cui ti ho parlato qualche post fa.

Nel tuo ambiente di studio deve vigere una semplice regola: o studi, o non fai una beneamata cippa fritta, niente, nisba... vuoto assoluto. 0 distrazioni, 100% concentrazione.

Fai un programma di studio (e aggiungi il 34% di ore in più)

Spesso non abbiamo voglia di studiare perché siamo letteralmente sopraffatti dalla mole di materiale da preparare. Non sappiamo da dove iniziare e quindi... non iniziamo! Il mio consiglio è di affrontare ogni singolo esame partendo da un bel programma di studio.

Come si definisce un programma di studio efficace lo abbiamo già visto parlando di backward planning, quello che non ti ho mai detto è che un programma di studio può essere un'arma a doppio taglio: se fai un programma che prevede più ore di studio del necessario, ti ritrovi a perdere tempo inutilmente; al contrario se fai un programma troppo "compresso", rischi di non rispettarlo, generando inutili ansie e frustrazioni.

Che fare dunque per migliorare le tue capacità di pianificazione?

Questa settimana datti degli obiettivi di studio giornalieri, ad esempio: "studio 3 capitoli in 5 ore". Poi misura il tempo che impieghi effettivamente a studiare quei capitoli. Infine dividi il tempo impiegato con quello inizialmente preventivato: il numero che otterrai è il tuo personalissimo "errore di pianificazione".

Quando ero studente ho applicato questo semplice stratagemma e ho scoperto che su 100 ore di studio pianificate, quelle realmente impiegate per completare il materiale erano mediamente 134 ore: il 34% di ore in più.

Scoprire il mio errore di pianificazione mi ha aiutato a realizzare programmi di studio migliori, ma soprattutto programmi di studio che riuscivo a rispettare.

Utilizza la regola dei 12 pomodori

Ok, le cagatone psico-motivazionali-programmatorie le abbiamo viste: adesso è arrivato il momento di studiare sul serio.

Immagina di aver acquisito l'atteggiamento mentale giusto, di aver ritrovato le tue motivazioni più profonde, di esserti immerso nell'ambiente ideale e di aver fissato dei target di studio giornalieri ben precisi: e adesso?! E adesso si studia... un "pomodoro" alla volta.

Naturalmente sto facendo riferimento alla tecnica del pomodoro: suddividi le tue sessioni in intervalli di 25 minuti di studio e 5 minuti di pausa.

Perché proprio 25? Perché la nostra concentrazione tende inevitabilmente a deteriorarsi dopo 25-30 minuti. Ogni 4 pomodori prenditi una pausa più lunga (10-20 minuti).

Poniti un obiettivo di studio giornaliero di 12 pomodori, corrispondenti a circa 6 ore. That's it. Finiti i tuoi pomodori, stacca completamente: fatti una corsetta, vai in palestra, pratica un hobby; quello che preferisci, l'importante è che lasci al tuo cervello il tempo di far sedimentare quanto hai appreso durante la giornata.

Conclusioni

Mi auguro che applicando queste strategie tu possa davvero ritrovare la voglia di studiare. Se sono riuscito ad accendere anche solo una piccola scintilla, smettila di cazzeggiare e affronta quei tomi universitari a testa bassa.

Se poi la voglia ti è tornata, ma è il metodo di studio a mancarti, allora devi partire dall’individuazione del tuo stile cognitivo!

“Andrè, ma che novità è mai questa?”

Lascia che ti spieghi, la voglia di studiare è un fattore di estrema importanza ma, se non affiancata ad un metodo strutturato e comprovato, difficilmente ti basterà a raggiungere i tuoi obiettivi.

È un po' come avere un arma carica ma senza un bersaglio a cui sparare… Abbastanza inutile non credi?

Immagino che avrai sentito parlare di “metodo di studio” un numero infinito di volte ma, quello a cui mi riferisco io, è calibrato sul tuo personale stile cognitivo.

Siamo sempre stati portati a credere che lo studio sia un processo standard e che funzioni per tutti allo stesso modo, ma ti garantisco che non c’è nulla di più lontano dalla realtà.

Ognuno di noi ha un proprio stile cognitivo, ovvero un insieme di caratteristiche specifiche che influenzano in modo determinante le nostre modalità di apprendimento. Come potrai immaginare, in base allo stile di una persona, ci sono tecniche di studio estremamente efficaci mentre altre invece risulterebbero solo una perdita di tempo.

Se davvero vuoi migliorare la qualità del tuo studio allora devi iniziare con l'individuare il tuo stile cognitivo, le tecniche di studio più adatte a te e capire come sviluppare il tuo personale piano di apprendimento

Per aiutarti in questa fase ho preparato per te un test gratuito. Lo puoi completare in meno di 5 minuti cliccando il pulsante "FAI IL TEST" nel box qui sotto.

In bocca al lupo per il tuo Test! Andrea. [post_title] => Non hai voglia di studiare? Come puoi trovarla in 5 mosse [post_excerpt] => Trovare la voglia di studiare non sempre è facile, ma con le giuste strategie potrai finalmente mettere a frutto le tue ore di studio. [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => open [post_password] => [post_name] => voglia-di-studiare [to_ping] => [pinged] => http://www.efficacemente.com/gestione-tempo/time-management-3-tecniche-che-dovresti-provare/ http://www.efficacemente.com/mente/cold-reading/ http://www.efficacemente.com/motivazione/demotivato/ [post_modified] => 2021-10-19 20:37:53 [post_modified_gmt] => 2021-10-19 18:37:53 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => http://www.efficacemente.com/?p=10042 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 107 [filter] => raw ) [2] => WP_Post Object ( [ID] => 1248 [post_author] => 3 [post_date] => 2009-02-19 08:00:55 [post_date_gmt] => 2009-02-19 07:00:55 [post_content] => 3 tecniche di memoria per memorizzare centinaia di informazioni, in poco tempo ed in modo permanente.  

Una buona memoria può fare la differenza in molti contesti: a scuola, all’università, al lavoro.

Che lo vogliamo o meno, saper memorizzare velocemente ci tira spesso fuori dai guai. Come ti sentiresti se riuscissi a: preparare un esame universitario in pochi giorni? A memorizzare quel report di lavoro in una manciata di minuti? A ricordare il nome di tutti quelli che incontri? (e sai quanto questo può contare nelle relazioni interpersonali).

Come memorizzare?

Se sei riuscito a velocizzare la tua lettura, allora è arrivato il momento di avere più memoria, e per farlo esistono delle tecniche di memorizzazione molto efficaci.

Ecco 3 tecniche di memoria per ricordare + informazioni in - tempo e x sempre.

Memoria 2.0

Capisco Andrè che se non usi la parola “2.0” sul tuo blog, non sei abbastanza figo, ma… che cavolo c’entra il web 2.0 con le tecniche di memorizzazione?! Più di quanto potresti pensare.

Il nostro cervello è programmato per memorizzare ogni giorno milioni di informazioni, senza che noi ce ne rendiamo conto.

Questa memorizzazione è immediata (ca. un millisecondo) e permanente.

Ma allora perché non riesco a ricordare un ciuffolo?

Migliorare la propria memoria significa riuscire ad accedere meglio e più in fretta ai ricordi già presenti.

Sì, ma come?

Pensa al web 2.0: quale è stata una delle tecniche più efficaci per catalogare e ordinare milioni di file caricati dagli utenti sul web?

I tag (e più recentemente gli hashtag).

Brevi parole chiave da associare ad un’immagine, ad un articolo o ad un video per identificarlo nell’oceano internettiano.

Esiste una tecnica di memorizzazione che utilizza i cosiddetti “tag mentali”.

Ecco come funziona.

Ogni volta che devi memorizzare rapidamente nomi, date, numeri, fatti o concetti segui questa scaletta:

  • Crea un tag nella tua mente per identificare l’origine delle informazioni da ricordare. Ad esempio: “lezione del Prof. Rossi”.
  • Crea un’etichetta per identificare l’oggetto delle informazioni da ricordare. Se si tratta di una lezione di economia sulle cause della crisi economica, utilizza il tag “crisi economica” (che fantasia!).
  • Crea un’immagine buffa che associ il tag origine al tag oggetto. Nel nostro esempio, potresti pensare al prof. (Vasco) Rossi che dal palco inizia a cantare una “memorabile” canzone sull’andamento degli indici di borsa e la crisi economica. L'immagine buffa va a stimolare la cosiddetta memoria emotiva, particolarmente utile per ricordare velocemente.
  • Infine, crea un’immagine per identificare i concetti chiave da ricordare. Nella nostra storiella, potresti utilizzare i componenti del gruppo musicale, associando ad ognuno di essi una parola chiave: il chitarrista Luca Inflazione, il batterista Gianni Liquidità, etc. Direi che hai colto il punto.

E adesso prova a dimenticare la lezione del Prof. Rossi sulla crisi economica, se ci riesci!

Ma vediamo ora una seconda tecnica di memorizzazione molto potente: la tecnica della memoria immediata (già il nome ti stuzzica, eh?!).

 

Memoria immediata

A volte quello che conta è il fattore tempo.

Magari devi preparare il tuo esame universitario in pochi giorni, oppure devi ricordare delle informazioni importanti senza poterle scrivere o… vuoi semplicemente imparare a memoria il numero di quella ragazza conosciuta in discoteca e hai il cellulare scarico!!!

Insomma ci sono una marea di situazioni in cui sapere come memorizzare in fretta può davvero fare la differenza.

In questi casi puoi utilizzare la tecnica della “memoria immediata”.

Ecco i 5 passi per applicarla:

  • Credere. Convinci te stesso che ricorderai il materiale (è un po’ come premere il tasto rosso REC).
  • Volere. Desidera ricordare il materiale (questo rafforzerà la tua capacità mnemonica).
  • Visualizzare. Guarda o ripeti mentalmente il materiale una volta, in modo chiaro.
  • Comandare. Ordina al tuo cervello di ricordare il materiale (ti senti un emerito deficiente nel farlo? Ottimo: più è forte l’emozione che associ al ricordo, più facilmente lo recupererai).
  • Rivedere. Riguarda il materiale un’ultima volta.

Quali sono i 5 passi per applicare la tecnica della memoria immediata?!

Provala subito con questo articolo.

Se sei uno smemorato cronico e le tecniche di memorizzazione non ti bastano, iscriviti alla newsletter del Blog EfficaceMente per non dimenticare di leggere i nuovi articoli ;-)

Memoria permanente

Tuo nonno ricorda una poesia imparata alle elementari e tu hai scoperto ieri su Facebook come si chiamava il tuo compagno di banco delle superiori?

Ricordare un'informazione per anni non è poi così difficile, basta applicare una semplice tecnica di ripasso mentale.

Ottima se vuoi imparare come studiare per gli esami di maturità, dell’università, o per qualsiasi altra prova che ti capiterà nella vita:

  • Ogni 20 minuti di studio, fai un elenco dei punti che desideri ricordare e ripassali per 5 minuti.
  • Al termine della giornata (prima di andare a dormire), ripassa l’elenco dei punti chiave per 5 minuti.
  • Dopo 3 giorni, ripassa per l’ultima volta l’elenco dei punti chiave per 5 minuti.

Queste tecniche di memorizzazione sono state parte integrante del mio metodo di studio universitario; sono certo che, se saprai applicarle con dedizione, otterrai anche tu risultati sorprendenti.

One more thing...

Molti provano a venderti le tecniche di memorizzazione ed in generale i corsi su come memorizzare come la panacea di ogni male universitario.

Balle.

La mera memorizzazione è una delle strategie più inefficaci per studiare.

Un vero metodo di studio che si rispetti deve integrare tecniche di apprendimento rapido (come acquisisci le informazioni), mnemotecniche (come "immagazzini" le informazioni), e strategie per l'organizzazione dello studio (come prepari i tuoi esami).

Sul primo e l'ultimo punto, i vari para-guru della memorizzazione si perdono completamente.

Ti ritrovi così a spendere 1.000€ per un corso che ti insegna a memorizzare un mazzo di 52 carte (a proposito, si fa così), ma serve poco o nulla quando devi affrontare i tuoi esami universitari.

Durante i miei anni accademici ho realizzato e affinato un metodo di studio innovativo (il metodo Sm2) che mi ha consentito di preparare il doppio degli esami in metà del tempo, riuscendo così a laurearmi alla facoltà di Ingegneria in meno di 5 anni e col massimo dei voti.

Su richiesta di molti lettori di EfficaceMente, ho raccolto la mia esperienza pratica e le strategie di apprendimento, memorizzazione ed organizzazione dello studio in un corso digitale intitolato Studia meno, Studia meglio.

Ok, immagino che ora vorrai saperne di più e scoprire come questa guida possa rivoluzionare anche le tue capacità di studiare…

Ho indovinato?

Ti prometto che ti dirò tutto, ma prima è necessario percorrere uno step intermedio: scoprire il tuo stile cognitivo!

"Andrea, di che stai parlando?”

Lascia che ti spieghi. Siamo sempre stati portati a credere che lo studio sia un processo standard e che funzioni per tutti allo stesso modo.

Nulla di più sbagliato!

Ognuno di noi ha un proprio stile cognitivo, ovvero un insieme di caratteristiche specifiche che influenzano in modo determinante le nostre modalità di apprendimento.

Come potrai immaginare, in base allo stile di una persona, ci sono tecniche estremamente efficaci mentre altre invece risulterebbero estremamente controproducenti per quello stesso profilo.

Capisci ora l’importanza di conoscere il tuo stile cognitivo prima di buttarti a capofitto nello studio?

Se vuoi individuare il tuo stile cognitivo, le tecniche di studio più adatte a te e capire come sviluppare il tuo personale piano di apprendimento, ho preparato un test gratuito. Lo puoi completare in meno di 5 minuti cliccando il pulsante nel box qui sotto.

 

Una volta finito il test avrai tutti gli strumenti necessari a trarre dal manuale di Sm2 il massimo del suo valore … 

Ti auguro un buon Test.

Andrea.

Foto di Jackie TL

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Prova per un momento ad immaginare questa scena:

la sessione di esami si avvicina, invece della solita ansia, sei pervaso da una totale serenità: sai esattamente cosa devi fare, come devi farlo e quando devi farlo.

Non c'è materia o professore che ti spaventi.

Il tuo libretto è pieno di una "noiosa" sfilza di 30 ed ogni ora che dedichi allo studio è estremamente produttiva.

Insomma, hai dalla tua parte un alleato invincibile per superare qualsiasi ostacolo universitario.

Il suo nome è Metodo... Metodo di Studio.

Ok, se questa immagine si avvicina molto alla tua realtà, non ha senso perdere altro tempo: puoi sempre farti un giro nell'archivio del Blog per trovare qualche altro articolo interessante.

Ma... se la tua realtà è un tantino diversa... questo articolo è esattamente quello che stavi cercando.

Ti spiegherò infatti 3 punti essenziali del metodo di studio efficace che dal 2010 ha aiutato migliaia di studenti universitari a superare brillantemente i loro esami universitari.

metodo di studio testimonianza

Ps. Il mio metodo di studio "Studia meno, Studia meglio" (Sm2) si basa su 4 pilastri fondamentali: in questo articolo approfondiremo 3 aspetti del pilastro relativo all'organizzazione dello studio.

Nello specifico ti spiegherò come affrontare EfficaceMente:

Le lezioni: queste sconosciute...

metodo di studio: lezioni

Un metodo di studio efficace si inizia ad applicare molto prima della data dell'esame: per la precisione, lo si inizia ad applicare durante le lezioni.

Se speravi in un metodo di studio che ti permettesse di cazzeggiare bellamente, mi spiace deluderti di nuovo: questo non è l'articolo che fa per te!

