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Crescita Personale: esempi pratici

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Le 3 seghe mentali che devi smettere di farti (subito)

Alzi la mano chi non si è mai fatto delle gran seghe mentali! In questo articolo vedremo le 3 peggiori e come liberartene.

seghe mentali

“Il pensiero è come un coltello: ti ci puoi imburrare il pane oppure tagliartici la gola.”

G.C.Giacobbe.

Ricordo ancora quel giorno alla Feltrinelli di Bologna quando mi sono ritrovato tra le mani questo libricino dal titolo strambo: Come smettere di farsi le seghe mentali e godersi la vita. L’autore, Giulio Cesare Giacobbe, è una personalità poliedrica: filosofo, esperto del rinascimento, psicoterapeuta, profondo conoscitore delle discipline orientali, ma soprattutto uno scrittore “sui generis“. C’è chi ama e c’è chi odia il suo stile, personalmente ho sempre apprezzato il tono colloquiale, ironico e a tratti umoristico con cui Giulio Cesare Giacobbe tratta tematiche psicologiche anche complesse. Mentirei inoltre se ti dicessi che la lettura dei suoi testi non ha influenzato lo stile con cui parlo di Crescita Personale proprio qui su EfficaceMente.

Ok, la parentesi storico-nostalgica l’abbiamo fatta, è tempo di tornare all’argomento di questo articolo: le famigerate seghe mentali. Forse l’espressione non è delle più eleganti e ti sconsiglio di utilizzarla nel caso in cui dovessi essere invitato per un tè dalla Regina Elisabetta II, ma senza dubbio rende l’idea. Le seghe mentali non sono altro che quei pensieri indesiderati che ci intasano la testa e di cui vorremmo liberarci o in qualche modo zittire.

In un recente post abbiamo visto come sbarazzarci delle preoccupazioni (un ottimo esempio di seghe mentali) utilizzando il famoso albero dei guai. Nell’articolo di oggi vorrei invece parlarti di 3 seghe mentali assai diffuse e pericolose, ma soprattutto vorrei darti degli spunti pratici per affrontare EfficaceMente questi pensieri indesiderati. Vie’ co’ me che mo’ ti spieco!

Sega mentale #1: rimuginare su ciò che non puoi controllare

“Se un problema puoi risolverlo, non preoccuparti. Se un problema non puoi risolverlo, non preoccuparti.”

Lao Tzu.

Ripensando all’estate 2014 qui in Italia non so se siano stati più i millimetri d’acqua caduti a terra o i post su Facebook che ne parlavano. Dedichiamo un ammontare pressoché imbarazzante di tempo ed energie mentali a fatti ed eventi su cui abbiamo un controllo scarso o nullo: le condizioni climatiche, la politica nazionale ed internazionale, gli andamenti macroeconomici, l’ultimo taglio di capelli di Paris Hilton. Tutti questi pensieri sono un perfetto esempio della prima tipologia di seghe mentali di cui voglio parlarti: il pensare continuamente a ciò su cui non abbiamo controllo.

Ogni volta che ci focalizziamo su questi pensieri di fatto cediamo il nostro potere personale, permettendo all’insicurezza di prendere il timone della nostra vita. Per liberarti di questa categoria di seghe mentali devi prendere consapevolezza delle 3 sfere del controllo.

Le 3 sfere del controllo

Ho appreso per la prima volta il concetto di sfere del controllo nel libro “The 7 Habits of Highly Effective People” di Stephen Covey. In realtà il modello che ti proporrò è un tantino diverso, ma il succo del discorso non cambia. Come mostrato nel grafico qui sotto, possiamo individuare 3 sfere del controllo:

le 3 sfere del controllo

Le 3 sfere sono dunque:

  1. La sfera di interesse. Raccoglie al suo interno tutto ciò per cui hai un qualche interesse o preoccupazione, ma su cui hai zero controllo, o comunque un controllo limitato.
  2. La sfera di influenza. Include tutto ciò e tutti coloro su cui puoi avere un impatto diretto, ma comunque non puoi controllare al 100%.
  3. La sfera di controllo. Comprende ciò su cui hai pieno controllo, ovvero: le tue decisioni e le conseguenti azioni.

Tutti i pensieri che riguardano temi al di fuori della tua sfera di controllo e della tua sfera di influenza sono seghe mentali. Per liberartene devi essenzialmente spostare la tua attenzione dalla sfera esterna a quelle più interne. Questo lo si ottiene:

  • Focalizzandoti sulla tua sfera del controllo. Se la tua mente è concentrata ad elaborare mille seghe mentali legate al clima, all’economia o alla politica non avrà il tempo materiale per focalizzarsi sulle uniche due cose che impattano direttamente sulla qualità della tua vita: le decisioni che prendi e le azioni che compi. Occhio, qui non stiamo parlando di massimi sistemi, ma delle decine di piccole scelte ed attività che caratterizzano la tua giornata: l’ora in cui ti svegli, quello che mangi, il lavoro che fai (o che decidi di procrastinare) e così via. Più attenzione dedichi alle decisioni e alle azioni quotidiane e meno linfa metti a disposizione alle seghe mentali. Non solo. Focalizzarti su ciò che puoi controllare ti aiuterà anche ad aumentare la tua autostima grazie al rafforzamento del tuo Locus of Control interno.
  • Lavorando costantemente sulla tua sfera di influenza. A differenza di quello che ti raccontano i vari para-guru tu non sei l’artefice del tuo destino, o almeno non lo sei al 100%. Come abbiamo visto, le uniche cose su cui abbiamo davvero controllo sono le nostre decisioni e le nostre azioni: non puoi avere il controllo completo sul tuo voto d’esame, su quella promozione in ufficio, sulla tua salute, sulle tue relazioni o sulle tue finanze. Accettare la possibilità che nonostante i tuoi sforzi qualcosa possa andare storto, ti libererà da molte ed inutili seghe mentali. L’accettazione però non corrisponde alla resa: sii proattivo, ovvero fai in modo che le tue decisioni e le tue azioni contribuiscano continuamente ad aumentare le probabilità di ottenere un determinato risultato nell’ambito della tua sfera di influenza. Vuoi migliorare la tua salute? Vuoi fare soldi? Vuoi avere relazioni appaganti? Utilizza la tua sfera di controllo per lavorare di continuo su questi obiettivi.
  • Ignorando tutto il resto. Ignorare la sfera di interesse non significa essere egoisti o indifferenti rispetto a ciò che accade nel mondo: è l’esatto contrario. Nel momento in cui decidiamo deliberatamente di ignorare ciò che non possiamo cambiare, ci assumiamo anche la responsabilità di fare tutto quanto è in nostro potere per dare un contributo positivo alla società. Come abbiamo visto ad esempio nel precedente post, non puoi far nulla per modificare le dinamiche dell’economia globale, ma puoi fare molto per modificare le dinamiche della tua economia personale, creando qualcosa di valore per chi ti segue.

“Concedimi la serenità di accettare le cose che non posso cambiare, il coraggio per cambiare quelle che posso e la saggezza per riconoscerne la differenza.”

R.Niebuhr.

Passiamo ora alla seconda categoria di seghe mentali.

Sega mentale #2: scervellarsi su ciò che non hai

Hai presente la tua connessione ADSL che ti fa invocare i numi tutelari ogni volta che cerchi di guardare un film in streaming?! Ecco, anche il tuo cervello ha una larghezza di banda limitata. Questo significa che puoi concentrarti solo su un numero finito di informazioni e per farlo la tua mente conscia “cancella” automaticamente tutte le altre informazioni a cui hai deciso di non prestare attenzione. Non mi credi? Prova a fare questo semplice test sulla concentrazione. Se conosci il trucco è banale, eppure ti garantisco che 8 lettori su 10, al primo tentativo, rimangono completamente spiazzati.

Se la nostra mente funziona in questo modo, cosa credi che accada nel momento in cui la intasiamo di pensieri legati a ciò che non abbiamo?

Pensare continuamente a quello che è assente nella nostra vita è una delle seghe mentali più pericolose in assoluto, perché ci priva del piacere di godere di ciò che nella nostra vita c’è e di cui dovremmo essere grati. Possiamo però contrattaccare questi pensieri indesiderati con le loro stesse armi. Ponendo deliberatamente la nostra attenzione su ciò che è già presente nella nostra vita, ciò per cui possiamo essere grati, automaticamente togliamo spazio alle seghe mentali. Se vuoi approfondire questa tematica ti consiglio questo post dedicato al potere della gratitudine.

Concludiamo con l’ultima tipologia di film mentali.

