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3 tecniche di studio veloce per laurearti prima di compiere 94 anni

Se non vuoi invecchiare sopra i libri, ti consiglio di utilizzare queste 3 tecniche di studio veloce.

tecniche di studio

“Per acquisire la conoscenza serve studiare, ma per acquisire l’esperienza serve osservare.”

Marilyn vos Savant.

Leggevo recentemente di questo arzillo vecchietto che ha tagliato il traguardo della laurea all’invidiabile età di 94 anni.

Anthony, questo il nome del neolaureato più vecchio d’America, era iscritto all’Università da quando di anni ne aveva 19!

Credo che questo ridefinisca completamente il concetto di “fuori corso“.

Intendiamoci, stop più o meno forzati durante gli studi universitari possono capitare a tutti. Magari nel tuo caso non c’è stata di mezzo la seconda guerra mondiale, come per Anthony, ma ricominciare a studiare dopo un’interruzione non è facile per nessuno.

Nell’articolo di oggi vedremo 3 tecniche di studio veloce che ti aiuteranno a rimetterti in pari con gli esami e a portare a casa l’agognato titolo di studio (prima di compiere 94 anni!).

Ps. ricordami poi a fine post di raccontarti cosa ha risposto quel simpaticone di Anthony ad una cronista che gli chiedeva cosa avrebbe fatto dopo la laurea ;-)

Alcune precisazioni sulle tecniche di studio che vedremo…

Le tecniche di studio di cui parleremo oggi sono rivolte in particolare modo a quegli studenti che hanno degli esami arretrati. Per questo motivo, metteremo da parte le strategie che prevedono la frequenza dei corsi e ci concentreremo esclusivamente sullo studio in autonomia.

Nello specifico ti proporrò una tecnica per ogni fase di una sessione di studio efficace:

  1. la preparazione.
  2. l’esecuzione.
  3. la ripetizione.

Per avere una panoramica più ampia di quello che dovrebbe essere un metodo di studio universitario completo (che includa quindi lezioni, appunti, studio, esami, etc.), puoi fare riferimento a questo articolo.

Bene, ciancio alle bande, Iniziamo!

Tecnica di studio #1 (preparazione): il samurai 

tecniche-di-studio-samurai

“La semplicità è la necessità di distinguere sempre, ogni giorno, l’essenziale dal superfluo.”

Ermanno Olmi.

Durante la battaglia i movimenti di un samurai sono eleganti: ogni azione è mirata ad un risultato ben preciso, ogni grammo di energia è speso per il raggiungimento di un obiettivo specifico, ogni pensiero è focalizzato sul qui ed ora.

Lo studente efficace dovrebbe seguire lo stesso approccio.

Studiare velocemente infatti non significa studiare in maniera approssimativa. Anzi: è l’esatto contrario. Mi spiace, anche questa volta i cazzeggiatori professionisti saranno delusi :-D

Se vuoi ridurre le ore di studio, devi infatti aumentare esponenzialmente la qualità del tempo che passi sui libri. Questo obiettivo lo si raggiunge eliminando tutto ciò che è superfluo, tutto ciò che non contribuisce attivamente al tuo apprendimento.

Prima di iniziare la tua prossima sessione di studio, rispondi a queste due semplici domande:

  • Di cosa ho bisogno per studiare? Ti serve il libro di testo, gli appunti, le slides del Professore? Di cosa hai assoluta necessità per preparare l’esame? Non solo. Stabilito qual è il materiale su cui devi studiare, continua a ripeterti questa prima domanda per definire le tue priorità nel tuo studio: quali argomenti devo conoscere alla perfezione? Quali mi permetteranno di svolgere al meglio gli esercizi dello scritto? Per quali altri mi devo preparare al meglio per sostenere un orale?
  • Di cosa posso invece fare a meno? Questa seconda domanda è ancor più importante della prima. Eliminando tutto ciò che non è essenziale risparmierai ore ed ore di studio. La prima cosa di cui devi sbarazzarti sono le… distrazioni. Metti lo smartphone in modalità aereo, sconnetti il computer o il tablet da internet, spegni la TV. Una volta che ti sarai liberato da tutto ciò che è superfluo nel tuo ambiente di studio, inizia a scartare anche ciò di cui puoi fare a meno tra gli argomenti di studio. Sì, lo so: lo studente tipo soffre di “ansia da prestazione“: non si sente sicuro a meno che non abbia preparato TUTTO. Questo approccio però è perdente: non solo ti fa perdere una marea di tempo, ma paradossalmente ti porta a studiare in modo approssimativo ciò che davvero conta, pur di coprire l’intero programma. Per liberarti da questa “ansia da prestazione“, devi affrontare ogni nuovo capitolo avendo chiara in mente quella che definisco la Piramide dello Studio.

