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10 Consigli Pratici Per Studenti Universitari

Avatar di Andrea Giuliodori di Andrea Giuliodori - aggiornato il 30 luglio 2018 Home » Studio 40 commenti

Consigli per studenti universitari che vogliono affrontare l’Università EfficaceMente.

studenti universitari

“Sì il mangiare sanza voglia fia dannoso alla salute, così lo studio sanza desiderio guasta la memoria, e non ritien cosa ch’ella pigli.”

Leonardo da Vinci.

Vengo spesso contattato da studenti universitari che stanno per iniziare il loro percorso accademico o sentono l’esigenza di ricominciare da zero dopo anni universitari costellati di fallimenti. Quasi la totalità di queste email fa riferimento a tecniche di studio o memorizzazione, ma la verità è che per avere successo all’Università non basta avere un metodo di studio efficace. Gli anni universitari rappresentano un’esperienza di vita a tutto tondo (per alcuni “a tutto tonto“) e per uscirne vittoriosi serve un approccio olistico.

André ma che te sei fumato il calumet della pace stamattina? Approccio “olistico”?! Io devo superare i miei esami universitari, anzi che approccio superfragilisticochespiralitoso!

In questo post ho raccolto i 10 consigli che si sono dimostrati per me particolarmente utili per affrontare EfficaceMente il percorso accademico. Che tu stia per iniziare la tua vita da matricola, o che ti trovi impantanato a metà del guado, mi auguro che questi consigli ti aiutino a completare questo importante passaggio della tua vita in breve tempo, con ottimi risultati e, perché no, facendoti apprezzare appieno il viaggio ;-)

1. Perché vuoi fare l’Università?

Ti sei mai fatto questa domanda? Molti studenti danno per scontato che l’Università sia un passaggio obbligatorio per accedere al mondo del lavoro, o, ancor peggio, non avendo chiaro cosa vogliono fare da grandi, si ritrovano a procrastinare la loro vita, parcheggiati in qualche Ateneo.

Non tutti dobbiamo avere le stesse ragioni per andare all’Università, ma tutti dovremmo avere almeno un’ottima ragione per andarci.

Perché vuoi fare l’Università? Quali sono le tue aspettative rispetto a questa esperienza? Come ti vedi da qui a 5 anni? 10 anni? Se non senti nulla dentro di te che ti spinga ad affrontare questo percorso con tutte le tue energie e la tua passione, beh… pensaci attentamente prima di immatricolarti. Frasi come: “magari provo, vediamo come va” sono roba da falliti cronici.

2. Scegli attentamente la tua Facoltà

Nel mio ultimo anno di Università ho collaborato come ricercatore con il Rettorato dell’Università di Bologna. Un’esperienza molto interessante, ma soprattutto un’esperienza che mi ha aiutato a comprendere alcune dinamiche accademiche. La prima volta che ho spulciato i dati sulle immatricolazioni e gli abbandoni, sono stato impressionato dal numero di studenti che decidono di abbandonare il loro percorso universitario dopo il primo anno di studi.

Se non vuoi far parte di queste statistiche, ti consiglio di scegliere con la massima attenzione il tuo percorso di studi. Ecco alcuni consigli pratici a riguardo:

  • Scegli una Facoltà che ami. Qual era il tuo sogno da bambino? Quali materie ti appassionano da sempre? Quali ambiti ti incuriosiscono intellettualmente? Frequentare corsi che ami è il primo passo per avere successo all’Università. Se pensi di non avere una passione dominante, metti in pratica i consigli di cui parlo in questo post.
  • Scegli una Facoltà amata dal mercato. La scelta della Facoltà da frequentare non dovrebbe tenere in considerazione solo le tue passioni e le tue aspirazioni, ma anche le aspettative del mercato del lavoro. Insomma, evita di iscriverti a “Scienze della Disoccupazione“. Per farti un quadro quanto più chiaro possibile su quelli che sono gli esiti occupazionali dei laureati delle diverse Facoltà ed Atenei, ti consiglio di utilizzare la banca dati di AlmaLaurea.
  • Scegli una Facoltà che faccia innamorare del tuo CV. Inutile prendersi in giro, non tutti gli Atenei sono nati uguali! Una volta scelta la tua Facoltà, fai una riflessione se è il caso di studiare fuori sede, magari in un Ateneo prestigioso, o rimanere nell’Università sotto casa: può davvero fare la differenza.

