Ecco i migliori articoli di EfficaceMente per allenare la tua Mente.

La mente è il tuo muscolo più importante: impara ad allenarla e a mantenerla sana per raggiungere prestazioni da campione.

Hai deciso di intraprendere un percorso di crescita personale per smettere di procrastinare?

Vuoi migliorare il tuo metodo di studio e riuscire finalmente a laurearti?

O forse ti sei reso conto che la tua bassa autostima non ti permette di farti valere e raggiungere i tuoi sogni?

Qualunque sia il tuo percorso, è fondamentale avere il giusto atteggiamento mentale.

Sono sempre stato convinto che esista un legame viscerale tra motivazione, procrastinazione e autostima: come avviene in natura, anche nella nostra mente tutto è connesso.

Per questo riuscire a capire determinati meccanismi e cambiare l’atteggiamento con cui affrontiamo le sfide della vita può davvero fare la differenza.

Frustrazione, stress, tristezza, rabbia, ansia… Ognuno di noi ha la sua tortura mentale preferita.

Quando questi schemi mentali pervadono le nostre giornate, non c’ è strategia che tenga.

La nostra mentalità condiziona pesantemente la nostra vita: dallo studio, al lavoro, fino alle relazioni.

In questa sezione troverai articoli sui blocchi mentali, sulle preoccupazioni, sui pensieri positivi e molto altro. Non solo, scoprirai strategie pratiche ed efficaci per allenare quest’importante muscolo chiamato mente e affrontare la vita da vincente.

“Il pensiero è come un coltello: ti ci puoi imburrare il pane oppure tagliartici la gola.”

G.C.Giacobbe.

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                    [post_content] => Un test "magico" per misurare la tua concentrazione e consigli pratici per migliorarla ogni giorno.

 

"È ora di mettersi a lavorare! Aspetta, mi hanno appena scritto su Whatsapp... grande Luca! Ha trovato l'appartamento per la settimana bianca: fammelo vedere su Google Maps. Ok ok, torniamo a lavorare... mmm, però ho fame: pausa caffè e si riparte. Sì ma adesso mancano 8 minuti alle 10:00, non vale la pena iniziare. Fammi controllare la posta elettronica va..."

Ti sei mai trovato in una situazione di questo tipo? Sì, sto parlando con te, è inutile che fai finta di niente ;-)

Lo sappiamo entrambi: abbiamo vissuto momenti simili molto più spesso di quanto vorremmo ammettere a noi stessi.

Ci diciamo che non è nulla, che... domani le cose andranno meglio; poi domani arriva e siamo punto e a capo. La verità è che, oltre ad essere dei procrastinatori seriali, spesso dimostriamo di avere la concentrazione di un bradipo nano.

Studio, lavoro, sport: se non impariamo ad esercitare e a migliorare la nostra capacità di concentrazione, difficilmente raggiungeremo i nostri obiettivi più ambiziosi.

Nell'articolo di oggi ti parlerò dei metodi più efficaci per poter migliorare la tua concentrazione.

Prima di vedere le tecniche rafforza-concentrazione, vorrei però fare insieme a te un piccolo "esperimento", un giochino da mentalista per misurare il tuo livello di concentrazione. Ho la tua attenzione? ;-)

Test sulla concentrazione: scegli una carta...

Ricordi i post sul cold reading e sulla lettura del pensiero?

L'esperimento sulla concentrazione che sto per proporti è un classico di mentalisti ed illusionisti di mezzo mondo ed è stato inventato dall'americano David Copperfield.

Se lo conosci già, puoi andare direttamente alla sezione sulle tecniche di concentrazione, altrimenti segui le mie istruzioni:

  • Scegli una delle carte qui sotto. Non indicarla con il mouse, non pronunciarla ad alta voce, non fare nulla che possa svelare la tua carta. Limitati a pensarla nella tua mente. Su, non abbiamo tutta la giornata, decidi e passa al punto successivo ;-)

Clicca l'immagine: farò sparire la carta che hai scelto!

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  • Fffatto? Molto bene. Io naturalmente non potrei mai conoscere la carta che hai scelto, giusto? E se ti dicessi invece che so esattamente quale carta hai selezionato? Non mi credi?! Clicca il link qui sotto e farò sparire la tua carta (sì, proprio quella):

CLICCA QUI

Rieccoci! Ti è piaciuto questo piccolo giochino? Hai già capito il trucco?

Naturalmente non te lo posso svelare, ma posso fare qualcosa di meglio: posso aiutarti a sviluppare il livello di concentrazione necessario per non farsi infinocchiare da questi trucchetti e per affrontare al meglio le tue sfide di studio, lavoro e sport.

Nella prossima sezione troverai 5 tecniche di concentrazione pratiche ed efficaci.

5 tecniche di concentrazione efficaci

Cosa fai quando i tuoi muscoli sono deboli e flaccidi? Inizi ad allenarti costantemente finché non li rafforzi.

Beh, anche la nostra mente è un "muscolo" che richiede allenamento. Qui di seguito trovi 5 esercizi che, praticati con Costanza (sì è sempre lei, la cugina di Filomena), ti permetteranno di sviluppare la concentrazione di un Samurai

Tecnica di concentrazione #1: la tecnica del cuore

concentrazione-tecnica-del-cuore Prima di affrontare un'attività che richiede un elevato livello di concentrazione, distenditi e rilassa i tuoi muscoli. Dopo circa 1 minuto, concentra la tua attenzione sul battito cardiaco. Elimina tutto il resto ed ascolta con attenzione il pulsare ritmato del tuo cuore. Immagina questo muscolo mentre pompa il sangue in tutto il tuo corpo, visualizza questo fluido vitale che dal cuore arriva fino alle dita dei tuoi piedi e delle tue mani. Dovresti sentire una sensazione di calore: prosegui la visualizzazione per alcuni minuti, poi, lentamente, riapri gli occhi, inizia a muovere i tuoi muscoli e rialzati con molta calma. Terminato l'esercizio, inizia a lavorare e conquista il tuo Everest!

Tecnica di concentrazione #2: la meditazione mindfulness

Decine di studi scientifici hanno dimostrato come la meditazione mindfulness (anche se praticata per soli 10 minuti al giorno) possa aumentare sensibilmente il nostro livello di concentrazione. Naturalmente la meditazione offre benefici che vanno ben oltre il semplice miglioramento della nostra attenzione, ma senza dubbio questo è uno dei  benefici più tangibili nell'immediato. Se vuoi avvicinarti a questa pratica, ho scritto un intero articolo con istruzioni dettagliate su come iniziare a meditare.

Tecnica di concentrazione #3: l'esercizio dei piedi

concentrazione-piedi Un altro stratagemma estremamente efficace per aumentare la nostra concentrazione è l'esercizio dei piedi. Quante volte ti è capitato di essere distratto durante una conversazione, una riunione o una lezione universitaria? La società in cui viviamo ci ha abituato a continui stimoli: una nuova email, un nuovo messaggino, una nuova notifica. Se non riceviamo la nostra dose di "eccitazione" digitale ogni due minuti, ci mettiamo attivamente alla ricerca di qualcosa che sazi la nostra fame di novità e per farlo ci distraiamo da qualsiasi attività stiamo svolgendo in quel momento. Per difenderci da queste continue distrazioni, Olivia Fox Cabane, autrice del libro "The Charisma Myth", suggerisce di concentrare la nostra attenzione sulle dita dei nostri piedi (sì, proprio quelle). Questo semplice stratagemma ci riporta immediatamente al momento presente e ci aiuta a migliorare la nostra concentrazione.

Tecnica di concentrazione #4: la lettura concentrata

Nella nuova edizione del mio manuale "Studia meno, Studia meglio", ho profondamente rivisto la sezione dedicata alla lettura veloce. Da qualche anno infatti, preferisco parlare di lettura efficace: inutile leggere velocemente se lo facciamo in maniera distratta! Che si tratti di un report di lavoro, di un manuale o di un libro di testo, poco importa: leggere senza concentrazione è un'inutile perdita di tempo. Ecco allora un semplice esercizio per migliorare la nostra concentrazione durante la lettura: terminato di leggere il primo paragrafo (o comunque una sezione molto breve), riassumi quanto letto in un'unica frase di massimo 20 parole. Riuscire a sintetizzare un paragrafo di 500-600 parole in un'unica frase richiede infatti una notevole concentrazione. Se andiamo di fretta, esiste una variante a questa tecnica: leggi la prima frase del capitolo che stai studiando, con l'intento di riscriverla tale e quale appena finita la lettura. Questo semplice trucco aiuta la tua mente a raggiungere uno stato di concentrazione ottimale, di cui godrai per l'intera durata della tua lettura.

Tecnica di concentrazione #5: la tecnica del mandarino

concentrazione-mandarino Questa è in assoluto una delle mie tecniche preferite e consiste in una serie di visualizzazioni che ci portano gradualmente a raggiungere un profondo stato di concentrazione. Questa tecnica si basa sugli esperimenti condotti sulle onde cerebrali ed è particolarmente indicata per gli studenti. Il mio consiglio è quello di ritagliarti 5 minuti e di applicarla prima di ogni sessione di studio: trovi le istruzioni in questo articolo.

Conclusioni (e un consiglio per gli studenti universitari)

Naturalmente per ottenere il massimo beneficio dovrai praticare queste tecniche ogni qual volta la tua mente inizierà a vagare per lidi sconosciuti. Sperimenta i diversi stratagemmi e cerca di capire quali si adattano meglio alle diverse situazioni (studio, lezioni, lavoro, sport, etc.).

Qualunque sia la tua scelta, ricorda: la concentrazione è la tua arma segreta per raggiungere il successo. Non mi resta che augurarti una settimana piena di... concentrazione. Andrea.

"Concentrazione e forza mentale sono le guardie al confine tra la sconfitta e la vittoria."

B. Russell.

Ps. se continui ad allenarti con le tecniche che ti ho suggerito, magari riesci anche a capire come ti abbia infinocchiato con il trucchetto delle carte... o sei ancora lì che te lo stai chiedendo?!

Pps. Sei uno studente universitario? Riuscire ad essere più concentrato ti aiuterà non poco nel tuo percorso universitario, ma la sola concentrazione purtroppo non basta.

Quello di cui hai davvero bisogno è un metodo di studio integrato, che preveda anche tecniche di concentrazione.

Studia meno, Studia meglio (abbreviato in "Sm2") è il manuale digitale che ha ormai aiutato più di 12.000 studenti universitari di ogni facoltà a raggiungere i propri obiettivi accademici.

sm2-testimonianza-alessandro-tozzi

Se in questo momento sei bloccato all'università o hai bisogno di un sistema per studiare meno e meglio, all'interno del manuale troverai un metodo di studio dettagliato per preparare il doppio degli esami in metà del tempo.

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[post_title] => Concentrazione: 5 tecniche (ed 1 trucco magico) per migliorarla [post_excerpt] => Un test "magico" per misurare la tua concentrazione e consigli pratici per migliorarla ogni giorno. [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => open [post_password] => [post_name] => concentrazione [to_ping] => [pinged] => http://www.efficacemente.com/procrastinazione/ http://www.efficacemente.com/2014/04/esercizi-per-la-memoria/ http://www.efficacemente.com/2012/11/cold-reading/ http://www.efficacemente.com/2013/06/leggere-pensiero/ http://www.efficacemente.com/test-sulla-concentrazione/ http://www.efficacemente.com/2013/05/come-meditare/ http://www.efficacemente.com/2009/12/trovare-la-concentrazione-la-tecnica-del-mandarino/ [post_modified] => 2021-09-13 17:33:25 [post_modified_gmt] => 2021-09-13 15:33:25 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => http://www.efficacemente.com/?p=11752 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 152 [filter] => raw ) [1] => WP_Post Object ( [ID] => 10131 [post_author] => 3 [post_date] => 2013-05-06 01:10:58 [post_date_gmt] => 2013-05-06 00:10:58 [post_content] => Consigli pratici su come meditare e trarre benefici da questa pratica millenaria.

Ho tenuto a lungo questo post tra le bozze. Mi sono spesso chiesto: "chi sono io per dare lezioni sul come meditare?", "ci sono troppi pregiudizi sulla meditazione, molti lettori storceranno il naso", "come faccio a rendere pratico un argomento così complesso?".

Insomma: stavo procrastinando.

Alcuni commenti sulla pratica meditativa all'articolo sull'Archetipo del Guerriero, mi hanno fatto capire che era arrivato il momento di affrontare questo argomento essenziale per il nostro percorso di Crescita Personale. In questo articolo ho cercato di sintetizzare l'esperienza che ho maturato negli ultimi 5 anni sulla meditazione, in particolar modo: cos'è la meditazione, perché dovresti iniziare una pratica meditativa ed alcuni consigli molto pratici su come iniziare a meditare.

Cos'è la meditazione

Ammetto di aver avuto molti pregiudizi sulla meditazione prima di iniziare a praticarla con costanza. Consideravo la meditazione una di quelle mode passeggere, robaccia new-age, senza alcun risvolto pratico. Non potevo avere più torto.

Indubbiamente la meditazione è una pratica millenaria legata a religioni come Buddhismo o Induismo, ma la verità è che le pratiche meditative possono essere ritrovate negli ambiti più disparati, dalle religioni occidentali (la preghiera è meditazione), all'arte, fino alle più recenti applicazioni nella lotta allo stress. La meditazione ha una sua storia, ma non per questo deve avere un'etichetta. Da questo punto di vista, apprezzo la definizione di Wikipedia.

La meditazione è, in generale, la pratica di concentrazione della mente su uno o più oggetti, immagini, pensieri (o talvolta su nessun oggetto) a scopo religioso, spirituale, filosofico o semplicemente di miglioramento delle proprie condizioni psicofisiche.

Fonte: Wikipedia.

Ora che ci siamo liberati da alcuni dei più annosi pregiudizi sulla meditazione, probabilmente ti starai chiedendo: "ma perché diamine dovrei perdere tempo con la meditazione?! Ho una vita molto impegnata IO, non sto mica qui a pettinare le bambole!"

Perché dovresti meditare

Meditare con in mente un obiettivo è di per sé errato. Se proiettiamo la nostra mente in un futuro prossimo, riempiendola di aspettative di fatto NON stiamo meditando. La meditazione deve infatti aiutarci a riportare la nostra mente e la nostra attenzione nel momento e nel luogo presente, ovvero deve aiutarci a raggiungere quella che ho definito la Quiedora.

Detto questo, è innegabile che la meditazione abbia molteplici benefici a breve, medio e lungo termine, dimostrati da numerosi studi scientifici. Di seguito ti ho riportato i 3 principali benefici che potrai trarre da un pratica meditativa costante:

  1. Maggiore concentrazione. Molti considerano il tempo la risorsa più preziosa; in verità il tempo è la risorsa più democratica che esista: ne abbiamo tutti a disposizione 86.400 secondi al giorno. La vera risorsa scarsa oggi è la concentrazione. La mente umana tende ad essere facilmente distratta. Data una specifica attività, la nostra attenzione si dimezza dopo 15-20 minuti, per annullarsi del tutto dopo circa 40-45 minuti. Questo fenomeno prende il nome di "decremento di vigilanza" ed è il motivo per cui una sessione di studio non dovrebbe mai durare più di 45 minuti. Da uno studio condotto da K.A. MacLean dell'Università della California, è emerso come la pratica meditativa sia in grado di contrastare il fenomeno del "decremento di vigilanza". La meditazione, infatti, abitua la nostra mente a mantenere la concentrazione per periodi prolungati. Tali principi sono alla base di tecniche di concentrazione, come ad esempio la Tecnica del Mandarino.
  2. Rafforzamento del sistema immunitario. La meditazione è in grado di ridurre i livelli di cortisolo, l'ormone dello stress, presenti nel nostro organismo: ne conseguono effetti benefici sul nostro sistema immunitario. Tuttavia, numerosi studi hanno dimostrato come la meditazione abbia un impatto ben più esteso. Molto interessante è ad esempio il notevole incremento di anticorpi nei partecipanti del programma Mindfulness-Based Stress Reduction (MBSR). Insomma meditare può avere impatti concreti sulla tua salute.
  3. Miglioramento della memoria. La meditazione è in grado di modificare letteralmente il nostro cervello. Uno studio congiunto condotto dai ricercatori di Yale ed Harvard ha dimostrato come la meditazione sia associata ad un incremento della materia grigia in quelle regioni del nostro cervello collegate all'apprendimento e alla memoria. Meditare ti rende più intelligente. Non a caso ho riportato all'interno della guida Studia meno, Studia meglio alcune tecniche di respirazione, basate sui principi della meditazione, in grado di rafforzare la tua mente e riportarla allo stato ottimale per lo studio.

Spero di non averti annoiato con i riferimenti ai diversi studi scientifici, ma è di fondamentale importanza che tu ti convinca della concretezza e dell'efficacia di questa pratica, spazzando via qualsiasi pregiudizio. Adesso però, è arrivato il momento di metterci in azione e scoprire: come meditare nella pratica.

Come meditare

Esistono decine di differenti forme di meditazione ed altrettante tradizioni meditative. In questo post ho deciso di riportarti la pratica meditativa che personalmente ritengo più semplice ed efficace, nonché scevra ('mazza come parlo raffinato oggi) di etichette di alcun genere: la meditazione mindfulness. Ecco alcuni consigli pratici per la tua prima sessione di meditazione:

posizione meditazione

  • Siediti comodamente, ricordandoti però di tenere la schiena ben eretta. Puoi sederti su una qualsiasi sedia o se preferisci puoi sederti a terra, assumendo la classica posizione del loto (con le gambe incrociate, come in fotografia). Inizialmente ti consiglio di assumere la posizione del semi-loto, in cui un solo piede è appoggiato alla coscia opposta, mentre il secondo si trova sotto l'altra coscia. Personalmente ho notato dei benefici utilizzando un cuscino da meditazione.
  • Trova la postura corretta. La postura influenza profondamente la qualità della pratica meditativa. Per trovare il giusto assetto prova a dondolarti a destra e sinistra, avanti ed indietro, finché non trovi il tuo punto di equilibrio. L'addome deve essere leggermente sporgente, la testa deve spingere verso l'alto, con il mento rientrato ed il naso in linea con lo stomaco. Nel corso della meditazione la bocca deve rimanere chiusa, con la lingua appoggiata al palato. Inizialmente questa posizione può apparire molto artificiosa, ma con la pratica diviene estremamente naturale.
  • Raccogli le mani in posizione zazen. Durante la meditazione le mani sono raccolte ed appoggiate sui piedi, la sinistra sopra la destra, con i pollici che formano una linea orizzontale ed i mignoli che sfiorano l'addome (vedi foto).
  • Socchiudi gli occhi. Gli occhi non devono essere né aperti, per evitare le distrazioni, né chiusi, per evitare di... addormentarsi! Tienili leggermente socchiusi e rivolti verso un punto del terreno a circa un metro di distanza.
  • Concentrati sul respiro. Ora che hai trovato la posizione corretta, concentra la tua attenzione sul respiro. Non forzarlo, limitati ad osservarlo. Senti l'aria che entra nei tuoi polmoni e poi lentamente esce. Ben presto ti accorgerai come mantenere la concentrazione su una cosa così semplice e naturale come il respiro non sia affatto... semplice. La tua mente inizierà a vagare, magari ricordandoti gli impegni della giornata. Non preoccuparti, è naturale. Senza forzature, riporta la tua attenzione al respiro, limitandoti ad osservare dall'esterno i tuoi pensieri.
  • Utilizza un mantra. Per aumentare la tua concentrazione sul respiro, puoi utilizzare un mantra. Un mantra è una breve frase, che ripetiamo più e più volte. Sincronizza il mantra al tuo respiro. Tra i mantra più utilizzati nel corso della meditazione vi è il classico "Ham-Sa". Questo è un mantra naturale, in quanto riproduce il suono del nostro respiro, dove "ham" viene ripetuto mentalmente durante l'inspirazione e "sa" durante l'espirazione. Un altro mantra molto diffuso è il "So-Hum" (la cui pronuncia è: "So-Am"), che in sanscrito significa "Io sono questo", dove questo è l'intero universo. Anche in questo caso il mantra va sincronizzato con il respiro: il "So" è pronunciato mentalmente durante l'inspirazione e l'"Hum" durante l'espirazione. Se poi sei un ingegnere puoi utilizzare come mantra i numeri! A parte gli scherzi, un'altra tecnica per mantenere la concentrazione sul respiro è proprio quella di contare fino a 10 (dove i numeri dispari sono le inspirazioni ed i pari le espirazioni) e poi ricominciare da capo.
  • Trova la tua durata ideale. Parliamoci chiaro, qui nessuno è un monaco zen che può dedicare alla meditazione intere giornate, eppure è opportuno dedicare a questa pratica un tempo sufficiente. L'ideale sarebbero due sessioni di meditazione (una al mattino ed una alla sera) di 15-20 minuti ciascuna. Ma è giusto che ognuno trovi la sua durata ideale, per farlo esiste un piccolo trucchetto: nel corso della meditazione avrai la tentazione di smettere ed alzarti. Invece di cedere al primo impulso, limitati ad osservarlo per 3 volte, riportando l'attenzione al tuo respiro. Alla terza volta, concludi pure la tua meditazione, ritornando lentamente ai tuoi impegni.

