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Sei sicuro di sapere come sottolineare un libro? In fondo che ci vuole: apri una pagina e la pennelli con i vari colori degli evidenziatori, giusto?! Naturalmente sto scherzando (ma non troppo). Quando si tratta di evidenziare spesso gli studenti fanno numerosi errori. Scopriamo allora come imparare a sottolineare EfficaceMente.

sottolineare

“l’amatore della lettura, o lo studioso, ama sottolineare i libri contemporanei, anche perché a distanza di anni un certo tipo di sottolineatura, un segno a margine, una variazione tra pennarello nero e pennarello rosso, gli ricorda un’esperienza di lettura”

Umberto Eco.

A pagina 101 di Studia meno, Studia meglio (Sm2) Andrea spiega come sottolineare non sia assolutamente necessario ai fini dell’apprendimento e ti fornisce tutta una serie di indicazioni e strategie per elaborare le informazioni apprese a lezione o lette sui libri, senza trasformarti in un Picasso degli evidenziatori.

Abbandonare del tutto questa abitudine però non è qualcosa di semplice o immediato.

Prima di poter diventare dei veri e propri ninja dell’apprendimento che non hanno bisogno di evidenziare per studiare, impariamo a sottolineare nella maniera corretta.

In quest’articolo ti svelerò 3 strategie efficaci per sottolineare un libro. Scopriamole!

L’errore fatale che non devi commettere quando sottolinei un libro

Purtroppo, a scuola, nessuno ci insegna come sottolineare un libro (e tanto meno come sviluppare un intero metodo di studio!).

Eppure, per gli studenti che vogliono studiare bene e velocemente, sapere quando e come evidenziare un argomento è uno dei primissimi passi per dare una svolta alle proprie giornate di studio.

Prova a pensarci, quante volte ti è capitato di ritrovarti in biblioteca (o a casa) in preda all’ansia per il prossimo esame: passano le ore, il tuo libro si è trasformato in una distesa di colori sgargianti, eppure non ricordi nulla!

Ecco: essere convinto che TUTTO sia importante e quindi TUTTO vada sottolineato è il primo errore fatale che devi smettere immediatamente di fare.

Cambiare il colore delle pagine dei tuoi libri di testo con un evidenziatore è tanto inutile quanto dannoso.

Si tratta infatti dell’ennesima “stampella mentale” che sta rallentando il tuo studio (se non hai idea di cosa siano le stampelle mentali, leggi qui).

Chiarito questo punto, andiamo a vedere quali sono i principi base per sottolineare efficacemente e 3 metodi che puoi applicare da subito per evidenziare i tuoi testi come un vero professionista.

Come sottolineare: principi base

sottolineare

A cosa serve sottolineare

Lo scopo di sottolineare deve essere quello di aiutarti a individuare i concetti principali di un testo, per poi fissarli meglio nella tua memoria, creando delle connessioni tra loro.

Sottolineare infatti ti obbliga a individuare i punti chiave di ciò che stai leggendo e a distinguerli dalle informazioni di contorno (o di approfondimento).

Quindi capisci da solo perché incollare l’evidenziatore alla pagina e sottolineare tutto quello che leggi non serve ad una beneamata cippa fritta.

Vediamo quindi tre punti imprescindibili per fare un vero salto di qualità quando sottolinei.

Non sottolineare subito

Iniziare subito a sottolineare è un errore da principianti.

Per imparare a sottolineare correttamente, leggi il paragrafo la prima volta fino alla fine (SENZA sottolineare).

In altre parole, la prima volta che ti avvicini a un paragrafo nascondi l’evidenziatore, dimenticati di lui e non cedere all’irrefrenabile tentazione di colorare il libro neanche fossi all’asilo! :-D

Devi infatti capire che la prima lettura serve al tuo cervello per avere una struttura generale dell’argomento e per farsi un’idea di quello di cui si parla.

So cosa stai pensando: pensi che sottolineare subito ti faccia risparmiare tempo. Sì, è vero: ti fa risparmiare tempo nell’immediato, ma te ne fa perdere un sacco andando avanti nello studio.

Ricorda: leggi il paragrafo fino alla fine e solo DOPO sottolinea i passaggi davvero più importanti.

Frequenta le lezioni

All’università ho incontrato parecchi studenti convinti che frequentare le lezioni fosse solo una perdita di tempo. Molto meglio usare quelle ore per studiare da soli in tutta tranquillità! Giusto?

Sbagliato: frequentare le lezioni ti permette di risparmiare un sacco di tempo nello studio a casa (o in biblioteca).

Se frequenti le lezioni infatti e leggi i paragrafi fino alla fine, prima di sottolineare, sarai in grado di individuare molto velocemente i concetti principali da evidenziare.

Crea delle note

Come suggerito dal Prof. Eco, sfrutta i margini del libro per prendere delle note mentre sottolinei. Questo ti aiuta a creare delle connessioni e fare ancora più tuo l’argomento.

Mentre leggi ti viene in mente un collegamento con un’altra materia, un commento particolare del professore, un’opinione personale o un collegamento con un argomento di attualità?

