Ecco i migliori articoli di EfficaceMente per allenare la tua Mente.

La mente è il tuo muscolo più importante: impara ad allenarla e a mantenerla sana per raggiungere prestazioni da campione.

Hai deciso di intraprendere un percorso di crescita personale per smettere di procrastinare?

Vuoi migliorare il tuo metodo di studio e riuscire finalmente a laurearti?

O forse ti sei reso conto che la tua bassa autostima non ti permette di farti valere e raggiungere i tuoi sogni?

Qualunque sia il tuo percorso, è fondamentale avere il giusto atteggiamento mentale.

Sono sempre stato convinto che esista un legame viscerale tra motivazione, procrastinazione e autostima: come avviene in natura, anche nella nostra mente tutto è connesso.

Per questo riuscire a capire determinati meccanismi e cambiare l’atteggiamento con cui affrontiamo le sfide della vita può davvero fare la differenza.

Frustrazione, stress, tristezza, rabbia, ansia… Ognuno di noi ha la sua tortura mentale preferita.

Quando questi schemi mentali pervadono le nostre giornate, non c’ è strategia che tenga.

La nostra mentalità condiziona pesantemente la nostra vita: dallo studio, al lavoro, fino alle relazioni.

In questa sezione troverai articoli sui blocchi mentali, sulle preoccupazioni, sui pensieri positivi e molto altro. Non solo, scoprirai strategie pratiche ed efficaci per allenare quest’importante muscolo chiamato mente e affrontare la vita da vincente.

“Il pensiero è come un coltello: ti ci puoi imburrare il pane oppure tagliartici la gola.”

G.C.Giacobbe.

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                    [post_content] => Un test "magico" per misurare la tua concentrazione e consigli pratici per migliorarla ogni giorno.

 

"È ora di mettersi a lavorare! Aspetta, mi hanno appena scritto su Whatsapp... grande Luca! Ha trovato l'appartamento per la settimana bianca: fammelo vedere su Google Maps. Ok ok, torniamo a lavorare... mmm, però ho fame: pausa caffè e si riparte. Sì ma adesso mancano 8 minuti alle 10:00, non vale la pena iniziare. Fammi controllare la posta elettronica va..."

Ti sei mai trovato in una situazione di questo tipo? Sì, sto parlando con te, è inutile che fai finta di niente ;-)

Lo sappiamo entrambi: abbiamo vissuto momenti simili molto più spesso di quanto vorremmo ammettere a noi stessi.

Ci diciamo che non è nulla, che... domani le cose andranno meglio; poi domani arriva e siamo punto e a capo. La verità è che, oltre ad essere dei procrastinatori seriali, spesso dimostriamo di avere la concentrazione di un bradipo nano.

Studio, lavoro, sport: se non impariamo ad esercitare e a migliorare la nostra capacità di concentrazione, difficilmente raggiungeremo i nostri obiettivi più ambiziosi.

Nell'articolo di oggi ti parlerò dei metodi più efficaci per poter migliorare la tua concentrazione.

Prima di vedere le tecniche rafforza-concentrazione, vorrei però fare insieme a te un piccolo "esperimento", un giochino da mentalista per misurare il tuo livello di concentrazione. Ho la tua attenzione? ;-)

Test sulla concentrazione: scegli una carta...

Ricordi i post sul cold reading e sulla lettura del pensiero?

L'esperimento sulla concentrazione che sto per proporti è un classico di mentalisti ed illusionisti di mezzo mondo ed è stato inventato dall'americano David Copperfield.

Se lo conosci già, puoi andare direttamente alla sezione sulle tecniche di concentrazione, altrimenti segui le mie istruzioni:

  • Scegli una delle carte qui sotto. Non indicarla con il mouse, non pronunciarla ad alta voce, non fare nulla che possa svelare la tua carta. Limitati a pensarla nella tua mente. Su, non abbiamo tutta la giornata, decidi e passa al punto successivo ;-)

Clicca l'immagine: farò sparire la carta che hai scelto!

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  • Fffatto? Molto bene. Io naturalmente non potrei mai conoscere la carta che hai scelto, giusto? E se ti dicessi invece che so esattamente quale carta hai selezionato? Non mi credi?! Clicca il link qui sotto e farò sparire la tua carta (sì, proprio quella):

CLICCA QUI

Rieccoci! Ti è piaciuto questo piccolo giochino? Hai già capito il trucco?

Naturalmente non te lo posso svelare, ma posso fare qualcosa di meglio: posso aiutarti a sviluppare il livello di concentrazione necessario per non farsi infinocchiare da questi trucchetti e per affrontare al meglio le tue sfide di studio, lavoro e sport.

Nella prossima sezione troverai 5 tecniche di concentrazione pratiche ed efficaci.

5 tecniche di concentrazione efficaci

Cosa fai quando i tuoi muscoli sono deboli e flaccidi? Inizi ad allenarti costantemente finché non li rafforzi.

Beh, anche la nostra mente è un "muscolo" che richiede allenamento. Qui di seguito trovi 5 esercizi che, praticati con Costanza (sì è sempre lei, la cugina di Filomena), ti permetteranno di sviluppare la concentrazione di un Samurai

Tecnica di concentrazione #1: la tecnica del cuore

concentrazione-tecnica-del-cuore Prima di affrontare un'attività che richiede un elevato livello di concentrazione, distenditi e rilassa i tuoi muscoli. Dopo circa 1 minuto, concentra la tua attenzione sul battito cardiaco. Elimina tutto il resto ed ascolta con attenzione il pulsare ritmato del tuo cuore. Immagina questo muscolo mentre pompa il sangue in tutto il tuo corpo, visualizza questo fluido vitale che dal cuore arriva fino alle dita dei tuoi piedi e delle tue mani. Dovresti sentire una sensazione di calore: prosegui la visualizzazione per alcuni minuti, poi, lentamente, riapri gli occhi, inizia a muovere i tuoi muscoli e rialzati con molta calma. Terminato l'esercizio, inizia a lavorare e conquista il tuo Everest!

Tecnica di concentrazione #2: la meditazione mindfulness

Decine di studi scientifici hanno dimostrato come la meditazione mindfulness (anche se praticata per soli 10 minuti al giorno) possa aumentare sensibilmente il nostro livello di concentrazione. Naturalmente la meditazione offre benefici che vanno ben oltre il semplice miglioramento della nostra attenzione, ma senza dubbio questo è uno dei  benefici più tangibili nell'immediato. Se vuoi avvicinarti a questa pratica, ho scritto un intero articolo con istruzioni dettagliate su come iniziare a meditare.

Tecnica di concentrazione #3: l'esercizio dei piedi

concentrazione-piedi Un altro stratagemma estremamente efficace per aumentare la nostra concentrazione è l'esercizio dei piedi. Quante volte ti è capitato di essere distratto durante una conversazione, una riunione o una lezione universitaria? La società in cui viviamo ci ha abituato a continui stimoli: una nuova email, un nuovo messaggino, una nuova notifica. Se non riceviamo la nostra dose di "eccitazione" digitale ogni due minuti, ci mettiamo attivamente alla ricerca di qualcosa che sazi la nostra fame di novità e per farlo ci distraiamo da qualsiasi attività stiamo svolgendo in quel momento. Per difenderci da queste continue distrazioni, Olivia Fox Cabane, autrice del libro "The Charisma Myth", suggerisce di concentrare la nostra attenzione sulle dita dei nostri piedi (sì, proprio quelle). Questo semplice stratagemma ci riporta immediatamente al momento presente e ci aiuta a migliorare la nostra concentrazione.

Tecnica di concentrazione #4: la lettura concentrata

Nella nuova edizione del mio manuale "Studia meno, Studia meglio", ho profondamente rivisto la sezione dedicata alla lettura veloce. Da qualche anno infatti, preferisco parlare di lettura efficace: inutile leggere velocemente se lo facciamo in maniera distratta! Che si tratti di un report di lavoro, di un manuale o di un libro di testo, poco importa: leggere senza concentrazione è un'inutile perdita di tempo. Ecco allora un semplice esercizio per migliorare la nostra concentrazione durante la lettura: terminato di leggere il primo paragrafo (o comunque una sezione molto breve), riassumi quanto letto in un'unica frase di massimo 20 parole. Riuscire a sintetizzare un paragrafo di 500-600 parole in un'unica frase richiede infatti una notevole concentrazione. Se andiamo di fretta, esiste una variante a questa tecnica: leggi la prima frase del capitolo che stai studiando, con l'intento di riscriverla tale e quale appena finita la lettura. Questo semplice trucco aiuta la tua mente a raggiungere uno stato di concentrazione ottimale, di cui godrai per l'intera durata della tua lettura.

Tecnica di concentrazione #5: la tecnica del mandarino

concentrazione-mandarino Questa è in assoluto una delle mie tecniche preferite e consiste in una serie di visualizzazioni che ci portano gradualmente a raggiungere un profondo stato di concentrazione. Questa tecnica si basa sugli esperimenti condotti sulle onde cerebrali ed è particolarmente indicata per gli studenti. Il mio consiglio è quello di ritagliarti 5 minuti e di applicarla prima di ogni sessione di studio: trovi le istruzioni in questo articolo.

Conclusioni (e un consiglio per gli studenti universitari)

Naturalmente per ottenere il massimo beneficio dovrai praticare queste tecniche ogni qual volta la tua mente inizierà a vagare per lidi sconosciuti. Sperimenta i diversi stratagemmi e cerca di capire quali si adattano meglio alle diverse situazioni (studio, lezioni, lavoro, sport, etc.).

Qualunque sia la tua scelta, ricorda: la concentrazione è la tua arma segreta per raggiungere il successo. Non mi resta che augurarti una settimana piena di... concentrazione. Andrea.

"Concentrazione e forza mentale sono le guardie al confine tra la sconfitta e la vittoria."

B. Russell.

Ps. se continui ad allenarti con le tecniche che ti ho suggerito, magari riesci anche a capire come ti abbia infinocchiato con il trucchetto delle carte... o sei ancora lì che te lo stai chiedendo?!

Pps. Sei uno studente universitario? Riuscire ad essere più concentrato ti aiuterà non poco nel tuo percorso universitario, ma la sola concentrazione purtroppo non basta.

Quello di cui hai davvero bisogno è un metodo di studio integrato, che preveda anche tecniche di concentrazione.

Studia meno, Studia meglio (abbreviato in "Sm2") è il manuale digitale che ha ormai aiutato più di 12.000 studenti universitari di ogni facoltà a raggiungere i propri obiettivi accademici.

sm2-testimonianza-alessandro-tozzi

Se in questo momento sei bloccato all'università o hai bisogno di un sistema per studiare meno e meglio, all'interno del manuale troverai un metodo di studio dettagliato per preparare il doppio degli esami in metà del tempo.

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[post_title] => Concentrazione: 5 tecniche (ed 1 trucco magico) per migliorarla [post_excerpt] => Un test "magico" per misurare la tua concentrazione e consigli pratici per migliorarla ogni giorno. [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => open [post_password] => [post_name] => concentrazione [to_ping] => [pinged] => http://www.efficacemente.com/procrastinazione/ http://www.efficacemente.com/2014/04/esercizi-per-la-memoria/ http://www.efficacemente.com/2012/11/cold-reading/ http://www.efficacemente.com/2013/06/leggere-pensiero/ http://www.efficacemente.com/test-sulla-concentrazione/ http://www.efficacemente.com/2013/05/come-meditare/ http://www.efficacemente.com/2009/12/trovare-la-concentrazione-la-tecnica-del-mandarino/ [post_modified] => 2021-09-13 17:33:25 [post_modified_gmt] => 2021-09-13 15:33:25 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => http://www.efficacemente.com/?p=11752 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 152 [filter] => raw ) [1] => WP_Post Object ( [ID] => 10131 [post_author] => 3 [post_date] => 2013-05-06 01:10:58 [post_date_gmt] => 2013-05-06 00:10:58 [post_content] => Consigli pratici su come meditare e trarre benefici da questa pratica millenaria.

Ho tenuto a lungo questo post tra le bozze. Mi sono spesso chiesto: "chi sono io per dare lezioni sul come meditare?", "ci sono troppi pregiudizi sulla meditazione, molti lettori storceranno il naso", "come faccio a rendere pratico un argomento così complesso?".

Insomma: stavo procrastinando.

Alcuni commenti sulla pratica meditativa all'articolo sull'Archetipo del Guerriero, mi hanno fatto capire che era arrivato il momento di affrontare questo argomento essenziale per il nostro percorso di Crescita Personale. In questo articolo ho cercato di sintetizzare l'esperienza che ho maturato negli ultimi 5 anni sulla meditazione, in particolar modo: cos'è la meditazione, perché dovresti iniziare una pratica meditativa ed alcuni consigli molto pratici su come iniziare a meditare.

Cos'è la meditazione

Ammetto di aver avuto molti pregiudizi sulla meditazione prima di iniziare a praticarla con costanza. Consideravo la meditazione una di quelle mode passeggere, robaccia new-age, senza alcun risvolto pratico. Non potevo avere più torto.

Indubbiamente la meditazione è una pratica millenaria legata a religioni come Buddhismo o Induismo, ma la verità è che le pratiche meditative possono essere ritrovate negli ambiti più disparati, dalle religioni occidentali (la preghiera è meditazione), all'arte, fino alle più recenti applicazioni nella lotta allo stress. La meditazione ha una sua storia, ma non per questo deve avere un'etichetta. Da questo punto di vista, apprezzo la definizione di Wikipedia.

La meditazione è, in generale, la pratica di concentrazione della mente su uno o più oggetti, immagini, pensieri (o talvolta su nessun oggetto) a scopo religioso, spirituale, filosofico o semplicemente di miglioramento delle proprie condizioni psicofisiche.

Fonte: Wikipedia.

Ora che ci siamo liberati da alcuni dei più annosi pregiudizi sulla meditazione, probabilmente ti starai chiedendo: "ma perché diamine dovrei perdere tempo con la meditazione?! Ho una vita molto impegnata IO, non sto mica qui a pettinare le bambole!"

Perché dovresti meditare

Meditare con in mente un obiettivo è di per sé errato. Se proiettiamo la nostra mente in un futuro prossimo, riempiendola di aspettative di fatto NON stiamo meditando. La meditazione deve infatti aiutarci a riportare la nostra mente e la nostra attenzione nel momento e nel luogo presente, ovvero deve aiutarci a raggiungere quella che ho definito la Quiedora.

Detto questo, è innegabile che la meditazione abbia molteplici benefici a breve, medio e lungo termine, dimostrati da numerosi studi scientifici. Di seguito ti ho riportato i 3 principali benefici che potrai trarre da un pratica meditativa costante:

  1. Maggiore concentrazione. Molti considerano il tempo la risorsa più preziosa; in verità il tempo è la risorsa più democratica che esista: ne abbiamo tutti a disposizione 86.400 secondi al giorno. La vera risorsa scarsa oggi è la concentrazione. La mente umana tende ad essere facilmente distratta. Data una specifica attività, la nostra attenzione si dimezza dopo 15-20 minuti, per annullarsi del tutto dopo circa 40-45 minuti. Questo fenomeno prende il nome di "decremento di vigilanza" ed è il motivo per cui una sessione di studio non dovrebbe mai durare più di 45 minuti. Da uno studio condotto da K.A. MacLean dell'Università della California, è emerso come la pratica meditativa sia in grado di contrastare il fenomeno del "decremento di vigilanza". La meditazione, infatti, abitua la nostra mente a mantenere la concentrazione per periodi prolungati. Tali principi sono alla base di tecniche di concentrazione, come ad esempio la Tecnica del Mandarino.
  2. Rafforzamento del sistema immunitario. La meditazione è in grado di ridurre i livelli di cortisolo, l'ormone dello stress, presenti nel nostro organismo: ne conseguono effetti benefici sul nostro sistema immunitario. Tuttavia, numerosi studi hanno dimostrato come la meditazione abbia un impatto ben più esteso. Molto interessante è ad esempio il notevole incremento di anticorpi nei partecipanti del programma Mindfulness-Based Stress Reduction (MBSR). Insomma meditare può avere impatti concreti sulla tua salute.
  3. Miglioramento della memoria. La meditazione è in grado di modificare letteralmente il nostro cervello. Uno studio congiunto condotto dai ricercatori di Yale ed Harvard ha dimostrato come la meditazione sia associata ad un incremento della materia grigia in quelle regioni del nostro cervello collegate all'apprendimento e alla memoria. Meditare ti rende più intelligente. Non a caso ho riportato all'interno della guida Studia meno, Studia meglio alcune tecniche di respirazione, basate sui principi della meditazione, in grado di rafforzare la tua mente e riportarla allo stato ottimale per lo studio.

Spero di non averti annoiato con i riferimenti ai diversi studi scientifici, ma è di fondamentale importanza che tu ti convinca della concretezza e dell'efficacia di questa pratica, spazzando via qualsiasi pregiudizio. Adesso però, è arrivato il momento di metterci in azione e scoprire: come meditare nella pratica.