Meditare: riflessioni conclusive

That's it! Ti aspettavi qualcosa di mistico, profondo o segreto?! Mi spiace averti deluso, ma la meditazione è quanto di più naturale possa esistere. Non solo, quella cha abbiamo visto è la meditazione "formale". In realtà, puoi entrare in uno stato meditativo in qualsiasi situazione ed in qualsiasi contesto, riportando la tua attenzione sul respiro ed osservando in maniera distaccata pensieri ed eventi esterni. Oltre ai benefici citati, ti accorgerai nel tempo come la meditazione riservi per te altri preziosi tesori.

Mi auguro che questo articolo ti abbia incuriosito quanto basta per iniziare la tua pratica meditativa questa settimana stessa. Prova e poi lasciami un commento. Buona giornata. Andrea.

Ps. Con soli 5 anni di meditazione alle spalle non mi ritengo affatto un esperto, ed in questo articolo ho cercato di condividere semplicemente i miei studi e la mia esperienza personale. Se questo argomento ti ha affascinato ed intendi approfondirlo, ti consiglio di seguire un percorso di meditazioni guidate. Ne esistono a decine: alcuni validi, altri meno.

Uno dei migliori in assoluto in lingua italiana è quello tenuto online dal Dott. Gennaro Romagnoli, psicologo e psicoterapeuta esperto di meditazione. L'iscrizione al corso è gratuita e prevede 10 sessioni guidate di meditazione (una al giorno): Buon percorso!

10 giorni di meditazione scientifica (clicca qui)

Fammi poi sapere se ti è stato utile! Andrea.

Foto tratte da Google Immagini.

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Ti sei mai chiesto come capire se una persona mente?

Film e Serie TV hanno spesso esaltato le abilità di mentalisti, detective e specialisti in grado di individuare un bugiardo al primo sguardo, o meglio, alla prima microespressione.

Cosa c'è di vero in queste tecniche, ma soprattutto, come possiamo sfruttarle per scoprire i "pinocchi" che ci circondano ogni giorno?

Negli ultimi anni sono stati condotti numerosi studi scientifici sulle "bugie".

Se pensi che i ricercatori non avessero nient'altro di meglio da fare, potresti ricrederti: secondo l'ACFE (Association of Certified Fraud Examiner) il costo delle frodi assicurative, delle truffe e delle false testimonianze ammonta alla cifra record di 3,5 trilioni di dollari.

Le bugie tuttavia determinano un costo sociale ancora più rilevante: l'erosione della fiducia.

"Non sono arrabbiato perché mi hai mentito, sono arrabbiato perché d'ora in poi non posso più crederti."

F. Nietzsche.

Qualche mese fa ti ho spiegato una semplice metodologia per leggere nel pensiero del tuo interlocutore.

Nel post di oggi vorrei proporti i 10 indizi che ti permettono di capire se una persona ti sta mentendo.

Queste tecniche "anti-pinocchi" (non anti-pidocchi!) sono il frutto degli studi sul comportamento dei bugiardi di Pamela Meyer, autrice del libro Liespotting.

10 indizi per smascherare un bugiardo

La Dott.ssa Meyer, dopo aver conseguito un MBA presso l'Harvard Business School, ha lavorato per anni con un team di ricercatori specializzati nell'identificazione di microespressioni facciali, conduzione di interrogatori ed analisi delle dichiarazioni giurate.

Oggi è CEO della società di consulenza Calibrate, che aiuta amministrazioni pubbliche e corporation private ad adottare le migliori strategie anti-menzogna.

Nella sua pluriennale esperienza ha individuato 10 segni distintivi del bugiardo patologico. Il pinocchio della situazione, molto spesso...

  1. Pone le distanze tra sé e l'oggetto del discorso. Te lo ricordi il discorso del Presidente americano Clinton che giurava di non essere stato a letto con la Lewinsky. Ecco le sue parole: "Non ho avuto rapporti sessuali con quella donna, Miss Lewinsky". Chi mente, tende a distanziarsi, anche attraverso il linguaggio (quella donna), dall'oggetto del discorso. Se sospetti di essere vittima di un tradimento e il tuo partner fa finta di non conoscere la presunta amante... inizia a preoccuparti.
"Clinton mente: un uomo dimentica dove ha parcheggiato la macchina, ma mai il sesso orale."

Barbara Bush.

  1. Cerca di rafforzare le sue affermazioni con frasi fatte. I bugiardi più facili in assoluto da individuare sono quelli che fanno di tutto per riaffermare la propria sincerità. Drizza le antenne ogni volta che senti queste paroline magiche: "a dir la verità", "onestamente", "se devo essere del tutto sincero", "in tutta onestà". Chi dice la verità non ha bisogno di riaffermarlo ogni 5 secondi.
  2. Ripete la domanda che gli hai posto prima di risponderti. Qualunque studente che abbia affrontato un esame orale sa che quando si ha un vuoto di memoria (ho parlato di questo dramma studentesco in questo post) l'unico modo per guadagnare secondi preziosi è quello di provare a ripetere la domanda del Prof. Occhio però a non utilizzare questa strategia durante un interrogatorio della polizia, o peggio ancora, di tua mamma/tua moglie! Far finta di non aver capito e cercare di prendere tempo ripetendo la domanda può spesso significare che ti stai inventando una storiella.
  3. Ti fissa negli occhi. Questa non te l'aspettavi vero? In fondo, solo chi è sincero ha il coraggio di guardarti dritto negli occhi! Giusto? Niente di più sbagliato. Gli studi della dott.ssa Meyer hanno dimostrato che i bugiardi tendono a mantenere il contatto visivo in modo innaturale. Non solo. Invece di agitarsi come capita spesso nei film, i nostri "pinocchi" si irrigidiscono e tengono immobile la parte superiore del corpo.
  4. Sorride più del dovuto (...e in modo strano). Ecco sfatato un altro mito: abbiamo sempre legato i sorrisi e il calore umano all'onestà, ma a quanto pare chi mente cerca di far leva anche su questo splendido gesto. C'è però un modo "scientifico" per distinguere un sorriso falso, da un sorriso sincero: chi ride di gusto lo fa con tutto il corpo e con tutta la faccia (con le labbra, con gli occhi, con le sopracciglia). Chi invece sta simulando un sorriso, si concentra solo sul movimento dei muscoli delle labbra, tradendo i suoi reali sentimenti.
Ok vediamo ora gli ultimi 5 indizi...
  1. Fornisce una marea di dettagli irrilevanti. "Cavoli... più sarò dettagliato e più dovranno credermi!" è questo il classico ragionamento del menzognere. Impara dunque a diffidare da chi condisce i propri racconti con tantissimi particolari, ma del tutto inutili: sta solo cercando di "popolare" il suo mondo delle fantasie. Bugie a parte, ricorda che fare discorsi lineari, mirati all'essenziale e senza abbellimenti barocchi trasmette l'idea di una persona con una mente limpida e questo facilita l'instaurarsi di rapporti di fiducia. Se devi tenere un discorso o scrivere un testo, prova a seguire la struttura della piramide, partendo dalla cima e sviluppando secondo una precisa gerarchia i diversi argomenti.
"Esistono tre tipologie di menzogne: le bugie, le sporche bugie e le statistiche."

Benjamin Disraeli.

  1. Si fa sfuggire espressioni contraddittorie. Chi mente, se ha tempo, cerca di preparare per bene la sua versione dei fatti, evitando contraddizioni o lacune. In pochi però allenano anche i movimenti del proprio corpo: il bugiardo dice "sì" a voce, ma scuote la testa come per dire "no"; racconta storie convincenti, ma nel frattempo alza le spalle; si finge triste, ma ha gli occhi che gli sorridono. Esiste un'approfondita letteratura scientifica legata allo studio delle microespressioni. Se vuoi approfondire l'argomento, ti suggerisco un libro scritto da Paul Ekman, psicologo statunitense che ha ispirato il telefilm Lie To Me e che è stato un pioniere in questi studi: "Giù la maschera".
  2. Non è in grado di ricostruire la sua versione partendo dalla fine. La prova del nove per capire se una persona ti sta mentendo? Lascialo parlare e, passato un po' di tempo, quando meno se lo aspetta, chiedigli di raccontare la sua storiella a ritroso. Se esiterà o cercherà di prendere tempo... ti sta raccontando balle.
"Se racconti la verità, non hai nulla da ricordare."

Mark Twain.

  1. Involontariamente dispone i piedi in direzione di un'uscita. A meno che non ti trovi di fronte ad un bugiardo patologico, mentire è un'attività piuttosto stressante e chi lo sta facendo non vede l'ora di "scappare". Per questo motivo i bugiardi hanno molto spesso i piedi indirizzati verso una qualche via di uscita. Se pensi di essere di fronte ad una reincarnazione di pinocchio, dai uno sguardo ai suoi piedi.
  2. Cerca di creare una barriera con l'interlocutore. Gli studi condotti nel corso degli anni hanno svelato numerosi altri segnali lanciati dai contaballe: sbattono le palpebre con una maggior frequenza, abbassano il loro tono di voce o... cercano in tutti i modi di creare una barriera tra sé e i propri interlocutori, magari frapponendo degli oggetti. Il loro obiettivo è quello di costruirsi una sorta di fortezza virtuale.

Naturalmente un singolo segnale o comportamento non è mai una prova conclusiva di una menzogna, ma se durante una discussione riesci ad individuare numerosi di questi indizi, ci sono alte probabilità di essere di fronte ad un bugiardo patentato.

Se queste tematiche ti appassionano, qui di seguito trovi anche un video TED con sottotitoli in italiano della Dott.ssa Meyer: buona visione.

Non mi resta che augurarti una buona settimana. Ho come il sospetto che nei prossimi giorni osserverai le persone con cui parli con mooolta più attenzione ;-)

Andrea.

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A presto.

Andrea Giuliodori.

[post_title] => Come capire se una persona mente: 10 indizi per scoprirlo [post_excerpt] => Trovo spassoso osservare un bugiardo che si arrampica sugli specchi. Se anche tu vuoi capire se una persona ti sta mentendo spudoratamente, in questo articolo troverai i 10 indizi più efficaci per individuare un bugiardo e metterlo spalle al muro. [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => open [post_password] => [post_name] => come-capire-se-una-persona-mente [to_ping] => [pinged] => http://www.efficacemente.com/2013/09/come-funziona-la-memoria/ http://www.efficacemente.com/2013/06/leggere-pensiero/ http://www.efficacemente.com/mente/leggere-pensiero/ [post_modified] => 2021-10-12 12:10:39 [post_modified_gmt] => 2021-10-12 10:10:39 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => http://www.efficacemente.com/?p=12725 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 42 [filter] => raw ) [3] => WP_Post Object ( [ID] => 15333 [post_author] => 3 [post_date] => 2015-02-23 01:10:24 [post_date_gmt] => 2015-02-23 00:10:24 [post_content] => Hai mai sentito parlare di bias cognitivi? Che tu li conosca o meno, posso assicurarti che hanno un impatto rilevante sulla tua vita. E' tempo di prenderne consapevolezza. bias cognitivi
"Mentire a noi stessi è ben più radicato nella nostra anima del mentire agli altri."

F. Dostoevsky.

Ti è mai capitato di avere quella fastidiosa sensazione di essere il peggior nemico di te stesso? Ti consideri una persona mediamente intelligente, sai distinguere ciò che è giusto da ciò che è sbagliato, eppure ti ritrovi, più spesso di quanto vorresti, a prendere decisioni stupide:

  • sgarri alimentari che ti riempiono di sensi di colpa,
  • acquisti impulsivi che si dimostrano inutili,
  • impegni procrastinati che non fanno altro che generare stress.

La nostra mente è senza dubbio una delle più raffinate creazioni della natura, eppure ogni tanto va in "tilt" e ci fa comportare come degli asini totali. Perché? E' evitabile? Come possiamo prendere decisioni migliori, decisioni che ci avvicinino ai nostri traguardi, invece che allontanarcene?

Tutta colpa dei bias cognitivi (e del gatto obeso della zia Pina)

Wikipedia definisce i bias cognitivi come: "giudizi (o pregiudizi) che non corrispondono necessariamente alla realtà, sviluppati sulla base dell'interpretazione delle informazioni in possesso, anche se non logicamente o semanticamente connesse tra loro e che portano dunque ad un errore di valutazione o mancanza di oggettività di giudizio."

Tradotto, i bias cognitivi rappresentano il modo con cui il nostro cervello distorce la realtà. La domanda a questo punto è: perché diamine lo facciamo? Perché distorciamo la realtà che ci circonda?!

La risposta, come spesso accade, è legata alla nostra evoluzione.

Se hai letto Autostima Passo Passo ricorderai probabilmente il capitolo sulle "euristiche del giudizio": sì, esattamente, quello in cui ti ho fatto l'esempio del gatto obeso della zia Pina! Fondamentalmente, il nostro cervello è bombardato ogni giorno da centinaia di migliaia di input sensoriali e per far emergere i segnali (soprattutto i segnali di pericolo) dal rumore di fondo, ha imparato, nel corso dei millenni, ad adottare alcune scorciatoie mentali.

Queste scorciatoie sono per la maggior parte corrette e ci consentono di interpretare la realtà in maniera rapida ed efficiente. Tuttavia, c'è una percentuale di queste euristiche che ci conduce verso dei vicoli ciechi, delle conclusioni errate sul mondo che ci circonda: i bias cognitivi appunto.

Nell'articolo di oggi ho selezionato per te una lista di quelli che sono i 23 bias cognitivi più frequenti e pericolosi. Liberartene completamente è impossibile, ma se imparerai a riconoscerli, avrai un'arma in più per evitare decisioni stupide nei tuoi studi, nel tuo lavoro e, in generale, nella tua vita.

La lista di bias cognitivi che ti fregano più spesso (e come evitarli)

Gli studiosi hanno individuato decine e decine di bias cognitivi e nuovi ne vengono scoperti ogni anno. Lo studio dei bias cognitivi è particolarmente importante per chi si occupa di marketing, finanza e gestione aziendale. Nella lista qui di seguito ho scelto quei "percorsi mentali errati" che hanno la capacità di influenzare radicalmente la nostra vita quotidiana, ostacolando spesso il nostro percorso di crescita personale. Eccoli.

1. Euristica dell'influenza (affect heuristic)

Ipotizziamo che recentemente tu abbia deciso di acquistare una nuova auto: scommetto uno pneumatico che stai iniziando a vedere quell'auto ovunque. Ho ragione o dico giusto?

Il bias dell'euristica dell'influenza spiega come la nostra percezione della realtà sia significativamente influenzata da ciò che desideriamo in quel dato momento.

bias-cognitivi-euristicaAll'interno del libro "Scarcity: why having too little means so much" è riportato un interessante esperimento sull'affect heuristic: a due gruppi di persone è stato chiesto di riconoscere alcune parole mostrate su uno schermo per una frazione di secondo. Le parole in questione erano: porta, torta, corta. Gli individui del primo gruppo hanno individuato le 3 parole con una frequenza simile: per capirci, alcuni hanno riconosciuto la parola "porta", altri la parola "torta" e altri ancora la parola "corta". Gli individui del secondo gruppo invece hanno individuato nell'80% dei casi esclusivamente la parola "torta". La differenza tra i 2 gruppi? Il primo è stato sottoposto all'esperimento dopo pranzo, il secondo prima di pranzo ;-)

Vallo a spiegare ai fan della Legge di Attrazione che se riescono a trovare il posteggio dell'auto è grazie all'euristica dell'influenza e non alle vibrazioni quantico-cosmiche :-D

2. Bias del carro della banda musicale (bandwagon bias)

Il "bandwagon" in inglese indica il carro su cui viaggia la banda musicale durante le parate o altre manifestazioni pubbliche. Il bandwagon bias indica la nostra tendenza a sviluppare una convinzione, non tanto sulla base della sua effettiva veridicità, ma quanto piuttosto in relazione al numero di altre persone che condividono quella stessa convinzione.

Insomma, siamo dei gran pecoroni.

Ti faccio un esempio legato allo sviluppo personale: sei sicuro che le convinzioni che hai su te stesso siano proprio tue? Non è che agisci in un determinato modo perché è esattamente il comportamento che gli altri si aspettano da te? Così, per dire...

3. Ancoraggio (anchoring bias)

Spontaneamente facciamo troppo affidamento sulle prime informazioni che ci vengono fornite.

Immagina ad esempio di trovarti a trattare il prezzo di un bene o di un servizio: in questi casi, l'intera trattativa verterà intorno alla prima cifra proposta da una delle due controparti. Se sei sveglio e fai l'offerta per primo, magari un'offerta ridicolmente a tuo favore, avrai delle buone chances di fare un ottimo affare (come detto il giochino funziona laddove ci sono margini di trattativa).

4. Bias di conferma (confirmation bias)

Questa "scorciatoia mentale errata" si verifica in particolar modo tra i sostenitori di partiti politici o altre ideologie (vedi i fanatici delle "diete alimentari"). Nello specifico, è nella nostra natura dare maggiore rilevanza alle sole informazioni in grado di confermare la nostra tesi iniziale.

Questo è un altro motivo per cui il "confronto", soprattutto quello online, è spesso sopravvalutato.

5. Bias della scelta (choice-supportive bias)

Cugino stretto del confirmation bias è il choice-supportive bias, che spiega la nostra tendenza a razionalizzare le scelte fatte, anche se tali scelte sono state impulsive o sono state fatte sulla base di gravi lacune informative.

Insomma, piuttosto che ammettere di aver fatto una ca*#!ta, ci inventeremo la qualunque per dimostrare quanto brillante sia stata la nostra decisione. Il problema è che nella maggior parte dei casi ci ritroveremo a prendere in giro noi stessi (hai presente le 3 bugie che ci raccontiamo ogni giorno? Stessa solfa).

6. Illusione dello schema (clustering illusion)

bias-cognitivi-ritardatariUna delle armi più potenti del nostro cervello è la capacità di individuare dei "pattern", ovvero degli schemi, attraverso i quali giungere rapidamente a delle conclusioni.

Il problema è che spesso vediamo questi schemi laddove non esistono.

Un esempio classico? I numeri "ritardatari" del lotto: siamo convinti che se un numero non esce da così tante estrazioni, avrà sicuramente una maggior probabilità di essere estratto. FALSO: ad ogni nuova estrazione TUTTI e 90 i numeri hanno esattamente la stessa probabilità di uscire (1/90).