3. Immagina la tua esperienza universitaria ideale

Numerosi studi scientifici hanno dimostrato l’efficacia delle tecniche di visualizzazione (sempre che siano usate correttamente!). Ancor prima di iniziare il tuo percorso universitario, o se intendi ricominciare dopo un’esperienza non esaltante, impara a visualizzare il tuo percorso di studi ideale: in che modo affronti le lezioni in aula? Come prepari i tuoi esami? Sei in corso o fuori corso? Il tuo libretto è pieno zeppo di 18 o di 30 e lode? Com’è la tua vita fuori dalle aule? Pratichi uno sport? La tua vita sociale è attiva?

Immagina nei minimi dettagli la tua nuova esperienza universitaria e mettila per iscritto nel tuo diario personale. In questo modo programmerai il tuo cervello per il successo. Fidati: provare non costa nulla, ed i vantaggi potrebbero essere senza prezzo.

4. Inizia a preparare i tuoi esami il 1° giorno di lezioni

Molti studenti delle superiori arrivano all’Università e sono letteralmente ubriacati dalla libertà a loro disposizione: nessun controllo da parte dei professori, nessun compito a casa (naturalmente ci sono corsi che fanno eccezione), nessuna interrogazione a sorpresa, solo un esame finalecosì lontano nel tempo da non destare alcuna preoccupazione.

Insomma… una pacchia!

Ma inevitabilmente il giorno dell’esame finale arriva ed altrettanto inevitabilmente gli studenti impreparati hanno un brusco e violento risveglio: la bocciatura. Alla prima sessione di esami segue spesso un periodo di forte demotivazione, che porta ad un ulteriore calo dei risultati, così via, in un circolo vizioso che non sembra aver fine.

Se vuoi evitare di trovarti in questa situazione, devi imparare a preparare i tuoi esami universitari fin dal 1° giorno di lezioni. Questo significa:

  • Fissare uno specifico obiettivo per ogni esame. Vuoi approfondire la materia o ti interessa solo superare l’esame? Vuoi un 30 e lode o un 25 è più che sufficiente? Questo esame è fondamentale per il tuo futuro professionale o semplicemente per la tua tesi? Calibra la tua preparazione in base al tuo specifico obiettivo per i singoli esami.
  • Frequentare l’80% delle lezioni. A meno che tu non abbia impegni lavorativi, non sottovalutare l’importanza di frequentare le lezioni. Anche solo presentarti in aula ti costringe ad affrontare il percorso accademico con maggiore serietà, e visto che ti sei presentato… perché non mettere a frutto questo lasso di tempo?! Spegni lo smartphone ed interagisci con la lezione. La preparazione di qualsiasi esame inizia durante le lezioni in aula.
  • Instaurare un rapporto con il professore. Che hai capito?! Naturalmente non sto parlando né di amori universitari proibiti, né di leccaculismo, sto parlando di utilizzare il professore universitario per ciò per cui è pagato, ovvero aiutarti a comprendere fino in fondo l’esame che devi preparare.

Ps. vuoi iniziare il tuo percorso universitario con lo “sprint” giusto: ti consiglio di leggere questo post in cui spiego come imparare a studiare meno e meglio (all’Università).

5. Impara a gestire il tuo tempo

Prima di frequentare l’Università ero convinto che le maggiori difficoltà sarebbero state legate alle materie che avrei dovuto studiare: complesse equazioni, studi di ingegneria incomprensibili, etc. Senza dubbio quanto si studia all’Università è mediamente più complesso degli studi liceali, ma senza esagerazioni. Le vere difficoltà sono legate all’organizzazione dello studio.

Se vuoi avere successo all’Università, devi imparare a gestire il tuo tempo. Non è un caso che abbia approfondito molte delle migliori tecniche di time management e produttività personale proprio nei miei anni universitari. Se dovessi scegliere 2 tecniche che hanno fatto davvero la differenza, sceglierei senza dubbio: la Tecnica del Pomodoro e la Legge di Parkinson.

6. Svegliati presto al mattino

Party Universitari, nessun obbligo di frequenza, per la prima volta lontano da casa e dai miei genitori: diciamo che il mio primo anno di Università ho avuto molte… tentazioni (e ho ceduto altrettanto spesso). Ma avere chiaro il punto 1 (perché volevo frequentare l’Università) mi ha aiutato a non deragliare più di tanto.

Ricordo ancora che il punto di svolta nel mio percorso accademico c’è stato quando ho iniziato ad instaurare abitudini diverse, prima tra tutte quella di svegliarmi presto al mattino. Questo semplice gesto (beh, non all’inizio) può fare un’enorme differenza lungo l’arco della tua intera giornata.

