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Dieta mediatica

21 febbraio 2011 Home » Abitudini 54 commenti

Rinunciare a Facebook e News online per ritrovare il tempo per i tuoi obiettivi.

“Il silenzio è il vero amico che non ti tradisce mai.”

Confucio.

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Dopo aver scritto l’articolo sulle cattive abitudini, ho deciso di dedicare il mese di febbraio ad un esperimento che mi ronzava per la testa da diverso tempo: iniziare una dieta mediatica.

Andre’ che ti sei inventato questa volta?! Una dieta mediatica?! E che d’è?!

Esistono centinaie di diete alimentari, eppure il cibo non è l’unica cosa in cui eccediamo nelle nostre giornate: telegiornali, internet, social network, news on-line, etc., ogni giorno siamo letteralmente bombardati di informazioni.

Quante di queste informazioni creano reale valore nella nostra vita?

La risposta a questa domanda mi ha convinto a dare finalmente inizio alla mia dieta mediatica.

La mia dieta mediatica

Il primo passo per iniziare la mia dieta mediatica è stato quello di individuare le fonti di informazione inutili, dannose e succhia-tempo. Considerando che dal mio ultimo trasloco ho deciso deliberatamente di non acquistare un televisore, mi sono concentrato da subito su Internet.

Come blogger ed appassionato di tecnologia trovo internet uno strumento eccezionale. L’uso che ne facciamo però, spesso eccezionale non è. Quante volte ti è capitato di navigare senza meta, procrastinando lo studio o il lavoro?

Ricordi quella volta che hai passato ore su Facebook o cliccando da un sito all’altro invece di portare avanti quel progetto così importante? Vogliamo parlare del tempo trascorso sui siti di informazione on-line o chattando con i tuoi amici sui più famosi servizi di instant messaging?!

Nessuno ti restituirà il tempo trascorso in questi contenitori vuoti. Pensa agli obiettivi che non hai raggiunto, ai progetti che non hai realizzato, alle esperienze reali che hai perso o alle inutili discussioni in cui ti sei lasciato trascinare.

Ecco perché ho deciso di rinunciare, anzi… di liberarmi per 30 giorni di:

  • Facebook. Non sono mai stato un grande fan di Facebook & Co., ma mentirei se negassi l’incredibile capacità di questo strumento di creare dipendenza. Motivo per cui Facebook è in cima alla lista dei siti bannati durante la mia dieta mediatica; Eppure nonostante giochini dementi, petizioni inutili e link idioti, Facebook rimane uno dei migliori strumenti per condividere le proprie idee: motivo per cui continuerò a pubblicare (in modo automatico) i nuovi articoli del blog.
  • Social network. Oltre al re dei social network, ho deciso di dare un taglio drastico anche ai cugini minori: FriendFeed, LinkedIn, Flickr, Foursquare, etc. Unica eccezione, Twitter: questo social network è incentrato sul concetto di semplicità; Hai pieno controllo dei profili da seguire e tutto quello che puoi condividere (e leggere) sono 140 caratteri. Questi limiti rendono Twitter il “pasto” ideale per la mia dieta mediatica.
  • News on-line. Dopo i social network, i siti dei principali quotidiani (Corriere della Sera, Repubblica, Il Giornale, Il Fatto Quotidiano, Libero, etc.), sono probabilmente la maggior fonte di distrazione ed il maggior pericolo per la nostra produttività personale. Rinunciare ad una finestra sull’Italia e sul mondo potrebbe apparire eccessivo, se non addirittura indice di una scarsa coscienza civile: l’evoluzione del giornalismo italiano mi ha convinto dell’esatto contrario… ho pensato e ripensato all’ultima notizia appresa su giornali e telegiornali che abbia avuto un reale impatto sulla mia vita quotidiana, una notizia senza la quale non avrei potuto raggiungere un obiettivo o evitato un grave problema.  Non l’ho trovata. In un modo o nell’altro le informazioni importanti continueranno ad arrivarmi: inutile dedicare altro tempo ai tromboni dell’informazione.
  • Trasmissioni di approfondimento. Come anticipato, ho rinunciato alla televisione ormai da quasi 3 anni, ma oggi internet offre l’opportunità di guardare e riguardare qualsiasi trasmissione di approfondimento: da Anno 0 a Porta a Porta, da Ballarò all’Infedele, etc. Nonostante lunghe riflessioni non sono riuscito a comprendere che cosa approfondiscano? Trasmissioni diverse, eppure sempre le stesse facce che parlano del nulla. Ho scelto: dieta mediatica anche per le trasmissioni di approfondimento.

Perché dovresti iniziare anche tu una dieta mediatica

A quasi 3 settimane dall’inizio della mia dieta mediatica, mi sento di consigliarti caldamente questa esperienza.

Come per le diete alimentari, anche le diete mediatiche funzionano se sono personalizzate. Non devi quindi rinunciare alle mie stesse fonti informative (?!): scegli quei media e quei programmi/siti che non creano valore nella tua vita, ma che succhiano tempo alle tue giornate.