7. Euristica della disponibilità (availability heuristic)

Questo bias consiste nel sovrastimare le informazioni a nostra disposizione.

"Non è vero che fumare fa male! Mio nonno ha fumato un pacchetto di sigarette al giorno fino a 90 anni ed era sano come un pesce".

Mi spiace, ma l'esperienza di tuo nonno non ha validità statistica circa la salubrità del fumo: tuo nonno ha avuto solo un gran c*#o ;-)

8. Illusione della frequenza (frequency illusion)

Molto simile all'euristica dell'influenza, la frequency illusion spiega perché iniziamo a vedere ovunque conferme di quanto abbiamo recentemente appreso. Te ne accorgerai nei prossimi giorni: inizierai a vedere bias cognitivi neanche fossero delle Grandi Punto della Fiat! :-D

9. Bias del pavone (self-enhancing transmission bias)

Tutti noi siamo portati a condividere maggiormente i nostri successi, rispetto ai nostri fallimenti.

Hai bisogno di prove? L'intero Facebook ruota attorno al bias del pavone: le frasi e le immagini più condivise riguardano vacanze incredibili, party selvaggi, amori passionali. Beh, la realtà è "leggiuermente" diversa. Questo video la fotografa in tutta la sua cruda freddezza:

10. Bias del "senno di poi" (hindsight bias)

Siamo tutti geni col "senno di poi". Nel trading come nell'innovazione tecnologica l'hindsight bias spiega perché riteniamo scontate certe evoluzioni solo dopo che si sono verificate.

Immagina di essere nel 2006 e cercare di convincere il management di Nokia, che Apple e Google saranno i due player fondamentali del mercato mobile negli anni a venire. Good luck!

11. Attualizzazione iperbolica (hyperbolic discounting)

L'hyperbolic discounting è un termine scientifico complesso per indicare un atteggiamento che i lettori di EfficaceMente conoscono fin troppo bene, ovvero la propensione a scegliere, sempre e comunque, il piacere immediato rispetto alla felicità a lungo termine.

Questo atteggiamento è particolarmente presente in 3 aree della nostra vita:

  • L'alimentazione.
  • I risparmi.
  • Lo studio/lavoro.

In un esperimento del 1998 ai partecipanti fu chiesto di scegliere tra un frutto sano e uno snack al cioccolato. Quando la scelta era spostata nel futuro, il 74% degli individui sceglieva la frutta. Quando invece la scelta riguardava il momento presente, il 70% degli individui sceglieva il goloso snack al cioccolato.

Il punto è che tendiamo inevitabilmente a sovrastimare le capacità del nostro "Io futuro", come se fosse una sorta di superuomo o superdonna che sarà in grado di mangiare ultra-sano, risparmiare ogni centesimo e studiare/lavorare senza distrazioni per zilioni di ore.

Indovina un po': il tuo "Io futuro" è indisciplinato, svogliato e spendaccione esattamente come il tuo "Io presente", anzi, anche un pelino di più. Se vuoi controbilanciare l'hyperbolic discounting, DEVI leggere questo post sull'akrasia.

12. Escalation irrazionale (irrational escalation)

Prendere decisioni irrazionali solo per tenere fede a decisioni razionali prese in passato. Se di recente ti è capitato di farti prendere la mano in un'asta Ebay, sai esattamente di cosa sto parlando.

13. Bias della negatività (negativity bias)

bias-cognitivi-roccia-orso

"Preferisco essere ottimista e avere torto, che pessimista e avere ragione."

A. Einstein.

Consiste nel dare maggior peso agli aspetti negativi rispetto a quelli positivi.

Naturalmente anche questo bias cognitivo ha una sua spiegazione evoluzionistica: per i nostri antenati, infatti, era decisamente meglio confondere una roccia per un orso, piuttosto che un orso per una roccia.

Per quanto ci riguarda, pensare che aver fallito quell'esame o aver mancato quella promozione significhi la fine della nostra esistenza, forse è un tantino esagerato.

14. Bias dell'inazione (omission bias)

Indica la tendenza a preferire l'inazione rispetto a qualsiasi azione, anche la più piccola.

La prossima volta che ti ritrovi con il c*#o incollato al divano, incapace di sostenere il ben che minimo impegno, ricorda che il bias dell'inazione è in... azione. Come batterlo? Ti consiglio di utilizzare il segreto dei 3 minuti.

15. Effetto struzzo (ostrich effect)

Se il confirmation bias ci spinge a dare maggior importanza alle sole informazioni a sostegno della nostra tesi, l'effetto struzzo ci porta a nascondere la testa nella sabbia quando ci vengono presentati dati che contrastano con le nostre convinzioni.

Qualcosa mi dice che ti è capitato più di una volta di avere a che fare con degli... "struzzi".

16. Effetto placebo (placebo effect)

L'effetto placebo è uno dei bias cognitivi più conosciuti in assoluto e a dirla tutta non è del tutto negativo: consiste infatti nell'influenzare l'avverarsi di un evento attraverso la convinzione che quell'evento debba verificarsi.

Questo bias, più che dimostrare un difetto di progettazione del nostro cervello, mette in evidenza quanto potenti possano essere le nostre convinzioni.

17. Errore di pianificazione (planning fallacy)

Come visto al bias #11 le nostre capacità di fare previsioni accurate sul futuro sono a dir poco imbarazzanti. Questo è particolarmente vero quando ci ritroviamo a pianificare lo studio o un progetto di lavoro. Volenti o nolenti siamo sempre troppo ottimisti sul tempo che impiegheremo per realizzare i nostri obiettivi.

Come si contrasta la planning fallacy? Te l'ho già spiegato al punto 4 di questo articolo.

18. Reattanza (reactance)

bias-cognitivi-bambiniScommetto che gli ingegneri elettronici sono andati in un brodo di giuggiole appena hanno letto il termine reattanza. In realtà, nella psicologia cognitiva la reattanza rappresenta il desiderio di fare il contrario di ciò che gli altri vorrebbero che facessimo.

Se sei un genitore che ha a che fare con bimbi piccoli o figli adolescenti, ho il vago sospetto che tu conosca perfettamente questo comportamento: forse lo conosci con il più comune nome di "capricci".

Come possiamo evitare questa risposta istintiva? La reattanza nasce dalla volontà dell'individuo di difendere la propria libertà di scelta: invece di imporre un'unica scelta (la nostra) è molto più efficace offrire un ventaglio di opzioni che, guarda caso, vanno nella direzione desiderata.

19. Bias dell'avversione alle perdite (loss-aversion bias)

A parità di cifre (ma anche in caso di guadagni sostanzialmente più elevati), preferiamo di gran lunga evitare le perdite, piuttosto che ottenere dei guadagni.

20. Bias informativo (information bias)

Ti è mai capitato di dover prendere una decisione e ritrovarti a raccogliere tonnellate di informazioni senza poi agire? Questa nostra insicurezza è giustificata dall'information bias, ovvero la convinzione che più informazioni recupereremo, più la nostra decisione sarà oculata. La verità è che una sovrabbondanza di informazioni non sempre ci porta a realizzare azioni efficaci. Anzi...

Se hai difficoltà a prendere decisioni, ti consiglio di adottare la tecnica della bussola.

21. Errore dello scommettitore (gambler's fallacy)

Diciamo che la mente umana non è progettata per prendere decisioni statistiche in modo razionale. Lo abbiamo già visto con l'esempio dei numeri "ritardatari" del lotto. In generale quando dobbiamo stimare la probabilità di accadimento di un evento ci facciamo influenzare troppo dagli eventi accaduti in precedenza, anche se questi sono statisticamente indipendenti.

Domandina semplice semplice: se lanciassi una monetina in aria per 9 volte di seguito e ottenessi sempre "testa", la probabilità che esca "croce" al 10° lancio è minore, maggiore o la stessa?

22. Bias dell'ordine di grandezza (order of magnitude bias)

Non solo andiamo nel pallone quando si tratta di valutare eventi indipendenti, ma in generale abbiamo serie difficoltà nello stimare correttamente i diversi ordini di grandezza. Non mi credi?! Facciamo un piccolo esperimento?

Senza pensarci troppo, se ti dico che sono trascorsi 1 milione di secondi, quanti giorni sono passati? 1 giorno? 10 giorni? 100 giorni? 1.000 giorni? Su, prova ad indovinare... sono circa 12 giorni.

Se ti dicessi invece che sono trascorsi 1 miliardo di secondi, quanti anni sono passati? 1 anno? 10 anni? 100 anni? 1.000 anni? Spara il tuo numero, non ci pensare troppo... sono circa 32 anni.

Allora, ci sei andato vicino? Neanche un po', vero?! ;-) Tieni presente questo bias ogni volta che ti ritrovi a fare delle stime numeriche.

23. Effetto Galatea (Galatea effect)

"Che tu creda di farcela o di non farcela avrai comunque ragione."

Henry Ford.

Probabilmente avrai sentito spesso parlare di profezia auto-avverante. L'effetto Galatea è un derivato dalla self-fulfilling prophecy e si verifica quando il successo (o l'insuccesso) di una persona è influenzato dalle sue convinzioni sulle proprie abilità.

In altre parole una parte consistente delle nostre prestazioni (nello studio, nello sport, nel lavoro) è determinata da ciò che pensiamo di noi stessi e delle nostre capacità.

Se vuoi approfondire questo tema ti consiglio di rileggere il capitolo sull'autoefficacia che trovi all'interno del manuale Autostima Passo Passo. Se poi sei uno studente, il test del Professore e dell'Ultras ti farà ricredere su molte delle tue convinzioni sullo studio.

Conclusioni

Allora? Quale tra questi bias cognitivi ti è piaciuto di più? Quale ti ha incasinato la vita più spesso? Fammelo sapere nei commenti di questo articolo ;-)

Per il resto, come ti ho spiegato all'inizio del post, l'obiettivo non è certo sbarazzarci di questi "cortocircuiti mentali": è impossibile, fanno parte della nostra natura. Tuttavia, anche solo conoscerli e averne consapevolezza, può fare un'enorme differenza nel nostro percorso di crescita personale.

Ecco, questa settimana vorrei che ti appuntassi quei 2-3 bias cognitivi che ti hanno fatto pensare "cavoli, questo sono io!". Rileggili, se nella loro descrizione ho linkato dei post di approfondimento, leggi anche questi ultimi, ma soprattutto impegnati ad avere maggior consapevolezza di questi bias: osservali, guarda come influenzano le tue decisioni e le tue giornate e infine impara a gestirli... EfficaceMente.

Per il momento è tutto: stavo per salutarti con un imbarazzante... "byes byes", ma mi sono trattenuto :-D Buona settimana! Andrea.

Ps. Il tema bias cognitivi è affrontato anche nell'ottimo: "Le armi della persuasione" del dott. Cialdini. Se l'argomento ti ha incuriosito è senza dubbio un must read.

Foto di anshu_si [post_title] => I 23 bias cognitivi che ti incasinano la vita [post_excerpt] => Gli studi sui bias cognitivi sono molto interessanti, perché puntano un faro sui limiti della nostra mente, ma allo stesso tempo ci indicano quanto potente sia il nostro cervello se utilizzato nella maniera corretta. Scopri i 23 bias più frequenti e come imparare a gestirli. [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => open [post_password] => [post_name] => bias-cognitivi [to_ping] => [pinged] => http://www.efficacemente.com/2008/12/perche-la-legge-di-attrazione-e-una-cavolata-ma-funziona/ http://www.efficacemente.com/2014/10/autocontrollo/ http://www.efficacemente.com/crescita-personale/autocontrollo/ [post_modified] => 2021-08-13 12:11:11 [post_modified_gmt] => 2021-08-13 10:11:11 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => http://www.efficacemente.com/?p=15333 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 59 [filter] => raw ) [4] => WP_Post Object ( [ID] => 20104 [post_author] => 3 [post_date] => 2017-07-31 01:10:20 [post_date_gmt] => 2017-07-30 23:10:20 [post_content] => Possono i pensieri positivi aiutarci a vivere meglio e a raggiungere i nostri obiettivi? Ni... pensieri positivi
"Non diventare mai un pessimista; un pessimista ha ragione più spesso di un ottimista, ma un ottimista si diverte di più, e nessuno dei due può fermare il corso degli eventi."

Robert Anson Heinlein.

Io odio il Pensiero positivo.

Ammettilo, non te l'aspettavi questo incipit in un articolo dedicato ai pensieri positivi e al pensare positivo :-D

Il punto è che il Pensiero positivo è una filosofia di vita, sviluppatasi agli inizi del '900, che invita i propri seguaci a cambiare la propria vita grazie a pensieri positivi e affermazioni da ripetere quotidianamente.

Peccato che ogni singolo studio che sia stato condotto su questa scuola di pensiero è giunto alla stessa conclusione: il pensiero positivo è 'na strunzata!

Perché allora questo articolo su EfficaceMente?

Se limitarsi a pensare positivo e a ripetere come una cantilena delle affermazioni non serve ad una cippa fritta, questo non significa certo che dobbiamo avere un atteggiamento negativo o pensieri distruttivi per intraprendere il nostro percorso di crescita personale!

Per raggiungere i nostri obiettivi dobbiamo muovere le ciapet' (agire).

Pensare positivo può stimolare l'azione. Al contrario, un atteggiamento negativo e pensieri distruttivi possono bloccarci.

Ecco perché in questo articolo ti parlerò dei 3 "vampiri" mentali che stanno succhiando la tua energia e la tua positività e di come liberartene per mantenere i tuoi pensieri positivi.

Prima però una semplice domanda...

Qual è la tua tortura mentale preferita?

Stress, frustrazione, tristezza, rabbia, invidia, ansia, paura, gelosia, autocommiserazione...

Ognuno di noi ha la sua tortura mentale "preferita".

Questi schemi mentali ricorrenti spesso dominano le nostre giornate e ci portano a vivere in un prolungato stato di sofferenza.

In questi periodi non c'è forza di volontà o strategia di produttività che tenga.

Se vogliamo dunque tornare a lavorare sui nostri obiettivi con positività e serenità dobbiamo innanzitutto sbarazzarci di questi "tarli" mentali.

Sì, ma come?!

Andando alla radice delle numerose torture mentali che ci auto-infliggiamo scopriamo qualcosa di molto interessante: a farci soffrire sono 3 pensieri negativi dominanti, 3 veri e propri... "vampiri" mentali.

Riconoscerli, conoscerli e neutralizzarli è quello che faremo insieme nei prossimi minuti:

1. Il pensiero della Privazione

pensieri-positivi-privazione

Il pensiero della Privazione è il primo vampiro mentale di cui dobbiamo sbarazzarci se vogliamo tornare a pensare positivo.

Se focalizziamo infatti la nostra attenzione su ciò che abbiamo perso o che potremmo perdere, sarà per noi inevitabile soffrire.

Pensa ad esempio all'amore:

  • Se non fai altro che pensare ad un amore ormai perso, rischi di non essere mai pronto per vivere una nuova relazione.
  • Se non fai altro che pensare di poter perdere il tuo amore, rischi di vivere in un perenne stato di gelosia che potrebbe portare alla fine della tua attuale relazione.

Che riguardi il passato o il futuro, il pensiero della Privazione è un subdolo bastardo. Ma non è il solo...

2. Il pensiero della Sottrazione

pensieri-positivi-sottrazione

Il secondo "vampiro" mentale che in questo momento potrebbe farti soffrire o potrebbe bloccarti, è sicuramente il pensiero della Sottrazione.

Ovvero l'ossessione di aver meno degli altri o la paura che il futuro ti riservi meno opportunità, meno soldi, meno amore, meno gioia, meno successo, etc.

Invidia sociale e ansia per il nostro futuro sono i due sotto-prodotti più comuni del pensiero della Sottrazione e purtroppo la diffusione dei social network e delle fake news non fa altro che alimentare questo vampiro cerebrale.

"Quando butti m***a sul giardino degli altri lo fertilizzi. Cura il tuo."

Andrea Giuliodori.

3. Il pensiero della Negazione

pensieri-positivi-negazione

Abbiamo infine il pensiero della Negazione.

Se siamo intimamente convinti che non potremo mai raggiungere un determinato obiettivo, o vivere una determinata esperienza, questo pensiero può letteralmente consumarci.

Se per esempio una malattia, una disabilità o un semplice difetto fisico ti hanno convinto che non potrai realizzare determinati traguardi, inevitabilmente questo ti porterà a soffrire.

-

Scommetto che leggendo queste ultime righe si è accesa una lampadina nella tua testa e scommetto anche che tra i 3 vampiri mentali ce n'è uno che in questo momento ti sta succhiando via serenità e positività più degli altri.

Che a dominare i tuoi pensieri sia la Privazione, la Sottrazione o la Negazione, poco importa. Se non ti sbarazzi di questi schemi mentali ricorrenti, continuerai a soffrire.

Vediamo allora nell'ultima parte dell'articolo come tornare ad avere pensieri positivi.

Come tornare ad avere pensieri positivi: punto primo, ricorda che...

Il pensiero, con cui spesso ci identifichiamo (e che genera in noi sofferenza), è in realtà un prodotto automatico della nostra attività cerebrale.

Come gran parte delle nostre attività fisiologiche, il pensiero si è sviluppato nel corso della nostra evoluzione per una specifica funzione: ovvero aiutarci a risolvere problemi (problem-solving) per riuscire ad adattarci meglio all'ambiente circostante.

Naturalmente, nel corso dei millenni l'attività cognitiva è diventata sempre più complessa, ma non voglio trasformare l'articolo in un trattato di neuroscienze.

Il messaggio che vorrei trasmetterti è che la vocina che ti senti ronzare in testa... in realtà non sei Tu, o meglio, è una tua funzione fisiologica, come può esserlo la digestione.

Ecco, imparare a NON identificarci con i nostri pensieri è il primo passo fondamentale per liberarci da quelli negativi.

Un ottimo strumento pratico per prendere consapevolezza della reale natura del nostro pensiero è la pratica meditativa.

Se ne hai sentito parlare, ma non hai mai ben capito di cosa si tratta o come funziona, ti consiglio di leggere questo articolo in cui spiego come meditare.

Vediamo però ora il secondo passo per tornare ad avere pensieri positivi.

Cambia stazione radio!

pensieri-positivi-radio

Se i nostri pensieri sono un prodotto automatico della nostra attività cerebrale, potremmo assimilarli a delle... trasmissioni radio.

Non siamo noi a decidere la scaletta di una trasmissione radio, ma possiamo sempre scegliere di... cambiare stazione!

Lo stesso vale per i nostri pensieri.

I pensieri della Privazione, della Sottrazione e della Negazione hanno la brutta abitudine di bussare al nostro cervello senza preavviso e di inondarlo per ore intere.

Ora che conosci i tuoi nemici e la loro natura, ti sarà molto più semplice individuarli sul nascere e spostare il tuo focus su pensieri diversi.

Tuttavia, "cambiare stazione" inizialmente ti richiederà uno sforzo di volontà non indifferente.

I pensieri negativi hanno infatti la stessa potenza del segnale di Radio Maria! :-D

Esiste però un "segnale" ancor più potente, ovvero una tipologia di pensieri positivi in grado di neutralizzare i pensieri di Privazione, Sottrazione e Negazione e di riportarci rapidamente ad uno stato privo di sofferenza...

Il potere dei pensieri di gratitudine

pensieri-positivi-gratitudine

Pensiero positivo, metafore sui segnali radio, gratitudine... OMMIODIO Andrea è stato posseduto da un guru Niu Eig!

Ok, lo ammetto, se questo dovesse essere il tuo primo articolo letto su EfficaceMente, sarei un po' preoccupato...

Sono anni però che porto avanti una filosofia di crescita personale molto concreta e basata sui più recenti studi di neuroscienze, psicologia, scienze comportamentali, etc. e questo articolo non fa eccezione.

