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Il senso della vita e la dittatura della felicità

Avatar di Andrea Giuliodori di Andrea Giuliodori - aggiornato il 26 Giugno 2020 Home » Felicità 62 commenti
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Un articolo sulla felicità, il senso della vita e come trovarlo.

Il senso della vita

Quante volte hai sentito dei genitori dire: “Voglio soltanto che i miei figli siano felici!”?

Innumerevoli, vero?

E quante volte invece hai sentito quegli stessi genitori dire: “Voglio soltanto che i miei figli trovino il senso della vita”?

Nessuna, vero?

Sì, certo, spesso felicità e significato si sovrappongono: quando sentiamo che la nostra vita ha un senso e una direzione ben precisi, ci sentiamo bene.

Eppure, numerosi uomini e donne, nel corso della storia, hanno rinunciato di buon grado ad una vita facile e felice nel nome di uno scopo più grande.

Insomma, il rapporto tra felicità e senso non sempre è lineare.

Anzi, come cantava qualche anno fa Vasco Rossi, a volte continuiamo a cercare un senso alla nostra vita, anche se non siamo sicuri di poterlo trovare:

“Voglio trovare un senso a questa vita,
anche se questa vita un senso non ce l’ha.”

Vasco Rossi.

Perché? 

Perché la società arriva quasi ad imporci di dover essere felici, in una sorta di “dittatura della felicità“, anche se nel nostro intimo è trovare un senso ciò che agogniamo veramente?

Perché abbiamo bisogno di trovare il senso della vita?

In una recente ricerca, quattro psicologi sociali, Roy F. Baumeister, Kathleen Vohs, Jennifer Aaker ed Emily Garbinsky hanno cercato di rispondere a questa annosa domanda, esplorando il rapporto tra felicità e senso della vita.

Ciò che hanno scoperto è estremamente interessante.

La ricerca è stata condotta su 400 volontari, tra i 18 e i 78 anni, a cui sono state poste una serie di domande per comprendere quanto felice e significativa percepissero la propria vita.

I ricercatori non hanno fornito alcuna definizione né di senso della vita, né di felicità, così che le persone potessero rispondere in base alle proprie convinzioni e percezioni personali.

In questo modo, Baumeister e i suoi colleghi hanno potuto identificare con precisione quali elementi i volontari collegassero istintivamente ad una vita significativa e/o ad una vita felice.

I risultati iniziali dell’analisi, come c’era da aspettarsi, hanno dimostrato una stretta correlazione tra l’essere felici e l’aver trovato il senso della propria vita.

Ma scavando un po’ più a fondo gli studiosi hanno scoperto che esistono almeno 5 ambiti in cui essere felici non necessariamente arricchisce la nostra vita di significato…

5 ambiti in cui essere felici non contribuisce a il senso della vita

1. Desideri e difficoltà

Il senso della vita e i desideri

Riuscire finalmente ad acquistare quella macchina che desideravi da tanto, soddisfare il tuo improvviso desiderio di gelato alla gianduia, guardare la nuova puntata della tua serie Netflix preferita: sono tutte azioni che ti fanno stare bene nell’immediato, ti rendono felice, ma non si può certo dire che diano un vero significato alla tua vita, giusto?

Stesso discorso per la salute: quando ci sentiamo in forma e non abbiamo malattie, siamo felici, ma non necessariamente appagati.

Al contempo, ci sono persone che hanno trovato un senso più profondo nella propria vita, nonostante o, addirittura, grazie alla malattia: ti sentiresti ad esempio di dire che la vita del fisico inglese Stephen Hawking non sia stata forse piena di significato?

Insomma, tendiamo ad essere felici quando otteniamo ciò che desideriamo e la nostra vita è facile, in discesa, senza problemi, ma per trovare un significato abbiamo spesso bisogno di affrontare delle difficoltà.

2. Tempo

il senso della vita e il tempo

Senso e felicità hanno poi un rapporto molto diverso con il tempo.

Il tempo della felicità è il presente, siamo felici quando ci immergiamo nel qui ed ora (o come preferisco chiamarla io:  la quiedora).

Il significato, al contrario, può essere trovato solo nel futuro, o meglio, nel sottile filo che collega passato, presente e futuro.

Più riflettiamo sul nostro passato e progettiamo il nostro futuro, più le nostre vite acquisiscono significato. Viviamo una vita significativa, infatti, proprio quando riusciamo a tenere insieme passato, presente e futuro in una storia coerente.