Rendi le tue tecniche di studio eleganti come i movimenti di un Samurai in battaglia e non dovrai più sprecare ore inutili sopra i libri.

Tecnica di studio #2 (esecuzione): l’eremita

tecniche-di-studio-eremita

“Se un problema necessita di assoluta concentrazione, interverrà di sicuro una distrazione assolutamente irresistibile.”

Legge di Hutchison.

Sono sicuro che questo secondo suggerimento solleverà più di una discussione. Poco importa: ognuno ha la sua opinione a riguardo ed è giusto che sia così.

Se vuoi diventare uno studente efficace però, devi testare prima di farti una tua opinione, altrimenti rimarrai legato a tecniche di studio antiquate.

Anche se pensi che certe strategie non facciano per te, dai loro una chance. Farai sempre in tempo a tornare ai tuoi vecchi metodi.

La seconda delle tecniche di studio che ti suggerisco consiste nel dare un taglio netto a:

  • Gruppi di studio.
  • Biblioteche affollate.
  • Aule studio gremite.

Sono dei buchi neri per la tua concentrazione e i loro svantaggi superano di gran lunga eventuali lati positivi. Non mi credi?

Prendiamo l’esempio dei gruppi di studio. Il vecchio adagio dice che “il numero fa la forza“. Ecco, appunto, la forza, non l’intelligenza. La verità è che studiare in gruppo significa:

  • Adattarsi al ritmo dello studente più lento del gruppo.
  • Moltiplicare le distrazioni per il numero dei componenti del gruppo.
  • Ridurre la propria capacità di ragionamento, cadendo in trappole come il groupthink.

Come detto, oltre ad evitare lo studio di gruppo, evita proprio aule studio e biblioteche, preferendo piuttosto luoghi in cui nessuno possa distrarti. L’ideale sarebbe avere un luogo dedicato unicamente allo studio e in cui entrano solo il tuo cervello, i tuoi libri e una bottiglia d’acqua (nient’altro).

In questo modo infatti, ogni volta che entrerai in questo luogo il tuo cervello si setterà in automatico sulla [modalità studio], aiutandoti così a raggiungere rapidamente lo stato ottimale per il tuo apprendimento.

Per migliorare la tua concentrazione ti consiglio poi di provare la tecnica del mandarino.

Tecnica di studio #3 (ripetizione): il canguro

tecniche-di-studio-canguro

“Dimmi e io dimentico. Insegnami e io ricordo. Coinvolgimi e io imparo.”

B.Franklin.

Concludiamo l’articolo con una strategia per migliorare e velocizzare la tua fase di ripetizione.

Punto primo: se non ripeti, sei un pirlotto! :-D

No, sul serio, ripetere ad alta voce è la chiave per fare completamente tua una materia.

Certo, se sei in un’aula studio questa fase diventa praticamente impossibile: altro motivo per evitarle come la peste!

Ma anche se studi nel luogo giusto e sei abituato a ripetere quanto studiato, scommetto che commetti questo errore da principianti…

Ripeti il materiale nello stesso ordine in cui lo hai studiato, cioè in ordine sequenziale, capitolo dopo capitolo –

T’ho beccato, eh?!

Per carità, non è una tragedia, ma se vuoi spremere il massimo dalla fase di ripetizione devi adottare la tecnica del canguro, anche nota come interleaved practice.

Il modo più efficace per ripetere infatti è farlo estraendo in maniera casuale i singoli argomenti da ripassare. Devi fare un po’ come un canguro che salta di qua e di là tra i diversi capitoli.

Se ci pensi, non è difficile capire perché questa tecnica funziona così bene: durante l’esame, raramente il Prof. ti chiederà degli argomenti nell’esatto ordine cronologico in cui sono stati spiegati. Se però tu hai studiato solo seguendo una specifica sequenza, rischi di andare nel pallone e fare la famigerata “scena muta“.