Se al contrario, hai deciso di affrontare il tuo percorso di studi con serietà, ecco i punti chiave da tenere a mente nel periodo delle lezioni:

  • Segui le lezioni. Banale, ma efficace.
Se hai appena iniziato il tuo percorso universitario e magari sei uno studente fuori sede, sono certo che sarai travolto dalla libertà a tua disposizione. Nessuna giustificazione da portare ai professori per le tue assenze, nessun genitore che ti obblighi ad alzarti la mattina, insomma nessun limite! Eppure i limiti a volte sono i tuoi migliori alleati. Non cadere nella vecchia trappola dell'università, dimostra di essere una persona matura: segui le lezioni.
  • Impara a prendere appunti EfficaceMente.
Alzarsi la mattina per andare a lezione non basta, devi fare un passettino in più: accendi il cervello. Ormai hai abbandonato il caldo abbraccio del piumone, perché vanificare questo "enorme" sacrificio?! Metti a frutto il tempo che passi sui banchi universitari. Il modo migliore per farlo? Impara a prendere appunti in modo efficace. Ecco un articolo in cui ti spiego quali sono i 5 errori madornali che stai facendo nel prendere appunti.
  • Liberati dai dubbi.
Non importa che tu riesca a memorizzare immediatamente tutto ciò che viene detto durante una lezione universitaria, ma è fondamentale che alla fine del corso tu non abbia dubbi sugli argomenti trattati. Approfitta delle lezioni in aula, dei giorni di ricevimento dei tuoi professori e dei gruppi di studio per chiarire qualsiasi dubbio sul tuo esame. Non avere paura di fare la figura del fesso: fidati...
"tutti hanno dei dubbi, ma solo le persone intelligenti hanno il coraggio di chiarirseli."

Lo studio: come organizzarti EfficaceMente

metodo di studio: studio

Seguire attivamente le lezioni è importante, ma un metodo di studio veloce ed efficace ti darà i migliori frutti nelle settimane di preparazione che precedono la sessione di esami.

Ecco allora alcuni consigli pratici per affrontare al meglio il tuo periodo di studio:

  • Organizza il tuo studio.
Un metodo di studio per essere efficace deve avere innanzitutto... metodo! Un metodo è un insieme di regole che ti permettono di affrontare qualsiasi situazione con la certezza di ottenere il miglior risultato possibile. Ecco alcune delle "regole" che ho insegnato negli ultimi anni a decine di migliaia di lettori di EfficaceMente. Ignorale a tuo rischio e pericolo! :-D
  • Stabilisci in anticipo quanto tempo dedicherai ad ogni esame.
Che tu decida di studiare 50 ore o 5.000 ore, non ti sentirai mai preparato a sufficienza: tranquillo, ci siamo passati tutti. Devi però essere abbastanza intelligente da capire quando un'ora di studio in più non serve più nulla. Se pensi che dovresti studiare tutto il tempo necessario, ti consiglio di darti una letta alla Legge di Parkinson. Decidi prima di iniziare a studiare, quanto tempo dedicherai alla preparazione del tuo esame. Non ne hai idea? Prova a moltiplicare per 10/15 ore i CFU (crediti formativi universitari) del tuo esame.
  • Fai backward planning.
Back... che?! Il backward planning è una metodologia di gestione di progetti complessi. Ecco come puoi applicarlo alla preparazione dei tuoi esami universitari:
  • Prendi un calendario e segna la data del tuo esame.
  • Decidi quanto tempo al giorno dedicherai alla preparazione di questo esame.
  • Dividi il tempo complessivo di preparazione dell'esame, che hai stabilito al punto precedente, per il numero di ore di studio giornaliere, ottenendo così il numero di giorni di cui hai bisogno per preparare il tuo esame.
  • Partendo dalla data del tuo esame, vai a ritroso sul tuo calendario per il numero di giorni appena trovato.
Bingo! Hai appena pianificato lo studio del tuo esame, con una data di partenza e di fine.
  • Prepara il materiale di studio.
Ok, hai stabilito per quanto tempo studiare, quando iniziare e quando finire... ma... che cavolo devi studiare ora?! Ogni esame è una storia a sé. Per alcuni esami è utile studiare su un libro di testo, per altri è fondamentale avere dei buoni appunti e per altri ancora dovrai fare pratica con l'eserciziario. Il modo migliore per capire su quale materiale dovrai studiare è fare una chiacchierata con chi quell'esame lo ha già superato brillantemente. Una volta capito su cosa dovrai studiare, dovrai iniziare a leggere e rielaborare il materiale di studio, creando sintesi, o ancor meglio (se hai uno stile cognitivo visuale) delle mappe concettuali: ecco un articolo di approfondimento sulle mappe concettuali. Non importa ricordare ogni singolo dettaglio... lascia da parte il perfezionismo e concentrati sui concetti chiave: se avrai fatto delle buone mappe concettuali, i dettagli emergeranno da soli al momento giusto e ti accorgerai di aver studiato bene ed anche più velocemente rispetto al passato.
  • Memorizza il materiale.
Ora che hai sintetizzato e mappato tutto il materiale di studio, non ti resta che memorizzarlo al meglio per il tuo esame. Naturalmente il miglior metodo per memorizzare un concetto è comprenderlo, ma se hai seguito il metodo questo problema dovresti averlo già affrontato durante le lezioni. Quello che devi fare nel periodo di studio è adottare delle tecniche di memorizzazione ed i metodi di apprendimento che si adattino al tuo stile cognitivo: in questi due articoli trovi una raccolta delle mie tecniche mnemoniche preferite: "Come memorizzare un libro di 200 pg. in 4o minuti" e "Migliorare la memoria: 3 tecniche efficaci". Provane alcune e concentrati su quella che ti darà i migliori risultati. Trovi altri consigli pratici sullo studio nell'articolo: "Come studiare EfficaceMente".

L'esame: è arrivato il grande giorno!

metodo di studio: esame

Nonostante tutti i tuoi sforzi: le lezioni seguite una ad una, le mappe mentali e le innumerevoli ore di studio, arriva il giorno dell'esame e fallisci miseramente! Cos'è che non ha funzionato?! Perché il metodo di studio non ha funzionato?!

La realtà è che sei stato tu a non funzionare e non il tuo metodo. Ma non preoccuparti, per ogni problema esiste una soluzione.

Il giorno dell'esame entrano spesso in gioco fattori irrazionali.

Un'ansia da esame ingiustificata, la paura del fallimento o l'incapacità di comunicare efficacemente durante un esame orale.

Ognuno di noi ha le sue aree di miglioramento, ma posso garantirti che esistono metodi pratici per superare ognuno di questi ostacoli.

Tutto quello di cui avrai bisogno per avere un metodo di studio davvero a prova di bomba è individuare la tua area di miglioramento e seguire questi 3 semplici passi: (1) pratica, (2) pratica, (3) pratica ;-)

Ma bando alle ciance, ecco alcune tecniche pratiche per superare le principali paure legate al fatidico giorno dell'esame:

  • Ritrova la serenità con un respiro. Le tecniche di respirazione sono tra le più efficaci per combattere l'ansia da esame. In questo articolo troverai la spiegazione passo passo per rilassarti respirando: "Tecniche di respirazione: ritrovare il benessere con un respiro".
  • Arriva all'esame pieno di energia. Mente e corpo sono indissolubilmente legati: se mangi male e non fai attività sportiva, non ne risente solo il tuo corpo, ma anche la tua mente e di conseguenza le tue performance universitarie.
  • Supera la paura del fallimento. Viviamo in una società che ha demonizzato il fallimento, ecco perché siamo così terrorizzati dall'idea dell'insuccesso. Ma come ti sentiresti se ti dicessi che è impossibile fallire? Che qualsiasi cosa accada sarai infallibile? Che addirittura il fallimento è necessario per raggiungere il tuo successo? Non ne sei convinto?! Prova a leggerti "Perché dovresti fallire più spesso... per avere successo".
  • Impara a parlare in pubblico. Che si tratti di una folla sterminata o del tuo arcigno prof., parlare in pubblico può essere terrorizzante. Eccoti allora "I consigli di Obama per superare la paura di parlare in pubblico".

Le tecniche di cui ti ho parlato in questo post sono state parte integrante del mio metodo di studio e mi hanno consentito di  laurearmi in ingegneria in meno di 5 anni e con il massimo dei voti.

Eppure, come ti ho anticipato all'inizio dell'articolo, l'organizzazione dello studio è solo uno dei 4 pilastri di cui hai bisogno per eccellere all'università.

Esistono altri 3 elementi essenziali per il tuo successo accademico: la motivazione, l'apprendimento e la memorizzazione.

Motivazione, Apprendimento, Memorizzazione ed Organizzazione sono alla base del mio metodo di studio "Studia meno, Studia meglio (Sm2)", un metodo che negli ultimi anni ha aiutato più di 13.000 studenti universitari (di ogni età) a raggiungere i propri obiettivi accademici.

testimonianza Studia meno, Studia meglio

 

P.S Prima di concludere mi piacerebbe darti un'ultima chicca che ti consiglio di leggere con estrema attenzione…

In questo capitolo hai capito quanto importante sia avere un buon metodo di studio ben strutturato per affrontare al meglio i tuoi esami universitari; quello che ancora non ti ho detto invece è che il metodo di studio non può essere univoco per tutti, se vuoi ottenere risultati davvero grandiosi allora devi usare il miglior metodo di studio per TE ovvero quello plasmato sul tuo specifico stile cognitivo. Fondamentale quindi è trovare il proprio metodo di studio.

Proprio così, se ci fai caso te ne ho già parlato in questo articolo alla fine del secondo paragrafo…

Lo stile cognitivo è uno dei maggiori responsabili del tuo apprendimento e conoscerlo ti permetterà di capire quali tecniche di studio sono utili a migliorare il tuo rendimento e quelle invece che ti faranno solo perdere tempo.

Se vuoi individuare il tuo stile cognitivo, le tecniche di studio più adatte a te e capire come sviluppare il tuo personale metodo di apprendimento, ho preparato un test gratuito. Lo puoi completare in meno di 5 minuti cliccando il pulsante arancione qui sotto.

 

VAI AL TEST 》

 

Compila il test con estrema serietà perché iniziare a conoscere se stessi è il primo passo per migliorare e vincere quella fastidiosissima ansia da esame

Buon Test,

Andrea.

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Guarda attentamente la foto all'inizio di questo articolo. Ad uno sguardo superficiale potresti vedere un semplice studente intento a scegliere un libro da uno scaffale della biblioteca.

Ora osservalo meglio.

Io già me lo immagino questo poveraccio: è una matricola e dopo aver preso mazzate alle prime sessioni d'esame, si è rifugiato in questa biblioteca di periferia e continua a far finta di leggere copertine di libri ripetendo tra sé e sé "non ho un metodo di studio, è noioso leggere e ripetere", pur di non dover tornare nelle aule universitarie! :-D

Naturalmente sto scherzando! Eppure per molti studenti il primo impatto con l'università è spesso traumatico: abituati infatti agli standard delle scuole superiori, la maggior parte di loro varca le aule della propria facoltà senza avere uno straccio di metodo di studio universitario.

Chi un minimo di metodo per studiare all'università ce l'ha invece, spesso commette un errore fatale che lo condannerà inevitabilmente a sessioni di studio estenuanti e risultati spesso mediocri, trovandosi nella condizione di non voler chiedere neanche aiuto per il suo studio universitario perché molto orgoglioso e poco avvezzo a modificare il suo metodo di studio.

Continua a leggere.

Nei prossimi minuti ti spiegherò esattamente qual è questo errore fatale e cosa fare in alternativa per sviluppare un metodo di studio universitario davvero efficace.

Nello specifico vedremo:

Come studiano gli universitari mediocri

"Non amo studiare. Odio studiare. Amo apprendere. Apprendere è meraviglioso."

Natalie Portman.

Se ti ritrovi nel "metodo di studio" che descriverò nei prossimi paragrafi, inizia a preoccuparti... :-D

Economia, Medicina, Ingegneria, Giurisprudenza, poco importa quale sia la Facoltà, la maggior parte degli studenti, quando si tratta di preparare un esame universitario, commette immancabilmente lo stesso maledetto errore.

Recuperano appunti, slides, testi di riferimento, le risposte al test a risposta multipla dell'ultima sessione, e poi iniziano a leggere e rileggere questo materiale fino allo sfinimento. Stop.

Ecco, questo è il geniale metodo di studio adottato dal 97,2% degli studenti universitari (dati ISTATgram): mettersi davanti ad un libro e sfogliarlo svogliatamente più e più volte nella speranza che qualcosa rimanga attaccato ai propri neuroni annoiati.

Se questo è anche il TUO metodo di studio universitario, lascia che te lo dica chiaramente: scordati di laurearti in tempo e scordati il 110 e lode.

Sperare di apprendere le nozioni di un esame in questo modo è come sperare che una pallina da tennis rimanga attaccata ad una parete a forza di tiracela addosso.

Ok Andre', mi hai sgamato! Ma quale sarebbe questa alternativa così efficace?!

Un metodo di studio universitario efficace

"La conoscenza è ciò che rimane quando dimentichi ciò che hai studiato."

B. F. Skinner.

Ti ho già introdotto al tema metodo di studio in questo famoso articolo di EfficaceMente, cavoli, a questo argomento ho dedicato un intero manuale utilizzato da quasi 13.000 studenti, provenienti da ogni facoltà!

Non è certo immaginabile trattare tutti gli aspetti di un metodo di studio completo in un post da 1.500-2.000 parole.

Quello che farò nei prossimi paragrafi però sarà darti finalmente un'alternativa efficace al metodo "pallina da tennis contro il muro" ;-)

Vediamo allora nel dettaglio cosa non funziona nel metodo d'esame che hai utilizzato finora e cosa dovresti iniziare a fare da oggi stesso.

Fase di LETTURA

metodo-di-studio-universitario-efficace1 DA NON FARE: rileggere fino alla nausea quel maledetto materiale d'esame!

Ci sono aule studio universitarie che sembrano monasteri post-moderni pieni di studenti-monaci che borbottano a bassa voce le loro litanie davanti ad un libro-sacro di testo.

Lascia che te lo ripeta: leggere (e rileggere) in silenzio un libro di testo è il modo più inefficiente che tu possa utilizzare per preparare un esame. Questo è legato a due fattori:

  1. Leggere in silenzio attiva unicamente la nostra memoria visiva a breve termine. Tradotto: se ti limiti a leggere e lo fai solo con gli "occhi", dopo mezz'ora avrai dimenticato già l'80% di quanto visto.
  2. Studiare e memorizzare sono due cose completamente diverse! Studi davvero solo nel momento in cui rielabori il materiale letto. La memorizzazione è solo l'ultima fase dell'apprendimento e neanche la più importante.

Ecco cosa dovresti fare in alternativa.

DA FARE: alternare lettura veloce e lettura ad alta voce

Fermi tutti! Mi starai mica suggerendo di leggere ad alta voce?! André, ma che ti sei fumato oggi?! Mi hai sempre detto che pronunciare le parole che leggiamo rallenta terribilmente la nostra lettura! 

In uno studio del 2010 pubblicato sul Journal of Experimental Psychology è stato dimostrato che leggere ad alta voce alcune parti di un testo migliora la nostra memoria.

Prima di saltare a conclusioni sbagliate, rileggi bene quanto ho scritto:

"Leggere ad alta voce alcune parti di un testo ne migliora la memorizzazione."

