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Come preparare un esame efficacemente

Consigli pratici per preparare un esame in modo efficace.

Preparare esame

“L’amara dolcezza dello studio è sempre preferibile alla dolce amarezza dell’ignoranza.”

John Goodwine.

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Gli esami universitari sono il “Santo Graal” degli obiettivi. Preparare un esame ha infatti tutte le caratteristiche dell’obiettivo perfetto: (a) Hai una scadenza ben definita: la data dell’appello. (b) Sai esattamente se hai raggiunto o meno il tuo obiettivo: promosso o bocciato. (c) Hai diversi gradi di successo: dal 18 al 30 e lode. (d) Sai esattamente cosa devi fare: studiare.

Eppure… preparare un esame è da sempre uno dei drammi esistenziali per migliaia di studenti e se stai ancora leggendo, ho il vago sospetto che questo problema ti riguardi da vicino!

Fino a qualche mese fa pensavo che gli articoli sulle tecniche di memorizzazione e sul metodo di studio potessero essere sufficienti per aiutarti a preparare al meglio i tuoi esami universitari, ma le decine di email ricevute mi hanno fatto sorgere il vago sospetto che servisse qualcosina in più!

Ho recentemente pubblicato la mia guida dedicata agli studenti universitari “Studia Meno, Studia Meglio“, in cui spiego nei dettagli il metodo di studio che mi ha permesso di preparare il doppio degli esami in metà del tempo. Ma visto che non siamo qui a pettinar le bambole pubblico oggi un articolo con 4 tecniche pratiche ed efficaci per preparare il tuo prossimo esame EfficaceMente.

1. Definisci un piano di studio dettagliato

il 50% delle email che ricevo contengono tutte varianti della stessa domanda: “devo preparare l’esame X entro Y giorni, come faccio?!”

Come detto, preparare un esame è un obiettivo per antonomasia, e come per qualsiasi obiettivo, se vuoi raggiungerlo hai bisogno di un… piano.  Ma prima di definire il tuo bel piano di studio, devi farti qualche domandina:

  • Quanti giorni mancano al prossimo appello?
  • Hai già tutto il materiale necessario per la preparazione dell’esame?
  • Quante pagine devi studiare?
  • Si tratta di uno scritto o di un orale?
  • Devi preparare degli esercizi per un’eventuale prova pratica?

Una volta risposto a queste semplici domande, avrai a disposizione tutte le informazioni per definire il tuo piano di studio; vediamone un esempio:

  • Il primo appello è tra 20 giorni.
  • Dopo aver fatto una chiacchierata con gli studenti più anziani hai scoperto che le domande dell’esame vertono su un testo di 500 pagine che guarda caso è stato scritto dal Prof.
  • L’esame è un orale e non prevede uno scritto con esercizi pratici.

Partendo dal nostro esempio, ecco come potrebbe apparire il tuo piano di studio:

Dedica l’80% del tempo (16 giorni) alla lettura, alla preparazione delle mappe concettuali e allo studio del materiale, dandoti come obiettivo quello di completare almeno 30 pagine (500 pagine / 16 giorni) al giorno; utilizza il restante 20% del tempo (4 giorni) per ripassare quanto preparato.

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Insomma, preparare un piano di studio non è roba da scienziati della NASA! Metti insieme tutti gli elementi, per essere sicuro di non tralasciare nulla, datti degli obiettivi di studio quotidiani, ed il più è fatto. L’obiettivo primario di un piano infatti è fare chiarezza su ciò che ti aspetta; questo ti aiuterà ad essere meno preoccupato e ad affrontare al meglio il periodo di studio.

2. Tieni d’occhio i progressi

Un piano di studio non serve a nulla se non tieni traccia dei tuoi progressi. Sapere a che punto del percorso sei ti aiuterà inoltre a mantenere elevati i livelli di motivazione.