Sega mentale #3: ripensare al passato e preoccuparti del futuro

“Per smettere di farsi le seghe mentali occorre rivolgere la propria attenzione a ciò che si sta facendo, a ciò che succede, al mondo che si ha intorno.”

G.C.Giacobbe.

Una delle caratteristiche chiave delle seghe mentali è quella di essere ancorate o al passato o al futuro. Se siamo totalmente concentrati sul momento presente, le seghe mentali semplicemente si sciolgono come neve al sole. Sì André, ma in concreto che devo fare?!

  • Le seghe mentali sul passato prendono il nome di rimpianti. Quando siamo dominati dai rimpianti non facciamo altro che rivivere nella nostra testa una scelta sbagliata del passato. Per liberarci di questi pensieri dolorosi è di fondamentale importanza comprendere le lezioni che essi racchiudono. I rimpianti hanno infatti una funzione psicologica fondamentale: servono a ricordarci di non commettere gli stessi errori. Per affrontare questa specifica tipologia di seghe mentali dobbiamo porci questa domanda: “che lezione posso trarre oggi dall’errore che ho fatto ieri, in modo da non commetterne di nuovi domani?“. Questa semplice domanda è strutturata in modo tale da spostare l’attenzione dal passato al presente e al futuro. Prova ad utilizzarla e fammi sapere come va.
  • Le seghe mentali sul futuro prendono il nome di preoccupazioni. Già all’inizio di questo post ti ho suggerito di affrontare le preoccupazioni utilizzando l’albero dei guai. Se sei assillato dalle preoccupazioni, ti suggerisco però di creare un momento di rottura facendo ricorso allo stratagemma di Bruce Lee: prendi un foglio di carta, fai una lista di tutto ciò che ti preoccupa, accartoccia il foglio di carta e… dagli fuoco. Mi raccomando, cautela! Sia mai che diventi responsabile di qualche migliaio di incendi in giro per l’Italia!

In questo post abbiamo trattato molti aspetti, prima di salutarti vorrei però condividere con te una riflessione conclusiva: mi auguro che leggere l’articolo del lunedì di EfficaceMente sia diventata per te una buona abitudine. Leggere però non basta: se non metti in pratica anche solo una piccola tecnica di quelle che ti suggerisco, tutte queste parole rischiano di essere nient’altro che… seghe mentali e, come abbiamo visto, già ne abbiamo abbastanza che ci frullano in testa.

A proposito: come sta andando con la #sfida90901? Fammelo sapere nei commenti, o come stanno facendo alcuni lettori, utilizza l’hashtag #sfida90901 quando posti i tuoi progressi sui tuoi canali social. Ci leggiamo la prossima settimana. Andrea.

Dipinto di Fulvio Martini.

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  • enzag

    Fino all’anno scorso me ne facevo costantemente. Poi ho deciso che non mi piacevo più ho cominciato a cercare come fare e ho trovato te, le tecniche di cui spesso parli e i libri che proponi e ho iniziato a lavorarci su e me ne faccio molte meno! tendo ancora a rimurginare su fatti e comportamenti delle persone ma ci sto lavorando sopra!
    Per quanto riguarda la sfida 90-90-10 non ne ho iniziata alcuna. In compenso ho due propositi che sto seguendo con buoni risultati:
    1) superare il livello di olandese 2.1 e studiare in modo costante ( abito nelle Fiandre ed è la loro lingua. il mio obiettivo a lungo termine è arrivare al livello madrelingua)
    2) discutere in modo pacato con mio marito( non è sempre facile e un paio di volte ho sgarrato ma il mio obiettivo è quello di continuare e arrivare a instaurarla come una buona abitudine nei prossimi 3 mesi)

    • Ciao Enza,
      per quella che è la mia esperienza di crescita personale, voler sopprimere totalmente le seghe mentali o, nel caso dei buoni propositi, voler essere sempre perfetti, è quasi più deleterio del non cercare di migliorarsi affatto. Questa ricerca del perfezionismo ci porta infatti ad essere bloccati, tesi, rigidi. Ben venga quindi il percorso che stai facendo, con gli ostacoli e i cambi di direzione che sono del tutto naturali :-)

      A presto ed in bocca al lupo per i tuoi progetti,
      Andrea.

      Ps. mi sorprendo di quanti lettori di EfficaceMente vivano all’estero, chissà che non inizi a scrivere anche io dall’estero…

  • Alberto

    Ciao Andrea ogni lunedì ti seguo con i tuoi articoli. Il libro che hai citato l’ho trovato da scaricare gratuitamente su un sito in formato pdf ;)
    Per la sfida 90-90-1 non ho idea sul progetto da dedicare, sono molto indeciso e confuso.

    • Ciao Alberto, sei proprio un barbone… ma dai, come si fa a scaricare illegalmente un libro che costa 5€, per poi magari leggerselo sul proprio bel smartphone da 500€! Buhhhh ;-) Cioè, fallo pure, qui nessuno è un bacchettone, però io eviterei di sventolarlo ai 4 venti. Così, per dire: ci fai una figura di cioccolato…

      Per quanto riguarda la sfida 90-90-1, noto che esiste una quota non indifferente di lettori che ha davvero difficoltà a capire su quali obiettivi lavorare: qual è la reazione naturale di queste persone? Mah, sì, metto like a qualche gattino su Facebook: sicuramente questo è il modo migliore per trovare lo scopo della mia vita…

      Sul serio, se non avete obiettivi, se non avete, non dico, uno scopo chiaro e scolpito sulla pietra, ma almeno una vaga idea della direzione in cui dovreste andare, cavolo uscite fuori: sperimentate quante più attività possibili, viaggiate, fate esperienze diverse, leggete, finché non troverete i diversi pezzi del puzzle da mettere insieme. Non è che uno scopre la sua strada, così, per caso: la propria strada bisogna costruirsela sperimentando di continuo e trovando di volta in volta ciò che ci entusiasma, che ci fa sentire vivi ed in cui possiamo esprimere appieno il nostro potenziale.

  • Stefano

    Davvero un ottimo articolo Andrea!
    Per quanto riguarda la sega mentale n°3 può essere utile praticare la meditazione mindfulness, per cercare di vivere appieno il momento presente? è l’abitudine che sto cercando di instaurare in questo periodo. Quest’ultima tematica mi interessa molto ed è anche uno dei messaggi principali del libro “La via del guerriero di pace”: concentrarsi esclusivamente sul momento presente, sul qui e ora, senza divagare troppo con la mente nel passato o nel futuro (certo, poi il livello di concentrazione di cui si parla nel racconto sembra quasi irraggiungibile).

    • Ciao Stefano,
      sì assolutamente. Nell’ultima sezione del post volevo mettere un link al post che ho dedicato alla meditazione mindfulness, poi è saltato.
      Comunque ti confermo che meditare è una pratica semplice e allo stesso tempo complicatissima, perché siamo ormai talmente abituati a vivere nella nostra testa che dimentichiamo il fascino del momento presente.

  • Ottimo articolo, concordo in piena regola con quello che hai detto. Complimenti, chiaro, conciso e simpatico come sempre!

  • luca

    Ottimo articolo Andrea, molto interessante Io pero mi chiedevo se rimuginare su temi filosofici ė un arricchimento o puo essere anche considerato come una sega mentale, visto che non puoi controllare gli avvenimenti che ne seguono?

    • Ciao Luca,
      la bozza iniziale di questo post era decisamente più lunga: tra le altre cose parlavo anche della distinzione tra seghe mentali benefiche e malefiche. Non dobbiamo infatti dimenticare ciò che l’uomo è riuscito ad ottenere grazie al pensiero. Lungi da me scartare il valore del pensiero filosofico, un pensiero che ci innalza.

      Nella maggioranza dei casi però le seghe mentali hanno valenza negativa e più che innalzarci, ci tiene intrappolati in loop mentali che generano sofferenza, ansia e malessere. Pur essendo un’approssimazione, direi che definire le seghe mentali come essenzialmente negative, non sia un grave errore.

      Andrea.

  • Buongiorno Andrea, come ogni altro articolo anche questo è ricco di spunti e considerazioni interessanti. È un primo passo da fare, senza paura di perdere certe abitudini ormai impolverate; con costanza si va incontro a un sicuro miglioramento del proprio modo di pensare e agire… che si riflette inevitabilmente nella giornata. Avanti!

  • Antonello

    Ciao a tutti. Andrea, non ne sono sicuro, ma quel dipinto mi fa venire in mente Ed Templeton. Principalmente è un fotografo, però mi sembra che abbia fatto anche qualche disegno e dipinto.
    Prova a controllare.

    • Grazie Antonello: ho provato a cercare, ma non sembrerebbe un suo dipinto.

