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Scritto da Andrea il 11 maggio 2009

Parliamo di: Successo

Perché dovresti fallire più spesso… per avere successo

Per avere successo, nelle piccole e nelle grandi sfide di tutti i giorni, le sconfitte spesso valgono più delle vittorie. Un articolo sul fallimento, i suoi insegnamenti e come utilizzarli per raggiungere i tuoi obiettivi.

fallimento

“Il successo è per il 99% fallimento.”

Sochiro Honda.

Durante un’intervista dedicata al travagliato periodo di sperimentazione della lampadina elettrica ad incandescenza, Thomas Edison, il prolifico inventore della General Electric, disse: “Non ho mai fallito. Ho semplicemente trovato 10.000 modi che non funzioneranno”. Molti si sarebbero arresi al terzo tentativo, ma Edison aveva colto l’essenza del fallimento.

Il fallimento non è un’alternativa al successo. Il fallimento è un requisito del successo.

Ecco allora 5 modi per trasformare il fallimento in una strategia per avere successo:

  • Cambia il tuo modello mentale. Quando si tratta di raggiungere un obiettivo, molti di noi adottano un modello mentale in cui successo e fallimento si escludono a vicenda: da una parte immaginiamo il rigoglioso sentiero verso il successo, privo di ostacoli e contrattempi. Dall’altra visualizziamo il terrificante sentiero del fallimento, fatto di dolore e sconfitte. Ma il bivio è solo nella nostra mente, nella realtà il percorso verso il successo brulica di ostacoli e sono proprio questi ostacoli a testare la nostra determinazione. Ancora una volta: il fallimento non è un’alternativa al successo, il fallimento è un requisito del successo.
  • Impara a fallire più spesso. Più falliamo e più successi otteniamo. Se non stai fallendo abbastanza, possono esserci solo due spiegazioni: o i tuoi obiettivi non sono abbastanza ambiziosi, o non stai facendo nulla per perseguire i tuoi obiettivi. Aumentando i tuoi fallimenti in modo intenzionale, aumenterai le tue chances di successo. Ogni “no” che ti sentirai ripetere nel breve termine, sarà un passo in avanti verso il tuo obiettivo. Prova a rifletterci: hai realmente sentito molti “no”, o hai solo paura di sentire molti “no”?
  • Fissa obiettivi “negativi”. La “scienza” ;-) della definizione degli obiettivi prescrive che gli obiettivi debbano essere sempre formulati al positivo. Il punto è che qualche obiettivo negativo può essere divertente ed efficace. Ti faccio un esempio: immagina di dover convincere 10 persone a sostenere una causa a cui tieni. Puoi fissare come obiettivo “positivo” quello di trovare 10 sostenitori, oppure… puoi decidere di cercare sostenitori fin tanto che non avrai trovato almeno 100 persone contrarie. Quale obiettivo pensi che ti porterà maggiori risultati? Gli obiettivi “negativi” ti permettono di usare il fallimento a tuo vantaggio.
  • Celebra i tuoi insuccessi. Se è vero che fallire più spesso ti permette di avvicinarti più velocemente ai tuoi obiettivi, è arrivato il momento che inizi a celebrare i tuoi insuccessi! Se permetti alle sconfitte di abbatterti, non avrai mai la forza sufficiente per raggiungere i tuoi traguardi. Prendi le sconfitte in contropiede: celebrale! Trasforma nella tua mente le sconfitte in tappe necessarie per il tuo successo, tappe da festeggiare.
  • Allena il “muscolo” del coraggio. Se il fallimento è il mezzo per il successo, il coraggio è la benzina. Per continuare a tentare, anche quando hai fallito ormai molte volte, devi avere coraggio. Per questo devi allenare il “muscolo” del coraggio. Ogni volta che affronti la paura del fallimento, prendi l’iniziativa. Solo in questo modo il muscolo del coraggio crescerà, insieme ai tuoi successi.

Tu come vivi le tue sconfitte? Ti fai sopraffare o le utilizzi come volano per il tuo successo?