Come meditare

Esistono decine di differenti forme di meditazione ed altrettante tradizioni meditative. In questo post ho deciso di riportarti la pratica meditativa che personalmente ritengo più semplice ed efficace, nonché scevra ('mazza come parlo raffinato oggi) di etichette di alcun genere: la meditazione mindfulness. Ecco alcuni consigli pratici per la tua prima sessione di meditazione:

posizione meditazione

  • Siediti comodamente, ricordandoti però di tenere la schiena ben eretta. Puoi sederti su una qualsiasi sedia o se preferisci puoi sederti a terra, assumendo la classica posizione del loto (con le gambe incrociate, come in fotografia). Inizialmente ti consiglio di assumere la posizione del semi-loto, in cui un solo piede è appoggiato alla coscia opposta, mentre il secondo si trova sotto l'altra coscia. Personalmente ho notato dei benefici utilizzando un cuscino da meditazione.
  • Trova la postura corretta. La postura influenza profondamente la qualità della pratica meditativa. Per trovare il giusto assetto prova a dondolarti a destra e sinistra, avanti ed indietro, finché non trovi il tuo punto di equilibrio. L'addome deve essere leggermente sporgente, la testa deve spingere verso l'alto, con il mento rientrato ed il naso in linea con lo stomaco. Nel corso della meditazione la bocca deve rimanere chiusa, con la lingua appoggiata al palato. Inizialmente questa posizione può apparire molto artificiosa, ma con la pratica diviene estremamente naturale.
  • Raccogli le mani in posizione zazen. Durante la meditazione le mani sono raccolte ed appoggiate sui piedi, la sinistra sopra la destra, con i pollici che formano una linea orizzontale ed i mignoli che sfiorano l'addome (vedi foto).
  • Socchiudi gli occhi. Gli occhi non devono essere né aperti, per evitare le distrazioni, né chiusi, per evitare di... addormentarsi! Tienili leggermente socchiusi e rivolti verso un punto del terreno a circa un metro di distanza.
  • Concentrati sul respiro. Ora che hai trovato la posizione corretta, concentra la tua attenzione sul respiro. Non forzarlo, limitati ad osservarlo. Senti l'aria che entra nei tuoi polmoni e poi lentamente esce. Ben presto ti accorgerai come mantenere la concentrazione su una cosa così semplice e naturale come il respiro non sia affatto... semplice. La tua mente inizierà a vagare, magari ricordandoti gli impegni della giornata. Non preoccuparti, è naturale. Senza forzature, riporta la tua attenzione al respiro, limitandoti ad osservare dall'esterno i tuoi pensieri.
  • Utilizza un mantra. Per aumentare la tua concentrazione sul respiro, puoi utilizzare un mantra. Un mantra è una breve frase, che ripetiamo più e più volte. Sincronizza il mantra al tuo respiro. Tra i mantra più utilizzati nel corso della meditazione vi è il classico "Ham-Sa". Questo è un mantra naturale, in quanto riproduce il suono del nostro respiro, dove "ham" viene ripetuto mentalmente durante l'inspirazione e "sa" durante l'espirazione. Un altro mantra molto diffuso è il "So-Hum" (la cui pronuncia è: "So-Am"), che in sanscrito significa "Io sono questo", dove questo è l'intero universo. Anche in questo caso il mantra va sincronizzato con il respiro: il "So" è pronunciato mentalmente durante l'inspirazione e l'"Hum" durante l'espirazione. Se poi sei un ingegnere puoi utilizzare come mantra i numeri! A parte gli scherzi, un'altra tecnica per mantenere la concentrazione sul respiro è proprio quella di contare fino a 10 (dove i numeri dispari sono le inspirazioni ed i pari le espirazioni) e poi ricominciare da capo.
  • Trova la tua durata ideale. Parliamoci chiaro, qui nessuno è un monaco zen che può dedicare alla meditazione intere giornate, eppure è opportuno dedicare a questa pratica un tempo sufficiente. L'ideale sarebbero due sessioni di meditazione (una al mattino ed una alla sera) di 15-20 minuti ciascuna. Ma è giusto che ognuno trovi la sua durata ideale, per farlo esiste un piccolo trucchetto: nel corso della meditazione avrai la tentazione di smettere ed alzarti. Invece di cedere al primo impulso, limitati ad osservarlo per 3 volte, riportando l'attenzione al tuo respiro. Alla terza volta, concludi pure la tua meditazione, ritornando lentamente ai tuoi impegni.

Meditare: riflessioni conclusive

That's it! Ti aspettavi qualcosa di mistico, profondo o segreto?! Mi spiace averti deluso, ma la meditazione è quanto di più naturale possa esistere. Non solo, quella cha abbiamo visto è la meditazione "formale". In realtà, puoi entrare in uno stato meditativo in qualsiasi situazione ed in qualsiasi contesto, riportando la tua attenzione sul respiro ed osservando in maniera distaccata pensieri ed eventi esterni. Oltre ai benefici citati, ti accorgerai nel tempo come la meditazione riservi per te altri preziosi tesori.

Mi auguro che questo articolo ti abbia incuriosito quanto basta per iniziare la tua pratica meditativa questa settimana stessa. Prova e poi lasciami un commento. Buona giornata. Andrea.

Ps. Con soli 5 anni di meditazione alle spalle non mi ritengo affatto un esperto, ed in questo articolo ho cercato di condividere semplicemente i miei studi e la mia esperienza personale. Se questo argomento ti ha affascinato ed intendi approfondirlo, ti consiglio di seguire un percorso di meditazioni guidate. Ne esistono a decine: alcuni validi, altri meno.

Uno dei migliori in assoluto in lingua italiana è quello tenuto online dal Dott. Gennaro Romagnoli, psicologo e psicoterapeuta esperto di meditazione. L'iscrizione al corso è gratuita e prevede 10 sessioni guidate di meditazione (una al giorno): Buon percorso!

10 giorni di meditazione scientifica (clicca qui)

Fammi poi sapere se ti è stato utile! Andrea.

Foto tratte da Google Immagini.

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Ti sei mai chiesto come capire se una persona mente?

Film e Serie TV hanno spesso esaltato le abilità di mentalisti, detective e specialisti in grado di individuare un bugiardo al primo sguardo, o meglio, alla prima microespressione.

Cosa c'è di vero in queste tecniche, ma soprattutto, come possiamo sfruttarle per scoprire i "pinocchi" che ci circondano ogni giorno?

Negli ultimi anni sono stati condotti numerosi studi scientifici sulle "bugie".

Se pensi che i ricercatori non avessero nient'altro di meglio da fare, potresti ricrederti: secondo l'ACFE (Association of Certified Fraud Examiner) il costo delle frodi assicurative, delle truffe e delle false testimonianze ammonta alla cifra record di 3,5 trilioni di dollari.

Le bugie tuttavia determinano un costo sociale ancora più rilevante: l'erosione della fiducia.

"Non sono arrabbiato perché mi hai mentito, sono arrabbiato perché d'ora in poi non posso più crederti."

F. Nietzsche.

Qualche mese fa ti ho spiegato una semplice metodologia per leggere nel pensiero del tuo interlocutore.

Nel post di oggi vorrei proporti i 10 indizi che ti permettono di capire se una persona ti sta mentendo.

Queste tecniche "anti-pinocchi" (non anti-pidocchi!) sono il frutto degli studi sul comportamento dei bugiardi di Pamela Meyer, autrice del libro Liespotting.

10 indizi per smascherare un bugiardo

La Dott.ssa Meyer, dopo aver conseguito un MBA presso l'Harvard Business School, ha lavorato per anni con un team di ricercatori specializzati nell'identificazione di microespressioni facciali, conduzione di interrogatori ed analisi delle dichiarazioni giurate.

Oggi è CEO della società di consulenza Calibrate, che aiuta amministrazioni pubbliche e corporation private ad adottare le migliori strategie anti-menzogna.

Nella sua pluriennale esperienza ha individuato 10 segni distintivi del bugiardo patologico. Il pinocchio della situazione, molto spesso...

  1. Pone le distanze tra sé e l'oggetto del discorso. Te lo ricordi il discorso del Presidente americano Clinton che giurava di non essere stato a letto con la Lewinsky. Ecco le sue parole: "Non ho avuto rapporti sessuali con quella donna, Miss Lewinsky". Chi mente, tende a distanziarsi, anche attraverso il linguaggio (quella donna), dall'oggetto del discorso. Se sospetti di essere vittima di un tradimento e il tuo partner fa finta di non conoscere la presunta amante... inizia a preoccuparti.
"Clinton mente: un uomo dimentica dove ha parcheggiato la macchina, ma mai il sesso orale."

Barbara Bush.

  1. Cerca di rafforzare le sue affermazioni con frasi fatte. I bugiardi più facili in assoluto da individuare sono quelli che fanno di tutto per riaffermare la propria sincerità. Drizza le antenne ogni volta che senti queste paroline magiche: "a dir la verità", "onestamente", "se devo essere del tutto sincero", "in tutta onestà". Chi dice la verità non ha bisogno di riaffermarlo ogni 5 secondi.
  2. Ripete la domanda che gli hai posto prima di risponderti. Qualunque studente che abbia affrontato un esame orale sa che quando si ha un vuoto di memoria (ho parlato di questo dramma studentesco in questo post) l'unico modo per guadagnare secondi preziosi è quello di provare a ripetere la domanda del Prof. Occhio però a non utilizzare questa strategia durante un interrogatorio della polizia, o peggio ancora, di tua mamma/tua moglie! Far finta di non aver capito e cercare di prendere tempo ripetendo la domanda può spesso significare che ti stai inventando una storiella.
  3. Ti fissa negli occhi. Questa non te l'aspettavi vero? In fondo, solo chi è sincero ha il coraggio di guardarti dritto negli occhi! Giusto? Niente di più sbagliato. Gli studi della dott.ssa Meyer hanno dimostrato che i bugiardi tendono a mantenere il contatto visivo in modo innaturale. Non solo. Invece di agitarsi come capita spesso nei film, i nostri "pinocchi" si irrigidiscono e tengono immobile la parte superiore del corpo.
  4. Sorride più del dovuto (...e in modo strano). Ecco sfatato un altro mito: abbiamo sempre legato i sorrisi e il calore umano all'onestà, ma a quanto pare chi mente cerca di far leva anche su questo splendido gesto. C'è però un modo "scientifico" per distinguere un sorriso falso, da un sorriso sincero: chi ride di gusto lo fa con tutto il corpo e con tutta la faccia (con le labbra, con gli occhi, con le sopracciglia). Chi invece sta simulando un sorriso, si concentra solo sul movimento dei muscoli delle labbra, tradendo i suoi reali sentimenti.
Ok vediamo ora gli ultimi 5 indizi...
  1. Fornisce una marea di dettagli irrilevanti. "Cavoli... più sarò dettagliato e più dovranno credermi!" è questo il classico ragionamento del menzognere. Impara dunque a diffidare da chi condisce i propri racconti con tantissimi particolari, ma del tutto inutili: sta solo cercando di "popolare" il suo mondo delle fantasie. Bugie a parte, ricorda che fare discorsi lineari, mirati all'essenziale e senza abbellimenti barocchi trasmette l'idea di una persona con una mente limpida e questo facilita l'instaurarsi di rapporti di fiducia. Se devi tenere un discorso o scrivere un testo, prova a seguire la struttura della piramide, partendo dalla cima e sviluppando secondo una precisa gerarchia i diversi argomenti.
"Esistono tre tipologie di menzogne: le bugie, le sporche bugie e le statistiche."

Benjamin Disraeli.

  1. Si fa sfuggire espressioni contraddittorie. Chi mente, se ha tempo, cerca di preparare per bene la sua versione dei fatti, evitando contraddizioni o lacune. In pochi però allenano anche i movimenti del proprio corpo: il bugiardo dice "sì" a voce, ma scuote la testa come per dire "no"; racconta storie convincenti, ma nel frattempo alza le spalle; si finge triste, ma ha gli occhi che gli sorridono. Esiste un'approfondita letteratura scientifica legata allo studio delle microespressioni. Se vuoi approfondire l'argomento, ti suggerisco un libro scritto da Paul Ekman, psicologo statunitense che ha ispirato il telefilm Lie To Me e che è stato un pioniere in questi studi: "Giù la maschera".
  2. Non è in grado di ricostruire la sua versione partendo dalla fine. La prova del nove per capire se una persona ti sta mentendo? Lascialo parlare e, passato un po' di tempo, quando meno se lo aspetta, chiedigli di raccontare la sua storiella a ritroso. Se esiterà o cercherà di prendere tempo... ti sta raccontando balle.
"Se racconti la verità, non hai nulla da ricordare."

Mark Twain.

  1. Involontariamente dispone i piedi in direzione di un'uscita. A meno che non ti trovi di fronte ad un bugiardo patologico, mentire è un'attività piuttosto stressante e chi lo sta facendo non vede l'ora di "scappare". Per questo motivo i bugiardi hanno molto spesso i piedi indirizzati verso una qualche via di uscita. Se pensi di essere di fronte ad una reincarnazione di pinocchio, dai uno sguardo ai suoi piedi.
  2. Cerca di creare una barriera con l'interlocutore. Gli studi condotti nel corso degli anni hanno svelato numerosi altri segnali lanciati dai contaballe: sbattono le palpebre con una maggior frequenza, abbassano il loro tono di voce o... cercano in tutti i modi di creare una barriera tra sé e i propri interlocutori, magari frapponendo degli oggetti. Il loro obiettivo è quello di costruirsi una sorta di fortezza virtuale.

Naturalmente un singolo segnale o comportamento non è mai una prova conclusiva di una menzogna, ma se durante una discussione riesci ad individuare numerosi di questi indizi, ci sono alte probabilità di essere di fronte ad un bugiardo patentato.

Se queste tematiche ti appassionano, qui di seguito trovi anche un video TED con sottotitoli in italiano della Dott.ssa Meyer: buona visione.

Non mi resta che augurarti una buona settimana. Ho come il sospetto che nei prossimi giorni osserverai le persone con cui parli con mooolta più attenzione ;-)

Andrea.

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A presto.

Andrea Giuliodori.

[post_title] => Come capire se una persona mente: 10 indizi per scoprirlo [post_excerpt] => Trovo spassoso osservare un bugiardo che si arrampica sugli specchi. Se anche tu vuoi capire se una persona ti sta mentendo spudoratamente, in questo articolo troverai i 10 indizi più efficaci per individuare un bugiardo e metterlo spalle al muro. [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => open [post_password] => [post_name] => come-capire-se-una-persona-mente [to_ping] => [pinged] => http://www.efficacemente.com/2013/09/come-funziona-la-memoria/ http://www.efficacemente.com/2013/06/leggere-pensiero/ http://www.efficacemente.com/mente/leggere-pensiero/ [post_modified] => 2021-10-12 12:10:39 [post_modified_gmt] => 2021-10-12 10:10:39 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => http://www.efficacemente.com/?p=12725 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 42 [filter] => raw ) [3] => WP_Post Object ( [ID] => 15333 [post_author] => 3 [post_date] => 2015-02-23 01:10:24 [post_date_gmt] => 2015-02-23 00:10:24 [post_content] => Hai mai sentito parlare di bias cognitivi? Che tu li conosca o meno, posso assicurarti che hanno un impatto rilevante sulla tua vita. È tempo di prenderne consapevolezza.
"Mentire a noi stessi è ben più radicato nella nostra anima del mentire agli altri."

F. Dostoevsky.

Ti è mai capitato di avere quella fastidiosa sensazione di essere il peggior nemico di te stesso? Ti consideri una persona mediamente intelligente, sai distinguere ciò che è giusto da ciò che è sbagliato, eppure ti ritrovi, più spesso di quanto vorresti, a prendere decisioni stupide:

  • sgarri alimentari che ti riempiono di sensi di colpa,
  • acquisti impulsivi che si dimostrano inutili,
  • impegni procrastinati che non fanno altro che generare stress.

La nostra mente è senza dubbio una delle più raffinate creazioni della natura, eppure ogni tanto va in "tilt" e ci fa comportare come degli asini totali. Perché? È evitabile? Come possiamo prendere decisioni migliori, decisioni che ci avvicinino ai nostri traguardi, invece che allontanarcene?

Tutta colpa dei bias cognitivi (e del gatto obeso della zia Pina)

Wikipedia definisce i bias cognitivi come: "giudizi (o pregiudizi) che non corrispondono necessariamente alla realtà, sviluppati sulla base dell'interpretazione delle informazioni in possesso, anche se non logicamente o semanticamente connesse tra loro e che portano dunque ad un errore di valutazione o mancanza di oggettività di giudizio."

Tradotto, i bias cognitivi rappresentano il modo con cui il nostro cervello distorce la realtà. La domanda a questo punto è: perché diamine lo facciamo? Perché distorciamo la realtà che ci circonda?!

La risposta, come spesso accade, è legata alla nostra evoluzione.

Se hai letto Autostima Passo Passo ricorderai probabilmente il capitolo sulle "euristiche del giudizio": sì, esattamente, quello in cui ti ho fatto l'esempio del gatto obeso della zia Pina! Fondamentalmente, il nostro cervello è bombardato ogni giorno da centinaia di migliaia di input sensoriali e per far emergere i segnali (soprattutto i segnali di pericolo) dal rumore di fondo, ha imparato, nel corso dei millenni, ad adottare alcune scorciatoie mentali.

Queste scorciatoie sono per la maggior parte corrette e ci consentono di interpretare la realtà in maniera rapida ed efficiente. Tuttavia, c'è una percentuale di queste euristiche che ci conduce verso dei vicoli ciechi, delle conclusioni errate sul mondo che ci circonda: i bias cognitivi appunto.

Nell'articolo di oggi ho selezionato per te una lista di quelli che sono i 23 bias cognitivi più frequenti e pericolosi. Liberartene completamente è impossibile, ma se imparerai a riconoscerli, avrai un'arma in più per evitare decisioni stupide nei tuoi studi, nel tuo lavoro e, in generale, nella tua vita.

La lista di bias cognitivi che ti fregano più spesso (e come evitarli)

Gli studiosi hanno individuato decine e decine di bias cognitivi e nuovi ne vengono scoperti ogni anno. Lo studio dei bias cognitivi è particolarmente importante per chi si occupa di marketing, finanza e gestione aziendale. Nella lista qui di seguito ho scelto quei "percorsi mentali errati" che hanno la capacità di influenzare radicalmente la nostra vita quotidiana, ostacolando spesso il nostro percorso di crescita personale. Eccoli.

1. Euristica dell'influenza (affect heuristic)

Ipotizziamo che recentemente tu abbia deciso di acquistare una nuova auto: scommetto uno pneumatico che stai iniziando a vedere quell'auto ovunque. Ho ragione o dico giusto?

Il bias dell'euristica dell'influenza spiega come la nostra percezione della realtà sia significativamente influenzata da ciò che desideriamo in quel dato momento.

bias-cognitivi-euristicaAll'interno del libro "Scarcity: why having too little means so much" è riportato un interessante esperimento sull'affect heuristic: a due gruppi di persone è stato chiesto di riconoscere alcune parole mostrate su uno schermo per una frazione di secondo. Le parole in questione erano: porta, torta, corta. Gli individui del primo gruppo hanno individuato le 3 parole con una frequenza simile: per capirci, alcuni hanno riconosciuto la parola "porta", altri la parola "torta" e altri ancora la parola "corta". Gli individui del secondo gruppo invece hanno individuato nell'80% dei casi esclusivamente la parola "torta". La differenza tra i 2 gruppi? Il primo è stato sottoposto all'esperimento dopo pranzo, il secondo prima di pranzo ;-)

Vallo a spiegare ai fan della Legge di Attrazione che se riescono a trovare il posteggio dell'auto è grazie all'euristica dell'influenza e non alle vibrazioni quantico-cosmiche :-D

2. Bias del carro della banda musicale (bandwagon bias)

Il "bandwagon" in inglese indica il carro su cui viaggia la banda musicale durante le parate o altre manifestazioni pubbliche. Il bandwagon bias indica la nostra tendenza a sviluppare una convinzione, non tanto sulla base della sua effettiva veridicità, ma quanto piuttosto in relazione al numero di altre persone che condividono quella stessa convinzione.

Insomma, siamo dei gran pecoroni.

