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Crescita Personale: esempi pratici

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Come trovare la propria strada nella vita (in 30 minuti)

Trovare la propria strada non è semplice, esiste tuttavia un esercizio che può aiutarti a chiarire le idee e a capire cosa vuoi davvero fare nella tua vita.

trovare la propria strada

“Se non sai dove vuoi andare poco importa che strada prendi.”

Stregatto.

Qualche giorno fa ho proposto sulla pagina Facebook di EfficaceMente un dialogo tratto da Alice nel Paese delle Meraviglie. I protagonisti di questo scambio sono la giovane Alice e l’enigmatico Stregatto.

Alice: Volevo soltanto chiederle che strada devo prendere!
Stregatto: Be’, tutto dipende da dove vuoi andare!
Alice: Oh veramente importa poco purché io riesca…
Stregatto: Be’, allora importa poco che strada prendi!

Alice nel Paese delle meraviglie.

Se non sappiamo dove vogliamo andare, le tecniche e gli stratagemmi di crescita personale rischiano di essere solo delle curiose perdite di tempo. A cosa serve avere maggiore autocontrollo (ne parlavamo nel precedente post) se questo non è finalizzato ad uno scopo più elevato? A cosa serve smettere di procrastinare se poi quello che facciamo non ci porta da nessuna parte? A cosa serve essere più produttivi se le attività che completiamo in nessun modo ci rendono felici?

Non mi illudo che basti leggere un articolo per essere folgorati da un’illuminazione. Trovare la propria strada è un compito che può impegnarci per un’intera esistenza, questo però non significa che non dovremmo sforzarci di avere ogni giorno maggiore consapevolezza su ciò che desideriamo davvero e su quale direzione intendiamo intraprendere per ottenerlo.

In questo post vorrei guidarti nell’individuare ciò che nella tua vita conta di più. Nello specifico ti proporrò un esercizio in 2 fasi, della durata compresa tra i 30 e i 60 minuti (molto dipende dal tuo grado di confusione mentale :-) Il migliore approccio è quello di leggere l’intero articolo e poi ritagliarti un’oretta nel weekend per svolgere l’esercizio senza distrazioni. Affare fatto?! Iniziamo.

Fase #1: trovare la propria strada a partire dai propri valori

“Ciò che conta davvero non dovrebbe essere mai alla mercé di ciò che non conta affatto.”

J. W. Goethe.

Già in passato ti ho proposto un esercizio alternativo per individuare lo scopo della tua vita. Se hai tempo, ti consiglio di dargli un’occhiata: spesso abbiamo bisogno di “lenti” differenti per mettere a fuoco la stessa immagine. In quel caso infatti il punto di partenza erano le tue passioni. Oggi invece vorrei che ti concentrassi sui tuoi valori.

I tuoi valori personali rappresentano la cornice attorno alla “tela” della tua vita: guidano le tue scelte, danno struttura al tuo percorso, conferiscono un senso a ciò che desideri. Mettere per iscritto i valori per te più importanti ti aiuterà a fare piazza pulita dei falsi obiettivi. Per aiutarti in questa scelta, ho preparato per te una dettagliata lista di valori (senza pretese di esaustività). Quello che dovrai fare in questa prima fase dell’esercizio è scegliere le 5 parole che saranno in grado di far scattare in te una scintilla già dalla prima lettura. Ecco l’elenco:

  • Abbondanza.
  • Abilità.
  • Affetto.
  • Affidabilità.
  • Aggressività.
  • Allegria.
  • Altruismo.
  • Ambizione.
  • Amicizia.
  • Approvazione.
  • Appartenenza.
  • Armonia.
  • Astuzia.
  • Avidità.
  • Bellezza.
  • Calma.
  • Coerenza.
  • Comfort.
  • Compassione.
  • Competenza.
  • Controllo.
  • Cooperazione.
  • Coraggio.
  • Correttezza.
  • Creatività.
  • Credibilità.
  • Curiosità.
  • Determinazione.
  • Devozione.
  • Dignità.
  • Disciplina.
  • Discrezione.
  • Divertimento.
  • Dovere.
  • Educazione.
  • Efficacia.
  • Efficienza.
  • Eleganza.
  • Empatia.
  • Equilibrio.
  • Equità.
  • Esperienza.
  • Eticità.
  • Fama.
  • Fedeltà.
  • Fiducia.
  • Flessibilità.
  • Franchezza.
  • Frugalità.
  • Gentilezza.
  • Generosità.
  • Giustizia.
  • Gratitudine.
  • Impegno.
  • Intelligenza.
  • Indipendenza.
  • Intimità.
  • Libertà.
  • Obbedienza.
  • Onestà.
  • Onore.
  • Ordine.
  • Organizzazione.
  • Orgoglio.
  • Pazienza.
  • Perfezionismo.
  • Perseveranza.
  • Positività.
  • Potere.
  • Praticità.
  • Precisione.
  • Prudenza.
  • Pulizia.
  • Puntualità.
  • Risolutezza.
  • Reputazione.
  • Realizzazione.
  • Ricchezza.
  • Rispetto.
  • Salute.
  • Sacrificio.
  • Serenità.
  • Semplicità.
  • Sicurezza.
  • Simpatia.
  • Sincerità.
  • Spiritualità.
  • Successo.
  • Tranquillità.
  • Umiltà.
  • Umorismo.
  • Unicità.

Hai trovato i tuoi 5 valori personali? Probabilmente ne avrai trovato anche qualcuno in più, ma ti ho dato un limite stringente per costringerti a focalizzarti solo su quelli per te davvero importanti.

Permettimi poi un’altra precisazione: non far finta di essere Gandhi o Madre Teresa di Calcutta. Scegli i valori che ti ispirano davvero, non quelli che reputi “giusti”. Ricordo la prima volta che ho svolto questo esercizio: ero inesorabilmente attratto da un paio di paroline (che non ti svelerò neanche sotto tortura!), ma non le consideravo abbastanza “nobili”. Prenderne consapevolezza mi ha aiutato a capire che dovevo essere autentico, altrimenti l’esercizio sarebbe stato inutile: metti da parte le tue convinzioni e scegli solo i termini che ti emozionano.

Ps. Se hai già letto e completato il mio (per)corso Autostima Passo Passo puoi saltare questa prima parte dell’esercizio e riprendere la lista dei 5 valori che hai individuato nel modulo 5 attraverso il metodo VOA. Ok, passiamo alla seconda parte dell’esercizio: la parte creativa ;-)

Fase #2: lasciar scorrere la penna

“Lo scopo della tua vita è avere una vita che abbia uno scopo.”

R. Byrne.

Carina ‘sta citazione André, ma sei consapevole vero che non significa un ca…volfiore fritto?! Vabbé, sorvoliamo! Spiegami un po’ questa seconda parte dell’esercizio va.

Individuare i tuoi valori personali di riferimento dovrebbe averti aiutato a “filtrare” via tutte le false convinzioni che hai maturato negli anni circa quello che dovrebbe essere il tuo scopo nella vita. Un’altra ottima strategia per liberarsi dalle incrostazioni mentali imposte dalla società è quella di rispondere a queste 10 domande.

I valori però non sono dei taxi… non hanno il compito di portarti da qualche parte, servono solo a definire chi sei e cosa vuoi veramente. Per iniziare a percorrere la tua strada hai bisogno di fare un passettino in più ed è quello che faremo in questa seconda ed ultima fase (che è stata ispirata da un famoso post di Steve Pavlina). Ecco le attività conclusive che dovrai svolgere:

  1. Prendi un foglio di carta, oppure fai come me ed apri un nuova nota in Evernote.
  2. Scrivi all’inizio del foglio/nota: “Qual è il mio vero scopo nella vita?
  3. Scrivi subito sotto la prima risposta che ti viene in mente. Lascia stare la forma, non è importante: ciò che conta è che tu faccia scorrere la penna (o le dita sulla tastiera).
  4. Ripeti il punto 3 finché non avrai scritto qualcosa che ti emozionerà profondamente.

That’s it! Tutto chiaro? Provo comunque a darti qualche dritta per svolgere l’esercizio al meglio:

  • Scrivi qualsiasi cosa. Se pensi che questo esercizio sia una minchiata, la tua prima risposta dovrebbe essere “trovare la propria strada nella vita è una cavolata“. Tranquillo, non mi offendo: scrivi comunque la prima cosa che ti viene in mente e continua a scrivere lasciandoti guidare dall’intuizione.
  • Non fermarti. Dopo 30-40 risposte avrai l’impulso di fermarti, di arrenderti e di etichettare questo esercizio come l’ennesima psico-cazzata. Non lo fare, vai avanti. Io ho trovato la mia risposta al 74° tentativo. Più sarai persistente e più ti libererai di false ambizioni.
  • Segui l’ispirazione. Nel corso dell’esercizio alcune frasi o alcune parole ti ispireranno più di altre (non mi sorprenderei se fossero quelle più coerenti con i tuoi valori): evidenziale o mettile in grassetto e prova a scrivere delle variazioni partendo da questi “spezzoni”.

Per concludere, vorrei condividere con te un esempio, un esempio molto… personale. Si tratta di quello che è stato il mio risultato al termine di questo esercizio. La frase che leggerai potrebbe significare poco o nulla per te: in fin dei conti il mio scopo deve ispirare me, non te :-) Ho comunque deciso di proportela perché svolgendo per la prima volta l’esercizio ricordo di aver trovato molto utile leggere degli esempi. Ecco la frase che ho “partorito” al mio 74° tentativo. Il mio scopo è:

“Consacrare ogni nuova alba a migliorarmi e ad assaporare la vita, ispirando milioni di persone attraverso il mio esempio.”