      • Ciao Andrea, no infatti il dipinto è mio :)

      • Ciao Fulvio, piacere e complimenti per il dipinto: ho il permesso di utilizzarlo per questo post? Posso chiederti gentilmente cosa vuoi che citi al termine dell’articolo? Va bene il tuo profilo pinterest?

        Fammi sapere,
        Andrea.

  • Pier Paolo

    Scrivi “Ignorando tutto il resto. Ignorare la sfera di interesse non significa essere egoisti o indifferenti rispetto a ciò che accade nel mondo: è l’esatto contrario. Nel momento in cui decidiamo deliberatamente di ignorare ciò che non possiamo cambiare, ci assumiamo anche la responsabilità di fare tutto quanto è in nostro potere per dare un contributo positivo alla società. Come abbiamo visto ad esempio nel precedente post, non puoi far nulla per modificare le dinamiche dell’economia globale, ma puoi fare molto per modificare le dinamiche della tua economia personale, creando qualcosa di valore per chi ti segue.”

    Nessuno ha mai, come individuo, avuto il potere INIZIALE di cambiare DA SOLO, AUTONOMAMENTE, un valore fino ad allora consolidato e collettivo, ma avendoci creduto fino in fondo, alla fine è riuscito a farlo (es. Gandhi, Martin Luther King, Nelson Mandela, Galileo Galilei, Gesù, etc.).

    Le seghe mentali giustamente sono deleterie, ma non confondiamo le seghe mentali con ciò che uno anche nel suo piccolo può fare di utile oggi per costruire un futuro migliore domani, e senza quei grandi “segaioli mentali” di cui ti ho accennato poco sopra, che hanno creduto di poter CAMBIARE nonostante tutto lo stato delle cose, il mondo OGGI sarebbe un posto in cui vivere un po’ più triste e pericoloso! ;-)

    Ti lascio con questo video https://www.youtube.com/watch?v=WrNvwP81H-I di un uomo che non ha smesso di credere ad un sogno che all’epoca sembrava un’utopia, o sega mentale se preferisci, ma che oggi si è trasformata in realtà: un uomo di colore oggi guida la maggior potenza mondiale.

    Se smettiamo di credere ai nostri sogni smettiamo di crescere sia come individui che come collettività, e per quanto possa apparire “strano” od inconcepibile noi siamo un tutt’uno.

    • Meluzzo1

      Non mi sembra che l’articolo di Andrea, utilissimo come sempre e scritto molto bene, consigli ai suoi lettori di smettere di credere ai propri sogni. I grandi che hai citato nel commento hanno centrato il proprio obiettivo proprio perché hanno smesso di farsi le seghe mentali. Questi grandi avevano un sogno come tutti noi, ma la vera differenza sta nel fatto che loro avevano il CONTROLLO assoluto sulla propria vita, hanno preso DECISIONI sempre e solo in direzione del proprio obiettivo, hanno AGITO ogni singolo giorno per coronare quel desiderio che bruciava dentro! Come vedi si sono concentrati sulla sfera che ci consiglia l’articolo, si sono fatte “seghe mentali” su ciò che potevano cambiare, su ciò che potevano modificare anche solo in minima parte. I grandi cambiamenti sono solo la conseguenza di un’ottima gestione della sfera di controllo!

      • Pier Paolo

        I sognatori, ed in particolar modo i GRANDI sognatori, come ad esempio quelli che ho riportato nel mio intervento, sono accomunati da un denominatore comune: sono dei RIBELLI.
        Essi infatti sono così conosciuti ed apprezzati perché si sono ribellati allo status quo della loro epoca ed hanno cambiato il paradigma allora esistente.

        Per questo hanno ottenuto gli straordinari risultati che la storia ha loro riconosciuto e saranno dunque sempre ricordati per il fatto di aver creduto nella possibilità di poter CAMBIARE le regole del gioco.

        Quello che io non condivido di questo post è il mettere dei confini a ciò che è una sega mentale e ciò che potrebbe essere invece un sogno: “La sfera di interesse. Raccoglie al suo interno tutto ciò per cui hai un qualche interesse o preoccupazione, ma su cui hai zero controllo, o comunque un controllo limitato.”, questo è quello che scrive Andrea.

        Quel “zero controllo” equivale a sottintendere che tu non hai la benché minima possibilità di gestire ciò che si trova in quella “sfera” = 0 sogni = solo seghe mentali.

        Se un Martin Luther King (giusto per rimanere in linea con l’esempio del video da me postato) avesse seguito il “consiglio” di Andrea non avrebbe certamente osato fare quello che ha fatto, perché il suo agire andava in una direzione da “sfera d’interesse” (politica) che in quanto tale doveva essere “ignorata” poiché era una sega mentale: ricito “Ignorando tutto il resto. Ignorare la sfera d’interesse non significa…..”.

        I sogni che si possono fare in base a queste “istruzioni” sono piuttosto limitati, e sono sogni vincolati al prenderci cura del nostro piccolo “orticello”, sogni che ti consentono al massimo di avere una cella un po’ più grande e confortevole ma che non ti fanno capire che comunque la metti sei sempre rinchiuso dentro ad una prigione.

        C’è chi si ribella a questo sistema e chi, pur accompagnandolo con le più belle e “pratiche” parole vi si adegua, i primi rientrano nella categoria dei sognatori, i secondi in quella dei conformisti: coloro che in tutte le epoche hanno contribuito veramente a cambiare il mondo sono sempre stati i SOGNATORI ribelli, quelli che in base a ciò che si legge in questo articolo erano pieni di seghe mentali.

    • Ciao Pier Paolo,
      non vedo alcun collegamento tra sogni e seghe mentali. Ciò che ha fatto delle persone che hai citato dei grandi leader è stata proprio la capacità di tradurre in qualcosa di concreto, in AZIONE, idee ed ideali con cui magari altre persone si sono solo trastullate.

      Tanto per farti un esempio, chi passa le giornate a scrivere commenti su social o su forum/blog, andando ad analizzare perché/come/quando/forse la sua opinione è migliore delle altre ecco… quello è un segaiolo mentale. Chi invece fa, magari anche sbagliando, ma riuscendo comunque a costruire qualcosa di concreto, come nel caso delle persone che hai citato, ecco quelle sono le persone che ammiro.

      C’è una frase che mi ha sempre colpito: “Se non ti sporchi le mani, sei nel torto

      • Pier Paolo

        Ciao Andrea,

        scrivi “Tanto per farti un esempio, chi passa le giornate a scrivere commenti su social o su forum/blog, andando ad analizzare perché/come/quando/forse la sua opinione è migliore delle altre ecco… quello è un segaiolo mentale. ”

        Penso che il riferimento sia esplicito vero Andrea? Mi piace perché tu sei una persona dalle certezze granitiche, nessun dubbio solo certezze, buoni o cattivi, pippaioli o supermen, vincenti o falliti.

        Stai tranquillo, tra qualche giorno potrò di nuovo rimettermi in piedi e non poltrire qui di fronte a questo schermo ricolmo di tanta saggezza “pratica” infusa (ho fatto un bel botto in macchina e da poco meno di una settimana non posso muovermi) a passare “le giornate a scrivere commenti su social o su forum/blog, andando ad analizzare perché/come/quando/forse la sua opinione è migliore delle altre”, non vorrei disturbarti troppo con le mie “seghe mentali”, sia mai che ti rovini il business! ;-)

      • Pier Paolo

        “Chi invece fa, magari anche sbagliando, ma riuscendo comunque a costruire qualcosa di concreto, come nel caso delle persone che hai citato, ecco quelle sono le persone che ammiro.

        C’è una frase che mi ha sempre colpito: “Se non ti sporchi le mani, sei nel torto“

        Le persone che ho citato, e che tu dici di ammirare, hanno lavorato nel sociale, si sono “sporcate le mani” nel sociale, hanno combattuto per i più deboli, per chi non aveva voce.

        Ti sei mai sporcato le mani in quel campo Andrea? Oppure la tua è la solita bella frase politically correct buttata lì tanto per fare? Io a te apparirò pure un segaiolo mentale ma almeno le mani me le sono sporcate per aiutare gli altri, e pensa te l’ho fatto pure aggratis! ;-)

        Tu sai cos’è una casa-famiglia? Lo sai cosa vuol dire bonificare uno o più parchi giochi dalle siringhe buttate dai tossici e renderli finalmente di nuovo vivibili per i bambini ed i loro genitori senza l’incubo che si infettassero a causa di quelle siringhe abbandonate? Visto che a te piace così tanto scrivere perché non provi a “sporcarti” le manine nello scrivere (dato che sei così bravo a motivare) a qualche carcerato che non ha nessuno al mondo per non farlo sentire totalmente abbandonato dalla società (c’è un programma in Caritas denominato “Hope mail” che si occupa proprio di questo)?