Ti faccio un esempio legato allo sviluppo personale: sei sicuro che le convinzioni che hai su te stesso siano proprio tue? Non è che agisci in un determinato modo perché è esattamente il comportamento che gli altri si aspettano da te? Così, per dire...

3. Ancoraggio (anchoring bias)

Spontaneamente facciamo troppo affidamento sulle prime informazioni che ci vengono fornite.

Immagina ad esempio di trovarti a trattare il prezzo di un bene o di un servizio: in questi casi, l'intera trattativa verterà intorno alla prima cifra proposta da una delle due controparti. Se sei sveglio e fai l'offerta per primo, magari un'offerta ridicolmente a tuo favore, avrai delle buone chances di fare un ottimo affare (come detto il giochino funziona laddove ci sono margini di trattativa).

4. Bias di conferma (confirmation bias)

Questa "scorciatoia mentale errata" si verifica in particolar modo tra i sostenitori di partiti politici o altre ideologie (vedi i fanatici delle "diete alimentari"). Nello specifico, è nella nostra natura dare maggiore rilevanza alle sole informazioni in grado di confermare la nostra tesi iniziale.

Questo è un altro motivo per cui il "confronto", soprattutto quello online, è spesso sopravvalutato.

5. Bias della scelta (choice-supportive bias)

Cugino stretto del confirmation bias è il choice-supportive bias, che spiega la nostra tendenza a razionalizzare le scelte fatte, anche se tali scelte sono state impulsive o sono state fatte sulla base di gravi lacune informative.

Insomma, piuttosto che ammettere di aver fatto una ca*#!ta, ci inventeremo la qualunque per dimostrare quanto brillante sia stata la nostra decisione. Il problema è che nella maggior parte dei casi ci ritroveremo a prendere in giro noi stessi (hai presente le 3 bugie che ci raccontiamo ogni giorno? Stessa solfa).

6. Illusione dello schema (clustering illusion)

bias-cognitivi-ritardatariUna delle armi più potenti del nostro cervello è la capacità di individuare dei "pattern", ovvero degli schemi, attraverso i quali giungere rapidamente a delle conclusioni.

Il problema è che spesso vediamo questi schemi laddove non esistono.

Un esempio classico? I numeri "ritardatari" del lotto: siamo convinti che se un numero non esce da così tante estrazioni, avrà sicuramente una maggior probabilità di essere estratto. FALSO: ad ogni nuova estrazione TUTTI e 90 i numeri hanno esattamente la stessa probabilità di uscire (1/90).

7. Euristica della disponibilità (availability heuristic)

Questo bias consiste nel sovrastimare le informazioni a nostra disposizione.

"Non è vero che fumare fa male! Mio nonno ha fumato un pacchetto di sigarette al giorno fino a 90 anni ed era sano come un pesce".

Mi spiace, ma l'esperienza di tuo nonno non ha validità statistica circa la salubrità del fumo: tuo nonno ha avuto solo un gran c*#o ;-)

8. Illusione della frequenza (frequency illusion)

Molto simile all'euristica dell'influenza, la frequency illusion spiega perché iniziamo a vedere ovunque conferme di quanto abbiamo recentemente appreso. Te ne accorgerai nei prossimi giorni: inizierai a vedere bias cognitivi neanche fossero delle Grandi Punto della Fiat! :-D

9. Bias del pavone (self-enhancing transmission bias)

Tutti noi siamo portati a condividere maggiormente i nostri successi, rispetto ai nostri fallimenti.

Hai bisogno di prove? L'intero Facebook ruota attorno al bias del pavone: le frasi e le immagini più condivise riguardano vacanze incredibili, party selvaggi, amori passionali. Beh, la realtà è "leggiuermente" diversa. Questo video la fotografa in tutta la sua cruda freddezza:

10. Bias del "senno di poi" (hindsight bias)

Siamo tutti geni col "senno di poi". Nel trading come nell'innovazione tecnologica l'hindsight bias spiega perché riteniamo scontate certe evoluzioni solo dopo che si sono verificate.

Immagina di essere nel 2006 e cercare di convincere il management di Nokia, che Apple e Google saranno i due player fondamentali del mercato mobile negli anni a venire. Good luck!

11. Attualizzazione iperbolica (hyperbolic discounting)

L'hyperbolic discounting è un termine scientifico complesso per indicare un atteggiamento che i lettori di EfficaceMente conoscono fin troppo bene, ovvero la propensione a scegliere, sempre e comunque, il piacere immediato rispetto alla felicità a lungo termine.

Questo atteggiamento è particolarmente presente in 3 aree della nostra vita:

  • L'alimentazione.
  • I risparmi.
  • Lo studio/lavoro.

In un esperimento del 1998 ai partecipanti fu chiesto di scegliere tra un frutto sano e uno snack al cioccolato. Quando la scelta era spostata nel futuro, il 74% degli individui sceglieva la frutta. Quando invece la scelta riguardava il momento presente, il 70% degli individui sceglieva il goloso snack al cioccolato.

Il punto è che tendiamo inevitabilmente a sovrastimare le capacità del nostro "Io futuro", come se fosse una sorta di superuomo o superdonna che sarà in grado di mangiare ultra-sano, risparmiare ogni centesimo e studiare/lavorare senza distrazioni per zilioni di ore.

Indovina un po': il tuo "Io futuro" è indisciplinato, svogliato e spendaccione esattamente come il tuo "Io presente", anzi, anche un pelino di più. Se vuoi controbilanciare l'hyperbolic discounting, DEVI leggere questo post sull'akrasia.

12. Escalation irrazionale (irrational escalation)

Prendere decisioni irrazionali solo per tenere fede a decisioni razionali prese in passato. Se di recente ti è capitato di farti prendere la mano in un'asta Ebay, sai esattamente di cosa sto parlando.

13. Bias della negatività (negativity bias)

bias-cognitivi-roccia-orso

"Preferisco essere ottimista e avere torto, che pessimista e avere ragione."

A. Einstein.

Consiste nel dare maggior peso agli aspetti negativi rispetto a quelli positivi.

Naturalmente anche questo bias cognitivo ha una sua spiegazione evoluzionistica: per i nostri antenati, infatti, era decisamente meglio confondere una roccia per un orso, piuttosto che un orso per una roccia.

Per quanto ci riguarda, pensare che aver fallito quell'esame o aver mancato quella promozione significhi la fine della nostra esistenza, forse è un tantino esagerato.

14. Bias dell'inazione (omission bias)

Indica la tendenza a preferire l'inazione rispetto a qualsiasi azione, anche la più piccola.

La prossima volta che ti ritrovi con il c*#o incollato al divano, incapace di sostenere il ben che minimo impegno, ricorda che il bias dell'inazione è in... azione. Come batterlo? Ti consiglio di utilizzare il segreto dei 3 minuti.

15. Effetto struzzo (ostrich effect)

Se il confirmation bias ci spinge a dare maggior importanza alle sole informazioni a sostegno della nostra tesi, l'effetto struzzo ci porta a nascondere la testa nella sabbia quando ci vengono presentati dati che contrastano con le nostre convinzioni.

Qualcosa mi dice che ti è capitato più di una volta di avere a che fare con degli... "struzzi".

16. Effetto placebo (placebo effect)

L'effetto placebo è uno dei bias cognitivi più conosciuti in assoluto e a dirla tutta non è del tutto negativo: consiste infatti nell'influenzare l'avverarsi di un evento attraverso la convinzione che quell'evento debba verificarsi.

Questo bias, più che dimostrare un difetto di progettazione del nostro cervello, mette in evidenza quanto potenti possano essere le nostre convinzioni.

17. Errore di pianificazione (planning fallacy)

Come visto al bias #11 le nostre capacità di fare previsioni accurate sul futuro sono a dir poco imbarazzanti. Questo è particolarmente vero quando ci ritroviamo a pianificare lo studio o un progetto di lavoro. Volenti o nolenti siamo sempre troppo ottimisti sul tempo che impiegheremo per realizzare i nostri obiettivi.

Come si contrasta la planning fallacy? Te l'ho già spiegato al punto 4 di questo articolo.

18. Reattanza (reactance)

bias-cognitivi-bambiniScommetto che gli ingegneri elettronici sono andati in un brodo di giuggiole appena hanno letto il termine reattanza. In realtà, nella psicologia cognitiva la reattanza rappresenta il desiderio di fare il contrario di ciò che gli altri vorrebbero che facessimo.

Se sei un genitore che ha a che fare con bimbi piccoli o figli adolescenti, ho il vago sospetto che tu conosca perfettamente questo comportamento: forse lo conosci con il più comune nome di "capricci".

Come possiamo evitare questa risposta istintiva? La reattanza nasce dalla volontà dell'individuo di difendere la propria libertà di scelta: invece di imporre un'unica scelta (la nostra) è molto più efficace offrire un ventaglio di opzioni che, guarda caso, vanno nella direzione desiderata.

19. Bias dell'avversione alle perdite (loss-aversion bias)

A parità di cifre (ma anche in caso di guadagni sostanzialmente più elevati), preferiamo di gran lunga evitare le perdite, piuttosto che ottenere dei guadagni.

20. Bias informativo (information bias)

Ti è mai capitato di dover prendere una decisione e ritrovarti a raccogliere tonnellate di informazioni senza poi agire? Questa nostra insicurezza è giustificata dall'information bias, ovvero la convinzione che più informazioni recupereremo, più la nostra decisione sarà oculata. La verità è che una sovrabbondanza di informazioni non sempre ci porta a realizzare azioni efficaci. Anzi...

Se hai difficoltà a prendere decisioni, ti consiglio di adottare la tecnica della bussola.

21. Errore dello scommettitore (gambler's fallacy)

Diciamo che la mente umana non è progettata per prendere decisioni statistiche in modo razionale. Lo abbiamo già visto con l'esempio dei numeri "ritardatari" del lotto. In generale quando dobbiamo stimare la probabilità di accadimento di un evento ci facciamo influenzare troppo dagli eventi accaduti in precedenza, anche se questi sono statisticamente indipendenti.

Domandina semplice semplice: se lanciassi una monetina in aria per 9 volte di seguito e ottenessi sempre "testa", la probabilità che esca "croce" al 10° lancio è minore, maggiore o la stessa?

22. Bias dell'ordine di grandezza (order of magnitude bias)

Non solo andiamo nel pallone quando si tratta di valutare eventi indipendenti, ma in generale abbiamo serie difficoltà nello stimare correttamente i diversi ordini di grandezza. Non mi credi?! Facciamo un piccolo esperimento?

Senza pensarci troppo, se ti dico che sono trascorsi 1 milione di secondi, quanti giorni sono passati? 1 giorno? 10 giorni? 100 giorni? 1.000 giorni? Su, prova ad indovinare... sono circa 12 giorni.

Se ti dicessi invece che sono trascorsi 1 miliardo di secondi, quanti anni sono passati? 1 anno? 10 anni? 100 anni? 1.000 anni? Spara il tuo numero, non ci pensare troppo... sono circa 32 anni.

Allora, ci sei andato vicino? Neanche un po', vero?! ;-) Tieni presente questo bias ogni volta che ti ritrovi a fare delle stime numeriche.

23. Effetto Galatea (Galatea effect)

"Che tu creda di farcela o di non farcela avrai comunque ragione."

Henry Ford.

Probabilmente avrai sentito spesso parlare di profezia auto-avverante. L'effetto Galatea è un derivato dalla self-fulfilling prophecy e si verifica quando il successo (o l'insuccesso) di una persona è influenzato dalle sue convinzioni sulle proprie abilità.

In altre parole una parte consistente delle nostre prestazioni (nello studio, nello sport, nel lavoro) è determinata da ciò che pensiamo di noi stessi e delle nostre capacità.

Se vuoi approfondire questo tema ti consiglio di rileggere il capitolo sull'autoefficacia che trovi all'interno del manuale Autostima Passo Passo. Se poi sei uno studente, il test del Professore e dell'Ultras ti farà ricredere su molte delle tue convinzioni sullo studio.

Conclusioni

Allora? Quale tra questi bias cognitivi ti è piaciuto di più? Quale ti ha incasinato la vita più spesso? Fammelo sapere nei commenti di questo articolo ;-)

Per il resto, come ti ho spiegato all'inizio del post, l'obiettivo non è certo sbarazzarci di questi "cortocircuiti mentali": è impossibile, fanno parte della nostra natura. Tuttavia, anche solo conoscerli e averne consapevolezza, può fare un'enorme differenza nel nostro percorso di crescita personale.

Ecco, questa settimana vorrei che ti appuntassi quei 2-3 bias cognitivi che ti hanno fatto pensare "cavoli, questo sono io!". Rileggili, se nella loro descrizione ho linkato dei post di approfondimento, leggi anche questi ultimi, ma soprattutto impegnati ad avere maggior consapevolezza di questi bias: osservali, guarda come influenzano le tue decisioni e le tue giornate e infine impara a gestirli... EfficaceMente.

Per il momento è tutto: stavo per salutarti con un imbarazzante... "byes byes", ma mi sono trattenuto :-D Buona settimana!

Andrea Giuliodori.

Ps. Il tema bias cognitivi è affrontato anche nell'ottimo: "Le armi della persuasione" del dott. Cialdini. Se l'argomento ti ha incuriosito è senza dubbio un must read.

[post_title] => I 23 bias cognitivi che ti incasinano la vita [post_excerpt] => Gli studi sui bias cognitivi sono molto interessanti, perché puntano un faro sui limiti della nostra mente, ma allo stesso tempo ci indicano quanto potente sia il nostro cervello se utilizzato nella maniera corretta. Scopri i 23 bias più frequenti e come imparare a gestirli. [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => open [post_password] => [post_name] => bias-cognitivi [to_ping] => [pinged] => http://www.efficacemente.com/2008/12/perche-la-legge-di-attrazione-e-una-cavolata-ma-funziona/ http://www.efficacemente.com/2014/10/autocontrollo/ http://www.efficacemente.com/crescita-personale/autocontrollo/ [post_modified] => 2021-10-25 11:09:25 [post_modified_gmt] => 2021-10-25 09:09:25 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => http://www.efficacemente.com/?p=15333 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 59 [filter] => raw ) [4] => WP_Post Object ( [ID] => 20104 [post_author] => 3 [post_date] => 2017-07-31 01:10:20 [post_date_gmt] => 2017-07-30 23:10:20 [post_content] => Possono i pensieri positivi aiutarci a vivere meglio e a raggiungere i nostri obiettivi? Ni... pensieri positivi
"Non diventare mai un pessimista; un pessimista ha ragione più spesso di un ottimista, ma un ottimista si diverte di più, e nessuno dei due può fermare il corso degli eventi."

Robert Anson Heinlein.

Io odio il Pensiero positivo.

Ammettilo, non te l'aspettavi questo incipit in un articolo dedicato ai pensieri positivi e al pensare positivo :-D

Il punto è che il Pensiero positivo è una filosofia di vita, sviluppatasi agli inizi del '900, che invita i propri seguaci a cambiare la propria vita grazie a pensieri positivi e affermazioni da ripetere quotidianamente.

Peccato che ogni singolo studio che sia stato condotto su questa scuola di pensiero è giunto alla stessa conclusione: il pensiero positivo è 'na strunzata!

Perché allora questo articolo su EfficaceMente?

Se limitarsi a pensare positivo e a ripetere come una cantilena delle affermazioni non serve ad una cippa fritta, questo non significa certo che dobbiamo avere un atteggiamento negativo o pensieri distruttivi per intraprendere il nostro percorso di crescita personale!

Per raggiungere i nostri obiettivi dobbiamo muovere le ciapet' (agire).

Pensare positivo può stimolare l'azione. Al contrario, un atteggiamento negativo e pensieri distruttivi possono bloccarci.

Ecco perché in questo articolo ti parlerò dei 3 "vampiri" mentali che stanno succhiando la tua energia e la tua positività e di come liberartene per mantenere i tuoi pensieri positivi.

Prima però una semplice domanda...

Qual è la tua tortura mentale preferita?

Stress, frustrazione, tristezza, rabbia, invidia, ansia, paura, gelosia, autocommiserazione...

Ognuno di noi ha la sua tortura mentale "preferita".

Questi schemi mentali ricorrenti spesso dominano le nostre giornate e ci portano a vivere in un prolungato stato di sofferenza.

In questi periodi non c'è forza di volontà o strategia di produttività che tenga.

Se vogliamo dunque tornare a lavorare sui nostri obiettivi con positività e serenità dobbiamo innanzitutto sbarazzarci di questi "tarli" mentali.

Sì, ma come?!

Andando alla radice delle numerose torture mentali che ci auto-infliggiamo scopriamo qualcosa di molto interessante: a farci soffrire sono 3 pensieri negativi dominanti, 3 veri e propri... "vampiri" mentali.

Riconoscerli, conoscerli e neutralizzarli è quello che faremo insieme nei prossimi minuti:

1. Il pensiero della Privazione

pensieri-positivi-privazione

Il pensiero della Privazione è il primo vampiro mentale di cui dobbiamo sbarazzarci se vogliamo tornare a pensare positivo.

Se focalizziamo infatti la nostra attenzione su ciò che abbiamo perso o che potremmo perdere, sarà per noi inevitabile soffrire.

Pensa ad esempio all'amore:

  • Se non fai altro che pensare ad un amore ormai perso, rischi di non essere mai pronto per vivere una nuova relazione.
  • Se non fai altro che pensare di poter perdere il tuo amore, rischi di vivere in un perenne stato di gelosia che potrebbe portare alla fine della tua attuale relazione.

Che riguardi il passato o il futuro, il pensiero della Privazione è un subdolo bastardo. Ma non è il solo...

2. Il pensiero della Sottrazione

pensieri-positivi-sottrazione

Il secondo "vampiro" mentale che in questo momento potrebbe farti soffrire o potrebbe bloccarti, è sicuramente il pensiero della Sottrazione.

Ovvero l'ossessione di aver meno degli altri o la paura che il futuro ti riservi meno opportunità, meno soldi, meno amore, meno gioia, meno successo, etc.

Invidia sociale e ansia per il nostro futuro sono i due sotto-prodotti più comuni del pensiero della Sottrazione e purtroppo la diffusione dei social network e delle fake news non fa altro che alimentare questo vampiro cerebrale.

"Quando butti m***a sul giardino degli altri lo fertilizzi. Cura il tuo."

Andrea Giuliodori.

3. Il pensiero della Negazione

pensieri-positivi-negazione

Abbiamo infine il pensiero della Negazione.

Se siamo intimamente convinti che non potremo mai raggiungere un determinato obiettivo, o vivere una determinata esperienza, questo pensiero può letteralmente consumarci.