Ripetendo in modo casuale invece rafforzi la tua capacità di recuperare rapidamente qualsiasi cosa tu abbia studiato.

Non è un caso che il principio dell’interleaved practice sia uno dei elementi chiave della tecnica Minority Report che spiego nel mio manuale Studia meno, Studia meglio.

E a quanto pare, funziona…

Scarica ora Sm2 e scopri la tecnica Minority Report

Conclusioni

Mi auguro che applicando i principi di queste 3 tecniche di studio (Samurai, Eremita e Canguro) riuscirai finalmente a recuperare i tuoi esami arretrati.

Alla più brutta, organizziamo la festa di laurea all’ospizio ;-)

Per oggi è tutto… ah no! Aspetta, avevo promesso di raccontarti un’altra chicca del nostro amico Anthony, lo studente “diversamente giovane”!

Beh, a questa domanda della cronista: “Cosa farà ora che si è laureato?“, Anthony ha ben pensato di rispondere: “Prima di passare al master, credo che mi prenderò una pausa“. Un grande!

Se pensi di essere indietro negli studi, ricordati della tigna di Anthony ;-)

A lunedì prossimo! Andrea.

Foto tratte da Google Immagini.

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  • Marco

    Cosa c’è di meglio di un articolo di Andrea per riniziare la settimana con la giusta carica?! Grazie :)

  • JackoB

    Ciao Andrea;
    Ottimo articolo (come sempre).
    Il mio metodo di studio è uno pseudo-samurai; dico “pseudo” perché è ancora da rifinire xD.
    Il problema più grande peró si appresta quando devo ripetere ad alta voce: non c’è la faccio è più forte di me e so che ho un orribile vizio.
    Qualche suggerimento?

    • Mi ha sempre sorpreso quanti pochi studenti ripetano ad alta voce: io considero invece questa fase FONDAMENTALE: anzi, l’ho sottolineato troppo poco nei miei articoli e manuali.

      Qui il suggerimento è piuttosto diretto: ripeti e magari fallo utilizzando tecniche come la “rappresentazione teatrale” di cui parlo in Sm2.

      Andrea.

  • Sara

    Complimenti Andrea!! Ci dai la carica per iniziare al meglio il lunedì mattina. Concordo pienamente con il punto due. Io non riesco proprio a concentrarmi nelle aule studio (più che aule studio ultimamente sono aule stadio) o in gruppo. Ognuno ha il suo ritmo, ad esempio le mie compagne ogni 5 minuti di studio ne fanno 10 di pausa caffè. :P

    • Ciao Sara,

      ahahaha, mi sarebbe piaciuto scriverla nel post quella delle “aule STADIO”. ;-)

  • Debora

    CARO Andre che gioia sentire queste parole perché è esattamente ciò che faccio io!!!!! Sarà per questo che ultimamente ho ottimi risultati?? !!! L riduzione del materiale all’essenziale la devo però migliorare ammetto. Anche io nelle biblioteche non riesco mai a ripetere, mi sono sempre trovata male per questo, eccetto per la fase in cui mi trovo a leggere, fare schemi ecc ecc.. sono una che ne ha utilizzate diverse a Firenze nella città dove vivo ora, ma ho sempre cercato di non fare mai amicizia con nessuno perché vedevo tante persone che una volta entrate la si distraevano e parlavano con tutti quelli che conoscevano..io ero quella asociale ma avevo i miei perché!! :-) Ho sempre sostenuto che se dovevo parlare di quello che avevo fatto la sera prima, o di facebook potevo tranquillamente farlo con le miei amiche la sera in un pub.. non di certo in un luogo dove si dovrebbe studiare, per non parlare di quelli che bisbigliano pensando che se parlano piano allora va bene e non danno fastidio, io ti giuro non li sopporto. Poi c’è la pausa merenda, la pausa sigaretta, ecc ecc insomma diventa tutta una pausa continua. :-) !! Ma ammetto che dopo averle girate tutte ne ho individuate alcune che se usate nel giusto modo, se si sa con certezza che li non c’è gente che bisbiglia, gente che conosci e nelle fasi di studio dove non devo ripetere possono essere anche utili, ma queste variabili a mio avviso sono fondamentali per fa diventare una biblioteca efficace. Che ne dici Andre? Ho sempre detestato gruppi di studio per i motivi che tu stesso hai elencato, e concordo a pieno.. anche gli stessi lavori di gruppo ti dirò Andrea che non li ho mai amati tanto, c’è sempre qualcuno che vive alle spalle del lavoro dell’altro e non si riesce mai a dare tutti lo stesso contributo per quanto riguarda la produzione di materiale come anche per le idee, per non parlare poi dei giorni in cui dobbiamo vederci.. mai nessuno che avesse un giorno in comune con gli altri del gruppo! E conosco benissimo il potere distraente di internet cellulare e il resto..ne ho pagato le conseguenze in qualche sessione.. Ora però questa cosa è stata sistemata. C’è solo una cosa che vorrei chiederti dove ancora ho qualche difficoltà per la mia concentrazione: I pensieri, ovvero quelle cose che mi capitano che prendono possesso del mio cervello e che al momento dello studio mi distraggono perché la mia testa a volte non riesce proprio a scacciare.. come posso fare per tenerli fuori dal mio luogo di studio? Per favore Andre non mi dire anche te “cerca di non pensarci!” Da te mi aspetto qualche cosa di più!! :-)) La ripetizione? Ci stiamo lavorando!! Ma piano piano funziona anche quella e da ottimi risultai, per quanto riguarda questo ultimo punto noto con piacere che io non ho mai ripetuto in ordine, e ho sempre pensato li per li che stessi sbagliando ma invece ora mi rendo conto che era uno dei miei punti di forza .. è proprio una cosa che non mi riesce nemmeno se volessi! .. Quindi ti ringrazio ancora per questa chicca che non avevo. Ps. GRAZIE ancora per gli articoli da scaricare oggi inizio la raccolta e non vedo l’ora.!!

