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Crescita Personale: esempi pratici

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5 strategie efficaci per ritrovare la serenità se sei preoccupato

5 azioni pratiche per quando ti senti preoccupato.

preoccupato

“Le piccole menti, hanno piccole preoccupazioni; le grandi menti… non hanno tempo per le preoccupazioni.”

Ralpho Waldo Emerson.

Alzi la mano chi non è stato un pelino preoccupato almeno una volta nella vita?!

La settimana scorsa abbiamo parlato di Start! la guida pratica per smettere di procrastinare. Chi l’ha letta, ha scoperto come paurapreoccupazioni siano tra le 4 cause chiave del “rimandare sempre a domani”.

Si, si André, ho capito! Hai pubblicato la tua guida! Siamo tutti contenti, ma adesso non facciamo che ad ogni articolo me lo devi ricordare per forza: non dovevamo parlare di preoccupazioni?! Parliamo di preoccupazioni!

Le preoccupazioni fanno parte del nostro vivere quotidiano, ed il profondo periodo di crisi economica ed incertezza sociale che stiamo attraversando sicuramente non sono di aiuto per ritrovare serenità e tranquillità. Spesso queste preoccupazioni sfociano in vere e proprie patologie, come ansia ed attacchi di panico, che devono essere correttamente trattate da degli specialisti. Tuttavia, anche le normali preoccupazioni spesso ci privano del nostro equilibrio, compromettendo la nostra qualità di vita.

Che fare in questi casi? Esistono azioni pratiche da mettere immediatamente in atto per eliminare o per lo meno ridurre le preoccupazioni?

Ma secondo te?! Cavoli! sei nel blog delle soluzioni pratiche per antonomasia! Vuoi che Andrea non ti trovi 4-5 bullet point anche per insegnarti ad allacciarti le scarpe in modo efficace?! ;-)

Ecco allora per te le 5 migliori strategie per smettere di essere preoccupato:

1. Segui l’esempio di Bruce Lee

Da appassionato di arti marziali, Bruce Lee è stato per me, fin da bambino, un’inesauribile fonte di ispirazione. In un articolo dedicato al raggiungimento degli obiettivi, ho anche riportato un suo famoso aforisma. Ma cosa può insegnarti Bruce Lee sulle preoccupazioni?

Ogni volta che si sentiva preoccupato, il giovane Bruce Lee faceva una “lista delle preoccupazioni“, ovvero un semplice elenco di tutto ciò che lo tormentava o gli toglieva serenità.

Mettere nero su bianco le proprie preoccupazioni può essere estremamente efficace. Ciò che rende infatti potenti le preoccupazioni è la loro vaghezza: ci sentiamo spaventati e nervosi, ma non sappiamo esattamente per quale motivo.

Scrivi ciò che ti preoccupa: elaboralo attraverso la parola scritta. Toglitelo dalla testa e mettilo su carta. Ma vuoi sapere cos’altro faceva Bruce Lee per liberarsi delle sue preoccupazioni?

Una volta completata la sua “lista delle preoccupazioni”… le dava fuoco. Un gesto simbolico che però lancia un segnale molto potente al nostro cervello. E adesso, mi raccomando, non dare fuoco a casa perché te l’ha detto Andrea di EfficaceMente!!! ;-)

2. Dai un costo alle preoccupazioni

Esiste un altro stratagemma molto simpatico per rendere le preoccupazioni meno vaghe (e quindi meno potenti) e allo stesso tempo prendere consapevolezza di quanto queste preoccupazioni abbiano un impatto, un costo, sulla nostra vita.

Ogni volta che sei preoccupato, prendi una moneta da 5 cent e mettila in un bicchiere o in un barattolo. Questo semplice esercizio ti aiuterà a comprendere quanto le preoccupazioni siano parte integrante della tua vita e dei tuoi pensieri, ma soprattutto ti darà un’immagine immediata di quanto queste preoccupazioni ti “costano”.

