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5 tecniche per “studiare bene” che non dovresti usare

Avatar di Roberto Rais di Roberto Rais - aggiornato il 7 Marzo 2019 Home » Studio 3 commenti

Le tecniche di apprendimento che possiamo utilizzare per migliorare le nostre sessioni di studio sono davvero tante, il problema è trovare quelle più efficaci per noi. Ma quali sono invece le strategie che dobbiamo evitare come la peste? In questo articolo ne ho elencate 5.

tecniche per studiare bene

“Imparare a memoria significa non imparare.”

Michel de Montaigne.

Per la maggior parte degli studenti che ho incontrato negli anni, avere un metodo di studio funzionale ed efficace rappresenta ancora una chimera.

Una sorta di utopia che invece è la base per migliorare i risultati in ambito accademico.

Ma cosa c’è di peggio di non avere un metodo di studio?

La risposta è semplice: avere un metodo di studio sbagliato!

Avere un metodo di studio errato è qualcosa di devastante per i tuoi risultati, che ti fa entrare in una spirale negativa da cui è difficile uscire.

Pensa, ad esempio, a un esame da ridare, al tempo perso che avresti potuto dedicare alle tue passioni, o ancora alla perdita della motivazione allo studio che potrebbe addirittura farti pensare di abbandonare ilsogno di laurearti.

Ma quali sono le tecniche per “studiare bene” che non dovresti assolutamente usare?

Di seguito, tra le tante, ne ho individuate 5. Prova ad analizzarle con attenzione e cercare di capire se ti hanno mai riguardato da vicino. Perché il primo passo per ottenere risultati soddisfacenti all’università, è imparare a studiare.

Partire in quarta

tecniche per studiare bene-partire in quarta

La prima tecnica disastrosa è quella di partire in quarta.

Intendo iniziare a leggere il libro avidamente, capitolo dopo capitolo, dimenticandosi un passaggio fondamentale: prima di iniziare a leggere, devi cercare di avere una visione di insieme!

Iniziare subito il primo capitolo di quel libro che profuma di nuovo e ti guarda suadente dalla scrivania, è come avventurarti in una nuova città che non conosci.

La prima via sarà magnetica, ricca di vetrine, di negozi e di cose da vedere. Ma alla fine potresti non ricordare più da dove sei partito e, soprattutto, che cosa ti aspetta nella via successiva. O magari potresti perderti nelle vie traverse, non riuscendo più a trovare la strada maestra.

Insomma, è facilissimo perdersi nelle pagine di un nuovo libro, se prima non hai bene in mente come è strutturato, quali sono i concetti principali, i collegamenti e così via.

Cerca dunque di impiegare qualche ora di tempo per studiare il tuo “campo di battaglia”.

Cerca di capire dalla lettura del sommario, degli indici e delle parti iniziali e conclusive di ogni capitolo, quali sono gli aspetti più importanti e come si collegano.

Dopo questa fase preparatoria potrai iniziare lo studio con una maggiore consapevolezza, e questo farà davvero la differenza per assimilare i concetti.

Fare riassunti

tecniche per studiare bene-riassunti

Il terrore degli studenti è quello di dimenticarsi qualcosa e non essere in grado di ripeterlo al momento opportuno. Questo li porta a commettere un grave errore: fare un riassunto che equivale a un copia e incolla della quasi totalità dei capitoli.

Questo purtroppo è uno scenario molto comune, che non solo ammazza la capacità di rielaborare i contenuti, ma è una gran perdita di tempo.

Uno degli strumenti più potenti in assoluto per aiutare la memorizzazione sono le mappe concettuali. Se non sai come sfruttarle al meglio ecco un articolo in cui Andrea spiega proprio come fare una mappa concettuale efficace.

Tuttavia, sappiamo benissimo che molti di voi fanno resistenza quando si tratta di abbandonare i tanto amati riassuntini.

Se proprio vuoi continuare a farli (prima di passare definitivamente alle mappe concettuali!) cerca di non limitarti a fare un copia incolla, ma riscrivi con parole più semplici i punti salienti di un capitolo, dopo averlo letto tutto con calma.

Se poi vuoi sperimentare un piccolo suggerimento che esalterà le tue capacità di memorizzazione, prova a scrivere il riassunto a mano, piuttosto che con la tastiera di un notebook.

Rielaborare i concetti con parole semplici ti aiuterà a fissare le conoscenze che hai acquisito in maniera più solida.

Insomma, pensa di dover riassumere quello che hai studiato a un ragazzino di seconda media. Sforzati di usare parole che può comprendere e fai degli esempi per assicurarti che abbia capito.

Una volta che avrai assimilato bene i concetti chiave, sarà molto più facile ricordarti anche i dettagli e le informazioni di contorno.

Imparare a memoria

imparare a memoria-tecniche per studiare bene

Un altro errore che gli studenti commettono troppo spesso è quello di imparare a memoria.

Ma perché si spendono così tante energie per imparare a memoria?