Ma le differenze tra felicità e significato non terminano qui…

3. Relazioni

il senso della vita e le relazioni

I rapporti umani sono fondamentali sia per la nostra felicità, sia per dare un senso alla nostra vita. Non a caso la solitudine ci rende infelici e priva la nostra esistenza di significato.

Tuttavia, è la natura e la profondità di queste relazioni ad impattare diversamente sulle due variabili che stiamo indagando.

Nello specifico…

  • (Natura) fare del bene agli altri dà senso alla nostra vita, mentre riceverlo ci fa sentire felici.
  • (Profondità) uscire con i nostri amici per berci una birra contribuisce sicuramente alla nostra felicità, ma non necessariamente arricchisce la nostra vita. Al contrario trascorrere del tempo con le persone che amiamo riempie le nostre giornate di significato, anche se a volte questi rapporti più profondi comportano discussioni, scontri e il dover affrontare emozioni difficili.

4. Stress e crisi

Il senso della vita e lo stress

Tra le varie domande della ricerca, gli psicologi hanno chiesto agli intervistati quanti eventi piacevoli e quanti invece stressanti avessero affrontato nell’ultimo periodo.

Chi aveva vissuto situazioni positive si sentiva mediamente felice e sentiva che la propria vita stava andando nella giusta direzione. Fin qui nulla di strano.

Eppure, i punteggi più elevati sul significato della propria vita, gli studiosi li hanno riscontrati in quei volontari che avevano dichiarato di aver affrontato numerosi eventi particolarmente stressanti.

Questo non significa certo che per dare un senso alla nostra vita dobbiamo cercare ogni giorno nuovi problemi.

Il punto è un altro.

Chi aveva dichiarato di aver vissuto eventi stressanti, lo aveva fatto nel percorso verso obiettivi ambiziosi.

Quando cerchiamo di realizzare qualcosa di importate nella nostra vita, ci ritroveremo inevitabilmente ad affrontare alti e bassi, momenti di soddisfazione e momenti di profondo sconforto, onori e oneri.

5. Identità

Il senso della vita e l'espressione di sé

Tutte le attività che hanno a che fare con l’espressione di sé sono estremamente gratificanti ma non sempre contribuiscono alla nostra gioia.

Pensiamo ai grandi artisti del passato e alla sofferenza, fisica ed emotiva, che spesso hanno dovuto sopportare per realizzare le loro opere più grandi.

Nel corso della ricerca gli studiosi hanno proposto agli intervistati 37 esempi attività legate all’espressione di sé (lavorare, meditare, fare esercizio fisico, etc.)

25 di queste sono state classificate dai partecipanti come sicuramente utili a trovare il senso della vita e solo 2 sono state riconosciute come fonte certa di felicità.

Se dunque, come già visto nei precedenti paragrafi, la felicità è ottenere ciò che vogliamo, il senso della nostra vita lo troviamo esprimendo ciò che siamo.

 

Bene, ora che ci sono chiare le differenze tra l’avere una vita felice e averne una significativa, è arrivato il momento di capire meglio cosa intendiamo di preciso per “il senso della vita” e “vita significativa” (e come possiamo viverne una).

La vita e il suo significato

Il senso della vita

Ti sei mai chiesto cosa sia la vita?

Sì, ok, forse non è una domanda da fare ai miei lettori così, a freddo, vorrei però condividere con te una definizione di vita molto bella che ho trovato nel romanzo “A Constellation of Vital Phenomena” di Anthony Marra. Marra definisce la vita come:

una costellazione di fenomeni vitali: organizzazione, irritabilità, movimento, crescita, riproduzione, adattamento.”

A ben pensarci, dal punto di vista chimico, le sostanze che compongono un corpo poco prima della morte sono le stesse che lo compongono subito dopo.

Come fenomeno materiale, la vita dunque è proprio quell’incredibile interazione tra queste diverse sostanze chimiche.

E per quanto riguarda il senso della vita invece?

Una stella polare nella danza cosmica dell’esistenza

Ricordo da piccolino di aver attraversato, come molti bambini, la fase dei “perché“:

Zia, perché il cielo è azzurro?“,
Babbo, perché gli oggetti cadono a terra?“,
Mamma, perché devo smettere di guardare i cartoni?!“.

Come esseri senzienti tendiamo a porci domande fin dalla giovane età e man mano che cresciamo queste domande possono diventare sempre più complesse e profonde, fino ad arrivare a coinvolgere il significato stesso della vita:

  • Da dove è arrivata la vita?
  • Perché è stata creata?
  • Qual è il modo migliore e più giusto di viverla?