    • Ahahaha, non sono proprio il tipo da “cerca di non pensarci”: ho la fissa per la sperimentazione di tecniche pratiche di miglioramento personale ;-)

      A questo link trovi una serie di articoli che ho dedicato al tema “concentrazione”: testa le diverse strategie finché non trovi quella adatta a te.

      http://www.efficacemente.com/?s=concentrazione

      Andrea.

  • Architetto Giuseppe Barra

    94 anni è una bella dimostrazione di una persona che vuole portare a termine un obbiettivo, anche quando non vi sono apparenti motivi, bravo Nonno Anthony.

    Bell’articolo, valido anche per chi non è più all’Università come me, capita di seguire corsi di formazione e sono comunque importanti metodologie per applicare concetti e materiale professionale su cui voler studiare, anche se non si sosterrà alcun esame perché in fondo ciò che importa è memorizzare.

    • Naturalmente dire che gli articoli sullo studio vanno bene per tutti sarebbe una forzatura. Circa il 30-35% dei lettori del blog sono studenti universitari, quindi questi post sono tarati su di loro.

      Però io stesso le strategie di studio che ho sviluppato all’uni ora le uso per continuare a formarmi (anzi, forse studio più adesso che all’università!).

      • Architetto Giuseppe Barra

        Idem. Leggo più ora che prima. Anzi ti dirò, che, rispetto a quand’ero studente, credo che ora potrei avere anche voti migliori. Chissà !

  • Federico

    Vorrei fare solo una piccola considerazione: Non sono una persona abituata a studiare in gruppo ma ultimamente mi sono reso conto che, specialmente per le materie tecnico-scientifiche, può tornare comodo confrontarsi con i propri compagni di corso su argomenti particolarmente complessi, ragionarci su e “digerirli” insieme discutendone e condividendo dubbi e perplessità. Questo spesso porta a vedere le cose da un diverso punto di vista che studiando da soli non si era preso in considerazione. Per questo, proprio in questi giorni, stavo pensando di provare a preparare gli ultimi esami che mi mancano in gruppo con altri amici ma questo articolo mi ha spiazzato. XD Voi cosa ne pensate? non vi è mai capitato?

  • Salvatore M.

