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Dipendenza da telefonino? Una cura in 4 passi

11 giugno 2012 Home » Benessere 40 commenti

Con la diffusione degli smartphone si è anche diffusa una nuova dipendenza: la dipendenza da telefonino. Vediamo come contrastarla in 4 passi.

dipendenza da telefonino

“Posso resistere a tutto tranne che alle tentazioni.”

Oscar Wilde.

Salve, mi chiamo Andrea e sono uno smartphone-dipendente“. Potrebbe iniziare così una ipotetica riunione degli Smartphone-Dipendenti Anonimi di Milano.

Lo ammetto, adoro il mio iPhone ed uno dei primi articoli di successo di EfficaceMente riguardava proprio le 10 migliori applicazioni iPhone per la produttività, ma a volte mi rendo conto di farne un uso sregolato e osservando le decine di persone che ogni giorno incontro in metro, tutte prese a “sfregare” il loro smartphone, direi di non essere il solo.

I telefonini di nuova generazione possono essere strumenti di produttività straordinari, ma, se utilizzati in modo sbagliato, possono condurre addirittura a dipendenze patologiche. Naturalmente non ho le competenze per parlare delle conseguenze gravi della dipendenza da telefonino, ma, grazie all’esperienza maturata sul campo :-D posso dirti quali sono le strategie più efficaci per evitare di diventare uno smartphone-dipendente.

Quando iniziare a preoccuparsi

Se usi spesso il telefonino, non significa per forza che tu sia uno smartphone-dipendente. Diciamo che dovresti iniziare a preoccuparti se…

  • Non puoi stare 5 minuti senza controllare la tua casella email o il tuo profilo Facebook. A proposito, tanto per essere coerenti: sei già diventato fan della pagina Facebook di EfficaceMente? Almeno potrai leggere frasi che ti ispirino e potrai guardare video che ti motivino invece delle solite min**ate!
  • Controlli se ti sono arrivati messaggi/aggiornamenti/email nel cuore della notte.
  • Continui a premere il pulsante “aggiorna” nella tua casella email, nella speranza che arrivi un nuovo messaggio.
  • Utilizzi What’s Up per parlare con il tuo amico dall’altra parte del tavolo.

Ops… ti ho beccato!

Brutta bestia la consapevolezza, vero? Peggio di un pugno alla bocca dello stomaco! Ma non ti preoccupare, non sei il solo, ma soprattutto c’è una soluzione, anzi ben quattro.

1. Mai al mattino

In uno degli articoli che considero tra i più importanti del blog (Motivazione: come ritrovarla con un semplice gesto) spiego quanto siano importanti i primi gesti che compiamo appena svegli. Questi gesti possono infatti determinare come sarà il resto della tua giornata.

Se hai una “leggera” dipendenza da telefonino, sono pronto a scommettere un caffè che la prima cosa che fai appena sveglio è proprio controllare il tuo smartphone: dico giusto o ho ragione? Ecco… lo sapevo ;-)

Se vuoi dire basta al colesterolo (ah no, scusa… questa era un’altra cosa!); dicevo, se vuoi dire basta alla dipendenza da cellulare, il mio consiglio è proprio di iniziare da questo piccolo gesto.

Personalmente ho iniziato ad accendere iPhone e BlackBerry quando arrivo in metro, non prima.

Ci sono inoltre decine di abitudini molto più efficaci del controllare la posta o i messaggi appena alzati dal letto; un esempio su tutti? Pratica la gratitudine… si lo so… non c’è un ca**o di cui essere grati alle 7:00 del mattino, dopo la nottataccia appena trascorsa ed una giornataccia tutta da affrontare… oppure no?!

2. Crea degli ostacoli

In Start!, parlando delle distrazioni, riporto uno studio scientifico che dimostra come sia possibile utilizzare le distrazioni a proprio vantaggio.

La procrastinazione infatti può essere una delle principali conseguenze della dipendenza da telefonino e saper utilizzare le distrazioni “positive” può essere un’ottima strategia per prendere 2 piccioni con una fava.