Ma queste domande non sono il frutto di semplice curiosità; l’idea che la nostra vita abbia uno scopo che non riusciamo ad afferrare e quindi, di conseguenza, l’idea che stiamo sprecando la nostra vita, è una delle paure umane più profonde.

Questo perché per un essere umano la vita non può ridursi a quell’interazione tra sostanze chimiche.

Riprendendo la parte iniziale di questo articolo, possiamo dire che quando le sostanze chimiche nel nostro corpo interagiscono in maniera favorevole proviamo felicità.

Trovare il senso della vita ci permette invece di trascendere la materialità corporea e l’imprevedibilità di quella “costellazione di fenomeni vitali” in continuo mutamento.

Trovare un significato ci dà stabilità e ci guida come una stella polare nella danza cosmica dell’esistenza.

Faust e il suo patto con il diavolo

In fin dei conti, come esseri umani desideriamo congelare nel tempo un attimo perfetto e poterlo vivere all’infinito.

È ciò che tentò di fare Faust con il suo patto col diavolo. Faust rinunciò alla sua anima sperando che un momento meraviglioso sarebbe durato per sempre.

“Fermati, attimo, sei bello!”

Johann Wolfgang von Goethe.

Ma quella “costellazione di fenomeni” che determina la vita non può smettere di cambiare, fino alla fine.

Non possiamo fermare gli istanti. Quello che possiamo fare è trovare una direzione stabile verso cui dirigerci ogni giorno: dare un senso alla nostra vita è ciò che ci consente di ottenere questa stabilità e superare i limiti della nostra fisicità.

Sì, ma come? Se il senso della vita è ciò che ci dà stabilità e ci guida nell’impermanenza, come possiamo arricchire la nostra quotidianità di significato?

Come trovare il senso della vita e vivere una vita significativa

Baumeister e i suoi colleghi hanno individuato 4 elementi in grado di arricchire la nostra vita di significato.

Vediamoli insieme.

1. AVERE UNA META

Trovare il significato attraverso gli obiettivi

Fin qui siamo tutti d’accordo: nei periodi in cui non abbiamo una meta da raggiungere, la nostra vita ci appare routinaria e priva di significato.

Nello specifico esistono due tipologie di mete:

  1. Gli obiettivi specifici (una laurea, una promozione lavorativa, avere una famiglia).
  2. Le condizioni da raggiungere (serenità, saggezza, connessione umana).

Entrambe derivano da spinte biologiche, condizionamenti culturali e scelte personali.

Più scegliamo le nostre mete con consapevolezza, più ci avvicineremo al senso della nostra vita.

2. TROVARE (E VIVERE SEGUENDO) I NOSTRI VALORI

Valori

C’è una parte istintiva di noi che ci fa capire cos’è giusto e sbagliato, cos’è buono e cos’è cattivo.

Il giudizio etico è uno dei primi giudizi che formiamo nella nostra mente di fronte ad un nuovo evento.

Non sempre tale giudizio è corretto, ma è sicuramente radicato in profondità dentro di noi ed è profondamente condizionato da quelli che sono i nostri valori (più o meno consci).

Nel passato, le grandi religioni hanno fornito agli esseri umani dei set valoriali ben definiti. Con la secolarizzazione della società questi riferimenti dogmatici si sono gradualmente indeboliti, sostituiti da nuove “religioni”, altrettanto dogmatiche (socialismo, comunismo, capitalismo, scientismo, dataismo, sovranismo, razzismo, anti-razzismo e molti altri -ismo).

Ecco perché per vivere una vita significativa dobbiamo innanzitutto essere in grado di far emergere e scegliere consapevolmente i nostri valori guida (in questo articolo spiego come farlo), prima che questi vengano sovrascritti indiscriminatamente dall’ideologia dominante del momento; ma soprattutto dobbiamo imparare e vivere ogni giorno della nostra vita coerentemente con questi valori.

3. FARE

Fare

Avere dei chiari obiettivi e conoscere i propri valori, senza però realizzare i primi o vivere seguendo i secondi, non è particolarmente appagante.

Per trovare il senso della vita non possiamo dunque limitarci alla “teoria“, fermandoci ad una ricerca sterile del nostro scopo.

Dobbiamo “sporcarci le mani” e immergerci nella materialità della vita.

Il “fare” infatti non solo ci permette di realizzare concretamente il senso della nostra vita, ma può addirittura guidarci nella sua scoperta quando questo non ci è ancora chiaro.