        Non ti scrivo queste cose per provocare dei flames Andrea, te lo scrivo perché il tuo sito ha un sottotitolo che è “Crescita Personale Esempi pratici”: ecco se vuoi provare a Crescere VERAMENTE con degli ESEMPI PRATICI prova a sporcarti le mani senza pensare solo ad avere un tornaconto, le persone che hai detto di ammirare non pensavano a quello, AGIVANO con spirito umanitario e fine, e così facendo scoprirai che tra le altre cose ci sarà un sorprendente effetto collaterale che supererà tutte le più strabilianti tecniche che potrai mai imparare leggendo tutti i migliori libri sulla presunta “crescita personale” che potrai trovare; ti sentirai felice e realizzato come forse mai in vita tua, e questo semplicemente per aver aiutato solo con lo scopo di aiutare e nulla di più.

        E forse magari imparerai anche ad essere più umile, ma di una umiltà vera, non di facciata.

      • Ciao Pier Paolo,
        ho visto una degenerazione nei tuoi ultimi commenti che non mi è molto chiara e di cui mi dispiaccio: come ti ho spesso scritto, ho sempre apprezzato i tuoi contributi, critici o meno, anche se per questioni di tempo non sempre mi è stato possibile replicare. Nella mia precedente risposta io avevo in mente, ad esempio, quelle persone che passano le giornate a fare inutili polemiche in ambito politico su social, forum e blog: un chiaro esempio di seghe mentali che sono in netta contrapposizione con le azioni di POLITICA CONCRETA che hanno portato avanti i personaggi che hai citato.

        Questo per sottolineare come una stessa tematica (la politica appunto), può essere rilegata alla nostra sfera di interesse ed essere fonte di seghe mentali, o può essere riportata al livello di sfera di influenza e sfera di controllo. Insomma ElucubrAzioni vs. Azioni.

        Per il resto, Pier Paolo, complimenti per il tuo impegno nel sociale: ti fa onore. Io qui nel blog non ho mai parlato di questi aspetti della mia vita privata e non ne sento l’esigenza ora per rafforzare la mia posizione in questo nostro confronto.

        Come già detto, mi spiace aver assistito a questa degenerazione dei tuoi commenti: gli ultimi appaiono spesso fuori contesto (es. sogni vs. seghe mentali?!) e volti a dimostrare una tesi contraria a prescindere, questo rende il dialogo difficile e sterile.

        Per concludere, mi sembra di capire che alla base di molti tuoi ultimi interventi ci sia una sorta di fastidio legato al fatto che EfficaceMente sia anche un progetto imprenditoriale. Probabilmente abbiamo convinzioni sui soldi differenti: ho sempre rivendicato con orgoglio il lato business di EfficaceMente, senza giri di parole o foglie di fico (ne sono un esempio gli articoli che ho dedicato alla crescita finanziaria). Anzi, ritengo il successo economico del blog la prova più concreta che le idee e le strategie che condivido abbiano un impatto reale. Un “mi piace” o un commento positivo non costano nulla, ma quando un lettore mette mani al portafoglio per un mio contenuto a pagamento, sta dando un’opinione molto più concreta sull’utilità di ciò che condivido. L’idea che una persona che non fa soldi abbia necessariamente più ragione, o sia più nobile di intenti, di una che guadagna l’ho considerata sempre un po’ deboluccia, anzi, ho spesso avuto prova del contrario.

        Infine, a proposito di umiltà: l’idea che tu solo abbia compreso che EfficaceMente sia in realtà una macchinazione di business e che tutti gli altri lettori siano invece degli allocchi che io manovro a piacimento, non mi sembra un atteggiamento particolarmente… umile. Così per dire… ;-)

        Andrea.

        Ps. non avevo letto dell’incidente: ti auguro una pronta guarigione.

    • Pier Paolo

      Posto il seguente link di questo video intervento a mio avviso molto interessante, su questa discussione aperta qualche giorno fà, non trovo più il punto più corretto, quello dove si parlava del “Discorso tipico dello schiavo”, per mettere in evidenza lo scenario che ritengo più fattibile grazie a quella che mi auguro sarà una crescita globalizzata in consapevolezza, in un futuro più o meno prossimo, rispetto all’attuale ristretta visione del mondo del lavoro inglobato in un ambito sociale anch’esso assai poco sviluppato: http://www.ted.com/talks/anne_marie_slaughter_can_we_all_have_it_all?language=it#t-90860

  • Franci

    Ciao Andrea!
    A me sono proprio queste pippe mentali che mi fregano sempre e dovunque.
    Questo me lo stampo e me lo porto dietro a vita!!
    Considero l’abitudine di leggere Efficacemente ogni lunedì mattina la migliore che avessi potuto avere nell’arco della mia esistenza, e mettere in pratica i tuoi consigli mi sta dando buoni risultati.
    Grazie e buona settimana!

    Franci

    • Ciao Franci, sono davvero felice che la lettura di EfficaceMente sia diventata per te una buona abitudine. Non tutti i post sono azzeccati naturalmente, ma sapere che una frase o una parola magari riescono a far vedere la realtà in modo diverso ad un lettore, ma soprattutto riescono a spronarlo all’azione è di grande stimolo per me come autore.

    • Pier Paolo

      Ok….dalla prima parte della tua replica ho capito di averla fatta fuori dal vaso: ti chiedo SCUSA allora Andrea, pensavo che la tua risposta fosse indirizzata nello specifico a me, ed invece così non era.

      Botte e risposte scritte possono ingenerare fraintendimenti, e questo ne è un esempio lampante, a questo poi aggiungici -e non mi dare del frignone altrimenti esco dall’altra parte dello schermo e ti meno ;-) – che sono fermo a letto, con antidolorifici addosso e quasi 4.000 euro di danni alla macchina da pagare, e capirai che forse in questo momento tendo un pelino all’incazzatura facile.

      Per quanto riguarda invece il presunto “problema” imprenditoriale legato ad Efficacemente sei tu questa volta ad equivocare Andrea, se provi a leggere il commento che ho fatto in replica ad un utente relativo al tuo post sul tuo guadagno mensile con Efficacemente, io difendevo proprio il tuo diritto a rivendicare un giusto guadagno sui tuoi contenutivi comunicativi ed anzi sottolineavo che erano proprio i tuoi lettori a dare a questo blog il meritato successo che ha: se c’è una persona che non sopporta l’ipocrisia sul denaro è proprio il sottoscritto, fidati!

      E tra le altre cose, proprio per farti capire che con me su questo argomento sfondi una porta apertissima (ed è un altro dei motivi della mia incazzatura facile di questi giorni), guardati sempre da chi ti fa tante seghe mentali (quelle veramente lo sono) “sull’immoralità” dei soldi. Se vali è giusto che tu ti faccia pagare e guadagni: punto e basta. L’immoralità semmai sta dove non c’è un effettivo controvalore, ma questo è un altro discorso.

      Mi parli di fastidio che percepisci dalle mie repliche. Sì è vero, in parte c’è, ma di queste cose mi pare di avere già espresso il mio giudizio a riguardo in miei precedenti post, e questo fastidio riviene fuori quando leggo:

      1.giudizi sommari un po’ troppo superficiali
      2.slogan motivazionali fini a se stessi e
      3.contraddizioni più o meno palesi ripetute

      Questi aspetti, scusami Andrea ma non posso fare a meno di ribadirli, continuano a lasciarmi un po’ perplesso, non mi riferisco ai sistemi, ai metodi, alle tecniche che usi come didattica, anche su quelli non sarei così in sintonia, ma quello è un tuo percorso ormai consolidato e su quell’aspetto ognuno è libero di agire come meglio crede, tuttavia sull’aspetto comunicativo, quello che impatta sui tuoi utenti, continuo a rimanere con qualche dubbio circa la loro (uso volutamente una parola forte, che probabilmente non è corretta ma che rende l’idea) “genuinità”.

      Ti reputo un ragazzo in gamba, ma un pochetto paraculo….e su questa paraculaggine secondo me un pochino ci giochi, non troppo ma un pochino sì (guarda che è una critica più positiva che altro, non prenderla a male, dimostra semplicemente che sei un tipo sveglio)…..basta però che non esageri!

      Ecco…… quando esageri ti rompo le palle, così alla fine vedrai che sarai PERFETTO: in poche parole, senza che tu te ne accorga, ti faccio da PERSONAL TRAINER! Cosa vuoi di più dalla vita?* ;-)

      Buona serata Andrea.