Nel 2° capitolo di Start! La guida pratica per sconfiggere la procrastinazione spiego nel dettaglio 2 tecniche specifiche per concentrarsi sui progressi, lasciando momentaneamente da parte la deleteria ossessione per i risultati. Qualsiasi tecnica tu scelga di utilizzare, ciò che conta è che tu abbia un riscontro visivo dei tuoi progressi:

  • Metti una “X” nel calendario per ogni giorno in cui sei riuscito a raggiungere il numero di pagine che ti eri prefissato di studiare.
  • Fai due pile di fogli sulla tua scrivania: da una parte il materiale completato e dall’altra quello ancora da studiare.
  • Utilizza un habit tracker come Joe’s Goals o un foglio excel.

Insomma, segna i tuoi progressi come caspita preferisci, ma fallo!

3. Premiati ad ogni tappa

Come visto, tenere d’occhio i nostri progressi nella preparazione di un esame ci aiuta a rimanere motivati e ci da un feedback immediato sullo stato di avanzamento del nostro piano di studio. Ma per innestare un circolo virtuoso in cui ad ogni progresso siamo sempre più incentivati a raggiungere la nostra meta, manca ancora un elemento…

Un paio di anni fa ho scritto un articolo intitolato: “Il piccolo algoritmo del successo“. In questo articolo parlavo di 3 elementi essenziali per il raggiungimento del successo; uno di questi è il: premio.

Nel definire il tuo piano di studio ed i relativi obiettivi quotidiani/settimanali, stabilisci in anticipo anche come intendi premiarti per ogni milestone (obiettivo intermedio) raggiunto.

Riprendendo il nostro esempio delle 30 pagine di studio al giorno, pensa fin d’ora a quale sfizio ti toglierai o quale piacere ti concederai ogni volta che raggiungerai la tua “quota di studio”. Naturalmente stiamo parlando di piccoli piaceri della vita, ma sufficienti per gratificarti se hai raggiunto il tuo obiettivo e per metterti a disagio se non lo hai fatto:

  • una puntata del tuo telefilm preferito.
  • un’ora di relax con un bel romanzo e dell’ottima musica di sottofondo.
  • un aperitivo con i tuoi amici di sempre.

Sono piccole cose, ma se impari ad intervallare il tuo periodo di studio con momenti di intensa concentrazione e momenti di assoluto relax, la tua prossima sessione di esami non sarà certo una villeggiatura, ma neanche quella tortura che hai vissuto finora!

4. Condividi il tuo obiettivo

A volte facciamo i nostri bei piani, segniamo i nostri progressi, ci premiamo neanche fossimo campioni di formula 1, eppure… finiamo per fallire!

Cos’è successo?!? In questi casi è mancato quasi sicuramente un elemento: la nostra determinazione assoluta.

Quando siamo disposti a “bruciarci le navi alle spalle“, a non tollerare altra opzione se non il successo, a dare il 110% di noi stessi, difficilmente manchiamo i nostri obiettivi. Ma come cavolo raggiungiamo questo livello di determinazione?!

Una delle tecniche più efficaci è quella di rendere il nostro obiettivo pubblico. L’imbarazzo di non aver raggiunto un obiettivo condiviso con gli altri può essere un potente motivatore.

So di lettori del blog che hanno mentito ai propri genitori sulla loro reale situazione universitaria. Ne capisco le ragioni e non sono qui a dare giudizi, ma sperare di recuperare senza dire nulla ai propri cari è una vana speranza: è molto più efficace condividere i propri obiettivi di studio ed accettare la responsabilità delle nostre azioni.

Alla tua prossima sessione trasforma i tuoi obiettivi in promesse e possibilmente promesse pubbliche: nei confronti di te stesso, della tua famiglia, dei tuoi amici.

Beh… cosa ne pensi? Sei pronto a riempire il tuo libretto universitario con una sfilza di 30?! Ricorda che poi voglio la percentuale!!! Buona settimana (o quello che ne rimane).

Foto di starlights_

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39 Commenti. Lascia un Commento!

  1. Avatar di Stefano
    Stefano ha detto:

    Fortunatamente non è più un problema che mi tocca! Al massimo ora dovrò ricordare il discorso della tesi, ma se proprio non mi viene improvviso. :D A meno che non si così pazzo da iscrivermi alla specialistica.

    Ottimi i tuoi consigli Andrea, come sempre dopotutto. Da (ex) studente, però, vorrei dire che il piano perfetto è difficile da seguire. Capita quell’imprevisto bastardo e ci si trova con 20 pagine in meno. Non sono tantissime, ma sono fastidiose.