Anche in questo caso, la risposta è molto semplice: si tende a imparare a memoria perché non si capisce quello che si sta studiando. Pertanto, si finisce con ripetere a pappagallo quello che si legge nella speranza che questo ci possa salvare in sede di esame.

La brutta notizia è che questa tecnica è totalmente fallimentare. Se non comprendi davvero quello che studi, appena la domanda del professore richiederà un collegamento non troppo intuitivo, rimarrai a bocca asciutta.

Ora che hai ben chiaro che imparare a memoria è uno sforzo senza senso, come correre ai ripari?

Il vero problema è che molti studenti pensano che la memoria sia la protagonista assoluta dello studio.

Ebbene, non è così.  Come spiega Andrea in Studia Meno Studia Meglio 2.0, il manuale sul metodo di studio, la memorizzazione è solo una fase del processo, e serve a solidificare nella tua mente informazioni che devi prima aver assimilato.

Cosa vuol dire? Che non puoi memorizzare delle informazioni senza averle prima apprese.

Prima della memorizzazione, c’è l’apprendimento. E per studiare in maniera efficace devi conoscere le fasi dell’apprendimento e applicare delle tecniche specifiche per ognuna di queste.

Ti ho spaventato? Non preoccuparti, all’interno di Sm2 troverai tutto quello che ti serve per adottare un metodo di studio cucito su misura sul tuo stile cognitivo e sulle tue esigenze.

Procrastinare

tecniche per studiare bene-procrastinare

La procrastinazione è uno dei nemici più duri a morire non solo per gli studenti, ma per tutti gli appassionati di crescita personale.

Ebbene, visto che stiamo parlando di tecniche di studio che non dovresti mai applicare, la procrastinazione è senza ombra di dubbio una delle più nocive.

Quante volte hai iniziato a preparare un esame, ma poi  ti sei ritrovato continuamente a rimandare le tue sessioni di studio?

Ci siamo capiti.

Iniziare a studiare per un esame e farsi travolgere dalla procrastinazione è una grandissima perdita di tempo ed è un vero e proprio peccato, perché ti costringerà a ricominciare dall’inizio.

Il segreto per non procrastinare è imparare a pianificare le tue sessioni di studio. Una volta che avrai capito come fare una programmazione efficace, sarà possibile raggiungere traguardi che ritenevi impensabili, come per esempio superare 8 esami in un’unica sessione.

Studiare in prossimità dell’esame

tecniche per studiare bene-prossimità esame

Ok, lo abbiamo fatto tutti. Spinti da un insensato ottimismo, abbiamo cercato di preparare un esame in pochi giorni.

La verità è che studiare molte ore in poco tempo è una pratica molto dannosa. Meglio invece optare per uno studio distribuito nel tempo. Solo così potrai davvero comprendere la materia e memorizzarla in modo efficace.

Certo, con questo non voglio dirti che lo studio intensivo è totalmente inefficace, o che non ti permetterà di passare un esame. Tuttavia, se prendi l’abitudine di studiare in maniera intensiva sottovalutando il fatto che è lo studio programmato e distribuito la strada da preferire, il rischio è che tu possa andare incontro a brutte sorprese.

E tu che errori hai commesso nello studio? Come li hai corretti?

A presto, Roberto.

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3 Commenti. Lascia un Commento!

  1. Avatar
    Sara ha detto:

    Il mio errore più grave è principalmente studiare in prossimità dell’esame (causato dalla procrastinazione)! Me la cavo pure eh, insomma ci ho fatto uscire anche dei 30, ma non capisco perchè devo stressarmi così quando potrei fare tutto con calma e meglio! Anche perchè poi quando arrivano gli esamoni studiare a ridosso dell’appello diventa impossibile.

    Rispondi
  2. Avatar
    Oriana ha detto:

    Consigli invece per studiare per un concorso scuola senza banca dati,con un programma molto vasto e vago,in 40 giorni circa e avendo a disposizione due ore al giorno,poichè si ha lavoro e famiglia? E’ quel che sto affrontando adesso.

    Rispondi
    • Avatar
      Andrea Giuliodori ha detto:

      Ciao Oriana, di questi 40 giorni dedica innanzitutto 4 giorni (8 ore) per raccogliere quante più informazioni possibili su questo concorso: se non esiste una banca dati e il concorso è stato già fatto in passato, cerca di parlare con persone che lo hanno già affrontato o comunque cerca di capire il più possibile qual è il reale programma della prova.

      Nell’ultimo dei 4 giorni predisponi anche un tuo piano di studi per i successivi 36 giorni. Puoi farlo usando il metodo spiegato in “Studia meno, Studia meglio“.

      Infine, suddividi le 2 ore al giorno a tua disposizione per completare 4 pomodori di studio focalizzato. In questi 4 pomodori quotidiani, applica le strategie più coerenti con il tuo stile cognitivo, così come spiegate in “Studia meno, Studia meglio“.

      Buono studio.

      Rispondi
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