      *potremmo mettere su insieme un altro blog: “Il Diavolo e l’Acqua Santa”, sarebbe un successone e ci sarebbe da divertirsi! :-)

      • Ciao Pier Paolo,
        grazie per questo commento chiarificatore.

        Ti rispondo in merito ai 3 punti che hai sollevato:

        1. Sì assolutamente: uno degli elementi chiave di EfficaceMente credo che sia quello di rendere chiari e pratici argomenti su cui spesso vengono costruiti troppi castelli in aria. Rendere un messaggio chiaro, significa però inevitabilmente anche semplificarlo.
        2. Su questo punto sono meno d’accordo: senza dubbio mi piace giocare con le parole per spingere chi mi segue all’azione, ma un’altra caratteristica del blog è quella di fornire nella quasi totalità degli articoli almeno uno stratagemma da mettere in pratica.
        3. Il dover essere coerente a me stesso a tutti i costi è un qualcosa su cui ho riflettuto a lungo: sono giunto alla conclusione che un reale percorso di crescita personale escluda la rigidità connessa alla coerenza. Se oggi scrivessi sempre e comunque le stesse cose che scrivevo 6 anni fa, questo sarebbe la dimostrazione più lampante di una mancata crescita. Ci sono strategie che hanno funzionato egregiamente per me 4-5 anni fa e che funzionano altrettanto egregiamente per lettori che sono in una fase simile nel proprio percorso, ma che oggi sono per me superate. Se ritieni invece che l’incoerenza non sia solo temporale, ma sia un’incoerenza tra parole e fatti, qui entriamo nel ginepraio delle opinioni personali da cui è difficile uscire.

        Per il resto Pier Paolo, sarei un pirla a dare attenzione solo ai commenti positivi, escludendo a prescindere quelli critici. Ci sono blogger che hanno eliminato del tutto i commenti: io trovo che l’interazione diretta con chi mi legge sia molto importante, ma certo non riesco più a rispondere sempre a tutti.

        A presto,
        Andrea.

  • mauro

    Ottimo articolo Andrea!
    Avevo già letto il libretto di G.C.Giacobbe (m’ era stato regalato da un amico…chissà perché…;-)), ma l’ avevo trovato un po’ dispersivo, perché, in alcune parti, dilagava; mentre il tuo schema, è più chiaro e sintetico, risultando subito efficace! Grandioso, anche solo il metodo, del mitico Bruce Lee ;-)

    • Eh… quello di dover dare un ordine e schematizzare tutto è deformazione professionale da ingegnere/consulente. A volte un limite, altre può essere utile.

      A presto,
      Andrea.

    • Pier Paolo

      Ciao Andrea, non avevo letto la tua replica. Ti ringrazio per le risposte. Permettimi però di specificare meglio il mio pensiero perché dalle risposte che mi hai dato mi sembra chiaro che non hai capito ciò che volevo evidenziare.

      Al mio primo “fastidio” ovvero: “giudizi sommari un po’ troppo superficiali”, tu mi rispondi: “Sì assolutamente: uno degli elementi chiave di EfficaceMente credo che sia quello di rendere chiari e pratici argomenti su cui spesso vengono costruiti troppi castelli in aria. Rendere un messaggio chiaro, significa però inevitabilmente anche semplificarlo.”, ma io non mi riferivo ad “argomenti” o a “messaggi” rispetto a quel fastidio Andrea, stavo riferendomi a GIUDIZI, e sono quei giudizi che spesso ho letto quando tiri in ballo persone che non rientrano in determinati tuoi canoni di “efficienza” (ad se. frignoni, mezze pippe, etc.): è il retropensiero che sta alla base di questi giudizi, per me appunto sommari e superficiali, quello che stigmatizzavo.

      Al mio secondo fastidio, ovverossia “slogan motivazionali fini a se stessi” mi rispondi invece “Su questo punto sono meno d’accordo: senza dubbio mi piace giocare con le parole per spingere chi mi segue all’azione, ma un’altra caratteristica del blog è quella di fornire nella quasi totalità degli articoli almeno uno stratagemma da mettere in pratica.”, anche in questo caso la risposta non è congrua rispetto a quello che ponevo come mio fastidio.

      Uno slogan non è uno stratagemma, sono due cose ben diverse, ed il fatto che abbia aggiunto alla parola slogan, “motivazionale”, avrebbe dovuto rendere il mio pensiero ancora più chiaro: le parole motivanti hanno un peso specifico molto importante, non è che io sia contro queste tecniche, sia chiaro, ma dalla mia esperienza ho visto molte persone che si sono fatte parecchio del male quando assorbivano come delle spugne certi “insegnamenti” senza aver prima maturato una consapevolezza dei propri limiti.

      Le parole hanno un potere enorme Andrea, e tu lo dovresti sapere molto bene, è per questo che a mio modo di vedere vanno centellinate ed usate a dosi omeopatiche, soprattutto quando non sappiamo a chi queste si rivolgeranno: le tecniche motivazionali in molti casi hanno fatto dei danni devastanti, e comunque molto spesso hanno un’efficacia temporanea poiché durano il tempo dell’euforia che esse scatenano nella persona, provocando di contro un rinculo che ha effetti molto più deleteri; non so se hai mai letto le esperienze di chi si fa di cocaina, sono allucinanti gli alti ed i bassi che tale dipendenza scatena, soprattutto quando la persona è in fase di ricaduta, ecco le tecniche motivazionali, quando SONO FINI A SE STESSE, hanno questo stesso andamento, e poiché creano un effetto di dipendenza senza andare alla risoluzione del vero problema, poiché lo scopo per cui vengono usate è solamente quello di motivare appunto, posso a mio avviso essere molto “pericolose”.

      Ieri sono andato a fare il mio solito giretto in biblioteca e tra i tanti libri cui ho dato un’occhiata mi sono soffermato su questo, http://www.lafeltrinelli.it/libri/simon-sinek/partire-dal-perche-come-tutti/9788891706911 penso proprio che lo leggerò poiché tratta un argomento che mi sta molto a cuore e ritengo, così a pelle, che il sistema che propone sia il nocciolo chiarificatore di molte questioni che trattiamo, andando oltre le classiche tecniche motivazionali che a mio parere ormai lasciano il tempo che trovano proprio perché si sono dimostrate alla prova dei fatti inefficaci.

      Le persone procrastinano, sono “inefficienti”, svogliate, etc. proprio perché non hanno trovato il loro PERCHE’, si possono usare tutte le più fantastiche tecniche motivazionali od antirimandite di questo mondo, ma fino a che la persona non si illumina di LUCE PROPRIA e comprende PERCHE’ è bloccata (e questo è un processo che la persona deve mettere in atto in maniera autonoma), tutto questo sforzo per farla proseguire lungo un cammino, che magari non le appartiene neanche, sarà solo uno sforzo vano e controproducente per la persona stessa.

  • sabner

    3 belle seghe mentali: fortunatamente le prime 2 le evito molto bene la terza un po’ meno ma direi che evito abbastanza pure lei :)
    credo che parte del merito sia di tutti gli articoli di efficacemente che leggo

    ricordo 1 o 2 anni fa, stavo aspettando il mio turno dal medico di famiglia, la gente continuava a lamentarsi dei politici, ad un certo punto mi veniva da dire “ok ora che avete individuato il problema come avete intenzione di risolverlo?”
    porre l’attenzione su ciò che non si può cambiare è paralizzante, per quanto ti sforzi rimane sempre tutto uguale

    • Ciao Sabner,
      è un piacere rileggerti ;-)

      Sia chiaro, io stesso a volte mi perdo in discussioni inutili: è capitato anche qui sul blog che dessi un po’ troppo spazio a dei troll, ma avere la consapevolezza che dare spazio a discorsi vuoti è non solo inutile, ma proprio deleterio è già un grande passo avanti.

      Alla prossima,
      Andrea.

  • Grazie Andrea,
    in sostanza: “keep calm and think… efficacemente!” ;D

    • Ahahah, ottimo slogan ;-)

  • Ciao Andrea,

    Come sempre, un ottimo post! Grazie! :)
    Penso di essere intrappolato un po nella sega numero due xD.

    Comunque sia, volevo farti due domande riguardo l’articolo della scorsa settimana.
    1) Se avessi dedicato a scrivere 5 articoli a settimana per un anno, avresti raggiunto lo stesso successo con questo blog entro un anno?
    2) Dici che il blog rappresenta un metodo di guadagno abbastanza lento e fai riferimento a altri mezzi come il video blogging e podcast. Intendi che le ultime due piattaforme sono più efficaci per raggiungere una audience?