Nulla di fantascientifico come vedi, ma ogni singola parola di questa frase ha per me un particolare significato: il legame speciale che ho con l’alba, il momento preferito della mia giornata (chi pratica come me l’ora sacra, sa bene il perché), la voglia di investire sul mio futuro, senza dimenticarmi di assaporare il presente, l’idea di poter dare il mio contributo condividendo i miei risultati e le strategie più efficaci che mi hanno consentito di ottenerli. Superate le 30-40 frasi, inizia a fare molta attenzione alle parole che utilizzi: scegliere una parola piuttosto che un’altra può fare una grande differenza ;-)

L’articolo finisce qui. Mi auguro che l’esercizio ti sia piaciuto, ma soprattutto mi auguro tu abbia trovato quella frase in grado di ispirarti profondamente ad ogni nuova lettura. Se così non fosse, non preoccuparti più di tanto: ogni cosa matura a suo tempo. E ricorda…

“Le persone più interessanti che conosco a 22 anni non sapevano che fare della loro vita. I quarantenni più interessanti che conosco, ancora non lo sanno.”

The Big Kahuna.

link al video

Chiederti di condividere il risultato dell’esercizio nei commenti sarebbe troppo, ti chiedo però di lasciarmi la tua opinione: cosa ti è piaciuto? Come reputi il tuo risultato? Su cosa hai avuto maggiori difficoltà? Ci rileggiamo presto. Buona settimana, Andrea.

Ps. il primo che fa la battuta del GPS per il titolo del post sarà costretto a rileggere al contrario tutti i 373 articoli dell’Archivio di EfficaceMente alla ricerca di messaggi massonici nascosti.

Foto di ER_09

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  • Mooolto interessante, Andrea! Appena possibile provo questo esercizio, sono davvero curioso di vedere cosa viene fuori. Permettimi di fare una riflessione, però. Io che faccio della “ricerca della felicità” quasi il mio cavallo di battaglia, la mia bandiera, mi trovo un po’ in difficoltà ad accettare del tutto l’idea che si possa trovare lo scopo della vita in 30 minuti. Sono convinto che lo scopo della vita vada cercato. Attraverso la conoscenza (di sé stessi e di quello che ci circonda) ci “estendiamo” fino a includere in noi stessi tutto ciò che ci serve per afferrarlo o comprenderlo.

    La risposta che posso dare con questo esercizio è probabilmente quella giusta, ma limitata all’ADESSO. Seguire la risposta mi permetterebbe di crescere nella direzione giusta, ma magari tra un anno, proprio in virtù della mia crescita, la risposta cambierebbe.

    La mia non è una critica, eh. Solo una estensione del ragionamento. Io, personalmente, mi riprometterei di rifare lo stesso esercizio ogni tanto, e aggiusterei il cammino di conseguenza!

    Comunque sempre un grande. A presto!

    • Ciao Francesco,
      è un piacere rileggerti.

      Sono assolutamente d’accordo con te: mi piace spesso giocare (non senza ironia) con i titoli dei miei post. Come scritto nel post:

      Non mi illudo che basti leggere un articolo per essere folgorati da un’illuminazione. Trovare la propria strada è un compito che può impegnarci per un’intera esistenza, questo però non significa che non dovremmo sforzarci di avere ogni giorno maggiore consapevolezza su ciò che desideriamo davvero e su quale direzione intendiamo intraprendere per ottenerlo.

      Vedi questo esercizio come uno swiffer: ti aiuta a togliere quella polvere fatta di false ambizioni ed obiettivi eso-indotti, polvere che tende tra l’altro ad accumularsi con il passare degli anni.

      A proposito di estensione del ragionamento: di tutto ciò che hai scritto, ho trovato davvero interessante il tuo approccio “euristico” alla ricerca della felicità, fatto di tentativi, esplorazioni, viaggi. Ecco, questo esercizio credo si sposi davvero bene con questo approccio: nella nostra ricerca possiamo infatti decidere di andare un po’ alla rinfusa, oppure possiamo scegliere di seguire una direzione che sia da subito coerente con i nostri valori e le nostre inclinazioni. Attenzione, non una strada asfaltata e delimitata da guard rail d’acciaio, ma una semplice direzione, entro cui esplorare fino a trovare quel mix unico che ci definirà.

      A presto,
      Andrea.

      • carmen

        ciao andrea, innanzitutto grazie, è da un po’ che non mi ponevo questa domanda…comunque scrivendo di getto alla fine verso la ventottesima riga…è arrivata la risposta che non è diversa dall’ultima volta che me lo sono chiesta però ha una carica nuova, alla prossima sempre interessante lettura dei tuoi articoli, ciao carmen

  • Diletta

    Grazie Andrea per questo articolo/esercizio di massima importanza!
    Concordo con te e con lo Stregatto, spesso ci affanniamo senza avere chiaro il nostro scopo profondo e i valori cardine della nostra vita, rischiando di non mettere a frutto il nostro massimo talento e potenziale.
    Credo che serva rinfrescarlo ogni anno per fare un check di quanto la nostra crescita e le nostre esperienze siano allineate con lo scopo reale della nostra vita.
    E direi che oggi mi serviva proprio :P

    Condivido volentieri il mio (34esimo tentativo!)

    “Migliorare costantemente me stessa in un’ottica si autentico apprezzamento della vita in ogni sua parte, valorizzando ogni persona ed esperienza, ispirando ad aiutando cosí milioni di persone a proseguire il proprio viaggio nella realizzazione quotidiana del proprio scopo di vita.”

    Ottimo lavoro con il tuo scopo ;)

    A presto,
    Dile

    • Ciao Diletta,
      grazie mille per la tua condivisione e per il commento :-)

      Buona giornata e a presto,
      Andrea.

  • Riccardo

    Grazie per l’articolo! Sempre molto pratico e motivante :-) Proverò oggi stesso a metterlo in pratica. Più o meno credo di aver intuito a cosa vorrei dedicare il mio tempo, ma non sa mai come vanno a finire ste cose ;-)

    • Già, ci potrebbero essere sorprese Riccardo: anzi, non ti legare troppo a quello che credi “dovrebbe” essere e lasciati guidare dall’intuizione in questo caso. In fondo l’obiettivo è trovare qualcosa che ci ispiri, delle parole che possano poi guidarci in quella che sarà la ricerca vera e propria, ricerca che dovrà essere portata avanti nel mondo fisico :-)

      A presto,
      Andrea.

  • Gisella

    Come iniziare la giornata con un argomento per me spinoso! Io all’età di 29 anni non so cosa fare nella vita! Dopo una laurea è subentrata la disoccupazione e ahimè la cosa mi ha buttato giù non poco! Qualche tempo fa mi immaginavo come ricercatrice che viaggiava per lavori e convegni.
    Alla domanda “qual è il mio vero scopo nella vita?”, la risposta è NON NE HO IDEA!

    • Ciao Gisella,
      la tua condizione purtroppo è condivisa da molti in questo momento in Italia: in questa situazione difficilmente si ha la serenità mentale per fare quelli che potrebbero essere considerati dei voli pindarici. In realtà è proprio in questi momenti che dovremmo uscire dalla “nebbia” e trovare una direzione che possa spingerci a prendere anche decisioni coraggiose.

      Andrea.

      • Pier Paolo

        ” In realtà è proprio in questi momenti che dovremmo uscire dalla “nebbia” e trovare una direzione che possa spingerci a prendere anche decisioni coraggiose.”

        Sacrosanta verità: la vita ci mostra sempre la direzione da seguire, spesso “con le buone” non siamo nella condizione appropriata per seguirla, ci adagiamo nella nostra zona comfort e non sentiamo la necessità, il pungolo, per metterci in movimento, ecco allora che la vita decide di agire con metodi un po’ più diretti e bruschi, forse solo allora capiamo che è ora di smettere di procrastinare e cominciare a goderci il vero viaggio! ;-)

  • Stefano

    Grazie Andrea, uno dei migliori articoli di sempre.. e se lo leggi nell’ora sacra del lunedì mattina.. dà sicuramente la giusta carica per affrontare una settimana al 150%.
    sicuramente, non è un esercizio semplice, ma credo sarà molto produttivo o, almeno, utile a fare un po’ di chiarezza. Un saluto! S.

    • Ciao Stefano,
      grazie molte per il commento. Mi auguro davvero che questo esercizio possa darti spunti utili :-)

      Andrea.

  • Enza

    Che bell’articolo e la coincidenza vuole che arrivi appena dopo aver comprato la tua guida APP. Io e mio marito abbiamo comprato questo sabato la tua guida sull’autostima e la sto divorando (in due giorni ne ho letta più di metà) non vedo l’ora di iniziare il percorso. Come suggerito, sto facendo prima una lettura generalizzata per soffermarmi poi sui singoli scalini. Questo we inizierò con l’esercizio di questo GPS :P.

    Pure io come sottolineato da altri lettori, mi sono posta il dubbio che ciò che potrebbe essere il mio scopo oggi non necessariamente lo sarà tra un anno. Tuttavia penso di aver capito che si tratta soprattutto di fare chiarezza su una visione d’insieme, di valori e principi che devono essere alla base di un percorso nel corso del quale non si escludono cambiamenti.

    • Ciao Enza,
      mi fa piacere APP ti stia piacendo: fammi poi avere un feedback terminato il percorso ;-)

      Per quanto riguarda la validità temporale del risultato di questo esercizio: sì, assolutamente. L’importante è fare chiarezza oggi e con quello che avremo conquistato lungo il percorso, fare nuovamente chiarezza domani.

      A presto,
      Andrea.