Prima o poi pubblicherò una guida su questo argomento, perché la trovo un’abitudine davvero essenziale, nel frattempo ti consiglio di leggerti questo post: “Il segreto di Silvia per svegliarsi presto al mattino“.

7. Crea abitudini che ti cambieranno la vita

Svegliarsi presto al mattino non è l’unica abitudine che dovresti instaurare durante il periodo accademico. Questo periodo è infatti unico nella tua vita: i tuoi genitori, i tuoi amici e la società in generale si aspettano da te che ti concentri anima e corpo sulla tua crescita culturale. Perché non approfittare di questo periodo per iniziare anche il tuo percorso di crescita personale?

Molto difficilmente avrai una seconda chance nella vita per sperimentare nuove abitudini e stili di vita: approfitta della libertà che l’Università ti concede, non solo per spassartela, ma anche per investire seriamente sul tuo miglioramento.

Non hai idea da dove iniziare: ecco “10 abitudini per cambiare vita“.

8. Diventa un Ninja di lettura veloce e tecniche di memoria

Dedicare gli anni universitari ad instaurare buone abitudini senza approfittarne per migliorare le proprie capacità di apprendimento e memorizzazione sarebbe un po’ da minchioni, non trovi?

L’apprendimento rapido è stato uno dei primi filoni attraverso cui mi sono avvicinato al mondo della crescita personale e, senza dubbio, apprendere determinate tecniche mi ha aiutato ad affrontare il percorso accademico con maggiore sicurezza, rapidità ed efficacia.

Se vuoi avere una marcia in più rispetto ai tuoi colleghi universitari, ti consiglio di apprendere e praticare costantemente tecniche di lettura veloce e memorizzazione (ti ho linkato quelle che considero tra le migliori).

9. Impara a dare il doppio degli esami in metà del tempo

Per quanto importanti possano essere, un metodo di studio davvero efficace non può limitarsi a qualche tecnica di lettura veloce e memorizzazione. Se vuoi laurearti in tempo e con il massimo dei voti devi disporre di un approccio integrato allo studio.

Negli ultimi 10 anni ho sviluppato, applicato e poi raccolto in una guida (Sm2: Studia meno, Studia meglio) esattamente questo tipo di approccio integrato, che ho denominato metodo Sm2.

Il metodo si basa sui 4 pilastri dello studio.

  • Motivazione. Se non hai voglia di studiare non c’è tecnica di studio che tenga. Nel manuale Sm2 2.0 trovi le migliori strategie per ritrovare la motivazione nello studio.
  • Apprendimento. Memorizzare qualcosa che non si è compreso è inutile e dannoso. Un metodo di studio che funzioni davvero deve innanzitutto aiutarti ad apprendere velocemente nuovi concetti e nuove informazioni.
  • Memorizzazione. Aristotele sosteneva che la memoria fosse lo scriba dell’anima; per quanto la memorizzazione venga sempre dopo l’apprendimento, se non riusciamo a memorizzare determinati concetti, non possiamo affermare di averli fatti davvero nostri.
  • Organizzazione. Puoi apprendere e memorizzare i concetti chiave di un esame perfettamente, ma se ci impieghi 1 anno per ogni esame la tua carriera universitaria è destinata a fallire. Avere successo all’Università significa essere in grado di gestire efficacemente risorse scarse (tempo, focus, concentrazione, energia, etc.). Un metodo di studio completo non può prescindere da strategie di organizzazione dello studio.

Se stai per affrontare per la prima volta un percorso accademico o se senti il bisogno di dare una svolta ai tuoi risultati universitari, ti consiglio di dare un’occhiata a Studia meno, Studia meglio.

10. Divertiti

Conosci Animal House? E’ un film culto del 1978 sulla vita universitaria americana, interpretato tra gli altri dal mitico John Belushi (nell’immagine di copertina). Nel film vengono rappresentati party selvaggi, tra cui l’ormai diffusissimo Toga Party: ecco, divertirsi all’Università non significa necessariamente partecipare ogni sera ad un party diverso, o cazzeggiare beatamente per anni finanziati dai propri genitori. Allo stesso tempo però, la vita universitaria è un’occasione molto importante e non può essere vissuta come una via crucis. Approfitta dei tuoi anni universitari per conoscere nuove persone e fare nuove esperienze positive. Insomma…

Work hard. Play hard.

Mi auguro che questo articolo ti sia piaciuto e ti aiuti ad affrontare il nuovo anno accademico con una ritrovata motivazione ed un atteggiamento vincente. Per il momento ti auguro di goderti le ultime settimane di vacanza. Noi ci sentiamo al prossimo post. Andrea.