In questo caso, il mio suggerimento è quello di creare un vero e proprio percorso ad ostacoli per compiere quelle azioni che ripeti ossessivamente con il tuo smartphone:

  • Accendi spesso il telefonino per controllare le nuove notifiche o l’orario? Attiva il codice di sicurezza da inserire ogni volta.
  • Controlli continuamente il tuo account di posta elettronica? Eliminalo dall’applicazione di default e controlla la tua posta solo sul browser del telefonino. Si, niente notifiche, ma tranquillo… sopravviverai!
  • Non fai altro che accedere all’app mobile di Facebook? Guess what?! Bravo, vedo che hai capito: cancella l’applicazione!
  • Visiti spesso gli stessi siti internet che hai registrato tra i preferiti: eliminali dai preferiti.

Creare questi piccoli ostacoli ti permetterà di interrompere gli automatismi che sono alla base della tua dipendenza. Per raggiungere la consapevolezza devi rompere le routine automatiche.

3. Fai controlli “a grappolo”

Non riesci proprio a resistere?! Devi per forza controllare la tua inbox ed il tuo profilo Facebook? Beh, almeno fallo in modo… efficace!

Una delle strategie di produttività più efficaci è il batch processing: senza esagerare con gli inglesismi, il batch processing molto semplicemente consiste nel concentrare più attività, anche diverse tra loro, all’interno di un certo lasso di tempo.

Ecco un esempio di applicazione pratica del batch processing al tuo smartphone. Immagina di dover preparare un esame o un progetto importante:

  1. Utilizza la tecnica del pomodoro per scandire lavoro e pause.
  2. Durante la tua pausa fai un check veloce di posta/Facebook e altro.
  3. Terminata la pausa, riprendi la tua attività, magari spegnendo il tuo smartphone.

Chissà che così facendo tu non ti renda conto che nei momenti di pausa c’è meglio da fare che non controllare il tuo telefonino?

4. Impara ad essere presente

Una delle peggiori conseguenze della dipendenza da telefonino è la mancanza di attenzione e concentrazione.

Siamo continuamente distratti e non riusciamo a focalizzarci per più di pochi secondi. Ho scritto diversi articoli sul come ritrovare la concentrazione, ma spesso è solo una questione di… educazione. Non riuscire a concentrarci quando dobbiamo seguire una lezione universitaria o realizzare un lavoro creativo è molto grave, ma è ancor peggio quando ci troviamo a parlare con qualcuno.

Non so tu, ma io trovo odioso parlare con una persona che neanche mi degna di uno sguardo e continua a “strofinare” il suo bel gingillo tecnologico: lo chiamano multi-tasking, io la chiamo maleducazione.

Ma il bello è che io stesso l’ho fatto. Ecco una foto che mi incastra!

Andrea con l'iPhone

Qui ero in montagna con i miei amici, ed invece di ca**eggiare insieme a loro nel rifugio o semplicemente godermi la montagna, stavo rispondendo ad una email di una lettrice. Per la serie: predicare bene e razzolare male.

La prossima volta che ti ritrovi a giocarellare con il tuo smartphone, prova a ricordarti di essere “presente”, osserva ciò che ti circonda e le persone con cui sei assieme, insomma, ricordati di essere QuiEdOra. La tua mente lo apprezzerà, ma anche chi ti sta attorno.

Ti auguro una splendida settimana, magari con + vita e – telefonino ;-)

Foto tratta da Google immagini

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  • http://www.feliceadesso.com Claudio

    Una soluzione alternativa…

    scaricati un “countdown” )un conto alla rovescia” dalle apps ce ne sono diverse e gratuite(io ne anche una apposta per meditare)e assegnati un tempo massimo (3min? 5?) quando è finito: interrompi metti via subito il mostriciattolo!!

    Non ho l’Iphone ma sono in zona pericolo lo stesso!!

    Non sono un nativo-digitale e mi ricordo la prima volta in cui mi sono sentito “appeso” da telefonino, ovvero sentivo di dovere controllare che tutto fosse a posto e connesso col mondo mentre ero a largo in mare in canoa!! che c’azzeccava il telefonino – che infatti non c’era-?

    Mi perdevo un bellissimo “qui ed ora” un tramonto sul mare da mozzafiato.