  • Fra

    Ciao Andrea,
    ti leggo praticamente dal primo giorno… era il 2008? Resto mezzo anonimo, nel senso che metto la mia email vera, ma non do indizi ad altri sul chi sono.
    Bene! nel 2008 arrivavo da una esperienza lavorativa frustrante ed erano mesi che mi dicevo che non avrei mai più lavorato in quel settore, ero stanco. Ero entrato in contatto, leggendolo a perdi fiato, con moltissimo materiale di Carnegie. Pensavo di aver trovato la mia strada: aprire un blog “motivazionale” e vivere di blogging. L’avevo pure scritto in una mia moleskin che ho riletto l’altro giorno: blog motivazionale ed un altro paio di blog per i quali avevo grandi idee. (Ti ricorda qualcuno questo percorso??? Mi viene da ridere a “vederti” ed a guardarmi)
    Bene!
    Mai fatto! Dopo qualche mese ho ricominciato a lavorare nello stesso settore di prima ed a distanza di 6 anni mi ritrovo nello stesso identico pantano lavorativo, ma peggio di tutto, emotivo.
    Ho una buona posizione lavorativa, uno stipendio di tutto rispetto, ma mi sento un coglione. LOL. Faccio cose che non mi interessano, mi occupo di argomenti che non mi appassionano, vado a lavorare come se fosse un funerale, torno a casa con la sensazione di aver sprecato un’altra giornata. Ora, al di là di un evidente stato depressivo in cui galleggio da qualche giorno, non ho la più pallida idea di che cosa fare nella vita. Ho paura di mollare tutto e di fallire, senza tenere in considerazione il fatto che … mi sento ORA un fallito.
    Tutto è molto chiaro e molto nebuloso. Se avessi gli attributi mollerei il mio lavoro ora, per mettermi a fare … (non lo so), salvo poi pentirmene a distanza di qualche settimana, è praticamente certo.
    Sono arrivato qui in fondo e non so perché ti ho scritto, boh, forse è una richiesta di aiuto, forse mi serve per chiarire a me stesso il da farsi. Sono confuso e consapevole allo stesso tempo. Quello che so è che non sono felice.
    eeeee niente…., farò l’esercizio stasera, le condizioni in questo momento non sono le migliori per mettermi a farlo.

    • Pier Paolo

      “Mai fatto! Dopo qualche mese ho ricominciato a lavorare nello stesso settore di prima ed a distanza di 6 anni mi ritrovo nello stesso identico pantano lavorativo, ma peggio di tutto, emotivo.”

      E’ esattamente ciò che ponevo all’attenzione in un mio precedente intervento: le “famose” ripetute lezioni irrisolte.

      Il trucco per risolvere questo tipo di problematica consiste nel rigirarlo a nostro favore: un ottimo modo per farlo è chiedersi “Cosa c’è di positivo in questa situazione che io non sono ancora riuscito ad individuare?”

      La vita non mette mai in moto qualcosa per “punirci”, semplicemente alcuni apparenti eventi “negativi” accadono per farci giungere ad una maggiore consapevolezza di noi stessi ed in ultima analisi per migliorare in realtà la nostra vita.

      Infatti se seguiamo il filone propositivo, invece che concentrarci sulle spiacevoli sensazioni emozionali, 1.l’attenzione dal “negativo” si sposta sul positivo e 2.si mette in moto la propria capacità di far fronte alla problematica in maniera costruttiva e capace di far emergere delle realtà che in un primo momento ci erano totalmente sfuggite, immersi come eravamo nell’apparente negatività della situazione.

      E questi momenti a volte così difficili da affrontare, soprattutto se non si sa come affrontarli, spesso ci preparano ad intraprendere il cammino che ci porterà sulla NOSTRA vera strada maestra.

    • gattolibero

      Ciao Fra, capisco molto bene quello che dici e ti consiglio di non mollare il lavoro senza sapere bene cosa fare. Il mio consiglio sarebbe fare un anno sabbatico (se lavori da più di 5 anni puoi richiederlo all’azienda, non sono obbligati a dartelo, ma si può chiedere, su internet puoi trovare la legge in merito). Io lo sto facendo dopo che l’azienda per cui lavoravo ha chiuso, ho passato anni a pensare se mollare il lavoro o meno, alla fine il lavoro si è auto-eliminato da solo e ho deciso di prendermi un anno di pausa, desidero scrivere un libro sull’anno sabbatico, è un’esperienza magnifica. Ripulisce l’anima, la testa e il cuore e ti permette di riniziare una nuova vita, migliore.

    • Ciao Fra,
      vedo in te un percorso simile al mio, anche se devo dire che la mia esperienza aziendale non è stata così negativa: anzi. Diciamo che sentivo che potevo fare di più viaggiando da solo. Detto questo, sono per natura molto prudente e sconsiglio tutti quelli che vorrebbero lanciarsi in progetti non meglio definiti. Io ho lasciato il lavoro (anzi, mi sono preso un anno sabbatico che terminerà questo dicembre) solo dopo aver avuto un fatturato in continua crescita per 24 mesi consecutivi, ma soprattutto dopo essermi creato una “rete di salvataggio” che mi avrebbe consentito di mantenere il mio tenore di vita per 5 anni nel momento in cui avessi avuto 0 entrate per un qualsiasi motivo imprevisto. Tradotto: non fate cazzate.

      Ti dirò di più: si lavora molto più tranquilli, sapendo che ci si possono permettere degli errori e che non si ha bisogno di correre dietro ai clienti per andare a fare la spesa al supermercato.

      Posso comprendere il tuo attuale stato d’animo, ma è del tutto disfunzionale per prendere decisioni lungimiranti. Cerca di capire dove vuoi essere tra 5 anni ed inizia oggi a prendere decisioni e compiere azioni (anche piccolissime) che contribuiscano al tuo “end game”.

      Tienimi aggiornato,
      Andrea.

      • Pier Paolo

        Ciao Andrea, la tua scelta di fare qualcosa di diverso rispetto al tuo precedente lavoro è stata motivata da un’esigenza ben diversa rispetto a quella di molti altri, come ad esempio, da quello che ci ha scritto, Fra, o Gisella, o tanti, ormai purtroppo la maggioranza, che si trovano costretti giocoforza perché lasciati a casa, o perché esauriti da un ambiente lavorativo che rischia solo di farli stare male sempre di più.

        Non so onestamente se sia più una cazzata mollare il vecchio (che rischia comunque di farti ammalare) per l’incerto oppure continuare a macinare mal di fegato per la paura di non provare a cambiare DRASTICAMENTE la situazione.

        Fra ci ha scritto che è dal 2008 che ti segue, per cui stimoli ne deve aver assorbiti parecchi, infatti aveva già in mente delle alternative ben precise ma sono 6 anni che rimanda, ed ovviamente, a causa di questo prolungato stallo, ha raggiunto l’unico concreto risultato di aver peggiorato il suo stato emotivo: se tanto mi da tanto dunque la strategia del pianificare una via d’uscita forse nel suo caso non è la soluzione migliore; certe volte per provare a se stessi se si è in grado di nuotare o se invece si affoga esiste un solo modo, BUTTARSI.

        Di sicuro sappiamo che da una parte si continua a soffrire, con il rischio concreto di arrivare ad un punto in cui ci potrà essere un fattore fisico o psichico sempre più invalidante, dall’altra è vero che c’è l’ignoto, ma quando c’è la seria possibilità di compromettere la mia salute per me la scelta si fa decisamente più semplice ed ovvia: non penso che le incognite, per quanto rischiose siano, abbiano un potere così “distruttivo” nei nostri confronti, anche perché sono convinto che quando certi “segnali” sono così evidenti l’unica cosa sensata da fare sia interpretarli correttamente ed AGIRE di conseguenza.

      • Fra

        Ciao a tutti,
        grazie a tutti per le risposte. Rispondo a te Andrea, per rispondere a tutti.
        Che dire, le risposte che ho ricevuto sono piuttosto contrastanti. Sono del parere che prima di mollare si debba essere pronti, tant’è che quando ho mollato 6 anni fa, senza un paracadute, sono rifinito nella stessa padella di prima.
        Non so, sono tra il confuso ed il consapevole di voler cambiare, ma mi manca qualche cosa, forse un’idea di fondo, forse la voglia, forse la sfacciataggine, forse l’idea reale di un progetto nuovo e non solo l’idea di chiudere col passato.
        WIP… work in progress…
        Vedremo :)
        Grazie a tutti

  • Angy

    Caro Andrea,
    trovo come al solito illuminanti i tuoi post. Tuttavia temo di dover continuare un’altra volta il mio esercizio, perché sono insoddisfatta delle risposte che ho ottenuto, anche se ho fatto dei passi avanti.
    Sono partita con un “Non so cosa fare” per poi passare a risposte più concrete, basate soprattutto sui valori che ho scelto. Ho capito che ci sono delle cose che voglio e che posso fare, che una strada per me c’è, esiste, o esisterà.
    Giustamente la vita a volte ci pone delle prove durante i momenti in cui meno te l’aspetti, e magari le cose cambiano, come cambiano anche le priorità e di conseguenza anche ciò che vorremmo seguire.
    Però i tuoi post mi danno carica e anche una giusta aggressività. Per anni mi sono fatta soggiogare, ora voglio essere “io” in tutto e per tutto, non una marionetta costruita per accontentare i desideri altrui.
    Grazie Andrea perché rendi il lunedì mattina molto più bello ;)

    • Ciao Angy,
      ho sempre immaginato i miei post come un mix di “carica” e “pratica”: sono davvero felice che questo messaggio, dopo anni, si stia radicando nei miei lettori.

      A presto,
      Andrea.

    • Pier Paolo

      Ciao Fra, grazie della replica “chiarificatrice”. Molto semplicemente probabilmente non sei pronto per un cambiamento: non c’è nulla di male in questo sia chiaro, a volte ci si “innamora” dell’idea di dover cambiare, ed un blog come questo di Andrea indubbiamente può contribuire a rendere quell’idea molto affascinante; tuttavia, per una serie di personali motivazioni, non si va oltre quella fase di “ideale” ambito.

      Io avevo un amico che spesso mi contattava per chiedermi i più svariati consigli perché soffriva per questo o per quell’altro e sentiva che doveva far qualcosa per cambiare, ma poi alla fine della fiera mi sono accorto che quello che a lui interessava veramente era sentirsi dire da me quello che a lui interessava: quando infatti lo mettevo alle strette dimostrava di stare bene così com’era e quindi non faceva mai nessuna azione pratica per cambiare lo stato delle cose che a suo dire lo facevano stare così male.

      Io ho sempre sperimentato in prima persona ed osservato in altri, che quando senti l’acqua arrivare alla gola, se veramente LO VUOI, ti dai una mossa ed impari a nuotare: ma nessuno può darti od insegnarti ad avere quello stimolo FONDAMENTALE che ti consentirà di partire con la prima bracciata.

      Tanti auguri.