    Grazie,
    Rubel

    • Ciao Rubel,
      rispondo alle tue domande:

      1) No. Non credo: sicuramente avrei potuto velocizzare la crescita del blog, ma credo che ogni progetto solido necessiti di un tempo di maturazione.
      2) Da ormai 4-5 anni si sta assistendo ad un massiccio passaggio di utenti su dispositivi mobile: sul tuo smartphone preferisci leggere un articolo di 2.000 parole o ascoltare un podcast/guardare un video? Rimango del parere che sia presto per definire i blog morti, anche perché chi cerca sui motori di ricerca oggi cerca ancora “parole”, ma credo sia importante tenere in considerazione come gli utenti preferiscono consumare contenuti oggigiorno.

      Andrea.

  • sabner

    Andrea, stento a crederci ma stanotte ti ho sognato
    eravamo seduti affianco in un autobus e io stavo leggendo un tuo articolo da un e-book
    mi sono girato verso di te e ti ho detto “guarda che figata di articolo”
    poi ho aggiunto “ma cosa te lo mostro a fare? lo hai scritto tu!” e mi sono messo a ridere a crepapelle

    • Ahahaha, è fatta: ormai entro anche nei sogni dei miei lettori ;-)

  • Maria

    Ciao Andrea
    Grazie per i tuoi articoli.
    Volevo dirti che ho finito di rileggere App è fatto tutti gli esercizi che proponevi e devo dire che di seghe mentali comincio a farmene meno…
    GRAZIE!!!

    • Grande Maria,
      sto ricevendo molti feedback di questo tipo anche in privato: ricorda anche se il programma di Autostima Passo Passo dura 7 settimane, il percorso di miglioramento non termina mai.

      A presto,
      Andrea.

  • iris

    Ciao Andrea,
    ma per scrivere questo articolo hai messo una mini telecamerina nel mio cervello in quest’ultimo periodo della mia vita???
    Complimenti per l’articolo, veramente bello e utile!!! (soprattutto per me ;) )
    A presto!!!!

    • :-) C’ho i poteri: non mi crede nessuno… ma con la sola imposizione delle mani io leggo u pensieru!!!

  • francesca

    Che poi fondamentalmente seghe mentali e preoccupazioni sono la stessa cosa, no?

    • Diciamo che le preoccupazioni sono una tipologia di seghe mentali che ci porta ad ingrandire eventi più o meno probabili del futuro.

      Andrea.

  • Gloria

    Mi fa davvero piacere trovare nei tuoi articoli qualcosa che parla di seghe mentali. La mia personale esperienza è che da quando me ne faccio meno ho:
    1) molta più energia
    2) molta più allegria
    3) molto più “tempo mentale” per trovare soluzioni ai problemi che mi si presentano
    per cui:
    4) molta più efficacia nel prendere decisioni
    5) molta meno paura di agire (tutte le ipotesi catastrofiche sul futuro – tg style – sono seghe mentali paralizzanti)
    6) molto più “quiedora” (e godersi la vita e le sue piccole gioie è fantastico!)
    E infatti ho realizzato più cose importanti negli ultimi due/tre anni che in tutti quelli precedenti spesi a rimpiangere il passato e fantasticare sul futuro. Me lo ripeto sempre: non devo trovarmi cercando chissà dove o rimediando a chissà quale errore, devo crearmi e mantenermi viva e orgogliosa ogni giorno.
    Grazie Andrea per questo spazio, per la possibilità che offri di fermarsi un secondo e ripensare con orgoglio ai passi fatti.

    • Ciao Gloria,
      è sempre un grande piacere leggere delle “rivoluzioni personali” compiute da qualche lettore :-)

  • sara

    Mmm..ok Andrea, confessa: hai la sfera di cristallo!!!! Seghe mentali??????????? Ahimè sono il mio pane quotidiano!! Articolo utilissimo!
    Grazie e buona settimana,
    Sara

    • Eppeforza! ;-)

      Buona settimana a te,
      Andrea.

  • Manuel

    Articolo pesantuccio questa volta eh!
    Ci metterò un pò a elaborarlo Andrè! forse perchè sono impegnato a pensare costantemente alla mia crescita personale e alla mia felicità :D

    • Eh, ogni tanto bisogna picchiare giù duro…

  • Chiara

    Utilissimo, dato che sono una pippaiola mentale di altissimo livello.
    Grazie per questo articolo :)

    • Visti i numeri di commenti, condivisioni social e visite di questo post ho il sospetto che non sei sola Chiara…

  • Francesca

    Ciao Andrea,
    grazie per gli spunti, come sempre molto interessanti. Sono una studentessa universitaria ed il tuo blog è pieno di suggerimenti utili ma il mio preferito fino ad ora è la sfida 90-90-1!! essendo questo un periodo fitto di esami avrei dovuto rimandarla di qualche settimana almeno fino alla fine della sessione ma non volevo procrastinare allora ho trovato una soluzione alternativa e l’ho chiamata 45-15-1. Ho deciso di concentrarmi su un obiettivo meno impegnativo, (nel mio caso fare un ripasso di tecniche di memoria e lettura veloce) e propedeutico alla sfida più grande che voglio affrontare(nel mio caso imparare una nuova lingua) e farlo nei 15 giorni in cui non avrei avuto abbastanza tempo per concentrarmi su altro fuorchè lo studio. Devo ammettere che è stata una rivelazione. I 45 minuti passano in fretta, tra una spulciatina al tuo blog e gli esercizi, e il resto della giornata è molto produttivo! Affrontare una sfida appena sveglia è il modo migliore per caricarsi. Oggi è il giorno 12 e questo vuol dire che mancano 3 giorni alla vera sfida 90-90-1 , devo ammettere che non vedo l’ora che inizi! In bocca al lupo a tutti coloro che hanno accettato la tua sfida e a coloro che la accetteranno nei prossimi giorni!
    Francesca

    • Brava Francesca,
      bellissima l’idea di questo tipo di variante.
      Una cosa che forse non ho sottolineato abbastanza nel post dedicato alla sfida 90-90-1 è che non è per tutti: se non riusciamo a mantenere i nostri buoni propositi neanche per mezz’ora o per più di 3 giorni, inutili imbarcarci in questo tipo di sfida.

      Comunque sono davvero felice che questa sfida stia avendo così successo: intendo darle quanta più visibilità possibile e aiutare quanti più lettori possibili a portare a termine le loro sfide. Credo sia un’idea davvero potente.

      Ps. sei iscritta alla newsletter? Hai scaricato il calendario che ho creato per la sfida 90-90-1?

      Andrea.

      • Francesca

        ciao Andrea,
        non sono iscritta alla newsletter, dove posso scaricare il calendario?
        Grazie mille!

      • Ciao Francesca,
        iscriviti pure (l’iscrizione è gratuita) trovi il calendario tra le risorse gratuite.

        Andrea.

  • Ciao Andrea, ho letto con molto interesse il tuo articolo. Se una persona riuscisse a togliersi dalla mente anche una sola di queste seghe mentali darebbe un cambio radicale alla qualità della propria vita. Ne sono convinto.
    La n° 3 mi sta particolarmente a cuore perché è quella su cui cerco di lavorare maggiormente.
    Questo è il mio mantra:
    “L’ OGGI è l’unica realtà che si può toccare, gustare, vivere perché IERI non si modifica ed il DOMANI ha ancora da venire.”

    C’è un brano tratto dal libro “Nulla è per caso” di Stephen Littleword che dice:
    “Questo istante è tutto ciò che hai. Questo momento è il solo che esiste. Non occuparti a pensare troppo al futuro a pianificare ciò che non c’è, fai piazza pulita dei fantasmi, almeno per oggi, e trasforma il presente, l’istante, l’adesso, in un regalo che farai al tuo futuro. Sì, perché ciò che fai oggi è il seme che sboccerai nel domani. E se non agisci non semini.”

    Complimenti per il post. A presto Marco.

    • Grazie Marco per aver condiviso il brano di Littleword: ecco perché mi piace interagire quanto più possibile con chi mi legge, scopro sempre cose nuove (a volte è difficile star dietro a tutto, ma chissene! ;-)

      Andrea.

  • Gloria

    non centra molto, ma l’ho letta e ho pensato ad Efficacemente:
    “la differenza tra quello che sei e quello che vorresti essere sta in quello che fai”
    ciau!

  • A. Ambra

    Caro Andrea,
    1 – sono in effetti rimasta un po’ bloccata sulla sfida 90-90-1 semplicemente perché allo stato attuale sto perseguendo i miei obiettivi personali con una certa soddisfazione e disciplina, ma al contempo sono/siamo in una situazione che mi fa stare male per via del lavoro di mio marito che ci trattiene in un posto che detestiamo entrambi.. e dunque la sfida sarebbe in verità la sua, e peraltro non può farci molto nemmeno lui a meno che non decida di cambiare lavoro di punto in bianco (un lavoro per cui ha studiato, preso una laurea e un dottorato, e che soprattutto gli piace profondamente). Te ne ho scritto compilando il modulo che hai mandato nella newsletter, anche se è un modulo anonimo. Sono casi un po’ peculiari, questi, capisco che è difficile farci degli articoli sopra.

