Produttività il 14 dicembre 2009
Io sono pigro
Elogio della pigrizia, ovvero come la mentalità di un pigro può renderti più produttivo.
“L’invenzione, secondo me, deriva direttamente da un certo ozio, forse addirittura da un certa pigrizia”
Agatha Christie.
Devo farti una confessione: io sono pigro.
Lo avresti mai detto? L’autore di un blog dedicato alla produttività personale… pigro!Un controsenso! Oppure no…?
Pigrizia ed efficacia sono due facce della stessa medaglia. Essere produttivi, lavorare EfficaceMente, raggiungere i propri obiettivi non significa necessariamente lavorare duro, ma piuttosto lavorare in modo intelligente.
Potresti lavorare 16 ore al giorno, saltare la pausa pranzo, dormire poco e continuare a non raggiungere gli obiettivi desiderati. La quantità di lavoro non è una condizione sufficiente per l’ottenimento dei risultati.
Se vuoi veramente aumentare la tua produttività dovresti iniziare a pensare come un pigro. Ecco allora 6 buoni motivi per i quali la mentalità di un pigro può renderti più produttivo.
- Un pigro è furbo. Per quanto tu possa sforzarti, non riuscirai mai a far lavorare un pigro più del dovuto. Un pigro ricerca costantemente il modo per non lavorare più di quanto strettamente necessario. Adottare la mentalità di un pigro per completare la tua to do list significa raggiungere i tuoi traguardi con lo sforzo minore.
- Un pigro è efficace. Un pigro cerca sempre di ottenere il massimo risultato con il minimo sforzo: come un gatto, un pigro concentra le energie necessarie per raggiungere il suo obiettivo in un lasso di tempo ristretto e poi torna ad oziare al sole.
- Un pigro sa definire le priorità. Se un pigro è costretto a completare 100 attività, inizierà sempre dalle 3 che gli possono garantire l’outcome maggiore. Un pigro non spreca tempo con le attività di scarso rilievo: se costringete un pigro a lavorare andrà subito al sodo, impegnandosi sulle attività di maggiore impatto.
- Un pigro conosce il valore del tempo. Non c’è cosa che infastidisce di più un pigro di chi approfitta del suo tempo; per questo motivo un pigro è un artista delle tecniche di gestione del tempo. Per un pigro ogni minuto di lavoro è unico e prezioso, ma soprattutto, ogni minuto di lavoro è un minuto rubato all’ozio.
- Un pigro sceglie sempre il sentiero più breve. Di fronte all’inevitabile, un pigro sceglie sempre il sentiero più breve: un pigro non procrastina i propri doveri, perché sa che procrastinare i propri doveri significa procrastinare gli adorati momenti di piacere.
- Un pigro conosce e sfrutta la leva. Archimede è il santo protettore dei pigri. Date ad un pigro una leva e solleverà il mondo… comodamente seduto sulla poltrona di casa. Che si tratti di sfruttare il potere della delega o di utilizzare la leva finanziaria, un pigro troverà sempre il modo per ottenere i risultati desiderati con il minimo impegno possibile… il suo naturalmente.
Tu cosa ne pensi? Adesso non essere pigro! Lasciami un commento.
Avviso ai commentatori: l’articolo potrebbe contenere frasi deliberatamente provocatorie! ;-)
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Lorenzo
ahahaha grande Andrea! Beh, ci credo che sei pigro: solo che non tisei seduto sulla tua pigrizia bensì hai deciso di “muovergli battaglia” cercndo di aumentare la tua produttività. E secondo me, così facendo, ti godi di più sia i momenti di lavoro – dove sei più concentrato ed attento a ciò che fai – sia quelli di totale relax – perchè quando è il momento di riposarsi uno si riposa davvero, totalmente! :)
E sono totalmente d’accordo sul fatto che lavorare 15 ore al giorno, specialmente in ufficio, sia altamente improduttivo, autodistruggente, non stimolante… insomma negativo sotto ogni punto di vista, roba da pazzi malati!
Buon pigro proseguimento! :)
Andrea
Ciao Lorenzo,
ti ringrazio.. credo che qualsiasi appassionato di produttività personale, in fondo in fondo, sia un inguaribile pigrone! ;-)
stefano
Infatti esistono studi in base ai quali la maggiore produttività si realizza non in otto ore bensi’ in 6 ore….e facebdo delle pause.
Fior fiore di multinazionali illuminate hanno commissionato tali studi le mettono in pratica (ovviamente con proprio tornaconto).
Fare lo straordinario in questo senso diventa improduttivo…..