Già in passato ti ho parlato del potere gratitudine, fornendoti tutti i riferimenti scientifici necessari per approfondire questa affascinante tematica.

Ai fini di questo articolo, quello che ci basta sapere è che i pensieri di gratitudine hanno lo stesso effetto su quelli negativi dello zampirone sulle zanzare.

Non possiamo infatti essere grati e... invidiosi, frustrati, stressati, tristi, insoddisfatti, etc. allo stesso tempo.

È semplicemente impossibile.

Bene, ora che siamo arrivati fini qui, è tempo di ricapitolare e vedere insieme un esercizio pratico per sbarazzarci dei 3 vampiri mentali e tornare a pensare positivo.

Ricapitoliamo: come avere pensieri positivi e sbarazzarci di quelli negativi

  • L'idea che basti pensare positivo per realizzare i nostri sogni è una di quelle leggende metropolitane dure a morire nel mondo della crescita personale.
"Le azioni battono le visualizzazioni ogni singolo giorno della settimana."
  • Questo però non significa che dobbiamo pensare negativamente! I pensieri negativi sono infatti spesso alla base della nostra sofferenza. Nello specifico esistono 3 vampiri mentali che succhiano le nostre energie:
    • Il pensiero della Privazione.
    • Il pensiero della Sottrazione.
    • Il pensiero della Negazione.
  • Per neutralizzare questi schemi mentali negativi dobbiamo innanzitutto prendere consapevolezza del fatto che il pensiero non è altro che un prodotto "fisiologico" della nostra attività cerebrale. Nel momento in cui smettiamo di identificarci con esso, siamo liberi.
  • Se NON siamo i nostri pensieri, questo significa che possiamo vedere questa attività cognitiva come delle trasmissioni radio. Se le "canzoni" che stiamo ascoltando non ci piacciono, sta a noi cambiare stazione.
  • Il metodo più efficace per cambiare stazione e per sintonizzarci sui pensieri positivi, consiste nel far leva sul potere della gratitudine.

Eravamo arrivati qui.

Concludo con un semplice esercizio pratico che ti aiuterà a sfruttare il potere della gratitudine:

  • Prendi un bloc-notes o apri un nuovo file.
  • Inizia a riportare alla mente e ad elencare i momenti più belli della tua vita, quelli di cui sei più grato. Possono essere momenti importanti e significativi, ma anche momenti quotidiani come una passeggiata in mezzo alla natura. Ciò che conta è che siano stati momenti in cui ti sei sentito profondamente grato di essere al mondo.
  • Tra questi momenti, scegli quello di cui hai il ricordo più vivido.
  • Ora prova a riportare alla mente ogni singolo dettaglio di quell'episodio: il vento sulla tua pelle, i suoni circostanti, la temperatura. Cerca di rivivere quel momento in tutte le sue sfumature.
  • Ricordi perché ti eri sentito tanto grato in quel momento? Ma sopratutto, ricordi quella sensazione di gioia apparentemente ingiustificata? Cerca di riportarla a galla, aggrappati a quella sensazione, assaporala come assaporeresti un buon dolce.

Come è stato? Non male, vero?

E se facessi questo semplice esercizio ogni volta che ti accorgi che la tua mente si sta sintonizzando su Radio PdM (Pensieri di Merda)? Quanto migliorerebbe la tua vita?

Beh, non ti resta che provare.

Ti auguro una settimana... positiva! Andrea.

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"È ora di mettersi a lavorare! Aspetta, mi hanno appena scritto su Whatsapp... grande Luca! Ha trovato l'appartamento per la settimana bianca: fammelo vedere su Google Maps. Ok ok, torniamo a lavorare... mmm, però ho fame: pausa caffè e si riparte. Sì ma adesso mancano 8 minuti alle 10:00, non vale la pena iniziare. Fammi controllare la posta elettronica va..."

Ti sei mai trovato in una situazione di questo tipo? Sì, sto parlando con te, è inutile che fai finta di niente ;-)

Lo sappiamo entrambi: abbiamo vissuto momenti simili molto più spesso di quanto vorremmo ammettere a noi stessi.

Ci diciamo che non è nulla, che... domani le cose andranno meglio; poi domani arriva e siamo punto e a capo. La verità è che, oltre ad essere dei procrastinatori seriali, spesso dimostriamo di avere la concentrazione di un bradipo nano.

Studio, lavoro, sport: se non impariamo ad esercitare e a migliorare la nostra capacità di concentrazione, difficilmente raggiungeremo i nostri obiettivi più ambiziosi.

Nell'articolo di oggi ti parlerò dei metodi più efficaci per poter migliorare la tua concentrazione.

Prima di vedere le tecniche rafforza-concentrazione, vorrei però fare insieme a te un piccolo "esperimento", un giochino da mentalista per misurare il tuo livello di concentrazione. Ho la tua attenzione? ;-)

Test sulla concentrazione: scegli una carta...

Ricordi i post sul cold reading e sulla lettura del pensiero?

L'esperimento sulla concentrazione che sto per proporti è un classico di mentalisti ed illusionisti di mezzo mondo ed è stato inventato dall'americano David Copperfield.

Se lo conosci già, puoi andare direttamente alla sezione sulle tecniche di concentrazione, altrimenti segui le mie istruzioni:

  • Scegli una delle carte qui sotto. Non indicarla con il mouse, non pronunciarla ad alta voce, non fare nulla che possa svelare la tua carta. Limitati a pensarla nella tua mente. Su, non abbiamo tutta la giornata, decidi e passa al punto successivo ;-)

Clicca l'immagine: farò sparire la carta che hai scelto!

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  • Fffatto? Molto bene. Io naturalmente non potrei mai conoscere la carta che hai scelto, giusto? E se ti dicessi invece che so esattamente quale carta hai selezionato? Non mi credi?! Clicca il link qui sotto e farò sparire la tua carta (sì, proprio quella):

CLICCA QUI

Rieccoci! Ti è piaciuto questo piccolo giochino? Hai già capito il trucco?

Naturalmente non te lo posso svelare, ma posso fare qualcosa di meglio: posso aiutarti a sviluppare il livello di concentrazione necessario per non farsi infinocchiare da questi trucchetti e per affrontare al meglio le tue sfide di studio, lavoro e sport.

Nella prossima sezione troverai 5 tecniche di concentrazione pratiche ed efficaci.

5 tecniche di concentrazione efficaci

Cosa fai quando i tuoi muscoli sono deboli e flaccidi? Inizi ad allenarti costantemente finché non li rafforzi.

Beh, anche la nostra mente è un "muscolo" che richiede allenamento. Qui di seguito trovi 5 esercizi che, praticati con Costanza (sì è sempre lei, la cugina di Filomena), ti permetteranno di sviluppare la concentrazione di un Samurai

Tecnica di concentrazione #1: la tecnica del cuore

concentrazione-tecnica-del-cuore Prima di affrontare un'attività che richiede un elevato livello di concentrazione, distenditi e rilassa i tuoi muscoli. Dopo circa 1 minuto, concentra la tua attenzione sul battito cardiaco. Elimina tutto il resto ed ascolta con attenzione il pulsare ritmato del tuo cuore. Immagina questo muscolo mentre pompa il sangue in tutto il tuo corpo, visualizza questo fluido vitale che dal cuore arriva fino alle dita dei tuoi piedi e delle tue mani. Dovresti sentire una sensazione di calore: prosegui la visualizzazione per alcuni minuti, poi, lentamente, riapri gli occhi, inizia a muovere i tuoi muscoli e rialzati con molta calma. Terminato l'esercizio, inizia a lavorare e conquista il tuo Everest!

Tecnica di concentrazione #2: la meditazione mindfulness

Decine di studi scientifici hanno dimostrato come la meditazione mindfulness (anche se praticata per soli 10 minuti al giorno) possa aumentare sensibilmente il nostro livello di concentrazione. Naturalmente la meditazione offre benefici che vanno ben oltre il semplice miglioramento della nostra attenzione, ma senza dubbio questo è uno dei  benefici più tangibili nell'immediato. Se vuoi avvicinarti a questa pratica, ho scritto un intero articolo con istruzioni dettagliate su come iniziare a meditare.

Tecnica di concentrazione #3: l'esercizio dei piedi

concentrazione-piedi Un altro stratagemma estremamente efficace per aumentare la nostra concentrazione è l'esercizio dei piedi. Quante volte ti è capitato di essere distratto durante una conversazione, una riunione o una lezione universitaria? La società in cui viviamo ci ha abituato a continui stimoli: una nuova email, un nuovo messaggino, una nuova notifica. Se non riceviamo la nostra dose di "eccitazione" digitale ogni due minuti, ci mettiamo attivamente alla ricerca di qualcosa che sazi la nostra fame di novità e per farlo ci distraiamo da qualsiasi attività stiamo svolgendo in quel momento. Per difenderci da queste continue distrazioni, Olivia Fox Cabane, autrice del libro "The Charisma Myth", suggerisce di concentrare la nostra attenzione sulle dita dei nostri piedi (sì, proprio quelle). Questo semplice stratagemma ci riporta immediatamente al momento presente e ci aiuta a migliorare la nostra concentrazione.

Tecnica di concentrazione #4: la lettura concentrata

Nella nuova edizione del mio manuale "Studia meno, Studia meglio", ho profondamente rivisto la sezione dedicata alla lettura veloce. Da qualche anno infatti, preferisco parlare di lettura efficace: inutile leggere velocemente se lo facciamo in maniera distratta! Che si tratti di un report di lavoro, di un manuale o di un libro di testo, poco importa: leggere senza concentrazione è un'inutile perdita di tempo. Ecco allora un semplice esercizio per migliorare la nostra concentrazione durante la lettura: terminato di leggere il primo paragrafo (o comunque una sezione molto breve), riassumi quanto letto in un'unica frase di massimo 20 parole. Riuscire a sintetizzare un paragrafo di 500-600 parole in un'unica frase richiede infatti una notevole concentrazione. Se andiamo di fretta, esiste una variante a questa tecnica: leggi la prima frase del capitolo che stai studiando, con l'intento di riscriverla tale e quale appena finita la lettura. Questo semplice trucco aiuta la tua mente a raggiungere uno stato di concentrazione ottimale, di cui godrai per l'intera durata della tua lettura.

Tecnica di concentrazione #5: la tecnica del mandarino

concentrazione-mandarino Questa è in assoluto una delle mie tecniche preferite e consiste in una serie di visualizzazioni che ci portano gradualmente a raggiungere un profondo stato di concentrazione. Questa tecnica si basa sugli esperimenti condotti sulle onde cerebrali ed è particolarmente indicata per gli studenti. Il mio consiglio è quello di ritagliarti 5 minuti e di applicarla prima di ogni sessione di studio: trovi le istruzioni in questo articolo.

Conclusioni (e un consiglio per gli studenti universitari)

Naturalmente per ottenere il massimo beneficio dovrai praticare queste tecniche ogni qual volta la tua mente inizierà a vagare per lidi sconosciuti. Sperimenta i diversi stratagemmi e cerca di capire quali si adattano meglio alle diverse situazioni (studio, lezioni, lavoro, sport, etc.).

Qualunque sia la tua scelta, ricorda: la concentrazione è la tua arma segreta per raggiungere il successo. Non mi resta che augurarti una settimana piena di... concentrazione. Andrea.

"Concentrazione e forza mentale sono le guardie al confine tra la sconfitta e la vittoria."

B. Russell.

Ps. se continui ad allenarti con le tecniche che ti ho suggerito, magari riesci anche a capire come ti abbia infinocchiato con il trucchetto delle carte... o sei ancora lì che te lo stai chiedendo?!

Pps. Sei uno studente universitario? Riuscire ad essere più concentrato ti aiuterà non poco nel tuo percorso universitario, ma la sola concentrazione purtroppo non basta.

Quello di cui hai davvero bisogno è un metodo di studio integrato, che preveda anche tecniche di concentrazione.

Studia meno, Studia meglio (abbreviato in "Sm2") è il manuale digitale che ha ormai aiutato più di 12.000 studenti universitari di ogni facoltà a raggiungere i propri obiettivi accademici.

sm2-testimonianza-alessandro-tozzi

Se in questo momento sei bloccato all'università o hai bisogno di un sistema per studiare meno e meglio, all'interno del manuale troverai un metodo di studio dettagliato per preparare il doppio degli esami in metà del tempo.

Puoi trovare tutti i dettagli sul manuale (incluso un estratto gratuito) in questa pagina, clicca il pulsante qui sotto:

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Concentrazione: 5 tecniche (ed 1 trucco magico) per migliorarla

Un test "magico" per misurare la tua concentrazione e consigli pratici per migliorarla ogni giorno.

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Migliori libri 2020

Cercando una foto per l'articolo ho trovato questa, che penso rappresenti egregiamente cosa abbia significato per me leggere in questo "strano" 2020.

Ogni volta che mi sono ritagliato del tempo per leggere, negli ultimi mesi, ho infatti sentito un sottile senso di colpa.

Come il ragazzo in foto, mi sembrava di sfogliare egoisticamente le pagine di un libro sorseggiando una bevanda calda, mentre ero sull'orlo di un precipizio, con il mondo attorno a me che finiva in frantumi per via della pandemia.

Riflettendoci bene, però, sono giunto alla conclusione che sono state proprio le letture che ho affrontato in questi mesi (e negli ultimi due decenni) a permettere che il mio mondo non crollasse come un castello di carte di fronte ad un evento sanitario, economico e sociale di così vasta portata.

Sono stati infatti i libri e i corsi su cui ho investito negli ultimi vent'anni a spingermi a costruire un'attività e uno stile di vita antifragili.

Mi auguro dunque che le letture che ho condiviso in passato e che continuerò a condividere con te possano aiutarti, oggi più che mai, ad intraprendere il tuo percorso di crescita personale.

Vediamo allora i 10 migliori libri che ho letto in questo 2020.

La top 10 dei migliori libri che ho letto negli ultimi 12 mesi

Prima di andare alla mia lista di libri preferiti, alcune precisazioni per permetterti di sfruttare al meglio questo articolo:

  • La lista non ha nessun particolare ordine, anche se devo ammettere che verso la fine ho messo 1-2 chicche che forse ho amato ancor di più ?  In generale in questa lista troverai solo il meglio delle mie letture del 2020. Quest'anno infatti ho letto anche delle ciofeche letterarie, che però ti risparmierò e che io stesso ho imparato a metter da parte già dopo qualche decina di pagine (sfida non banale per noi perfezionisti!)
  • La stragrande maggioranza dei libri che leggo sono in inglese, lingua che ti consiglio caldamente di imparare, soprattutto ora che lo smart-working è stato sdoganato e puoi letteralmente lavorare per qualsiasi azienda al mondo anche da una baita in mezzo ai monti (con una buona connessione). Laddove è già disponibile un'edizione italiana del testo ti ho comunque messo il link a questa ?
  • Qui sotto trovi tutte le liste di libri che ho proposto negli anni (ne hai per almeno un decennio!):

Ok, bando alle ciance, vediamo la lista di questo 2020.

10) Marte Bianco

Marte Bianco - Marco Buttu

Mi prenderai per matto, ma nonostante gli interminabili lockdown di questo 2020, ad un certo punto ho sentito l'esigenza di immergermi completamente in una lettura che mi trasportasse lontano, in un posto remoto ed isolato.

Mi sono quindi ritrovato tra le mani questo libro di Marco Buttu, Ingegnere Elettronico e ricercatore italiano, che per un anno intero (di cui 9 mesi di totale isolamento), ha vissuto insieme a 12 altri compagni nella base Italo-Francese di Concordia, sull'altopiano antartico, il luogo più estremo al mondo.

Nel libro viene raccontata questa esperienza unica, le difficoltà, i rischi, i risvolti emotivi e psicologici e anche le ricadute scientifiche.

L'edizione cartacea, molto ben curata, è anche accompagnata da foto originali scattate dallo stesso Buttu, foto di una bellezza glaciale!

Consigliato.

9) How Innovation Works

How Innovation Works - Matt Ridley

Matt Ridley è in assoluto uno dei miei autori inglesi preferiti.

Ho adorato il suo "The Rational Optimist" e aspettavo con ansia il nuovo "How Innovation Works".

Quando suggerisco ai miei lettori di smettere di guardare i TG, mi viene spesso rinfacciato che è nostro dovere essere dei cittadini informati.

La verità però è che giornali e telegiornali in nessun modo ci aiutano a comprendere dove stiamo andando: si tratta di mero intrattenimento, con una pennellata di serietà.

Al contrario, libri come quelli di Ridley ci fanno davvero capire quali sono i trend che stanno plasmando la nostra società.

Comprenderli può aiutarci ad anticipare questi tsunami e a volte anche a cavalcarli a nostro vantaggio.

8) Deep work

Deep Work - Cal Newport

Una nuova cosa che ho imparato a fare in questo 2020 è stata rileggere un libro.

Non lo avevo mai fatto in passato, considerandola un'inutile perdita di tempo.

Ultimamente, però, ho iniziato a realizzare come aggiungere nuove informazioni non sempre sia la risposta giusta ai nostri bisogni.

A volte, tornare sui testi fondamentali e rispolverare i principi chiave è tutto ciò che ci serve davvero.

Nel mio caso, l'uscita dell'edizione italiana di "Deep Work" all'interno della collana Ottantaventi che curo per la ROI Edizioni, è stata l'occasione per rileggere quello che considero il testo più riuscito di Cal Newport.

Se stai cercando un libro che ti ispiri a raggiungere l'eccellenza nel tuo lavoro e ad allenare livelli di concentrazione ormai perduti a causa delle distrazioni digitali, "Deep Work" è il testo che fa per te.

Assapora ogni pagina.

7) The Psychology Of Money

The Psychology Of Money - Housel Morgan

Se c'è una lezione che ho appreso nel percorso che mi ha portato a raggiungere la "posizione del fottiti" a 30 anni è che quello finanziario è, per buona parte, un gioco mentale.

Studiare, comprendere e applicare le regole psicologiche legate al denaro è dunque essenziale per dominare questa sfera della nostra vita.

"The Psychology Of Money" di Morgan Housel è sicuramente uno dei testi più interessanti a riguardo.

Al suo interno troverai un mix bilanciato tra indicazioni basate su solidi studi economici e dritte basate sull'esperienza concreta dell'autore.

Insomma, se vuoi migliorare la tua condizione finanziaria, imparare a risparmiare efficacemente e a far fruttare questi tuoi sudati risparmi, questo libro è un ottimo punto di partenza!

6) Questa è l'America

Questa è l'america - Francesco Costa

Volenti o nolenti gli Stati Uniti sono (ancora) il paese economicamente e militarmente più potente al mondo.

Quello che succede in America, quindi, riguarda tutti noi.

Incuriosito da un mio contatto che aveva condiviso il libro su LinkedIn, qualche mese fa ho dunque deciso di iniziare la lettura di "Questa è l'America" del giornalista Francesco Costa.

Neanche fosse un thriller, il libro mi ha tenuto incollato pagina dopo pagina: è scritto davvero bene, ma soprattutto ti aiuta ad avere una visione molto più attuale e concreta di quello che sta realmente succedendo negli Stati Uniti negli ultimi anni.

Considerato che certi trend anticipano di qualche anno quanto poi accade in Europa e in Italia (nel bene e nel male), la lettura è quanto mai interessante.

5) Recursion. Falsa memoria

Recursion - Blake Crouch

Ogni anno amo mettere nella top 10 dei migliori libri letti almeno un romanzo.

Quest'anno il posto se l'è preso "Recursion. Falsa memoria" di Blake Crouch.

Non ti aspettare un romanzo impegnato o un autore premio Nobel. Il genere è quello fantascientifico e potremmo considerare l'autore un autore "commerciale".

