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Come Definire un Obiettivo

Avatar di Andrea Giuliodori di Andrea Giuliodori - aggiornato il 23 settembre 2018 Home » Successo 39 commenti

La definizione degli obiettivi è il primo passo per il loro raggiungimento. Ecco un articolo con esempi pratici per aiutarti a definire meglio i tuoi obiettivi.

definizione obiettivi

“Niente altro può migliorare la tua vita più del concentrare tutte le tue energie su un numero limitato di obiettivi.”

Nido Qubein.

Più o meno consapevolmente, tutti noi abbiamo degli obiettivi nella vita. Riuscire a definirli in modo chiaro è il primo passo per raggiugerli concretamente. Eccoti allora una piccola guida per definire i tuoi obiettivi, sia che tu voglia cambiare una piccola abitudine o… cambiare il mondo ;-)

Cos’è un obiettivo

Mah dai!!! Lo sanno tutti cos’è un obiettivo! Allora… dicesi obiettivo, quel… ehm… quel coso che… ehm… beh si… lo sanno tutti, no?

Personalmente, mi piace pensare ad un obiettivo come ad un desiderio scritto con l’inchiostro dell’ambizione e costruito sulle fondamenta dell’azione. Con un po’ meno di poesia potremmo definire un obiettivo come un qualcosa, che ha un senso grazie ad un perché ed è realizzato attraverso un come.

Ok ok, ora basta con i giochi di parole, vediamo come definire EfficaceMente i tuoi obiettivi.

Il “Cosa”

Confondere un obiettivo con ciò che vogliamo ottenere può farci partire con il piede sbagliato, eppure senza bersaglio da colpire non esisterebbe obiettivo. Ma questo bersaglio deve avere le giuste caratteristiche, deve essere:

  • Concreto. Il traguardo che vogliamo raggiungere deve essere chiaro ed oggettivo, non ci devono essere interpretazioni sul suo raggiungimento: un obiettivo è centrato oppure no, non ci sono vie di mezzo. Perché sia chiaro un obiettivo dovrebbe essere il più possibile concreto: ogni volta che devi definire un obiettivo, cerca di far coincidere il cosa con un oggetto o un numero. Evita parole vaghe (migliorare, di più, etc.) o legate ad emozioni (stare meglio, essere felice).
  • Definito nel tempo. Un obiettivo senza scadenza non è un obiettivo, è una chiacchiera da bar. Quando definisci un obiettivo devi sempre definire entro quando lo vuoi raggiungere. Come insegna la legge di Parkinson, i limiti temporali generano motivazione.
  • Quasi raggiungibile. Si, hai letto bene: un obiettivo deve essere quasi raggiungibile. Giocare sul sicuro non ti aiuta: quando fissi un obiettivo, devi aver paura, paura di non poterlo raggiungere. Questo genererà quella tensione positiva che ti permetterà di superare i tuoi limiti e crescere. Un muscolo cresce solo quando fa male. D’altro canto un obiettivo quasi raggiungibile non è un obiettivo impossibile: fissare un traguardo troppo ambizioso ti porterà solo frustrazione. Infine, un obiettivo quasi raggiungibile è un obiettivo che rientra nella tua sfera di influenza: non puoi far nulla per vincere il superenalotto, ma puoi fare molto per migliorare la tua situazione finanziaria.

Alcuni esempi di obiettivi concreti, definiti nel tempo e quasi raggiungibili? “Superare 10 esami in un anno accademico”, “Raddoppiare le tue entrate in 12 mesi”, “Adottare 10 nuove sane abitudini in 1 anno”, etc.

Ma il cosa non basta, per impegnarti e ritrovare la motivazione giorno dopo giorno, hai bisogna di qualcosa altro, hai bisogno de…

Il “Perché

La prima domanda che devi porti dopo aver scritto il tuo obiettivo è: “perché?”, “perché voglio raggiungere questo obiettivo”, “quali sono le motivazioni che mi spingono?”. Se non riesci a trovare almeno 10 valide motivazioni per raggiungere il tuo obiettivo, ci sono due sole spiegazioni:

  • Alla fine dei conti, non desideri poi così tanto raggiungere quel traguardo.
  • Stai inseguendo il traguardo di qualcun altro.

Scrivi i tuoi 10 perché subito dopo aver definito il tuo obiettivo.

Il “Come

Ora non ti rimane che definire il tuo piano di azione. Ma non perdere troppo tempo a definire ogni singolo dettaglio: se il tuo obiettivo è quasi raggiungibile (ricordi?) non riuscirai mai a rispettare il tuo bel piano preconfezionato, dovrai aggiustare la rotta strada facendo.

Ma allora cosa dovresti scrivere nel tuo piano di azione? 3 cose:

  • la prima azione che intendi fare oggi per iniziare ad inseguire il tuo obiettivo.
  • le tappe intermedie (milestones) che intendi superare prima di arrivare al traguardo finale.
  • … non ne ho idea, ma 3 punti fanno sempre scena!

Ora che hai tutti gli strumenti per la definizione dei tuoi obiettivi non ti resta che… iniziare a centrarli.

Foto di jake vance

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39 Commenti. Lascia un Commento!

