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Relazioni il 10 novembre 2008
Come piacerea agli altri: 6 semplici modi per imparare ad instaurare relazioni sincere, piacere alla gente e farsela amica.
Ricordi il momento esatto in cui hai scelto di tifare per la tua squadra del cuore? Lo ammetto, non sono un grande appassionato di calcio, ma ricordo esattamente quando ho iniziato ad appassionarmi alla crescita personale: è stato dopo aver ricevuto in regalo, al termine di uno stage aziendale, il libro di Dale Carnegie intitolato “Come trattare gli altri e farseli amici“.
Saper sviluppare delle buone relazioni con gli altri è estremamente importante nella nostra vita privata, ma soprattutto in quella lavorativa. Non si tratta di essere dei leccaculo, si tratta di saper instaurare dei rapporti sinceri che ci permettano di lavorare con più efficacia e di far apprezzare meglio il nostro valore.
Eccoti 6 consigli pratici per piacere alla gente, tratti dal best-seller Come trattare gli altri e farseli amici:
Il sorriso è il tuo migliore biglietto da visita. Non parlo di un sorriso falso: si riconosce lontano 1 km. Ma un bel sorriso semplice, spontaneo, cordiale.
Se vuoi piacere agli altri, devi essere tu a fare il primo passo. Dimostra che sei contento di trovarti in loro compagnia e per farlo usa un sorriso: è il messaggio più diretto ed efficace.
Prova a sorridere in modo sincero un po’ più spesso questa settimana: alla cassa del supermercato, dal benzinaio, in ufficio. Qualcuno forse ti prenderà per un pirla, ma il restante 90% delle persone restituirà il sorriso e ti tratterà con riguardo.
Quando incontri qualcuno che conosci e gli chiedi “come stai?”, sei veramente interessato alla risposta o è solo un convenevole? Beh non ti sorprenderà sapere che alla gente non importa granché degli altri.
Vediamo se ti convinco. Sai qual è una delle parole più usate nelle conversazioni? “Io”. Qual è la prima persona che cerchi in una foto di gruppo? te stesso.
Interessarti sinceramente agli altri, ti da quindi un grande vantaggio. Quando ci troviamo in mezzo a persone che non conosciamo troviamo subito più simpatiche quelle poche che si interessano a noi, che ci coinvolgono nella conversazione e sembrano realmente curiose di conoscerci.
La prossima volta che incontri qualcuno e gli chiedi “come stai?” ascolta veramente la risposta.
Ricordare il nome di una persona conosciuta da poco e ripeterlo quando la rincontriamo è un sottile ed efficacissimo complimento. Ma prova a dimenticarlo o a pronunciarlo in modo sbagliato e sono razzi amari! Stesso discorso vale per i soprannomi, soprattutto se non sono particolarmente graditi dall’altra persona.
La gente è orgogliosa del proprio nome, lo trova il suono più importante e più dolce della terra. Il nostro nome ci distingue, ci rende unici fra gli altri. Il nome è una semplice formula magica che è in grado di rendere più personale ed importante qualsiasi richiesta rivolgiamo agli altri. Eppure capita spesso di dimenticare il nome di una persona subito dopo aver finito di parlarci per la prima volta.
La prossima volta che conoscerai una nuova persona, fai il piccolo sforzo di ricordarti il suo nome: te ne sarà immensamente grata.
Gli ultimi 3 consigli per piacere agli altri li trovi nella seconda parte dell’articolo. Iscriviti ai feed RSS per non perderla.
Foto di lenchensmama
Alexander
Conosci delle tecniche per ricordarsi i nomi delle persone ?
Io ho una pessima memoria…
Andrea
A me piace utilizzare questa tecnica:
durante le presentazioni, cerco di associare immediatamente al nome della persona una caratteristica buffa del suo viso.
Ti faccio un esempio: ultimamente ho conosciuto un certo Alberto con il pizzetto, e l’ho subito memorizzato come “Alberto la capretta”. ;-)
Per me, questa tecnica funziona molto bene.
Spero ti sia utile.
Andrea.
Alexander
Interessante, ma anche pericolosa tecnica: non è che ti viene da chiamarlo inconsciamente “capretta” quando incontri Alberto ?
Per curiosità, Alexander a cosa l’ahi associato ? :D
Andrea
Beh… per te è stato semplice:
Strategie Vincenti
;-)
Non è detto che la caratteristica debba essere per forza buffa, deve comunque rimanere ben impressa nella tua mente.
Mary
Bene, fino a qui vado bene, ora andrò a leggere la seconda parte, comunque confermo la veridicità dell’articolo.
3 regole efficacissime di grande aiuto e che funzionano davvero.
Ciao, Andrea!
Andrea
Ottimo! ;-) spero che anche la seconda parte ti convinca.
Rosalba
maccciao!!!Ma a proposito di nomi… voi due siete come CIP E CIOP…AHAHAHAH!!! siete forti quando commentate….tra voi.
Volevo dirvi che è da un anno che mi confondo e chiamo un mio alunno con un altro nome… (per farmi perdonare gli dico che mi ricorda un ragazzo simpaticissimo…)La settimana scorsa lo chiamo magicamente con il suo nome e….questo si gira e mi dice “ma come, perchè mi chiami così?…ormai sono abituato a questo nome!!”…e pensate che anche i compagni in mia presenza lo chiamano così…
Ecco come nascono poi i “soprannomi” a scuola….non è che mi fanno causa??
MA…l’imbarazzo più grande l’ho avuto quest’anno alle prime udienze di 2 nuove classi che conoscevo appena.
Sul registro avevo segnato delle indicazioni corrette ma non riuscivo a collegare un nome al viso di un’alunna…percui parlavo al papà della bimba cercando notizie da lui per focalizzare meglio la figlia….. e… accanto a me mio collega d’inglese si piegava dalle risate (davanti al genitore….
Figuraccia: ho detto che la figlia in palestra era molto spigliata…e attiva….(non immaginerete mai lo sguardo stupito di questo signore che non sapeva se ridere o alzarsi e andarsene….)
…e la cosa più ridicola è stata che nemmeno il mio collega sapeva di chi stavamo parlando.
La lezione successiva scopro che avevo letteralmente confuso due alunne di due classi diverse con lo stesso nome, ma diversissime per carattere: ho richiamato entrambi i genitori che mi hanno tolto simpaticamente dall’imbarazzo dicendo che a casa non avevano mai riso tanto….
Bel momento però…
Andrea
Ahahaha!
Ciao Rosi: effettivamente deve essere stata una scena alquanto comica!
Le persone sono legate al proprio nome più di quanto vogliano far credere.
Andrea.