    Il punto è che questa sensazione di “appeso” non ha smesso di accompagnarmi.. e da allora e sono passati lustri interi…

    • http://www.efficacemente.com Andrea

      Ciao Claudio,
      vedo che non sono il solo allora…

      Grazie per aver condiviso il tuo commento ed i tuoi suggerimenti: preziosi ;-)

    • Federico

      Ciao Andrea, ti seguo da un bel pò e tempo fa ti scrissi un commento in merito alla tua guida (letta tutta d’un fiato un pomeriggio di più di un anno fa); feedback positivissimo datoti e lo aggiorno; ho cominciato a riprendere vecchie abitudini positive ed abbandonarne altrettante negative.Ho vissuto un 2013 di soddisfazioni personali grazie anche all’autocoscienza critica e costruttiva che i tuoi post mirano a sviluppare efficacemente, ovviamente :). Per quanto riguarda l’uso del cellulare, smartphone phablet,tablet, telefoni vari, posso darti la mia opinione: credo che non sia il mezzo più o meno tecnologico ad assorbire il tuo tempo, ma la concezione che tu possa crearti dell’oggetto in questione. Se è vero che avere un cellulare obsoleto non possa spingerti oltre,a connetterti con qualsiasi cosa e usare milioni di apps, cioè quel che è stato il mio passato fino a qualche mese fa, perchè non sentivo l’esigenza di avere a portata di mano un mondo di cose, delle quali avrei comunque dovuto scremarne gran parte.Poco tempo fa, visti dei miei risultati brillanti ( e qui casca l’asino) m’è stato regalato il più recente melafonino possibile ( evito pubblicità varie…). Posso garantirti che non è cambiato il tempo di permanenza del suddetto oggetto nelle mia mano , rispetto al vecchio telefono, anzi, posso dirti che per certe cose è migliorata anche la mia produttività ( ad esempio, l’uso di apps come evernote…). In ultima analisi, non è il mezzo che cambia la tua vita,credo sia più che altro il condizionamento psicologico del sistema operativo che ti può fregare, nel senso di metterti in bella vista cose inutili a discapito di quelle utili.( vedi giochi,immagini,video,intrattenimentospicciolo) Per fare un esempio: se voglio fare 30 km , posso andare con una utilitaria e viaggiare bene, altrettanto bene con una ferrari, magari sarò invogliato a guardare lancette, sterzo, concentrarmi sul suono del motore, ma se il mio obiettivo è guardare la strada, con entrambe arriverò a destinazione. Ciao, Federico :)

  • http://www.strategievincenti.net Alexander

    Lo ammetto, anch’io faccio parte del clan.
    Della serie “ciulami la morosa, ma non toglietemi il mio smartphone” :-D

    La mia area di miglioramento è la mattina, quando registro i miei progressi con la “Tecnica dei 30 giorni” su Outliner, finisco per leggere i primi articoli dei miei blogs preferiti e rischio sempre di fare tardi.

    Metterò in pratica il tuo consiglio di usare un timer.
    Le notifiche le ho ho già eliminate, anche Greader (perchè leggevo troppi articoli).

    Le 2 foto che accompagnano il post sono stupende: mi hanno fatto veramente ridere !:-D

    • http://www.efficacemente.com Andrea

      Ciao Alex,
      grazie del commento: eh si… la mattina è un momento delicato… ;-)

  • Marco

    Questo articolo , al contrario di molti altri , mi sembra uno “spot“ al tuo blog e ai prodotti che si vedono in vendita , peccato , era un argomento interessante …

    • http://www.efficacemente.com Andrea

      Ciao Marco,
      appena letto il tuo commento ammetto di esserci rimasto un po’ male, quasi mi sentivo in colpa e stavo per sistemare qualche link nell’articolo.

      Poi ho ripensato ad un passaggio del libro di T.H.Eker “I segreti della Mente Milionaria” (ti ho messo il link tanto per farmi un po’ di pubblicità! ;-). Quel passaggio mi aveva disturbato, ma allo stesso tempo mi aveva fatto riflettere.

      Si parlava dell’auto-promozione.

      La maggior parte delle persone si vergogna di promuovere se stessa e ciò che realizza. La maggior parte delle persone difficilmente raggiunge un successo che sia degno di nota.

      Le persone di successo promuovono instancabilmente se stesse ed i propri lavori. Lo so, può apparire fastidioso, ipocrita, etc, ma lo fanno ed ottengono risultati.

      In fondo, riflettendoci, perché dovremmo vergognarci del nostro lavoro, non sarebbe forse un segno di scarsa autostima?

      Non so a te, ma a me ha fatto riflettere questa cosa.