Tutte le sere, però, prima di addormentarmi, mi piace leggere una storia che mi assorba completamente e il libro di Crouch è stato sicuramente uno di quei libri che gli inglesi chiamano "page-turner" (volta-pagina).

Tra l'altro l'idea di concludere la giornata con un piccolo "vizio", un qualcosa che mi faccia star bene, è uno stratagemma che uso da anni con grande soddisfazione e che mi aiuta ad essere più produttivo e concentrato durante il resto del giorno.

Mi auguro quindi che questo romanzo di fantascienza, o qualsiasi altro romanzo che sceglierai ti regali questa bella sensazione serale.

Nelle liste precedenti, trovi altri ottimi page-turner.

4) The Man Who Solved The Market

Un altro genere che non può mancare tra le mie letture annuali è sicuramente quello biografico / autobiografico.

Quest'anno ho lette tre biografie e ben due di queste sono finite nella mia top 10.

La prima che ti consiglio è la biografia di Jim Simons, nome che probabilmente dirà poco ai più, ma che è ben noto nell'ambiente finanziario.

Simons infatti è stato il capostipite dei "Quantitative Traders", anche noti come "Quants", ovvero esperti di fisica, matematica, informatica statistica, che hanno applicato le proprie conoscenze scientifiche per creare algoritmi in grado di generare profitti inimmaginabili sui mercati finanziari.

Aspetti speculativi a parte, quello che mi ha affascinato di questo libro è la ricchezza delle esperienze di vita del matematico e miliardario americano.

Il libro su Simons, più che una biografia, a tratti sembra quasi una spy story!

3) Sergio Marchionne

Sergio Marchionne - Tommaso Ebhardt

Esistono decine di biografie su Sergio Marchionne, il defunto CEO della FIAT, ma quella del giornalista Ebhardt è in assoluto la più appassionante.

Al di là delle considerazioni economiche, sociali e umane sul personaggio Marchionne (uno degli uomini più amati e odiati in Italia nell'ultimo decennio), quello che emerge da questa biografia è la sua totale dedizione.

Ecco, io l'ho trovata ispirante.

Non perché la voglia imitare, tutt'altro! Come si intuisce anche nel libro è probabile che l'ossessione per il lavoro sia stata anche la causa della morte del manager italo-canadese (anche se naturalmente questo non ci sarà mai dato sapere).

Quello che però è riuscito a realizzare lavorativamente quest'uomo e il suo team in pochi anni, va oltre l'umana comprensione e ti fa riflettere sulle mete che potremmo raggiungere se solo ci grattassimo la uallera un pochettino meno.

E lo ripeto per la seconda volta... non sono nella posizione di dare giudizi sull'operato di Marchionne come manager della FIAT (e onestamente non mi interessa).

Sta a noi scegliere come e dove investire il nostro potenziale umano, ma non farlo è uno spreco imperdonabile.

La biografia di Marchionne è un invito a dare il massimo e allo stesso tempo è un monito a non perdere di vista ciò che va oltre la sfera professionale.

2) Antifragile

Antifragile - Nassim Nicholas Taleb

Ammetto di non essere particolarmente bravo nel seguire le mode: a volte ho avuto la fortuna di anticipare certi trend, altre sono arrivato terribilmente in ritardo.

Per quanto riguarda Nassim Nicholas Taleb, sono sicuramente un fan ritardatario!

Gli anni che hanno seguito la grande crisi finanziaria del 2008 sono stati infatti gli anni di massima esposizione mediatica dell'autore greco-libanese.

All'epoca naturalmente avevo sentito parlare dei suoi bestseller "Il Cigno Nero" e "Antifragile", senza però mai approfondirli.

Nel 2018 avevo anche assistito ad un evento dal vivo in cui Taleb era l'ospite d'onore, ma anche in quell'occasione non ne ero stato particolarmente colpito (diciamo che il public speaking non è esattamente il punto forte di Taleb).

Fatto sta che nella prima parte del 2020 mi sono finalmente deciso a leggere la copia autografata di "Antifragile" che avevo ottenuto in quel convegno e ne sono rimasto affascinato.

Sferzante, originale, erudito, mai banale, Taleb ti cattura con la forza delle sue idee e ti apre un mondo troppo spesso ignorato (o del tutto frainteso) dagli autori mainstream.

1) Breath

Breath - James Nestor

Come detto, questa mia lista dei migliori libri del 2020 non ha nessun particolare ordine, ma "Breath", di James Nestor, è stato sicuramente il libro rivelazione dell'anno per me.

Sarà che sono sempre stato affascinato dalla semplicità e dal potere del respiro.

Sarà che quest'anno, per via del COVID-19, il respiro ha assunto un'importanza direi vitale.

Sarà che adoro scoprire in anteprima libri che poi "esplodono" (quando lo lessi il libro aveva appena 12 recensioni su Amazon US, ora ne ha raggiunte più di 5.000 con una media del 4.7)

Fatto sta che il mix di storytelling, esperienze personali dell'autore e approfondimenti scientifici e storici sul respiro e le tecniche di respirazione ti catturano dalla prima all'ultima pagina, ma soprattutto ti lasciano qualcosa di concreto su cui lavorare per migliorare davvero la qualità della tua vita.

Mi auguro davvero che arrivi presto anche l'edizione italiana!

Prima di salutarti, un consiglio diverso dal solito...

Come avrai notato, qui su EfficaceMente sono rarissime le recensioni dettagliate di libri e anche le brevi descrizioni che ti ho riportato in questo articolo, più che essere una sbrodolata dei concetti chiave di questi testi, riportano dietro le quinte, impressioni e quella che è stata la mia "storia" con un determinato libro.

In generale aborro quei servizi che promettono di trasmetterti il succo di un libro in 5 bullet point.

lettura vissuta

Un libro va vissuto, le sue lezioni devono essere elaborate e integrate nella propria vita per essere davvero trasformate in conoscenza personale (e condivisa).

Questo almeno è stato il mio approccio alla lettura negli ultimi venti anni.

Ecco allora un consiglio diverso da quello a cui ho abituato i lettori del blog in passato:

Nel 2021, leggi meno (ma meglio).

Da sempre vi ho invitati a leggere di più.

Ecco, in un Paese in cui meno di un cittadino su due legge almeno un libro all'anno, leggere di più rimane un consiglio valido.

Se però nel corso degli anni hai finalmente fatto tua l'abitudine della lettura, quasi trasformandola in una gara con te stesso per leggere sempre più libri, per il nuovo anno cerca di leggere meno, ma con maggiore consapevolezza.

Leggi meno (ma meglio)

  • Scegli i migliori libri (queste liste vogliono aiutarti proprio in questo).
  • Scarta senza pietà i testi che non riescono a catturarti dopo 30-40 pagine.
  • Leggi intenzionalmente, ritagliandoti ogni giorno il tempo per la lettura (se non lo trovi, controlla quanto ne passi sul tuo smartphone...)

Ma soprattutto, nel caso di saggi, cerca di trasformare le semplici nozioni in reale conoscenza.

Questo significa tradurre i concetti di un libro in azioni, abitudini e sistemi che contribuiscano concretamente a migliorarti la vita.

Ecco, questo è quello che ho cercato di fare negli anni con gli articoli di EfficaceMente, ma soprattutto con il (per)corso annuale 365 - Un anno epico.

Le 365 sfide quotidiane che propongo al gruppo selezionato di corsisti ammessi ogni anno, rappresentano uno dei 5 pilastri del metodo 365 e sono il frutto di due decenni di letture, approfondimenti scientifici ed esperimenti personali.

Credo infatti fermamente nella pratica, dal greco praktikḗ, che significa appunto scienza del fare, in contrapposizione alla scienza teorica.

Ogni singola sfida, che condivido a partire dalle 5 del mattino con i corsisti di 365 ogni singolo giorno del nuovo anno, nasce da un concetto o un'intuizione che ho appreso nei miei 20 anni di crescita personale e che ho tradotto in un'azione pratica (una sfida appunto) che i partecipanti sono invitati a portare a termine entro la sera del giorno stesso.

Se anche tu hai l'impressione di sapere cosa dovresti fare in teoria, ma di riuscire raramente a tradurre questa conoscenza nozionistica da libri di self-help in risultati concreti nella tua vita, 365 è lo strumento che ti accompagnerà a vivere un 2021 davvero epico.

Scopri tutti i dettagli del corso annuale cliccando il pulsante arancione qui sotto e assicurati uno degli ultimi posti con il nuovo Kit ancora disponibili:

SCOPRI 365 》

Ci leggiamo con un ultimo contenuto per il 2020 con gli iscritti alla newsletter gratuita di EfficaceMente. Per tutti gli altri, buone feste (sì, anche quest'anno), ma soprattutto buon 2021 di rivincita!

Andrea Giuliodori.

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Come cambierebbe la tua vita (personale e professionale), se tu fossi in grado di generare idee efficaci e originali ogni volta che ne hai bisogno?

Ospito con piacere qui su EfficaceMente un post di Giovanni Lucarelli, sociologo, scrittore e facilitatore. Giovanni oggi ci parlerà di creatività... a te la parola Giovanni! Ok, cominciamo dall’inizio. Viviamo in un mondo complesso, che cambia velocemente e continuamente, un mondo V.U.C.A. (acronimo di Volatility, Uncertainty, Complexity, Ambiguity), e, per mantenere la rotta, sono necessarie determinazione, flessibilità e creatività.

Non a caso il "Future of Jobs Report", redatto dal World Economic Forum, ha evidenziato che le abilità creative e di Problem Solving sono ai primi posti tra le dieci competenze più importanti per i manager.

John Micklethwait, capo-redattore dell’Economist, qualche anno fa ha affermato:

"Il più grande vantaggio competitivo oggi non risiede più nei costi o nella qualità, ma nella creatività".

John Micklethwait

A questo punto, ti starai chiedendo: “Va bene, ammesso che queste abilità creative siano così importanti, io come posso svilupparle?”

Anch'io sono creativo?

Partiamo dalla madre di tutte le domande: “Anch’io sono creativo?”.

La risposta è “sì”: ogni persona nasce creativa, il problema è che, forse, crescendo perde parte di questa sua abilità.

Ci sono degli studi[1] sui gemelli omozigoti che dimostrano come le abilità creative dipendano per circa il 33% dal nostro DNA e per il restante 66% dall'ambiente in cui cresciamo e dalle attività che svolgiamo (studio, sperimentazione, ecc.).

Quindi, mettiamo da parte le scuse: anche tu sei creativo e hai il controllo del 66% delle tue abilità.

Come posso sviluppare la mia creatività?

Per prima cosa, dobbiamo sgombrare il terreno, dobbiamo rimuovere gli ostacoli che ci impediscono di utilizzare a pieno le nostre abilità creative.

Ci sono diverse tipologie di ostacoli: qui ne vediamo un paio.

Ostacoli alla creatività di natura psicologica 

Se abbiamo una scarsa autostima, se abbiamo poca fiducia nella nostra creatività (e ci ripetiamo “Io non sono creativo”), difficilmente avremo energie e grinta sufficienti per generare buone idee.

Quando ci troviamo davanti ad un problema, proviamo a scrivere qualche soluzione, ma ci fermiamo alle prime due o tre idee, non ci sembrano un granché e rafforziamo la convinzione che noi non siamo affatto creativi.

Per superare questa convinzione errata, prova a tornare con il pensiero a quando eri bambino, a quando inventavi dei personaggi e delle storie, a quando “creavi” qualcosa con il DAS o con i mattoncini Lego.

Ti renderai conto, allora, che la creatività è ancora dentro di te e, forse, l’hai un po’ “soffocata” con i “devo e non devo”, i “si fa e non si fa”.

Concediti la libertà e la leggerezza di farla emergere di nuovo, sperimenta il divertimento di generare tante idee, idee stravaganti e originali (tra poco ti darò qualche suggerimento pratico).

Un altro ostacolo psicologico è la paura delle critiche.

Magari siamo riusciti a trovare qualche idea interessante, ma non abbiamo il coraggio di presentarla al capo o al nostro team.

Abbiamo paura di essere criticati o di essere presi in giro.

Wayne Douglas Gretzky, noto allenatore canadese di Hockey, è solito dire ai suoi giocatori:

“Sbaglierai il 100% dei colpi che non tirerai”.

Wayne Douglas Gretzky

Se non condividiamo la nostra idea con il team, come speriamo che possa prendere vita e diventare un progetto concreto?

D’altra parte, sappiamo che, a livello relazionale, non possiamo piacere a tutti: ci saranno persone a cui saremo più simpatici e altre persone a cui saremo meno simpatici.

Allo stesso modo, le nostre idee non potranno piacere a tutti, ma questo non significa che non valga la pena proporle.

Semmai chiederemo al gruppo di aiutarci e rendere quell’idea più funzionale ed efficace.

Ostacoli alla creatività di natura organizzativa

Altri sono ostacoli di natura organizzativa, come l'abitudine di fare le cose sempre allo stesso modo.

Ti sarà capitato, a volte, di sentir dire: “Noi abbiamo sempre fatto così”.

Ma se ci comportiamo sempre allo stesso modo, otterremo sempre gli stessi risultati e, in un mondo che cambia continuamente, non mi sembra un risultato così lusinghiero...

Cerchiamo, invece, di sperimentare nuove modalità di fare le cose e domandiamoci:

  • In quali altri modi potremmo svolgere questa attività?
  • Che cosa potremmo fare per sorprendere i nostri clienti?

Due stili di pensiero

    Un’abilità fondamentale per riuscire a sfruttare appieno la nostra creatività è la capacità di alternare il Pensiero Divergente e il Pensiero Convergente.

    Probabilmente ne avrai già sentito parlare.

    Il Pensiero Convergente è un modo di procedere sistematico che, tramite una serie di passaggi (basati su schemi di ragionamento consolidati), ci porta al risultato finale.

    È quello che attiviamo, ad esempio, quando applichiamo formule matematiche o procedure standard.

    Il Pensiero Divergente, invece, cerca di stimolare delle prospettive originali, di trovare nuove relazioni tra idee, di superare gli schemi di ragionamento ordinari e di spingere la mente in direzioni inesplorate.

    Questo consente di generare una varietà di ipotesi e di soluzioni che prima non esistevano.

    Lo applichiamo quando dobbiamo risolvere un problema o quando ci troviamo davanti a un imprevisto.

    Per aumentare le tue potenzialità creative, dovrai sviluppare entrambi questi stili di pensiero e imparare ad applicarli, in modo alternato, nel tuo ambito personale e professionale.

    Non preoccuparti: ti basta seguire queste semplici regole.

    Le regole del Pensiero Divergente per la Creatività

    Quando hai bisogno di generare nuove idee, crea un ambiente sereno (musica di sottofondo, stimoli visivi, come foto e immagini, qualche snack, ecc.) e definisci la sfida da affrontare sotto forma di domanda:

    • Come possiamo raddoppiare il fatturato entro la fine dell’anno?
    • Come posso creare un nuovo prodotto di successo?

    Stimola il tuo team a proporre tutte le idee possibili e immaginabili, seguendo le regole del Pensiero Divergente:

    1. Nessuna critica: tutte le idee vanno accolte, senza esprimere alcun giudizio, eventuali osservazioni sono rimandate ad un secondo momento;
    2. Grande quantità: maggiore è il numero di idee proposte e maggiori saranno le probabilità di individuare soluzioni efficaci e insolite;
    3. Stravaganza: esprimi idee folli, aiuterà ad uscire dagli schemi e a trovare soluzioni originali ed innovative;
    4. Visual: traccia un disegno o un semplice schizzo per descrivere un’idea, così attivi aree diverse del cervello e stimoli ulteriormente la creatività;
    5. Combinazioni: prendi spunto dalle idee degli altri per generare nuove proposte;
    6. Appunti: scrivi tutte le idee (senza alcuna valutazione), successivamente potrai giudicarle e selezionarle.

    Completata la fase divergente, avrai una lavagna (o un block notes) pieno di idee.

    Adesso è il momento di fare una pausa, di bere qualcosa e di arieggiare la stanza.

    Le regole del Pensiero Convergente

    Per valutare e selezionare le idee, applica le regole del Pensiero Convergente:

    1. Giudizi affermativi: prima di evidenziare le carenze di un’idea, comincia a sottolinearne gli aspetti positivi (“Di questa idea mi piace la semplicità…”): questo renderà la tua valutazione più completa;
    2. Migliora le idee: se un’idea interessante ha alcune criticità (ad esempio, è troppo costosa o complessa da realizzare), cerca di migliorarla, chiedendoti: “In che modo possiamo renderla più economica (o più semplice) da realizzare?”;
    3. Rimani in tema: tieni sempre d’occhio gli obiettivi che ti sei prefissato, in modo da verificare facilmente se l’idea che stai valutando si applica al problema che stai risolvendo;
    4. Filtra le idee in base a criteri oggettivi: stabilisci (all’inizio della fase convergente) i criteri con cui intendi valutare le soluzioni. Potresti dare un punteggio (da 1 a 10) ad ogni idea in base all’originalità, alla realizzabilità, all’economicità, ecc.;
    5. Sii aperto all’originalità: mantieni la mente aperta, perché le idee più innovative e rivoluzionarie, all’inizio, appaiono assurde. Sforzati di andare oltre la prima impressione e poni attenzione all’originalità dell’idea (domandati: “È mai stato fatto niente del genere nel nostro ambito professionale?”).

    A questo punto ti troverai con 3 o 4 proposte originali ed efficaci da mettere in pratica.

    Abitudini creative

    Vediamo, adesso, qualche abitudine che può aiutarci a potenziare le nostre abilità creative.

    Tieni un taccuino delle idee

    Le idee, te ne sarei accorto, arrivano nei momenti meno attesi: mentre siamo impegnati a correre, a pedalare in bicicletta, a guidare l'auto, oppure quando siamo rilassati sotto la doccia [puoi ascoltare l’episodio del podcast “Perché le migliori idee ci vengono sotto la doccia”].

    Questo succede perché, quando il corpo è impegnato, il cervello attiva una sorta di “pensiero in background” e riesce a rielaborare le informazioni e a immaginare nuove combinazioni creative.

    Io, scherzando, dico che le idee sono “volatili” e, se non riusciamo a scriverle appena ci vengono in mente, rischiamo di perderle.

    Ecco perché ti suggerisco di tenere un taccuino delle idee. L’ideale sarebbe un quaderno cartaceo. Se lo preferisci, però, puoi usare una delle tante app per prendere appunti.

    L'importante è che tu abbia tutte le idee in un solo posto, così, una volta la settimana, puoi rileggerle e individuare quelle più interessanti da realizzare.

    Metti in moto le gambe

    Tranquillo, non ti sto chiedendo di correre la maratona di New York, ma di dedicare 15 - 20 minuti della tua giornata a camminare o a correre.

    C’è una ricerca[2] (svolta da Marily Oppezzo e Daniel Schwartz, presso Università di Standford), che evidenzia che camminare agevola il flusso di idee e favorisce il pensiero creativo (e, ovviamente, migliora la salute fisica).

    Il 100% dei partecipanti che avevano camminato è stato in grado di generare almeno una analogia di elevata qualità, rispetto al 50% di quelli che erano rimasti seduti all’interno.

    Non stiamo dicendo che camminare può trasformarti in Michelangelo” - ha affermato scherzosamente Marily Oppezzo – “ma può aiutarti, soprattutto nelle fasi iniziali, a sviluppare la tua creatività.

    Un altro aspetto interessante, emerso dalla ricerca, è che camminare all’aperto (magari in un parco verdeggiante), oppure su un tapis roulant, o lungo i corridoi (più o meno “monotoni” di un ufficio), ha fondamentalmente lo stesso effetto sulla creatività.

    Insomma: adesso non hai più scuse ;-)

    Beviti una birra

    Se, dopo tutti questi suggerimenti, non ti sono ancora venute delle buone idee… prova a bere un bicchiere di birra.