Foto di uckhet

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53 Commenti

  1. Una volta ho letto che non esiste un fallimento: ogni fallimento è una errata impostazione della nostra mente, o magari semplicemente un approccio sbagliato ad un dato problema.
    DA ogni fallimento dobbiamo imparare a trovare quel “quid” che ci porta a prendere i lati positivi del fallimento ed imparare da questo.

    Se impariamo da ogni fallimento… allora il fallimento è automaticamente annullato, altrimenti non avremmo imparato nulla!

  2. Esatto: riuscire a trovare nel fallimento la motivazione per andare avanti e continuare a perseguire i nostri obiettivi. Mi piace molto questa impostazione.

    Grazie del commento.

  3. Bell’articolo. Sottoscrivo tutto. Penso che la linea di divisione tra chi si ferma e chi va avanti sia proprio il fallimento. Falliscono tutti; poi c’è chi si ferma e chi va avanti

    Daniele

  4. Ciao Daniele,
    benvenuto.
    Ti ringrazio per il complimento.

    Falliscono tutti

    Esatto, è proprio questo il punto. Siamo abituati e ci hanno abituato a decantare i successi, schivando il fallimento come la peste. Ma, come hai giustamente sottolineato, anche chi ha raggiunto il successo, ha iniziato fallendo, e senza attraversare questa tappa necessaria non c’è risultato vincente che si possa considerare tale.

    Buona giornata.

    Andrea.

  5. Interessante e proprio pochi giorni ho letto qualcosa del genere in un blog in inglese, ma non ricordo quale…
    Il fallimento può essere visto come una falla nell’idea: una volta trovata la falla, basta lavorare per ripararla e testare i risultati.

  6. Ciao Daniele,
    grazie per il commento.

    Penso che tu ti riferisca al processo di trial & error o trial by error.

    Andrea.

  7. Pasquale

    Quando mi trovo di fronte a un ostacolo e mi accorgo di non riuscire a superarlo mi fermo un attimo, libero la mente e poi ricomincio. Al 99 % supero la difficoltà.

    Ciao Andrea

  8. Ciao Pasquale,
    grazie per aver condiviso la tua esperienza.

    Andrea.

  9. Rosalba

    Ciao Pasquale!! Se poi ti mangi anche un gelato al cioccolato…..è il massimo per liberare la mente e ricominciare…
    Bravo!!
    Rosalba

  10. Ciao Rosi!
    Eh eh… mai dimenticarsi dei piccoli piaceri della vita

  11. Ciao Andrea, per me fallire significa non darsi una possibilità, ossia non tentare, non provare, a raggiungere un determinato obiettivo che ci siamo prefissati. Se spendo le mie energie per perseguire un risultato e non lo raggiungo, non credo sia da considerarsi un fallimento…
    RINUNCIARE credo equivalga dire FALLIRE.
    Ciao, anzi…buonanotte!

  12. Ciao Michele!

    Mi piace il modo in cui esprimi il fallimento: falliamo veramente, non quando proviamo e siamo sconfitti, ma quando decidiamo di non tentare neanche.

    Penso che questo sia anche il leit motive dell’articolo: tentare, tentare e ritentare ancora.

    Buona serata.
    Andrea.

  13. Pasquale

    Ciao Rosalba!
    Siamo in sintonia! ;-D

    Non posso fare a meno di un buon gelato al cioccolato, più pistacchio (quando è buono) e caffè (quando si trova, non c’è sempre!).

  14. Rosalba

    condivido quello al caffè!!!e al pistacchio che ho assaggiato nella mitica Catania…
    Comunque è vero…questo è un piccolo piacere che aiuta moltissimo!
    A parte gli scherzi, nei miei momenti più difficili, sono riuscita a ragionare meglio quando mi sono presa momenti solo per me…
    Trovo il silenzio un ottimo rimedio per riprendere in mano certe situazioni. Il silenzio che a volte spaventa e crea disagio, mi aiuta a leggere ciò che “sento” dentro per poi poter agire al meglio (anche se qualche volta sbaglio”..
    è un parlare con sè stessi…staccare un attimo la spina. Come te libero la mente….mi distanzio solo per un pò per “ricominciare” con una luce nuova….
    Ciao Pasquale,
    Rosalba

  15. Rosalba

    ma GRAZIE Andrea per avermi ricordato di leggere meglio i piccoli piacei della vita…
    Rosi

  16. Pasquale

    Solo che sa star bene con se stesso è in grado di fare grandi cose e di aiutare gli altri. Per me è una regola fondamentale!