  • Alessandro

    Ciao ragazzi,
    opzione adottata da me:
    1) Vendita Iphone
    2) utilizzo scheda operatore telefonico senza possibilità di collegarsi ad internet e su un cellulare di vecchia generazione.

    p.s. talvolta l’unico rimedio per vincere le tentazioni è quello di distruggerle.

    • http://www.efficacemente.com Andrea

      Beh… soluzione drastica, ma indubbiamente funziona ;-)

  • Flavia

    Marco, perchè uno spot al suo blog?
    Lo trovo come di consueto un articolo interessante e carino :) e per quanto riguarda il “multi-tasking”, quant’è vero! Ho passato pranzi e cene con amici che parlavano fissando il cellulare ed è insopportabile! mah!
    Un bacio!

    • http://www.efficacemente.com Andrea

      Ciao Flavia,
      grazie del commento…

      poi ci mettiamo d’accordo per la ricompensa ;-)))

      Andrea.

  • http://www.lapersonagiusta.com/ Ilaria Cardani

    Io non lo so usare l’I-phone tant’è che da quando ce l’ho non telefono nemmeno più :) :). Una nota: quando sono usciti i primi cellulari in Italia faceva figo(solo in Italia) farsi vedere parlare tanto al cellulare. Impressionante. La cosa che mi colpiva di più erano le coppie (intese fidanzati, morosi, marito e moglie) seduti al ristorante a lume di candela ed entrambi al telefonino con qualcun altro. Il messaggio è chiaro: non trovo abbastanza stimolante e degno d’attenzione stare con te (è una variante del non essere nel qui e ora. Oppure, peggio, le magacompagnie di ragazzi nei locali degli happy hour e tutti al cellulare. La mia domanda era: ma scusa, se ci tieni tanto al contatto con colui o colei al quale stai telefonando, mentre sei insieme a decine di altri amici, mi sembra che tu viva in perenne frustrazione o non ti sai organizzare la vita. Muoviti, spostati e vai da lui e da lei. Che senso ha stare qua con decine di persone e parlare con un’altra da un’altra parte? :) :)

    E poi, stamane ho voglia di parlare di coloro che entrano nei blog a commentare e criticano a “prescindere” quello che c’è scritto. Ascoltate bene: entrare in un blog e leggere un articolo è un atto di volontà spontaneo, nessuno ti obbliga a farlo, né il dottore, né il prete né il farmacista, non la mamma, la morosa, etc etc. Se ti prendi la briga di entrare in un blog e di leggere, sono affari tuoi. E un blogger sul proprio blog scrive quello che gli pare (che crede giusto, utile, bello o semplicemente ha voglia di scrivere). Un blogger non ha nessun obbligo nei tuoi confronti. Nessuno. Se sei allergico al glutine non entri in tutte le pizzerie della città a criticare quel che fa il pizzaiolo. O se non ti piacciono le minigonne non entri da H&M a criticare la collezione primavera-estate. Se detesti il golf, non paghi l’iscrizione al Golf Club Prato Verde per andare il sabato a dire che il golf fa schifo. Giusto? Quindi se non ti piacciono i pomodori, evita di leggere il blog solopomodori.it. In ultimo: nella mia opinione questo non è un articolo promozionale. E anche se lo fosse, non ci vedo nulla di male. A te toglie qualcosa? A me ha dato. E a me Andrea (e tanti altri blogger, molti non italiani) dà e darà sempre di più più trarrà valore (anche in soldi – ho detto soldi, eh!, dopo mi sciacquo la bocca, per tranquillizzare coloro che si sono sentiti scandalizzati da questa parola mentre indossano un paio di jeans di Gucci made in China) da questo blog.
    Se si vogliono fare battaglie serie, si cominci a smettere per esempio di bere Coca Cola, di mangiare junk food (si veda Mulino Bianco etc.) di abboccare a stupide app per I-Phone e a Facebook: è lì il vero inganno. E la sfilza di manipolatori “onesti” è davvero lunga. Nel mondo ci sono tante opere interessanti da leggere invece di leggere solo per criticare un blog (ne consiglio un paio: “La critica della ragion pura” e “Guerra e pace”, con 20 euro te le prendi entrambi e ti assicuro che gli autori non si sono fatti una riga di autopromozione) e battaglie ben più onorevoli da combattere(di questi tempi, poi).
    Buona giornata a tutti. :) :)

    • http://www.efficacemente.com Andrea

      Quoto al 100%.