5 cent a parte, le preoccupazioni ci privano di 2 risorse essenziali per il nostro successo:

3. Fai attenzione a quello che ti dici

Le preoccupazioni sono presenti solo nella nostra testa. Indovina cos’è che riempie la nostra testa, il nostro pensiero? Bingo! Le parole.

Ciò che ci ripetiamo continuamente, diventa inesorabilmente la nostra realtà.

Impara ad osservare i tuoi pensieri, le frasi che ti ripeti di continuo tra te e te; ma soprattutto cambia le tue parole: smetti di lamentarti in continuazione ed inizia a parlarti diversamente. Cambia i “non ce la faccio” con i “ce la posso fare”, i “è troppo difficile” con i “è alla mia portata”, i “non riesco ad uscirne” con i “questa è un’opportunità”.

4. Fai leva sulla gratitudine

Mi sono ripromesso più volte di scrivere un articolo dedicato interamente alla gratitudine. Questa emozione, se coltivata su base quotidiana può avere degli effetti straordinari sulla nostra vita.

Niente pipponi new-age o strambe filosofie orientali. Seri studi scientifici hanno dimostrato senza ombra di dubbio come la sensazione di gratitudine aiuti ad eliminare sistematicamente le preoccupazioni. Scettico? leggiti questo: “6 modi scientifici per trovare la vera felicità“.

Si, ok Andre, tutto chiaro: ma come cacchio la tiro fuori una briciola di gratitudine se la sfiga ha deciso che sono l’unico essere umano degno della sua completa attenzione?!

Ti ho già parlato dei benefici del tenere un diario personale, vero? Bene: ogni mattina, appena sveglio o subito dopo aver fatto una bella colazione, prendi il tuo diario personale e scrivi 5 cose per cui sei grato.

Non devi necessariamente aver vinto al superenalotto per sentirti grato. Semplici piaceri della vita, come una buona notte di sonno o il sapore del caffè appena sveglio. Per la miseria! Stai leggendo questo articolo su uno strumento che più del 70% della popolazione mondiale neanche può permettersi!

Insomma, in ogni istante della tua vita, sia nei momenti migliori, sia in quelli più bui, c’è sempre qualcosa che funziona e qualcosa che potrebbe andare meglio. Impara a concentrarti su ciò che funziona, su ciò che hai, su ciò che c’è di buono nella tua vita.

5. Guarda i problemi con nuovi occhi

C’è un detto un po’ macabro ma molto efficace:

“Se stai cercando qualcuno senza problemi, vai al cimitero.”

Essere vivi significa avere problemi. I problemi sono parte essenziale della nostra vita. Senza problemi da affrontare e limiti da superare non potremmo crescere a migliorare noi stessi.

Per quanto tu possa essere convinto del contrario, in ogni problema che stai affrontando si nasconde un’opportunità. Ancor meglio: più grande il problema, più grande l’opportunità.

Indovina un po’: preoccuparsi non è la strategia più efficace per gestire i problemi. Agire lo è.

Fai adesso, in questo preciso istante, una lista dei problemi che ti preoccupano maggiormente, definisci le azioni che devi intraprendere per risolvere questi problemi, pesca una di queste azioni e… agisci. Grande Giove! Smettila di rimandare!

Tutto chiaro? Bene, allora non farmi preoccupare: usa uno di quei bei pulsantini qui a fianco per condividere questo articolo con i tuoi amici!

Buona settimana.

Ps. Se non hai capito il messaggio di questo articolo, potresti essere tentato di lasciarmi un commento in cui ti piangi addosso, per dimostrare al mondo “brutto e cattivo” quanto insormontabili siano i tuoi problemi e le tue preoccupazioni; ecco, risparmiati la fatica: qui caschi male! In questo blog è vietato l’accesso ai frignoni: o ti assumi il 100% della responsabilità di come stai reagendo agli accadimenti della tua vita, oppure cambi blog ;-)

Foto di jonaldinger

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