    Non è uno scherzo (né, tantomeno, un invito all’alcolismo), ma è quello che emerge da alcuni studi scientifici sull’ideazione creativa.

    La psicologa Jennifer Wiley, docente all’Università dell’Illinois a Chicago, ha svolto una ricerca[3] decisamente originale: ha selezionato 40 ragazzi, giovani e in buona salute, e ha presentato loro una serie di giochi, quiz ed esercizi (che richiedevano un mix di abilità logiche e creative).

    Durante l’esperimento, a 20 di loro è stato concesso di bere due bicchieri di birra, mentre gli altri hanno avuto solo bibite analcoliche.

    Monitorando le risposte che venivano via via fornite dai soggetti, la Wiley ha evidenziato una correlazione favorevole tra l’assunzione di alcol e i risultati positivi al test.

    Le persone che avevano bevuto la birra hanno mostrato performance decisamente superiori: sono state in grado di risolvere il 40% in più di problemi, impiegando, in media, 12 secondi per risolvere ogni esercizio contro i 15,5 dei colleghi rimasti “sobri”.

    Adesso, probabilmente, ti stai domandando: “Qual è la spiegazione?”.

    La birra in quantità moderate (attenzione: parliamo di circa 0,07 grammi/alcol per litro) sembra contribuire a rilassare la persona, a ridurre le difese psicologiche, a rendere più “fluidi” i pensieri e più flessibile la mente.

    Essere capaci di focalizzarsi su un aspetto del problema, così come avere una certa esperienza nel problem solving, è sicuramente utile” – ha affermato la Wiley – “ma l’innovazione spesso scaturisce quando le persone riescono a cogliere un quadro d’insieme”.

    Mi auguro che questi suggerimenti ti siano d’aiuto per rinvigorire e per potenziare le tue abilità creative.

    Questo ti permetterà di trovare soluzioni brillanti ogni volta che si presenta un problema, di ideare prodotti e servizi innovativi, di scrivere articoli e libri senza difficoltà e di sorprendere amici e colleghi con nuove idee.

    Se desideri approfondire queste tematiche, puoi dare un’occhiata al mio ultimo libro “Fai brillare la tua creatività” ;-)

    Giovanni Lucarelli.   [1] «The Nature of Creativity: The Roles of Genetic Factors, Personality Traits, Cognitive Abilities, and Environmental Sources», Christian Kandler, Rainer Riemann, Alois Angleitner, pubblicata su Journal of Personality and Social Psychology, 2016, vol. 111, pagg. 230-249. [2] «Give Your Ideas Some Legs: The Positive Effect of Walking on Creative Thinking», pubblicata sul Journal of Experimental Psychology: Learning, Memory, and Cognition, 2014, Vol. 40, No. 4, pagg. 1142–1152 [3] «Uncorking the muse: Alcohol intoxication facilitates creative problem solving» pubblicata su Consciousness and Cognition, Volume 21, Issue 1, March 2012, Pages 487-493 (consultabile alla pagina https://www.sciencedirect.com/science/article/abs/pii/S1053810012000037) [post_title] => Creatività: come svilupparla e stimolarla al lavoro e nella vita [post_excerpt] => La creatività è una competenza sempre più importante per avere successo. In questo articolo impariamo strategie e regole per svilupparla. [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => open [post_password] => [post_name] => creativita [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2021-03-11 09:56:00 [post_modified_gmt] => 2021-03-11 08:56:00 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => https://www.efficacemente.com/?p=27238 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 0 [filter] => raw ) [2] => WP_Post Object ( [ID] => 25674 [post_author] => 3 [post_date] => 2020-05-18 01:10:16 [post_date_gmt] => 2020-05-17 23:10:16 [post_content] =>

    In questo articolo voglio parlarti della paura del futuro, del perché ti sta rovinando la vita e quali sono 7 modi insoliti per trasformarla in una risorsa.

    Ricordo ancora al liceo, il terrore generato dai compiti in classe di Fisica del Prof. Fava.

    Per quanto adorassi la materia, ancor prima di entrare in aula, ancor prima che arrivasse il fatidico giorno del compito io (e gran parte dei miei compagni) provavamo le stesse sensazioni dei condannati in attesa di salire sul patibolo:

    battiti accelerati, bocca secca, improvvisa confusione mentale, stomaco chiuso, nausea, vertigini, tensione muscolare, perdita di coordinamento.

    ..ok dai, forse ho esagerato! Diciamo soltanto che i giorni che precedevano le prove di fisica sono stati tra i più "stressanti" della mia vita da liceale. Uno di quei giorni però mi ha insegnato anche una lezione fondamentale... Ero in quinta liceo, la notte precedente l'avevo dormita "a rate", come gran parte delle notti pre-compito di Fisica, ma l'adrenalina della prova prossima ventura teneva me e i miei compagni di classe belli arzilli e in attesa che il Prof. Fava arrivasse per la sua lezione delle 10:00.
    • 10:05, non si vede ancora nessuno: la tensione aumenta, sarà sicuramente l'ennesima trovata del Prof. malefico! Sta a vedere che avremo ancora meno tempo per completare il compito in classe!
    • 10:10, siamo ufficialmente in panico, ma all'improvviso compare il bidello sull'uscio della porta: "Ragazzi, il Professore ha chiamato e oggi non potrà essere presente a causa di una brutta influenza, a breve verrà la Professoressa Nobili a sostituirlo".
    Ecco... quello è stato il giorno in cui ho capito a livello viscerale come funziona davvero la paura del futuro e quanto tempo ed energie ci fa consumare inutilmente.

    Intendiamoci, la paura del futuro è un’emozione del tutto naturale, caspita, potrebbe addirittura aver garantito la sopravvivenza dei nostri antenati nella Savana.

    Così come l'abbiamo provata tutti prima di un compito in classe o di un esame, a maggior ragione la proviamo ora, in questo periodo "particolare" che stiamo vivendo, e la proveremo negli anni futuri. Di questo non dobbiamo colpevolizzarci.

    Questo però non significa che non possiamo imparare a gestirla.

    Se non lo facciamo infatti, il rischio è quello di ritrovarci tra qualche anno a vivere con almeno una dozzina di questi 20 rimpianti.

    Prima di imparare a gestirla però, cerchiamo di capire cos'è e come nasce la paura del futuro.

    Paura del futuro: che cos’è davvero?

    "Anche se il futuro sembra lontano, in realtà comincia proprio adesso."

    Mattie JT Stepanek.

    Tra le tante paure che caratterizzano l’essere umano, quella del futuro è senza dubbio una delle più intense e, al contempo, meno utili.

    Quando la proviamo, spostiamo la nostra attenzione verso un futuro che non si è ancora realizzato, gli attribuiamo le più fosche caratteristiche, oppure ci proiettiamo un inquietante senso di vuoto e incertezza.

    Risultato?

    • Ci facciamo sfuggire dalle mani l'unico tempo su cui dovremmo concentrarci davvero: la "quiedora".
    • Perdiamo la capacità di ragionare con lucidità e di prendere buone decisioni.
    • Contribuiamo inconsapevolmente a rendere realtà le nostre fosche previsioni a causa di un meccanismo noto in psicologia come "profezia che si auto-avvera".
    • Ci roviniamo la salute.

    Eppure, molti di noi continuano a credere che solo preoccupandosi per il futuro se ne stanno davvero occupando.

    Ecco, se la pandemia del 2020 ha insegnato qualcosa ai nostri "Io passati" del dicembre del 2019 è che il futuro è talmente imprevedibile che non possiamo sapere come sarà stravolta la nostra vita tra un mese o tra un anno.

    La paura del futuro dunque non è altro che l'ennesimo inganno della nostra mente: uno stato emotivo che nasce da scenari mentali completamente artefatti e dalla nostra illusoria volontà di controllare il mondo che ci circonda vomitandoci sopra le secrezioni dei nostri neuroni.

    Bene, ora che conosciamo il nostro "nemico", vediamo come batterlo...

    7 strane idee contro la paura del futuro

    1. SOSTITUISCI

    Ogni volta che senti arrivare la paura del futuro, pensa a questa parola: curiosità.

    ...e usa questo atteggiamento mentale per sostituire l'innata tendenza della tua mente ad andare verso scenari catastrofici.

    Hai paura dell'interrogazione? Pensa con curiosità alle domande  che ti potrà fare la Prof. e a come si comporterà.

    Puoi anche portare un po' più all'estremo questo esercizio pensando a tutto quello che trovi di buffo e insolito nell'insegnante (l'importante è non scoppiare di punto in bianco in una sonora risata durante l'interrogazione!).

    Devi infatti capire che la paura del futuro è un costrutto mentale, un pensiero, e se imparerai a sostituirlo sistematicamente con pensieri diversi, pensieri migliori, la depotenzierai.

    MENTORE: il brillante fisico Richard Feynman, che oltre all'interesse per particelle cosmiche, dipingeva, suonava i bongo e frequentava topless bar (no, non è un suggerimento in questo senso :P).

    Nella sua autobiografia "Sta scherzando, Mr Feynman" puoi trovare diverse storie su come la sua curiosità l’abbia portato a fare alcune delle sue migliori scoperte scientifiche.

    2. PEGGIORA

    La seconda tecnica che voglio proporti per sconfiggere la paura del futuro è decisamente controintruitiva. Si tratta di una tecnica del ricco arsenale del Problem Solving Strategico e consiste nel peggiorare deliberatamente le nostre paure, fino a renderle quasi... grottesche. Nello specifico, se la paura del futuro supera i livelli di soglia, fin quasi ad ossessionarci, è utile ritagliarci ogni giorno, per almeno 2 settimane, 30 minuti in cui ci sediamo in una stanza tranquilla della nostra casa e, timer alla mano, iniziamo a pensare volontariamente alle nostre peggiori paure, sforzandoci di renderle ancor più spaventose. Appena il timer suonerà, potremo alzarci, andare in bagno, lavarci il viso con dell'acqua fresca e tornare alla nostra vita di tutti i giorni. Mi raccomando, questa è una strategia molto potente: se stai vivendo un momento di fragilità psicologica assicurati di essere seguito da uno psicoterapeuta. Quando ci troviamo ingabbiati nelle trappole della nostra mente, non c'è articolo di blog che possa sostituirsi ad un buon percorso psicoterapeutico. MENTORE: l'imperatore Marco Aurelio, tra i più illustri esponenti della filosofia stoica era abituato a portare avanti un esercizio simile, noto come "praemeditatio malorum", ovvero la riflessione sui mali futuri finalizzata non tanto all'autolesionista e inutile anticipazione di eventuali dolori, ma a produrre in noi la convinzione che non si tratti di veri mali.

    3. RALLENTA

    paura del futuro: rallenta

    Ansia fa spesso rima con fretta. Chi è preoccupato ha un corpo che va sempre più veloce: il cuore batte più rapido, così come il suo respiro e i suoi movimenti.

    Quando ti accorgi di queste reazioni, prova questo esercizio:

    Conta fino a venti sillabando:

    • U-no.
    • Du-e.
    • Tre-e (in questo caso, prolunga pure il suono della ‘e’).
    • Quat-tro.
    • Cin-que.
    • ...

    E così via...

    Arrivato a venti il tuo respiro si sarà normalizzato e in generale la tua mente e il tuo corpo saranno tornati ad uno stato di quiete.

    MENTORE: In questo caso il tuo mentore sarà Italo Calvino e le sue "Lezioni Americane", in cui troverai anche uno splendido elogio della lentezza.

    4. RICORDA

    “Se uno s’impegna può star male ovunque.”

    Freak Antoni.

    Ripensa alle volte in cui eri sicuro che tutto sarebbe andato per il meglio e poi la vita ti ha messo i bastoni tra le ruote (magari è successo negli ultimi mesi...).

    Andre' sicuro che questa cosa aiuti?! Mi chiederai anche di darmi una mazzata sul malleolo?!

    Ora ripensa a tutte le situazioni in cui ti aspettavi un epilogo disastroso e invece te la sei cavata benissimo.

    Indovina un po'... se fai un adeguato sforzo di memoria scoprirai che queste ultime (paure mai avverate) tendono ad essere molto più numerose.

    Questo perché siamo naturalmente portati a pensare al peggio, un peggio che quasi mai si avvera.

    Prenderne consapevolezza ti aiuterà a mettere la paura del futuro nella giusta prospettiva, ricordandoti che si tratta di uno strumento della nostra mente che dovrebbe aiutarci a prevenire eventuali problemi futuri e non a paralizzarci rovinandoci il presente.

    MENTORE: In questo caso prenderei ispirazione da Lorenzo il Magnifico, signore di Firenze della dinastia dei Medici e autore della celebre poesia "Il trionfo di Bacco e Arianna", che invita a godere del momento presente poiché "del doman non c'è certezza".

    5. EVITA

    “Non datemi consigli. So sbagliare da solo.”

    Leo Longanesi.

    Per un breve periodo, esercitati a non dare pareri e a non riceverne.

    Ti chiederai cosa c'entri questo con il tema della paura del futuro.

    Beh, come gran parte le paure, anche questa può contagiarci attraverso i discorsi e gli scambi con le altre persone.

    Nei periodi d’incertezza succede spesso che molte persone s’improvvisino esperte di argomenti di cui in realtà sanno ben poco.

    Non solo, anche i veri esperti spesso non hanno idea di cosa potrà accadere davvero in futuro e i più saggi hanno la buona creanza di ammetterlo.

    Evita dunque di controllare compulsivamente le news e gli approfondimenti sui possibili scenari futuri, meglio ancora, leggi gli articoli di 2 o 3 mesi fa e realizza finalmente quanto terribili siamo nel prevedere il futuro :)

    MENTORE: il pittore Caravaggio, che dipinse distaccandosi dagli schemi dell’epoca e rispettando unicamente la propria estetica, e così rivoluzionò la storia della pittura italiana (e non solo).

    6. PAZIENTA

    paura del futuro bamboo
    "Chinati, giunco, finché la corrente non sia passata."

    Detto popolare.

    Amo certi proverbi popolari.

    Quello che ti ho riportato lo ripetevano spesso i contadini a cui la tempesta aveva distrutto il raccolto, le madri con sei figli che partivano per la guerra, oppure gli uomini che si trovavano ad affrontare senza ospedali una pestilenza.

    Per loro, l’unico modo per affrontare queste situazioni era… non lottare.

    Pazientare. Dare al tempo il tempo di risolvere le cose. Senza sprecare inutili energie su ciò che non potevano controllare.

    Sapevano che a un certo punto la corrente sarebbe passata. La corrente passa sempre.

    MENTORE: Per questo sesto punto ti suggerisco come mentore Alberto Angela, che in una recente intervista ha pronunciato queste splendide parole.

    "In queste settimane siamo stati sommersi dalle fake news, sembra che cinquanta giorni siano tantissimi ma ci sono state epidemie che duravano anni. Abbandoniamo il fardello dei tempi isterici della nostra epoca: il futuro non deve farci paura, ci aspetta.Torneremo alle nostre vite. Perché il Coronavirus ci ha insegnato che contano la scienza, la competenza, e ci vuole un tempo per tutto. Questo non vuol dire non preoccuparsi della crisi economica, ma capire gli eventi. Abbiamo recuperato la saggezza dei nonni: la pazienza è una virtù molto sottovalutata."

    Alberto Angela.

    7. SPUTA

    In natura c’è un mollusco marino dalle abitudini a dir poco suggestive: il cetriolo di mare.

    Questa creatura, cugina delle stelle marine, quando si accorge della presenza di un predatore reagisce in modo apparentemente estremo: espelle i propri organi interni in maniera da potersi ricostruire da un'altra parte.

    Il predatore si ritrova davanti solo un involucro vuoto e il cetriolo di mare è già pronto a "riformarsi" totalmente.

    Possiamo imparare qualcosa dal cetriolo di mare: quelle volte in cui la paura del futuro si concretizza, dobbiamo ricordare che non tutto è perduto, che possiamo sempre reinventarci. Sii un cetriolo di mare.

    MENTORE: a parte la nostra amica oloturia di cui sopra, un buon esempio è Frank Abagnale Jr. interpretato da Leonardo Di Caprio nel famoso film "Prova a prendermi". Abagnale fin da ragazzino ebbe la capacità di trovare le soluzioni più insolite e fuori dai canoni alle sfide della vita.

    No, naturalmente non ti sto invitando a diventare un artista della truffa, ma è importante rammentare che quel computer biologico che ci portiamo nella testa non deve necessariamente essere usato per tormentarci e spaventarci, a volte possiamo usarne anche creatività e ingegno per tirarci fuori dai guai quando questi effettivamente arrivano.

    Vorrei infine concludere questo articolo con questo pensiero del famoso filosofo danese:

    "La vita può essere capita solo all’indietro ma va vissuta in avanti."

    Soren Kierkegaard.

    Ti auguro una splendida settimana e se questo articolo ti è stato utile, valuta se condividerlo con i tuoi amici. Grazie.

    Andrea Giuliodori.

    [post_title] => Paura del futuro: 7 modi insoliti (ed efficaci) per superarla [post_excerpt] => La paura del futuro ti prende facilmente? È naturale provarla. Qui trovi sette strategie non convenzionali per superarla con efficacia. [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => open [post_password] => [post_name] => paura-del-futuro [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2020-06-11 15:55:36 [post_modified_gmt] => 2020-06-11 13:55:36 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => https://www.efficacemente.com/?p=25674 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 32 [filter] => raw ) [3] => WP_Post Object ( [ID] => 25103 [post_author] => 3 [post_date] => 2020-02-17 01:10:20 [post_date_gmt] => 2020-02-17 00:10:20 [post_content] => Ti è mai capitato di perdere la cognizione del tempo facendo qualcosa di impegnativo e appassionante allo stesso tempo? Allora significa che hai già sperimentato il cosiddetto Stato di Flow (o Stato di Flusso). In questo articolo scopriremo di cosa si tratta e quali sono i requisiti per rivivere quell'esperienza a comando. Stato di Flow

    Devo farti una confessione alquanto imbarazzante, ma promettimi di non ridere!

    Pronto?! Ok...

    Mi chiamo Andrea Giuliodori, ho da poco compiuto 37 anni e... gioco ancora con i LEGO.

    Beh, per la precisione è un hobby che sono tornato a coltivare da qualche settimana.

    È iniziato tutto leggendo un articolo in cui si spiegava come la LEGO, l'azienda danese produttrice delle famose costruzioni, stia puntando al mercato degli adulti, posizionando alcuni dei suoi prodotti come hobby per il benessere e contro lo stress.

    La verità però è che quell'articolo è stato solo una scusa.

    Erano anni infatti che ripetevo alla mia compagna quanto adoravo giocare con i LEGO da piccolino.

    E il motivo è molto semplice...

    Ogni volta che ricevevo in regalo una scatola di costruzioni, mi perdevo per giorni in un apparente stato di trance.

    Da bravo (futuro) ingegnere, i miei preferiti erano i LEGO Technic.

    LEGO Technic

    Adoravo queste costruzioni perché erano particolarmente complesse e richiedevano un livello di concentrazione non banale.

    Ma era proprio il connubio tra l'impegno concentrato e il piacere di creare qualcosa dal nulla a farmi entrare in quella sorta di stato meditativo.

    Solo parecchi anni dopo ho realizzato che quelle che ho vissuto ad 11 anni giocando con i LEGO (e che sto tornando a sperimentare in queste settimane) erano state le mie prime esperienze dello Stato di Flow...

    Che cos’è il Flow?

    "Contrariamente a quello che abitualmente crediamo, i momenti migliori delle nostre vite non sono passivi, ricettivi, rilassanti... I momenti migliori, di norma, occorrono quando il corpo e la mente di una persona sono portati al proprio limite in uno sforzo volontario per realizzare qualcosa di difficile e meritevole ".