      Comunque, non ho mai censurato e non censuererò i commenti critici, penso che nel bene e nel male, aggiungano comunque valore al blog e a chi lo segue.

      Quindi, grazie ad Ilaria per il commento, ma grazie anche a Marco: io sicuramente continuerò a scrivere quello che mi pare sul blog, ma avere feedback mi aiuta sicuramente.

    • Stefania

      Solo complimenti per ciò che hai scritto e hai permesso a noi di leggere. Fa piacere vedere anche da piccole cose che i cervelli nn sono tutti in fuga! Brava….per quanto valga! Stefania

  • Alessandro

    è da molto che seguo questo blog, e spero che qui non si comincino a fare sedute psicologiche.
    Ah sbagliato… quelle sono su psico-efficacemente.

    • http://www.efficacemente.com Andrea

      Ciao Ale,
      questo commento non l’ho capito.

  • Massive

    Ispirato da qualche servizio sulla nomophobia? Fortunatamente sottoutilizzo il mio smartphone, ma commento per un altro motivo. Anche io ho notato che ultimamente sei troppo (anche se forse è questione di gusti) auto-promozionale, ad esempio dal tuo blog mi sembra di capire che la tua guida stia andando molto bene, ma sei sicuro che cercare di citarla il più possibile scovando fino all’ultimo pretesto sia la soluzione migliore? Non pensi che qualcuno potrebbe stancarsi di una eccessiva promozione, magari perché procrastinare non è mai stato un suo problema o per qualsiasi altro motivo?
    Invece mi sembrano ottime cose, il guadagnare promuovendo un libro perfettamente nel contesto (come quello nei commenti) o il ripescare vecchi articoli che potrebbero essere stati dimenticati o non notati da lettori più recenti…

    A me piacevano più gli articoli del 2011, non mi dirai che sei andato a modificare tutti i tuoi vecchi articoli per inserire ulteriori auto-promozioni? :P

    • http://www.efficacemente.com Andrea

      Ciao Massive, ecco il mio parere:

      – Ci sono cose che ognuno di noi ritiene giuste e cose che ritiene sbagliate (sfera soggettiva). Naturalmente parlo sempre nell’ambito della legalità, il resto neanche lo considero.
      – Ci sono poi cose che funzionano e cose che non funzionano (sfera oggettiva).

      La maggior parte delle persone (e anche blogger) spara il proprio parere su ciò che è giusto e ciò che è sbagliato fare, spesso non sapendo di cosa sta parlando o ancor peggio se ciò di cui parlano funziona davvero.

      Per te l’auto-promozione può essere sbagliata, per i motivi che hai elencato, per altri, come già detto nel precedente commento, l’auto-promozione, non solo è giusta, ma è doverosa, perché solo chi ha una bassa autostima o pensa di non aver fatto un lavoro all’altezza non si auto-promuove.

      Qualsiasi cosa tu ne pensi, l’auto-promozione funziona (e parlo degli ambiti più svariati).

      Quindi ti domando…

      Io ho un blog che tratta di Efficacia (ovvero di ciò che funziona), tu vuoi sentirmi parlare e (coerentemente) vedermi applicare le tecniche che funzionano o vuoi che ti faccia il mio predicozzo su quello che io penso sia giusto o sbagliato?

      Andrea.

  • http://www.efficacemente.com Andrea

    Detto questo,
    forse qui stiamo perdendo il punto… dipendenze e procrastinazione hanno un legame strettissimo. Il controllare ossessivamente il proprio smartphone (o internet) è spesso legato al rimandare i compiti che dobbiamo svolgere.

    Quindi, il commento sull’auto-promozione non mi avrebbe sorpreso in altri articoli dove effettivamente sono stato “pushing”.

    Qui il riferimento è più che contestualizzato ,-)

  • http://www.mindcheats.net Stefano

    Io non ho mai pagato un cellulare in vita mia.

    Me li sono fatti regalare tutti da mia sorella, o mi sono preso degli scarti da qualche parte. In altre parole: ho avuto sempre cellulari vecchi ed economici.