Se per esempio una malattia, una disabilità o un semplice difetto fisico ti hanno convinto che non potrai realizzare determinati traguardi, inevitabilmente questo ti porterà a soffrire.

-

Scommetto che leggendo queste ultime righe si è accesa una lampadina nella tua testa e scommetto anche che tra i 3 vampiri mentali ce n'è uno che in questo momento ti sta succhiando via serenità e positività più degli altri.

Che a dominare i tuoi pensieri sia la Privazione, la Sottrazione o la Negazione, poco importa. Se non ti sbarazzi di questi schemi mentali ricorrenti, continuerai a soffrire.

Vediamo allora nell'ultima parte dell'articolo come tornare ad avere pensieri positivi.

Come tornare ad avere pensieri positivi: punto primo, ricorda che...

Il pensiero, con cui spesso ci identifichiamo (e che genera in noi sofferenza), è in realtà un prodotto automatico della nostra attività cerebrale.

Come gran parte delle nostre attività fisiologiche, il pensiero si è sviluppato nel corso della nostra evoluzione per una specifica funzione: ovvero aiutarci a risolvere problemi (problem-solving) per riuscire ad adattarci meglio all'ambiente circostante.

Naturalmente, nel corso dei millenni l'attività cognitiva è diventata sempre più complessa, ma non voglio trasformare l'articolo in un trattato di neuroscienze.

Il messaggio che vorrei trasmetterti è che la vocina che ti senti ronzare in testa... in realtà non sei Tu, o meglio, è una tua funzione fisiologica, come può esserlo la digestione.

Ecco, imparare a NON identificarci con i nostri pensieri è il primo passo fondamentale per liberarci da quelli negativi.

Un ottimo strumento pratico per prendere consapevolezza della reale natura del nostro pensiero è la pratica meditativa.

Se ne hai sentito parlare, ma non hai mai ben capito di cosa si tratta o come funziona, ti consiglio di leggere questo articolo in cui spiego come meditare.

Vediamo però ora il secondo passo per tornare ad avere pensieri positivi.

Cambia stazione radio!

pensieri-positivi-radio

Se i nostri pensieri sono un prodotto automatico della nostra attività cerebrale, potremmo assimilarli a delle... trasmissioni radio.

Non siamo noi a decidere la scaletta di una trasmissione radio, ma possiamo sempre scegliere di... cambiare stazione!

Lo stesso vale per i nostri pensieri.

I pensieri della Privazione, della Sottrazione e della Negazione hanno la brutta abitudine di bussare al nostro cervello senza preavviso e di inondarlo per ore intere.

Ora che conosci i tuoi nemici e la loro natura, ti sarà molto più semplice individuarli sul nascere e spostare il tuo focus su pensieri diversi.

Tuttavia, "cambiare stazione" inizialmente ti richiederà uno sforzo di volontà non indifferente.

I pensieri negativi hanno infatti la stessa potenza del segnale di Radio Maria! :-D

Esiste però un "segnale" ancor più potente, ovvero una tipologia di pensieri positivi in grado di neutralizzare i pensieri di Privazione, Sottrazione e Negazione e di riportarci rapidamente ad uno stato privo di sofferenza...

Il potere dei pensieri di gratitudine

pensieri-positivi-gratitudine

Pensiero positivo, metafore sui segnali radio, gratitudine... OMMIODIO Andrea è stato posseduto da un guru Niu Eig!

Ok, lo ammetto, se questo dovesse essere il tuo primo articolo letto su EfficaceMente, sarei un po' preoccupato...

Sono anni però che porto avanti una filosofia di crescita personale molto concreta e basata sui più recenti studi di neuroscienze, psicologia, scienze comportamentali, etc. e questo articolo non fa eccezione.

Già in passato ti ho parlato del potere gratitudine, fornendoti tutti i riferimenti scientifici necessari per approfondire questa affascinante tematica.

Ai fini di questo articolo, quello che ci basta sapere è che i pensieri di gratitudine hanno lo stesso effetto su quelli negativi dello zampirone sulle zanzare.

Non possiamo infatti essere grati e... invidiosi, frustrati, stressati, tristi, insoddisfatti, etc. allo stesso tempo.

È semplicemente impossibile.

Bene, ora che siamo arrivati fini qui, è tempo di ricapitolare e vedere insieme un esercizio pratico per sbarazzarci dei 3 vampiri mentali e tornare a pensare positivo.

Ricapitoliamo: come avere pensieri positivi e sbarazzarci di quelli negativi

  • L'idea che basti pensare positivo per realizzare i nostri sogni è una di quelle leggende metropolitane dure a morire nel mondo della crescita personale.
"Le azioni battono le visualizzazioni ogni singolo giorno della settimana."
  • Questo però non significa che dobbiamo pensare negativamente! I pensieri negativi sono infatti spesso alla base della nostra sofferenza. Nello specifico esistono 3 vampiri mentali che succhiano le nostre energie:
    • Il pensiero della Privazione.
    • Il pensiero della Sottrazione.
    • Il pensiero della Negazione.
  • Per neutralizzare questi schemi mentali negativi dobbiamo innanzitutto prendere consapevolezza del fatto che il pensiero non è altro che un prodotto "fisiologico" della nostra attività cerebrale. Nel momento in cui smettiamo di identificarci con esso, siamo liberi.
  • Se NON siamo i nostri pensieri, questo significa che possiamo vedere questa attività cognitiva come delle trasmissioni radio. Se le "canzoni" che stiamo ascoltando non ci piacciono, sta a noi cambiare stazione.
  • Il metodo più efficace per cambiare stazione e per sintonizzarci sui pensieri positivi, consiste nel far leva sul potere della gratitudine.

Eravamo arrivati qui.

Concludo con un semplice esercizio pratico che ti aiuterà a sfruttare il potere della gratitudine:

  • Prendi un bloc-notes o apri un nuovo file.
  • Inizia a riportare alla mente e ad elencare i momenti più belli della tua vita, quelli di cui sei più grato. Possono essere momenti importanti e significativi, ma anche momenti quotidiani come una passeggiata in mezzo alla natura. Ciò che conta è che siano stati momenti in cui ti sei sentito profondamente grato di essere al mondo.
  • Tra questi momenti, scegli quello di cui hai il ricordo più vivido.
  • Ora prova a riportare alla mente ogni singolo dettaglio di quell'episodio: il vento sulla tua pelle, i suoni circostanti, la temperatura. Cerca di rivivere quel momento in tutte le sue sfumature.
  • Ricordi perché ti eri sentito tanto grato in quel momento? Ma sopratutto, ricordi quella sensazione di gioia apparentemente ingiustificata? Cerca di riportarla a galla, aggrappati a quella sensazione, assaporala come assaporeresti un buon dolce.

Come è stato? Non male, vero?

E se facessi questo semplice esercizio ogni volta che ti accorgi che la tua mente si sta sintonizzando su Radio PdM (Pensieri di Merda)? Quanto migliorerebbe la tua vita?

Beh, non ti resta che provare.

Ti auguro una settimana... positiva! Andrea.

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"È ora di mettersi a lavorare! Aspetta, mi hanno appena scritto su Whatsapp... grande Luca! Ha trovato l'appartamento per la settimana bianca: fammelo vedere su Google Maps. Ok ok, torniamo a lavorare... mmm, però ho fame: pausa caffè e si riparte. Sì ma adesso mancano 8 minuti alle 10:00, non vale la pena iniziare. Fammi controllare la posta elettronica va..."

Ti sei mai trovato in una situazione di questo tipo? Sì, sto parlando con te, è inutile che fai finta di niente ;-)

Lo sappiamo entrambi: abbiamo vissuto momenti simili molto più spesso di quanto vorremmo ammettere a noi stessi.

Ci diciamo che non è nulla, che... domani le cose andranno meglio; poi domani arriva e siamo punto e a capo. La verità è che, oltre ad essere dei procrastinatori seriali, spesso dimostriamo di avere la concentrazione di un bradipo nano.

Studio, lavoro, sport: se non impariamo ad esercitare e a migliorare la nostra capacità di concentrazione, difficilmente raggiungeremo i nostri obiettivi più ambiziosi.

Nell'articolo di oggi ti parlerò dei metodi più efficaci per poter migliorare la tua concentrazione.

Prima di vedere le tecniche rafforza-concentrazione, vorrei però fare insieme a te un piccolo "esperimento", un giochino da mentalista per misurare il tuo livello di concentrazione. Ho la tua attenzione? ;-)

Test sulla concentrazione: scegli una carta...

Ricordi i post sul cold reading e sulla lettura del pensiero?

L'esperimento sulla concentrazione che sto per proporti è un classico di mentalisti ed illusionisti di mezzo mondo ed è stato inventato dall'americano David Copperfield.

Se lo conosci già, puoi andare direttamente alla sezione sulle tecniche di concentrazione, altrimenti segui le mie istruzioni:

  • Scegli una delle carte qui sotto. Non indicarla con il mouse, non pronunciarla ad alta voce, non fare nulla che possa svelare la tua carta. Limitati a pensarla nella tua mente. Su, non abbiamo tutta la giornata, decidi e passa al punto successivo ;-)

Clicca l'immagine: farò sparire la carta che hai scelto!

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  • Fffatto? Molto bene. Io naturalmente non potrei mai conoscere la carta che hai scelto, giusto? E se ti dicessi invece che so esattamente quale carta hai selezionato? Non mi credi?! Clicca il link qui sotto e farò sparire la tua carta (sì, proprio quella):

CLICCA QUI

Rieccoci! Ti è piaciuto questo piccolo giochino? Hai già capito il trucco?

Naturalmente non te lo posso svelare, ma posso fare qualcosa di meglio: posso aiutarti a sviluppare il livello di concentrazione necessario per non farsi infinocchiare da questi trucchetti e per affrontare al meglio le tue sfide di studio, lavoro e sport.

Nella prossima sezione troverai 5 tecniche di concentrazione pratiche ed efficaci.

5 tecniche di concentrazione efficaci

Cosa fai quando i tuoi muscoli sono deboli e flaccidi? Inizi ad allenarti costantemente finché non li rafforzi.

Beh, anche la nostra mente è un "muscolo" che richiede allenamento. Qui di seguito trovi 5 esercizi che, praticati con Costanza (sì è sempre lei, la cugina di Filomena), ti permetteranno di sviluppare la concentrazione di un Samurai

Tecnica di concentrazione #1: la tecnica del cuore

concentrazione-tecnica-del-cuore Prima di affrontare un'attività che richiede un elevato livello di concentrazione, distenditi e rilassa i tuoi muscoli. Dopo circa 1 minuto, concentra la tua attenzione sul battito cardiaco. Elimina tutto il resto ed ascolta con attenzione il pulsare ritmato del tuo cuore. Immagina questo muscolo mentre pompa il sangue in tutto il tuo corpo, visualizza questo fluido vitale che dal cuore arriva fino alle dita dei tuoi piedi e delle tue mani. Dovresti sentire una sensazione di calore: prosegui la visualizzazione per alcuni minuti, poi, lentamente, riapri gli occhi, inizia a muovere i tuoi muscoli e rialzati con molta calma. Terminato l'esercizio, inizia a lavorare e conquista il tuo Everest!

Tecnica di concentrazione #2: la meditazione mindfulness

Decine di studi scientifici hanno dimostrato come la meditazione mindfulness (anche se praticata per soli 10 minuti al giorno) possa aumentare sensibilmente il nostro livello di concentrazione. Naturalmente la meditazione offre benefici che vanno ben oltre il semplice miglioramento della nostra attenzione, ma senza dubbio questo è uno dei  benefici più tangibili nell'immediato. Se vuoi avvicinarti a questa pratica, ho scritto un intero articolo con istruzioni dettagliate su come iniziare a meditare.

Tecnica di concentrazione #3: l'esercizio dei piedi

concentrazione-piedi Un altro stratagemma estremamente efficace per aumentare la nostra concentrazione è l'esercizio dei piedi. Quante volte ti è capitato di essere distratto durante una conversazione, una riunione o una lezione universitaria? La società in cui viviamo ci ha abituato a continui stimoli: una nuova email, un nuovo messaggino, una nuova notifica. Se non riceviamo la nostra dose di "eccitazione" digitale ogni due minuti, ci mettiamo attivamente alla ricerca di qualcosa che sazi la nostra fame di novità e per farlo ci distraiamo da qualsiasi attività stiamo svolgendo in quel momento. Per difenderci da queste continue distrazioni, Olivia Fox Cabane, autrice del libro "The Charisma Myth", suggerisce di concentrare la nostra attenzione sulle dita dei nostri piedi (sì, proprio quelle). Questo semplice stratagemma ci riporta immediatamente al momento presente e ci aiuta a migliorare la nostra concentrazione.

Tecnica di concentrazione #4: la lettura concentrata

Nella nuova edizione del mio manuale "Studia meno, Studia meglio", ho profondamente rivisto la sezione dedicata alla lettura veloce. Da qualche anno infatti, preferisco parlare di lettura efficace: inutile leggere velocemente se lo facciamo in maniera distratta! Che si tratti di un report di lavoro, di un manuale o di un libro di testo, poco importa: leggere senza concentrazione è un'inutile perdita di tempo. Ecco allora un semplice esercizio per migliorare la nostra concentrazione durante la lettura: terminato di leggere il primo paragrafo (o comunque una sezione molto breve), riassumi quanto letto in un'unica frase di massimo 20 parole. Riuscire a sintetizzare un paragrafo di 500-600 parole in un'unica frase richiede infatti una notevole concentrazione. Se andiamo di fretta, esiste una variante a questa tecnica: leggi la prima frase del capitolo che stai studiando, con l'intento di riscriverla tale e quale appena finita la lettura. Questo semplice trucco aiuta la tua mente a raggiungere uno stato di concentrazione ottimale, di cui godrai per l'intera durata della tua lettura.

Tecnica di concentrazione #5: la tecnica del mandarino

concentrazione-mandarino Questa è in assoluto una delle mie tecniche preferite e consiste in una serie di visualizzazioni che ci portano gradualmente a raggiungere un profondo stato di concentrazione. Questa tecnica si basa sugli esperimenti condotti sulle onde cerebrali ed è particolarmente indicata per gli studenti. Il mio consiglio è quello di ritagliarti 5 minuti e di applicarla prima di ogni sessione di studio: trovi le istruzioni in questo articolo.

Conclusioni (e un consiglio per gli studenti universitari)

Naturalmente per ottenere il massimo beneficio dovrai praticare queste tecniche ogni qual volta la tua mente inizierà a vagare per lidi sconosciuti. Sperimenta i diversi stratagemmi e cerca di capire quali si adattano meglio alle diverse situazioni (studio, lezioni, lavoro, sport, etc.).

Qualunque sia la tua scelta, ricorda: la concentrazione è la tua arma segreta per raggiungere il successo. Non mi resta che augurarti una settimana piena di... concentrazione. Andrea.

"Concentrazione e forza mentale sono le guardie al confine tra la sconfitta e la vittoria."

B. Russell.

Ps. se continui ad allenarti con le tecniche che ti ho suggerito, magari riesci anche a capire come ti abbia infinocchiato con il trucchetto delle carte... o sei ancora lì che te lo stai chiedendo?!

Pps. Sei uno studente universitario? Riuscire ad essere più concentrato ti aiuterà non poco nel tuo percorso universitario, ma la sola concentrazione purtroppo non basta.

Quello di cui hai davvero bisogno è un metodo di studio integrato, che preveda anche tecniche di concentrazione.

Studia meno, Studia meglio (abbreviato in "Sm2") è il manuale digitale che ha ormai aiutato più di 12.000 studenti universitari di ogni facoltà a raggiungere i propri obiettivi accademici.

sm2-testimonianza-alessandro-tozzi

Se in questo momento sei bloccato all'università o hai bisogno di un sistema per studiare meno e meglio, all'interno del manuale troverai un metodo di studio dettagliato per preparare il doppio degli esami in metà del tempo.

Puoi trovare tutti i dettagli sul manuale (incluso un estratto gratuito) in questa pagina, clicca il pulsante qui sotto:

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Concentrazione: 5 tecniche (ed 1 trucco magico) per migliorarla

Un test "magico" per misurare la tua concentrazione e consigli pratici per migliorarla ogni giorno.

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Introduzione

(a cura di Andrea Giuliodori, fondatore EfficaceMente)

Fine 2010. Avevo da poco completato la lettura di uno dei migliori libri letti fino a quel momento sul tema della resilienza e della forza di volontà: "Resisto dunque sono", dello psicologo e professore universitario specializzato in prestazioni sportive, Pietro Trabucchi.

Quel libro non solo ha migliorato la mia vita, facendomi scoprire risorse interne che non sapevo neanche di avere.

La sua lettura ispirò, infatti, anche la stesura di uno degli articoli di EfficaceMente più letti di sempre.

Ho dunque un debito di riconoscenza nei confronti di Pietro Trabucchi e averlo oggi ospite sulle pagine del blog, con un suo intervento per i miei lettori, è un piccolo, grande sogno che si realizza.

Nello specifico, qualche settimana fa, dopo aver completato la lettura del suo ultimo manuale, "Nelle tempeste del futuro" (straconsigliato!), sono entrato in contatto con lo psicologo, scelto da numerose squadre olimpiche italiane, per "strappargli" un intervento qui sulle pagine di EfficaceMente.

Devi sapere infatti che, coerente con i principi di cui parla nei suoi libri, Trabucchi non ha profili social e i suoi interventi e interviste si misurano con il contagocce.

Ma ce l'abbiamo fatta.

Passo dunque la parola al Prof. Trabucchi, che in questo articolo ci parlerà della "società rettiliana", dei suoi rischi e quali abilità e competenze dobbiamo allenare per non esserne vittime.

Buona lettura.

Andrea Giuliodori.

Il combattimento senza quartiere che si consuma ogni giorno dentro di noi

Nessuno è libero se non è padrone di sé stesso.

Epitteto (I secolo d.C.)

Dovendo attribuire un nome alla società contemporanea, la chiamerei "rettiliana". Sebbene la mia definizione possa apparire vagamente ironica (e in un certo senso lo è), origina da qualcosa di molto serio.

L’aggettivo "rettiliano" per indicare le strutture più arcaiche del nostro cervello venne utilizzato per la prima volta dal neurologo americano del secolo scorso Paul MacLean, nella sua teoria del cervello tripartito. MacLean descriveva un network cerebrale comparso per la prima volta nei rettili, da cui originano le nostre più potenti spinte istintive.

Il concetto di cervello rettiliano fornisce una base neuroscientifica a una verità millenaria, narrata attraverso le religioni, i miti e molte opere letterarie:

in ogni essere umano si svolge un combattimento senza quartiere tra i suoi impulsi emozionali profondi e il tentativo di controllarli.