Foto tratta dal film Animal House.

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40 Commenti. Lascia un Commento!

  1. Avatar di Samuele

    Samuele

    ha detto:

    Io il mio percorso universitario (purtroppo o per fortuna) l’ho completato, ma leggere post come questi mi fa sempre piacere e mette anche un po’ di nostalgia… concordo in tutto, soprattutto sullo studiare dal primo giorno, ti permette di arrivare più tranquillo e di poter gestire in modo flessibile il tuo tempo anche durante una sessione d’esame.
    PS Andrea ho cercato di immaginarti in un toga party stile Animal House:)

    Buona settimana

    Rispondi
    • Avatar di Andrea

      Ciao Samuele, grazie per aver lasciato la tua testimonianza, anche se sei ormai un laureato ;-)
      Io?! Toga Party?! Se hai visto delle foto compromettenti, sono chiaramente dei fotomontaggi!!! XD

      A presto,
      Andrea.

      Rispondi
  2. Avatar di Federico

    Federico

    ha detto:

    Scegli la tua facoltà?

    Sei un po’ in ritardo, mi sono appena qualificato al Polimi… (:

    Rispondi
  3. Avatar di Mary

    Mary

    ha detto:

    Ciao Andrea, ottimo articolo! Anch’io ho terminato i miei studi universitari, ma leggere comunque tutti i tuoi articoli mi fornisce sempre degli input per migliorarmi! Il modo in cui ti esprimi mi ricorda molto il mio prof di lettere delle medie, che è stato in assoluto il miglior docente di tutta la mia carriera scolastica, perché diceva delle cose importanti ma senza essere pedante! Buona settimana

    Rispondi
    • Avatar di Andrea

      Cara Mary,
      mi fa molto piacere l’accostamento che hai fatto.

      Credo che ognuno di noi abbia avuto un prof. speciale. Sinceramente nella mia vita è sempre mancata la figura di un mentore e alla fine ho dovuto fare da me. Per quelle che sono le mie possibilità e capacità, con il blog cerco di “mentorare” chi sta affrontando percorsi simili a quello che ho fatto finora.

      Andrea.

      Rispondi
      • Avatar di Fab

        Fab

        ha detto:

        Ma come, fai il piccolo povero fiammiferaio??

        A quanto pare, per quello che ne hai parlato, tuo padre sembra una figura alquanto carismatica!!

        E quindi anche se non direttamente ( come un mentore ) ma indirettamente hai avuto a casa un esempio abbastanza positivo di figura maschile che avrà saputo gettare delle buona fondamenta nell’educazione del figlio!!

        Non mi sembra poco!! Tutt’altro!!

        Lucky you!!

        Ciao!

        Fab

        PS nella vita, c’è anche gente che ha avuto solo esempi negativi da parte di entrambi i genitori !!

        Non bisogna mai dimenticarlo!!

      • Avatar di Fab

        Fab

        ha detto:

        Dimenticavo:

        per quanto riguarda:

        “…hai avuto a casa un esempio abbastanza positivo di figura maschile che avrà saputo gettare delle buona fondamenta nell’educazione del figlio!!”

        Compito principale dei genitori è cosrtuire dei pilastri solidi e utili per la formazione del carattere dei figli ( ovviamente con esempi pratici e non con le chiacchiere!! ), poi logicamente spetta ai figli costruirci sopra una semplice casetta, una villa o una cattedrale!!

        In ogni caso, sarà sempre una costruzione solida!!

        E non è mica un risultato da poco!!

        Per concludere, mi sembra che nel tuo caso stai eccellentemente onorando i buoni pilastri formativi che ti sono stati forniti!!

        Ciao!

        Fab

  4. Avatar di Lopez

    Lopez

    ha detto:

    Dici cose vere Andrea, a partire dalla motivazione che dovrebbe spingere ad iscriversi fino al pezzo ” potrebbe non esserci una seconda chance “. Purtroppo è costume diffuso l’ immatricolazione perchèvengodalliceo,papàhalostudio,ehmaconquestacrisimegliostudiare, che sono il preludio di tutti i grandi fallimenti universitari.
    Io sono al quarto anno di Giurisprudenza e,come gran parte dei pischelli che si iscrivono, mi ero guardato bene dal valutarla preventivamente affetto,come si è negli anni del liceo, dalla sindrome di Superman che a colpi di se e di ma ti da una errata e sopravvalutata concezione di te stesso.
    Al secondo anno me la sono vista brutta con la frustrazione e la noia e pur rimanendo in corso,mettici la mancanza di soldi ( negli universitari sono poi diventato un trader semiprofessionista),i risultati medi(ocri?)e il non potermi immergere fino in fondo nella vita universitaria ( sono un pendolare) mi hanno fatto seriamente pensare di abbandonare. Poi mi sono detto che una cosa se la inizi va finita senza chiacchiere e senza lacrime,ed Efficacemente mi ha aiutato a ripartire. :)

    Rispondi
    • Avatar di Andrea

      Ciao Lopez,
      sposo in pieno il tuo commento :-)

      Mi fa molto piacere che tu abbia trovato consigli utili qui su EfficaceMente.