Ecco alcuni dei vantaggi di cui potrai godere:

  • Smettere di procrastinare. Facebook, siti di news on-line, programmi televisivi, sono la migliore scusa per rimandare i nostri impegni e realizzare i nostri obiettivi. Liberatene e creerai il tempo per le tue passioni ed i tuoi sogni.
  • Gestire meglio il tempo. Gestire il tempo è una panzana, tutto quello che possiamo gestire siamo noi stessi. Imparare a rinunciare al superfluo per concentrarsi sull’essenziale è la migliore tecnica di time management.
  • Maggior focus. Per quanto non possiamo accorgercene, le informazioni inutili con cui veniamo bombardati,  vengono assorbite dalla nostra mente e come un virus per computer ci rallentano. Libera la mente da ciò che non conta e ritrova la concentrazione.

Beh… che ne dici? è arrivato il momento di mettersi a dieta?!

Ps. Spero non sceglierai di rinunciare al Blog EfficaceMente durante la tua dieta mediatica, ma se vuoi fare a meno dei fronzoli grafici e della pubblicità, ti consiglio di ricevere i nuovi articoli del blog direttamente nella tua casella email, iscrivendoti alla newsletter.

Foto di alancleaver_2000

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54 Commenti. Lascia un Commento!

  1. Avatar di Richard Fante
    Richard Fante ha detto:

    Ciao Andrea,

    questo è davvero un ottimo consiglio!! Sono assolutamente d’accordo nel coltivare quella che si chiama “l’ignoranza selettiva”.
    Oggi purtroppo siamo letteralmente sommersi dalle informazioni, la maggior parte delle quali non richieste e quindi subite!
    Mi permetto di consigliare un approccio magari un pò più soft.
    Consiglio ai nostri amici lettori di iniziare facendo una lista di ciò che fanno durante la giornata, iniziando a eliminare progressivamente le cose inutili e/o dannose. In questo modo si libererà davvero un sacco di tempo da dedicare a ciò che è importante ( a proposito fai una lista anche di questo)

    Un caro saluto

    Richard Fante

    Rispondi
  2. Avatar di biancamora
    biancamora ha detto:

    Ottimo consiglio, mi voglio imporre anch’io un silenzio mediatico…
    Tra forum, FB, blog e informazioni di vario genere tendo a voler mettere lo stand by al cervello.
    Azzerare il tutto non posso, ci lavoro su internet, ma un taglio deciso è da dare!
    Grazie per i tuoi sempre ottimi consigli!

    Rispondi
    • Avatar di Andrea
      ha detto:

      Ciao Biancamora,
      un piccolo accorgimento che mi è stato utile in queste settimane: niente imposizioni! Come ho scritto anche nell’articolo, più che una rinuncia, deve essere vista come una liberazione. La sottile differenza semantica, fa una grande differenza nella pratica.

      Andrea.

      Rispondi
  3. Avatar di Franco
    Franco ha detto:

    Ciao, cade proprio a fagiolo questo articolo perché da tanto mi passa per la mente e mai lo metto in pratica, fra l’altro fra pochi giorni mi trasferisco e seguendo già poco la Tv, penso proprio di non farne uso assolutamente. Sono dipendente di internet e l’informatica in genere. So bene di quanto tempo inutile si occupa, rimandando quelli che sono gli obiettivi anche necessari da raggiungere…bene era una mia riflessione, in quanto mi riconosco a pieno in quello che hai scritto. Grazie..
    Saluti

    Franco

    Rispondi
  4. Avatar di Umberto
    Umberto ha detto:

    Andrea adesso devi veramente prenderti i diritti di copyright per questa invenzione :-)
    Geniale e semplice questo approccio alla vita quotidiana, non può fare che bene.
    Io sto facendo una dieta simile già da un pò di tempo ma ho adottato un metodo leggermente diverso: dedico max 30 minuti piuttosto che 1 ora ecc. ad una determinata “perdita di tempo”.
    Quindi se sto lavorando, lavoro; se ho bisogno di una pausina, magari mi concedo quella mezzoretta e non di più su Facebook, dopodiché riprendo con più energia di prima.
    A volte staccare la spina dalle cose importanti e attaccarla nelle cose futili dà una carica positiva in più; certo se stacchi andando a fare una bella corsa o una nuotata è meglio, ma non è nocivo nemmeno dedicare poco tempo anche a queste cose apparentemente inutili.

    p.s. Ho provato ad avere grandi idee guardando 10 minuti di tv e trovando trasmissioni che non conoscevo e che mi hanno dato valore inaspettato; idem parlando con amici su Facebook che improvvisamente mi hanno acceso una lampadina che probabilmente non si sarebbe mai accesa se non mi fossi collegato :-)

    Rispondi
    • Avatar di Andrea
      ha detto:

      Ahaha,
      no no, niente copyrigh Umberto: preferisco i diritti Creative Commons (CC), che in italiano si potrebbero tradurre con Copiate Citando.

      Per il resto un paio di riflessioni sul tuo commento:
      1. immagino la dieta mediatica come un rimedio a breve termine, per ridimensionare in breve tempo il flusso informativo inutile. Credo che nel medio termine, l’approccio che proponi (time-boxes) sia molto efficace.
      2. come detto la dieta mediatica deve essere personalizzata: io ho individuato quelle che per ME sono le fonti informative che non creano valore. Queste stesse fonti potrebbero essere di enorme valore per altri lettori. Il punto è proprio quello di individuare quei flussi informativi inutili, se non addirittura dannosi.

      Rispondi
  5. Avatar di Andrea
    ha detto:

    Indovina indovinello… Qual’è il colmo per un articolo sulla “dieta mediatica” ?! Essere condiviso su Facebook: comunque, un grazie sincero a chi sta condividendo l’articolo sui social network.

    Andrea.

    Rispondi
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