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La vita è troppo breve per fare questa cosa

Avatar di Andrea Giuliodori di Andrea Giuliodori - aggiornato il 15 Febbraio 2021 Home » Gestione del tempo 80 commenti

Ci sono momenti della nostra vita che ci fanno realizzare quanto la nostra vita sia davvero breve. Prenderne consapevolezza può essere l’inizio della nostra vera vita.

la vità è breve

“Abbiamo due vite e la seconda inizia quando ci rendiamo conto di averne soltanto una”.

Confucio.

Sin dai tempi di Confucio e Seneca l’essere umano si è interrogato sulla brevità della vita.

Con la recente scomparsa di mia Mamma è stato inevitabile anche per me fare certe riflessioni.

E per quanto dolorose, queste riflessioni hanno portato con sé anche intuizioni preziose su come voglio vivere davvero la mia vita.

Nello specifico ci sono due intuizioni che voglio condividere con i miei lettori, chissà che non aiutino anche te a fare un “cambio di passo”.

Intendiamoci, in questo articolo non troverai “la risposta alla domanda fondamentale sulla vita, l’universo e tutto quanto” (cit.).

Probabilmente, sei già arrivato anche tu a certe conclusioni, perlomeno ad un livello razionale.

A volte però abbiamo bisogno che qualcuno ce le torni a ricordare, prima che sia la vita a costringerci a fare i conti con esse.

Partiamo dalla prima intuizione…

1) Sì, la vita è breve. Più breve di quanto realizziamo (e a tutte le età)

20 anni

Se sei nel pieno dei tuoi 20 anni, l’età che l’autrice Mag Jay chiama “The Defining Decade“, hai davanti a te appena una manciata di anni per vivere alcune delle esperienze più formative della tua vita e prendere decisioni che influenzeranno profondamente il resto della tua esistenza.

Se poi sottraiamo a questa tua decade “formativa” almeno un paio d’anni per via dei limiti imposti dalla pandemia globale, questo periodo così intenso della tua vita è ancora più breve di quanto potresti immaginare.

30 anni

Se sei nei tuoi 30 anni e sei diventato genitore per la prima volta (o lo diventerai a breve), ogni anno di vita del tuo piccolino sarà unico: per tradurlo in numeri (da fottuto ingegnere quale solo), questo significa che potrai vivere solo 52 fine settimana con tuo figlio o tua figlia di 2 anni.

Non uno in più.

Se poi hai avuto la fortuna di assistere alla magia del Natale attraverso gli occhi di un bambino, sappi che potrai assistere a quello stupore, all’attesa per Babbo Natale e alla trepidazione per i regali per non più di 7-8 volte nella tua vita di genitore.

40 anni

Se sei nei tuoi 40 anni e hai la fortuna di avere entrambi i tuoi genitori ancora in vita, ma magari per lavoro hai scelto di vivere lontano (colpevole!), in media, tra feste, compleanni e altre occasioni, avrai in totale non più di 60-70 giorni effettivi da trascorrere ancora insieme a loro (circa due mesi).

A volte, senza preavviso, la vita te ne concederà meno. Dannatamente meno.

Per concludere, qualsiasi sia la tua età, se vuoi la mazzata finale, quel genio di Tim Urban ha pensato di mettere la brevità della nostra esistenza nero su bianco, in uno schemino tanto semplice quanto disarmante.

Eccola lì la nostra vita in tutta la sua limitatezza, un migliaio di pallini che rappresentano ognuno un mese di vita di un essere umano che ha la fortuna di arrivare a 90 anni:

La tua vita in mesi

Lo so, lo so non leggi certo EfficaceMente per farti deprimere ancor di più. Per quello bastano e avanzano i Telegiornali.

Eppure questa prima intuizione sull’intrinseca brevità della vita, mi ha portato alla seconda e più importante intuizione…

2) Non ho più tempo per le stronzate (e neanche tu)

Riunioni inutili.
Persone che ti vomitano addosso i loro problemi emotivi irrisolti.
Burocrazia asfissiante.
Liti evitabili.
Abitudini che ti creano dipendenza svuotandoti dentro.
Paure ingiustificate.
Competizione dell’apparenza sociale e social.
Incompetenza disarmante.
Promesse a te stesso puntualmente disattese.
Ignoranza prepotente.

Siamo talmente assorbiti nei ruoli che abbiamo imparato ad interpretare nella nostra vita, da non accorgerci di quante stronzate stiamo tollerando per proteggere l’immagine che di noi vogliamo dare al mondo.