    2- Vorrei tanto farti una domanda che mi preme molto: come si colloca nelle tre sfere l’impegno nel sociale non remunerato (ovvero volontariato), e quello verso gli animali (sempre non remunerato)?
    E il vivere con degli animali (nel mio caso due gatti), che pure è un impegno (magari è più impegnativo per chi ha un cane..)?
    Non leggo mai sulla ‘vita con animali da compagnia’ quando leggo di crescita personale, e questo mi stupisce sempre, perché personalmente trovo che la compagnia di un animale è un valore aggiunto fortissimo.
    Dopo la morte di due gatti che avevano la veneranda età di 19 anni e mi avevano accompagnata nella vita come due persone di famiglia, ho sperimentato due anni di vita senza gatti in casa, e per quanto fossi occupata e soddisfatta di altre cose, mi mancava quel valore aggiunto, al punto che, non potendo tenerne in quel periodo, sono andata a fare volontariato in un gattile! Con mio marito ne abbiamo adottati due, da un anno, e anche lui che non aveva avuto animali precedentemente, è entusiasta e convinto che avere dei mici (o un cane o quel che uno preferisce) dà alla vita un quid in più, come una ciliegia su una torta. Ti va di parlarne una volta o l’altra?
    Per me anche quella è crescita personale, così come farsi una cultura letteraria, cinematografica, e coltivare uno sport e molte altre cose che mi piacciono.
    Insomma, avere dei ‘pets’ è più di un semplice interesse, diventa una parte molto gradevole della mia/nostra vita..quindi?

    Sui social Network condivido la tua disapprovazione, io su quel lato ho fatto ‘dieta mediatica’ da sempre, mentre invece ho avuto un blog cinefilo-letterario per 8 anni, l’ho chiuso giusto questa estate.
    Ciao e grazie di tutto! :)

  • antonio

    Ciao Andrea.Bello il post,come al solito.Oltre a questo libro di G.Cesare Giacobbe,ho letto e riletto anche la “Paura è una sega mentale” e l’ho trovato davvero utile e a mio avviso molto vero.Hai già parlato del problema del lamentarsi e del “frignare” in alcuni tuoi precedenti post,ma in questo libro,almeno per me,ho trovato la risposta al perchè di questi comportamenti.Mi ci sono rispecchiato molto,mio malgrado,ma almeno ho avuto la possibilità di potermi correggere e cambiare.P.s. Grazie per il calendario :)

  • Ciao Andrea,
    Le seghe mentali ci affliggono fin dall’infanzia. In parte dal confrontarsi con gli altri ed in parte dall’affrontare i nostri limiti davanti alle esperienze della nostra vita.
    Nella mia esperienza personale ho notato che è una lotta impari e quasi titanica;)
    Però non perdo fiducia e grazie a post come il tuo, continuo con entusiasmo il mio percorso.
    Non accetto di vivere una vita in bianco e nero, la voglio piena di colori! Colour Your Future è il mio motto.
    Un saluto

  • anna maria

    Andrea sono solamente 2 giorni che ho scoperto il tuo sito.Abito in Francia e ti ringrazio per i consigli che dai , per la semplicità con cui li scrivi e per la felicità che riesci a trasmettere.Avrei molte cose da dirti ma per ora mi accontento di dirti MERCI!!!Anna (Chartres)

    • Ciao Anna,
      benvenuta, mi ha fatto molto piacere leggere il tuo commento ;-)

      A presto.
      Andrea.

  • Ciao Andrea,
    Di tanto in tanto passo a darti una letta. Sono sempre molto d’accordo con quello che dici. Tuttavia penso che spesso nella vita le tre sfere di controllo si mischino, rendendoci più difficoltosa la capacità di muoverci lucidamente nelle situazioni. Ad esempio, capita a volte che la libertà di curare se stessi e di concentrarsi pienamente sui propri obiettivi venga bistrattata dalle persone che ci circondano, e ritagliare un angolo che sia solo per noi diventa una scusa per accusarci. Ma dici bene tu, non è così. Me ne sono accorta nel momento in cui ho tracciato una linea di confine tra me e l’esterno. In fondo, come noi siamo liberi di sbagliare perché esseri umani – l’indulgenza verso se stessi, quando equilibrata, è uno strumento molto potente – parimenti gli altri, rinfacciandoci tutto il loro malessere, son liberi di lagnarsi della nostra assenza. Non ho mai obbligato qualcuno a seguirmi e mai vorrei che lo facesse ciecamente.

    Mi piace sempre il tuo occhio analitico, anche se a volte, a mio parere, tendi lievemente al tecnicismo.
    Un saluto, buon lavoro!

  • Non possiamo cambiare il passato, ne prevedere il futuro in nessun modo. Abbraccio il presente e mi gusto ogni momento.

  • victor

    come al solito riesci sempre a stupirmi

  • Gianmarco

    Ciao Andrea,
    Sono diventato tuo lettore da poco meno di 48 ore, però nutro forte interesse verso questo blog e verso i consigli che dai.
    Sai io forse sono il più giovane lettore che hai, meno di 18 anni. Ma sia fisicamente che mentalmente sono più maturo. Beh io sono vittima dei fantasmi del passato che condizionano il mio presente rovinandomi i progetti per il futuro. Perché in testa ho praticamente le persone che mi hanno fatto male durante le infanzia che mi condizionano le scelte, mi portano sempre a sbagliare. Io mi sono messo in una posizione di subordinazione verso di loro e verso tutto il resto. Ma la storia è più difficile. Nel mio Paese sono debole e poco aperto, mentre appena vado con gente nuova divento forte, simpatico, attraente, solare e a volte anche un po’ coatto. Questo forse è il mio vero me? Oppure è soltanto una maschera? Nel senso che provo a imitare le persone che mi hanno fatto del male per non soffrire di nuovo? Beh fatto sta che io vivo un forte dissidio interno visto che sono quasi arrivato alla fine del liceo e questo comportamento mi sono reso conto che mi ha sfavorito nel rapporto con gli altri e nei miei risultati, tant’è che il primo post che ho letto qui è frutto proprio di una ricerca su come ritrovare la voglia di studiare.
    Non avevo molta fiducia in post di questo tipo letti altrove perchè li ritenevo dell’inutile filosofare, invece qui è tutto così professionale e ispira ottimismo e fiducia.
    Sai la notte è difficile che riesco a dormire, perchè essendo gay, passo tutto il tempo a pensare che in nazioni vicine (africa, russia ecc) ragazzi come me sono torturati, uccisi, discriminati e comunque costretti a fingere e a non realizzarsi nella vita. Ci penso sempre, mi commuovo. Anche se ovviamente sono molto attivo per cambiare le cose.
    Vorrei solo ritrovare un po di serenità e liberarmi del passato.
    Un abbraccio
    Gianmarco

  • Approfitto di questo post illuminante per ringraziarti! Senza di te non avrei mai scoperto la vera crescita personale, dal momento che molto del positive thinking e della New age americana non mi ha mai entusiasmato. Inconsapevolmente hai cambiato una buona parte della mia vita. Grazie, grazie, grazie ( a proposito di gratitudine…) !

    • Ciao Laura, mi fa molto piacere. Da 6 anni cerco di portare avanti un nuovo modo di parlare di efficacia e crescita personale, quando leggo questi commenti, sono stra-contento.

      A presto,
      Andrea.

  • Rita

    Ciao Andrea, sono nuova su questo blog, ho inziato a leggere i tuoi articoli pochi giorni fa nella speranza di trovare una soluzione ai miei problemi: “le troppe seghe mentali che mi faccio”. Preparati perchè la storia è un po’ lunga.
    Ho iniziato l’università l’anno scorso, e da allora non riescco a sconfiggere il mio senso di inadeguatezza, che mi assale in alcuni momenti della giornata, soprattutto quando sono sola nella mia stanza e ho i libri davanti. Quando seguo le lezioni dei miei professori sono così affascinata da ciò che sanno, che farei di tutto per apprendere anche solo il 50% delle loro conoscenze.
    Appena torno a casa mi dico, “ora è il mio momento, ce la devo mettere tutta”. Ma poi pensando a tutti i capitoli da studiare e alla paura che nel momento dell”esame possa dimenticare tutto, mi blocco. E successivamente iniziano i miei pensieri negativi che si alternano in un ciclo vizioso, tra i quali ci sono i più crudeli, ovvero il paragone che faccio tra me e i miei compagni.
    Il fatto è che non capisco; alle superiori ero una delle più brave (e non lo dico per vantarmi, ne modo più assoluto), e inoltre ho scelto una facoltà di cui mi importa veramente e che mi appassiona.
    Ma la domanda che mi assale più volte è : “Non è che voglio fare troppo la perfettina nello studio?!?. Come potrò ricordarmi tutto, anche i dettagli al momento dell’esame????”.
    Scusa per la lunghezza.