Nell'esperimento sono stati messi a confronto tre gruppi di persone, a cui è stata fornita una lista da memorizzare:

  • Il primo gruppo doveva memorizzare la lista leggendo i singoli punti a bassa voce.
  • Il secondo gruppo doveva memorizzarla leggendola ad alta voce.
  • Il terzo gruppo doveva memorizzarla leggendone metà a bassa voce e metà ad alta voce.

I primi due gruppi hanno ottenuto risultati molto simili (e piuttosto scarsi), mentre il terzo gruppo ha battuto di gran lunga tutti gli altri.

Leggere ad alta voce, di per sé, non migliora le tue prestazioni, anzi, come ti ho spiegato per anni rallenta la tua lettura.

Quindi, continua pure ad allenarti con le tecniche di lettura veloce che ti ho sempre suggerito.

Quello che puoi fare in più, è soffermarti sui passaggi chiave del tuo materiale di testo e ripeterli ad alta voce.

BONUS: adotta la tecnica sniper

Se vuoi diventare un ninja dell'apprendimento, non solo dovresti leggere alternando lettura veloce e lettura ad alta voce, ma dovresti leggere come se avessi un'unica possibilità per visionare quel materiale.

Questo trucchetto prende il nome di tecnica sniper.

Se desideri approfondire questo punto, trovi tutti i dettagli nella nostra guida su come studiare bene e velocemente.

Chiusa la disputa sulla lettura, vediamo cosa conta davvero per iniziare a migliorare il tuo metodo di studio universitario...

Fase di RIELABORAZIONE

metodo-di-studio-universitario-efficace2

Come abbiamo visto, limitarsi a leggere e rileggere il materiale di studio è l'errore fatale commesso dagli studenti mediocri. Se infatti vuoi far davvero tua una materia devi necessariamente rielaborare le informazioni che stai acquisendo.

Ecco come farlo rapidamente:

1. Individua i punti chiave e poi...

La sintesi è uno degli strumenti di rielaborazione più efficaci a disposizione del nostro cervello.

Ogni volta che leggi un capitolo di un libro, i tuoi appunti o delle slides, chiediti: "ok, quali sono i 3-5 punti chiave che devo assolutamente ricordare?"

Scrivili su un foglio lasciando dello spazio vuoto tra un punto e l'altro.

2. ... scrivi un "tweet" per ogni punto chiave.

Utilizza lo spazio vuoto per mettere una breve descrizione del punto chiave, e quando dico breve, intendo... breve, diciamo non più di 140 caratteri, insomma la lunghezza di un tweet.

Crea queste liste di punti chiave o nelle 24 ore successive alla lezione o subito dopo aver completato un capitolo.

Nel prossimo paragrafo ti spiegherò come utilizzarle in fase di ripasso.

Ps. sì, questo metodo si applica anche alle materie scientifiche. Smettiamola con questa storiella che per studiare Analisi serva un metodo astruso: se non sei in grado di capire quali sono i passaggi chiave della dimostrazione del Teorema di Lagrange e non sei in grado di descriverne il significato in 140 caratteri, da ingegnere a studente di ingegneria, posso dirti che non c'hai capito una sega :-D

Pps. Le "liste di punti chiave" sono una tecnica che suggerisco ai principianti, ovvero a chi non ha mai adottato un buon metodo di studio. Naturalmente c'è poi un livello avanzato di rielaborazione, che prevede tecniche più sofisticate, tra cui le mappe concettuali.

Fase di RIPETIZIONE

metodo-di-studio-universitario-efficace3

Ok, abbiamo imparato a leggere il nostro materiale di studio, abbiamo imparato a rielaborarlo e adesso dobbiamo essere in grado di affrontare l'ultima fase del nostro metodo di studio universitario: la ripetizione.

È in questa fase che fai davvero tua una materia: ecco come affrontarla EfficaceMente.

Prima di dirmi "non riesco a ripetere ad alta voce, odio farlo!", leggi i miei suggerimenti: 1. Spiega le "liste di punti chiave"

Riprendi in mano le liste di punti chiave o le mappe mentali che hai preparato per il tuo esame, leggi i punti chiave e i relativi "tweet" di un capitolo e poi metti via gli appunti ed inizia a spiegare a voce alta tutto ciò che hai capito e che ricordi di questo capitolo, come se dovessi tenere una lezione davanti ad un'aula.

Se la prima lista riesci a padroneggiarla bene, passa alla successiva, se invece sei esitante, metti un puntino rosso su questo foglio e passa a quello successivo.

2. Rivedi le liste "problematiche"

Rivedi rapidamente il materiale delle liste "problematiche" (quelle col puntino rosso) e poi prova a ripetere nuovamente tutto ciò che hai capito/memorizzato dalle mappe mentali.

Ripeti ciclicamente il punto 1 e 2 finché non sarà rimasto alcun foglio di liste di punti chiave da ripetere. That's it!

Conclusioni e... un regalo per te

Questo naturalmente è solo un embrione di metodo di studio universitario, ma ti assicuro che se finora hai utilizzato il metodo "pallina da tennis contro il muro", sarà per te una vera e propria rivoluzione, soprattutto studiare senza ripetere eccessivamente nozioni per te vuote.

Come ti accennavo qualche riga fa, un metodo di studio universitario che si rispetti è composto da tutta una serie di elementi che vanno oltre la semplice lettura o ripetizione del materiale di studio.

Devi saper prendere appunti, devi poter sfruttare le più avanzate strategie di apprendimento, devi padroneggiare le tecniche di memorizzazione, devi riuscire a ritrovare rapidamente la concentrazione e… devi conoscere il tuo stile cognitivo!

“Come Andrea? Cosa centra il metodo di studio con lo stile cognitivo?”

In verità i due elementi sono estremamente correlati tra loro, lascia che ti spieghi meglio.

Ci hanno sempre insegnato a vedere lo studio come un processo standard e che, in quanto tale, dovesse essere approcciato da tutti nello stesso identico modo.

Ti garantisco che non è affatto cosi. Ognuno di noi dovrebbe avere la possibilità di trovare un proprio metodo di studio. Tutti noi infatti abbiamo caratteristiche, predisposizioni e uno stile cognitivo specifico che rendono le modalità di studio diverse per ognuno.

Sulla base di questo ti sarà facile capire che il tuo metodo di studio non può essere generale ma, deve essere calibrato proprio su queste tue attitudini personali.

Individuare il tuo stile cognitivo dunque ti sarà estremamente utile a individuare quelle tecniche e strategie di studio più adatte ai tuoi schemi di apprendimento e sulle quali dovrai impostare il tuo personale metodo di studio.

Se vuoi individuare il tuo stile cognitivo, le tecniche di studio più adatte a te e capire come sviluppare il tuo personale piano di apprendimento, ho preparato un test gratuito. Lo puoi completare in meno di 5 minuti cliccando il pulsante arancione qui sotto.

 

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Ti auguro un buon test!

Andrea. Ultimo aggiornamento il 21 Ottobre 2021 [post_title] => Metodo di studio universitario: l'errore fatale degli studenti mediocri [post_excerpt] => Un percorso accademico difficilmente può essere affrontato senza un metodo di studio universitario che si rispetti. In questo nuovo articolo di EfficaceMente ti spiego qual è l'errore #1 che devi evitare per sviluppare il tuo metodo e quali sono le tecniche alternative a tua disposizione. [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => open [post_password] => [post_name] => metodo-di-studio-universitario [to_ping] => [pinged] => http://www.efficacemente.com/2010/11/un-metodo-di-studio-efficace/ http://www.efficacemente.com/imparare-a-studiare/ http://www.efficacemente.com/mente/lettura-veloce-le-3-cattive-abitudini-che-ti-rallentano/ http://www.efficacemente.com/studio/3-tecniche-di-lettura-veloce/ http://www.efficacemente.com/studio/come-studiare-bene-e-velocemente/ http://www.efficacemente.com/studio/mappe-concettuali-il-miglior-metodo-per-orientarsi-nello-studio/ http://www.efficacemente.com/studio/un-metodo-di-studio-efficace/ [post_modified] => 2021-10-21 23:57:59 [post_modified_gmt] => 2021-10-21 21:57:59 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => http://www.efficacemente.com/?p=16712 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 58 [filter] => raw ) ) [post_count] => 5 [current_post] => -1 [in_the_loop] => [post] => WP_Post Object ( [ID] => 13352 [post_author] => 3 [post_date] => 2014-07-14 01:10:59 [post_date_gmt] => 2014-07-14 00:10:59 [post_content] => Vuoi scoprire come studiare bene e velocemente? Sei arrivato nel posto giusto. In questo articolo troverai alcune delle migliori strategie per imparare a studiare meglio e portare a casa quegli agognati 30 e lode. A volte vengo contattato da studenti universitari che mi chiedono come studiare meglio e più rapidamente.

No, ho mentito: quello che mi chiedono davvero è qualche trucchetto per studiare male e senza perderci troppo tempo!

Certo non sono così diretti e spudorati, ma la sostanza non cambia:

"Andrea, tra 3 giorni ho un esame universitario e devo memorizzare 1.600 pagine, come posso fare: il tuo metodo di studio può aiutarmi?!"

No cocco mio, il mio metodo per studiare non può aiutarti.

Se ti sei grattato la uallera finora, non può aiutarti neanche San Gennaro!

Studiare bene e velocemente richiede impegno

"Non amo studiare. Odio studiare. Amo apprendere. Apprendere è meraviglioso."

Natalie Portman.

Inutile girarci intorno, se vuoi ridurre drasticamente le tue ore di studio non puoi continuare ad affrontare l'università "à la cazz di can". 

Studiare velocemente significa innanzitutto aumentare in modo vertiginoso la qualità delle (poche) ore che trascorrerai sui libri.

Diciamocelo, leggere svogliatamente un capitolo rispondendo nel frattempo ai messaggi di WhatsApp, Facebook o dei piccioni viaggiatori è molto più comodo del doversi concentrare unicamente sui propri libri di testo.

Ripetere meccanicamente una definizione con l'entusiasmo di un bradipo nano delle Ande è molto più facile del dover riflettere su quanto si sta studiando.

Evidenziare indiscriminatamente l'intero paragrafo come farebbe un imbianchino fatto di LSD è molto più banale del dover sottolineare unicamente i concetti chiave.

Studiare bene e velocemente richiede impegno.

Se stavi cercando metodi per studiare più velocemente con qualche soluzione fast-food per i tuoi problemi, mi spiace ma sei nel posto sbagliato: per le pillole magiche o le promesse sensazionalistiche, devi provare il secondo blog a destra.

Se al contrario hai finalmente deciso di impegnarti per dare una raddrizzata al tuo percorso universitario e capire una volta per tutte come si studia in maniera efficace, continua a leggere.

In questo articolo scoprirai 5 tecniche di studio infallibili:  
 

Come studiare bene e velocemente con la pre-lettura

Se i tuoi esami universitari prevedono tomi da 500, 800 o addirittura 1.000 pagine, riuscire a raddoppiare o triplicare la tua velocità di lettura ti consentirebbe di risparmiare parecchie ore di studio.

Il problema è che c'è molta confusione (e molte leggende metropolitane) su cosa sia davvero la lettura veloce e su come si possano studiare tante pagine in poco tempo.

Per quella che è la mia esperienza, raggiungere le 600-800 parole al minuto (un lettore medio arriva a 200-250 pam), con il 100% di comprensione del testo, richiede innanzitutto tanta, ma davvero tanta, pratica.

Per iniziare puoi partire da queste 3 tecniche di lettura veloce (nel post linkato trovi anche una nuova applicazione per divorare gli articoli online).

Non è il caso però di scoraggiarsi.

Esistono infatti strategie di lettura veloce che ti aiuteranno a migliorare la qualità (e la rapidità) del tuo studio fin dalla loro prima applicazione: sto parlando della pre-lettura.

Ecco come funziona:

  • Ancora prima di iniziare a studiare, cerca di familiarizzare con il libro di testo (o con gli appunti del libro):
    • Leggi rapidamente l'indice del capitolo.
    • Sfoglia le pagine del capitolo cercando semplicemente di prendere dimestichezza con la struttura delle sezioni.
    • Leggi i titoli delle sezioni principali e il primo e l'ultimo paragrafo di ogni sezione (max 2-3 righe di testo).
  • Poniti poi queste 2 semplici domande:
    • Quali sono i concetti chiave che voglio apprendere grazie a questo capitolo? (se hai letto l'indice e le sezioni principali, ti saranno abbastanza chiari).
    • Questo capitolo è fondamentale per la mia preparazione, oppure no? (questa domanda ti aiuta a fare chiarezza sul livello di dettaglio con cui dovrai studiare).

That's it.

Inizialmente potresti considerare la pre-lettura un'inutile perdita di tempo: in realtà ti porterà via al massimo 5-7 minuti per ogni capitolo, ma applicandola costantemente scoprirai come il tuo studio diverrà molto più scorrevole arrivando a farti risparmiare più di 1 ora del tuo tempo, ma soprattutto sarai in grado di assorbire i diversi concetti con maggiore facilità, sfruttando ad esempio il principio della Piramide dello Studio.

Vediamo ora la tecnica #2:

Come studiare meno e meglio grazie alla tecnica sniper

Tecnica di studio sniperI tiratori scelti (i cosiddetti sniper) e i gamers di mezzo mondo, utilizzano spesso l'espressione:

"One shot, one kill. No luck, just skill."

Che tradotto significa: "Un colpo, un bersaglio. Niente fortuna, solo abilità" (tu, giocatore di CoD, smetti di galvanizzarti! ;-).

Citazioni belliche a parte, c'è un atteggiamento mentale che ti sta costando fin troppe ore di studio: la convinzione che per essere davvero preparato devi leggere e ripetere meccanicamente il tuo materiale di studio fino alla nausea. Si tratta di una cavalfiorata!

In uno dei contenuti bonus della mia guida APP - Autostima Passo Passo ho inserito un semplice test che dimostra come la nostra autostima (quello che crediamo di noi stessi) possa influenzare profondamente le nostre capacità di studio.

Non fraintendermi, non ti sto suggerendo di diventare un pallone gonfiato per eccellere all'università.

Il messaggio che vorrei trasmetterti è che devi iniziare a fidarti delle tue abilità mentali.

Registrare le lezioni del Prof., scrivere riassuntini ultra-dettagliati o ripetere a pappagallo il materiale di studio fino allo sfinimento, sono tutte strategie di studio fallimentari.

La ragione è molto semplice: più "stampelle mentali" fornisci al tuo cervello e più il tuo cervello si impigrisce.

La nostra mente è infatti uno degli strumenti più efficienti inventati dalla natura, questo significa che non è disposta a sprecare attenzione, memoria o energia a meno che non sia assolutamente indispensabile.

In fondo, perché dovrebbe ricordare una definizione al primo colpo se l'abbiamo abituata ad avere altre 178 occasioni per memorizzarla?!

Questo comportamento è legato in parte al famoso effetto Zeigarnik: il tuo cervello si dimentica automaticamente di qualcosa a meno che non abbia un motivo davvero importante per ricordarlo.

Se continui ad utilizzare degli "aiutini", la tua mente non saprà mai come apprendere e come memorizzare velocemente.

Ok André, ho capito: cosa devo fare per stimolare la mia memoria e "tenerla sulle spine"?!

Chiediti... con quanta attenzione leggeresti il capitolo del tuo libro di testo se avessi un'unica possibilità irripetibile di visionare quel materiale?

Intendiamoci bene, non ha senso estremizzare.

Probabilmente una sola lettura non ti sarà sufficiente, anche se la pre-lettura ti aiuterà molto in questo senso, ma se vuoi imparare a studiare bene e velocemente devi adottare la filosofia "One shot. One kill".