    Ciao Rosalba

    P.S. Ciao Andrea! :D

  17. Pasquale

    *Solo chi…

    Devo imparare a rileggere i commenti che scrivo! :D

    Ciao

  18. @Pasquale

    Solo chi sa star bene con se stesso è in grado di fare grandi cose e di aiutare gli altri

    Mi trovi d’accordo, anche se quando ho espresso questo mio pensiero sono stato sempre tacciato di egoismo.

    Andrea.

  19. A giudicare dai miei fallimenti, oggi dovrei essere capo di stato oppure papa.

    • Anna2

      Ciao caro Paul Gatti,
      non riesco a connettermi,non ho la Tua e-mail,se mi puoi scrivere,
      grazie,la tua amica Anna2,ciao ciao

  20. Ciao Paul,
    benvenuto.

    Beh… l’autoironia non ti manca. ;-)

  21. kermitilrospo

    un post da far leggere…… ….ai timidi!! (l’avessi letto qualche anno fa!!) ;)

  22. Pasquale

    Hai ragione Andrea, anche a me è capitato!

  23. @kermitilrospo

    Sai, quando l’ho scritto non avevo pensato ai timidi, ma il bello dei commenti è proprio scoprire che gli altri leggono nel tuo articolo cose a cui non avevi pensato!

    Grazie,
    Andrea.

  24. @Pasquale

    Ce ne faremo una ragione Pasquale! ;-)

  25. Caro Andrea

    domenica terrò un esperenziale di 8 ore…
    spero che anche la lettura di questo tuo articolo mi aiuti a trovare l’umore giusto per essere vincente!!!!!

  26. Fabio

    Ciao Andrea. Ti segnalo il sito http://www.stickk.com. Il meccanismo che sta dietro a stikk.com ha molti punti in comune con l’articolo “30 Days to Success” di Steve Pavlina, ma anche alcune cose che lo rendono più efficace: far leva sul fattore soldi per raggiungere i nostri obiettivi e il fatto che, in caso di perdita, i soldi potrebbero andare a una persona a noi non particolarmente gradita. Tu che ne pensi? A presto. ciao

  27. Ciao Fabio,
    avevo già sentito parlare di siti come stickk. Ammetto di non averli mai utilizzati, ma credo che i limiti (i questo caso la paura di perdere soldi), possano essere degli elementi di motivazione estremamente efficaci.

    Andrea.

  28. Raffo

    n esiste alcun fallimento…l ‘ importante è provarci senza essere condizionati dalla paura di perdere

  29. ciao raffo,

    In fondo è tutta una questione di probabilità: più spesso falliamo, più spesso avremo successo.

    La peggiore scelta che possiamo fare è quella di rimanere immobili: la non azione è di fatto una scelta…sbagliata.

  30. Bruno

    Quando non riesco a conseguire uno specifico successo con azioni che producono piccoli fallimenti sento in me quella forza divina che mi porterà e già mi ha portato a successi di gran lunga maggiori ai successi che avrei voluto raggiungere all’inizio.

  31. Grazie Bruno per aver condiviso la tua esperienza.

    Buona serata.

    Andrea.

  32. [...] Il successo e i fallimenti Link: Dodici preziosi consigli per diventare imprenditore senza sorprese Altri articoli che [...]

  33. [...] This post was mentioned on Twitter by EfficaceMente.com, Marco Fabbri. Marco Fabbri said: il miglior modo per avere successo nel 2010? Continuare a sperimentare e fallire http://bit.ly/6MNaW6 (via @EfficaceMente) [...]

  34. Andrea

    Ottimo articolo! Mi ha ulteriormente dato una spinta in più, grazie.

    Io ritengo che fallire equivalga a fare esperienza, e quindi strada spianata al successo. Non fallire può significare due cose:
    1) abbiamo avuto successo sempre, e se la cosa può sembrare bella, non la è! Infatti non appena esso finirà, noi cadremo in disperazione e la bella vita sarà finita
    2) non abbiamo obiettivi o non stiamo facendo nulla per raggiungerli, ci stiamo creando uno “scudo” che inconsapevolmente ci impedisce di fallire e quindi di avere successo in futuro!