  • Ciao Andrea,
    grazie per questa fantastica idea dell’esercizio e sicuramente nel week end mi ritaglierò due orette (meglio stare larghi) per svolgere l’esercizio come consigli tu, poi ti farò sapere come è andata.
    Complimenti come sempre per gli strumenti che ci stai mettendo a disposizione, li trovo davvero utili e talvolta illuminanti.
    A presto

    • Ciao Elisa,
      grazie a te del commento. Mi raccomando, fammi poi sapere come è andata questo weekend con l’esercizio.
      Non serve che condivida il risultato: sono solo curioso di sapere che sensazioni hai avuto.

      Andrea.

      • Ciao Andrea,
        ho fatto l’esercizio e le sensazioni che ho avuto sono molteplici ma la cosa “strana” che mi ha fatto pensare di più è che in fondo in fondo lo sapevo già qual è il mio scopo nella vita ma non avevo il “coraggio” di ammetterlo, di farlo diventare “reale”, quindi metterlo nero su bianco mi ha aiutata molto. Grazie davvero di cuore!
        Ci leggiamo presto!

  • martino

    bellissimo l’articolo, giusto ieri ho riletto, per un rifasamento consueto, le tue guide: concordo perfettamente con Francesco, è un processo iterativo e che anno dopo anno cambia, e giustamente anche Andrea nel suo post lo ha indicato sotto il titolo. Per Fra: io pure seguo i post di Andrea da poco dopo di te (ricordo che erano qualche decina), fatto benisismo a condividere il tuo disagio, talora ci penso pure io;tuttavia conviene cercare prima di partire a fare qualcosa che piace senza aspettative, nei momenti liberi, poi da lì si vede…non è facile manco quello, ma almeno permette di sperimentare senza richiare molto sul momento. Penso di capire come stai o lo intuisco al di l di diversi vissuti personali, forza! Auguro una ottima settimana a tutti i postanti, ho letto solo ora l’articolo, essendo in pausa lavoro (sono ancora del tutto dentro la corsa del topo!!!!:)) non posso fare subito questo esercizio, farò come regalo a me stesso una sera o il prox fine settimana.

    • Leggo solo ora il tuo commento Martino, ma condivido assolutamente con il tuo suggerimento a Fra.

      Ps. che ficata leggere i commenti di persone che mi leggono da almeno 6 anni ;-)

      Ciao Martino,
      alla prossima.

      Andrea.

  • Pier Paolo

    Ciao Andrea, su metodi simili ci ho lavorato per anni ma aimè tutte queste tecniche non mi hanno mai fornito i risultati che ci si aspettava: permettimi di dirti che non è dunque nulla di nuovo quello che proponi.

    Forse e dico forse questi sistemi possono essere efficaci in chi ha delle evidenti potenzialità già ben delineate (o in chi ha già fatto un grosso lavoro di sgrezzatura in sé, come spiegherò più avanti), anche se ritengo che chi si trovi in quella fortunata condizione (soprattutto la prima da me evidenziata) sa già di suo qual è la sua strada e probabilmente è altrettanto ben indirizzato in essa.

    Io mi permetto di suggerire, prima di tutto, di RESETTARE ciò che può essere il nostro personale GPS: prima di impostare il navigatore sul nuovo percorso bisogna fare in modo che non mi rimandi continuamente al vecchio indirizzo, altrimenti non solo non riusciremo mai ad arrivare alla nuova destinazione ma non riusciremo nemmeno ad impostare le CORRETTE coordinate! ;-)

    Se fosse tutto così semplice come questi esercizi ci possono prospettare non avresti giustamente scritto “Trovare la propria strada è un compito che può impegnarci per un’intera esistenza”: e di esempi in questo senso penso che ognuno di noi ne potrebbe portare a iosa.

    Il motivo principale di questa difficoltà risiede proprio nella capacità che i dati del “vecchio percorso” hanno di influenzare tutto ciò che mettiamo dentro al nostro GPS.

    Per ripartire senza questi problemi a mio avviso si dovrebbe mettere innanzitutto l’attenzione su queste questioni:

    1. individuare le nostre lezioni irrisolte
    2. attuare i collegamenti utili a comprendere gli insegnamenti occulti collegati

    Questi sono i “virus” che necessitano dell’attenzione primaria, senza aver prima risolto questi “blocchi” non si andrà nella direzione sperata (anche perché spesso si scoprirà che saranno proprio questi bug quelli che una volta risolti ci indicheranno la strada da seguire).

    Per individuare le lezioni irrisolte basta semplicemente osservare ciò che continuamente ci si ripresenta come difficoltà nella nostra vita (può essere un qualcosa che ha a che fare con i rapporti interpersonali, con la nostra visione della vita, del denaro, del nostro rapporto con noi stessi, etc.), l’importante è che sia qualcosa di ben specifico e concreto: faccio riferimento, giusto per portare un esempio concreto, ad un mio vecchio problema risolto proprio perché consapevolizzato come lezione (l’obiettivo che la crescita personale dovrebbe porsi, per essere realmente EFFICACE, è quello di andare sempre in direzione di apportare maggior consapevolezza).

    Davo sempre molta, evidentemente troppa, importanza all’aspetto esteriore delle mie compagne, “attirandomi” in questo modo (faccio riferimento alla legge d’attrazione in senso contrario, come calamita per lezioni esistenziali, e non semplicemente e superficialmente come propulsore per la realizzazione di desideri) relazioni pesanti, insopportabili, veramente stressanti: quando capì che la lezione che dovevo apprendere era quella di dare la giusta importanza a questo fattore, vederlo dunque in maniera equilibrata, senza farlo esser l’unico su cui dovevo concentrarmi, ho incontrato quella che poi è diventata mia moglie (che non per questo è un cesso, anzi, ma è una donna che ho scelto per la sua “completezza”, quindi sia per la sua bellezza esteriore che interiore).

    I collegamenti di cui ho parlato sono molto importanti perché, sempre in relazione alle lezioni irrisolte, ti consentono di vedere e capire il perché di determinati eventi ciclici e ripetitivi, e quando si è in grado di fare appunto questi collegamenti spesso ciò che accade è che ci si illumina e si comprende: un bellissimo libro che spiega questo “meccanismo” è “Se la vita è gioco ecco le regole” di Cherie Carter Scott, volume oggi purtroppo non più disponibile.

    Solo a questo punto, una volta ripulito il nostro “archivio” esperienziale, si potrà impostare il GPS con le corrette indicazioni: in questo modo si avrà sicuramente più possibilità di raggiungere la destinazione desiderata.

  • Maria

    Ciao Andrea! Non ho mai commentato, ma ti seguo da un po’… Devo dire che la lettura del blog è per me di grande ispirazione (ecco, si può dire che il tuo obiettivo con me sia stato raggiunto :D). Mi ero abituata a vivere sempre “sottotono”, timida e impaurita anche dalla mia stessa ombra… Mi sono chiesta se era davvero quello che volevo e come avrei potuto fare a prendere in mano la mia vita… Cercando sul web ho trovato efficacemente che mi ha aiutata a mettermi in gioco… A parte la sfilza di 30 che prendo da quando seguo gli esercizi del sito (sono strani ma funzionano), comincio anche a pensare alla direzione da prendere… Ora tento di sforzarmi di fare cose nuove, se assisto a convegni o dibattiti pubblici mi forzo a intervenire. All’inizio ovviamente le guance erano rossissime e quasi rischiavo l’infarto, ma piano piano l’esercizio mi ha aiutata ad acquistare fiducia in me. Ora non vedo perché dovrei lasciarmi trascinare dalla vita, ma penso che posso plasmarla, seguendo quello che amo fare davvero :) a presto

  • Francesca

    Ciao andrea, una domanda: nella scelta dei valori sono indecisa su quale di queste 3 vie muovermi nella scelta:
    1) Scegliere i valori che sono già miei, quelli che fin’ora hanno caratterizzato il mio percorso
    2) Scegliere i valori che “risultano” effettivamente essere miei. Nel senso che se io chiedessi alla persona che mi conosce meglio al mondo quali sono i miei valori, risulterebbero valori diversi da quelli che io credo di avere (non so se mi spiego)
    3) I valori che mi ispirano, o meglio quelli a cui aspiro. Perchè se ad esempio, tanto per dirne una, un mio valore fosse l’orgoglio, ma io non sono soddisfatta di ciò a cui esso mi conduce, e invece aspiro a fare mio il valore dell’equilibrio, non sarebbe costruttivo considerare l’orgoglio nella fase di costruzione del mio scopo.
    Ci tengo a precisare che, come l’orgoglio, tutti i valori citati potrebbero essere “sbagliati” se non portano a cose che ci fanno davvero star bene.

    • Ciao Francesca,
      occhio a non confondere i valori con i nostri tratti caratteriali. Detto questo, inserisci nella tua lista i valori che reputi fondamentali nella tua vita, quelli senza i quali qualsiasi obiettivo tu raggiunga, avrebbe poco significato. Tanto per capirci: mi aspetto che il 100% dei lettori abbia inserito nella propria lista il valore “Salute”. Potete utilizzarlo come valore 0 e sceglierne altri 5 oltre a questo.

  • Daniele

    Ciao Andrea,
    non scrivo mai commenti (questo è il primo) ma leggo ogni post del lunedì da qualche anno.
    A dire il vero io ho scritto una sola frase e non so se devo interpretarla come una mancanza di “fantasia” o di “idee” oppure se quello che voglio è davvero questo.
    Avrei una domanda però, ora che sai dove andare come trovi la strada?
    Ad ogni modo volevo ringraziarti perchè, sebbene sia una persona un pò “statica”, il tuo blog mi ha aiutato a sviluppare una diversa visione del futuro.

    Ciao, a presto

  • Manuela

    Ciao Andrea,
    Ho preso carta e penna iniziando a scrivere che non so se esista uno scopo nella vita e che ho paura per questo o perchè potrei non trovarlo mai. Non ho smesso però di scrivere e quando ho iniziato a ripetermi è apparsa una parola che mi ha fatto venire i brividi e poco dopo una frase e lì è arrivato il pianto. “Perdonare me stessa perchè non sono come mi vorrebbero gli altri”
    Non salverò il mondo, non sarò di esempio per gli altri ma se riuscirò ad essere davvero me stessa, credendomi e avendo fiducia, sarò una.persona migliore e questo potrá fare la differenza. Forse ci vorrà una vita, forse meno chissà che lavorandoci sopra altri sensi e altri scopi si manifesteranno.