Nello specifico esistono due tipologie di stronzate:

  • Quelle che siamo costretti a subire.
  • Quelle che scegliamo di subire (più o meno consapevolmente).

Le stronzate che siamo costretti a subire

Fatica da Zoom

A meno che tu non decida di ritirarti in un Eremo in mezzo alle montagne e vivere di preghiere e doni della terra, per stare in società dovrai sempre tollerare un certo numero di stronzate, soprattutto legate al tuo lavoro.

Quel “certo numero” però è sotto il tuo controllo più di quanto potresti immaginare, a patto però che tu sia in grado di crearti…

Un’alternativa

Dopo la laurea in Ingegneria sono entrato come stagista in una nota società di consulenza.

Era il novembre del 2007 e ad ottobre del 2008 (nel pieno della grande crisi finanziaria) ho registrato il dominio e pubblicato il primo articolo di EfficaceMente.

All’epoca non avrei mai immaginato che quel “progettino personale” si sarebbe trasformato in una vera e propria azienda internazionale con fatturati milionari, ma dopo 11 mesi nel mondo del lavoro una cosa mi era chiara…

Se non vuoi essere costretto a tollerare le stronzate di capi frustrati e clienti inaciditi fino alla pensione, devi lavorare da subito ad un’alternativa.

Scopo di questa alternativa deve essere quello di farti raggiungere quanto prima la “posizione del fottiti“.

E intendiamoci, crearsi un’alternativa non vuol dire necessariamente diventare imprenditore o lasciare il posto fisso.

  • Se sei un libero professionista, questo può significare sbarazzarti di clienti tossici o creare nuove tipologie di servizi che fatturino indipendentemente dal tuo tempo.
  • Se sei un dipendente (e intendi rimanerlo), puoi crearti un’alternativa acquisendo nuove competenze che ti permettano di scegliere un posto e un datore di lavoro stronzate-free.

In generale, crearsi un’alternativa vuol dire rendere la tua vita e la tua professione quanto più:

  • Flessibili. Ovvero hai un elevato grado di controllo sul tuo tempo.
  • Indipendenti. Ovvero il tuo lavoro e la tua vita non sono legati a doppio filo con un luogo geografico, una Stato, un numero limitato di clienti, etc.
  • Antifragili. Ovvero riesci a prosperare grazie ai cambiamenti, invece di subirne le conseguenze.

Sì, lo so a livello teorico sembra tutto così facile, ma poi a livello pratico ci scontriamo inevitabilmente con i tanti limiti che si sono sommati negli anni nella nostra vita.

Per iniziare a minimizzare il numero di stronzate che sei costretto a subire però, il primo passo è… creare il tempo necessario per creare la tua alternativa.

Ma di questo parleremo più avanti.

Vediamo ora la seconda tipologia di stronzate.

Su queste sì che possiamo intervenire da subito e farlo ci aiuterà a trovare i primi scampoli di tempo per ridurre anche la prima tipologia.

Le stronzate che scegliamo di subire

social media

Le stronzate che si insinuano nelle nostre giornate e che in qualche modo scegliamo di subire sono in assoluto le più subdole.

Un esempio?

Il tempo che sprechiamo sui social media, magari in feroci discussioni sulla uallera giapponese che intavoliamo con perfetti sconosciuti o a consumare trilioni di stories, reels e meme spazzatura.

Secondo un recente studio, in media trascorreremo 6 anni e 8 mesi della nostra vita a scrollare i social media.

6 ANNI E 8 MESI (let it sink in).

Riesci ad immaginare come sarebbe la tua vita se avessi 6 anni e 8 mesi da dedicare per intero ad un tuo sogno, uno qualsiasi?!

Indovina, ce li hai, devi solo disinstallare quel ca**o di app dal tuo telefonino.

E vuoi sapere il colmo?!

Prima di completare questo stesso paragrafo mi sono interrotto per controllare un messaggio su… Instagram!

Io, l’autore di “Riconquista il tuo tempo“, quello che da anni smarona i suoi lettori con i rischi della dipendenza da social media!

Ma il punto è proprio questo: la lotta contro questi giganti del tech è una lotta impari.

Siamo noi e la nostra limitata forza di volontà contro team di ingegneri che lavorano 24 al giorno, 7 giorni su 7, per succhiarci fino all’ultimo istante di attenzione.