    P.S.: Il tuo e-book “Start” potrebbe aiutarmi, visto e considerato che non riesco a gestire lo studi da quando frequento l’università???.

    • Ciao Rita,
      leggi questo spezzone:

      “Ricordo ancora il mio primo giorno tra le aule della facoltà di ingegneria: i professori sembravano Dei scesi in terra
      (autorevoli ed inavvicinabili), le altre matricole apparivano tutte molto più preparate di me, per non parlare poi del
      piano di studi, fantascienza rispetto alle materie del liceo. Eppure avevo 2 piccole certezze dalla mia parte: la “tigna”
      di voler riuscire e l’incrollabile forza di volontà di dimostrare a me stesso e agli altri che potevo farcela.”

      è tratto dal mio manuale Studia meno, Studia meglio. Conosco perfettamente quel senso di inadeguatezza di cui parli: è del tutto naturale, soprattutto se si è matricole. Lo si supera un passettino alla volta, “costruendo” il proprio metodo di studio, comprendendo che non è necessario sapere tutto alla perfezione, ma che è fondamentale apprendere i concetti chiave e capire come utilizzarli.

      Insomma, da quello che mi scrivi più che un problema di procrastinazione, credo tu abbia bisogno di trovare il tuo metodo di studio e un po’ di fiducia in te stessa. Ti consiglio di approfondire i post su queste 2 tematiche:

      Articoli sull’apprendimento.
      Articoli sull’autostima.

      Andrea.

      • Rita

        Ti ringrazio molto di avermi risposto e di avermi consigliato “Studia meno, studia meglio” (e io che pensavo che il problema fosse la procrastinazione XD).
        Ma da quel poco che ho letto, non capisco come apprendere una materia conciliando sia le slade del professore che le nozioni del libro!!!!

  • Rita

    Nell’e-book vengono citate le slide dei prof?E come usarle?

  • Rossella

    Ciao, io ti volevo dire solo che da quando ho iniziato a bere molto alcool, entrando in dipendenza, mi faccio tutte le seghe mentali che hai nominato, dalla mattina alla sera appena bevo non me le faccio più. Che ne pensi?

    • Che hai un problema serio da affrontare con uno specialista.

  • leo

    Ciao andrea Sono contento di averti conosciuto .C’ e’ una sega mentale che spesso mi capita di fare , in pratica mi chiedo sempre :”se questa cosa(esperienza ,episodio) non mi sarebbe capitato cosa sarebbe successo ?”poi penso che tutta la vita e`un caso.Alcune volte non rieasco a non farmi questa domanda anche se so che sara` un perduta di tempo .

  • Deborah

    Ciao Andrea!
    Buon anno!!!
    Ti leggo sempre e oggi, dopo aver trovato nella mail l’articolo sul preparare più esami, sono venuta qui e ho ritrovato questo; chiaro e ispiratore come sempre.
    Sai la mia prima sfida #90901 “mens sana in corpore sano” l’ho portata a termine con successo facendo entrare questa attività nella mia quotidianità; sono stata meglio fisicamente e mentalmente e questo ha portato benefici allo studio e a tutto il resto.
    Poi ne ho iniziata subito un’altra e dopo pochi giorni è andata a monte. Non mi scoraggio, però, non sono perfetta e voglio darmi una seconda possibilità. Credi che sia meglio cercare un altro obiettivo, riprovare con quello non raggiunto o, addirittura, ripropormi il primo raggiunto già raggiunto e continuarlo?
    Grazie.

    • Ciao Deborah,
      se l’attività fisica è già diventata un’abitudine, sarebbe sciocco sostituirla. Continua con questa attività. Per il resto puoi certamente fare altre sfide90901, ma non necessariamente nei primi 90 minuti.

      Andrea.

  • Alsì Atelier

    Hai salvato il mio pomeriggio di studi…sappilo!

  • Felice

    Ciao Andrea , sei un grande !!! Faccio tesoro delle perle di saggezza che condividi ogni giorno!!! Grazie !!! …….. “Sul profondo e calmo mare,
    incombono due serpenti con immense volute.

    I petti irti tra i flutti e le creste sanguigne

    sovrastano le onde.

    Mentre il resto del loro corpo si snoda a fior d’acqua,

    uno di essi ora mi avvinghia la vita per due volte

    e mi opprime con il suo doppio nodo del suo amore

    e io mi sforzo di svellere il suo nodo. ” Dal film “son de mar” di “Bigas Luna”

  • Kaori Azuki

    Ciao Andrea, ottimo articolo. Purtroppo, io me ne faccio parecchie di cui non riesco a liberarmi. Credo che cmq il cervello attivi per così dire, la sfera d’interesse (la sfera che dovremmo evitare) quando vi sono dei “problemi” da risolvere, su cui non hai alcun controllo. Per es. il “problema” su cui mi sto concentrando, purtroppo, e che non riesco ad ignorare. è una persona che si chiama Alessia, che mi ha accusata di voler litigare per le scimitudini, che mi accusano di vittimismo (che per me non esiste!), che vuole fare protagonismo, e che infine, si inventa le cose, e quest’ultima è la peggiore in assoluto perché è come farmi passare per una povera pazza che si inventa le cose. Se lei ha la memoria di un pesce rosso, o gliene frega veramente poco degli altri. Senza contare la sua supponenza di una ragazzina 18enne che crede di aver sempre ragione. Sono talmente infuriata e arrabbiata, che vorrei dirgliene quattro di persona. E le vorrei fare una faccia da schiaffi. Il minimo. Le ne ho dette quattro tramite mess su fb. Visto che la discussione è iniziata su fb. Ma dopo un po’ non ha più risposto perché siccome è convinta che io faccia la parte della vittima, ritiene opportuna: “offrirmi un comportamento, adulto, fermo e maturo” evitando il confronto diretto. Invece, è solo una grande presuntuosa, supponente ed ostinata che non crede alla verità e vive nelle sue menzogne. E che si ostina a non voler capire sostenendo che il suo comportamento è adulto fermo e maturo. E questo presunto comportamento fermo, adulto e maturo è quello che mi irrita di più. Perché è solo la fonte della sua presunzione. La persona adulta e matura è aperta al chiarimento e al confronto diretto. I vigliacchi scappano! Invece, sono io che dovrei offrirle un comportamento fermo, e adulto e maturo perché si sbaglia. Cosa che è impossibile perché qualsiasi cosa fai hanno sempre l’etichetta pronta da appiccicarti addosso. E per ironia del caso, è proprio quel presunto comportamento fermo, adulto e maturo che scatena il problem solving, (e credo che ne avrò finchè non risolvo il problema, problema su cui non ho il minimo controllo quindi di impossibile soluzione e che quindi ci rigirerò intorno fino all’infinito), e ciò scatena i trip mentali. E se continuo così rischio un esaurimento nervoso. La rabbia mi impedisce di allontanarmi da questo problema su cui non ho il minimo controllo e questo non fa altro che farmi rimuginare sul problema. E farmi un sacco di trip mentali inutili. Come posso fare? Credo di aver bisogno di aiuto. Come posso offrirle un comportamento fermo, adulto e maturo perché non ho la minima intenzione di dargliela vinta dato che si sbaglia? O come posso fare a placare la mia rabbia (anche perché sono davvero infuriata)? Poiché placandola, forse, potrei riuscire, ad allontanarmi dalla sfera d’interesse, che purtroppo, non riesco ad ignorare. Se uno mi accusa di vittimismo allora mi infurio perché mi sta accusando di una cosa non vera ma se uno mi accusa di farmi i trip mentali allora sta dicendo il vero, perché è vero io me ne faccio parecchi.

  • Fabio Nida

    con la meditazione si fa attenzione al tempo presente e quindi non rivolgi l’attenzione al futuro e nemmeno al passato

    • Kaori Azuki

      Io NON condivido. Con la meditazione avviene l’esatto contrario in quanto stimola la riflessione e non permette di passare all’azione. Infatti, io ho iniziato a farmi trip mentali proprio perché meditavo e riflettevo troppo.

  • Kaori Azuki

    a me fa l’effetto contrario.

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