    • Come ho scritto nel post Manuela, inutile fingere di essere Gandhi o Maria Teresa di Calcutta: quanto hai scritto, ma soprattutto l’effetto che ha avuto scriverlo è tutto ciò che dovevi aspettarti da questo esercizio. Come hanno già scritto altri lettori, con cui concordo appieno, questo è un primo passo, nulla è definitivo: siamo sempre in divenire.

      Andrea.

    • Pier Paolo

      “Non salverò il mondo, non sarò di esempio per gli altri ma se riuscirò ad essere davvero me stessa, credendomi e avendo fiducia, sarò una.persona migliore e questo potrá fare la differenza.”

      Con queste parole stai dimostrando di essere sulla strada corretta e, che tu ci creda o meno, sei già d’esempio per gli altri: Complimenti! ;-)

  • Melissa

    Curiosità
    Empatia
    Eticità
    Giustizia
    Indipendenza

    … sarà un caso che sogno di entrare in magistratura? ;)
    Complimenti come sempre, Andrea. Un altro strumento interessante per schiarirsi le idee!

  • sabner

    Sintesi dei miei valori:
    1) migliorarsi continuamente
    2) coerenza
    3) forza di volontà (tenacia, auto-controllo, coraggio)
    4) rispetto di sé
    5) fiducia in sé
    6) salute (fare sport, mangiare sano e dormire bene)
    7) qui e ora (vivere e godersi il presente)

  • Valentina

    Buongiorno! Bell’articolo, interessante. Mi chiedo una cosa, però: come tradurre, una volta trovato, il proprio scopo in azione? Per esempio il tuo “Consacrare ogni nuova alba a migliorarmi e ad assaporare la vita, ispirando milioni di persone attraverso il mio esempio.” non è certo facile. Significa un cambio di mentalità, in certa misura – non credo che, nel mondo di oggi, venga naturale “assaporare la vita”, purtroppo. Insomma, il problema sono le azioni che mi servono per arrivare a compiere lo scopo.
    Sapere dove voler arrivare ma non avere la più pallida idea di come arrivarci – dovrò prendere un aereo? Un traghetto? Una barca a remi? E se dovessi andare a piedi, invece?… Dove mi potrei fermare – e dove sarà tassativo tirare dritto? Come mi dovrò vestire? A chi chiedere di accompagnarmi? E sarà un bene condividere solo una parte di viaggio o di più?
    Certo dovrò fare delle deviazioni, piccole o grandi, reimpostare la meta, accettare di aver bisogno una volta di correre dove non era previsto e l’altra di fermarmi dove avrei invece voluto volare.
    Non lo so, io vorrei soltanto poter guardare in faccia le persone e alla domanda “Che cosa vuoi fare nella vita?” rispondere con un bel “Non lo so” senza tanti sensi di colpa e vergogna a scaldarmi la faccia. Non lo so perché ancora sono un cumulo d’incertezze, ventun’anni e troppe idee, ventun’anni e problemi che pur sotterrati sotto la voglia di vivere a volte si alzano, pressano e schiacciano. Non lo so, che cosa voglio fare. Non lo so e vorrei che in risposta alla mia incertezza ci fosse un sorriso di comprensione, perché dai, andiamo, chi vuole davvero confrontarsi con una scatola di cera, fissa nel suo finto obiettivo di carta? Mi sanno di finto, sì, quelle persone attaccate alle rocce come le cozze, incrostate a ideali dati da altri. Salvo poi trovarsi alla deriva quando la roccia comincia a sfaldarsi.
    Vorrei poterlo dire con calma, quel “non lo so”. Lo sto cercando e non pretendo di trovarlo domani, e se mai riuscissi a trovarlo e tradurlo in parole potrebbe darsi fosse solo momentaneo.
    E allora posso dire con tranquillità e un sorriso di esagerata soddisfazione che il sottofondo del mio scopo è il movimento, l’abbracciare sorrisi e imperfezioni da limare pian piano. Sottofondo è il movimento, e io ho appena fatto un passo. Mi piace.
    Forse sarà una condivisione di pensieri piuttosto strana, ma dopotutto essere strana non mi dispiace per niente.
    Proverò questo pomeriggio a fare l’esercizio in maniera un po’ più convenzionale, usando anche gli altri post dedicati.
    Tra partentesi, quel monologo è fantastico. Fantastico.

    • Pier Paolo

      Ciao Valentina, ottimo intervento.

      Hai centrato il punto: trovare la strada non è questione di “tecniche”, è questione di consapevolezza, ecco perché se ti affidi alla semplice tecnica in maniera meccanica e senza scavare in profondità il percorso risulterà sempre monco.

      Se tu leggi l’intervento di Manuela (che è l’unico che mi convince realmente circa l’effettivo risultato raggiunto, gli altri mi paiono più che altro manifestazioni egoiche), in particolare quando scrive “Non salverò il mondo, non sarò di esempio per gli altri ma se riuscirò ad essere davvero me stessa, credendomi e avendo fiducia, sarò una.persona migliore e questo potrá fare la differenza.”, ti accorgerai che Manuela ha raggiunto una CONSAPEVOLEZZA di se stessa che prima non aveva, e questa nuova condizione già da sola le basterà a capire come tradurre in azione concreta questa ritrovata sua vera e genuina dimensione.

      Solo se si scava in profondità si riuscirà a ritrovare se stessi, i roboanti proclami che coinvolgono milioni di persone non hanno nulla a che vedere con se stessi: E’ MOLTO PIU’ DIFFICILE essere limpidi ed onesti con un’unica persona, quella cioè che vedi riflessa allo specchio ogni mattina, che con milioni di perfetti sconosciuti. Tu infatti ti conosci fin troppo bene per prenderti per i fondelli! ;-)

  • Ciao!
    Ho fatto l’esercizio l’altra sera (la seconda parte, perché la prima l’avevo già fatta quando ho letto app).
    Mi incuriosiva molto la cosa di andare avanti a scrivere fino a trovare una frase che suscitava emozioni. In effetti è andata così: verso il 25esimo tentativo ho scritto una cosa assurda che mi ha fatto ridere di gusto! Dico assurda perché piuttosto lontana da quelle che da sempre credo siano le mie ambizioni.
    Ora non mi spingerò a dire che finalmente ho trovato il vero scopo della mia vita, però sicuramente ho intravisto una strada nuova, un punto di vista diverso. La chiave è stata proprio l’emozione. Prima ho sorriso pensando: va che cosa assurda che stai scrivendo, e poi mi sono messa a ridere di gusto pensando: cavoli ma sarebbe proprio bello!
    Gli esercizi di scrittura (tipo questo e altri che ho provato) a me sono sempre abbastanza utili, mi capita spesso di scoprire piccole cose di me, o di trovare dei punti di vista diversi per guardare ai problemi.

    • Ciao Marina,
      il titolo è sicuramente provocatorio, come ho cercato di spiegare fin dalla prima frase, trovare il proprio scopo può impegnarci per un’intera esistenza, però l’esercizio è molto potente: quando siamo costretti a scrivere, pian piano ci liberiamo di inutili incrostazioni mentali e arriviamo a delineare su carta ciò che si era nascosto in fondo alla nostra mente. Forse non troveremo il nostro scopo, ma avremo sicuramente fatto un passo verso una maggiore consapevolezza e questo è tutto ciò che conta.

      Andrea.

  • Pier Paolo

    ” quando siamo costretti a scrivere, pian piano ci liberiamo di inutili incrostazioni mentali e arriviamo a delineare su carta ciò che si era nascosto in fondo alla nostra mente. Forse non troveremo il nostro scopo, ma avremo sicuramente fatto un passo verso una maggiore consapevolezza e questo è tutto ciò che conta.”

    Assolutamente vero! ;-)

  • Martina

    È azzardato se dico ke il mio scopo nella vita l’ho azzeccato al primo tentativo??? Voglio AMARE, semplicemente. Me stessa, gli altri, Dio, chiunque. Anche le situazioni, le circostanze, gli oggetti…trattare tutto con amore. Ke ne dite???

  • Enrico

    Ciao Andrea,
    Ho iniziato a leggerti da poco e trovo i tuoi articoli molto interessanti, in questo momento sono in grande confusione su cosa voglio fare della mia vita (mi sono laureato a marzo, lavoro ma non mi sento appagato).
    Proveroò sicuramente a seguire il tuo consiglio :)

    Grazie per i tuoi articoli sempre utili!