    Mihaly Csikszentmihalyi.

    Mihaly Csikszentmihalyi, il "padre" del concetto dello Stato di Flow (o Stato di Flusso), lo descrive come il momento in cui mente e corpo, assorbiti totalmente in una data azione, entrano in una condizione di concentrazione armonica.

    Chi lo sperimenta si sente preso del tutto da un’attività che lo trascina come una corrente.

    D’un tratto, il mondo esterno smette di esistere.

    Cessano i rumori. Cessano le pressioni esterne.

    Non ci sono più né distrazioni, né pensieri negativi.

    Non ci sono altre urgenze.

    Non è possibile dedicarsi ad altro perché quell’attività ci rapisce completamente e noi cavalchiamo il momento. Lo dominiamo.

    Ci sentiamo trasportati da una forza positiva, potente, ma amica, che cio permette di raggiungere traguardi inaspettati e di ampliare la nostra coscienza e conoscenza.

    In questo autentico stato di grazia, ci sentiamo più che vivi.

    Siamo felici, stiamo perfettamente bene. Insomma, siamo in estasi.

    L'estasi di Santa Teresa

    La soddisfazione e il piacere che proviamo derivano dall’azione stessa che compiamo, non da aspettative, risultati o retropensieri.

    Infine, in questo stato di flow otteniamo i nostri migliori risultati di sempre.

    Si può trattare di:

    • una performance fisica eccezionale (in questo caso si parla specificatamente di trance agonistica),
    • di uno scritto superbo,
    • di un discorso che stupisce tutti.

    Il Flow quindi può essere sperimentato in diverse aree della vita.

    Anzi: per vivere una vita piena, felice e per soddisfare il proprio bisogno di autorealizzazione, si dovrebbe mirare a sperimentarlo in più aree possibili.

    Bella Andre’! Mi piace 'sto flow?

    Ma dimmi un po', da che spacciatore devo andare per raggiungere questo stato di estasi? Me ne puoi suggerire uno che c'ha la robba buona?!

    Mmm, no...

    Non hai bisogno di nessuna pasticchetta, erbetta, o funghetto per provare lo stato di flow nella tua vita.

    Lo stato di flusso però ha 6 caratteristiche ben precise e 3 sono i requisiti necessari per raggiungerlo.

    Sarà proprio di questo che parleremo nel resto dell'articolo, così che tu possa sperimentare quanto prima la tua... estasi ;-)

    Le 6 caratteristiche dello Stato di Flow

    Quando si parla di Stato di Flow c'è molta confusione in giro.

    C'è chi confonde questo stato mentale ben specifico, con la semplice concentrazione e chi addirittura con la meditazione.

    In realtà, come accennato, lo Stato di Flow ha delle caratteristiche ben precise: conoscerle ti aiuterà a sperimentarlo quanto prima (e quanto più spesso).

    Vediamole.

    1. Unione tra azione e coscienza

    L’azione che compiamo in Stato di Flow è:

    • naturale,
    • fluida,
    • autentica,
    • istintiva.

    Non c’è sforzo. Non c’è programmazione. La nostra coscienza diventa un tutt’uno con quello che facciamo. Siamo pura azione.

    2. Assenza totale di distrazioni

    Quando cerchiamo di concentrarci, dobbiamo sforzarci attivamente di eliminare le distrazioni.

    Al contrario, quando entriamo nello Stato di Flow siamo talmente assorbiti da ignorare semplicemente qualsiasi distrazione.

    La differenza è sottile, ma sostanziale.

    3. Calmo controllo

    Nello Stato di Flusso non c’è traccia di preoccupazioni o ansie.

    Non abbiamo paura di sbagliare e di fare brutta figura. Stiamo bene, siamo calmi e sicuri di noi stessi.

    Questo avviene perché la mente, totalmente rapita nel momento presente, placa il continuo chiacchiericcio interiore che ci accompagna abitualmente: smettiamo di pensare e ci limitiamo ad essere e fare.

    4. Assenza di giudizio e perdita della coscienza di sé

    Quando entriamo nello stato mentale scoperto dallo psicologo Mihaly Csikszentmihalyi a cessare sono in particolare modo i nostri pensieri impauriti e pieni di giudizi e critiche.

    Pervasi da questo silenzio mentale perdiamo coscienza di noi stessi.

    No, non preoccuparti, niente svenimenti!

    Nello Stato di Flow sarai più presente che mai: semplicemente sarai immerso anima e corpo nell'azione e per qualche minuto ti dimenticherai del film di fantasia in cui ti tiene costantemente ingabbiato la tua mente.

    5. Destrutturazione del tempo

    In realtà quando entriamo nel flusso non sappiamo esattamente quanto duri questa esperienza.

    Questo è infatti uno dei segnali più tipici e per certi versi curiosi del Flow: percepiamo il tempo in maniera alterata; a seconda dell’azione, i minuti sembrano passare più lenti o più veloci, ma sempre in maniera positiva e piacevole.

    6. Esperienza autotelica

    Il piacere che proviamo nel fare quello che ci ha assorbito è puro, indipendente da ricompense, premi e riconoscimenti ulteriori.

    Abbiamo compiuto quell’azione spinti da una nostra volontà profonda, non mossi dal senso del dovere né da aspettative future. Ecco perché il Flow è uno dei modi più efficaci per coltivare la nostra felicità (trovi gli altri 5 modi confermati dalla scienza in questo articolo).

    Queste, quindi, sono le principali caratteristiche dello Stato di Flusso.

    Non male, vero? Scommetto che ti starai chiedendo come caspiterina possiamo raggiungere questo stato di estasi nelle nostre giornate.

    Beh, non esistono formule magiche o trucchetti usa e getta per raggiungere lo Stato di Flow.

    Anzi, lo stato di perenne disattenzione in cui siamo stati ridotti dalla "Dittatura dello Smartphone" ci rende quasi impossibile sperimentare questo peculiare stato psicologico (pensa solo a quante volte ti sei distratto leggendo questo articolo di poco più di 1.000 parole... sempre che tu sia arrivato fin qui!)

    Ma non tutte le speranze sono perse.

    Possiamo infatti ricreare nelle nostre giornate quello che è il terreno più fertile per far fiorire questo stato mentale. Per farlo però dobbiamo rispettare questi 3 requisiti...

    I 3 requisiti del Stato di Flusso

    A) Obiettivi chiari

    Non mi stancherò mai di ripeterlo: impara a darti obiettivi rilevanti, specifici e ambiziosi.

    Possiamo trovare il Flow solo facendo qualcosa che ci interessa, ci è chiaro e ci sfida.

    ...e quest'ultima caratteristica dei nostri obiettivi è particolarmente importante, infatti il secondo requisito per creare il terreno fertile per lo Stato di Flusso è...

    B) Equilibrio tra le difficoltà da affrontare e le nostre competenze individuali

    Attività semplici che non mettono alla prova le nostre competenze ci portano a provare apatia.

    Nell'affrontare attività troppo semplici, ci sentiamo infatti rilassati, ma anche annoiati.

    D’altra parte, se non abbiamo le competenze necessarie per completare determinate azioni ci sentiamo stressati.

    Solo trovando il giusto equilibrio tra difficoltà e senso di maestria possiamo aspirare ad entrare nello Stato di Flow.

    Questo specifico aspetto è spiegato egregiamente nella presentazione TED del Prof. Csikszentmihalyi:

      C) Feedback immediati e certi

    Che siano interni, ovvero emozioni o segnali del corpo, oppure esterni, i feedback sono messaggi che ci danno indicazioni su come stiamo lavorando al nostro obiettivo e funzionano come rinforzi positivi.

    Le attività che ci portano nello Stato di Flow tendono a darci feedback immediati e certi.

    Insomma, più agiamo, più ci sentiamo bene, appagati e competenti.

    Questi sono i 3 requisiti fondamentali per entrare nello Stato di Flusso. Conoscerli ti aiuterà a coltivarli. A tal proposito...

    Conclusioni e una sfida per te...

    Mi auguro che questo articolo dedicato allo Stato di Flow ti abbia stimolato ad approfondire ulteriormente questo argomento, ma soprattutto mi auguro che inizierai a ricercare lo Stato di Flusso nelle tue giornate.

    Ecco dunque la sfida che ti lancio (anzi due sfide!):

    1. Qual è un hobby, uno sport o un'attività che in passato ti ha fatto sperimentare lo Stato di Flusso così come te l'ho descritto? Se l'hai individuata, pensa a come dedicargli più tempo questa settimana.
    2. Come puoi modificare il modo in cui lavori o studi per trasformare i tuoi impegni in occasioni per entrare quanto più spesso nello Stato di Flow? (suggerimento: ripensa ai 3 requisiti necessari per entrare nel Flusso!).

    Ti auguro una settimana di estasi ;-)

    Andrea Giuliodori.

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    Se sei un mio lettore storico, saprai bene che la lettura è stata una delle 10 abitudini che mi hanno cambiato la vita.

    Da sempre i libri mi hanno fatto da mentori e molti degli obiettivi che ho realizzato negli ultimi 36 anni li devo proprio ad un'idea, ad un metodo o ad una storia, letti tra le centinaia di libri di crescita personale, filosofia, neuroscienze o letteratura che mi hanno accompagnato finora.

    In questo articolo ho raccolto i 10 libri che più ho amato nel 2019. Mi auguro siano di ispirazione anche a te...

    I 10 libri che più ho amato nel 2019

    Alcuni punti da considerare prima di presentarti la mia top ten di libri del 2019:

    • Per ogni testo ti ho messo una breve descrizione e alcune mie osservazioni sul perché dovresti leggerlo.
    • È mia abitudine leggere libri in lingua originale (in inglese). Per i libri di cui è disponibile una traduzione ti ho comunque messo il link al testo italiano. Non mi prendo però la responsabilità sulla qualità di queste traduzioni :-D (ad eccezione di uno, poi capirai perché).
    • La lista ha un ordine meramente "cronologico": leggo in media 52 libri all’anno (uno a settimana), quelli che ho scelto per te sono quelli che nel corso dell'anno mi hanno colpito maggiormente e mi sento di consigliare alle centinaia di migliaia di Efficaci :)
    • Se sei curioso di vedere le altre liste di libri che ho proposto negli anni, eccole:

    Ok, la premessa te l'ho fatta, tempo di andare ai libri di quest'anno!

    1) Il corso dell'amore - Alain De Botton

    Il corso dell'amore - Alain De BottonHo letto questo libro, scritto dal filosofo anglo-svizzero Alain De Botton ad inizi febbraio, nel periodo di convalescenza post-operazione.

    In realtà, dopo averlo ricevuto in dono, ne avevo procrastinato la lettura per diversi mesi.

    Beh, non mi sono pentito di averlo preso finalmente tra le mani.

    Si tratta di un testo che mescola sapientemente fiction e saggistica.

    L'autore infatti prende spunto dalla storia di amore tra Rabih e Kirsten, architetto e funzionaria comunale di Edimburgo.

    Nei diversi capitoli vengono raccontate le fasi attraverso cui il loro amore sboccia ed evolve: dall'innamoramento, ai tradimenti, dalla nascita dei figli alle crisi lavorative.

    Ma al termine di ogni capitolo, De Botton fornisce indicazioni per comprendere le naturali fasi di una relazione amorosa e spunti pratici per imparare a coltivare e a proteggere quanto di prezioso può nascere tra due persone.

    Consigliato a chiunque comprenda l'importanza dell'amore nella propria vita e voglia investire per migliorare la qualità del proprio rapporto.

    2) Minimalismo Digitale - Cal Newport

    Minimalismo digitale - Cal NewportIl Professor Cal Newport è da sempre uno dei miei saggisti preferiti.

    Nel suo ultimo best-seller affronta il tema delle dipendenze digitali.

    Nel 2007 infatti, con l'arrivo dei primi smartphone e la diffusione di massa di Internet e delle app digitali, le nostre abitudini sociali, lavorative e personali sono state completamente stravolte (e non sempre in meglio).

    Newport propone un approccio innovativo ribattezzato appunto minimalismo digitale.

    Ma cos'è il minimalismo digitale? Si tratta dell'ennesimo "detox digitale" che falliremo dopo pochi giorni? È forse un movimento neo-luddista?

    No, nulla di tutto ciò. Secondo le parole dell'autore, il minimalismo digitale è...

    “Una filosofia di utilizzo della tecnologia che prevede la scelta accurata di un numero ristretto di attività digitali (app, siti, servizi online) che siano in linea con i nostri valori e l’eliminazione volontaria di tutto il resto.”

    Come anticipato, c'è un solo testo di cui posso garantirti la qualità della traduzione e questo è proprio il libro di Newport.

    "Minimalismo Digitale" infatti è stato il primo libro che ho selezionato per la collana "Ottantaventi" della ROI edizioni, che ho il piacere di curare proprio dal 2019.

    Nel 2020 cercheremo di portare in Italia altri libri molto belli che vorrei condividere con tutti gli Efficaci :)

    Ps. se sei interessato ad una recensione più approfondita di questo libro, la trovi qui.

    3) La mente illuminata - John Yates

    La mente illuminata - John YatesLa meditazione è ormai una costante nella mia vita da più di 10 anni.

    Ho letto numerosi testi a riguardo e frequentato corsi di perfezionamento con meditatori esperti di diverse scuole.

    ...eppure, quando mi consigliano un nuovo libro su questo argomento, non resisto!

    La mente illuminata mi è stato consigliato da uno dei nostri contributor, Severino Cirillo, ed è in breve tempo diventato il mio manuale di meditazione di riferimento.

    Mai avevo letto un libro tanto dettagliato sulla meditazione e numerosi consigli mi hanno aiutato a portare la mia pratica ad un nuovo livello.

    Mi sento di consigliarlo a chiunque?

    Uhm... Ni.

    Sicuramente è adatto per chi già conosce e pratica la meditazione, per i principianti, o comunque per chi non ha mai meditato, consiglierei invece di partire da questo articolo di EfficaceMente e dalle relative risorse consigliate al termine.

    4) Perché dormiamo - Matthew Walker

    Perché dormiamo - Matthew WalkerParlare di sonno, dopo aver parlato di meditazione, potrebbe strappare un sorriso a quei lettori che hanno provato la pratica meditativa e si sono addormentati dopo 5 minuti!

    Battute a parte, il libro del ricercatore Matthew Walker è stato davvero una rivelazione.

    ...e non è un caso che anche Bill Gates, noto divoratore di libri, lo abbia inserito tra i suoi libri consigliati per le festività natalizie.

    Per quanto mi riguarda, ho sempre avuto un rapporto problematico con il sonno, fin dall'adolescenza.

    Nulla di grave eh, diciamo però che gli strumenti e le strategie per migliorare il sonno mi hanno sempre incuriosito.

    Ecco perché non ho esitato a leggere questo libro appena l'ho scoperto tra i best-seller del New York Times.

    ...e non mi ha deluso.

    Walker, oltre a fornire molti approfondimenti sul sonno derivanti dai suoi studi (è uno dei massimi esperti al mondo sull'argomento), riesce davvero a farti apprezzare l'importanza di questa nostra funzione vitale e sono certo che la sua battaglia per aumentare la qualità del sonno nel mondo occidentale porterà immensi benefici a milioni di persone.

    Da leggere.

    5) I quattro accordi - Miguel Ruiz

    I quattro accordi - Miguel RuizMettiamola così, se un anno fa qualcuno mi avesse detto che questo libro, dalla copertina improbabile e dalla sinossi fuffosa, sarebbe entrato di diritto nella top ten ufficiale del 2019 dei libri suggeriti da EfficaceMente... non gli avrei creduto.

    Eppure, il libro de "I quattro accordi" di Miguel Ruiz, mi è piaciuto davvero un sacco.

    Naturalmente non ti devi aspettare un manuale di sviluppo personale con istruzioni pratiche e dettagliate.

    Si tratta di un libro inaspettato: mixa infatti un approccio analitico allo studio della mente, tipico di chi ha una formazione medico-scientifica (Ruiz era un medico chirurgo), a passaggi decisamente più mistici, ispirati all’antica saggezza dei Toltechi, popolazione mesoamericana dell’epoca precolombiana che dominò gran parte del Messico centrale tra il X ed il XII secolo.

    Se vuoi farti un'idea prima di prenderlo, ti consiglio di leggerti questo articolo di approfondimento pubblicato qui su EfficaceMente qualche mese fa: "Essere liberi: i 4 principi della libertà personale".

    6) Traction - Gino Wickman (solo in inglese)

    tractionPassiamo ad un libro di tutt'altro genere, un libro di business e per chi fa business: Traction di Gino Wickman.

    EfficaceMente è nato come un semplice blog, nell'ormai lontano 2008, e per diversi anni l'ho gestito da solo, come hobby, mentre lavoravo a tempo pieno (molto pieno) come Manager per una Società di Consulenza di Direzione, a Milano.

    Nel 2015 ho deciso di lasciare il lavoro da dipendente e trasformare questa mia passione in una vera e propria attività.

    Mi sono trasferito a Londra, ho iniziato a collaborare in remoto con un team internazionale di professionisti e mi sono dedicato al 100% ad EfficaceMente.

    Il progetto ha continuato a crescere, motivo per cui, per il 2020, ho deciso di passare al livello successivo: aprire i primi uffici fisici londinesi e creare un team locale di collaboratori a tempo pieno.

    Riuscire in questa nuova impresa significherà reinventarmi nuovamente e come ho sempre fatto in questi casi, mi sono buttato a capofitto nella formazione.

    Tra i tanti testi di business letti in questi ultimi mesi, Traction è stato in assoluto uno dei più interessanti e utili.

    Al suo interno infatti l'autore spiega il concetto di EOS, ovvero Entrepreneurial Operating System, un modello di gestione aziendale estremamente efficace.

    Se sei un libero professionista che deve gestire un team di collaboratori o un piccolo/medio imprenditore, te lo consiglio caldamente ;-)

    7) L'arte di correre - Haruki Murakami

    L'arte di correre - Haruki MurakamiAvevo spesso sentito parlare di Murakami, famoso scrittore giapponese, ma ammetto di non aver letto mai nulla di questo autore fino a qualche mese fa.

    Durante una pigra domenica a casa ho infatti preso in mano il libro "L'arte di correre", libricino che avevamo già nella nostra libreria da qualche tempo, e sono subito stato catturato dallo stile di scrittura e dalle atmosfere create da Murakami.

    Tra l'altro, se ho ben capito, questo libro è un po' diverso da tutti gli altri scritti dall'autore nipponico: si tratta infatti di un saggio, di una collezione di diari tenuti dall'autore sulla sua passione per la corsa.

    Ma nonostante questo, si coglie subito uno stile ben preciso: leggere Murakami è un po' come ascoltare un bell'album di jazz nella lounge di un elegante albergo.

    Mi sono già ripromesso di leggere anche gli altri libri più famosi dell'autore giapponese.

    Se li hai già letti, quale mi consigli di leggere per primo?

    Fammelo sapere nei commenti, te ne sarei davvero grato.

    Ma passiamo al prossimo libro della mia top ten del 2019.

    8) La guerra dell'arte - Steven Pressfield

    La guerra dell'arte - Steven PressfieldSteven Pressfield è un noto sceneggiatore hollywoodiano.

    Se hai amato il film "La leggenda di Bagger Vance", interpretato da Will Smith e Matt Damon, beh, la storia è stata ideata proprio dal nostro amico Pressfield.

    Eppure, il successo di pubblico l'autore americano lo ha raggiunto soprattutto grazie ad una serie di brevi saggi dedicati all'intenso lavoro di scrittore, creativo e in generale professionista.

    Tra questi il più famoso è: "La guerra dell'arte" (The war of art).