Le tue risorse mentali sono preziose, ogni volta che ti siedi di fronte ad un libro di testo devi farlo come se fosse per te l'unica occasione per apprendere quello che stai studiando.

Elimina le distrazioni, assumi l'atteggiamento dello sniper ed inizia ogni sessione utilizzando una di queste 5 tecniche di concentrazione.

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Come imparare in fretta con le mappe concettuali

Se vuoi davvero apprendere come studiare bene e velocemente devi stamparti a fuoco in fronte che la rielaborazione è la fase cruciale dello studio.

Senza rielaborazione non c'è vero apprendimento e senza apprendimento la memorizzazione diventa un'attività meccanica, alquanto inutile e dispendiosa.

Tra i migliori strumenti di rielaborazione vi sono senza dubbio le mappe concettuali.

La tecnica di studio delle mappe mi è stata insegnata per la prima volta alle scuole medie, dal mio insegnante di musica.

Da allora sono state le mie fedeli compagne di studio riuscendo a farmi studiare senza ripetere troppe volte.

Se non le hai mai utilizzate puoi trovare indicazioni semplici e pratiche per capire come studiare più velocemente con le mappe concettuali in questo post.

Come ripetere seguendo la regola della scuola materna

Oggi voglio però parlarti di un'altra strategia di rielaborazione estremamente efficace e che può essere utilizzata sia prima di redigere le tue mappe, sia in fase di ripetizione: la regola della scuola materna.

"Non hai veramente capito qualcosa fino a quando non sei in grado di spiegarlo a tua nonna."

A. Einstein.

Se solo metà delle citazioni attribuite ad Einstein fossero vere, il Fisico tedesco doveva saperla davvero lunga.

Continuare a ripetere meccanicamente un paragrafo nella speranza che rimanga "appiccicato" alla tua memoria, come una pallina da tennis lanciata contro un muro, è un'impresa vana.

Per apprendere (e memorizzare) un concetto devi essere in grado di rielaborarlo a parole tue. Meglio ancora: devi essere in grado di spiegarlo ad un bambino della scuola materna (o alla nonna di Einstein).

L'idea di fondo è quella di riuscire a ridurre un concetto complesso ai suoi minimi termini, comprendere insomma quali sono gli ingredienti essenziali e come interagiscono tra loro: questo vale per una formula di chimica, come per un teorema di matematica, per un principio giuridico, come per un concetto medico.

Per applicare nella pratica la regola della scuola materna, ti consiglio di utilizzare le similitudini.

Secondo il dizionario della lingua italiana:

"Una similitudine è una figura retorica che consiste nell'instaurare un paragone, un rapporto di somiglianza fra due cose o concetti."

Utilizzando in modo appropriato le similitudini per rielaborare ciò che studi, riuscirai a collegare concetti nuovi ad idee a te familiari, ovvero idee che hai già appreso in passato e le cui strutture neurali sono ben consolidate nel tuo cervello.

Sfruttare questa figura retorica per studiare nuovi concetti è un po' come andare a vivere all'estero e trovare finalmente un ristorante che cucini il tuo piatto preferito: ti senti un po' più vicino a casa e ciò che ti sembrava fino a quel momento alieno, inizia a sembrarti più familiare.

(Indovina un po'?! Ho appena utilizzato una similitudine...).

Come ricordare ciò che studi con la tecnica dei loci di Cicerone

Cicerone, il più grande oratore della storia antica imparava i suoi celebri discorsi a memoria. Difficile da credere, vero? Eppure, il suo metodo è ancora oggi una delle mnemotecniche più note ed efficaci per schematizzare ed imparare in poco tempo concetti e nozioni, e ricordarli in un ordine ben preciso. Ti sei mai chiesto, ad esempio, perché quando si parla spesso utilizziamo espressioni come “in primo luogo” o “in ultima instanza”? Bene, queste erano espressioni usate dallo stesso Cicerone per memorizzare in fretta i suoi pensieri con la tecnica dei loci, anche detta Palazzo della Memoria. Luoghi, stanze, palazzi. Ma che c’entrano con le infallibili tecniche di studio di cui stiamo parlando in questo articolo? C’entrano, eccome. Vediamo in che modo. Cicerone scriveva nel paragrafo XXXIV del “De Oratore”, che nell’esercizio di imparare a memoria
“non mi dispiace affatto che voi usiate, (...) anche codesto metodo che (...) cerca di legare la memoria a immagini e luoghi determinati”.
La mnemotecnica di Cicerone consiste, quindi, nel trasformare ogni concetto e nozione che vuoi memorizzare, ad un’immagine. Per poi, associarla ad immagini di luoghi che per te sono familiari (stanze, strade, piazze o qualsiasi altro luogo ti pare). Il grande Cicerone, ad esempio, quando doveva ricordare le sue celebri orazioni, era solito assegnare ad ogni colonna dell’edificio in cui avrebbe parlato una parte del suo discorso che già era collegata ad un’immagine esistente nella sua memoria. In questo modo, al momento di parlare, avrebbe guardato in direzione di questa o quella colonna, per ricordare ciò che doveva pronunciare. Ora, a te sicuramente non servirà per proferire lunghe orazioni in senato come faceva Cicerone, ma ti potrebbe tornare utile per tenere a mente i concetti del tuo prossimo esame di giurisprudenza o se devi ricordare le formule per una verifica di matematica.

Fidati di me! Già dalla prossima sessione di studio che affronterai, inizia a mettere in pratica tutto quello che hai imparato con le tecniche di memoria presenti in questo articolo e vedrai che i risultati non tarderanno ad arrivare.

Studio efficace e rapido: risposta alle domande comuni

Molti utenti scrivono o lasciano commenti chiedendo consigli e trucchi per riuscire a passare un compito in classe, un’interrogazione o un esame universitario. Ecco alcune risposte alle domande più comuni:
  • Quale metodo mi consigli per studiare per una verifica? Sintetizza i concetti che hai appreso nelle settimane precedenti alla verifica con mappe o riassunti. Ma sforzati di creare anche dei collegamenti concettuali tra i vari argomenti, senza limitarti all’apprendimento mnemonico.
  • Credi che possa prepararmi in 3 giorni per un esame? Dipende. Dal tipo di esame, innanzitutto. Se speri di passare l’esame di diritto penale studiandolo in 72 ore, rischi una cocente bocciatura. Per esami più piccoli e semplici, in tre giorni potrebbe essere fattibile.
  • Queste strategie per tutte le materie e corsi di studio? Certo! Queste tecniche di memoria ti saranno utili per qualsiasi cosa tu intenda studiare, che sia matematica, storia,  filosofia, geografia o per la preparazione degli esami di medicina o giurisprudenza. Ma, è necessario che tu abbia un metodo di studio valido. Se ti manca quello, anche la più efficace tecnica di studio non ti aiuterebbe.

Consigli Finali

Per studiare bene devi eliminare ogni distrazione e seguire uno stile di vita equilibrato Prima di concludere questo nostro articolo sulle tecniche per studiare bene e più velocemente, vorrei lasciarti altri preziosi consigli per uno studio efficace e proficuo. Ma ricorda: è sempre l’organizzazione del tempo che dedichi allo studio ad essere fondamentale. Con una tabella di marcia precisa e tanta buona volontà, sarai in grado di raggiungere gli obiettivi di studio che ti sei prefissato. Ma, ecco quello che puoi fare in più:
10 consigli finali per studiare bene
  1. Eliminare ogni distrazione: metti lo smartphone in modalità aereo o spegnilo del tutto, così non avrai la tentazione di controllare notifiche e social;
  2. Leggi ad alta voce: come dimostra uno studio di MacLeod e Ozubko del 2010 secondo cui può "aiutare gli studenti ad apprendere più velocemente della lettura silenziosa".
  3. Prendi appunti a mano: scrivere a mano invece che col proprio computer (fonti: Mueller, Oppenheimer, 2014) aiuta ad elaborare, riformulare e fissare meglio le informazioni;
  4. Spiega l’argomento che studi a qualcuno che non lo conosce: usa parole semplici, così sarà più facile ricordarlo poi;
  5. Fai i riassunti: riassumendo in concetti elementari quello che hai appena sottolineato sarà molto più semplice riuscire a memorizzarli;
  6. Studia più argomenti al giorno: distribuisci più materie o argomenti durante la giornata, così il tuo cervello si allenerà ad apprendere e memorizzare meglio e più velocemente, dedicando ad esempio 1 ora a studiare fisica, 1 ora a filosofia e 1 a storia dell'arte;
  7. Crea un gruppo di studio: il lavoro in gruppo è sempre molto produttivo per l’apprendimento, purché ti scelga compagni di studio motivati nello studio quanto te;
  8. Fai pause regolarmente: staccare per un po’ dai libri migliora la produttività e aumenta la concentrazione;
  9. Scegli un ambiente di studio illuminato e areato, per facilitare la concentrazione;
  10. Non fare le ore piccole davanti ai libri: un sonno regolare aiuta ad essere più riposati al mattino.

Conclusione

Mi piacerebbe salutarti con un altro concetto davvero importantissimo: tutte le tecniche di miglioramento dello studio, di  memorizzazione e di lettura veloce che imparerai, potranno esserti estremamente utili durante tutto il tuo percorso accademico ma, senza un metodo chiaro e comprovato, difficilmente riuscirai a ottenere il cambiamento sostanziale che vorresti.

So a che stai pensando: “ Andrè, è da sempre che sento parlare di questo fantomatico metodo di studio ma, a dire il vero, mi sembra tutto un pò troppo fumoso…"

Non ti sto parlando di un metodo generale, ma di quel metodo calibrato sul tuo stile cognitivo!

“Come? Stile Cognitivo?

Proprio così, ognuno di noi ha le proprie predisposizioni e credere di poter imparare tutti nello stesso modo è a dir poco insensato.

Il primo passo per migliorare la qualità del tuo studio è quello di individuare il tuo stile cognitivo e, sulla base di questo, adottare poi le migliori tecniche di studio per te.

Se vuoi individuare il tuo stile cognitivo, le tecniche di studio più adatte a te e capire come sviluppare il tuo personale piano di apprendimento, ho preparato un test gratuito. Lo puoi completare in meno di 5 minuti cliccando il pulsante nel box qui sotto.

  Buon Test!  

Approfondimenti

Ecco un elenco di approfondimenti, risorse e app utili da consultare ed utilizzare, che ti aiuteranno a studiare meglio: [post_title] => Come studiare bene e velocemente: 5 strategie infallibili [post_excerpt] => Riuscire a studiare bene e velocemente può sembrare una contraddizione in termini. In realtà l'unico modo per studiare meno è quello di studiare meglio. In questo articolo leggerai 3 tecniche di studio che daranno la svolta al tuo percorso accademico. [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => open [post_password] => [post_name] => come-studiare-bene-e-velocemente [to_ping] => [pinged] => http://www.efficacemente.com/imparare-a-studiare/ http://www.efficacemente.com/2011/04/3-tecniche-di-lettura-veloce/ http://www.efficacemente.com/studio/mappe-concettuali-il-miglior-metodo-per-orientarsi-nello-studio/ [post_modified] => 2021-10-19 19:00:12 [post_modified_gmt] => 2021-10-19 17:00:12 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => http://www.efficacemente.com/?p=13352 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 80 [filter] => raw ) [comment_count] => 0 [current_comment] => -1 [found_posts] => 10 [max_num_pages] => 2 [max_num_comment_pages] => 0 [is_single] => [is_preview] => [is_page] => [is_archive] => 1 [is_date] => [is_year] => [is_month] => [is_day] => [is_time] => [is_author] => [is_category] => 1 [is_tag] => [is_tax] => [is_search] => [is_feed] => [is_comment_feed] => [is_trackback] => [is_home] => [is_privacy_policy] => [is_404] => [is_embed] => [is_paged] => [is_admin] => [is_attachment] => [is_singular] => [is_robots] => [is_favicon] => [is_posts_page] => [is_post_type_archive] => [query_vars_hash:WP_Query:private] => fc89cd46aab005c25f16f895338bced0 [query_vars_changed:WP_Query:private] => [thumbnails_cached] => [stopwords:WP_Query:private] => [compat_fields:WP_Query:private] => Array ( [0] => query_vars_hash [1] => query_vars_changed ) [compat_methods:WP_Query:private] => Array ( [0] => init_query_flags [1] => parse_tax_query ) )
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Immagina questa scena... sei alla tua scrivania, o ancor meglio, comodo comodo sul divano, prendi uno dei tuoi tomi universitari, o quel manuale di aggiornamento che devi studiare per il lavoro, lo sfogli rapidamente e… TAAAAC: hai assorbito tutte le nozioni neanche fossi Neo di Matrix che impara il Kung Fu con uno spinotto piantato nel cervello.

A quel punto alzi gli occhi, guardi il tuo gatto e dici: "I know Diritto Privato" ("conosco Diritto Privato").

conosco Diritto Privato

Pensa che goduria!

Invece no, mannaggia a li piscitti, ti tocca sudare per ore sopra quei libri e spesso, mentre leggi, ti tocca anche ripartire da capo perché il tuo cervello se ne va in sciopero ogni tre pagine.

Come uscirne? Come ottenere il massimo dalle tue letture? In definitiva... come ricordare quello che leggi?

Ecco, in questo articolo riservato ai +Efficaci non troverai marca e modello dello spinotto cerebrale di Matrix, in compenso però scoprirai strategie e tecniche inedite per riuscire finalmente a ricordare quello che leggi, che si tratti di un libro universitario, di un manuale di lavoro o di quel libro di crescita personale che ti riprometti di leggere e praticare da una vita 😉

Partiamo.

Se vuoi ricordare quello che leggi, devi innanzitutto capire come funziona il tuo cervello...

Prima di svelarti le tecniche super-cazzute per diventare l'Eletto di Tor Vergata e riuscire a ricordare anche la lista degli ingredienti dello shampoo che leggi mentre sei seduto sul water (ti ho beccato, eh?!), dobbiamo aver chiari alcuni meccanismi chiave dell'apprendimento umano.

Nello specifico, per ricordare quello che leggiamo abbiamo bisogno della RAI. No, non quella RAI, questa... RAI:

  1. Riattivazione.
  2. Associazione.
  3. Interesse.

RIATTIVAZIONE: fai uscire il tuo cervello dalla modalità a "risparmio energetico"

come ricordare quello che leggi: RIATTIVAZIONE

Uno degli scopi primari del nostro cervello è quello di risparmiare energie. Sempre.

In altre parole, se non segnaliamo a Mr. Brain che quello che stiamo per leggere è importante, lui attaccherà il pilota automatico e noi ci ritroveremo a fine capitolo senza avere la più pallida idea di cosa diamine abbiamo letto nell'ultima mezz'ora.

Ancora prima di iniziare a leggere dobbiamo dunque riattivare il nostro cervello e uno dei metodi più efficaci per farlo è senza dubbio la pre-lettura:

  • sfoglia rapidamente l'indice del libro e le pagine dei primi capitoli,
  • soffermati qualche istante sui titoli dei paragrafi principali,
  • cerca di capire qual è la struttura del libro e come sono organizzate le informazioni.

In generale, lo scopo della pre-lettura è aiutarti a farti un'idea generale del materiale che stai per affrontare e farlo è come dire al tuo cervello: "oh, ninì, sveglia che dobbiamo assorbire queste informazioni".

Ps. Mi raccomando, non devi dedicare mezz'ora alla pre-lettura, bastano pochi minuti di "riscaldamento".

ASSOCIAZIONE: metti il libro in relazione ai tuoi obiettivi

Per quale motivo sto leggendo questo libro?