  • mattia

    Ciao Andrè! E ciao a tutti gli utenti di questo super sito crescita personale. Ho letto molti articoli che mi hanno ispirato e mi hanno fatto sentire a casa. Sono un amante dello sviluppo e del miglioramento personale come tutti voi e come tutti in quanto uomini. (credo sia proprio una questione di istinto) ahah
    Ci tengo a raccontarvi brevemente (sarà un casino ve lo dico) la mia storia visto il delicato argomento trattato in questo articolo. Che possa ispirarvi come mi hanno ispirato le vostre.
    Intanto ci tengo a precisare che la tragica condizione di disagio esistenziale che ci riempe la testa di domande sul che fare della nostra vita è sulle spalle di tutti, anche di chi fa finta di non pensarci e di avere tutte le certezze di questo mondo. E vi dirò di più… essere incerti è un bene! l’incertezza crea.
    Tutto cominciò con la fine delle superiori, esci dal teatrino, inconsapevole, tutto pieno di te e di convinzioni e ti ritrovi nel mondo. Come uscito da un guscio iniziai a vedere le cose e a fare esperienza. Volevo dei soldi e ho iniziato a lavorare. Partendo dal sudore nella terra, poi la robotizzazione in fabbrica, poi a fare ipocriti sorrisi nella sala di un ristorante. Tutti questi lavori avevano qualcosa in comune, l’annientamento della mia libertà, la trasformazione del mio tempo in soldi (che non erano neanche tanti) e questa storia non mi tornava. Avevo 20 anni, mi guardavo e pensavo; ma che c… sto facendo? Cosi mi convinsi che avrei dovuto dare una direzione alla mia vita, che dovevo avere uno scopo, una meta da raggiungere, un percorso da fare per arrivare a realizzare la mia unicità.
    Comincia con il domandarmi che cosa mi piacesse fare e li il dramma. Mi piace tutto. Dire mi piace tutto è come dire non mi piace niente, porte aperte a tutte le possibilità ma resti li, nel tutto e nel niente.
    Amavo (e amo) la natura, in ogni sua manifestazione incredibile. Dal cielo, alle piante all’uomo, la sua mente, la sua arte.
    Pensavo tanto e in pratica continuavo a fare il cameriere fino a quando non mi iscrissi all’università di scienze motorie. L’università fu la scelta, il piano era quello di trasformare la passione del miglioramento fisico in qualcosa di redditizio, aiutando le persone e facendo ciò che mi piace.
    Potrebbe sembrare una storia a lieto fine se non fosse che ieri l’altro sono andato a pagare la prima rata (scaduta) del terzo anno e con gli esami sono ancora al primo.
    Mi alleno presto la mattina con la prima luce, leggo tanto, di vita, di filosofia, di scienze, dipingo e ascolto Vivaldi. Vivo il presente come il guerriero di pace di Milmann e procrastino i doveri universitari.
    Oggi non sono sicuro che continuare l’università sià la scelta giusta per me. E questo mi fa paura da morire ma nello stesso tempo credo che togliere qualcosa lasci lo spazio al vuoto e che il vuoto possa creare del nuovo. Magari trovo davvero la mia strada!
    Un abbraccio a tutti e grazie

    • Mirko

      Ti trovo un ragazzo pieno di qualità. :-)

  • sara

    io l’ho fatto e ho trovato la frase solo al quarto tentativo.. forse perchè è tanto che rimugino sullo scopo della mia vita, magari la risposta era lì che aspettava nel subconscio. Ecco cosa ho scelto: “Il mio scopo nella vita è non provare rimorso quando ripercorrerò con il pensiero tutte le scelte,esperienze ed errori fatti”

  • GiulianoB

    Ciao Andrea, Ti leggo attentamente ma non sono mai intervenuto sul tuo Blog. Ho eseguito l’esercizio nel fine settimana e in fin dei conti mi sono sentito in debito di rispondere alla tua richiesta di feedback.
    Io inserirei il suggerimento di impostare la frase che raccoglie la propria strada (attuale e in costante maturazione) in senso positivo. Mi spiego: eviterei di dire “lo scopo della mia vita è di NON fare questo e quello” ma di indicare effettivamente cosa ci emoziona. Aggiungerei di suggerire uno scopo che sia comunque in nostro potere. Voglio dire di evitare di identificare la nostra strada con fatti che prescindono la nostra possibilità di intervento e persone. E’ solo nostro lo scopo e non può dipendere da volontà altrui. Forse sono appunti che ogni individuo che si sia cimentato con l’esercizio ha già valutato e superato. Quindi di per se superflue. Comunque averle chiare dal principio credo ci focalizzi meglio all’obiettivo. Grazie Andrea. Ho trovato motivante lo scopo da te postato. Il mio è in fase di “sgrezzatura”. A presto.

  • Maria

    Il tuo blog riesce a darmi quella carica quotidiana di cui ho bisogno, lo leggo come fosse una terapia.. soprattutto in questo periodo in cui la confusione sul vero scopo della mia vita mi attanaglia. Ho 27 anni e improvvisamente mi sembra di averne 17 per l’indecisione e l’insicurezza che mi sta attraversando. Stranamente però non ho avuto molta difficoltà ad individuare in poco tempo i valori che sento mi appartengano e mi emozionano di più ed ancora, a buttare giù al primo tentativo quello che sento essere lo scopo della mia vita: ” Viverla come un viaggio piacevole, ricca di emozioni da assaporare profondamente e portarle come bagaglio per esperienze successive . Non accontentarsi mai e non piegarsi a viverla contro i propri valori”

  • Mirko

    Ciao Andra grazie mille per aver condiviso con noi questo pieno e riflessivo esercizio il quale senza non sarei riuscito a trovare il mio scopo. Di una cosa però mi sono accorto : io se non scelgo un altro valore dalla lista non mi sento completo. Mi spiego meglio, sono passati 12gg da quando ho scelto i miei 5valori ma arrivato ad oggi ne ho riscoperto uno che mi fa bollire il sangue al sol pensiero :-). Non riesco a rinunciare agli altri 5 per sostituirlo. A questo punto ne posso definire 6 ,anziché 5? Buona giornata :-)

    • Definirne 5 serve per non disperdere troppo il proprio focus, la verità è che tra 5 e 6 non c’è alcuna differenza.

      • Mirko

        Grazie mille per la risposta :-)

  • paolo

    “essere presente positivamente in ogni cosa che faccio per godere appieno le occasioni che mi regala ogni nuova giornata”. Al 12° tentativo ho trovato questa frase che devo dire mi eccita

  • Mirko

    L’ho trovato finalmente! al tentativo nr. 91 sono riuscito ad induviduarlo. lo scopo della mia vita rispecchia appiano il mio percorso universitario da infermiere. . Grazie Andrea per aver condiviso con noi questo articolo, non solo mi ha fatto conoscere il mio scopo ma è stato utile anche per aver saputo dare il giusto peso alle parole. Grazie e buona giornata :-)

  • Mirko

    “Rinnovare me stesso ogni giorno dando forza e una forma al ruolo che rivestiro’ nell’aiutare i più bisognosi “. Spero di esserne all’altezza.

    • Leggere questi commenti mi fa provare una profonda gratitudine e stima per i lettori che dedicano qualche minuto della loro settimana per seguire EfficaceMente :-)

      • Daniele Mariotto

        Questo tuo commento mi fa pensare che anche tu sei una persona umana come noi che prova emozioni e sei diverso da un guru perfetto..

  • Vic

    Ciao Andrea,
    leggo i tuoi articoli da anni e li ho sempre trovati interessanti, ma questo mi ha colpito un po’ di più. Quel tantino in più che mi ha fatto tenere questa pagina salvata sul mio desktop per un mese (sì, da quando l’hai pubblicato…sono un dannatissimo procrastinatore). Mi sono ripromesso che “questa sera lo faccio” e “domani mattina lo faccio”, ma non l’ho mai fatto. Fino ad oggi pomeriggio. Mi sono armato di…nulla, non avevo bisogno di nulla, solo di incollare il cu..sedere alla sedia e di pensare a me. Ma tolta la parentesi del procrastinatore incallito, vorrei condividere con te la mia esperienza. (anche se questa frase mi ha sempre ricordato un po’ gli alcolisti anonimi).
    Dopo aver individuato a fatica i miei valori, (inizialmente ne avevo scelti una 30ina), ho anche risposto alle “10 domande per capire cosa fare nella vita” e poi son partito col cercare lo scopo della mia vita.
    Adesso sono fermo a 9 punti, e non riesco ad andare avanti. Mi sembra di girare intorno sempre alla stessa cosa. Magari potrei pensare: “allora l’ho trovato! il mio scopo è questo!”, ma in realtà mi sento un po’ stupido. Come se mi ispirassi troppo a quei personaggi che vediamo al cinema, avventurieri, esploratori, gente risoluta che sa sempre cosa fare senza perdersi d’animo.
    Secondo te è sbagliato seguire modelli del genere, fin troppo “ritoccati” da hollywood, o magari bisogna puntare sempre “in alto”?
    (perdona la forma, ho scritto tutto di getto)

    • Lo scopo dello scrivere di getto molte bozze del proprio scopo è proprio quello di eliminare tutte quelle incrostazioni che si sono depositate con i film di Hollywood e non solo. Devi sforzarti di provare a scrivere qualcosina in più di 9 tentativi: non importa che i primi siano ripetitivi. Continua finché non ti sarai sbarazzato di scopi che sembrano giusti, glamour, ma non tuoi.

      Andrea.

      • Daniele Mariotto

        Mi piace “le incrostazioni dei film di Hollywood”.
        Spero dirai quali sono le altre, vorrei saperlo, mi darà piacere..
        Daniele

  • Nicola

    Ciao Andrea, condivido le mie parole:
    Affetto
    Armonia
    Bellezza
    Creatività
    Successo
    Quindi ho coniato la frase che veniva fuori al 13° posto “arricchita” dalle parole.
    “Emozionare le persone con la Bellezza, quindi con l’Affetto e l’Armonia della mia
    Creatività, avere Successo meritato !”.
    Non ho idea di come tu sia come persona, comunque è importante quello che ci fai fare, Good Job Andrea !

  • Annarosa

    Buon giorno Andrea e a tutti i lettori del blog!

    Da tempo sto cercando di trovare una via nella professione, dopo una esperienza fantastica che si è conclusa in modo fallimentare.
    Da un paio d’anni lavoro per una multinazionale americana, che mi ha accolto a braccia aperte nonostante ai tempi non conoscessi quasi una cippa del business di cui trattiamo, questo ha aiutato la mia autostima, che nel frattempo era finita sotto i tacchi, e mi ha dato la solidità economica che stavo cercando.
    Da qualche mese però la mia coscienza si è svegliata e come un tarlo tutti i giorni mi domando se è questo quello che voglio davvero e se questa è davvero la mia via. Insomma, è davvero una vita di quieta disperazione che voglio, parafrasando Thoreau?
    Ed ecco che oggi magicamente capito su questo blog e rispondo alla fatidica domanda #1: quali sono i miei valori? Eccoli qui, li condivido con voi:

    Affidabilità
    Cooperazione
    Correttezza
    Ordine
    Rispetto

    Il problema è che questi valori non collimano con quelli della mia azienda, improntata all’individualismo e alla competitività più spinta. E ora? Ora ci vuole un atto di coraggio…

    Intanto nel we terminerò il secondo esercizio (e mi iscrivo alla newsletter ;-) ), vediamo che succede!