Questa lotta interiore appartiene all’umanità fin dalle origini: non a caso la storia della nostra civiltà incomincia proprio con un fallimento nel controllare l’impulso a mangiare una mela proibita.

Il cervello rettiliano innesca risposte emotive velocissime, automatiche, potenti ma rigide.

L’impulsività rappresenta la soluzione più efficace se abitiamo nella giungla. Se scappare o aggredire sono i nostri strumenti quotidiani, allora dobbiamo essere fulminei: più saremo riflessivi e più rischieremo di perdere la vita.

Se invece l’ufficio ha sostituito la savana, i vecchi metodi non vanno più bene.

Controllare la bestia fremente

bestia fremente

Le spinte rettiliane in gran parte dei contesti sociali attuali devono essere mediate e ammortizzate dai centri cerebrali superiori.

La bestia fremente e sbavante dentro di noi va educata e ingentilita. Non per moralismo, ma per un motivo ben più profondo: se non riuscissimo a tollerare le frustrazioni, a controllare la rabbia, a posticipare la soddisfazione immediata del piacere in un contesto complesso qual è il mondo attuale, la nostra sopravvivenza sarebbe a rischio.

La psicologia descrive questa capacità di controllare gli impulsi emotivi e posticipare la soddisfazione del piacere con il termine self-regulation (autoregolazione o autocontrollo).

Da un punto di vista neurocognitivo l’autoregolazione si basa sull’azione modulatrice svolta dalle aree prefrontali sui network più antichi sottostanti, quelli che appunto McLean definiva "rettiliani".

L’autoregolazione è così importante oggi (e lo sarà sempre di più in futuro) perché gli obiettivi che ci poniamo, e i contesti in cui operiamo, sono oggi sempre più complessi, incerti e frustranti.

Questo ci richiede di sviluppare e allenare una serie di competenze che derivano dall’autoregolazione:

  • saper dilazionare la gratificazione
  • sapersi concentrare
  • saper tollerare la frustrazione
  • saper tollerare l’incertezza

In particolare, saper rimandare la gratificazione è fondamentale per inseguire mete lontane nel tempo.

L'importanza della gratificazione dilazionata

Dipendenza da smartphone

Il principio della gratificazione dilazionata rappresenta uno dei pilastri fondamentali di ogni attività tipicamente umana.

Pensiamo, per esempio, al processo dell’allenamento: mi alleno duramente oggi, rinunciando al piacere immediato, per risultati che giungeranno soltanto domani.

In sostanza, se ci si pone qualsiasi obiettivo che non sia la mera sopravvivenza economica, bisogna crederci e tenere duro. Eppure, oggi siamo di fronte a un paradosso.

Questa capacità autoregolativa di cui abbiamo così bisogno è sempre più carente: se la difficoltà a controllare gli impulsi ha accompagnato il genere umano fin dagli albori, ora il problema è diventato un’emergenza collettiva.

La società rettiliana è una società in cui le persone sono sempre più impulsive, fanno fatica ad autodisciplinarsi, riescono a perseguire solo gratificazioni istantanee (vogliono "tutto e subito") e spesso soffrono di disturbi dell’attenzione.

È la struttura della società attuale a plasmare i nostri cervelli con caratteristiche a bassa autoregolazione.

In altre epoche la sopravvivenza richiedeva concentrazione continua (pensiamo a cos’era la caccia per gli uomini primitivi), pazienza, pianificazione.

Oggi, utilizzando semplicemente il nostro smartphone possiamo ottenere informazioni su qualsiasi argomento; possiamo accedere a film, libri, giochi e contenuti musicali; fare nuove conoscenze oppure ordinare prodotti di ogni genere. Il tutto istantaneamente e senza alcuno sforzo.

L’autocontrollo viene disimparato perché la nostra esistenza si compie in contesti che premiano le risposte impulsive, la ricerca di gratificazioni immediate e la continua distrazione.

Oggi, l’ambiente in cui viviamo brulica di stimoli gratificanti e quindi potenzialmente distraenti.

Per esempio, il suono della notifica di un messaggio sullo smartphone provoca il rilascio di dopamina nel cervello rettiliano perché ci siamo abituati ad associare quello stimolo con una novità potenzialmente più piacevole del noioso qui e ora.

La tecnologia, aumentando esponenzialmente i margini di ricompensa nascosti in ogni attimo della nostra vita, ha reso l’istante presente insopportabilmente privo di interesse. E, per riuscire a rimanere concentrati sul monotono "qui e ora", trascurando questi stimoli che promettono una pronta gratificazione, bisogna saper esercitare molto autocontrollo.

Come allenare l'autoregolazione

Per quanto oggi gli individui della nostra società siano mediamente molto poco allenati all’autoregolazione, intorno a noi non mancano casi di eccellenza.

Un ottimo esempio del livello di auto-controllo che si può raggiungere con il costante allenamento io l’ho rinvenuto nelle Forze Speciali dell’Esercito italiano, un contesto che ho descritto nel mio ultimo libro “Nelle tempeste del futuro”.

L’allenamento dell’autoregolazione si realizza a partire dalla vita quotidiana, limitando i poteri di quella “macchina del piacere immediato” che è il cervello rettiliano.

Il passo fondamentale per farlo è quello di inserire un endoscheletro di autodisciplina nella nostra esistenza: il che significa costruirsi una routine di abitudini efficaci, saper organizzare il proprio tempo, evitare di procrastinare, resistere alle tentazioni.

Alla base di tutte queste azioni c’è quel fenomeno che una volta i filosofi definivano la “forza di volontà”; e che invece oggi – grazie alle neuroscienze- sappiamo essere l’influenza regolatoria delle aree prefrontali della nostra corteccia sull’antico network rettiliano. Da un punto di vista neuroscientifico, “forza di volontà” e “autoregolazione” coincidono.

Molti autori hanno paragonato la forza di volontà ad un muscolo, ed il paragone mi pare assolutamente calzante.

Ogni volta che ci imponiamo qualche piccolo passo in avanti, non otteniamo solo un progresso nell’attività in cui eravamo impegnati: rinforziamo anche la competenza generale, l’autoregolazione, rendendola più pronta e potente per i successivi balzi in avanti che ci aspettano.

Pietro Trabucchi.

  Ringrazio nuovamente il Prof. Trabucchi per il suo intervento e lancio una sfida a te che ci stai leggendo:
  • Cosa farai, oggi, per allenare il tuo muscolo della forza di volontà?
  • Quale passo compirai, tra quelli che hai per troppo tempo rimandato?
  • A quali tentazioni resisterai?
Che la forza... di volontà, sia con te! Buon allenamento.   Ps. All'inizio dell'articolo ti ho detto che i libri di Trabucchi hanno avuto un impatto estremamente positivo sulla mia vita. Un esempio concreto? I numerosi racconti ed esempi riportati nei suoi manuali sono veri e propri "integratori" per l'anima e la mente. Leggendoli sei ispirato a diventare una migliore versione di te stesso, a superare i tuoi limiti e a sviluppare quella forza di carattere che permea in ogni pagina dei suoi libri. Per questo, non mi perdo mai un nuovo libro di Trabucchi. Se è stato così anche per te, devi leggerti l'ultimo: "Nelle tempeste del futuro". Ti piacerà 😉 Nelle tempeste del futuro [post_title] => Benvenuti nella società rettiliana [post_excerpt] => Sui rischi del rincorrere continuamente le gratificazioni immediate e la perduta capacità di autoregolazione. [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => open [post_password] => [post_name] => societa-rettiliana [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2022-01-09 20:46:36 [post_modified_gmt] => 2022-01-09 19:46:36 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => https://www.efficacemente.com/?p=28975 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 19 [filter] => raw ) [1] => WP_Post Object ( [ID] => 28919 [post_author] => 3 [post_date] => 2021-12-27 11:43:37 [post_date_gmt] => 2021-12-27 10:43:37 [post_content] => Come da tradizione, l'ultimo articolo di EfficaceMente dell'anno lo voglio dedicare alle mie migliori letture degli ultimi 12 mesi.

Uno dei temi portanti del 2021 per me è stato quello dell'essenzialità, quindi, ti farò solo una brevissima premessa e poi passiamo subito alla lista dei libri più interessanti e trasformativi che ho letto nel 2021.

I libri consigliati da EfficaceMente: premessa (breve)

  • Come al solito, la lista non rispetta un qualche ordine speciale, ma le chicche te le ho messe alla fine così te la leggi tutta! 😃
  • Quest'anno la lista delle migliori letture si ferma a 7 libri. Questo perché ogni anno voglio condividerti solo il meglio e onestamente quest'anno a farmi innamorare sono stati pochi libri. È anche vero che nel 2021 ho letto meno del solito, sempre per quella voglia di concentrarmi sull'essenziale e non leggere tanto per sport.
  • Io leggo principalmente libri in lingua inglese: c'è molta più scelta, non devi aspettare che vengano tradotti e puoi cogliere meglio le sfumature di linguaggio dell'autore. Capisco però che non tutti i lettori di EfficaceMente abbiano dimestichezza con la lingua di sua Maestà (competenza che comunque ti invito ad acquisire nel tuo percorso di crescita personale), motivo per cui, laddove disponibile, ti ho linkato la versione italiana. Per questa lista specifica, però, ho avuto particolare difficoltà a trovare le versioni italiane di alcuni libri. Ho notato infatti che in questi anni di pandemia le case editrici hanno preferito dare priorità all'ennesimo libro dell influenZer di turno, rispetto ad ottimi testi di autori stranieri.
  • Qui sotto trovi tutte le liste di libri che ho proposto negli anni (ne hai per almeno un decennio!):

Ok, vediamo la lista di quest'anno!

7) Effortless - Greg McKeown

Effortless - Greg McKeownAvevo già apprezzato tantissimo l'autore scozzese trapiantato nella Silicon Valley, per il suo primo bestseller: Essentialism (edizione italiana: "Dritto al sodo. Come scegliere ciò che conta e vivere felici.").

Detto tra noi, sono sempre guardingo di fronte al secondo libro che un autore pubblica, soprattutto se il primo ha avuto un inaspettato successo letterario.

Ma in questo caso McKeown si è preso il suo tempo (anche per questioni familiari di cui parla in questo secondo libro), ed è stato in grado di sfornare un secondo trattato davvero bello e interessante.

Il cuore dei suoi testi è una sorta di minimalismo applicato agli impegni personali e professionali.

Se in "Dritto al sodo" fornisce indicazioni e strategie concrete per focalizzarsi solo su ciò che conta davvero, in "Effortless" McKeown ci aiuta a capire come poter portare avanti gli impegni davvero essenziali con più leggerezza, piacevolezza e, in ultima analisi, senza sforzo (da non confondere con "senza impegno").

La nostra società è infatti permeata da questa idea malata che per meritarci i nostri traguardi dobbiamo per forza lottare dalla mattina alla sera contro noi stessi e gli altri.

Ma la verità è che esiste sempre un'altra via, una via più semplice, più in linea con le nostre inclinazioni, più gioiosa.

McKeown nel suo ultimo libro ci indica questa via. Consigliato.

6) Heart, Breath, Mind - Dr Leah Lagos

Heart breath mindNon ti nego che da qualche anno ho una sana ossessione per il respiro. Lo scorso anno, sul tema, ti ho proposto lo straordinario "L'arte di respirare" di James Nestor, quest'anno voglio suggerirti "Heart, Breath, Mind" della Dott.ssa Leah Lagos.

Più che un libro, quello della Lagos è un vero e proprio "programma di allenamento" della durata di 10 settimane che, attraverso esercizi di respirazione coerente, spiegati a puntino, guida il lettore a combattere lo stress, sviluppare una maggiore resilienza e raggiungere il proprio stato di picco.

Personalmente, da fottuto ingegnere quale sono, ho misurato puntualmente dati come battito cardiaco a riposo e variabilità della frequenza cardiaca (HRV), durante ognuna delle 140 sessioni di respirazione che compongono il programma della Lagos e i numeri non mentono: nel giro di 10 settimane il battito cardiaco a riposo è sceso e l'HRV si è alzato di almeno un 20% (il che è un ottimo segnale).

Ma in generale, portare avanti la pratica di respirazione suggerita nel libro, due volte al giorno, 20 minuti a sessione (insieme agli altri esercizi specifici), ha influenzato positivamente il resto delle mie giornate, trasmettendomi maggior serenità e radicamento.

Purtroppo anche questo libro è disponibile solo in lingua inglese. Se però riesci a leggerlo senza problemi e da tempo cercavi un serio programma di breath work da seguire, il libro fa per te!

5) Oltre l'ordine: 12 nuove regole per la vita - Jordan Peterson

Oltre l'ordineChi mi segue da qualche anno sa che sono un grande estimatore del Prof. Jordan Peterson.

Con i suoi libri, le sue lezioni su YouTube e le sue interviste in importanti podcast è stato sicuramente tra le persone che più hanno influenzato il mio percorso di crescita personale negli ultimi 5 anni.

Motivo per cui sono stato particolarmente felice di poter leggere nel 2021 il suo secondo libro dedicato alle "regole per la vita".

Dopo il super-mega bestseller "12 regole per la vita: un antidoto al caos", è infatti uscita quest'anno la seconda parte (per così dire): "Oltre l'ordine: 12 nuove regole per la vita".

Ecco, se i titoli possono far pensare ai classici manuali di self-help con regolette un po' banalotte, tipo "lavati i denti altrimenti ti puzza l'alito", in realtà ogni capitolo dei due libri di Peterson è di fatto un breve trattato di teologia, biologia, filologia e psicologia messe insieme.

In un Occidente in crisi d’identità e in una società sempre più liquida, Peterson ci ricorda quei valori e quei principi profondi che hanno guidato l’essere umano per millenni. Valori che troppo spesso diamo per scontati o che, peggio, siamo pronti a sacrificare nel nome del “politicamente corretto".

Per farti un'idea più approfondita di cosa parlano questi due libri (che in realtà andrebbero intesi come un'unica opera suddivisa in due testi), qualche mese fa, prima che uscisse la versione italiana di "Oltre l'ordine", ho scritto un articolo di approfondimento con l'elenco completo delle 24 regole e un mio commento a corredo.

Lo trovi qui.

4) Project Hail Mary - Andy Weir

Project Hail MaryChe cavolo c'entra un libro di fantascienza nella lista annuale dei migliori libri di EfficaceMente?!

Beh, come ogni anno, oltre ai libri di crescita personale che più ho amato, includo sempre anche uno o due romanzi.

Trovo terapeutico immergermi in un bel romanzo ogni sera prima di addormentarmi e, in fin dei conti, anche sapersi rigenerare e prendersi cura di sé, è crescita personale 😉

Dopo un deludente secondo libro (Artemis), Andy Weir, autore di "The Martian - Sopravvisuto" (forse hai visto il film con Matt Damon) è tornato in grande spolvero.

Non voglio svelarti nulla della trama, se però ti piacciono i libri di fantascienza che ti tengono incollato pagina dopo pagina, ambientati in un futuro prossimo, abbastanza realistici, ma con trovate narrative che non siano il banale asteroide che colpisce la terra... questo libro fa per te.

Ps. Purtroppo non è ancora disponibile la versione italiana.

Considerato che l'ultimo libro di Weir è già stato tradotto in decine di lingue, il perché la versione italiana manchi ancora all'appello è un mistero a cui possono rispondere solo quelli della Mondadori che ne detengono i diritti e ne avevano programmato l'uscita per il 30 giugno 2021. Misteri dell'editoria italiana...

3) L'Almanacco di Naval Ravikant - Eric Jorgenson

L'Almanacco di Naval RavikantVabbè, per questo quinto libro sono un pelino in conflitto di interessi.

Ho infatti insistito particolarmente con gli amici della ROI Edizioni per portare in Italia questa chicca che include il meglio del Naval-pensiero e sono felice che ci siamo riusciti all'inizio del 2021.

Se non conosci Naval Ravikant, è uno dei personaggi più influenti della Silicon Valley; ha fondato numerose aziende e ha investito in molte altre di enorme successo, quando nessuno ci avrebbe scommesso neanche un dollaro.

Ma Naval non è solo un imprenditore e un investitore di successo, è quello che si potrebbe definire un vero e proprio filosofo moderno.

Nell'almanacco troverai raccolti i suoi principi cardine per la ricchezza e la felicità.

E so che la parola ricchezza fa scandalizzare molte persone in Italia, ma se molti di noi non hanno un rapporto sano con i soldi è anche dovuto al fatto che nessuno ci ha insegnato davvero a comprendere i principi della ricchezza e del denaro. Ecco Naval lo fa egregiamente.

Insomma, un libro per molti versi imperdibile.

Ps. Anche in questo caso trovi un articolo di approfondimento qui su EfficaceMente.

2) Oltre il possibile - Nimsdai Purja

Oltre il possibileEcco, l'alpinismo sicuramente non è tra le mie aree di competenza, ma dopo aver visto il documentario "14 Peaks" su Netflix, mi sono letteralmente innamorato del mindset e del dialogo interiore dell'alpinista nepalese Nimsdai Purja.

Motivo per cui, mi sono divorato anche il libro "Oltre il possibile" dove Nims racconta, con molti più particolari e passaggi inediti, l'impresa che insieme al suo team lo ha portato a scalare, in meno di 6 mesi, le 14 vette mondiali che superano gli 8.000 metri (il record precedente era stato di 8 anni!).

Intendiamoci, Nims non è umano, e le sue capacità di resistenza sono state studiate in alcuni dei laboratori di medicina dello sport più avanzati al mondo; ma come detto, nel documentario di Netflix, e ancor più nel libro, ad avermi impressionato non sono state le sue doti atletiche, ma il suo atteggiamento mentale.

Un mix micidiale di autostima che a volte sfiora la sbruffonaggine, simpatia, altruismo, ambizione, voglia di divertirsi e non prendersi mai troppo sul serio e... tanto altro ancora.

I dialoghi con sé stesso durante le scalate e l'intera impresa, sono un vero e proprio manuale di "inner game" da cui tutti noi possiamo apprendere per iniziare a parlarci diversamente e a credere di più nelle nostre possibilità.

...perché in fondo, forse le nostre vette non sono montagne da 8.000 metri, ma sono pur sempre vette che la vita ci invita a scalare!

1) Four thousands weeks - Oliver Burkeman

Four thousands weeksIl tempo e il modo in cui ci rapportiamo ad esso è da sempre uno dei temi centrali del mio percorso di crescita personale, non a caso a questo argomento ho dedicato il mio primo libro stampato.

Ero dunque particolarmente curioso di leggere l'ultimo testo dell'ex-editorialista del Guardian, Oliver Burkeman, incentrato proprio sul tempo e come usarlo al meglio.