Ricordi? La nostra mente non ne vuole proprio sapere di sprecare energie a caso. Per funzionare efficacemente ha dunque bisogno di uno scopo.

Porti questa semplice domanda ("Per quale motivo sto leggendo questo libro?") ti aiuterà a ricordare perché stai facendo quello che stai facendo.

Insomma, perché stai leggendo quel tomo di Diritto Privato?

  • Perché vuoi diventare un bravo avvocato e combattere le ingiustizie di questo Paese?
  • Perché vuoi aiutare le persone a difendere i loro diritti?
  • Perché hai subito in prima persona dei torti e vuoi che non accada mai più?

Come direbbe il buon Simon Sinek: start with why, inizia dal perché.

Associa sempre le tue letture a chiari obiettivi, sì, fallo anche quando leggi gli ingredienti dello shampoo al cesso: se non altro prendi l'abitudine! 😉

INTERESSE: per ricordare quello che leggi, impara ad amare quello che leggi

Come ricordare quello che leggi: Heidi

Lo so, lo so, a volte ci troviamo a dover leggere dei mapazzoni che toglierebbero la voglia di vivere anche ad Heidi e alle sue caprette, ma anche nella lettura più sfrangi-maroni possiamo sempre trovare una scintilla di interesse.

Abbiamo visto nel punto precedente come collegare una lettura ad un perché abbastanza forte possa aiutarci a vederla sotto una nuova luce.

Detto questo, se ti ritrovi spesso a leggere materiale che in fondo non ti cattura davvero, è arrivato il momento di cambiare radicalmente approccio.

In questo caso ci viene in aiuto il buon Naval:

"Inizia a leggere quello che ami finché non inizierai ad amare la lettura".

Naval Ravikant.

Impara dunque ad abbandonare senza il minimo senso di colpa quelle letture che non accendono il tuo entusiasmo (sì, naturalmente vale anche per questo articolo se non ti sta piacendo).

Se vuoi diventare un lettore davvero efficace, non puoi costringerti a leggere. Leggere deve innanzitutto essere un piacere, un qualcosa che non vedi l'ora di fare.

Impara dunque a leggere libri che ti tengano incollato pagina dopo pagina. Ti capita solo con romanzetti rosa di Danielle Steel? Chissefrega, parti da quelli!

Quando la lettura sarà diventata una seconda pelle per te, potrai affrontare anche quelle letture che reputi più "nutrienti" per la tua mente, ma che non sempre sei riuscito a digerire in passato.

Ok, ora che conosciamo i 3 meccanismi chiave del nostro cervello che ci aiutano a ricordare quello che leggiamo, è arrivato il momento di passare a tattiche pratiche da applicare fin dalla tua prossima sessione di lettura.

Continua a leggere...

Come ricordare quello che leggi grazie a queste 7 tecniche super-cazzute

1. Crea il tuo "Fortino della Lettura"

Il fortino della lettura

Leggere può essere davvero qualcosa di magico, oserei dire... sacro.

Attraverso le pagine di un buon libro i più grandi pensatori della storia umana sussurrano alla nostra mente per l'eternità, condividendo tutto il loro sapere.

Ecco, ora immagina di avere davanti a te Socrate, Virginia Woolf, Dante e mentre loro ti stanno raccontando con passione concetti che hanno fatto la storia della cultura, tu alzi il ditino e dici:

"Scusate signori (e signore): mi ha appena scritto Ermenegildo su Whatsapp. Ah ah ah, guardate che meme mi ha girato. Riderissimo!".

meme idiota

Ecco, se vuoi davvero assorbire le tue letture e ricordare quello che leggi, devi dare a questo momento la sacralità che merita.

Ed eliminare le distrazioni è senza dubbio il pre-requisito #1 per una sessione di lettura proficua.

Ti dirò di più, crea una sorta di "Fortino della Lettura", ovvero uno spazio della tua casa (ma può essere anche un luogo esterno come una biblioteca) che ti aiuti naturalmente a concentrarti.

Nel tuo "Fortino della Lettura" lo smartphone è vietato, il silenzio è d'oro e un ordine rilassante domina gli spazi.

Crea queste condizioni e le probabilità di ricordare quanto stai leggendo saranno da subito più alte. Ma soprattutto ti godrai i tuoi momenti di lettura molto di più.

Prova e se non dovesse funzionare, beh, io... cielo messa tuta.

2. Lascia andare i tuoi "Bisogna"

Ti ricordi la newsletter di qualche tempo fa sulle regole segrete?

Ecco alcune tipiche "regole segrete" dei lettori alle prime armi:

  • "Bisogna sempre finire un libro una volta che si è iniziato".
  • "Bisogna leggere ogni singola pagina, anche le note alla nuova edizione".
  • "Bisogna...".

Ecco, tutti questi "Bisogna" che ci portiamo dietro dall'infanzia non fanno altro che farci odiare la lettura.

Non solo.

Se è tutto un dovere, se è tutto importante, il nostro cervello non capirà mai su cosa deve concentrarsi e cosa deve memorizzare (ricordi? Il suo obiettivo è sempre quello di risparmiare calorie).

Inizia dunque ad abbandonare i tuoi "Bisogna"; di un libro o di un manuale leggi con la massima attenzione solo quello che cattura davvero la tua attenzione e sorvola senza pietà tutto il resto.

La pre-lettura, di cui abbiamo parlato ad inizio articolo, ti aiuterà anche ad intuire quali sono i passaggi importanti e quali invece sono dei semplici riempitivi usati dall'autore per arrivare alle 50.000 parole concordate con l'Editore!

3. Sottolinea come Dio comanda

Laura aveva un rapporto morboso con i suoi evidenziatori. Laura evidenziava anche i numeri delle pagine dei libri che i Prof ci davano da studiare al Liceo. Laura e i suoi ca*zo di libri con le pagine fluo mi fanno ancora venire gli incubi di notte!

Non essere come Laura.

Ancora una volta, se evidenzi tutto, considerando tutto importante, allora significa che nulla è davvero importante e il tuo cervello non ti aiuterà a ricordare un beneamato ciuffolo.

Impara a sottolineare come Dio comanda.

Puoi utilizzare la strategia che spiego nel dettaglio in "Studia meno, Studia meglio"; in generale per ricordare quello che leggi (e ricordare solo quello che conta davvero) usa l'evidenziatore come se dovessi pagare ogni centimetro di carta che sottolinei con esso.

Meno è meglio.

4. Riscrivilo a parole tue

Una delle migliori abitudini che ho instaurato nel mio percorso di crescita personale è stata quella di NON iniziare un nuovo libro di self-help finché non avessi fatto una breve sintesi di quello che avevo appreso dall'ultimo libro letto.

E non una sintesi qualunque, ma un riassunto a parole mie dei passaggi più importanti di quel libro, spesso in forma grafica (una mappa concettuale per intenderci).

Chissà, magari un giorno condividerò questo tesoretto di mappe e sintesi dei migliori libri di crescita personale.

Per il momento, però, per ricordare quello che leggi, impara a fare un breve riassunto di quello che leggi.

Puoi farlo anche al termine di ogni capitolo e no, non devi stare a riscrivere TUTTO il capitolo, bastano anche poche parole e concetti chiave elencati con dei bullet point! L'importante è che siano parole tue e non dei beceri "copia & incolla" di quanto scritto dall'autore.

5. Connetti i puntini (e se necessario, crea nuovi puntini)

connetti i puntini

In fin dei conti il nostro cervello non è altro che una rete di neuroni connessi tra loro.

Non dobbiamo dunque sorprenderci se ricordiamo meglio facendo connessioni tra le informazioni.

Se vuoi davvero capire come ricordare quello che leggi, la tecnica del "connettere i puntini" è fondamentale.

In poche parole, ogni volta che leggi qualcosa che vuoi ricordare, cerca sempre di connetterlo ad un concetto o un'informazione che già conosci.

Può essere una connessione anche assurda o scherzosa.

Un esempio?

Se ti dico RAI, cosa ti viene in mente ora che hai letto questo articolo?

...esatto, ti viene in mente la Radiotelevisione Italiana ma anche i tre meccanismi chiave attraverso cui il nostro cervello ricorda quello che legge: Riattivazione, Associazione e Interesse.

I due concetti non hanno un legame diretto, ma creando una connessione con un qualcosa che già conoscevi ho cercato di aiutarti a ricordare questi nuovi elementi.

Se poi vuoi essere davvero un pro e fare tuo un nuovo argomento a cui tieni particolarmente, non ti limitare a connettere i puntini. Creane di nuovi!

Esponiti agli stessi argomenti attraverso "canali" diversi:

  • Leggi un libro sul tema.
  • Approfondisci gli articoli di un blog che lo tratta.
  • Guarda dei video su YouTube sempre sullo stesso argomento.
  • Ascolta dei podcast.

Insomma, stimola la tua mente con "modalità di comunicazione" diverse sullo stesso tema e la probabilità di ricordarlo aumenteranno esponenzialmente.

6. Esci dalla tua Torre di Avorio

Torre d'Avorio

Appena leggi qualcosa che ti piace o ti colpisce, mettilo subito in pratica.

E questo vale anche per questo articolo.

C'è una strategia che ha stuzzicato particolarmente i tuoi neuroni? Applicala, e applicala oggi stesso, alla tua prossima lettura.

Troppo spesso rimaniamo nelle nostre "Torri di Avorio", ingurgitiamo informazioni su informazioni, senza mai uscire là fuori a metterle in pratica.

Questa, oltre ad essere una colossale perdita di tempo è anche la tecnica perfetta per NON ricordare tutto quello che cerchiamo di stipare nella nostra testolina.

Al contrario, nel momento in cui traduciamo un'informazione letta, in un'informazione sperimentata sulla nostra pelle, quella ci si stampa a fuoco nella mente.

Quando leggi del materiale, fallo sempre con l'intenzione di portarti a casa almeno un elemento che potrai applicare nella tua vita.

7. "Chi sa fare... insegna"

Te lo ricordavi diversamente, vero?!

Beh, a me il detto originale "Chi sa fare, fa. Chi non sa fare, insegna" non ha mai convinto del tutto.

L'unico modo per insegnare qualcosa (e farlo bene), infatti, è aver compreso a fondo l'argomento di cui si parla.

...e questo può tornarci decisamente utile anche quando vogliamo ricordare quello che leggiamo.

Ecco come: la prossima volta che affronti una lettura che vuoi salvare nel tuo hard drive biologico, fallo con l'idea che dovrai poi spiegare quanto appreso ad un tuo conoscente.

E qui c'è il trucco...

NON è indispensabile che tu poi faccia davvero la lezioncina al tuo conoscente. Quello che conta è che tu affronti la lettura con l'idea di dover insegnare quanto studiato.

Questo semplice cambio di mindset ti aiuterà ad attivare quelle parti del tuo cervello utili a comprendere e memorizzare il materiale che leggerai.

Prima di salutarci...

Ok, mettiamo subito in pratica quanto appreso in questo articolo premium.

Prima di salutarci rispondi a queste semplici domande: ti aiuteranno a cristallizzare nella tua memoria quanto letto:

  • Quali sono le tre parole che si nascondono dietro l'acronimo RAI? (Riatti... poi?).
  • Di cosa parlavamo nel paragrafo con il meme "cielo messa tuta"? (Non ti sarai mica... distratto?!)
  • È necessario leggere anche la prefazione di un libro per ricordarne i concetti chiave?
  • Chi è Laura e perché mi dà ancora gli incubi?
  • Come riscriveresti la quarta strategia su "come ricordare quello che leggi" a parole tue?
  • Hai già ascoltato la versione audio di questo articolo? Prova ad utilizzare questo secondo "canale comunicativo" per ricordare ancor meglio i concetti che abbiamo visto.
  • Quale delle 7 strategie per ricordare quello che leggi metterai in pratica entro stasera?
  • È necessario insegnare quanto letto per memorizzarlo al meglio o basta l'idea di volerlo fare?

E adesso prova a dimenticarti questo articolo! 😃

Ci leggiamo nei commenti. Fammi sapere se questo articolo ti è stato utile!

A presto.

Andrea Giuliodori.

[post_title] => Come ricordare quello che leggi (anche se hai una pessima memoria) [post_excerpt] => Più studi meno ti sembra di imparare? Per ricordare quello che leggi con efficacia ecco diversi consigli da applicare tutti i giorni. [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => open [post_password] => [post_name] => come-ricordare-quello-che-leggi [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2021-10-14 16:34:34 [post_modified_gmt] => 2021-10-14 14:34:34 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => https://www.efficacemente.com/?p=27472 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 41 [filter] => raw ) [1] => WP_Post Object ( [ID] => 24284 [post_author] => 18 [post_date] => 2019-10-14 08:11:34 [post_date_gmt] => 2019-10-14 06:11:34 [post_content] =>

Sei in cerca di idee e consigli per migliorare il tuo metodo di studio per il corso universitario di Medicina? Sei arrivato nel posto giusto.

Da sempre il materiale e la quantità di informazioni da apprendere per preparare gli esami a Medicina tormentano le notti di migliaia di studenti. La quantità è talmente vasta che non puoi permetterti di non avere un metodo di studio efficace. Ecco perché in questo articolo parleremo di un principio che può davvero rivoluzionare la tua carriera universitaria: l'Effetto Testing.

Studiare medicina è estremamente interessante e stimolante, dà grandissime soddisfazioni, ma richiede tanto impegno e tanto tempo.

Per realizzare il sogno di una brillante carriera come medico, la strada è dura e tortuosa. Capita a moltissimi studenti che dopo qualche esame, una o due bocciature, sessioni saltate, l'entusiasmo si spenga. La laurea in medicina sembra un miraggio, gli ostacoli troppi, la voglia scende ai minimi termini.

Il risultato? Si tende a procrastinare, ancora e ancora, fino ad abbandonare le speranze di carriera accademica e professionale.

Ma come possiamo rompere questo circolo poco virtuoso?

Il segreto è sempre il metodo di studio universitario adottato. A maggior ragione in una facoltà in cui la quantità di informazioni da digerire non solo è tanta, ma è cumulativa, ovvero le informazioni apprese durante il primo anno rimangono rilevanti anche per esami che dovrai sostenere anni dopo.

Vediamo quindi una strategia per studiare bene potente ed efficace, supportata da diversi studi scientifici che hanno dimostrato essere utile soprattutto per la facoltà di medicina.

Ma prima facciamo un'importante premessa.

Lo studio delle conoscenze in Medicina

Gli studenti di Medicina spesso si sentono sopraffatti dall'eccessiva quantità di conoscenze che devono apprendere in breve tempo. Si trovano così a doversi districare tra centinaia di pagine, in un contesto di inconsapevolezza su come apprendere davvero le informazioni.

Proviamo quindi a fare un po' d'ordine. In Medicina possiamo dividere l’apprendimento in due distinte forme di conoscenza, collegate tra loro: la conoscenza “di fatto” e quella “di procedura”.

Cosa significa?

In sintesi, la conoscenza “di fatto” è il background teorico. Pensa, ad esempio, allo studio delle caratteristiche dei muscoli degli arti inferiori o alla conoscenza del processo infiammatorio del nostro organismo. Di contro, la conoscenza “di procedura” è quella che può essere indicata come la parte più pratica della medicina, come la conduzione di esami clinici.

Insomma, per dirla in altri termini, le conoscenze concettuali comprendono le informazioni sul "cosa", mentre le conoscenze procedurali comprendono le informazioni sul "come" e sul "perché".

Anche se non tutti gli studenti la pensano così, la maggior parte delle matricole ritiene che le conoscenze procedurali si possano apprendere più facilmente mediante simulazioni pratiche, mentre lo scoglio più arduo è la conoscenza dei concetti, che richiede letture, riassunti, test e revisioni varie.