    Un po’ difficile sviluppare dipendenza in queste condizioni. :D

    Ma adesso voglio prendere pure io lo smartphone che fa tanto figo, Android perché fa più nerd. È in effetti utile per aggiungere un po’ di mobilità, spero che non diventi una droga! Io il telefono l’ho sempre usato poco, spero di continuare sulla retta via.

  • Massive

    Non volevo dire che l’auto-promozione è sbagliata, i libri che consigli di solito li leggo, così come questo e altri blog, so che funziona e perché si deve fare, quello che volevo sottolineare è proprio il “pushing” che a me è sembrato eccessivo, ma che forse per te è la giusta dose… qui ho solo colto l’occasione per dirlo, visto che se ne è parlato.

    Non ho intenzione di comandare i blog altrui, volevo darti solo un feedback, cioè che ultimamente sto perdendo interesse per questo blog e a quanto pare anche qualcun altro, a me farebbe piacere saperlo, a quanto pare a te no, visto che già altre volte hai preferito difendere ostinatamente la posizione presa piuttosto che analizzare i dubbi.
    Quindi buon proseguimento, può anche essere che quelli che lasciano siano meno di quelli che arrivano, meglio per te.

    • http://www.efficacemente.com Andrea

      Esattamente il contrario Massive,
      anzi mi spiace leggere questo tuo ultimo commento. Ti assicuro che non c’era tono di polemica nella mia precedente risposta. Era una domanda sincera: ho un blog sull’efficacia, troverei ipocrita non utilizzare le tecniche che funzionano.

      Inoltre, pubblico sempre e comunque i commenti anche non positivi per la ragione che spiegavo ad Ilaria:

      Quindi, grazie ad Ilaria per il commento, ma grazie anche a Marco: io sicuramente continuerò a scrivere quello che mi pare sul blog, ma avere feedback mi aiuta sicuramente.

      A presto (beh, spero ;-)

  • Maurizio

    Personalmente questi problemi li ho con il PC! Ancora uso telefonini modello vecchio!

    Comunque non ci trovo niente di male in questo articolo, anzi è molto divertente! La parte degli ostacoli poi…

    I link sono a tema, e non vedo il motivo di questa strana discussione! Se non piace l’articolo “non lo leggi” Punto! Ovviamente questa è la mia visione e non credo che sia l’unica o quella giusta…

    Anche non essendo fra i “telefonini dipendenti” OTTIMO ARTICOLO!! Con buoni consigli e link per approfondire!

    Nel mio umile blog direi… UTILE!

    • http://www.efficacemente.com Andrea

      Ti ringrazio Maurizio,
      a mente fredda capisco sia Marco e Massive: si, so di aver spinto sull’auto-promozione, ma credo sia naturale quando si crede in quel che si fa. Comunque cercherò di farlo con maggior equilibrio.

      Per quanto riguarda la dipendenza da telefonino (anzi da smartphone), io sono convinto che sia un’estensione di quella da pc. Il pc, bene o male, quando è spento o siamo in giro non ci rende poi così dipendenti, ma giochini come iPhone etc sono micidiali.

      Andrea.

  • marina

    eccomi all’appello
    prima dello smartphone ero di quelle che nemmeno la fotocamera era necessaria, in fondo è un telefono e basta telefoni, anche l’essere sempre rintracciabile mi dava noia.
    poi mi hanno regalato lo smartphone e sono entrata nel tunnel, con gli amici non si usano più sms (sono a 200km da casa e il cellulare è l’unico modo di tenere i contatti…purtroppo), mail e whatsapp e tutto il resto, l’agenda cartacea è andata in pensione (o meglio è diventata una cartellina di carte)…sempre ad aggiornare la mail…perdo ore in questo…se mi annoia la conversazione mi “assento” tramite il cellulare e sì mi sento proprio maleducata e con consapevolezza di esserlo e di non smettere comunque di esserlo…
    questo w.e. sono andata a mirabilandia (io scarico l’eccesso di adrenalina prima della sessione d’esami…) e l’ho lasciato sul tavolo della cucina, bhè dopo un primo momento di panico, più per paura di averlo perso (dentro ho tutto di tutto), sono stata una favola…e vedere l’amico che mi ha accompagnato praticamente stare sempre a controllare…bhè credo di essermi divertita più io!

    tornata a casa sono tornata nel tunnel…mannaggia dovrei almeno imparare a spegnerlo un paio d’ore al giorno, è acceso anche la notte con la scusa che se succede qualcosa a casa devo essere raggiungibile…

    (o mamma quanti puntini di sospensione, vedi a cosa porta l’uso smodato di messaggini su internet? si perde anche la capacità di una corretta scrittura)

    ciao

    • http://www.efficacemente.com Andrea

      Ciao Marina, grazie molte per questo commento, credo che tu abbia sintetizzato la situazione di molti… ;-)
      A presto,
      Andrea.