    Grazie di esserci!

  • lorenzo

    Condivido volentieri la mia frase perchè mi piace troppo per non farla sapere al mondo :-)
    “Credere con ogni singola cellula del mio corpe che ho dentro di me tutto ciò che è necessario per essere una persona di successo, stimata all’Università e al lavoro, con accanto la donna giusta con cui posso costruire la mia famiglia, con le amicizie che arricchiscono positivamente la mia vita”

  • Nico

    Ciao Andrea,
    ti sto seguendo da qualche mese e trovo che l’articolo sia molto stimolante e interessante. Dopo quest’anno faticoso e demotivante a livello lavorativo sono arrivata alla fine senza forze e quasi completamente “anestetizzata”.
    E’ necessario che ritrovi contatto con me stessa e per questo ho deciso questa sera, in un momento di solitudine e silenzio, di eseguire l’esercizio che trovo veramente importante.
    I valori che ho sentito essere miei (mi rendo conto adesso che scrivo che lo sono sempre stati!) sono:
    COERENZA
    EMPATIA
    INDIPENDENZA
    RISPETTO
    SALUTE

    Ciò che invece ho identificato come obiettivo è il seguente:
    “Riuscire a conoscere l’animo umano nella sua profondità per aiutare il prossimo a trovare gli strumenti interiori necessari ad affrontare le difficoltà che si presentano nel percorso della propria vita”.
    In esso sono convinta che siano racchiusi tutti i valori che avevo individuato dalla tua lista.

    Ti ringrazio per questo articolo perchè credo che rappresenti il primo passo per ricominciare o meglio per riprendere in mano i miei veri interessi e i miei studi universitari di Psicologia che purtroppo, per varie vicissitudini, si sono interrotti proprio sul più bello!

    Grazie ancora!
    Nico

  • 100% polemica

    Ambizione
    Coraggio
    Divertimento
    Unicità
    Franchezza
    Devo ancora fare il secondo esercizio ma non riesco a comprendere appieno il significato di questi valori che ho scelto. A dire il vero, mi sono anche sforzata a cercarli, gli unici che mi sono venuti subito sono i primi due. Secondo voi cosa posso dedurne? Come mi può aiutare a mettere a fuoco i miei obiettivi? Grazie in anticipo

  • Michelle

    Ciao Andrea,
    molto carino l’esercizio. I miei valori:
    Affetto, fiducia, liberta`, serenita`, semplicita`.
    Per quanto riguarda la seconda parte, mi vengono piu` che altro in mente immagini e sensazioni: il tramonto e i suoi colori stupendi sul mare, i piedi nudi sulla spiaggia, la temperatura che non e` piu` quella scottante della giornata, ma che inizia a scendere lasciando l’aria fresca e profumata, e la sensazione di essere serena, tranquilla, in pace con me stessa e amata davvero.
    Sembra piu` un bel sogno ma chissa`, magari quel giorno arrivera` davvero!

  • David

    Ciao Andrea, “Cooperazione, Divertimento, Empatia, Amicizia, Intelligenza” sono stati i miei valori
    ed il mio scopo è:
    “Realizzarmi nel massimo del divertimento, tanto da diventare un punto di ispirazione per gli altri.”

  • Daniele Mariotto

    Efficaci questi due esercizi.
    Ho iniziato il secondo.
    Andrea sai di se è di qualche cantante questa voce di big kahuna?
    Cmq bello l’articolo!

  • Laura De Santis

    cooperazione – bellezza – empatia – positività – equilibrio

    “dedicarmi al miglioramento delle mie abilità scavando a fondo fino a diventare chi sono nel profondo. Essere esempio da seguire e colonna di cui fidarsi.”

  • Alessandro Lo Vetro

    le 5 parole magiche:
    UMILTA’
    SINCERITA’
    IMPEGNO
    ALTRUISMO
    SUCCESSO

    Lo scopo della mia vita è arrivato al 30° tentativo (anche se poi sono andato avanti scrivendo altre cose quindi sarà proprio questo? il punto è che mi ha suscitato grande emozione) ed è il seguente: “Imprimere al mondo la mia energia vitale e altruistica”. Che ne pensi, Andrea?
    P.s: Ti seguo da un bel po’ di tempo ormai e devo dirti che sono letteralmente affascinato dalle riflessioni che fai fare a tutti con i tuoi post. Un saluto!

  • Agostino

    Andrea scusa ma una volta trovati i 5 valori e scritte una
    sessantina di risposte alla domanda “qual’è il mio scopo della vita”…
    appurato che i valori rispecchiano a pennello le risposte (ed è
    sorprendente!!!) come si fa a tradurre in azione questo scopo? Perchè è
    quello che conta in concreto. Non si cambia solo parlando. Altrimenti
    rimane il tutto pura teoria. In altre parole, ho trovato i miei 5 valori
    maggiori , e più o meno le mie risposte rispecchiano tali valori… ora
    cosa devo fare per capire il tipo di lavoro che mi si addice, il tipo
    di vita da condurre che rispecchia tale scopo ? I miei valori sono :
    Libertà , Sicurezza, Abbondanza , Successo e Serenità .. come adatto la
    mia vita lavorativa (rimanendo nell’esempio lavoro) a questo se, per
    esempio, faccio un lavoro di 8 ore mal pagato che sicuramente non
    permette avanzamenti e che quindi tradisce tutti ( o quasi ) i miei
    valori primari? (A parte cambiarlo e questo già so che devo farlo)
    Grazie

  • Isabell Zanoletti

    Ciao Andrea,

    volevo semplicemente congratularmi con te per questo articolo e anche per tutti gli altri, sostanzialmente per il tuo blog!
    È davvero motivante, incoraggiante, interessante e dona un’irrefrenabile voglia di vivere..liberamente.
    Complimenti e grazie di condividere la tua positività, fa sempre bene!!
    Buona serata,

    Isabell

  • Fulvio

    Andrea, sono due anni che sono impantanato, non so cosa fare della mia vita: non posso fare il medico. Era l’unica professione che mi consentisse di fondere l’amore per la scienza col desiderio di essere importante per gli altri, di aiutarli, di fare la differenza. I miei 5 valori sono: altruismo, competenza, curiosità, impegno ed orgoglio. La frase a cui sono giunto è: ”Voglio essere una persona capace, fornire il mio aiuto e sapere di essere importante, vivere con logica e buonsenso e portarne agli altri, scoprire l’ignoto e capire il mondo, essere orgoglioso del mio operato.” Ma come traduco queste importanti scoperte su me stesso in una scelta di vita? Non trovo una sintesi effettiva.. e non so cosa studiare; ritieni che giurisprudenza possa rappresentare una soluzione?

    • Simones91

      Anche se sono passati due anni.. permettimi ma… Medicina e Giurisprudenza sono due estremi opposti.. e sono le facoltà più “ambite” dalla mentalità generale/sociale.. stai seguendo quello che vuoi o stai seguendo quello che vuole la società? ;)

      • BauBau

        Non ti è mai capitato di provare interesse per cose completamente diverse? Era proprio questo il nocciolo del problema, fossero state facoltà identiche o complementari, quasi non si sarebbe posto. E comunque non seguo quello che “vuole la società”, altrimenti sarei rimasto nella mia vecchia facoltà; la società non vede di buon occhio chi cambia corso di studi dopo 3 anni.. ti saluto

      • Simones91

        Spero non sia stata presa a mo di critica, era solo un suggerimento per evitare un errore che si commette di solito e che io stesso sto commettendo purtroppo.
        La società non ti vedrà mai di buon occhio.. non lo fa neanche con me che ho iniziato a quasi 23 anni e sto finendo a quasi 27.
        La società non sa una che problemi ha a casa/in testa ecc.. lasciamola parlare.
        Dopo 2 anni alla fine.. cosa hai scelto di fare? (se posso chiederlo)

  • Carlo Altea

    Ciao Andrè, nell’elenco dei valori che hai scritto non ho trovato
    Amore
    Gioia
    Pace interiore
    Devo avere capito male l’esercizio perchè dato che sei super-lativo come coach online forse mi sfugge qualcosa. Leggo da un paio di settimane i tuoi articoli e mi sono iscritto a 365. Quindi ancora per un po ci dobbiamo sentire ogni giorno!
    Anche un’altra parola mi viene in mente, un valore bistrattato, demonizzato ed ampiamente ed a sproposito dibatutto e distorto: la sessualità.
    Inteso sana ed appagante sessualità, perché tutti veniamo al mondo perché esiste.
    Mitico Andrè!!!!

  • Gloria

    Grazie di cuore!!!!! Ho provato qualche mese fa a fare questo esercizio, ma non c’è l avevo fatta. Ero troppo presa da tanti valori insieme , troppo confusa sulle mie priorità e i miei desideri profondi. Ho sempre avuto una spinta verso l’aiuto al prossimo, ma all’interno di me c’è anche sempre stato una grande ricerca di libertà e semplicità , oltre le convenzioni del momento.
    ho creato la mia frase ,che d’ora in poi sarà il mio mantra:
    “Pronta a difendere il bisogno e le diversità , voglio volare libera con semplicità e gratitudine”

  • Patrizia Corbani

    2 DOMANDE: Come faccio a sapere se ho trovato davvero la frase giusta e come renderla piu’ concreta in relazione alle azioni da fare?

  • Giuseppe

    Efficacia-Precisione-Empatia-Risolutezza-Unicitá
    Fare qualcosa di molto grande poi dare l esempio

  • Davide

    Beh, io riporto lo scopo ‘emerso’ al termine del gioco…

    “Ricalcare le orme di mille vite trascorse, disegnando nuovi cerchi sulla superficie insondabile di un oceano stellato.”

    Grazie Andrea, e buon proseguimento! :)

  • Tertia

    nella lista manca Verità

  • Andreasan

    IL monologo finale vale tutto il tuo sito.