Ebbene, all'inizio è proprio la conoscenza concettuale ad assorbire la maggior parte del tempo, vediamo quindi come ottimizzare il tuo studio.

Come migliorare l'apprendimento nella Medicina

Condiviso che il primo ostacolo che incontrano gli studenti di Medicina è l’apprendimento della conoscenza concettuale, rimane da comprendere come puoi semplificare questo processo, creando dei legami solidi tra le varie nozioni ed evitare vuoti di memoria in sede d'esame.

Ebbene, la soluzione è più semplice di quanto tu possa pensare: la ripetizione dello studio del materiale per più volte durante il periodo di preparazione.

Ormai 40 anni fa lo psicologo svedese K. Anders Ericsson guidò un team di ricerca in uno dei primi esperimenti utili per confermare l’importanza della ripetizione nella memorizzazione di elementi astratti.

Coinvolse uno studente universitario, con intelligenza e capacità di memoria nella media, e gli fece memorizzare una sequenza di cifre lette in modo casuale, al ritmo di una cifra al secondo.

Per più di 20 mesi lo studente si impegnò in questa attività per circa 1 ora al giorno, da 3 a 5 volte alla settimana. Partendo da una prima capacità di memorizzazione di 7 cifre raggiunse l’abilità di tenere a mente un arco di quasi 80 dopo 20 mesi o 230 ore di pratica.

Questi risultati hanno dunque dimostrato che l'abilità di memorizzare anche le informazioni più astratte può essere migliorata con la pratica.

A questo punto, probabilmente starai pensando qualcosa del genere: "quindi mi stai dicendo che ripetere è importante? Sai che novità!"

Non è proprio così: questo esperimento, come tanti altri, dimostra l'effetto della pratica sulla memoria. La pratica farà in modo che le informazioni che apprenderai si fissino nella tua mente in maniera sempre più solida.

Pensa alla memoria come a un muscolo. La sua capacità può essere potenziata se la alleni, e puoi iniziare a farlo con questa serie di esercizi.

Chiarito questo concetto, è il momento di fare un passo in più.

L'effetto Testing

Probabilmente ti starai domandando come rafforzare concretamente le tue conoscenze in Medicina durante le sessioni di studio.

Qui entra in gioco l'Effetto Testing. In poche parole, è un principio psicologico che si basa proprio sull'idea che il semplice testare la memoria di uno studente la rafforzerà.

Per questo ritengo che gli studenti di Medicina debbano comprendere l'importanza di integrare la loro preparazione con verifiche e test pratici, senza limitarsi alla semplice memorizzazione di elementi che permangono su un piano astratto.

Facciamo un esempio.

La maggior parte degli studenti di Medicina (e non solo) leggono le nozioni che sono "costretti" ad apprendere, le riassumono e le studiano di nuovo, nella speranza di non dimenticarle il giorno dell’esame.

Adesso proviamo a dividere gli studenti in due sotto-gruppi.

Da una parte abbiamo gli studenti che studiano ripetutamente il materiale di studio, si sottopongono a pochi test, e poi affrontano l’esame.

Dall’altra abbiamo quelli che dedicano meno tempo allo studio delle conoscenze di “fatto”, per concentrarsi soprattutto sui test di richiamo, fino al giorno precedente l’esame.

Quale dei due sotto-gruppi otterrà i risultati migliori?

Naturalmente, con così poche informazioni a disposizione, non potrai mai saperlo!

Tuttavia, un interessante studio condotto da Hogan e Kintsch nel 1971 ci propone qualche spunto di discussione.

I due ricercatori coinvolsero un gruppo di studenti, inducendoli a studiare una lista di 40 parole, in quattro diverse occasioni, con brevi pause tra un periodo di studio e l'altro.

Coinvolsero poi un secondo gruppo di studenti, inducendoli a studiare la lista solo una volta, ma poi li sottoposero a tre test di richiamo.

Due giorni dopo, entrambi i gruppi sono stati sottoposti a un test finale. Il primo gruppo – quello che ha studiato la lista quattro volte – è stato in grado di richiamare correttamente il 15% delle parole. Il secondo gruppo – quello che ha studiato una sola volta ma ha avuto l’opportunità di fare tre test – è stato in grado di richiamare correttamente il 20% delle parole.

Insomma, lo studio dell’elenco di parole una sola volta, seguito da alcuni test, ha condotto a risultati migliori rispetto allo studio dello stesso elenco per quattro volte, ma senza test intermedi.

Vediamo un altro caso.

Uno studio controllato randomizzato ha confermato che test ripetuti hanno portato ad una ritenzione a lungo termine significativamente più elevata rispetto alla semplice ripetizione di concetti.

Questo studio ha preso in esame una conferenza didattica per gli studenti in pediatria e medicina d'urgenza. C'erano due gruppi controbilanciati.

 

Un gruppo ha effettuato un test sul tema dello status epilettico e ha studiato un review sheet sulla miastenia gravis.

Il secondo gruppo ha studiato un review sheet sullo stato epilettico e ha effettuato il test sulla miastenia gravis.

Le sessioni di test e di studio si sono svolte immediatamente dopo l'insegnamento e a intervalli di tempo di circa 2 settimane. Ogni volta è stato dato un feedback ai partecipanti. Lo studio si è concluso con un test finale dopo 6 mesi.

Ebbene, sei mesi dopo la sessione di insegnamento iniziale, i test ripetuti hanno portato a punteggi finali in media superiori del 13% rispetto a quelli del gruppo di studio ripetuto.

È stato quindi provato che in medicina l'integrazione di prove ripetute e test nello studio porta ad una ritenzione delle conoscenze a lungo termine significativamente più alta.

Nonostante una buona parte degli studenti di Medicina abbia toccato con mano gli importanti benefici che è possibile ottenere attraverso i test, moltissimi sono ancora inconsapevoli dei vantaggi che portano alla capacità di memorizzazione delle conoscenze concettuali.

Il perché è presto detto. Ancora oggi, continua a prevalere la convinzione che i test utilizzati nel contesto di apprendimento servano esclusivamente a valutare la conoscenza, e NON come una tecnica per intensificare l'apprendimento!

Quindi quello che ti consiglio caldamente di fare per migliorare i risultati a Medicina è integrare l'effetto testing nelle tue sessioni si studio, ma non puoi farlo se alla base non c'è un metodo di studio che si adatti al tuo stile cognitivo e preveda le strategie adatte per approcciarti alle materie previste dalla tua facoltà.

Tutto questo lo trovi spiegato nel dettaglio all'interno di Sm2, il manuale con cui Andrea ha aiutato più di 13000 studenti a preparare gli esami, anche quelli di Medicina.

Scopri Studia Meno Studia Meglio 2.0

A questo punto non ti resta che provare a sfruttare l'Effetto Testing e farci sapere come va nei commenti.

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Come riuscire a studiare più in fretta e dimenticare una volta per tutte quelle lunghe nottatacce sui libri? Se sei arrivato qui alla ricerca di una risposta, in questo articolo ti parlerò di una tecnica che potrebbe rivoluzionare le tue sessioni di studio: la tecnica Feynman.

Richard Feynman è stato uno dei più grandi fisici teorici di tutti i tempi, che fece della sua straordinaria capacità di spiegare concetti complessi con parole semplici un vero e proprio tratto distintivo: da qui l'origine della sua tecnica per comprendere e assimilare qualsiasi argomento.

La tecnica Feynman ti permetterà di capire, assimilare e ricordare meglio la tua materia d’esame. Non male per il tuo studio, no?

Vediamo quindi come funziona e  come può realmente aiutarti a migliorare il tuo studio.

Come studiare velocemente

Iniziamo sintetizzando in cosa consiste la tecnica Feynman. Come anticipato, la tecnica prende il nome da Richard Feynman, premio Nobel per la Fisica e abile divulgatore in grado di far comprendere le basi della fisica anche a chi non l’ha mai masticata pienamente.

L’abilità principale di Feynman è stata quella di semplificare i concetti anche più complicati, spiegandoli ai suoi interlocutori come se fossero bambini delle elementari. Così facendo, attraverso un ricco uso di analogie e metafore, esempi e paradossi, Feynman è stato in grado di far avvicinare alla “sua” materia anche i meno aficionados.

Se vuoi usare anche tu il metodo Feynman, ecco quello che devi fare:

  1. Prendi un foglio bianco. Se ti va puoi usarne uno di carta, non digitale. Questo ti aiuterà a imprimere i concetti con maggiore efficacia. Se ti trovi meglio, niente ti vieta di usare un foglio Word;
  2. Scrivi in cima al foglio il concetto che vuoi ricordare. Considerato che si tratta di una sorta di titolo, devi essere piuttosto sintetico, indicando nella prima riga il concetto che intendi studiare, e nient’altro;
  3. Elabora una spiegazione. Nel far ciò, non dilungarti troppo in tecnicismi o valutazioni complesse. Cerca invece di utilizzare un linguaggio comune, divulgativo. Insomma, immagina di dover spiegare il concetto a un tuo amico che non sa proprio nulla della materia;
  4. Se durante l'elaborazione ti trovi in difficoltà, non preoccuparti, vuol dire che non hai ancora assimilato il concetto ed è del tutto normale, prenditi quindi una pausa e riprendi in mano il libro;
  5. Una volta che ti senti un po’ più pronto, prova a spiegare nuovamente i concetti, aggiungendo i punti che ritieni più importanti ma soprattutto semplificando il più possibile.

Il segreto della tecnica Feynman

Il segreto di questa tecnica è semplicemente quello di spiegare a qualcun altro quello che stai studiando. Se ti trovi in difficoltà, ti basta riprendere in mano il libro di testo fino a quando non sei in grado di esporre una spiegazione semplice e chiara.

In altre parole, questa tecnica si basa sul principio secondo cui per imparare davvero qualcosa devi essere in grado di insegnarla!

Solo quando hai davvero appreso un concetto sei in grado di ripeterlo usando parole semplici: questo ti "costringe" a leggere il  materiale attivamente, quindi sì, mi dispiace per te, ma non potrai più studiare leggendo in modo passivo e sottolineando tutto il libro di testo ;-)

Dovrai quindi elaborare i concetti, sintetizzarli, semplificarli, approfondirli  e collegare i nuovi argomenti con le conoscenze che hai già acquisito con il tuo metodo di studio universitario.

Insomma, un livello di apprendimento sicuramente più efficace e appagante, che ti aiuterà a studiare più velocemente (e meglio)!

Un esempio di tecnica Feynman

Come utilizzare la tecnica Feynman per studiare più velocemente?

Proviamo a fare un esempio.

Immaginiamo che tu debba memorizzare il concetto di autonomia patrimoniale delle società per azioni.

È possibile che dopo una prima lettura del capitolo, tu possa essere in grado di scrivere solo una spiegazione di base, che condivida con il tuo immaginario lettore solo il succo di tutta la questione:

"Le società per azioni sono contraddistinte da un'autonomia patrimoniale perfetta. La separazione tra il patrimonio del socio e quello della società è profonda, perché il socio non può essere chiamato a rispondere dei debiti della società."

Si tratta di una spiegazione evidentemente molto sintetica e rapida, frutto di una mera prima lettura del libro di testo. Ad una seconda lettura potrai probabilmente essere in grado di arricchire questa spiegazione in maniera più completa. Non solo: avendo metabolizzato meglio e con più sicurezza il tema, potrai probabilmente spiegarlo in modo ancora più semplice. Proviamoci:

"Le società per azioni hanno la cosiddetta autonomia patrimoniale perfetta, proprio come le altre società di capitali (che sono la società a responsabilità limitata, la società a responsabilità limitata semplificata e la società in accomandita per azioni). 

La divisione tra il patrimonio del socio e quello della società è in questo caso molto profonda. In pratica, il socio non deve pagare i debiti della società. Ciò non significa, comunque, che i soci amministratori non siano responsabili penalmente se commettono dei reati a danno dei creditori."

Abbiamo dunque aggiunto alcuni concetti importanti, che vanno a integrare la nostra prima spiegazione, e abbiamo semplificato. Ad una terza lettura probabilmente saremo in grado di giungere a una spiegazione ancora più convincente e molto più facile da memorizzare. Di nuovo, proviamoci:

"Le società per azioni hanno un'autonomia patrimoniale perfetta, così come le altre società di capitali (società a responsabilità limitata, società a responsabilità limitata semplificata e società in accomandita per azioni). Il contrario avviene con le società di persone e con le ditte individuali: la loro autonomia patrimoniale è infatti imperfetta.

La divisione tra il patrimonio del socio e quello della società è in questo caso molto profonda. In pratica, il socio non deve pagare i debiti della società. Ciò non significa, comunque, che i soci amministratori non siano responsabili penalmente se commettono dei reati a danno dei creditori. Ma cosa significa tutto ciò?

Si può facilmente intuire: chi diventa socio di una spa non rischia i propri soldi, tranne - ovviamente - quello che è stato già investito nel capitale sociale. Insomma, si tratta di una sorta di investimento a rischio limitato: se le cose vanno male, chi ha investito nella società per azioni non perderà altro denaro se non quello che ha impiegato nelle quote del capitale."

Come hai visto, man mano che sono andato avanti con le riletture, ho aggiunto ulteriori concetti alla spiegazione della materia di studio, fino ad arrivare a un'elaborazione più completa e sempre più semplice.

Naturalmente, questa è solo una prima fase, il punto massimo di apprendimento è quello in cui sarai in grado di spiegare il concetto a un bambino di 9 anni. In questo caso quindi dovrai usare un linguaggio ancora più semplice, fare degli esempi concreti e perché no, raccontare una sorta di storia con tanto di disegni per rappresentare i vari soggetti ed elementi che definiscono il concetto. A questo punto avrai davvero fatto tuo l'argomento!

Quando puoi usare la tecnica Feynman?

A questo punto forse ti starai domandando quando puoi usare la tecnica Feynman.

A mio giudizio, sempre! Puoi infatti fruire di questa tecnica in qualsiasi occasione, ma se vuoi imparare un metodo di studio efficace, dovrai integrarla con altre strategie che meglio si adattano alle tue esigenze e al tuo stile cognitivo.

Per questo ti consiglio di dare un'occhiata a Studia Meno Studia Meglio 2.0, il manuale con cui Andrea ha aiutato più di 13000 studenti a preparare gli esami universitari.

Allenati sperimentando questa tecnica nelle tue sessioni di studio, e fammi sapere come va!

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Stai cercando un metodo di studio veloce ed efficace? In questo articolo parliamo del sistema Leitner, una tecnica che non solo ti aiuterà a migliorare la memoria, ma renderà le tue sessioni di studio più leggere e divertenti.

Se stai leggendo questo articolo è molto probabile che il tuo attuale metodo di studio preveda qualcosa del genere: sottolineare come un imbianchino e ripetere a pappagallo tutto il libro di testo, sia che si tratti di storia, anatomia, diritto... o qualsiasi altro argomento d'esame.

Ci sono andato vicino?

Il segreto per studiare bene e memorizzare davvero il materiale è imparare a fare un studio attivo, e il Sistema Leitner rientra nelle tecniche che ci permettono proprio questo. Vediamo quindi di cosa si tratta.

Che cos'è il Sistema Leitner?

Il sistema Leitner è un metodo di ripetizione dilazionata inventato dall'austriaco Sebastian Leitner. Dopo aver trascorso diversi anni nelle prigioni sovietiche per la sua opposizione all'annessione dell'Austria al Terzo Reich, Leitner diviene un commentatore e scrive soprattutto di argomenti giuridici e sociologici, per poi passare negli ultimi anni di lavoro alla medicina e la psicologia.