Mettendo da parte alcuni passaggi un po' troppo politicizzati e altri forzatamente controcorrente (difetto che ho spesso riscontrato nei testi di Burkeman), "Four thousands weeks" è scritto da dio ed è davvero bello.

Già a partire dal titolo, Burkeman ci porta a riflettere sulla finitezza del nostro tempo e sull'importanza di usarlo con consapevolezza.

4.000 settimane è infatti il tempo di vita medio di un essere umano e vederlo scritto così, in settimane, impressiona non poco.

Ma molti sono i passaggi del libro che fanno riflettere su aspetti che spesso vengono distorti dai para-guru della crescita personale e su cui Burkeman invece ci invita ad andare più in profondità, ricordandoci che l'ossessione per il controllo, il perfezionismo e la produttività estrema, sono spesso le cause primarie della nostra ansia esistenziale.

Un libro che sicuramente consiglio a tutte le persone interessate al tema della "gestione del tempo", per avere un punto di vista molto diverso dai classici manualetti di organizzazione e produttività.

Prima di salutarci...

Alcuni consigli di lettura per il 2022:
  • Scegli i migliori libri. L'offerta letteraria è davvero sterminata e negli ultimi anni è ulteriormente cresciuta in quantità (ma non necessariamente in qualità). Le liste dei migliori libri targate EfficaceMente hanno proprio l'obiettivo di aiutarti nella selezione di quelli che potrebbero essere i testi più belli e trasformativi per te.
  • Scarta senza pietà i testi che non riescono a catturarti dopo 30-40 pagine. No, davvero, non avere sensi di colpa. Se un libro non ti prende dopo un tot di pagine, non sentirti obbligato a terminarlo. Non abbiamo abbastanza anni nella nostra vita per leggere i migliori libri di sempre, sarebbe un delitto sprecare tempo su libri mediocri.
  • Leggi intenzionalmente. Ritagliati ogni giorno il tempo per la lettura e praticala come se fosse una sorta di meditazione. Immergiti in quelle pagine, elimina le distrazioni, lasciati cullare dalle parole (Ps. se pensi di non aver tempo per leggere, controlla quanto ne passi sul tuo smartphone... così, per dire).

Ma soprattutto, nel caso di saggi di miglioramento personale, quei pochi che troverai davvero eccezionali nel nuovo anno, cerca di trasformarli in reale conoscenza.

Questo significa tradurre i concetti di quei libri in azioni, abitudini e sistemi che contribuiscano concretamente a migliorarti la vita.

Buona lettura e buona crescita! [post_title] => I 7 migliori libri letti nel 2021 [post_excerpt] => [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => open [post_password] => [post_name] => migliori-libri-2021 [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2022-01-24 21:25:03 [post_modified_gmt] => 2022-01-24 20:25:03 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => https://www.efficacemente.com/?p=28919 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 5 [filter] => raw ) [2] => WP_Post Object ( [ID] => 28524 [post_author] => 3 [post_date] => 2021-11-14 19:11:09 [post_date_gmt] => 2021-11-14 18:11:09 [post_content] => In questo articolo voglio presentarti la più efficace tecnica di allenamento mentale per affrontare le prove importanti della vita. Seguimi! Immagina questa scena... sono settimane che ti stai preparando senza sosta per:
  • Quell'esame universitario.
  • Quella gara sportiva.
  • Quel lancio del nuovo prodotto della tua azienda.
  • Quell'importante presentazione di lavoro.
È la sera prima della grande prova. Hai i nervi a fior di pelle, una stanchezza atavica, e vorresti solo staccare, ma non fai che pensare a tutto quello che potrebbe andare storto l'indomani. Ti addormenti a fatica, hai un sonno agitato e la mattina successiva ti svegli con la stessa energia e vitalità di un gatto investito in tangenziale. Vorresti mangiare qualcosa per colazione, ma il tuo stomaco è un groviglio di nervi. Non ne puoi più. Desideri solo che questa tortura passi. Vuoi lasciarti alle spalle tutta questa pressione e tornare finalmente a ritmi più umani. Dopo ore che sembrano interminabili, il momento della tua performance finalmente arriva... Va di me**da! 🤬 Settimane di preparazione, stress e orari impossibili e ti ritrovi con un pugno di mosche. E tutto per colpa della tua mente! Quella bastardona trova sempre il modo di autosabotarti nei momenti più importanti della tua vita! Possibile che non esista un modo per affrontare queste situazioni semplicemente con un po' di focus e serenità e non con tutto questo sovraccarico di ansie inutili?!

La pillola magica

Se sei un lettore storico di EfficaceMente, sai come la penso a proposito di pillole magiche & co. Se ambiamo a realizzare obiettivi ambiziosi nella nostra vita, dobbiamo essere disposti a pagare un prezzo, a fare sacrifici. Obiettivi e sacrifici Questo però non significa che dobbiamo pagare un prezzo più alto del necessario! Essere Efficaci significa proprio riuscire ad ottenere i risultati che desideriamo, pagando il giusto prezzo, in termini di energie, tempo e risorse (né troppe, né troppe poche). Questa è la filosofia di miglioramento personale che condivido con i miei lettori da più di 13 anni e che caratterizza la spina dorsale anche di tutti i nostri (per)corsi avanzati. Insomma, strategie pratiche, dimostrate ed efficaci, per ottenere il massimo risultato dal tuo sudato impegno. Ma torniamo alle nostre gare, prove e prestazioni...
  • Avere una sana dose di adrenalina in circolo prima di un'importante gara, esame o prova è normale (anzi è funzionale alla nostra performance). Avere un livello di ansia quasi debilitante è inutile e controproducente.
  • Essere focalizzati sulla sfida che ci aspetta per gran parte del tempo è normale. Essere ossessionati da tutto ciò che potrebbe andare storto è pericoloso e futile.
  • Avere periodi di squilibrio nella propria vita, fatti di intenso lavoro, allenamento e preparazione è normale. Vivere perennemente in uno stato di agitazione anche per le prove più semplici e poco impegnative è controindicato e infruttuoso.
Come possiamo dunque affrontare le sfide della nostra vita con un atteggiamento mentale efficace, senza farci risucchiare da emozioni e pensieri auto-sabotanti?

I due allenamenti

Il primo punto da comprendere è che ogni prova richiede due tipi di preparazione, due tipi di "allenamento":
  1. L'allenamento di contenuto.
  2. L'allenamento mentale.
Se la prova che devi affrontare è un esame universitario particolarmente tosto, l'allenamento di contenuto sarà l'apprendimento vero e proprio della materia, supportato magari da un metodo di studio efficace. Se invece la prova che devi affrontare è una gara sportiva, l'allenamento di contenuto sarà l'insieme di preparazione atletica, allenamento muscolare, dieta, etc. In entrambi questi esempi, però, se dimentichiamo di affiancare la seconda tipologia di allenamento, l'allenamento mentale, ci ritroveremo molto probabilmente nella situazione descritta all'inizio di questo articolo. In altre parole... siamo fregati! Ora, esistono mille diverse tipologie di training mentale: ...e chi più ne ha, più ne metta. Ma se dovessi dirti qual è stata la tecnica di allenamento mentale più efficace in assoluto nella mia esperienza, la pillola magica che uso prima di qualsiasi sfida importante, e che sistematicamente mi aiuta a ritrovare focus e serenità, beh non potrei non citarti la tecnica della transizione cardiaca (o heart shift). È una tecnica che sto sperimentando da ormai 7 mesi, con enormi benefici. Avevo pensato di condividerla in esclusiva con i partecipanti all'edizione 2022 di 365 - Un anno epico, durante una delle 52 settimane del nuovo (per)corso, quella dedicata al raggiungimento dello stato di picco per la precisione. Ma ci tenevo a condividere questa specifica strategia con tutti i lettori, perché penso possa essere di beneficio a molti. Tra l'altro vuoi sapere il bello? Richiede solo 3 minuti... Vediamola 😉

La più efficace tecnica di allenamento mentale (secondo me): la transizione cardiaca (o heart shift)

stato di picco transizione cardiaca La tecnica della transizione cardiaca è stata ideata dalla Dott.ssa Leah Lagos, psicologa specializzata in benessere e performance e autrice del bestseller "Heart Breath Mind". Questa metodica di allenamento mentale è stata sviluppata dalla Lagos per aiutare i propri clienti (spesso sportivi professionisti) a modificare rapidamente il proprio atteggiamento mentale e il proprio stato fisiologico in vista di un'importante prova. Ecco come funziona.
 

Raggiungi il tuo stato di picco in 15 respiri

La tecnica della transizione cardiaca permette di modificare il nostro ritmo cardiaco e di conseguenza il nostro stato fisiologico generale attraverso un particolare ritmo di respirazione noto come "respiro di Dio". Nello specifico sono previste tre serie, da cinque respirazioni ognuna (totale: 15 respiri), in cui praticare delle particolari azioni che vedremo nel dettaglio nei prossimi paragrafi. Partiamo però dal "respiro di Dio" (o "respiro della coerenza cardiaca"). In estrema sintesi la respirazione coerente consiste nel regolare inspirazione e espirazione in modo tale da inalare per 5,5 secondi dal naso ed esalare per 5,5 secondi dalla bocca. Per tutti i dettagli su come praticare al meglio questa particolare tecnica di respirazione e quali strumenti utilizzare per assicurarti di seguire il giusto ritmo, ti rimando a questa newsletter pubblicata qualche mese fa (se sei già registrato ad EfficaceMente, assicurati di effettuare l'accesso per leggere questo contenuto, altrimenti registrati: è gratis). Ok, ora che sappiamo come funziona il "respiro di Dio", vediamo cosa devi fare di preciso nelle tre fasi della tecnica della transizione cardiaca che ti aiuteranno a ritrovare calma, lucidità e focus prima di una performance.

Respiri 1-5: libera il cuore

Questa prima fase che va dal primo al quinto respiro è pensata per aiutare il tuo sistema nervoso autonomo a lasciare andare le emozioni e le sensazioni negative (ansia, stress, preoccupazione, etc.) che possono dominarti nei giorni e nelle ore precedenti alla tua grande sfida. Come spiegato, tutti e 15 i respiri che caratterizzano l'esercizio della transizione cardiaca devono essere svolti al ritmo di "coerenza", ovvero con ispirazioni di 5,5 secondi ed espirazioni di 5,5 secondi. Non ci sono pause all'inizio o alla fine di ogni ciclo di respiro. Per questi primi 5 respiri (che dureranno un totale di circa un minuto), procedi in questo modo:
  • Durante l'inspirazione cerca di creare una connessione a livello fisiologico con il tuo stressor. Mi raccomando, questo non è un esercizio meramente mentale: devi sentire lo stress, l'ansia e la paura per la prova che ti aspetta a livello fisico. I muscoli del tuo petto sono tesi? Hai un nodo allo stomaco quando pensi a quell'esame o a quella gara? Se ti concentri sul tuo cuore, che "forma" ha lo stress che provi per questa prestazione? Quando inali per 5,5 secondi cerca di concentrarti su queste sensazioni sgradevoli.
  • Durante l'espirazione, invece, lascia completamente andare queste emozioni. Se può esserti utile, usa questa similitudine: quando inspiri è come se ti "aggrappassi" a queste sensazioni negative; quando espiri è come se lasciassi andare la presa. I tuoi muscoli si rilassano, senti una sensazione di piacevole calore al livello del tuo stomaco, i pensieri negativi lasciano il tuo corpo attraverso l'aria che esce dalla tua bocca.
Come detto, la prima fase della transizione cardiaca ha una durata di 5 respiri. Inspira dunque il tuo stressor 5 volte e lascialo andare 5 volte.

Respiri 6-10: libera la mente

respirazione allenamento mentale Nei successivi 5 respiri libereremo la nostra mente. Dal respiro 6 al respiro 10, sposta la tua attenzione dallo stressor alla sensazione dell'aria fresca che entra dalle tue narici durante l'inspirazione. Durante l'espirazione, invece, continua a lasciare andare le sensazioni sgradevoli che dovessero essere ancora presenti (ricordi la similitudine della mano che smette di stringere la presa?). Questa seconda fase della tecnica della transizione cardiaca si basa sui principi della meditazione mindfulness e ci aiuta ad "abbassare il volume" del nostro chiacchiericcio mentale, spostando la nostra attenzione sulle sensazioni fisiche del respiro all'altezza delle nostre narici. Anche questa seconda fase ha una durata di circa un minuto (5,5 secondi per l'ispirazione + 5,5 secondi per l'espirazione, il tutto ripetuto x 5 volte = 55 secondi).

Respiri 11-15: ritrova lo stato di picco

È negli ultimi 5 respiri della transizione cardiaca che avviene il vero e proprio heart shift. Dal respiro 11 al 15, dopo esserci lasciati alle spalle le sensazioni e le emozioni sgradevoli che ci hanno accompagnato in questo periodo pre-performance, ci connetteremo con quello che è lo stato fisiologico e mentale ideale per la nostra prova. Immagina come vuoi sentirti durante la tua grande prova: vuoi essere pervaso dall'eccitazione? Vuoi essere calmo, composto e concentrato? Vuoi sentirti forte, sicuro e determinato? Immagina nei dettagli il tuo stato di picco, ma non limitarti a "pensarlo", devi proprio sentire quelle sensazioni a livello viscerale. Nello specifico, durante gli ultimi 5 respiri della transizione cardiaca, dovrai connetterti con il tuo stato di picco durante l'inspirazione e continuare a praticare l'arte di lasciare andare durante l'espirazione. - Questi sono i 15 respiri della transizione cardiaca. Questo semplice esercizio di allenamento mentale ti aiuterà a ritrovare la serenità e la concentrazione di cui hai bisogno per esprimere al meglio le settimane (o addirittura, i mesi) di allenamento e preparazione. Per aiutarti a mettere in pratica da subito questa tecnica e ad ottenere i massimi benefici, devo giusto svelarti gli ultimi dettagli. Sai come si dice: il diavolo si nasconde nei dettagli!

Cosa devi sapere per ottenere il massimo dalla tecnica di allenamento mentale della transizione cardiaca

dettagli allenamento mentale Fin qui abbiamo visto perché è importante allenarsi anche mentalmente (ed emotivamente) prima di una gara, un esame, una presentazione di lavoro, un pitch per la tua startup, etc. Ti ho inoltre presentato e spiegato il funzionamento della tecnica dell'heart shift della dott.ssa Leah Lagos. Per sfruttarla come si deve, dobbiamo però ancora vedere:
  • Il momento esatto in cui praticare la transizione cardiaca.
  • Quando invece non ha senso applicarla (anzi rischia quasi di essere controproducente).
  • Se e quante volte va ripetuta.
  • Quali app o strumenti utilizzare per seguire il giusto ritmo di respirazione.
  • E altri dettagli (es. devi tenere gli occhi chiusi o aperti durante questo esercizio? Cosa fare se all'inizio hai difficoltà a connetterti con le sensazioni sgradevoli o con lo stato di picco? E così via!).
Per evitare di farti tornare su questo articolo ogni volta che praticherai l'heart shift, ho pensato di riassumere cosa devi fare di preciso nelle tre fasi e tutti gli altri dettagli citati qui sopra in un semplice file pdf di una pagina, così lo puoi tranquillamente stampare e tenere al tuo fianco ogni volta che praticherai l'esercizio. Compila il form qui sotto per scaricarlo gratuitamente:
A presto.

Andrea Giuliodori.

[post_title] => Allenamento mentale: prepararsi ad una sfida con la tecnica della transizione cardiaca (heart shift) [post_excerpt] => [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => open [post_password] => [post_name] => allenamento-mentale [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2021-11-14 20:58:02 [post_modified_gmt] => 2021-11-14 19:58:02 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => https://www.efficacemente.com/?p=28524 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 11 [filter] => raw ) [3] => WP_Post Object ( [ID] => 26879 [post_author] => 3 [post_date] => 2020-12-21 08:56:25 [post_date_gmt] => 2020-12-21 07:56:25 [post_content] => Come ogni anno, l'ultimo articolo del 2020 di EfficaceMente lo voglio dedicare alle mie migliori letture dei 12 mesi precedenti. Migliori libri 2020

Cercando una foto per l'articolo ho trovato questa, che penso rappresenti egregiamente cosa abbia significato per me leggere in questo "strano" 2020.

Ogni volta che mi sono ritagliato del tempo per leggere, negli ultimi mesi, ho infatti sentito un sottile senso di colpa.

Come il ragazzo in foto, mi sembrava di sfogliare egoisticamente le pagine di un libro sorseggiando una bevanda calda, mentre ero sull'orlo di un precipizio, con il mondo attorno a me che finiva in frantumi per via della pandemia.

Riflettendoci bene, però, sono giunto alla conclusione che sono state proprio le letture che ho affrontato in questi mesi (e negli ultimi due decenni) a permettere che il mio mondo non crollasse come un castello di carte di fronte ad un evento sanitario, economico e sociale di così vasta portata.

Sono stati infatti i libri e i corsi su cui ho investito negli ultimi vent'anni a spingermi a costruire un'attività e uno stile di vita antifragili.

Mi auguro dunque che le letture che ho condiviso in passato e che continuerò a condividere con te possano aiutarti, oggi più che mai, ad intraprendere il tuo percorso di crescita personale.

Vediamo allora i 10 migliori libri che ho letto in questo 2020.

La top 10 dei migliori libri che ho letto negli ultimi 12 mesi

Prima di andare alla mia lista di libri preferiti, alcune precisazioni per permetterti di sfruttare al meglio questo articolo:

  • La lista non ha nessun particolare ordine, anche se devo ammettere che verso la fine ho messo 1-2 chicche che forse ho amato ancor di più ?  In generale in questa lista troverai solo il meglio delle mie letture del 2020. Quest'anno infatti ho letto anche delle ciofeche letterarie, che però ti risparmierò e che io stesso ho imparato a metter da parte già dopo qualche decina di pagine (sfida non banale per noi perfezionisti!)
  • La stragrande maggioranza dei libri che leggo sono in inglese, lingua che ti consiglio caldamente di imparare, soprattutto ora che lo smart-working è stato sdoganato e puoi letteralmente lavorare per qualsiasi azienda al mondo anche da una baita in mezzo ai monti (con una buona connessione). Laddove è già disponibile un'edizione italiana del testo ti ho comunque messo il link a questa ?
  • Qui sotto trovi tutte le liste di libri che ho proposto negli anni (ne hai per almeno un decennio!):

Ok, bando alle ciance, vediamo la lista di questo 2020.