È tutto oro che cola che potrai sfruttare al momento dell’esame per guadagnarti quel meritato 30 e lode.

Fissa questi pensieri con una nota a margine per essere sicuro di non dimenticartene.

Bene chiariti i principi base di come si sottolinea efficacemente, vediamo 3 metodi avanzati per evidenziare un libro.

I 3 metodi per sottolineare un libro

come sottolineare

Ogni studente è diverso.

Per questo, come spiegato da Andrea all’interno di Studia meno, Studia meglio, è fondamentale che ogni studente sviluppi un metodo di studio che sia coerente col proprio stile cognitivo.

Se ancora non conosci il tuo, puoi individuarlo rapidamente grazie a questo test gratuito (clicca qui).

Anche quando si parla di sottolineare, non si possono ignorare le diversità tra studenti. Ecco perché vedremo 3 metodi diversi per sottolineare.

Spetterà poi a te sperimentarli e scegliere quello che ti darà i migliori risultati.

Perché ricorda: lo scopo di sottolineare è quello di essere maggiormente concentrato su quello che leggi. Se lo fai EfficaceMente, sarai in grado di ridurre la quantità di informazioni da memorizzare nella seconda fase dello studio.

Qualunque metodo sceglierai, ricordati queste linee guida generali.

Un testo è composto da:

  • concetti principali
  • concetti di approfondimento

I concetti principali rappresentano il cuore del testo e sono quelli che vengono descritti, argomentati ed espansi dai concetti di approfondimento.

Bene, iniziamo col primo metodo di sottolineatura proposto dall’Università del Minnesota.

1) Sottolineare il concetto completo (complete-thought underlining)

Questo metodo consiste nel sottolineare tutte le frasi che contengono un concetto principale per intero, senza saltare neanche una parola.

Sottolinea quindi tutte le frasi di senso compiuto che ritieni esprimano un concetto importante. In breve, sottolinea tutte le parole necessarie per formare  un concetto principale. Salta solo le frasi che ritieni non contengano informazioni utili, che quindi servono da riempitivo o che ripetono concetti già espressi. Ecco un esempio:

sottolineare concetto completo

Vantaggi: è il metodo più semplice e immediato da applicare. Sottolineare tutte le parole che compongono una sezione che ritieni importante richiede poco tempo.

Svantaggi: questo metodo rallenta la fase in cui devi riguardare il testo.

2) Sottolineatura telegrafica (telegraphic underlining)

Una volta che hai individuato una frase che esprime un concetto principale, sottolinea solo le parole necessarie per trasmettere l’essenza del concetto. Tralascia quindi parole come aggettivi, avverbi, particelle, pronomi. La parte sottolineata deve formare un messaggio abbreviato, simile a un telegramma. Ecco un esempio:

sottolineatura telegrafica

Vantaggi: questo metodo  ti costringe a lavorare sul testo in modo più attivo e ti aiuta a “personalizzarlo”, favorendo il processo di comprensione e memorizzazione. Inoltre ti permette di individuare con facilità i concetti principali quando tornerai sul testo.

Svantaggi: questo metodo richiede ovviamente più tempo rispetto a quello precedente, perché mentre sottolinei devi valutare l’importanza di ogni parola all’interno delle singole frasi. Inoltre per alcuni potrebbe risultare difficile andare a rivedere il testo seguendo una sottolineatura che salta più parole.

3) Sottolineare il concetto incompleto (incomplete-thought underlining)

Questo metodo consiste nel sottolineare all’interno di una frase solo una parte del concetto principale. Non devi quindi sottolineare la frase per intero, ma quanto basta per farti capire di cosa si sta parlando. Spetta a te poi completare mentalmente il resto del concetto.

Per intenderci, se hai una frase di questo tipo:

“il fenomeno x si verifica quando ci sono le condizioni y.”

puoi sottolineare solo la prima parte (“il fenomeno x si verifica quando”) lasciando al tuo cervello il compito di completare mentalmente la seconda parte, sfruttando il famoso effetto Zeigarnik.

Ti consiglio di applicare questo metodo di sottolineatura se ad esempio ti stai preparando per un test a risposta multipla. Ecco come sottolineare il concetto incompleto nell’esempio visto per gli altri 2 metodi:

sottolineare concetto incompleto

Vantaggi: il metodo del pensiero incompleto ha un importante vantaggio rispetto ai due precedenti. A differenza degli altri metodi di sottolineatura, questo è molto efficace per prepararti al momento dell’esposizione. Dovrai quindi creare delle connessioni e usare domande, input o segnali per richiamare alla memoria le informazioni relative a questi concetti.

Svantaggi: è un metodo molto efficace per prepararti all’esposizione, ma non favorisce la rilettura del testo.

Con questo terzo metodo termina il nostro articolo di approfondimento dedicato a come sottolineare un libro.

Prima di salutarti però, un piccolo bonus…

E se devo sottolineare un pdf?