Raggiunge la notorietà con la pubblicazione del suo bestseller "So lernt man lernen (imparare a imparare)", un manuale di psicologia dell'apprendimento con cui ha reso popolare proprio il suo "Leitner Systems", anche conosciuto come metodo Leitner o metodo flashcards.

Questo metodo è basato sulla ripetizione delle flashcards, che sfruttano un meccanismo di “domanda e risposta” per stimolare la mente nel rammentare definizioni, date, numeri e altre conoscenze che non richiedono un'elaborazione particolarmente ampia e complessa.

Come dici? Non hai capito nulla?

Non ti preoccupare, il mio obiettivo è quello di fornirti le basi per studiare velocemente utilizzando questo metodo nel tuo studio, quindi vediamo brevemente cosa sono le flashcards.

Cosa sono le flashcards

Come suggerisce il nome, le flashcards sono delle schede, semplici pezzi di carta che riportano sul fronte una domanda, e sul retro la relativa risposta. Sono ottime soprattutto per date, definizioni, vocaboli e così via.

La domanda può essere espressa sia in maniera completa che con richiami visivi o simbolici, al fine di stimolare al meglio le tue capacità.

Come funzionano quindi?

Molto semplice: si prende una scheda alla volta e si cerca di rispondere alla domanda, per poi controllare la risposta e passare a quella successiva.

Dal mio punto di vista, la straordinarietà del metodo flashcards è che non solo ti aiuta a memorizzare rapidamente, ma anche ad elaborare e memorizzare le informazioni a lungo termine , rendendo il tuo studio efficace.

Quando infatti usi le flashcards per memorizzare le informazioni, il tuo cervello le elabora in maniera attiva, e questo permette di studiare velocemente e con una "sedimentazione" più solida.

Infatti con le flashcards il nostro cervello si abitua a lavorare con un “richiamo attivo”.

Ovvero?

Per farla semplice, quando leggi passivamente un libro di testo, il tuo cervello non è costretto a pensare. Ma quando devi rispondere attivamente alle domande, questo si impegna maggiormente per elaborare il compito. Pertanto, usando le flashcards sarà costantemente stimolato a richiamare attivamente le informazioni, in modo che siano conservate in modo più efficace e per un periodo di tempo più lungo.

In secondo luogo, con l’utilizzo delle flashcards prenderai finalmente il controllo del tuo apprendimento. Dovrai infatti scegliere che cosa mettere su ogni scheda, quante volte le utilizzerai, valutare quanto sei preparato, e così via. Facendo tutto questo, sfrutterai dei processi metacognitivi che miglioreranno l'apprendimento a lungo termine.

Come funziona il sistema Leitner

Nelle sue ricerche sulla psicologia dell'apprendimento all'inizio del 1970 Sebastian Leitner ha condotto  una serie di esperimenti con l'obiettivo di migliorare il proprio potenziale di apprendimento e la capacità di memorizzazione.

Il risultato è una tecnica di ripetizione delle flashcards che ti permette man mano di memorizzare tutte le informazioni, anche quelle che inizialmente sembrano impossibili da ricordare.

Vediamo subito come puoi applicare queste tecniche di memoria.
  1. prendi tutte le flashcards che hai realizzato e tre scatole;
  2. etichetta ogni scatola con un numero e con la frequenza di studio che ti vuoi imporre. Per esempio:
  • scatola n. 1 – studio quotidiano
  • scatola n. 2 – studio ogni 2 giorni
  • scatola n. 3 – studio ogni 3 giorni.

Effettuata questa fase, sei pronto per entrare nel vivo dello studio. Ecco cosa potrebbe accadere, giorno dopo giorno:

  • giorno 1: metti tutte le tue carte nella scatola n. 1 e mettiti alla prova. Se rispondi correttamente, sposta la flashcard nella scatola n. 2. Se sbagli, rimane nella scatola n. 1;
  • giorno 2: rimettiti alla prova con le flashcards della scatola n. 1 e, come il primo giorno, sposta le carte corrette nella scatola n. 2, ma rimetti le carte sbagliate nella scatola n. 1;
  • giorno 3: nuovamente, rimettiti alla prova con tutte le flashcards della scatola n. 1, con l’esito di cui sopra. Prendi poi le schede della scatola n. 2 e, se rispondi correttamente alla domanda, spostala nella scatola n. 3. In caso contrario, retrocedila alla scatola n. 1;
  • giorno 4: rielabora tutte le flashcards della scatola n. 1, e fai la stessa cosa con le schede della scatola n. 3. Se rispondi correttamente, puoi lasciare la scheda nella stessa scatola. Se sbagli, rimettila nella scatola n. 1.

A questo punto, dovresti aver capito il meccanismo.

Le flashcards a cui rispondi correttamente si spostano nel compartimento successivo, mentre quelle con risposta errata vengono spostate nel primo scomparto, dove il ciclo di ripetizione ricomincia da capo. In pratica più si conoscono bene le flashcards, più raramente le si ripete. Ed è qui il segreto dell'efficacia di questa tecnica: la maggior parte del tempo si dedica alla ripetizione delle flashcards che non si conoscono bene.

Quando tutte le carte avranno lasciato la scatola n. 1, ti stupirai della quantità di informazioni che sarai in grado di ricordare!

Naturalmente questa non è l'unica modalità che potresti sperimentare per rendere lo studio efficace. Per esempio, niente ti vieta di aumentare il numero delle scatole da 3 a 5, o magari personalizzare il ciclo di ripasso.

Cerca di trovare il giusto equilibrio tra le tue esigenze, il tempo che hai a disposizione e il numero di flashcards che devi gestire!

C’è poi una variante del sistema Leitner in cui le flashcards alle quali hai dato una risposta sbagliata non verranno inserite nella scatola n.1, ma saranno retrocesse di una scatola. Pertanto, una flashcards che si trova nella scatola n. 3 a cui hai dato una risposta errata, non finirà nella scatola n. 1, bensì nella scatola n. 2.

Non è però una vera e propria declinazione del sistema Leitner, quanto una sua versione alternativa.

Metodo di studio veloce: considerazioni finali

A questo punto vorrei fare alcune considerazioni per capire se il sistema Leitner può essere davvero un metodo di studio veloce ed efficace per te.

In particolar modo, credo che le flashcards e il Sistema Leitner:
  • siano utili soprattutto se ti abitui ad usarli con costanza. Cerca pertanto di creare degli appuntamenti fissi con questi strumenti. Per esempio, se l’esame è tra 30 giorni, puoi calendarizzare dei test con le flashcards in tutti i giorni pari, o una volta ogni tre giorni;
  • siano molto semplici da usare, considerato anche che tutto ciò di cui hai bisogno potrebbe essere solo uno smartphone con un’app dedicata;
  • ti permettono di studiare velocemente e ricevere un feedback immediato sulla tua preparazione grazie alla struttura domanda e risposta.

Ora che conosci questa tecnica, è fondamentale capire che studiare con le flashcards è un ottimo strumento che però si applica molto bene ad alcune materie e ad alcuni stili cognitivi, come per esempio imparare l'inglese velocemente.

Inoltre molti studenti credono che la memorizzazione sia tutto ciò che serve per preparare un esame, ma in realtà è solo una delle abilità necessarie. Questo vuol dire che tecniche di memoria come il Sistema Leitner vanno integrate con altre che ti consentano un apprendimento, un'organizzazione e un ciclo di ripasso efficace.

Se vuoi quindi sfruttare al massimo questa tecnica, capire come organizzare la frequenza di ripetizione, integrarla con altre strategie e nella fase di ripasso, troverai tutto questo e molto altro all'interno di Studia meno studia meglio 2.0, la guida in cui Andrea spiega nel dettaglio come costruirti un metodo di studio cucito su misura sulle tue esigenze e sul tuo stile cognitivo.

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Sei uno studente di Giurisprudenza alle prese con l'ennesimo esame di diritto?

Se tutte le volte ti senti come catapultato in un incubo senza via di fuga, in questo articolo troverai alcune strategie che renderanno il tuo metodo di studio universitario più efficace.

Quando parliamo di come studiare diritto ci stiamo approcciando a un mondo vastissimo e ricco di specializzazioni.

D’altronde, anche senza essere degli esperti, è chiaro che studiare diritto civile è diverso da studiare diritto commerciale, e diritto tributario non è proprio come diritto societario!

Come se non bastasse, queste materie giuridiche sono presenti in diverse facoltà, da Giurisprudenza a Economia.

Insomma, un bel pasticcio per chi, come me, sta cercando di trovare qualche spunto su come studiare diritto meglio e in tempi più rapidi, che possa valere per tutti gli interessati.

Ad ogni modo, bando allo scoramento!

Anche dinanzi a questo panorama così frastagliato e intricato, ho cercato di trarre un quadro di sintesi sui modi più efficaci per aiutare il tuo cervello a memorizzare più facilmente le informazioni di legge, per capire come studiare bene e velocemente questi argomenti.

Ancora prima, però, ti suggerisco di dare uno sguardo a Studia meno Studia meglio 2.0 di Andrea Giuliodori, il manuale che ti aiuterà a studiare più rapidamente, con maggiore consapevolezza e a toglierti le meritate soddisfazioni all'università.

A questo punto vediamo i consigli su come studiare diritto.

1) Pianifica e organizza

Cominciamo con una premessa: se vuoi avere successo nello studio del diritto non devi studiare di più, ma in modo più intelligente!

Come studente di diritto, una parte fondamentale del tuo lavoro dovrà essere determinare come e dove allocare il tuo tempo e le tue energie.

In fin dei conti, la pianificazione è parte integrante di un metodo di studio efficace.

Quindi prima di procedere alla lettura appassionata ma disorganizzata del materiale didattico, cerca di conoscere il tuo campo di “battaglia”.

Sfoglia i libri, leggi i titoli dei capitoli e le introduzioni, focalizzati su quali potrebbero essere i concetti più importanti, crea delle connessioni.

Detto questo, qual è il segreto di una pianificazione davvero efficace?

Stabilire in anticipo quanto tempo dedicherai ad ogni esame. Come? Prova a moltiplicare i crediti (i famosi CFU) per 10/15 ore di studio, come spiegato in questo articolo.

Questo ti permetterà di suddividere le tue sessioni in maniera equilibrata, evitando di concentrare le ore di studio a ridosso dell’esame.

2) Individua e sfrutta le parole chiave

Non tutte le parole hanno la stessa importanza, e questo vale soprattutto nel diritto!

Prova dunque a sottolineare le parole chiave che trovi nel libro o nelle dispense utilizzando colori diversi. In questo modo stimolerai il tuo cervello a ricordare le informazioni più importanti.

Per far ciò, ti consiglio prima di leggere tutto il capitolo (o un sotto-capitolo o un paragrafo, a seconda della lunghezza) e poi evidenzia le parole chiave che ti sembrano più importanti, i veri e propri “perni” di tutto l’argomento che hai appena letto.

Si tratta di un modo banale, ma incredibilmente efficace, per imprimere nel tuo cervello delle keyword che costituiranno la base su cui costruire le tue riflessioni più specifiche e dettagliate.

3) Crea collegamenti e mappe mentali

Sottolineare le parole chiave con colori diversi non è importante solo per fissare con maggiore efficacia le informazioni più significative nella tua mente.

Ti sarà infatti molto utile anche per il passaggio successivo: “allenare” la tua mente a realizzare dei collegamenti tra i concetti di maggiore rilevanza.

Prova a fare un gioco: estrai in ordine casuale due parole chiave tra quelle che hai evidenziato, “sfidandoti” a cercare di comprendere come possono essere collegate.

In questo modo il tuo cervello sarà stimolato a migliorare le capacità di memorizzazione e di connessione, creando delle mappe mentali… ancora prima di metterle nero su bianco.

Ora, visto che le abbiamo appena citate, facciamo entrare in gioco proprio le mappe mentali, strumenti che ti saranno molto utili nello studio del diritto per collegare visivamente i concetti e le idee.

Il problema principale, soprattutto nello studio di queste discipline, è il fatto che i collegamenti nel mind mapping sono generalmente più "fitti" rispetto ad altre materie.

Potresti quindi farti prendere dall'ansia di riportare nelle mappe mentali un'enorme quantità di informazioni, tanto da terminare lo spazio a disposizione nel foglio!

In molti cadono in questo errore, ma ricorda che il fine delle mappe mentali non è quello di mettere nero su bianco l'intero libro sotto forma di mappa, ma aiutarti ad assimilare meglio l'argomento e stimolare la tua memoria.

Non hai chiaro come realizzare una mappa mentale efficace? Allora leggi l'articolo in cui Andrea ha spiegato la differenza tra mappe mentali e mappe concettuali.

4) Usa la migliori tecniche di memorizzazione

Diciamolo chiaro e tondo: ripetere meccanicamente non serve a niente. Forse avrai l’illusione di apprendere dei concetti sfruttando la “memoria di breve termine”, ma stai certo che non appena il professore ti chiederà di ragionare su quello che hai studiato, le tue certezze crolleranno.

Sia chiaro, il tuo obiettivo non è quello di NON ripetere, ma NON ripetere meccanicamente, solo così riuscirai davvero ad assimilare le informazioni.

Ma in che modo?

Ecco due strategie che puoi applicare subito.

  1. segui una sequenza di ripasso mentale, strutturata in un ripasso veloce (max 5 minuti) degli argomenti appresi ogni 20 minuti, seguito poi alla fine della giornata da un ripasso più lungo (10 minuti) degli argomenti studiati, aiutandoti magari con le mappe concettuali. Infine, dopo 3 giorni, fai un ripasso finale più esteso (15 minuti) dei concetti studiati;
  2. ripeti dei mantra che possano accrescere in te la consapevolezza che puoi ricordare. Prima di ogni ripasso mentale, convinci te stesso che ricorderai il materiale, desidera di ricordare il materiale, ripeti il materiale una volta in modo chiaro, ordina al tuo cervello di ricordare quanto hai studiato e riguarda il materiale un’unica volta. Funziona!
Fatto ciò, prova a rafforzare la tua capacità di memorizzazione con gli audiolibri. Li hai mai utilizzati?

Credo siano un’utilissima opportunità per studiare quando non hai la possibilità di sfruttare altro senso che non sia l’udito.

Pensa a quando sei in autobus o in treno, o a quando stai facendo una bella camminata rigenerante. Che cosa c'è di meglio di ottimizzare questi momenti con un bel ripasso?

La sfida che voglio proporti oggi è un po' diversa: crea i tuoi audiolibri personalizzati.

Farlo è molto semplice! La prossima volta che devi preparare un esame di diritto, prova a registrare la tua voce mentre stai ripetendo.

Nel far ciò, aiutati avendo sotto mano libri, appunti e schemi. Il tuo obiettivo dovrà essere quello di realizzare una prima ripetizione molto approfondita, da utilizzare come “audio” per il tuo ripasso.

A questo punto potrai riascoltare la registrazione quando vorrai, mettendo a frutto le ore che passi in palestra o nei mezzi pubblici, o magari in pausa pranzo!

5) Studia con altri colleghi

Il gruppo di studio nel diritto può darti la possibilità di discutere il materiale didattico, confrontarsi su concetti giuridici e casi pratici, intuizioni, prospettive e conoscenze uniche.

Stai però attento a mantenere il tuo gruppo di studio di dimensioni non troppo ampie, idealmente tra i 3 e i 5 studenti, e cerca di scegliere i suoi componenti in maniera tale che siano sufficientemente preparati per il tuo livello di studio, e che abbiano degli obiettivi simili ai tuoi.