    Andrea Grazie!!! I tuoi articoli capitano sempre al momento giusto, è incredibile! Sei grande come sempre, ottime tecniche, semplici ma strategiche e… molto motivante!
    Buona settimana! ;-)

  • Martina

    Ciao Andrea,volevo ringraziarti per questo articolo!! È arrivato proprio nel momento ideale. Io studio e lavoro e sono indietro con gli esami, ma da oggi cercherò di seguire queste tecniche. Buona settimana!:)

  • Irene Nicole

    Bell’articolo, proverò queste tecniche, tranne una sucui però non sono d’accordo: spesso studiare a casa mi viene difficile nonostante sia sola la maggior parte del tempo e mi ritrovo in camera, con la porta chiusa, libri davanti e telefono spento. Grazie al cielo ho trovato un’aula studio che sembra un ospedale e le persone si infastidiscono al minimo rumore, quindi c’è un silenzio tombale e così riesco ad entrare nella “modalità studio” di cui tu parli. Per il resto sono d’accordissimo e da oggi proverò queste tecniche :) grazie Andrea for this inspiring article! :)

    • Ciao Irene,

      ahaha, sei stata fortunata con l’aula studio-ospedale ;)

  • Ale San

    Bell’articolo, soprattutto l’inizio! Dato che si è parlato anche di età nell’articolo (e che età!), secondo te, quanto conta l’età nel mondo del lavoro appena laureati? È importante essere tanto giovani?
    (Ovviamente penso che lui a 94 anni è un po’ fuori dai giochi :P)
    Un saluto e un buon inizio di settimana a tutti!

    • Il punto non è tanto l’età, quanto la capacità di spiegare al potenziale datore di lavoro che non si è perso tempo negli anni in più che abbiamo impiegato a laurearci, ma si sono fatte piuttosto esperienze formative diverse.

  • ermelynda

    Ho bisogno che qualcuno mi ricordi a cadenze regolari di NON STUDIARE TUTTO. Io sono portata a studiare sempre tutto, ma proprio tutto tutto. E questo non mi garantisce affatto votoni. Studio anche quello che so che il prof non chiede, perchè penso che sia utile per dare una panoramica più ampia della materia. Non lo so… voglio sapere OGNI COSA.
    che qualcuno mi ricordi che non va bene? Ricordatemelo ogni settimana!

    • Tranquilla, ci sono io a ricordarlo: non mi stancherò mai di ripeterlo abbastanza agli studenti che seguono EfficaceMente ;-)

  • Pietro Falcone

    Ciao Andrea! è da un po’ di tempo che non seguo tutti i consigli della guida alla
    lettera xD come facevo prima e infatti i miei risultati sono calati in termini di rendimento scolastico e la mia motivazione è pari a 0. Lo screen del mio post pubblicato in un tuo articolo mi ha donato quella motivazione sufficiente a ripartire e riprendere i ritmi di studio e di vita che avevo nello scorso semestre. Grazie e al prossimo 30 ( con la Lode sta volta)!

    • Grande Pietro! Mi raccomando… voglio almeno un altro tuo 30L con cui vantarmi qui su EfficaceMente ;-)