E mi raccomando, ho scritto il “fare”, non “l’ottenere”.

Il senso della vita scaturisce e lo si trova nel:

  • Fare esperienze.
  • Fare viaggi.
  • Fare tentativi.
  • Fare scoperte.
  • Fare amicizie.
  • Fare errori.
  • Fare

4. CREDERE (IN NOI STESSI)

Credere in noi stessi

Credere in noi stessi è al contempo causa e conseguenza di una vita piena di significato.

Se abbiamo fiducia nei nostri mezzi, tendiamo a fare di più, a riconoscere e a far valere i nostri valori e, infine, a perseguire mete ambiziose, insomma una maggiore autostima contribuisce positivamente agli altri 3 elementi che danno significato alla nostra vita.

Ma avere uno scopo, a sua volta, ci fa vedere noi stessi come meritevoli di rispetto, in un circolo virtuoso in cui senso e sicurezza si sostengono a vicenda.

Per concludere…

Mi auguro che questo viaggio che abbiamo intrapreso insieme alla scoperta del senso della vita sia stato per te stimolante. Affinché certi concetti non vadano persi nell’oblio digitale, ecco una breve sintesi di quanto abbiamo visto:

  • Viviamo in una sorta di “dittatura della felicità“, in cui essere felici e provare piacere è diventato quasi un obbligo. Eppure ci sentiamo sempre più vuoti, perché ciò che manca davvero nelle nostre vite non sono i comfort, i piaceri materiali o i momenti di svago, ma un significato più profondo.
  • Certo, esistono molte aree di sovrapposizione tra una vita felice e una vita significativa, ma in almeno 5 ambiti essere felici non dà necessariamente senso alla nostra vita:
    • Soddisfare i nostri desideri ci dà un piacere effimero, ma raramente ci aiuta a trovare il senso della vita.
    • Vivere nel qui ed ora ci fa sentire appagati, ma se non riflettiamo sul nostro passato e non progettiamo il nostro futuro sentiamo che la nostra vita è priva di significato.
    • Ci sono relazioni che ci danno una gioia momentanea e ci sono relazioni, a volte complesse e faticose, che danno valore alla nostra vita.
    • Affrontare episodi stressanti è quanto di più lontano ci sia dalla definizione di vita felice, eppure tali eventi sono spesso imprenscindibili lungo il percorso verso obiettivi ambiziosi, obiettivi in grado di dare un senso alla nostra esistenza e alle nostre giornate.
    • Infine, esprimere noi stessi non sempre è facile, anzi, molto spesso è fonte di sofferenza, ma ancora una volta contribuisce a farci vivere una vita significativa.
  • Ci siamo poi chiesti cosa si intenda di preciso con l’espressione “il senso della vita” e “vita significativa” e questo ci ha portato alla definizione di vita come “costellazione di fenomeni vitali” (ovvero l’interazione tra processi chimici), e a quella di significato come “la stella polare in grado di conferire stabilità a questa danza cosmica esistenziale a cui tutti partecipiamo“.
  • Per concludere abbiamo esplorato i 4 elementi che contribuiscono a dare un senso alla nostra vita, ovvero:
    • Avere una meta.
    • Trovare (e vivere seguendo) i nostri valori.
    • Fare.
    • Credere in noi stessi.

Bene, questo articolo di approfondimento termina qui. Grazie per avermi accompagnato in questa esplorazione sul significato della nostra esistenza; se hai trovato questo contenuto di ispirazione condividilo con i tuoi contatti attraverso i pulsanti qui sotto.

Alla prossima

Andrea Giuliodori.

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62 Commenti. Lascia un Commento!

  1. Avatar
    maria ha detto:

    Profondo e bellissimo articolo. Grazie Andrea

    Rispondi
    • Avatar
      Andrea Giuliodori ha detto:

      Grazie Maria :)

      Rispondi
    • Avatar
      Simone ha detto:

      Semplice, diretto, illuminante, ma soprattutto Umano. Ringraziarti per questi articoli è davvero troppo poco, mi ritrovo in ogni parola che hai scritto, e mi fa capire che la direzione che ha preso la mia vita è finalmente quella che ricerco da anni e che mi farà avere una vita appagante e ricca di significato :)

      Rispondi
      • Avatar
        Andrea Giuliodori ha detto:

        Grazie del commento Simone, mi fa davvero piacere :)

    • Avatar
      Mariella ha detto:

      Troppo bello questo articolo. L’ho letto e riletto come se i tuoi esempi mi ripostassero con la mente nella giusta direzione,e dicendomi:così deve essere.Ovvio che spesso dimentichiamo.. Un svegliatina ci voleva. Grazie grazieeee

      Rispondi
      • Avatar
        Andrea Giuliodori ha detto:

        Ah, che bello!