In ogni caso, le sessioni di studio in gruppo non dovrebbero durare più di due o tre ore. In caso contrario, finirebbero per trasformarsi in divagazioni sociali che potrebbero essere liete, ma non certo per preparare un esame di diritto!

Spero che queste strategie possano aiutarti nello studio del diritto. Se ti va di parlarne, usa lo spazio tra i commenti.

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Immagina questa scena... sei alla tua scrivania, o ancor meglio, comodo comodo sul divano, prendi uno dei tuoi tomi universitari, o quel manuale di aggiornamento che devi studiare per il lavoro, lo sfogli rapidamente e… TAAAAC: hai assorbito tutte le nozioni neanche fossi Neo di Matrix che impara il Kung Fu con uno spinotto piantato nel cervello.

A quel punto alzi gli occhi, guardi il tuo gatto e dici: "I know Diritto Privato" ("conosco Diritto Privato").

conosco Diritto Privato

Pensa che goduria!

Invece no, mannaggia a li piscitti, ti tocca sudare per ore sopra quei libri e spesso, mentre leggi, ti tocca anche ripartire da capo perché il tuo cervello se ne va in sciopero ogni tre pagine.

Come uscirne? Come ottenere il massimo dalle tue letture? In definitiva... come ricordare quello che leggi?

Ecco, in questo articolo riservato ai +Efficaci non troverai marca e modello dello spinotto cerebrale di Matrix, in compenso però scoprirai strategie e tecniche inedite per riuscire finalmente a ricordare quello che leggi, che si tratti di un libro universitario, di un manuale di lavoro o di quel libro di crescita personale che ti riprometti di leggere e praticare da una vita 😉

Partiamo.

Se vuoi ricordare quello che leggi, devi innanzitutto capire come funziona il tuo cervello...

Prima di svelarti le tecniche super-cazzute per diventare l'Eletto di Tor Vergata e riuscire a ricordare anche la lista degli ingredienti dello shampoo che leggi mentre sei seduto sul water (ti ho beccato, eh?!), dobbiamo aver chiari alcuni meccanismi chiave dell'apprendimento umano.

Nello specifico, per ricordare quello che leggiamo abbiamo bisogno della RAI. No, non quella RAI, questa... RAI:

  1. Riattivazione.
  2. Associazione.
  3. Interesse.

RIATTIVAZIONE: fai uscire il tuo cervello dalla modalità a "risparmio energetico"

come ricordare quello che leggi: RIATTIVAZIONE

Uno degli scopi primari del nostro cervello è quello di risparmiare energie. Sempre.

In altre parole, se non segnaliamo a Mr. Brain che quello che stiamo per leggere è importante, lui attaccherà il pilota automatico e noi ci ritroveremo a fine capitolo senza avere la più pallida idea di cosa diamine abbiamo letto nell'ultima mezz'ora.

Ancora prima di iniziare a leggere dobbiamo dunque riattivare il nostro cervello e uno dei metodi più efficaci per farlo è senza dubbio la pre-lettura:

  • sfoglia rapidamente l'indice del libro e le pagine dei primi capitoli,
  • soffermati qualche istante sui titoli dei paragrafi principali,
  • cerca di capire qual è la struttura del libro e come sono organizzate le informazioni.

In generale, lo scopo della pre-lettura è aiutarti a farti un'idea generale del materiale che stai per affrontare e farlo è come dire al tuo cervello: "oh, ninì, sveglia che dobbiamo assorbire queste informazioni".

Ps. Mi raccomando, non devi dedicare mezz'ora alla pre-lettura, bastano pochi minuti di "riscaldamento".

ASSOCIAZIONE: metti il libro in relazione ai tuoi obiettivi

Per quale motivo sto leggendo questo libro?

Ricordi? La nostra mente non ne vuole proprio sapere di sprecare energie a caso. Per funzionare efficacemente ha dunque bisogno di uno scopo.

Porti questa semplice domanda ("Per quale motivo sto leggendo questo libro?") ti aiuterà a ricordare perché stai facendo quello che stai facendo.

Insomma, perché stai leggendo quel tomo di Diritto Privato?

  • Perché vuoi diventare un bravo avvocato e combattere le ingiustizie di questo Paese?
  • Perché vuoi aiutare le persone a difendere i loro diritti?
  • Perché hai subito in prima persona dei torti e vuoi che non accada mai più?

Come direbbe il buon Simon Sinek: start with why, inizia dal perché.

Associa sempre le tue letture a chiari obiettivi, sì, fallo anche quando leggi gli ingredienti dello shampoo al cesso: se non altro prendi l'abitudine! 😉

INTERESSE: per ricordare quello che leggi, impara ad amare quello che leggi

Come ricordare quello che leggi: Heidi

Lo so, lo so, a volte ci troviamo a dover leggere dei mapazzoni che toglierebbero la voglia di vivere anche ad Heidi e alle sue caprette, ma anche nella lettura più sfrangi-maroni possiamo sempre trovare una scintilla di interesse.

Abbiamo visto nel punto precedente come collegare una lettura ad un perché abbastanza forte possa aiutarci a vederla sotto una nuova luce.

Detto questo, se ti ritrovi spesso a leggere materiale che in fondo non ti cattura davvero, è arrivato il momento di cambiare radicalmente approccio.

In questo caso ci viene in aiuto il buon Naval:

"Inizia a leggere quello che ami finché non inizierai ad amare la lettura".

Naval Ravikant.

Impara dunque ad abbandonare senza il minimo senso di colpa quelle letture che non accendono il tuo entusiasmo (sì, naturalmente vale anche per questo articolo se non ti sta piacendo).

Se vuoi diventare un lettore davvero efficace, non puoi costringerti a leggere. Leggere deve innanzitutto essere un piacere, un qualcosa che non vedi l'ora di fare.

Impara dunque a leggere libri che ti tengano incollato pagina dopo pagina. Ti capita solo con romanzetti rosa di Danielle Steel? Chissefrega, parti da quelli!

Quando la lettura sarà diventata una seconda pelle per te, potrai affrontare anche quelle letture che reputi più "nutrienti" per la tua mente, ma che non sempre sei riuscito a digerire in passato.

Ok, ora che conosciamo i 3 meccanismi chiave del nostro cervello che ci aiutano a ricordare quello che leggiamo, è arrivato il momento di passare a tattiche pratiche da applicare fin dalla tua prossima sessione di lettura.

Continua a leggere...

Come ricordare quello che leggi grazie a queste 7 tecniche super-cazzute

1. Crea il tuo "Fortino della Lettura"

Il fortino della lettura

Leggere può essere davvero qualcosa di magico, oserei dire... sacro.

Attraverso le pagine di un buon libro i più grandi pensatori della storia umana sussurrano alla nostra mente per l'eternità, condividendo tutto il loro sapere.

Ecco, ora immagina di avere davanti a te Socrate, Virginia Woolf, Dante e mentre loro ti stanno raccontando con passione concetti che hanno fatto la storia della cultura, tu alzi il ditino e dici:

"Scusate signori (e signore): mi ha appena scritto Ermenegildo su Whatsapp. Ah ah ah, guardate che meme mi ha girato. Riderissimo!".

meme idiota

Ecco, se vuoi davvero assorbire le tue letture e ricordare quello che leggi, devi dare a questo momento la sacralità che merita.

Ed eliminare le distrazioni è senza dubbio il pre-requisito #1 per una sessione di lettura proficua.

Ti dirò di più, crea una sorta di "Fortino della Lettura", ovvero uno spazio della tua casa (ma può essere anche un luogo esterno come una biblioteca) che ti aiuti naturalmente a concentrarti.

Nel tuo "Fortino della Lettura" lo smartphone è vietato, il silenzio è d'oro e un ordine rilassante domina gli spazi.

Crea queste condizioni e le probabilità di ricordare quanto stai leggendo saranno da subito più alte. Ma soprattutto ti godrai i tuoi momenti di lettura molto di più.

Prova e se non dovesse funzionare, beh, io... cielo messa tuta.

2. Lascia andare i tuoi "Bisogna"

Ti ricordi la newsletter di qualche tempo fa sulle regole segrete?

Ecco alcune tipiche "regole segrete" dei lettori alle prime armi:

  • "Bisogna sempre finire un libro una volta che si è iniziato".
  • "Bisogna leggere ogni singola pagina, anche le note alla nuova edizione".
  • "Bisogna...".

Ecco, tutti questi "Bisogna" che ci portiamo dietro dall'infanzia non fanno altro che farci odiare la lettura.

Non solo.

Se è tutto un dovere, se è tutto importante, il nostro cervello non capirà mai su cosa deve concentrarsi e cosa deve memorizzare (ricordi? Il suo obiettivo è sempre quello di risparmiare calorie).

Inizia dunque ad abbandonare i tuoi "Bisogna"; di un libro o di un manuale leggi con la massima attenzione solo quello che cattura davvero la tua attenzione e sorvola senza pietà tutto il resto.

La pre-lettura, di cui abbiamo parlato ad inizio articolo, ti aiuterà anche ad intuire quali sono i passaggi importanti e quali invece sono dei semplici riempitivi usati dall'autore per arrivare alle 50.000 parole concordate con l'Editore!

3. Sottolinea come Dio comanda

Laura aveva un rapporto morboso con i suoi evidenziatori. Laura evidenziava anche i numeri delle pagine dei libri che i Prof ci davano da studiare al Liceo. Laura e i suoi ca*zo di libri con le pagine fluo mi fanno ancora venire gli incubi di notte!

Non essere come Laura.

Ancora una volta, se evidenzi tutto, considerando tutto importante, allora significa che nulla è davvero importante e il tuo cervello non ti aiuterà a ricordare un beneamato ciuffolo.

Impara a sottolineare come Dio comanda.

Puoi utilizzare la strategia che spiego nel dettaglio in "Studia meno, Studia meglio"; in generale per ricordare quello che leggi (e ricordare solo quello che conta davvero) usa l'evidenziatore come se dovessi pagare ogni centimetro di carta che sottolinei con esso.

Meno è meglio.

4. Riscrivilo a parole tue

Una delle migliori abitudini che ho instaurato nel mio percorso di crescita personale è stata quella di NON iniziare un nuovo libro di self-help finché non avessi fatto una breve sintesi di quello che avevo appreso dall'ultimo libro letto.

E non una sintesi qualunque, ma un riassunto a parole mie dei passaggi più importanti di quel libro, spesso in forma grafica (una mappa concettuale per intenderci).

Chissà, magari un giorno condividerò questo tesoretto di mappe e sintesi dei migliori libri di crescita personale.

Per il momento, però, per ricordare quello che leggi, impara a fare un breve riassunto di quello che leggi.

Puoi farlo anche al termine di ogni capitolo e no, non devi stare a riscrivere TUTTO il capitolo, bastano anche poche parole e concetti chiave elencati con dei bullet point! L'importante è che siano parole tue e non dei beceri "copia & incolla" di quanto scritto dall'autore.

5. Connetti i puntini (e se necessario, crea nuovi puntini)

connetti i puntini

In fin dei conti il nostro cervello non è altro che una rete di neuroni connessi tra loro.

Non dobbiamo dunque sorprenderci se ricordiamo meglio facendo connessioni tra le informazioni.

Se vuoi davvero capire come ricordare quello che leggi, la tecnica del "connettere i puntini" è fondamentale.

In poche parole, ogni volta che leggi qualcosa che vuoi ricordare, cerca sempre di connetterlo ad un concetto o un'informazione che già conosci.

Può essere una connessione anche assurda o scherzosa.

Un esempio?

Se ti dico RAI, cosa ti viene in mente ora che hai letto questo articolo?

...esatto, ti viene in mente la Radiotelevisione Italiana ma anche i tre meccanismi chiave attraverso cui il nostro cervello ricorda quello che legge: Riattivazione, Associazione e Interesse.

I due concetti non hanno un legame diretto, ma creando una connessione con un qualcosa che già conoscevi ho cercato di aiutarti a ricordare questi nuovi elementi.

Se poi vuoi essere davvero un pro e fare tuo un nuovo argomento a cui tieni particolarmente, non ti limitare a connettere i puntini. Creane di nuovi!

Esponiti agli stessi argomenti attraverso "canali" diversi:

  • Leggi un libro sul tema.
  • Approfondisci gli articoli di un blog che lo tratta.
  • Guarda dei video su YouTube sempre sullo stesso argomento.
  • Ascolta dei podcast.

Insomma, stimola la tua mente con "modalità di comunicazione" diverse sullo stesso tema e la probabilità di ricordarlo aumenteranno esponenzialmente.

6. Esci dalla tua Torre di Avorio

Torre d'Avorio

Appena leggi qualcosa che ti piace o ti colpisce, mettilo subito in pratica.

E questo vale anche per questo articolo.

C'è una strategia che ha stuzzicato particolarmente i tuoi neuroni? Applicala, e applicala oggi stesso, alla tua prossima lettura.

Troppo spesso rimaniamo nelle nostre "Torri di Avorio", ingurgitiamo informazioni su informazioni, senza mai uscire là fuori a metterle in pratica.

Questa, oltre ad essere una colossale perdita di tempo è anche la tecnica perfetta per NON ricordare tutto quello che cerchiamo di stipare nella nostra testolina.

Al contrario, nel momento in cui traduciamo un'informazione letta, in un'informazione sperimentata sulla nostra pelle, quella ci si stampa a fuoco nella mente.

Quando leggi del materiale, fallo sempre con l'intenzione di portarti a casa almeno un elemento che potrai applicare nella tua vita.

7. "Chi sa fare... insegna"

Te lo ricordavi diversamente, vero?!

Beh, a me il detto originale "Chi sa fare, fa. Chi non sa fare, insegna" non ha mai convinto del tutto.

L'unico modo per insegnare qualcosa (e farlo bene), infatti, è aver compreso a fondo l'argomento di cui si parla.

...e questo può tornarci decisamente utile anche quando vogliamo ricordare quello che leggiamo.

Ecco come: la prossima volta che affronti una lettura che vuoi salvare nel tuo hard drive biologico, fallo con l'idea che dovrai poi spiegare quanto appreso ad un tuo conoscente.

E qui c'è il trucco...

NON è indispensabile che tu poi faccia davvero la lezioncina al tuo conoscente. Quello che conta è che tu affronti la lettura con l'idea di dover insegnare quanto studiato.

Questo semplice cambio di mindset ti aiuterà ad attivare quelle parti del tuo cervello utili a comprendere e memorizzare il materiale che leggerai.

Prima di salutarci...

Ok, mettiamo subito in pratica quanto appreso in questo articolo premium.

Prima di salutarci rispondi a queste semplici domande: ti aiuteranno a cristallizzare nella tua memoria quanto letto:

  • Quali sono le tre parole che si nascondono dietro l'acronimo RAI? (Riatti... poi?).
  • Di cosa parlavamo nel paragrafo con il meme "cielo messa tuta"? (Non ti sarai mica... distratto?!)
  • È necessario leggere anche la prefazione di un libro per ricordarne i concetti chiave?
  • Chi è Laura e perché mi dà ancora gli incubi?
  • Come riscriveresti la quarta strategia su "come ricordare quello che leggi" a parole tue?
  • Hai già ascoltato la versione audio di questo articolo? Prova ad utilizzare questo secondo "canale comunicativo" per ricordare ancor meglio i concetti che abbiamo visto.
  • Quale delle 7 strategie per ricordare quello che leggi metterai in pratica entro stasera?
  • È necessario insegnare quanto letto per memorizzarlo al meglio o basta l'idea di volerlo fare?

E adesso prova a dimenticarti questo articolo! 😃

Ci leggiamo nei commenti. Fammi sapere se questo articolo ti è stato utile!

A presto.

Andrea Giuliodori.

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