Lorenzo
@stefano: esistono multinazionali che applicano questi studi? :) Meno male! Nell’azienda dove lavoro io, anch’essa multinazionale affermata nel suo settore, vige invece la regola inversa: chi fa più straordinari è più bravo! Situazione dalla quale mi tengo ampiamente ben distante :) con tutti i contro del caso! Ma d’altra parte per me è un discorso da minchioni… che ci posso fare? :)
stefano
..infatti se tutte le multinazionali fossero “illuminate” non ci trovaremmo nelle condizioni in cui ci troviamo….;-)))
Andrea
Spesso, soprattutto in alcune multinazionali si sente l’esigenza di dimostrare di lavorare sodo e l’unico modo per farlo è “apparire” per molte ore in ufficio, salvo poi passare molte di queste ore davanti alla macchinetta del caffé! Non è un caso che le persone più produttive siano spesso gli imprenditori o i liberi professionisti che ben conoscono il valore del proprio tempo.
Andrea.
Sergio Cima
Avete presente idee geniali, soluzioni semplici a problemi complicati, memorie ritenute perse per sempre? Bene. In quali momenti vi sovvengono? Quando NON ci stavate pensando. Anzi. Ci avete provato a farvi venire di proposito il guizzo, il lampo, lo squarcio… niente da fare. Imparare a far lavorare la mente da sola è fondamentale per funzionare al meglio…
Andrea
Grazie Sergio,
credo che tu voglia sottolineare l’importanza dell’ozio. Oggi questa parola ha assunto un’accezione negativa, in realtà gli antichi romani davano all’otium la stessa rilevanza del negotium, proprio perché la mente per essere produttiva al 100% ha bisogno dell’alternarsi di lavoro e… ozio.
Andrea.
Giorgio
@Stefano: dammi il nome che mando il CV al volo…
Che poi potrei anche aggiornare il CV dove invece che mettere cose del tipo “Capacità di gestire carichi di alvoro e priorità” ci metto un bel “decisamente pigro”… secondo voi quanto ci mettono a NON chiamarmi? ;-p
Ad ogni modo l’articolo è verissimo.
Giorgio
@Stefano: dammi il nome che mando il CV al volo…
Che poi potrei anche aggiornare il CV dove invece che mettere cose del tipo “Capacità di gestire carichi di lavoro e priorità” ci metto un bel “decisamente pigro”… secondo voi quanto ci mettono a NON chiamarmi? ;-p
Ad ogni modo l’articolo è verissimo.
Lizzy
Oh, se è per questo anch’io sono pigra…persino il vino lo è!
wwww.vinopigro.it
ciao!
Lizzy
Andrea
Grazie per il link Lizzy.
Andrea.
Pasquale
Carissimo Andrea,
ti ringrazio per avermi descritto, è un onore per me. ;-D
Ti faccio un esempio, senza aver frequentato corsi o altro sono diventato un mago di excel perché nel mio lavoro è uno strumento importantissimo.
A presto
Andrea
Grazie a te del commento Paco! ;-)
Martins
L’articolo lo trovo molto interessante anche se per il punto 5 non penso sia proprio così, anzi è il problema maggiore del pigro il procrastinare visto che per oziare appunto lo reinvia fino a quando non diventa un qualcosa da fare nell’immediato =)
Andrea
Beh Martins l’articolo è volutamente provocatorio :-)
Grazie del commento.
Andrea.
Giancarlo
Non estremimizziamo, impegnarsi a fondo è uno degli elementi necessari per raggiungere i propri obiettivi.
Andrea
Purtroppo non sempre e sottolineo purtroppo.
Non c’è cosa peggiore di fare efficientemente il lavoro sbagliato. Non conta quanto ti impegni se ti stai impegnando sulle cose sbagliate.
A presto Giancarlo.
Andrea.
Fà
Bellissimo post, in pratica mi descrive in pieno!! Però anche secondo me il punto 5 non è vero, infatti tendo sempre a procrastinare (oziando..) finchè il lavoro che ho tanto cercato di evitare non diventa priorità assoluta e allora, quando mi trovo “con l’acqua alla gola” lo svolgo.
Ciao buone feste!!
Andrea
Grazie Fà.
Come detto alcuni punti sono chiaramente provocatori ;-)
Grazie del commento.
Andrea.
OmarCaf
Complimenti Andrea, un’ottima analisi :)
complimenti anche per il Blog ricco di consigli utili, continua così ;)
Andrea
Ciao Omar,
è un piacere averti tra i miei lettori: se non sbaglio siamo conterranei e magari ci siamo incrociati anche tra i corridoi di ingegneria a Bologna ;-)
Grazie e a presto.
Andrea.