10) Marte Bianco

Marte Bianco - Marco Buttu

Mi prenderai per matto, ma nonostante gli interminabili lockdown di questo 2020, ad un certo punto ho sentito l'esigenza di immergermi completamente in una lettura che mi trasportasse lontano, in un posto remoto ed isolato.

Mi sono quindi ritrovato tra le mani questo libro di Marco Buttu, Ingegnere Elettronico e ricercatore italiano, che per un anno intero (di cui 9 mesi di totale isolamento), ha vissuto insieme a 12 altri compagni nella base Italo-Francese di Concordia, sull'altopiano antartico, il luogo più estremo al mondo.

Nel libro viene raccontata questa esperienza unica, le difficoltà, i rischi, i risvolti emotivi e psicologici e anche le ricadute scientifiche.

L'edizione cartacea, molto ben curata, è anche accompagnata da foto originali scattate dallo stesso Buttu, foto di una bellezza glaciale!

Consigliato.

9) How Innovation Works

How Innovation Works - Matt Ridley

Matt Ridley è in assoluto uno dei miei autori inglesi preferiti.

Ho adorato il suo "The Rational Optimist" e aspettavo con ansia il nuovo "How Innovation Works".

Quando suggerisco ai miei lettori di smettere di guardare i TG, mi viene spesso rinfacciato che è nostro dovere essere dei cittadini informati.

La verità però è che giornali e telegiornali in nessun modo ci aiutano a comprendere dove stiamo andando: si tratta di mero intrattenimento, con una pennellata di serietà.

Al contrario, libri come quelli di Ridley ci fanno davvero capire quali sono i trend che stanno plasmando la nostra società.

Comprenderli può aiutarci ad anticipare questi tsunami e a volte anche a cavalcarli a nostro vantaggio.

8) Deep work

Deep Work - Cal Newport

Una nuova cosa che ho imparato a fare in questo 2020 è stata rileggere un libro.

Non lo avevo mai fatto in passato, considerandola un'inutile perdita di tempo.

Ultimamente, però, ho iniziato a realizzare come aggiungere nuove informazioni non sempre sia la risposta giusta ai nostri bisogni.

A volte, tornare sui testi fondamentali e rispolverare i principi chiave è tutto ciò che ci serve davvero.

Nel mio caso, l'uscita dell'edizione italiana di "Deep Work" all'interno della collana Ottantaventi che curo per la ROI Edizioni, è stata l'occasione per rileggere quello che considero il testo più riuscito di Cal Newport.

Se stai cercando un libro che ti ispiri a raggiungere l'eccellenza nel tuo lavoro e ad allenare livelli di concentrazione ormai perduti a causa delle distrazioni digitali, "Deep Work" è il testo che fa per te.

Assapora ogni pagina.

7) The Psychology Of Money

The Psychology Of Money - Housel Morgan

Se c'è una lezione che ho appreso nel percorso che mi ha portato a raggiungere la "posizione del fottiti" a 30 anni è che quello finanziario è, per buona parte, un gioco mentale.

Studiare, comprendere e applicare le regole psicologiche legate al denaro è dunque essenziale per dominare questa sfera della nostra vita.

"The Psychology Of Money" di Morgan Housel è sicuramente uno dei testi più interessanti a riguardo.

Al suo interno troverai un mix bilanciato tra indicazioni basate su solidi studi economici e dritte basate sull'esperienza concreta dell'autore.

Insomma, se vuoi migliorare la tua condizione finanziaria, imparare a risparmiare efficacemente e a far fruttare questi tuoi sudati risparmi, questo libro è un ottimo punto di partenza!

6) Questa è l'America

Questa è l'america - Francesco Costa

Volenti o nolenti gli Stati Uniti sono (ancora) il paese economicamente e militarmente più potente al mondo.

Quello che succede in America, quindi, riguarda tutti noi.

Incuriosito da un mio contatto che aveva condiviso il libro su LinkedIn, qualche mese fa ho dunque deciso di iniziare la lettura di "Questa è l'America" del giornalista Francesco Costa.

Neanche fosse un thriller, il libro mi ha tenuto incollato pagina dopo pagina: è scritto davvero bene, ma soprattutto ti aiuta ad avere una visione molto più attuale e concreta di quello che sta realmente succedendo negli Stati Uniti negli ultimi anni.

Considerato che certi trend anticipano di qualche anno quanto poi accade in Europa e in Italia (nel bene e nel male), la lettura è quanto mai interessante.

5) Recursion. Falsa memoria

Recursion - Blake Crouch

Ogni anno amo mettere nella top 10 dei migliori libri letti almeno un romanzo.

Quest'anno il posto se l'è preso "Recursion. Falsa memoria" di Blake Crouch.

Non ti aspettare un romanzo impegnato o un autore premio Nobel. Il genere è quello fantascientifico e potremmo considerare l'autore un autore "commerciale".

Tutte le sere, però, prima di addormentarmi, mi piace leggere una storia che mi assorba completamente e il libro di Crouch è stato sicuramente uno di quei libri che gli inglesi chiamano "page-turner" (volta-pagina).

Tra l'altro l'idea di concludere la giornata con un piccolo "vizio", un qualcosa che mi faccia star bene, è uno stratagemma che uso da anni con grande soddisfazione e che mi aiuta ad essere più produttivo e concentrato durante il resto del giorno.

Mi auguro quindi che questo romanzo di fantascienza, o qualsiasi altro romanzo che sceglierai ti regali questa bella sensazione serale.

Nelle liste precedenti, trovi altri ottimi page-turner.

4) The Man Who Solved The Market

Un altro genere che non può mancare tra le mie letture annuali è sicuramente quello biografico / autobiografico.

Quest'anno ho lette tre biografie e ben due di queste sono finite nella mia top 10.

La prima che ti consiglio è la biografia di Jim Simons, nome che probabilmente dirà poco ai più, ma che è ben noto nell'ambiente finanziario.

Simons infatti è stato il capostipite dei "Quantitative Traders", anche noti come "Quants", ovvero esperti di fisica, matematica, informatica statistica, che hanno applicato le proprie conoscenze scientifiche per creare algoritmi in grado di generare profitti inimmaginabili sui mercati finanziari.

Aspetti speculativi a parte, quello che mi ha affascinato di questo libro è la ricchezza delle esperienze di vita del matematico e miliardario americano.

Il libro su Simons, più che una biografia, a tratti sembra quasi una spy story!

3) Sergio Marchionne

Sergio Marchionne - Tommaso Ebhardt

Esistono decine di biografie su Sergio Marchionne, il defunto CEO della FIAT, ma quella del giornalista Ebhardt è in assoluto la più appassionante.

Al di là delle considerazioni economiche, sociali e umane sul personaggio Marchionne (uno degli uomini più amati e odiati in Italia nell'ultimo decennio), quello che emerge da questa biografia è la sua totale dedizione.

Ecco, io l'ho trovata ispirante.

Non perché la voglia imitare, tutt'altro! Come si intuisce anche nel libro è probabile che l'ossessione per il lavoro sia stata anche la causa della morte del manager italo-canadese (anche se naturalmente questo non ci sarà mai dato sapere).

Quello che però è riuscito a realizzare lavorativamente quest'uomo e il suo team in pochi anni, va oltre l'umana comprensione e ti fa riflettere sulle mete che potremmo raggiungere se solo ci grattassimo la uallera un pochettino meno.

E lo ripeto per la seconda volta... non sono nella posizione di dare giudizi sull'operato di Marchionne come manager della FIAT (e onestamente non mi interessa).

Sta a noi scegliere come e dove investire il nostro potenziale umano, ma non farlo è uno spreco imperdonabile.

La biografia di Marchionne è un invito a dare il massimo e allo stesso tempo è un monito a non perdere di vista ciò che va oltre la sfera professionale.

2) Antifragile

Antifragile - Nassim Nicholas Taleb

Ammetto di non essere particolarmente bravo nel seguire le mode: a volte ho avuto la fortuna di anticipare certi trend, altre sono arrivato terribilmente in ritardo.

Per quanto riguarda Nassim Nicholas Taleb, sono sicuramente un fan ritardatario!

Gli anni che hanno seguito la grande crisi finanziaria del 2008 sono stati infatti gli anni di massima esposizione mediatica dell'autore greco-libanese.

All'epoca naturalmente avevo sentito parlare dei suoi bestseller "Il Cigno Nero" e "Antifragile", senza però mai approfondirli.

Nel 2018 avevo anche assistito ad un evento dal vivo in cui Taleb era l'ospite d'onore, ma anche in quell'occasione non ne ero stato particolarmente colpito (diciamo che il public speaking non è esattamente il punto forte di Taleb).

Fatto sta che nella prima parte del 2020 mi sono finalmente deciso a leggere la copia autografata di "Antifragile" che avevo ottenuto in quel convegno e ne sono rimasto affascinato.

Sferzante, originale, erudito, mai banale, Taleb ti cattura con la forza delle sue idee e ti apre un mondo troppo spesso ignorato (o del tutto frainteso) dagli autori mainstream.

1) Breath

Breath - James Nestor

Come detto, questa mia lista dei migliori libri del 2020 non ha nessun particolare ordine, ma "Breath", di James Nestor, è stato sicuramente il libro rivelazione dell'anno per me.

Sarà che sono sempre stato affascinato dalla semplicità e dal potere del respiro.

Sarà che quest'anno, per via del COVID-19, il respiro ha assunto un'importanza direi vitale.

Sarà che adoro scoprire in anteprima libri che poi "esplodono" (quando lo lessi il libro aveva appena 12 recensioni su Amazon US, ora ne ha raggiunte più di 5.000 con una media del 4.7)

Fatto sta che il mix di storytelling, esperienze personali dell'autore e approfondimenti scientifici e storici sul respiro e le tecniche di respirazione ti catturano dalla prima all'ultima pagina, ma soprattutto ti lasciano qualcosa di concreto su cui lavorare per migliorare davvero la qualità della tua vita.

Mi auguro davvero che arrivi presto anche l'edizione italiana!

- Bene! mi auguro che troverai spunti utili in questa lista. Fammi sapere quale sarà stato il tuo preferito una volta letti! [post_title] => I 10 migliori libri letti nel 2020 [post_excerpt] => Come ogni anno, l'ultimo articolo del 2020 di EfficaceMente lo voglio dedicare alle mie migliori letture dei 12 mesi precedenti. [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => open [post_password] => [post_name] => migliori-libri-2020 [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2021-12-27 10:55:58 [post_modified_gmt] => 2021-12-27 09:55:58 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => https://www.efficacemente.com/?p=26879 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 32 [filter] => raw ) [4] => WP_Post Object ( [ID] => 27238 [post_author] => 3 [post_date] => 2020-07-09 15:34:23 [post_date_gmt] => 2020-07-09 13:34:23 [post_content] =>

Come cambierebbe la tua vita (personale e professionale), se tu fossi in grado di generare idee efficaci e originali ogni volta che ne hai bisogno?

Ospito con piacere qui su EfficaceMente un post di Giovanni Lucarelli, sociologo, scrittore e facilitatore. Giovanni oggi ci parlerà di creatività... a te la parola Giovanni! Ok, cominciamo dall’inizio. Viviamo in un mondo complesso, che cambia velocemente e continuamente, un mondo V.U.C.A. (acronimo di Volatility, Uncertainty, Complexity, Ambiguity), e, per mantenere la rotta, sono necessarie determinazione, flessibilità e creatività.

Non a caso il "Future of Jobs Report", redatto dal World Economic Forum, ha evidenziato che le abilità creative e di Problem Solving sono ai primi posti tra le dieci competenze più importanti per i manager.

John Micklethwait, capo-redattore dell’Economist, qualche anno fa ha affermato:

"Il più grande vantaggio competitivo oggi non risiede più nei costi o nella qualità, ma nella creatività".

John Micklethwait

A questo punto, ti starai chiedendo: “Va bene, ammesso che queste abilità creative siano così importanti, io come posso svilupparle?”

Anch'io sono creativo?

Partiamo dalla madre di tutte le domande: “Anch’io sono creativo?”.

La risposta è “sì”: ogni persona nasce creativa, il problema è che, forse, crescendo perde parte di questa sua abilità.

Ci sono degli studi[1] sui gemelli omozigoti che dimostrano come le abilità creative dipendano per circa il 33% dal nostro DNA e per il restante 66% dall'ambiente in cui cresciamo e dalle attività che svolgiamo (studio, sperimentazione, ecc.).

Quindi, mettiamo da parte le scuse: anche tu sei creativo e hai il controllo del 66% delle tue abilità.

Come posso sviluppare la mia creatività?

Per prima cosa, dobbiamo sgombrare il terreno, dobbiamo rimuovere gli ostacoli che ci impediscono di utilizzare a pieno le nostre abilità creative.

Ci sono diverse tipologie di ostacoli: qui ne vediamo un paio.

Ostacoli alla creatività di natura psicologica 

Se abbiamo una scarsa autostima, se abbiamo poca fiducia nella nostra creatività (e ci ripetiamo “Io non sono creativo”), difficilmente avremo energie e grinta sufficienti per generare buone idee.

Quando ci troviamo davanti ad un problema, proviamo a scrivere qualche soluzione, ma ci fermiamo alle prime due o tre idee, non ci sembrano un granché e rafforziamo la convinzione che noi non siamo affatto creativi.

Per superare questa convinzione errata, prova a tornare con il pensiero a quando eri bambino, a quando inventavi dei personaggi e delle storie, a quando “creavi” qualcosa con il DAS o con i mattoncini Lego.

Ti renderai conto, allora, che la creatività è ancora dentro di te e, forse, l’hai un po’ “soffocata” con i “devo e non devo”, i “si fa e non si fa”.

Concediti la libertà e la leggerezza di farla emergere di nuovo, sperimenta il divertimento di generare tante idee, idee stravaganti e originali (tra poco ti darò qualche suggerimento pratico).

Un altro ostacolo psicologico è la paura delle critiche.

Magari siamo riusciti a trovare qualche idea interessante, ma non abbiamo il coraggio di presentarla al capo o al nostro team.

Abbiamo paura di essere criticati o di essere presi in giro.

Wayne Douglas Gretzky, noto allenatore canadese di Hockey, è solito dire ai suoi giocatori:

“Sbaglierai il 100% dei colpi che non tirerai”.

Wayne Douglas Gretzky

Se non condividiamo la nostra idea con il team, come speriamo che possa prendere vita e diventare un progetto concreto?

D’altra parte, sappiamo che, a livello relazionale, non possiamo piacere a tutti: ci saranno persone a cui saremo più simpatici e altre persone a cui saremo meno simpatici.

Allo stesso modo, le nostre idee non potranno piacere a tutti, ma questo non significa che non valga la pena proporle.

Semmai chiederemo al gruppo di aiutarci e rendere quell’idea più funzionale ed efficace.

Ostacoli alla creatività di natura organizzativa

Altri sono ostacoli di natura organizzativa, come l'abitudine di fare le cose sempre allo stesso modo.

Ti sarà capitato, a volte, di sentir dire: “Noi abbiamo sempre fatto così”.

Ma se ci comportiamo sempre allo stesso modo, otterremo sempre gli stessi risultati e, in un mondo che cambia continuamente, non mi sembra un risultato così lusinghiero...

Cerchiamo, invece, di sperimentare nuove modalità di fare le cose e domandiamoci:

  • In quali altri modi potremmo svolgere questa attività?
  • Che cosa potremmo fare per sorprendere i nostri clienti?

Due stili di pensiero

    Un’abilità fondamentale per riuscire a sfruttare appieno la nostra creatività è la capacità di alternare il Pensiero Divergente e il Pensiero Convergente.

    Probabilmente ne avrai già sentito parlare.

    Il Pensiero Convergente è un modo di procedere sistematico che, tramite una serie di passaggi (basati su schemi di ragionamento consolidati), ci porta al risultato finale.

    È quello che attiviamo, ad esempio, quando applichiamo formule matematiche o procedure standard.

    Il Pensiero Divergente, invece, cerca di stimolare delle prospettive originali, di trovare nuove relazioni tra idee, di superare gli schemi di ragionamento ordinari e di spingere la mente in direzioni inesplorate.

    Questo consente di generare una varietà di ipotesi e di soluzioni che prima non esistevano.

    Lo applichiamo quando dobbiamo risolvere un problema o quando ci troviamo davanti a un imprevisto.

    Per aumentare le tue potenzialità creative, dovrai sviluppare entrambi questi stili di pensiero e imparare ad applicarli, in modo alternato, nel tuo ambito personale e professionale.

    Non preoccuparti: ti basta seguire queste semplici regole.

    Le regole del Pensiero Divergente per la Creatività

    Quando hai bisogno di generare nuove idee, crea un ambiente sereno (musica di sottofondo, stimoli visivi, come foto e immagini, qualche snack, ecc.) e definisci la sfida da affrontare sotto forma di domanda:

    • Come possiamo raddoppiare il fatturato entro la fine dell’anno?
    • Come posso creare un nuovo prodotto di successo?

    Stimola il tuo team a proporre tutte le idee possibili e immaginabili, seguendo le regole del Pensiero Divergente:

    1. Nessuna critica: tutte le idee vanno accolte, senza esprimere alcun giudizio, eventuali osservazioni sono rimandate ad un secondo momento;
    2. Grande quantità: maggiore è il numero di idee proposte e maggiori saranno le probabilità di individuare soluzioni efficaci e insolite;
    3. Stravaganza: esprimi idee folli, aiuterà ad uscire dagli schemi e a trovare soluzioni originali ed innovative;
    4. Visual: traccia un disegno o un semplice schizzo per descrivere un’idea, così attivi aree diverse del cervello e stimoli ulteriormente la creatività;
    5. Combinazioni: prendi spunto dalle idee degli altri per generare nuove proposte;
    6. Appunti: scrivi tutte le idee (senza alcuna valutazione), successivamente potrai giudicarle e selezionarle.

    Completata la fase divergente, avrai una lavagna (o un block notes) pieno di idee.

    Adesso è il momento di fare una pausa, di bere qualcosa e di arieggiare la stanza.

    Le regole del Pensiero Convergente

    Per valutare e selezionare le idee, applica le regole del Pensiero Convergente:

    1. Giudizi affermativi: prima di evidenziare le carenze di un’idea, comincia a sottolinearne gli aspetti positivi (“Di questa idea mi piace la semplicità…”): questo renderà la tua valutazione più completa;
    2. Migliora le idee: se un’idea interessante ha alcune criticità (ad esempio, è troppo costosa o complessa da realizzare), cerca di migliorarla, chiedendoti: “In che modo possiamo renderla più economica (o più semplice) da realizzare?”;
    3. Rimani in tema: tieni sempre d’occhio gli obiettivi che ti sei prefissato, in modo da verificare facilmente se l’idea che stai valutando si applica al problema che stai risolvendo;
    4. Filtra le idee in base a criteri oggettivi: stabilisci (all’inizio della fase convergente) i criteri con cui intendi valutare le soluzioni. Potresti dare un punteggio (da 1 a 10) ad ogni idea in base all’originalità, alla realizzabilità, all’economicità, ecc.;
    5. Sii aperto all’originalità: mantieni la mente aperta, perché le idee più innovative e rivoluzionarie, all’inizio, appaiono assurde. Sforzati di andare oltre la prima impressione e poni attenzione all’originalità dell’idea (domandati: “È mai stato fatto niente del genere nel nostro ambito professionale?”).