  • Dario Colasante

    La tecnica 1 è sacrosanta per me: quello sono io! Molti si stupiscono di come abbia fatto a preparare certi esami in due giorni o poco più (Andrè non per procrastinazione eh! Sia mai, è che erano tutti appelli vicini quindi ho lasciato giusto il tempo necessario per esami relativamente facili e ho concesso più tempo a quelli difficili, ovviamente!), addirittura per alcuni esami se ho poco tempo e mi accorgo che un libro bene o male ripete le stesse cose degli altri neanche lo leggo (i voti sono alti eh!) Però c’è da dire che secondo me questa tecnica funziona meglio per chi come me milita in corsi di laurea come Filosofia in cui quello che serve è soprattutto una forte preparazione concettuale (comprendere l’argomento più che memorizzarlo). Per la 2 sono d’accordo, ma fino a un certo punto: d’accordo con l’evitare i gruppi di studio, ma per quanto riguarda le biblioteche a volte conviene: se si è in periodo di lezioni, contemporaneamente si sta preparando un esame e si ha una lezione la mattina e una nel pomeriggio conviene non tornare a casa e studiare in biblioteca per non spezzare il ritmo della giornata e perdere tempo (se si ha poco tempo non badi a nulla neanche in biblioteca, perlomeno io riesco a concentrarmi lo stesso). Il ripetere ad alta voce invece l’ho sempre trovato poco efficace, anzi deleterio. Quello che faccio io è applicare la tecnica del canguro, ma mentalmente e mentre preparo l’esame, cercando di visualizzare la scena dell’esame e cercando di capire quali domande mi potrebbe fare il prof. Comunque MOMENTO STRAPPALACRIME: settembre 2012, “studiavo” di notte in quel periodo, ritmo sonno-veglia completamente invertito, ero appena uscito da un periodo difficile sostenendo un esame a luglio molto semplice e che tuttavia trovai molto impegnativo dopo mesi in cui non avevo dato alcun esame. Ormai al secondo anno fuori corso, dopo un lungo periodo in bilico per mollare l’uni, sostenuto da famiglia e amici, finalmente decisi di voler portare a termine quel percorso della laurea triennale. Mi mancavano 9 esami e la tesi. Il problema è che mi sentivo ancora sfiancato dall’esame di luglio e mi sembrava un’impresa molto, molto ardua e dura, quindi studiacchiavo un po’, senza troppa concentrazione, e procrastinavo cercando il modo migliore di organizzare le giornate per portare a termine quel percorso di studi. Inoltre volevo ricominciare a fare attività fisica, smettere di fumare, fare la dieta, fare tanti esami subito ecc. ecc,. Il tutto inevitabilmente (che lo dico a fà) finiva col cercare video divertenti su youtube o con altre forme di cazzeggio avanzato. Praticamente ero un perfezionista procrastinatore leggendario di quarto livello! Poi, una di quelle notti, digitando “gestione del tempo” su Google, mi imbatto in un articolo di Andrea. Mi colpì molto la frase “La gestione del tempo è una panzana.” Capii immediatamente di trovare quello che stavo veramente cercando: qualcuno che mi desse consigli utili, pratici, da applicare subito per migliorare la situazione. Una miniera d’oro. La cosa bella di Andrea è che gli articoli più belli spesso non dicono niente di che, semplicemente sono la voce dell’utilissimo BUON SENSO. Una delle cose più sottovalutate al mondo d’oggi. Di lì ho iniziato a cambiare completamente approccio alla vita, non solo allo studio. Non ho mai applicato tantissimo dei consigli “tecnici” di Andrea (li ho rielaborati in maniera personale adattandoli a me come è giusto che sia) ma ho applicato tantissimo alcuni dei suoi approcci generali alla vita, e ho rivoluzionato così la mia persona. Ho fatto mie massime come “Io sono uno che agisce”, “Il perfezionismo non serve”, “accetta che ogni lavoro che fai è una bozza, semplicemente inizia”, “tutti hanno la giornata di 24h, la differenza sta nel come usi queste ore”, “fai una cosa alla volta e falla concentrato al massimo”, “l’importante è il qui ed ora, quello che puoi fare praticamente nel presente”, “NONOSTANTE tutto, non mollare” “la differenza nella propria vita la fa chi continua a lavorare duramente quando non ne può più del duro lavoro”. Un’altra cosa che mi colpì subito di Andrea è la sua classica frase: “se oggi non stai vivendo i tuoi sogni, è perchè ieri hai deciso di rimandare a domani”, soprattutto perchè mio padre, anche lui di nome Andrea, mi ha sempre ripetuto queste due frasi “chi ha tempo non aspetti tempo” e “non fare domani quel che puoi fare oggi” XD Da settembre 2012, tutto è cambiato, una cosa alla volta. Prima di tutto ho iniziato a svegliarmi fra le 9 e le 11 di mattina incominciando a mettere le cose a posto riguardo al ritmo sonno-veglia. Novembre 2013: laurea triennale e iscrizione alla magistrale. Dicembre 2013: ho iniziato a dedicare di nuovo tempo alle mie passioni riuscendo ad organizzarmi meglio e ne ho trovate anche di nuove. Ottobre 2014: ho pubblicato il mio primo libro. Novembre 2014: ho ridotto di tantissimo la quantità di sigarette, passando anche intere settimane senza fumare. Febbraio 2015: ho spostato l’orario di sveglia fra le 6 e le 8 di mattina. Ora sto cercando di eliminare del tutto il fumo anche se ormai è solamente sporadico, sto ricominciando a fare attività fisica costante e sto preparando 9 esami da sostenere fra il 3 giugno e il 14 luglio, in modo tale da finirli tutti!!! Ora riesco ad inseguire anche più obiettivi alla volta perchè per molti di essi ho già inserito da tempo il “pilota automatico”, formando buone abitudini ormai radicate che mi permetteranno di raggiungerli. Grazie di tutto Andrea, scusa il commento lunghissimo ma spero ti abbia fatto piacere leggerlo :D ci tenevo e prima o poi ti aggiornerò di nuovo :D Ma se ti incontro dal vivo, ti dispiace se ti dò un mega- abbraccio? :D

    • Caro Dario, ho letto con molto piacere questo tuo commento (caz, le tecniche di lettura veloce di cui parlo spesso, serviranno pure a qualcosa!).