Con il migliorare dell’hardware, sempre più immersivo, e dei software, sempre più sofisticati, ci troveremo a fronteggiare nuovi servizi e nuovi social che ci renderanno completamente dipendenti in poche sessioni.

Ecco perché per liberarci delle stronzate che si insinuano furtive nelle nostre giornate, dobbiamo imparare a dedicare attivamente tempo a ciò che conta davvero nella nostra vita.

Ma per farlo dobbiamo innanzitutto capire cos’è che conta davvero nella nostra vita.

Per quanto mi riguarda, in questi tre mesi trascorsi nelle Marche ho realizzato con ancor più forza che fare attività sportiva in mezzo alla natura è una di quelle cose che contano davvero per me, motivo per cui sto iniziando a coltivare hobby e passioni che mi permettano di farlo con maggiore costanza.

Quando hai qualcosa che ti attira veramente, qualcosa a cui tieni e che ti fa stare bene, il tempo per le stronzate tende a ridursi drasticamente.

Per concludere (senza sprecare altra tua vita…)

treno

Sì, la vita è breve. Fottutamente breve. Era bene ribadirlo.

E purtroppo ne spendiamo buona parte in stronzate. Stronzate che ci vengono imposte e che dobbiamo tollerare (fino ad un certo punto) e stronzate che più o meno consciamente scegliamo di subire. E anche questo era bene ribadirlo.

Perché nonostante ne siamo consapevoli (almeno razionalmente), continuiamo a dare per scontato che avremo tempo.

Ci raccontiamo che avremo tempo per…

  • Scrivere quel libro.
  • Fare quel viaggio con i nostri genitori.
  • Avviare quel nostro progetto.
  • Dire a quella persona speciale cosa proviamo davvero.

…finché la vita, in tutta la sua brutale onestà un giorno ci ricorda che il treno è ormai passato.

Ma oggi sei ancora in tempo.

Elimina senza pietà quante più stronzate possibili dalla tua vita.
Non aspettare a dedicare tempo a ciò che conta davvero.
Assapora ogni istante di vita ben vissuta.

La vita è breve e prenderne consapevolezza è un dono.

Andrea Giuliodori.

Post Scriptum

Ti avevo promesso di parlarti più avanti di come creare tempo nella tua vita, tempo da dedicare alla tua alternativa (o a qualsiasi altra cosa ti faccia star bene).

Nell’articolo ho cercato di fornirti una chiara direzione a riguardo, ma qui su EfficaceMente, negli ultimi 12 anni mi sono impegnato a condividere con i miei lettori consigli pratici e strategie concrete per aiutarli a realizzare i loro obiettivi.

A tal proposito, in vista dell’unica apertura annuale delle iscrizioni al nostro video-corso avanzato Crea Tempo, ho deciso di condividere con tutti i lettori del blog un instant course gratuito chiamato “60 minute challenge“.

60 minute challenge

Si tratta di 10 brevi lezioni erogate direttamente via email, a partire da questo mercoledì 17 febbraio, in cui scopriremo insieme i “10 vampiri del nostro tempo” (e come sconfiggerli).

…e visto che questo è un articolo a basso contenuto di stronzate, sì, il mini-corso gratuito sarà anche un modo per me per presentarti il corso avanzato a pagamento, di cui apriremo le iscrizioni lunedì 22 febbraio.

Nel consueto stile di EfficaceMente, però, ogni singola lezione del instant course gratuito ti fornirà una tonnellata di valore, ma soprattutto ti fornirà strumenti concreti per liberare almeno 60 minuti al giorno da dedicare alla tua “alternativa” o a qualsiasi altro hobby o progetto personale.

Per partecipare gratuitamente alla “60 minute challenge” non devi fare altro che iscriverti usando il form qui sotto. E no, tranquillo, l’iscrizione al mini-corso non ti impegna ad iscriverti anche al video-corso avanzato a pagamento 😉

Inserisci il tuo nome e la tua email qui sotto per partecipare alla “60 minute challenge“:

Se non riesci a visualizzare il form puoi iscriverti alla “60 minute challenge” direttamente da questa pagina (clicca qui).

Pps. (l’ultimo, promesso) Per caso l’uso eccessivo del termine “stronzate” in questo articolo ti ha infastidito?

Beh, diciamo che è stato in parte voluto.

Se sei arrivato fin qui, vorrei farti riflettere su un’ultima cosa: la nostra vita è troppo breve per sprecarla a sentirci offesi.