    A questo punto ti troverai con 3 o 4 proposte originali ed efficaci da mettere in pratica.

    Abitudini creative

    Vediamo, adesso, qualche abitudine che può aiutarci a potenziare le nostre abilità creative.

    Tieni un taccuino delle idee

    Le idee, te ne sarei accorto, arrivano nei momenti meno attesi: mentre siamo impegnati a correre, a pedalare in bicicletta, a guidare l'auto, oppure quando siamo rilassati sotto la doccia [puoi ascoltare l’episodio del podcast “Perché le migliori idee ci vengono sotto la doccia”].

    Questo succede perché, quando il corpo è impegnato, il cervello attiva una sorta di “pensiero in background” e riesce a rielaborare le informazioni e a immaginare nuove combinazioni creative.

    Io, scherzando, dico che le idee sono “volatili” e, se non riusciamo a scriverle appena ci vengono in mente, rischiamo di perderle.

    Ecco perché ti suggerisco di tenere un taccuino delle idee. L’ideale sarebbe un quaderno cartaceo. Se lo preferisci, però, puoi usare una delle tante app per prendere appunti.

    L'importante è che tu abbia tutte le idee in un solo posto, così, una volta la settimana, puoi rileggerle e individuare quelle più interessanti da realizzare.

    Metti in moto le gambe

    Tranquillo, non ti sto chiedendo di correre la maratona di New York, ma di dedicare 15 - 20 minuti della tua giornata a camminare o a correre.

    C’è una ricerca[2] (svolta da Marily Oppezzo e Daniel Schwartz, presso Università di Standford), che evidenzia che camminare agevola il flusso di idee e favorisce il pensiero creativo (e, ovviamente, migliora la salute fisica).

    Il 100% dei partecipanti che avevano camminato è stato in grado di generare almeno una analogia di elevata qualità, rispetto al 50% di quelli che erano rimasti seduti all’interno.

    Non stiamo dicendo che camminare può trasformarti in Michelangelo” - ha affermato scherzosamente Marily Oppezzo – “ma può aiutarti, soprattutto nelle fasi iniziali, a sviluppare la tua creatività.

    Un altro aspetto interessante, emerso dalla ricerca, è che camminare all’aperto (magari in un parco verdeggiante), oppure su un tapis roulant, o lungo i corridoi (più o meno “monotoni” di un ufficio), ha fondamentalmente lo stesso effetto sulla creatività.

    Insomma: adesso non hai più scuse ;-)

    Beviti una birra

    Se, dopo tutti questi suggerimenti, non ti sono ancora venute delle buone idee… prova a bere un bicchiere di birra.

    Non è uno scherzo (né, tantomeno, un invito all’alcolismo), ma è quello che emerge da alcuni studi scientifici sull’ideazione creativa.

    La psicologa Jennifer Wiley, docente all’Università dell’Illinois a Chicago, ha svolto una ricerca[3] decisamente originale: ha selezionato 40 ragazzi, giovani e in buona salute, e ha presentato loro una serie di giochi, quiz ed esercizi (che richiedevano un mix di abilità logiche e creative).

    Durante l’esperimento, a 20 di loro è stato concesso di bere due bicchieri di birra, mentre gli altri hanno avuto solo bibite analcoliche.

    Monitorando le risposte che venivano via via fornite dai soggetti, la Wiley ha evidenziato una correlazione favorevole tra l’assunzione di alcol e i risultati positivi al test.

    Le persone che avevano bevuto la birra hanno mostrato performance decisamente superiori: sono state in grado di risolvere il 40% in più di problemi, impiegando, in media, 12 secondi per risolvere ogni esercizio contro i 15,5 dei colleghi rimasti “sobri”.

    Adesso, probabilmente, ti stai domandando: “Qual è la spiegazione?”.

    La birra in quantità moderate (attenzione: parliamo di circa 0,07 grammi/alcol per litro) sembra contribuire a rilassare la persona, a ridurre le difese psicologiche, a rendere più “fluidi” i pensieri e più flessibile la mente.

    Essere capaci di focalizzarsi su un aspetto del problema, così come avere una certa esperienza nel problem solving, è sicuramente utile” – ha affermato la Wiley – “ma l’innovazione spesso scaturisce quando le persone riescono a cogliere un quadro d’insieme”.

    Mi auguro che questi suggerimenti ti siano d’aiuto per rinvigorire e per potenziare le tue abilità creative.

    Questo ti permetterà di trovare soluzioni brillanti ogni volta che si presenta un problema, di ideare prodotti e servizi innovativi, di scrivere articoli e libri senza difficoltà e di sorprendere amici e colleghi con nuove idee.

    Se desideri approfondire queste tematiche, puoi dare un’occhiata al mio ultimo libro “Fai brillare la tua creatività” ;-)

    Giovanni Lucarelli.   [1] «The Nature of Creativity: The Roles of Genetic Factors, Personality Traits, Cognitive Abilities, and Environmental Sources», Christian Kandler, Rainer Riemann, Alois Angleitner, pubblicata su Journal of Personality and Social Psychology, 2016, vol. 111, pagg. 230-249. [2] «Give Your Ideas Some Legs: The Positive Effect of Walking on Creative Thinking», pubblicata sul Journal of Experimental Psychology: Learning, Memory, and Cognition, 2014, Vol. 40, No. 4, pagg. 1142–1152 [3] «Uncorking the muse: Alcohol intoxication facilitates creative problem solving» pubblicata su Consciousness and Cognition, Volume 21, Issue 1, March 2012, Pages 487-493 (consultabile alla pagina https://www.sciencedirect.com/science/article/abs/pii/S1053810012000037) [post_title] => Creatività: come svilupparla e stimolarla al lavoro e nella vita [post_excerpt] => La creatività è una competenza sempre più importante per avere successo. In questo articolo impariamo strategie e regole per svilupparla. [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => open [post_password] => [post_name] => creativita [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2021-03-11 09:56:00 [post_modified_gmt] => 2021-03-11 08:56:00 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => https://www.efficacemente.com/?p=27238 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 0 [filter] => raw ) ) [post_count] => 5 [current_post] => -1 [in_the_loop] => [post] => WP_Post Object ( [ID] => 28975 [post_author] => 6807 [post_date] => 2022-01-07 20:44:04 [post_date_gmt] => 2022-01-07 19:44:04 [post_content] => In questo intervento d'eccezione, lo psicologo e professore Pietro Trabucchi approfondisce per i lettori di EfficaceMente i rischi di una società, quella moderna, che rincorre continuamente le gratificazioni immediate e ha ormai perso la capacità di autoregolazione, fondamentale per il raggiungimento di qualsiasi obiettivo degno di tale definizione.

    Introduzione

    (a cura di Andrea Giuliodori, fondatore EfficaceMente)

    Fine 2010. Avevo da poco completato la lettura di uno dei migliori libri letti fino a quel momento sul tema della resilienza e della forza di volontà: "Resisto dunque sono", dello psicologo e professore universitario specializzato in prestazioni sportive, Pietro Trabucchi.

    Quel libro non solo ha migliorato la mia vita, facendomi scoprire risorse interne che non sapevo neanche di avere.

    La sua lettura ispirò, infatti, anche la stesura di uno degli articoli di EfficaceMente più letti di sempre.

    Ho dunque un debito di riconoscenza nei confronti di Pietro Trabucchi e averlo oggi ospite sulle pagine del blog, con un suo intervento per i miei lettori, è un piccolo, grande sogno che si realizza.

    Nello specifico, qualche settimana fa, dopo aver completato la lettura del suo ultimo manuale, "Nelle tempeste del futuro" (straconsigliato!), sono entrato in contatto con lo psicologo, scelto da numerose squadre olimpiche italiane, per "strappargli" un intervento qui sulle pagine di EfficaceMente.

    Devi sapere infatti che, coerente con i principi di cui parla nei suoi libri, Trabucchi non ha profili social e i suoi interventi e interviste si misurano con il contagocce.

    Ma ce l'abbiamo fatta.

    Passo dunque la parola al Prof. Trabucchi, che in questo articolo ci parlerà della "società rettiliana", dei suoi rischi e quali abilità e competenze dobbiamo allenare per non esserne vittime.

    Buona lettura.

    Andrea Giuliodori.

    Il combattimento senza quartiere che si consuma ogni giorno dentro di noi

    Nessuno è libero se non è padrone di sé stesso.

    Epitteto (I secolo d.C.)

    Dovendo attribuire un nome alla società contemporanea, la chiamerei "rettiliana". Sebbene la mia definizione possa apparire vagamente ironica (e in un certo senso lo è), origina da qualcosa di molto serio.

    L’aggettivo "rettiliano" per indicare le strutture più arcaiche del nostro cervello venne utilizzato per la prima volta dal neurologo americano del secolo scorso Paul MacLean, nella sua teoria del cervello tripartito. MacLean descriveva un network cerebrale comparso per la prima volta nei rettili, da cui originano le nostre più potenti spinte istintive.

    Il concetto di cervello rettiliano fornisce una base neuroscientifica a una verità millenaria, narrata attraverso le religioni, i miti e molte opere letterarie:

    in ogni essere umano si svolge un combattimento senza quartiere tra i suoi impulsi emozionali profondi e il tentativo di controllarli.

    Questa lotta interiore appartiene all’umanità fin dalle origini: non a caso la storia della nostra civiltà incomincia proprio con un fallimento nel controllare l’impulso a mangiare una mela proibita.

    Il cervello rettiliano innesca risposte emotive velocissime, automatiche, potenti ma rigide.

    L’impulsività rappresenta la soluzione più efficace se abitiamo nella giungla. Se scappare o aggredire sono i nostri strumenti quotidiani, allora dobbiamo essere fulminei: più saremo riflessivi e più rischieremo di perdere la vita.

    Se invece l’ufficio ha sostituito la savana, i vecchi metodi non vanno più bene.

    Controllare la bestia fremente

    bestia fremente

    Le spinte rettiliane in gran parte dei contesti sociali attuali devono essere mediate e ammortizzate dai centri cerebrali superiori.

    La bestia fremente e sbavante dentro di noi va educata e ingentilita. Non per moralismo, ma per un motivo ben più profondo: se non riuscissimo a tollerare le frustrazioni, a controllare la rabbia, a posticipare la soddisfazione immediata del piacere in un contesto complesso qual è il mondo attuale, la nostra sopravvivenza sarebbe a rischio.

    La psicologia descrive questa capacità di controllare gli impulsi emotivi e posticipare la soddisfazione del piacere con il termine self-regulation (autoregolazione o autocontrollo).

    Da un punto di vista neurocognitivo l’autoregolazione si basa sull’azione modulatrice svolta dalle aree prefrontali sui network più antichi sottostanti, quelli che appunto McLean definiva "rettiliani".

    L’autoregolazione è così importante oggi (e lo sarà sempre di più in futuro) perché gli obiettivi che ci poniamo, e i contesti in cui operiamo, sono oggi sempre più complessi, incerti e frustranti.

    Questo ci richiede di sviluppare e allenare una serie di competenze che derivano dall’autoregolazione:

    • saper dilazionare la gratificazione
    • sapersi concentrare
    • saper tollerare la frustrazione
    • saper tollerare l’incertezza

    In particolare, saper rimandare la gratificazione è fondamentale per inseguire mete lontane nel tempo.

    L'importanza della gratificazione dilazionata

    Dipendenza da smartphone

    Il principio della gratificazione dilazionata rappresenta uno dei pilastri fondamentali di ogni attività tipicamente umana.

    Pensiamo, per esempio, al processo dell’allenamento: mi alleno duramente oggi, rinunciando al piacere immediato, per risultati che giungeranno soltanto domani.

    In sostanza, se ci si pone qualsiasi obiettivo che non sia la mera sopravvivenza economica, bisogna crederci e tenere duro. Eppure, oggi siamo di fronte a un paradosso.

    Questa capacità autoregolativa di cui abbiamo così bisogno è sempre più carente: se la difficoltà a controllare gli impulsi ha accompagnato il genere umano fin dagli albori, ora il problema è diventato un’emergenza collettiva.

    La società rettiliana è una società in cui le persone sono sempre più impulsive, fanno fatica ad autodisciplinarsi, riescono a perseguire solo gratificazioni istantanee (vogliono "tutto e subito") e spesso soffrono di disturbi dell’attenzione.

    È la struttura della società attuale a plasmare i nostri cervelli con caratteristiche a bassa autoregolazione.

    In altre epoche la sopravvivenza richiedeva concentrazione continua (pensiamo a cos’era la caccia per gli uomini primitivi), pazienza, pianificazione.

    Oggi, utilizzando semplicemente il nostro smartphone possiamo ottenere informazioni su qualsiasi argomento; possiamo accedere a film, libri, giochi e contenuti musicali; fare nuove conoscenze oppure ordinare prodotti di ogni genere. Il tutto istantaneamente e senza alcuno sforzo.

    L’autocontrollo viene disimparato perché la nostra esistenza si compie in contesti che premiano le risposte impulsive, la ricerca di gratificazioni immediate e la continua distrazione.

    Oggi, l’ambiente in cui viviamo brulica di stimoli gratificanti e quindi potenzialmente distraenti.

    Per esempio, il suono della notifica di un messaggio sullo smartphone provoca il rilascio di dopamina nel cervello rettiliano perché ci siamo abituati ad associare quello stimolo con una novità potenzialmente più piacevole del noioso qui e ora.

    La tecnologia, aumentando esponenzialmente i margini di ricompensa nascosti in ogni attimo della nostra vita, ha reso l’istante presente insopportabilmente privo di interesse. E, per riuscire a rimanere concentrati sul monotono "qui e ora", trascurando questi stimoli che promettono una pronta gratificazione, bisogna saper esercitare molto autocontrollo.

    Come allenare l'autoregolazione

    Per quanto oggi gli individui della nostra società siano mediamente molto poco allenati all’autoregolazione, intorno a noi non mancano casi di eccellenza.

    Un ottimo esempio del livello di auto-controllo che si può raggiungere con il costante allenamento io l’ho rinvenuto nelle Forze Speciali dell’Esercito italiano, un contesto che ho descritto nel mio ultimo libro “Nelle tempeste del futuro”.

    L’allenamento dell’autoregolazione si realizza a partire dalla vita quotidiana, limitando i poteri di quella “macchina del piacere immediato” che è il cervello rettiliano.

    Il passo fondamentale per farlo è quello di inserire un endoscheletro di autodisciplina nella nostra esistenza: il che significa costruirsi una routine di abitudini efficaci, saper organizzare il proprio tempo, evitare di procrastinare, resistere alle tentazioni.

    Alla base di tutte queste azioni c’è quel fenomeno che una volta i filosofi definivano la “forza di volontà”; e che invece oggi – grazie alle neuroscienze- sappiamo essere l’influenza regolatoria delle aree prefrontali della nostra corteccia sull’antico network rettiliano. Da un punto di vista neuroscientifico, “forza di volontà” e “autoregolazione” coincidono.

    Molti autori hanno paragonato la forza di volontà ad un muscolo, ed il paragone mi pare assolutamente calzante.

    Ogni volta che ci imponiamo qualche piccolo passo in avanti, non otteniamo solo un progresso nell’attività in cui eravamo impegnati: rinforziamo anche la competenza generale, l’autoregolazione, rendendola più pronta e potente per i successivi balzi in avanti che ci aspettano.

    Pietro Trabucchi.

      Ringrazio nuovamente il Prof. Trabucchi per il suo intervento e lancio una sfida a te che ci stai leggendo:
    • Cosa farai, oggi, per allenare il tuo muscolo della forza di volontà?
    • Quale passo compirai, tra quelli che hai per troppo tempo rimandato?
    • A quali tentazioni resisterai?
    Che la forza... di volontà, sia con te! Buon allenamento.   Ps. All'inizio dell'articolo ti ho detto che i libri di Trabucchi hanno avuto un impatto estremamente positivo sulla mia vita. Un esempio concreto? I numerosi racconti ed esempi riportati nei suoi manuali sono veri e propri "integratori" per l'anima e la mente. Leggendoli sei ispirato a diventare una migliore versione di te stesso, a superare i tuoi limiti e a sviluppare quella forza di carattere che permea in ogni pagina dei suoi libri. Per questo, non mi perdo mai un nuovo libro di Trabucchi. Se è stato così anche per te, devi leggerti l'ultimo: "Nelle tempeste del futuro". Ti piacerà 😉 Nelle tempeste del futuro [post_title] => Benvenuti nella società rettiliana [post_excerpt] => Sui rischi del rincorrere continuamente le gratificazioni immediate e la perduta capacità di autoregolazione. [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => open [post_password] => [post_name] => societa-rettiliana [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2022-01-09 20:46:36 [post_modified_gmt] => 2022-01-09 19:46:36 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => https://www.efficacemente.com/?p=28975 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 19 [filter] => raw ) [comment_count] => 0 [current_comment] => -1 [found_posts] => 47 [max_num_pages] => 10 [max_num_comment_pages] => 0 [is_single] => [is_preview] => [is_page] => [is_archive] => 1 [is_date] => [is_year] => [is_month] => [is_day] => [is_time] => [is_author] => [is_category] => 1 [is_tag] => [is_tax] => [is_search] => [is_feed] => [is_comment_feed] => [is_trackback] => [is_home] => [is_privacy_policy] => [is_404] => [is_embed] => [is_paged] => [is_admin] => [is_attachment] => [is_singular] => [is_robots] => [is_favicon] => [is_posts_page] => [is_post_type_archive] => [query_vars_hash:WP_Query:private] => 9aeda80bc2e38cee71faa32191928d2a [query_vars_changed:WP_Query:private] => [thumbnails_cached] => [stopwords:WP_Query:private] => [compat_fields:WP_Query:private] => Array ( [0] => query_vars_hash [1] => query_vars_changed ) [compat_methods:WP_Query:private] => Array ( [0] => init_query_flags [1] => parse_tax_query ) )
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    Benvenuti nella società rettiliana

    Sui rischi del rincorrere continuamente le gratificazioni immediate e la perduta capacità di autoregolazione.

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