      Sono davvero felice che quanto ho scritto negli anni su EfficaceMente ti abbia ispirato ad iniziare la tua piccola/GRANDE rivoluzione personale.

      Leggo quotidianamente commenti, email e messaggi simili al tuo, ma ogni volta mi sorprendono e mi riempiono di orgoglio.

      Avanti così ;-)

      • Dario Colasante

        Te li meriti tutti!

    • Mirko88Fax

      Voglio vederti preparare Analisi 1 in “due o poco più giorni”…

      • Dario Colasante

        E io vorrei vedere te a preparare Storia della Magna Grecia o peggio Storia medievale in così poco tempo, per non parlare di Logica o Filosofia della Politica. Ma che senso ha fare questi commenti? Prima di tutto io ho semplicemente riportato la mia esperienza personale riguardo alle tecniche suggerite nell’articolo, non ho fatto paragoni con altre persone se non con quelle del mio stesso corso di laurea. Poi ho anche specificato che “Però c’è da dire che secondo me questa tecnica funziona meglio per chi come me milita in corsi di laurea come Filosofia in cui quello che serve è soprattutto una forte preparazione concettuale (comprendere l’argomento più che memorizzarlo).” Puoi facilmente capire da questa mia opinione che anch’io ritengo che un esame come Analisi 1 molto difficilmente si possa preparare in pochi giorni. Ma non pensare che sia facile con esami di Storia e Filosofia.

  • LOL, sono un fervido sostenitore della legge di Hutchison… è così, praticamente sempre!

  • Giulia

    Il tuo articolo capita proprio nel momento giusto, sembra che tu mi
    abbia letto nel pensiero! La numero 2 è stata la prima tecnica che ho
    applicato per migliorare nello studio, anche se non credo faccia per
    tutti. Forse dipende se si è più tipi da distrazione “interna” o da
    distrazione “esterna”, cioè se sei tu che perdi la concentrazione per
    ammirare la stupefacente luminosità della scrivania o se ogni respiro di
    chi ti sta intorno ti fa venire una crisi di nervi XD Comunque, grazie
    per il tuo lavoro: sia i post che le guide mi sono davvero di grande
    aiuto. Il mio primo successo dopo questo lungo periodo di pausa avrà la
    tua firma :)

    • Grande Giulia!

      Interessante la distinzione tra distrazione “interna” ed “esterna”. L’unica osservazione che mi viene da fare è che quella interna la possiamo allenare e ridurre. Sull’altra invece abbiamo poco controllo.

      Ecco, quando propongo le mie strategie di miglioramento personale mi piace focalizzarmi su ciò su cui abbiamo il 100% di controllo :-)

  • Marina Corese

    io mi distraggo anche con le mosche, quindi mi rinchiudo in camera e non voglio vedere e sentire nessuno, ho però la sfortuna di avere un asilo sotto casa e i bambini, anche in inverno se non piove, stanno sempre in giardino a urlare (in realtà lo schiamazzo dei bambini è costante e alla fine lo ignori, sono le urla delle maestre che spezzano la monotonia del suono) io metto sul pc, basso basso giusto per coprire un po’ il casino, un film che so a memoria e che non mi distrae, avevo provato con la musica di sottofondo, ma mi ritrovo a cantare o a tenere il tempo, la musica mi coinvolge troppo…vado di trilogia del signore degli anelli e ho due giorni di studio assicurato, finito che faccio? cambio film? di solito no, posso anche “vederlo” 100 volte…lo so che sembra assurdo però funziona…

    • Ahahaha, fantastica questa cosa del Signore degli Anelli, è la prima volta che la leggo!

      La musica fa lo stesso effetto anche per me: funzionano alla grande invece suoni della natura o musica ambient/chillout.

  • Kamil Gralak

    E’ quello che ci voleva per uscire dal tunnel della procrastinazione…da vero professionista ci ricasco spesso. L’esame è il 9, vediamo come andrà a finire. Daje Andrè!

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