    La chiave, non è cercare il successo MA bensì il fallimento! Direi che è quasi matematico ihih

    che ne pensi Andrea?

    Grazie ancora dell’articolo, lo stimo di alto valore.

  35. Layla

    Ciao Andrea
    Complimenti per il blog,è bellissimo.

    Ti spiegherò il mio problema:sono stata bocciata a luglio all’esame di pratica dell’autoscuola e la prossima settimana ho di nuovo la prova.
    Inutile dire che ho tantissima paura;paura perchè è la mia ultima possibilità.
    Ho paura di non riuscire a controllare la situazione e di essere sopraffatta dalle emozioni.
    Per prepararmi a quel giorno,tento di non pensare alla paura e di farmi coraggio,ma io il mio problema vorrei affrontarlo,non ignorarlo,vorrei guardarlo dritto in faccia e dirgli che sarò io a vincere.
    Solo,non capisco come farlo.

    • Ciao Layla,
      Innanzitutto grazie per i complimenti!

      Per quanto riguarda la tua sfida, non vorrei sembrarti l’uomo delle risposte, perché non lo sono, ma farei 2 cosine:
      1. Romperei le scatole ad un tuo amico più grande o ai tuoi genitori per allenarmi con il foglio rosa.
      2. Penserei alle peggiori cose che potrebbero succedere il giorno dell’esame: immagina i peggiori disastri, talmente paradossali da strapparti un sorriso.. il giorno dell’esame accadrà una cosa molto curiosa… :)

      Fammi sapere come è andata.

      Andrea.

      • Layla

        Sò che sei una persona “normale” e come noi,ma trovo molti dei tuoi post oltre che interessanti,utili,e ci tenevo ad avere un parere esterno.
        Grazie,seguirò il tuo consiglio ;) e ti farò sapere!

  36. Antonio

    Per capire quanto è vera questa cosa, un tizio che è un vincente, tale Josè Mourinho, disse:

    “Mancini, dopo aver perso a Liverpool, ha chiesto le dimissioni. Io dopo aver perso a Manchester, ho chiesto una riunione per Vincere”

    E infatti poi ha vinto …

    Saluti

    Antonio

  37. Layla

    Ciao Andreaaa
    Esame superato nonostante i molti errori
    Sono felicissima ;) grazie per i consigli

  38. Ciao Andrea,
    ottime idee, anche io sono convinto che una maggior confidenza con le sconfitte aiuti nel successo, anche perchè quando ti capita di perdere , perché tenti, non hai paura, ma voglia di vincere, mentre quando hai paura di perdere, perché non sai farlo, allora si che perdi veramente!

  39. artemisia

    Credo sia davvero interessante questa discussione… ma utopistica per chi è letteralmente terrorizzato dal fallimento o dal rifiuto! Spesso procrastinare o cambiare motivazione e quindi azione è un modo sì comodo ma più rassicurante per chi vive l’insuccesso in maniera ansiogena..

    • Credo che le rassicurazioni siano la prima fonte di ulteriori e nuove ansie artemisia.
      Andrea.

      • artemisia

        la rassicurazione è quello stuzzicadenti che regge la mia autostima…

  40. Cesare

    “Avrò segnato undici volte canestri vincenti sulla sirena, e altre diciassette volte a meno di dieci secondi alla fine, ma nella mia carriera ho sbagliato più di novemila tiri. Ho perso quasi trecento partite. Trentasei volte i miei compagni mi hanno affidato il tiro decisivo e l’ho sbagliato. Nella vita ho fallito molte volte. Ed è per questo che alla fine ho vinto tutto” (Michele Giordano, alias Michael Jordan)
    Lui sì che la sapeva lunga in autostima, motivazione, e questa sua frase sembra completare il tuo articolo…bella lì, alla prossima!