  • amanda

    questo “metodo” può essere utile anche dalla dipendenza da internet e pc!

    • http://www.efficacemente.com Andrea

      Si.. direi che si applica bene anche in questo secondo caso.

  • massimo

    questa tecnica del pomodoro mi sta dando tante soddisfazioni .
    in principio lo usata affinché lavorassi meno ore durante il giorno.
    non potevo aspettarmi i risvolti positivi che si sono poi presentati durante l’ uso di questa magnifica tecnica.
    prima di tutto mi sono procurato un applicazione iphone che si chiama ” pomodoro” – tra virgolette con questa applicazione puoi modificare la sequenza e la durata dei vari pomodori. siccome io faccio i mercante ambulante è mi sposto parecchie volte durante la giornata ho preferito creare dei pomodori da 55 minuti e dei breack da 10 minuti e da 20 minuti il breack piu lungo.
    prima di tutto ho raggiunto le mie aspettative cioè sto lavorando meno ore al giorno!
    ma strada facendo i risvolti piu’ positivi li ho scoperti applicando questa tecnica:
    prima di tutto nei 55 minuti di lavoro dò il meglio di me stesso, cioè lavoro spedito come se fossi in ritardo ma con tranquillità, senza uno stress effettivo. Lo sapete da cosa deriva il piacere del fare le cose spedite? sta nella certezza di potermi riposare dopo per 10 minuti.
    raccontata cosi forse non dira molto, ma vi assicuro che la differenza è netta.

    mi spiego meglio!
    prima di usare la tecnica del pomodoro facevo comunque delle soste per riposarmi ma le facevo magari meno volte e spesso dopo aver tirato per 4 ore di seguito. una volta a riposo non riuscivo a rilassarmi completamente perche avevo quella sensazione di rubare minuti preziosi alle vendite. ora invece nei 55 minuti lavoro di continuo e senza perdere tempo (pensate che in quelle occasioni che non vendevo a nessuno ne approfittavo per buttarmi sull’ipad dicendo a me stesso ” posso mica stare sempre a lavorare, caspita! ”) ora invece cerco di guardarmi intorno per trovare altre cosine da fare – ottimizzando al massimo i tempi di lavoro. PERCHE’???? perchè scattata la fine del pomodoro ce il riposino garantito.

    L’altro ed ultimo risvolto positivo è che durante i piccoli e il lungo breack mi riposo veramente e con assoluta serenità! come si riposerebbe un contadino dopo una lunga giornata nei campi. pensate che dopo una decina di respiri lunghi e rilassati ( senza impegno o costrizioni) talvolta riesco anche a pregare, a pianificare i miei obbiettivi, a mandare un messaggino romantico a mia moglie, e posso leggere le email senza sentirmi la coscienza sporca. insomma in questi frequenti breack riesco a fare cose che prima dovevo sforzarmi di farle in momenti che reputavo ” rubati ”.

    scusate se la mia grammatica non è delle migliori ma penso che in questo commento trapeli l’entusiasmo….

    ciao andrea

    • http://www.efficacemente.com Andrea

      Ciao Massimo,
      grazie del commento!

      Mi fa molto piacere che la tecnica del pomodoro si sia rivelata utile per te. A presto,
      Andrea.

  • ornella

    caro andrea visto che sei esperto sono preoccupata ho un figlio completamente dipendente dal suo cellulare messaggia di continuo in maniera incontrollata la cosa grave con una ragazzina conosciuta sul web (lui ha 17 anni) mi sembra totalmente estraneo alla realta’ e ho pensato seriamente di portarlo da uno psichiatra…..
    non so che fare

    • http://www.efficacemente.com Andrea

      Ciao Ornella,
      lo ripeto spesso, ma è il caso di ripeterlo una volta in più: io non sono esperto di nulla, soprattutto se entrano in gioco potenziali disturbi legati alla salute. Sono un semplice appassionato di crescita personale, che condivide le sue esperienze. Visto che anche io ho spesso ceduto al potere “additivo” di smartphone, cellulari etc, ho pensato che condividere alcune mie considerazioni poteva essere di utilità.