  1. Avatar di Andrea
    Andrea ha detto:

    Una domanda: quanti obiettivi pensi sia bene avere contemporaneamente?
    Qualcuno dice non più di 2 (http://twogoalsapp.appspot.com/).
    Io cerco di averne 1-2 per ogni “area” della mia vita (lavoro, famiglia…).
    Qual è la tua esperienza?

    Per concludere, una citazione: “If you aim at nothing, you will hit it everytime!”

    Andrea

    Rispondi
  2. Avatar di Andrea
    ha detto:

    Ciao Andrea!
    In passato ho adottato anche io la tua strategia. Definivo 1 obiettivo per ogni “macro-area”: le mie finanze, la mia carriera, il mio benessere fisico, etc., ma sinceramente i risultati sono stati mediocri.
    Troppi obiettivi ambiziosi da portare avanti contemporaneamente, con conseguente perdita di focus e frustrazione.

    Da un paio di anni ho adottato con soddisfazione la “politica” di avere 1 obiettivo all’anno, ne ho già parlato trattando la legge di Curly.
    A supporto di questo obiettivo, ogni mese mi concentro sull’adozione di 1 nuova abitudine (es. andare a correre la mattina, tenere un diario, etc.) e generalmente cerco di acquisire abitudini che mi permettano di crescere, in modo equilibrato, nelle diverse “aree” della mia vita.

    Spero di aver risposto alla tua domanda. Grazie per il link e per la citazione. Materiale prezioso come al solito.

    Andrea.

    Rispondi
  3. Avatar di Laura
    Laura ha detto:

    Grandissimo Andrea!

    Era il post che mi mancava! In realtà queste idee già circolavano nella mia mente da un po’, ma vederle scritte nero su bianco con sintesi e chiarezza è sicuramente d’aiuto!

    Talmente d’aiuto che mi ha fatto venire in mente alcuni spunti di discussione:

    1. START TODAY: La prima azione, fosse anche comprare un quaderno su cui scrivere i progressi nel raggiungimento del nostro obiettivo, io la collocherei nell'”oggi”. Dire “lo faccio domani” è una frase sempre a rischio di iterazione.

    2. WRITE IT DOWN: Come avevi scritto in un altro post, tenere un breve diario delle azioni fatte può esserci tre volte d’aiuto: per non cadere nello sconforto se i primi risultati non si vedono subito; per spronarci a non lasciare alcuna pagina bianca, e quindi fare ogni giorno un po’; e per tenere traccia di quanto fatto o pensato.

    3. FIND THE ENHANCERS: Può essere utile identificare le persone o le fonti che ci possono essere d’aiuto nella realizzazione di una o più tappe intermedie, per esempio un vecchio professore che ci stava simpatico a cui possiamo chiedere consigli per un esame o per la tesi.

    4. B-PLAN: ovvero il vecchio adagio “non mettere tutte le uova in un solo paniere”. Prendere in considerazione modi alternativi per raggiungere le tappe intermedie in modo da non perdere l’entusiasmo al primo ostacolo. Su questo però ti pongo una domanda: è una buona idea oppure si rischia di perdere tempo e focus inutilmente?

    5. Per concludere, rispondo all’Andrea del commento prima del mio con una citazione che ho “rubato” a un altro Andrea mio amico:

    “Aim at the moon, should you miss it, you will land on stars” ;-)

    Buona giornata e buon raggiungimento degli obiettivi!

    Rispondi
  4. Avatar di Andrea
    ha detto:

    Ciao Laura!

    1. START TODAY: sono talmente d’accordo che ho modificato l’articolo. ;-)

    2. WRITE IT DOWN: per quanto mi riguarda se non scrivo (leggi misuro) non progredisco, è un meccanismo molto radicato nel mio carattere, che si è dimostrato utile in più di un’occasione.

    3. FIND THE ENHANCERS: questo punto è molto utile. Non ne parlo nell’articolo, ma da soli non si arriva da nessuna parte. A questo proposito penso che siano molto importanti anche i modelli: persone che hanno già raggiunto gli obiettivi a cui aspiri e da cui puoi trarre lezioni importanti.

    4. B-PLAN: per quanto mi riguarda mi piace essere molto rigido sui traguardi (1 obiettivo entro fine anno, tappe intermedie trimestrali, etc.) ma al contempo molto flessibile sui modi che posso utilizzare per raggiungerli. Perché precludermi delle possibilità? Detto questo non trovo molto utile definire 10 piani alternativi prima di iniziare: preferisco partire quando sono sufficientemente confidente e poi correggere il tiro in corsa, seguendo un processo continuo di Plan-Do-Check-Act.

    5. Ehi! Smettetela di rubarmi il lavoro… sono io quello che mette le citazioni fiche!!! Ahahahah ;-)

    Rispondi
  5. Avatar di Fabio
    Fabio ha detto:

    bellissimo articolo, argomento sempre interessante… bravo, come al solito!

    …proporrei anche un

    3: stabilire una QUASI scadenza
    in cui prevedi GROSSO MODO di raggiungerlo ?

    ;-)

    FABIO

    Rispondi
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