    • Avatar
      Lilia ha detto:

      Mi piacciono i tuoi articoli perché riesci ad andare in profondità senza mai perdere la concretezza!
      Lo stile è semplice e diretto, ma arriva dritto al punto!
      Complimenti

      Rispondi
    • Avatar
      Lorenzo ha detto:

      Grazie mille per questo articolo, ne avevo bisogno!

      Rispondi
  2. Avatar
    Susanna ha detto:

    Grazie Andrea, questa tua riflessione risuona molto dentro di me. Mi fa davvero piacere leggerti. Buona ricerca, Susanna

    Rispondi
    • Avatar
      Andrea Giuliodori ha detto:

      Ne sono molto felice Susanna, alla prossima.

      Rispondi
  3. Avatar
    Stefano Rofena ha detto:

    Caro Andrea, ho sempre apprezzato la sintesi pregna di significato che riesci a fornire nei tuoi articoli (un mio mentore dice “nella sintesi c’è la qualità”).
    Apprezzo grandemente l’iniziativa di voler inserire anche articoli più lunghi là dove gli argomenti non potrebbero giovarsi di una trattazione minore.
    Il tuo percorso di ricerca ti sta portando verso un confine con territori importanti che non sono sicuro tu abbia ancora calcato.
    Ma di questi mi farebbe piacere parlarne in altra sede.
    Intanto ti ringrazio al modo di Marshall Rosenberg perché vedere persone come te che perseguono la missione di ricercare e diffondere saggezza, mi dà felicità e senso nello stesso tempo.
    Un abbraccio.
    Stefano

    Rispondi
    • Avatar
      Andrea Giuliodori ha detto:

      Grazie Stefano, grazie davvero.

      Rispondi
  4. Avatar
    Matteo ha detto:

    Aggiungo un’ulteriore sintesi dell’articolo: capolavoro!

    Rispondi
    • Avatar
      Veronica ha detto:

      Ottima elaborazione del cruccio per eccellenza di noi umani: cosa ci faccio qui? Sto andando nella direzione giusta? Ecc…
      Certo, avere consapevolezza dei 4 elementi e metterli in pratica aiuta già molto! Ma è anche vero, almeno per come la vedo io, che il senso della vita avrà sicuramente molto più “senso” a un’età più matura.
      Per arrivare ad apprezzarlo servirà, comunque, una strada da percorrere e la tenacia di proseguire!

      Rispondi
      • Avatar
        Andrea Giuliodori ha detto:

        La vita non si può vivere in “teoria” :)

    • Avatar
      Andrea Giuliodori ha detto:

      Ahahah, grazie Matteo!

      Rispondi
  5. Avatar
    Gianfranco ha detto:

    Nel post Andrea, grazie.
    Avrei delle riserve sul dualismo “felicità-senso della vita”.
    Gli esempi di felicità indicati qua penso siano più correttamente definibili come eventi o condizioni “piacevoli”.
    Sicuri che non possiamo pensare come il senso della vita ad una parte dell’equazione che determina la felicità ?

    Qualcosa del genere:
    Felicità (y) = intercetta + piacere + sensodellavitaalquadrato

    Ne viene fuori una parabola a con alti e bassi dove solo in determinate condizioni noi “percepiamo” la felicità.

    Perdona il
    Matematicismo (l’intercetta è la sopravvivenza)

    PS mi occupo di nutrizione e sarà deformazione ma la dittatura è quella del piacere (nel tuo articolo quel gelato alla gianduia mi dice molto).

    Grazie, buona giornata a tutti e buon lavoro.

    Rispondi
    • Avatar
      Andrea Giuliodori ha detto:

      Ciao Gianfranco,
      sulla differenza tra felicità e piacere ho scritto un altro articolo alcuni anni fa.

      Qualsiasi sia la definizione di felicità che vogliamo scegliere però, credo sia innegabile che ci sono individui che vivono una vita profondamente significativa, che però difficilmente potrebbe considerarsi felice.

      In generale credo che nella nostra epoca si dia troppo peso alla ricerca della felicità e poco a quella del significato.

      Rispondi
    • Avatar
      ImperfettaMente Giulia ha detto:

      Grazie di cuore Andrea!

      Rispondi
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