    In questo testo Pressfield parla degli ostacoli che ogni professionista incontra durante la realizzazione dei propri obiettivi più ambiziosi, nello specifico ogni creativo, prima o poi, dovrà fare i conti con la "Resistenza", una sorta di dea malefica che ostacola continuamente i nostri progressi e ci porta inevitabilmente a procrastinare.

    Nel saggio Pressfield spiega come affrontare le trappole della "Resistenza" e quale atteggiamento mentale dobbiamo sviluppare per diventare dei veri professionisti.

    Super-consigliato!

    Ps. Non me la sono sentito di linkarti la versione italiana: quest'ultima esiste, ma sembra tradotta con Google Translate ed è piena di refusi. Se te la cavi con l'inglese, leggiti assolutamente la versione originale.

    9) La città dei ladri - David Benioff

    La città dei ladri - David BenioffConosci la serie "Il trono di spade"?

    È considerata una delle serie tv di maggiore successo di tutti i tempi.

    Beh, tra gli autori di questa produzione televisiva vi è un certo... David Benioff.

    Adesso, mettendo da parte le ultime disastrose stagioni di "Game of Thrones", è indubbio che Benioff sia un genio creativo e sappia un paio di cosine su come si costruisce una storia in grado di tenere incollati milioni e milioni di persone ad uno schermo.

    Quello che molti non sanno però è che qualche anno fa l'autore di origini russe, naturalizzato americano, ha scritto anche un romanzo ambientato durante l'assedio di Leningrado da parte dei Nazisti, nella seconda guerra mondiale.

    Personalmente non amo molto i romanzi storici, ma "La città dei ladri" è davvero un bel libro e se vuoi alternare una storia potente ai tanti saggi di miglioramento personale che ti ho consigliato negli anni, il testo di Benioff non ti deluderà :)

    Ps. verso la fine rischierai di piangere, te lo anticipo: è infatti inevitabile affezionarsi ai personaggi creati da Benioff.

    10) Il libro della tua vita - Tu

    Voglio concludere questa carrellata di libri con un consiglio un po' diverso dal solito.

    Come scritto all'inizio di questo articolo, la lettura è stata una delle abitudini chiave che mi hanno cambiato la vita, ma leggere non basta.

    Un libro può essere uno straordinario punto di partenza, ma se vogliamo davvero cambiare i nostri atteggiamenti mentali, le nostre abitudini, i nostri modi di fare, dobbiamo imparare a scrivere, giorno dopo giorno, il "libro della nostra vita".

    Ecco... il 2021 è alle porte, questo significa che davanti a noi abbiamo 365 nuove pagine bianche: pagine che possiamo riempire di pensieri e azioni che vadano finalmente nella giusta direzione.

    Per farlo, però, dobbiamo rinnovare ogni mattina la volontà di rendere la nostra vita straordinaria.

    Per questo motivo, a partire dal 2015, ho deciso di accompagnare, ogni singolo giorno dell'anno, un numero selezionato di lettori di EfficaceMente, in un (per)corso annuale verso la realizzazione dei loro obiettivi più ambiziosi (la laurea, il cambio lavoro, la perdita di peso, etc.).

    Se hai seguito EfficaceMente in queste ultime settimane, ne avrai sicuramente sentito parlare.

    Sto parlando di: 365 - Un anno epico.

    testimonianza-365

    Centinaia di lettori di EfficaceMente hanno già confermato la loro iscrizione per partecipare all'edizione 2021, la migliore edizione di sempre (una community riservata, un’app digitale).

    Le iscrizioni al corso annuale avanzato sono ora ufficialmente aperte è potrai iscriverti fino a Giovedì 31 Dicembre! Se vuoi sapere di più sulla nuova edizione 2021 e dare una “sbirciatina” al metodo 365  clicca sul bottone arancio qui sotto e inizia scrivere la storia più bella e importante di tutte... quella della tua vita!

    ISCRIVITI 》

    Ne approfitto per augurarti un anno pieno di letture e successi.

    Andrea Giuliodori.

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    Cercando una foto per l'articolo ho trovato questa, che penso rappresenti egregiamente cosa abbia significato per me leggere in questo "strano" 2020.

    Ogni volta che mi sono ritagliato del tempo per leggere, negli ultimi mesi, ho infatti sentito un sottile senso di colpa.

    Come il ragazzo in foto, mi sembrava di sfogliare egoisticamente le pagine di un libro sorseggiando una bevanda calda, mentre ero sull'orlo di un precipizio, con il mondo attorno a me che finiva in frantumi per via della pandemia.

    Riflettendoci bene, però, sono giunto alla conclusione che sono state proprio le letture che ho affrontato in questi mesi (e negli ultimi due decenni) a permettere che il mio mondo non crollasse come un castello di carte di fronte ad un evento sanitario, economico e sociale di così vasta portata.

    Sono stati infatti i libri e i corsi su cui ho investito negli ultimi vent'anni a spingermi a costruire un'attività e uno stile di vita antifragili.

    Mi auguro dunque che le letture che ho condiviso in passato e che continuerò a condividere con te possano aiutarti, oggi più che mai, ad intraprendere il tuo percorso di crescita personale.

    Vediamo allora i 10 migliori libri che ho letto in questo 2020.

    La top 10 dei migliori libri che ho letto negli ultimi 12 mesi

    Prima di andare alla mia lista di libri preferiti, alcune precisazioni per permetterti di sfruttare al meglio questo articolo:

    • La lista non ha nessun particolare ordine, anche se devo ammettere che verso la fine ho messo 1-2 chicche che forse ho amato ancor di più ?  In generale in questa lista troverai solo il meglio delle mie letture del 2020. Quest'anno infatti ho letto anche delle ciofeche letterarie, che però ti risparmierò e che io stesso ho imparato a metter da parte già dopo qualche decina di pagine (sfida non banale per noi perfezionisti!)
    • La stragrande maggioranza dei libri che leggo sono in inglese, lingua che ti consiglio caldamente di imparare, soprattutto ora che lo smart-working è stato sdoganato e puoi letteralmente lavorare per qualsiasi azienda al mondo anche da una baita in mezzo ai monti (con una buona connessione). Laddove è già disponibile un'edizione italiana del testo ti ho comunque messo il link a questa ?
    • Qui sotto trovi tutte le liste di libri che ho proposto negli anni (ne hai per almeno un decennio!):

    Ok, bando alle ciance, vediamo la lista di questo 2020.

    10) Marte Bianco

    Marte Bianco - Marco Buttu

    Mi prenderai per matto, ma nonostante gli interminabili lockdown di questo 2020, ad un certo punto ho sentito l'esigenza di immergermi completamente in una lettura che mi trasportasse lontano, in un posto remoto ed isolato.

    Mi sono quindi ritrovato tra le mani questo libro di Marco Buttu, Ingegnere Elettronico e ricercatore italiano, che per un anno intero (di cui 9 mesi di totale isolamento), ha vissuto insieme a 12 altri compagni nella base Italo-Francese di Concordia, sull'altopiano antartico, il luogo più estremo al mondo.

    Nel libro viene raccontata questa esperienza unica, le difficoltà, i rischi, i risvolti emotivi e psicologici e anche le ricadute scientifiche.

    L'edizione cartacea, molto ben curata, è anche accompagnata da foto originali scattate dallo stesso Buttu, foto di una bellezza glaciale!

    Consigliato.

    9) How Innovation Works

    How Innovation Works - Matt Ridley

    Matt Ridley è in assoluto uno dei miei autori inglesi preferiti.

    Ho adorato il suo "The Rational Optimist" e aspettavo con ansia il nuovo "How Innovation Works".

    Quando suggerisco ai miei lettori di smettere di guardare i TG, mi viene spesso rinfacciato che è nostro dovere essere dei cittadini informati.

    La verità però è che giornali e telegiornali in nessun modo ci aiutano a comprendere dove stiamo andando: si tratta di mero intrattenimento, con una pennellata di serietà.

    Al contrario, libri come quelli di Ridley ci fanno davvero capire quali sono i trend che stanno plasmando la nostra società.

    Comprenderli può aiutarci ad anticipare questi tsunami e a volte anche a cavalcarli a nostro vantaggio.

    8) Deep work

    Deep Work - Cal Newport

    Una nuova cosa che ho imparato a fare in questo 2020 è stata rileggere un libro.

    Non lo avevo mai fatto in passato, considerandola un'inutile perdita di tempo.

    Ultimamente, però, ho iniziato a realizzare come aggiungere nuove informazioni non sempre sia la risposta giusta ai nostri bisogni.

    A volte, tornare sui testi fondamentali e rispolverare i principi chiave è tutto ciò che ci serve davvero.

    Nel mio caso, l'uscita dell'edizione italiana di "Deep Work" all'interno della collana Ottantaventi che curo per la ROI Edizioni, è stata l'occasione per rileggere quello che considero il testo più riuscito di Cal Newport.

    Se stai cercando un libro che ti ispiri a raggiungere l'eccellenza nel tuo lavoro e ad allenare livelli di concentrazione ormai perduti a causa delle distrazioni digitali, "Deep Work" è il testo che fa per te.

    Assapora ogni pagina.

    7) The Psychology Of Money

    The Psychology Of Money - Housel Morgan

    Se c'è una lezione che ho appreso nel percorso che mi ha portato a raggiungere la "posizione del fottiti" a 30 anni è che quello finanziario è, per buona parte, un gioco mentale.

    Studiare, comprendere e applicare le regole psicologiche legate al denaro è dunque essenziale per dominare questa sfera della nostra vita.

    "The Psychology Of Money" di Morgan Housel è sicuramente uno dei testi più interessanti a riguardo.

    Al suo interno troverai un mix bilanciato tra indicazioni basate su solidi studi economici e dritte basate sull'esperienza concreta dell'autore.

    Insomma, se vuoi migliorare la tua condizione finanziaria, imparare a risparmiare efficacemente e a far fruttare questi tuoi sudati risparmi, questo libro è un ottimo punto di partenza!

    6) Questa è l'America

    Questa è l'america - Francesco Costa

    Volenti o nolenti gli Stati Uniti sono (ancora) il paese economicamente e militarmente più potente al mondo.

    Quello che succede in America, quindi, riguarda tutti noi.

    Incuriosito da un mio contatto che aveva condiviso il libro su LinkedIn, qualche mese fa ho dunque deciso di iniziare la lettura di "Questa è l'America" del giornalista Francesco Costa.

    Neanche fosse un thriller, il libro mi ha tenuto incollato pagina dopo pagina: è scritto davvero bene, ma soprattutto ti aiuta ad avere una visione molto più attuale e concreta di quello che sta realmente succedendo negli Stati Uniti negli ultimi anni.

    Considerato che certi trend anticipano di qualche anno quanto poi accade in Europa e in Italia (nel bene e nel male), la lettura è quanto mai interessante.

    5) Recursion. Falsa memoria

    Recursion - Blake Crouch

    Ogni anno amo mettere nella top 10 dei migliori libri letti almeno un romanzo.

    Quest'anno il posto se l'è preso "Recursion. Falsa memoria" di Blake Crouch.

    Non ti aspettare un romanzo impegnato o un autore premio Nobel. Il genere è quello fantascientifico e potremmo considerare l'autore un autore "commerciale".

    Tutte le sere, però, prima di addormentarmi, mi piace leggere una storia che mi assorba completamente e il libro di Crouch è stato sicuramente uno di quei libri che gli inglesi chiamano "page-turner" (volta-pagina).

    Tra l'altro l'idea di concludere la giornata con un piccolo "vizio", un qualcosa che mi faccia star bene, è uno stratagemma che uso da anni con grande soddisfazione e che mi aiuta ad essere più produttivo e concentrato durante il resto del giorno.

    Mi auguro quindi che questo romanzo di fantascienza, o qualsiasi altro romanzo che sceglierai ti regali questa bella sensazione serale.

    Nelle liste precedenti, trovi altri ottimi page-turner.

    4) The Man Who Solved The Market

    Un altro genere che non può mancare tra le mie letture annuali è sicuramente quello biografico / autobiografico.

    Quest'anno ho lette tre biografie e ben due di queste sono finite nella mia top 10.

    La prima che ti consiglio è la biografia di Jim Simons, nome che probabilmente dirà poco ai più, ma che è ben noto nell'ambiente finanziario.

    Simons infatti è stato il capostipite dei "Quantitative Traders", anche noti come "Quants", ovvero esperti di fisica, matematica, informatica statistica, che hanno applicato le proprie conoscenze scientifiche per creare algoritmi in grado di generare profitti inimmaginabili sui mercati finanziari.

    Aspetti speculativi a parte, quello che mi ha affascinato di questo libro è la ricchezza delle esperienze di vita del matematico e miliardario americano.

    Il libro su Simons, più che una biografia, a tratti sembra quasi una spy story!

    3) Sergio Marchionne

    Sergio Marchionne - Tommaso Ebhardt

    Esistono decine di biografie su Sergio Marchionne, il defunto CEO della FIAT, ma quella del giornalista Ebhardt è in assoluto la più appassionante.

    Al di là delle considerazioni economiche, sociali e umane sul personaggio Marchionne (uno degli uomini più amati e odiati in Italia nell'ultimo decennio), quello che emerge da questa biografia è la sua totale dedizione.

    Ecco, io l'ho trovata ispirante.

    Non perché la voglia imitare, tutt'altro! Come si intuisce anche nel libro è probabile che l'ossessione per il lavoro sia stata anche la causa della morte del manager italo-canadese (anche se naturalmente questo non ci sarà mai dato sapere).

    Quello che però è riuscito a realizzare lavorativamente quest'uomo e il suo team in pochi anni, va oltre l'umana comprensione e ti fa riflettere sulle mete che potremmo raggiungere se solo ci grattassimo la uallera un pochettino meno.

    E lo ripeto per la seconda volta... non sono nella posizione di dare giudizi sull'operato di Marchionne come manager della FIAT (e onestamente non mi interessa).

    Sta a noi scegliere come e dove investire il nostro potenziale umano, ma non farlo è uno spreco imperdonabile.

    La biografia di Marchionne è un invito a dare il massimo e allo stesso tempo è un monito a non perdere di vista ciò che va oltre la sfera professionale.

    2) Antifragile

    Antifragile - Nassim Nicholas Taleb

    Ammetto di non essere particolarmente bravo nel seguire le mode: a volte ho avuto la fortuna di anticipare certi trend, altre sono arrivato terribilmente in ritardo.

    Per quanto riguarda Nassim Nicholas Taleb, sono sicuramente un fan ritardatario!

    Gli anni che hanno seguito la grande crisi finanziaria del 2008 sono stati infatti gli anni di massima esposizione mediatica dell'autore greco-libanese.

    All'epoca naturalmente avevo sentito parlare dei suoi bestseller "Il Cigno Nero" e "Antifragile", senza però mai approfondirli.

    Nel 2018 avevo anche assistito ad un evento dal vivo in cui Taleb era l'ospite d'onore, ma anche in quell'occasione non ne ero stato particolarmente colpito (diciamo che il public speaking non è esattamente il punto forte di Taleb).

    Fatto sta che nella prima parte del 2020 mi sono finalmente deciso a leggere la copia autografata di "Antifragile" che avevo ottenuto in quel convegno e ne sono rimasto affascinato.

    Sferzante, originale, erudito, mai banale, Taleb ti cattura con la forza delle sue idee e ti apre un mondo troppo spesso ignorato (o del tutto frainteso) dagli autori mainstream.

    1) Breath

    Breath - James Nestor

    Come detto, questa mia lista dei migliori libri del 2020 non ha nessun particolare ordine, ma "Breath", di James Nestor, è stato sicuramente il libro rivelazione dell'anno per me.

    Sarà che sono sempre stato affascinato dalla semplicità e dal potere del respiro.

    Sarà che quest'anno, per via del COVID-19, il respiro ha assunto un'importanza direi vitale.

    Sarà che adoro scoprire in anteprima libri che poi "esplodono" (quando lo lessi il libro aveva appena 12 recensioni su Amazon US, ora ne ha raggiunte più di 5.000 con una media del 4.7)

    Fatto sta che il mix di storytelling, esperienze personali dell'autore e approfondimenti scientifici e storici sul respiro e le tecniche di respirazione ti catturano dalla prima all'ultima pagina, ma soprattutto ti lasciano qualcosa di concreto su cui lavorare per migliorare davvero la qualità della tua vita.

    Mi auguro davvero che arrivi presto anche l'edizione italiana!

    Prima di salutarti, un consiglio diverso dal solito...

    Come avrai notato, qui su EfficaceMente sono rarissime le recensioni dettagliate di libri e anche le brevi descrizioni che ti ho riportato in questo articolo, più che essere una sbrodolata dei concetti chiave di questi testi, riportano dietro le quinte, impressioni e quella che è stata la mia "storia" con un determinato libro.

    In generale aborro quei servizi che promettono di trasmetterti il succo di un libro in 5 bullet point.

    lettura vissuta

    Un libro va vissuto, le sue lezioni devono essere elaborate e integrate nella propria vita per essere davvero trasformate in conoscenza personale (e condivisa).

    Questo almeno è stato il mio approccio alla lettura negli ultimi venti anni.

    Ecco allora un consiglio diverso da quello a cui ho abituato i lettori del blog in passato:

    Nel 2021, leggi meno (ma meglio).

    Da sempre vi ho invitati a leggere di più.

    Ecco, in un Paese in cui meno di un cittadino su due legge almeno un libro all'anno, leggere di più rimane un consiglio valido.

    Se però nel corso degli anni hai finalmente fatto tua l'abitudine della lettura, quasi trasformandola in una gara con te stesso per leggere sempre più libri, per il nuovo anno cerca di leggere meno, ma con maggiore consapevolezza.

    Leggi meno (ma meglio)

    • Scegli i migliori libri (queste liste vogliono aiutarti proprio in questo).
    • Scarta senza pietà i testi che non riescono a catturarti dopo 30-40 pagine.
    • Leggi intenzionalmente, ritagliandoti ogni giorno il tempo per la lettura (se non lo trovi, controlla quanto ne passi sul tuo smartphone...)

    Ma soprattutto, nel caso di saggi, cerca di trasformare le semplici nozioni in reale conoscenza.

    Questo significa tradurre i concetti di un libro in azioni, abitudini e sistemi che contribuiscano concretamente a migliorarti la vita.

    Ecco, questo è quello che ho cercato di fare negli anni con gli articoli di EfficaceMente, ma soprattutto con il (per)corso annuale 365 - Un anno epico.

    Le 365 sfide quotidiane che propongo al gruppo selezionato di corsisti ammessi ogni anno, rappresentano uno dei 5 pilastri del metodo 365 e sono il frutto di due decenni di letture, approfondimenti scientifici ed esperimenti personali.

    Credo infatti fermamente nella pratica, dal greco praktikḗ, che significa appunto scienza del fare, in contrapposizione alla scienza teorica.

    Ogni singola sfida, che condivido a partire dalle 5 del mattino con i corsisti di 365 ogni singolo giorno del nuovo anno, nasce da un concetto o un'intuizione che ho appreso nei miei 20 anni di crescita personale e che ho tradotto in un'azione pratica (una sfida appunto) che i partecipanti sono invitati a portare a termine entro la sera del giorno stesso.

    Se anche tu hai l'impressione di sapere cosa dovresti fare in teoria, ma di riuscire raramente a tradurre questa conoscenza nozionistica da libri di self-help in risultati concreti nella tua vita, 365 è lo strumento che ti accompagnerà a vivere un 2021 davvero epico.

    Scopri tutti i dettagli del corso annuale cliccando il pulsante arancione qui sotto e assicurati uno degli ultimi posti con il nuovo Kit ancora disponibili:

    SCOPRI 365 》

    Ci leggiamo con un ultimo contenuto per il 2020 con gli iscritti alla newsletter gratuita di EfficaceMente. Per tutti gli altri, buone feste (sì, anche quest'anno), ma soprattutto buon 2021 di rivincita!

    Andrea Giuliodori.

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