  • Roberta

    che figo! fatto come esperimento pur avendo già trovato più o meno una strada, è risultato utilissimo per misurare a colpo d’occhio il divario tra le intenzioni ed i risultati delle azioni già compiute. Ho faticato a selezionare solo 5 valori (alla fine i 5 scelti sono il nucleo centrale di un gruppo di 15, in cui erano preceduti da altri 5 di base, e seguiti da ulteriori 5 per andare “di fino”).
    Non volevo condividere i risultati per riservatezza, ma ho trovato utili quelli degli altri, quindi eccoli:

    valori di riferimento: creatività, disciplina, determinazione, empatia, entusiasmo.
    one line (ddù lines, ma vabbè) 32 tentativi, per ora:
    “Risvegliare nelle persone emozioni e pensieri di grande bellezza, alto valore e forte impatto sulla realtà utilizzando il teatro, il gioco, le storie e le mani come gli attrezzi di un solo mestiere”.
    grazie Andrea!

  • Eglantina Lusha

    Carino come esercizio, bisogna leggerlo con grande consapevolezza per arrivare a una risposta veritiera. Per me il mio scopo nella vita è l Amore, illuminare ogni angolo buio solo con l’amore, Nn ce nulla al mondo che mi importa di più nulla. Anche se mi dicessero guarda esprimi un desiderio adesso e diventerà realtà sceglierei sempre sempre l amore perché ogni sofferenza ogni mancanza nel uomo arriva dal assenza di essa. Adesso mi sento molto fragile dentro di me e faccio fatica a insorgere la luce ma nn ho mai smesso di credere che l amore è tutto, sarà solo l’amore che potrà salvarmi e illuminarmi il cammino!

    • Manuela

      Esatto, anche per me, l’amore è tutto e muove tutto. Senza amore non c’è frutto di nulla, nulla da possedere, condividere, donare. Cio che si fa con amore non può non riuscire bene e restituire altrettanto amore a chi ha il coraggio di darne in abbondanza.

  • Daliborka Rako

    Aiuto! Ma uno che non riesce ad individuare “UNO scopo” come fa a proporne una settantina??? L’esercizio è valido se mi fermo dopo le prime tre risposte e passo al sintetizzarle nella mia frase-scopo? No perchè “combatto” da anni, come tanti, per capire quale sia la mia UNA COSA SOLA ma (facendo questi esercizi e rileggendo) magari è semplice, magari so già in modo chiaro cosa vorrei ma mi manca solo di “confermarlo consciamente”…posso credere di poter concludere così semplicemente e velocemente l’esercizio???

    • emA

      “Come il mare sono paziente,
      in balia delle onde, apparentemente senza una
      meta.
      La gente del mondo ha tutta uno scopo;
      io solo sembro strano e ostinato.
      Io solo sono dall’altra gente diverso.”
      Lao Tzu

  • Karla Pereira

    Ciao Andrea, ho scoperto efficacemente per caso un paio di giorni fa’ e sto davvero trovando molto aiuto nei tuoi articoli.
    Sia dai miei valori che dalle risposte alle 10 domande penso che lo scopo della mia vita sia la famiglia ma anche il riconoscimento lavorativo… Non ho ancora trovato la mia frase, oltre alla prima per adesso non mi viene niente ma nei prossimi giorni cercherò di pensarci meglio.
    I miei valori sono:
    Affetto
    Dignità
    Controllo
    Approvazione
    Fedeltà
    Ho scelto queste perché sotto intendono anche altri valori, ad esempio avere il “controllo” della mia vita mi porta di conseguenza alla tranquillità… spero di averlo fatto nel modo giusto, continuerò a leggere i tuoi articoli, complimenti e grazie. ;)
    Ps: io credo invece che la tua frase abbia tanto senso con quello che fai, mi sei di ispirazione e da quanto leggo nei commenti siamo in tanti ad esserlo

  • Francesca Rancan

    Ciao Andrea,
    Ho 24 anni e sono in piena “crisi esistenziale”… In realtà ho appena riletto un diario che scrivevo qualche anno fa ed ho ritrovato esattamente gli stessi pensieri che mi frullano per la testa oggi.

    Ho fatto i due esercizi che hai suggerito e anche se in questo momento mi sento come prima, so che in realtà questi muovono e muoveranno qualcosa dentro di me.

    Hai fatto bene a dire come scegliere i valori: sono alla ricerca di un lavoro (dopo 5 anni di università) e mi rendo sempre più conto che non uso più le mie parole per il CV e le lettere di motivazione. Dico quello che gli altri vogliono sentirsi dire, uso le parole che ad oggi sono più di tendenza.
    Scegliere i valori è stato dunque difficile: scegliere quelle che conosco di più (perché fanno “bello”) o ascoltarmi a fidarmi a scegliere qualche parola che razionalmente non mi convince ma che, come dici tu, ti provoca un’emozione.

    Sono arrabbiata, contro questa società che mi chiede di essere me stessa, ma pretende che io sia come vuole lei: ci fa credere di essere liberi, ma in realtà io mi sento incatenata a lei, mi sento costretta a fare e pensare come vuole lei.
    Io forse so cosa voglio (la mia frase è una citazione di Baden Powell “lascia il mondo migliore di come l’hai trovato) ma mi sembra di vivere in un mondo che non mi crede, che non mi sostiene, che fa di tutto perché io vada dove vuole lui.

    E io sto combattendo e soffrendo, tra quello che sento e quello che vivo e vedo ogni giorno.
    Ed è così che ad oggi, anche se mi dico di sapere cosa voglio, mi sento così confusa ed in colpa di aver bisogno di un po’ di tempo in più, che questo nuovo mondo non è più disposto a lasciarci.

    Grazie per fare quello che fai Andrea, grazie per aver trovato la tua strada, grazie di aiutarci a cercare (e forse a trovare) noi stessi.

    • Gianluigi Spadafora

      Ciao Francesca, le parole che hai scritto mi hanno colpito molto… direi che alcune parole definiscono anche me, anch’io mi sento confuso non saprei cosa fare a volte mi viene da pensare che sia inutile.. Cerco solo di trovare qualche risposta o cose che mi cambieranno la vita.. mi piacerebbe essere libero di vivere questa vita e di viaggiare ma sembra di essere incatenato ad un albero e di non riuscirmi a liberare, voglio e cerco delle consapevolezze per trovare il mio vero ego per vivere la mia vita al meglio, ma c’è un qualcosa che mi blocca che non sò cosa possa essere, se solo riuscissi a capire cosa sarebbe tutto così semplice..

  • 2017, cambiano i paradigmi di quest’animo irrequieto leopardiano e da:
    – ambizione
    – coraggio
    – fiducia
    – libertà
    – realizzazione/tranquillità (indecisa ma pari merito)

    …ne ricavo:
    “Trovare la realizzazione/tranquillità nel coraggio di scelte ambiziose che rappresentano la mia libertà (di vivere, spostarmi, amare), persistendo sempre con fiducia (in me stessa)”

    grazie.

  • giada

    Ciao ragazzi.. Anche io mi trovo in un bivio e non so davvero come uscirne. Ad agosto mi sono sposata e con mio marito siamo andati in sudamerica, al suo paese natale, perche’ la sua intenzione era sempre stata quella di ritornare la ed io son sempre stata d’accordo, solo che una volta la le cose sono andate un po diversamente! Non son riuscita a gestire tutte le situazioni, creandomi una gabbia mia personale e sentendomi soffocare portandomi a credere perfino che la gente complottasse alle mie spalle e allontanando cosi sempre di piu’ la persona che amo! Inducendomi ad anticipare il mio viaggio di ritorno! Il mio tarlo o problema principale: la sua religione e la sua comunita’!! Questo e’ stato il motivo primario del nostro distacco, io ho una repulsione, provo un senso di disagio e incredulita’, quasi timore e paura, pero’ amo lui! Chi e’ che puo’ aiutarmi a superare ed affrontare la cosa? Come e cosa posso fare per poter accettare le “differenze” ? Perche’ e’ ovvio che vorrei fare la mia vita con lui ma in questo modo come potrei tornare? Ci ritroveremo nella stessa situazione di prima.. E litigheremo sempre! Vi prego se qualcuno puo’ mi aiuti! Grazie!!

  • Roberta Juretig

    grazie per i tuoi suggerimenti:) avrei proprio bisogno di riuscire a cambiare la mia vita ritovare me:) e lasciare tutto ciò che non mi appartiene:) l’esercizio che proponi mi sembra interessante e buono:) saluti:) roberta:)

  • Claudia Giachino

    Grazie molto bello!
    Fatto tutto! Valori: Armonia / Creatività / Curiosità / Libertà / Serenità
    Quindi lo scopo è trovare un’armonia tra tempo e denaro: se il mio lavoro prende troppo tempo o mi induce a fare cose che non mi danno gioia, non sono sulla buona strada! Preferisco rinunciare al denaro ma non rinunciare alla mia libertà e a quello che mi dà veramente gioia! Qualcosa del genere insomma!

  • Simone Carbonardi

    Armonia
    Controllo
    Impegno
    Organizzazione
    Successo

    Voglio essere lasciato libero di sognare, voglio avere il tempo di rendere reale quel sogno, voglio far crescere quel sogno a dismisura e renderlo palpabile, visibile ed adoperabile da tutti affinché la complessità del mio sogno renda più semplice agli altri il raggiungimento del loro e nell’ unificazione dei sogni creare una società autosostenibile e soddisfatta.

  • Valda

    Sono confusa, ho fatto l’esercizio, ma probabilmente non ero nel miglior stato mentale e lo rifarò domani, non ho ancora finito ma dopo 2 ore non sono in grado di continuare. In particolare ho avuto un problema a trovare le 5 parole, così ho fatto le 10 domande ma mi sono arenata sulla nona “Quale lavoro saresti disposto a fare anche gratis?”. Che risposta può dare una persona che ha “lavorato” molto spesso gratis e con entusiamo per dei lunghi periodi ma ogni volta in una cosa diversa dalla precedente per poi dedicarsi a tutt’altro una volta esaurito il fulcro di interesse? Ho perso fiducia in me stessa, ho paura di non essere più in grado di portare avanti nulla con impegno costante.

  • Simones91

    “libertà indipendenza calma fama esperienza”

    mi escono questi, ho filtrato tutti, anche se calma e fama non vanno proprio d’accordo :P

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