      Andrea.

      Rispondi
  5. Avatar di Michele

    Michele

    ha detto:

    E se la facoltà che ho scelto ha 100 posti disponibili, e gli iscritti sono più o meno 500, (Scienze Motorie), oltre a studiare ogni giorno per quel test, cosa posso fare in caso di fallimento, c’è una facoltà simile, o con le stesse materie di scienze motorie, che magari l’anno dopo potrebbero essere convalidate, dopo essermi spostato?

    Ciao Andrea, e buona settimana :)

    Rispondi
    • Avatar di Andrea

      Ciao Michele,
      non ho una risposta pronta per tutto e per tutti e posso capire la tua paura.
      Per il momento mi concentrerei sul test (anzi, se ti va, facci sapere come è andata, sono certo che tu lo stia preparando al meglio).

      Per quanto riguarda poi i fallimenti, questi fanno parte della vita: ci sono persone che dopo un fallimento gettano la spugna, si demotivano ed entrano in una fase di stallo, come se il mancato successo fosse un giudizio sulla loro persona. Altre invece comprendono di aver sbagliato qualcosa nella preparazione, rimettono insieme i “cocci” e ripartono alla carica; anzi, nel frattempo, se il tentativo non è immediato, investono il loro tempo al meglio, magari sviluppando esperienze affini alla loro passione e che siano in grado di arricchire il loro curriculum.

      Andrea.

      Rispondi
      • Avatar di Michele

        Michele

        ha detto:

        Sì, ho comprato il libro per prepararmi e tramite un programma di studio e un paio di tecniche tratte da sm2 sto cercando di affrontare questo mattone da 800 pagine.. Però alcuni nozioni di biologia mi mandano fuori giri, e le domande sono molte mirate, sto cercando di fare del mio meglio, dovessi non entrare, teoricamente non vedo altre “via d’uscita”, poichè iscrivermi ad una facoltà che va contro le mie passioni non credo sia tanto utile ed efficace, quindi non so cosa fare.

        Grazie comunque per la risposta, Mike.

      • Avatar di Michele

        Michele

        ha detto:

        Ciao Andrea,
        Sono riuscito a passare il test, su 120 posti sono arrivato 105°, non so se sono davvero fortunato, ma comunque nei giorni prima del test mi sono preparato a dovere, anche se il libro mi è arrivato dopo 2 settimane che l’avevo ordinato, (il test è stato l’undici settembre, il libro l’ho ordinato il 2 agosto e mi è arrivato il sedici Agosto..) Lasciando stare questi avvenimenti, volevo puntualizzare solo che dal liceo sono uscito con 73, e alcuni miei compagni sono usciti con 90 sono arrivati dietro di me nella graduatoria, comunque, ho ottenuto questo risultato anche grazie alla tua guida, pianificando e usando lettura veloce.. Grazie ancora, Andrea!

      • Avatar di Andrea

        Grande Michele,
        ne sono molto felice!

        Per curiosità, quando parli di libro, intendi quello su cui hai preparato il test, non Sm2, giusto? Che io sappia la mia guida si scarica immediatamente dopo il pagamento! ;-)

        Comunque, complimenti davvero: sappi però che aver superato il test non è un punto di arrivo, bensì un punto di partenza. Pancia a terra e pedalare! ;-)

      • Avatar di Michele

        Michele

        ha detto:

        Grazie Andrea, questo risultato l’ho raggiunto grazie anche a te! :)
        Comunque intendevo il libro per prepararmi al test, sm2 appena l’ho pagato l’ho subito scaricato e cercato di applicare al meglio. Sono cosciente di questo punto di partenza.. Ho iniziato lunedì, e mi trovo disorientato, ho già 6 esami da fare a febbraio, 3 belli tosti, e non capisco da dove prendere il tempo, visto che ho lezione mattina e pomeriggio e ho libero Martedì e Venerdì.. Grazie ancora,

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