Buona settimana.

“Mi hanno accusato di essere volgare. Beh, penso che sia una stronzata!”

Mel Brooks.

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80 Commenti. Lascia un Commento!

  1. Avatar
    Vittorio ha detto:

    Non potevi esprimerti meglio.
    Grande articolo e immensi contenuti.
    Ora vado a lavorare alla mia alternativa! ;)

    Rispondi
    • Avatar
      Andrea Giuliodori ha detto:

      Buon lavoro Vittorio!

      Rispondi
      • Avatar
        Christian ha detto:

        Ti seguo sin dalla nascita del tuo blog e, da marchigiano a marchigiano (anch’io vivo lontano), posso dirti che in tutti questi anni non hai mai perso di qualità. Complimenti!

      • Avatar
        Andrea Giuliodori ha detto:

        Grazie del feedback Christian.

  2. Avatar
    Abdulkadir Ahmed ha detto:

    Sin la bara s`impara.

    Rispondi
  3. Avatar
    Angjelin ha detto:

    Sentite condoglianze Andrea! Un ottimo articolo pieno di significato in un momento così delicato per
    Te ! Un abbraccio

    Rispondi
    • Avatar
      Andrea Giuliodori ha detto:

      Grazie Angelino.

      Rispondi
      • Avatar
        Edy ha detto:

        Bellissimo e verissimo articolo .
        So bene cosa vuol dire … avendo perso i genitori prestissimo … quindi le tue deduzioni in questo momento sono azzeccatissime .
        Mi dispiace davvero per la tua perdita e so cosa vuol dire avendola già vissuta .
        Poi purtroppo nonostante la consapevolezza , si continua a perdere tempo in stronzate cosmiche . Ottimo ricordarlo sempre e avere chi ce lo ricorda .
        Grazie e ancora condoglianze 💙

      • Avatar
        Emanuele ha detto:

        Condoglianze Andrea! Ti seguo da parecchio tempo è molti cambiamenti nella mia vita sono cominciati grazie a te. Siamo vicini di regione :) saluti dall’umbria.

      • Avatar
        Andrea Giuliodori ha detto:

        Grazie Emanuele, bellissima l’Umbria!

  4. Avatar
    GioVi ha detto:

    ❤️

    Rispondi
    • Avatar
      Andrea Giuliodori ha detto:

      😊

      Rispondi
      • Avatar
        Gabriele ha detto:

        Ciao Andrea, prima di tutto condoglianze…
        Articolo ottimo, ti lancio solo una piccola provocazione: non c’è il rischio di andare verso la deriva opposta, ossia “già la vita e breve, difficile, faticosa… Perché dovrei spaccarmi la schiena sui libri, per anni, o sputare sangue in qualcosa, senza avere l’assoluta certezza di cambiare il mio futuro in meglio? Meglio accontentarsi e avere più soddisfazioni immediate o a breve termine”

      • Avatar
        Andrea Giuliodori ha detto:

        Ciao Gabriele, onestamente è un punto di vista che non ho espresso nell’articolo e che non condivido. Se ad un obiettivo ci tengo sono disposto a spaccarmi le spalle, anche se non ho la certezza di raggiungerlo, il problema sono le stronzate non la fatica.

  5. Avatar
    Luca ha detto:

    “Una alternativa”. Sono d’accordo su tutto quanto hai scritto. Il concetto è molto chiaro.
    Ma una alternativa la può trovare appunto il libero professionista e/o il dipendente che può “scappare” dal problema.
    L’imprenditore che invece il problema ce l’ha, lo deve subire: non può scappare.
    Sei d’accordo?

    Rispondi
    • Avatar
      Manuela ha detto:

      Che tipo di problema? Qui si parla solo delle str…ate, non dei problemi economici e finanziari che spesso si incontrano. Forse bisogna vedere se anche questi problemi dipendono dalle str… e cercare di eliminare quelle.

      Rispondi
    • Avatar
      Andrea Giuliodori ha detto:

      Non ho mica capito Luca.

      Il motivo principale per cui una persona sceglie di fare l’imprenditore è la libertà. Se tu come imprenditore non ti senti libero, molto probabilmente è perché più che l’imprenditore fai il dipendente della tua azienda.

      Rispondi
      • Avatar
        Daniela ha detto:

        Grazie Andrea per la tua franchezza nell’esprimere i concetti e per condividere le esperienze della tua vita reale. Ti leggo sempre volentieri! Un abbraccio

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