      Detto questo, non credo che tuo figlio sia molto diverso dai molti adolescenti di oggi: non addossiamo ai nostri figli malattie che non hanno. Chi etichetta semplici comportamenti sbagliati e stati d’animo negativi con malattie spesso fa il gioco di alcuni dirigenti di case farmaceutiche non molto etici. Sei un genitore e come tale devi assumerti la responsabilità di educare tuo figlio, non può farlo uno psicoterapeuta al tuo posto. Se al contrario sospetti davvero che ci sia di mezzo la salute, sicuramente è corretto rivolgersi ad uno specialista. A presto, Andrea.

  • roberta

    Caro Andrea, posso ammettere di essere una dipendente da smart-phone.. È incredibile, io non riesco davvero a smettere di aprire l’app di facebook, instagram, ma soprattutto Whatsapp.. quella è mia piu grande piaga. Purtroppo ho un Samsung Galaxy e non un Iphone, e non posso togliere la visualizzazione o per meglio dire “Ultimo accesso alle..”. Lo odio con tutto il mio cuore. Mi ha portato a dubitare delle persone, e spesso anche a rompere delle relazioni! Spero di riuscire a disintossicarmi, perché oltre a questo schermo scintillante so che si cela un mondo pieno da scoprire che spesso sfugge ai miei occhi.. seguirò sicuramente i tuoi consigli!:)

    • http://www.efficacemente.com Andrea

      Cara Roberta,
      non sei sola!

      Con me ha funzionato molto:

      – eliminare qualsiasi notifica push: non ho un samsung, ma sono piuttosto certo che si possano eliminare le notifiche anche su android. Nel momento in cui elimini le notifiche, riprendi in mano il controllo. Sei tu a decidere quando usare lo smartphone e non ti lasci usare.
      – controllare internet (facebook compreso) e posta elettronica 3 volte al giorno: mattina, intorno all’ora di pranzo e a fine giornata lavorativa.

      All’inizio è faticoso, ma poi senti un senso di liberazione incomparabile.

      Ps. molto importante: devi imparare a riempire i vuoti. Se riempi il vuoto derivante dal non controllare lo smartphone, cascherai meno in tentazione. Come? Leggendo, osservando il mondo che ti circonda, ascoltando la musica, meditando, etc.

  • Alice

    Ciao, sei fortissimo :) grazie mille, consigli davvero molto utili da tenere sempre in testa <3

  • Stefania

    Ciao Andrea,

    io sono dipendente dal mio MacBook Air…

    Per lo smartphone a volte io uso la modalità “aereo” quando devo concentrarmi su qualcosa o portare a termine un lavoro. Devo ammettere che funziona.

    Complimenti per il tuo blog, ormai è diventato un punto di riferimento nel mio percorso di crescita personale. Grazie e buon proseguimento.

  • Gioele

    Io sto troppo su facebook. Non posso dire di esserne dipendente però dopo che ci sto troppo mi sento fuori dal mondo, confuso, nervoso. Perciò come soluzione mi sono cambiato la password con una frase che mi fa riflettere. Una password tipo: “seentromisentiròmale”, così ci rifletto e non mi collego proprio. Ovviamente non ho spuntato la casella del “tienimi collegato”. E funziona!! :D

  • Silvia

    Proprio ieri sera mi sono fatta questa domanda, ed ecco l’articolo! Soluzione pensata rendo difficile l’accesso! Infine penso alla mia prossima vacanza tassativamente con lo snow…. Ed ecco oggi spuntare il tuo articolo! Senza la foto non l’avrei letto! Della serie: leggi nella mente delle persone?

  • Roberta

    Concordo su tutto e dopo la serata di ieri sera ho deciso di inviare il video che segue ai miei amici. Io, ovviamente, sarei quella seduta a capotavola.
    Roberta

    Stop Looking At Your Phones (‘The Britishes’):

  • http://www.musichista.com Gianmaria

    Aggiungo altro segnale da dipendenza (purtroppo avvertito personalmente): leggi le soluzioni elencate e… Soffri solo al pensiero! :) :(

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