  41. GVB1978

    credo che il peggior insegnamento di molti genitori sia la paura di vedere fallire i propri figli e proteggerli dai loro errori.
    sin da piccola mi sono sentita dire che ero una fallita e tutta una serie di cose demotivanti da parte di mio padre. Io sono andata avanti nonostante tutto comprendendo che i veri falliti sono appunto quelli che per paura di fallire non fanno. Purtroppo e perfortuna si impara soprattutto dall’affrontare le conseguenze delle nostre azioni. nel bene e nel male. Imparando da queste.
    personalmente sto passando uno dei periodi economicamente peggiori della mia vita. ma so che é necessario perché questo periodo é dovuto ai miei errori più una serie di circostanze nefaste che si sono abbattute sulla mia vita….lo sto guardando in faccia. Lo sto affrontando cercando di andare a monte della causa che ha scatenato tutto questo. ma sto andando avanti.
    :-)

    • Brava Gertrud,
      mi piace molto quello che hai scritto.

      Andrea.

  42. GVB1978

    :-) vorrei aggiungere che agire in fretta é una cosa da fare raramente. In poche e specifiche occasioni e situazioni.
    mi spiego meglio. Conosco molta gente che ha fretta e pensa che agendo in fretta (che non significa agire subito) avrà anche in fretta i risultati. Certamente ma, che risultati saranno? saranno risultati superficiali, fuochi di paglia. I veri risultati invece si preparano con i propri tempi, quelli più duraturi sono quelli che maggiormente ci vuole tempo per realizzare e preparare (questo non significa non agire e procrastinare, significa avere pazienza e costruire mattone su mattone con i tempi necessari). Le radici profonde non gelano mai.
    Uno dei motivi per cui anche mia madre ora avanza l’idea che io sono una fallita, é il fatto che non sono in regola con i tempi canonici per cui le persone in media hanno successo e lo dimostrano.
    I “tempi canonici” io li ho sforati per il corso che ha preso la mia vita che mi ha costretto a lasciare da parte per un certo tempo scuola e lavoro (e ringrazio il cielo che potessi permettermelo)ma in quel periodo io ho comunque lavorato passo dopo passo al mio sogno e progetto e proprio il voler stare bene con me stessa é fondamentale per poi fare bene il proprio lavoro (e non sai quanta gente dice che sono egoista…beh me ne frego, chi mi ama conosce bene la mia generosità e il mio altruismo) e non mi pare che esistano standard precostituiti per definire quando e come una persona debba avere successo. Ognuno ha i suoi tempi. Il lavoro, l’amore per il proprio lavoro. Sono una scienziata e un’artigiana della comunicazione.
    sarebbe interessante che scrivessi un post su questo tema: il tema del tempo e della lentezza e della velocità. perché penso che sia importante. Molta gente ha ricevuto come imprinting culturale, oltre la paura del fallimento anche quello della velocità. e soprattutto quello della velocità in relazione a fallimenti e successo.
    :-)

    • Ciao Gertrud,
      grazie per lo spunto di riflessione: ci farò una pensata. Proprio l’altro giorno leggevo un articolo di Pavlina sul come accelerare la crescita. Trovo tuttavia le tue riflessioni sui giusti tempi molto interessanti: ciò che cresce velocemente ha spesso gambe d’argilla.

      A presto,
      Andrea.

  43. GVB1978

    secondo me la crescita si accellera imparando a guardare se stessi per davvero, scavando dentro di se per trovare veramente se stessi, imparando a conoscerci ed apprezzarci. Ho riletto recentemente la storia infinita di michael ende in cui il salvatore di fantasia, Bastiano Baldassarre Bucci, riceve l’aurin con su scritto: fa ciò che vuoi. ebbene, quante persone sanno quello che davvero vogliono?
    da questa consapevolezza parte tutto…

  44. Alex

    È verissimo. Bel blog, condivido su tutta la linea.
    Bravo : ) buona giornata

  45. Alex

    P.S. Solo i fallimenti aiutano a migliorare. Essere sempre i primi della classe non aiuta – anche se sembrerebbe il contrario. Me ne sono accorta col passare degli anni. Gli ex colleghi di università che avevo voti alti e sembravano perfetti si trovano ai 40 in condizioni non brillanti. Rimangono tutti fossilizzati sui loro (precedenti) successi e non sono progrediti.

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