    Se quindi c’è abbastanza tempo, io suggerisco di arrivare “corti” di un paio di giorni, ovvero puntare ad essere pronti per l’esame almeno due giorni prima dell’appello. Così facendo, anche con un imprevisto, non ci saranno problemi. E poi io mi trovo molto meglio a passare il giorno prima di un esame in totale relax!

    Rispondi
  2. Avatar di Enrico
    Enrico ha detto:

    Ciao Andrea,

    beh, una passeggiata! A leggerla così sembra che tutti gli studenti che arrivano impreparati manchino solo di metodo! E in effetto un po’ è vero…

    Se è veramente così semplice devo valutare l’idea di iscrivermi ad un corso di laurea? Al limite se arrivo impreparato a qualche esame posso sempre dire ai professori che la colpa è tua… :-)

    Rispondi
    • Avatar di Andrea
      Andrea ha detto:

      Ciao Enrico,
      certo il metodo non è tutto, ma per l’università secondo me rappresenta un buon 60-70%.

      Al 5° anno di liceo ero molto spaventato dai contenuti dei corsi della facoltà di ingegneria a cui mi ero iscritto: dopo i primi esami mi sono reso conto che le materie affrontate, erano certamente complesse, ma non così incomprensibili.

      Ripeto, a mio avviso, il successo universitario dipende per buona parte dal metodo con cui si affrontano le lezioni e gli esami.

      Andrea.

      Rispondi
  3. Avatar di simona
    simona ha detto:

    Come si suol dire:
    questo articolo” casca a fagiulo”…in un giorno in cui la mia motivazione sta a zero,in cui tutto sembra una montagna impossibile da scalare….i tuo consigli mi hanno regalato una spintina….:-)penso che lo studente sia il mestiere piu’ difficile del mondo, se poi sei fuori con i tempi e hai anche altre scadenze e’ veramente un impresa titanica.Pero’ mai rinunciare hai propri sogni e i tuoi consigli mi hanno aiutato a riprogrammare il mio studio .non vedo l’ora che finisci la tua guida …GRAZIE ANCORA ANDREA

    Rispondi
  4. Avatar di Marco Silva
    Marco Silva ha detto:

    Bene, interessante. Secondo te come potrebbe calzarsi per chi lavora full time o vorrebbe riprendere gli studi?

    Rispondi
    • Avatar di Andrea
      Andrea ha detto:

      Ciao Marco,
      come scritto nell’articolo, ricevo molte email che contengono in maggioranza la variante alla stessa domanda. Le più carine sono quelle degli studenti che mi espongono nel dettaglio la loro situazione, dandomi 1.000 particolari sulla tipologia di esame, il prof e la loro vita dall’infanzia ;-)

      Un metodo per essere efficace deve potersi adattare a situazioni anche apparentemente molto diverse tra loro. Per quella che è la mia esperienza il metodo esposto svolge egregiamente questo lavoro.

      Questo vale anche per la tua situazione: il fatto di essere uno studente lavoratore, ti obbliga ad essere ancora più efficace. Se ci rifletti bene, le 4 tecniche esposte si adattano anche alla tua situazione.
      Farei attenzione solo al punto primo: nel piano di studio dovrai infatti tenere in considerazione le ore di studio che hai effettivamente a disposizione ogni giorno, al netto dell’orario di lavoro.

      Andrea.

      Rispondi
      • Avatar di Marco Silva
        Marco Silva ha detto:

        Ok… mi hai confermato quello che pensavo.

        Grazie ancora.

        M.

  5. Avatar di daniele
    daniele ha detto:

    per citarne una pubblicitaria “Ottimo dire”…le mappe concettuali o mappe mentali le faccio, ma solo dopo aver letto-sottolineato l’intero libro, e reputo che siano utili. Sto lavorando molto sulla concentrazione.sai un mio errore, è che quando devo stare chino sui libri, per preparare esami, mi scordo della vita sociale,palestra, uscite ecc.ecc…e mi sono accorto che non va affatto bene.seguirò la tua breve ma “efficace” guida, e fra qualche mese ti dirò i risultati!
    ciao. e buona giornata!

    Rispondi
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