Tra dispense condivise online dai professori, appunti in formato digitale, ebook e paper scientifici, sempre più studenti studiano direttamente su file pdf.

Anche in questo caso puoi tranquillamente utilizzare le 3 metodologie che abbiamo appena visto e puoi farlo direttamente dal tuo dispositivo.

Nello specifico:

  • Se vuoi sottolineare un pdf da iPhone, iPad o Android, scarica l’app gratuita di Adobe Acrobat Reader (versione iOS o versione Android) e usa la funzione indicata con l’icona del balloon e della matitina.
  • Se vuoi sottolineare un pdf da computer o Mac, anche in questo caso puoi scaricare il software Adobe Acrobat Reader e una volta aperto il tuo file pdf andare su Strumenti > Annota e selezionare la funzione di sottolineatura che più preferisci (evidenzia, sottolinea, etc.).

Conclusioni

Saper sottolineare EfficaceMente è uno dei primi passi per imparare a studiare bene e velocemente. Mi auguro quindi che applicherai con successo le 3 strategie che ti ho svelato.

Come ti accennavo però all’inizio dell’articolo, se sviluppi un metodo di studio davvero avanzato, potresti addirittura non aver neanche più bisogno di sottolineare.

Se passi intere giornate sopra i libri per ottenere risultati mediocri all’università o se sei rimasto indietro con i tuoi esami, è arrivato il momento di adottare un metodo di studio che ti permetta di studiare MENO, ma soprattutto MEGLIO.

Grazie alla nuova versione del manuale “Studia meno, Studia meglio (Sm2)“, Andrea ha già aiutato più di 15.000 studenti universitari a laurearsi con successo (dato aggiornato ad aprile 2018).

Prova a dare un’occhiata alla pagina di presentazione e scopri se Sm2 può essere di aiuto anche a te:

SCOPRI SM2 》

A presto, Giulia.

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Sara Pone

Interessante. :)
Io di solito faccio un mix del primo e del secondo metodo. Per lo più uso il secondo, ma per i concetti veramente importanti il primo.

Nicola Mancinelli

ciao Andrea, ti ringrazio per il lavoro che stai facendo, ha davvero un gran valore per me, è da tempo che ti seguo e solo ultimamente mi sto rendendo conto di quanto tu mi abbia influenzato nelle mie abitudini(positivamente).Finito il momento sdolcinato ti vorrei fare una domanda, spero che sia il contesto adatto per farla, ho fatto il test dello stile cognitivo sia sulla guida Sm2 2.0 che qui, e nel primo caso è uscito fuori che io sia una VISOLI mentre nell’altro un VERANA… Forse ho sbagliato io non lo so,come faccio a capire definitivamente qual’è il mio stile?

Laura Dorigo

Ciao Andrea,
Approfitto dell’occasione per ringraziarti per la ventata di freschezza che mi ha portato scoprire il tuo lavoro e i tuoi consigli. Grazie anche a Giulia per l’articolo qui sopra :)
Mi accodo alla domanda di Nicola poiché ho ottenuto i suoi stessi risultati nelle medesime occasioni.. e benché mi sia fatta un’idea del mio stile cognitivo mettendo in pratica le strategie di SM2, mi piacerebbe sapere se c’è, a parer tuo, un’ulteriore maniera per delineare chiaramente lo stile cognitivo. Grazie Mille!

Giulia Di Re

Ciao Laura, grazie a te per il commento :) Se hai ottenuto gli stessi risultati di Nicola, vale la stessa cosa anche per te, devi prendere come stile cognitivo quello più diffuso, ovvero il VISOLI.

Giulia Di Re

Ciao Nicola, rispondo alla tua domanda: tutti noi abbiamo delle componenti dei diversi stili, semplicemente uno dei quattro tende ad essere predominante.
Quando si ottengono risultati discordanti ripetendo il test, è importante prendere come proprio stile cognitivo di riferimento quello tra i due più diffuso. I VISOLI rappresentano circa il 45% della popolazione, mentre i VERANA circa il 25%. Inoltre se si danno risposte diverse allo stesso test è naturale che i risultati siano diversi :)

TonyVT SkarredGhost

Articolo interessante… anche perchè non sono mai stato un fan della sottolineatura.

PS Chi è Giulia?

Andrea Giuliodori

Giulia è stata la prima collaboratrice di EfficaceMente, da anni si occupa delle ricerche che conduciamo per la preparazione dei nostri articoli. Ho deciso di darle la responsabilità di pubblicare alcuni articoli su tematiche specifiche come questo dedicato alla sottolineatura.

Gianmarco

Riguardo al suggerimento delle note a margine del libro tratto da una citazione di Eco,se nel caso specifico l’autore del testo da studiare inserisce già a fianco di un capoverso una parola/frase chiave è opportuno che io invento nuove parole chiave da aggiungere a quelle preesistenti?

Andrea Giuliodori

Sì, l’apprendimento avviene quando rielaboriamo le informazioni con le nostre parole.

Gianmarco

Ok ma l’autore ci facilita già il lavoro con le parole inserite!

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