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La volontà debole: da cosa dipende e come rafforzarla

Avatar di Andrea Giuliodori di Andrea Giuliodori - aggiornato il 7 Ottobre 2019 Home » Abitudini 8 commenti

In questo articolo, scritto a quattro mani col Dott. Andrea Fiorenza, vedremo come la nostra volontà diventa debole e da dove dobbiamo ripartire per rafforzarla.

volontà debole

“Vedo il bene e lo approvo, e seguo il male.”

Ovidio (Metamorfosi).

Avere una volontà debole ci priva della possibilità di raggiungere i nostri obiettivi e realizzare i nostri sogni.

Scopriamo insieme i meccanismi psicologici che ci portano a sviluppare una volontà debole e come evitarli.

Prima di parlartene però, lascia che ti presenti il Dott. Andrea Fiorenza.

Ti presento il Dott. Andrea Fiorenza

Andrea Fiorenza

Il Dott. Fiorenza è attualmente Partner di una nota Società di Consulenza HR e Professore presso l’Università di Barcellona.

Ha alle spalle una carriera trentennale come Psicoterapeuta, ha insegnato per molti anni in Scuole di Specializzazione Post-Universitarie ed è Autore di numerose pubblicazioni di psicologia tradotte anche in altre lingue.

Durante la sua esperienza clinica ha approfondito in particolare modo il tema dei comportamenti abitudinari, aiutando decine di suoi clienti ad adottare abitudini migliori (attività fisica, dieta, etc.) o a liberarsi da vere e proprie dipendenze (fumo, alcol, droga, etc.)

Per questo motivo, negli ultimi 18 mesi, ho scelto di avvalermi della consulenza del Dott. Fiorenza per lo sviluppo del nuovo corso avanzato di EfficaceMente dedicato proprio al tema alle abitudini: il Protocollo C.H.A.N.G.E..

Nello specifico abbiamo acquisito dal Dott. Fiorenza la possibilità di utilizzare in esclusiva all’interno del nuovo corso un’originale protocollo d’intervento in 6 stadi, in grado di assicurare un cambiamento di abitudini naturale, radicale e permanente.

Per questo articolo ho chiesto al Dott. Fiorenza di spiegarci il concetto di volontà debole, il modo in cui essa influenza profondamente i nostri comportamenti, e cosa possiamo fare per rafforzarla.

Passo la parola al Dott. Fiorenza. Buona lettura.

Perché non riesci a rispettare i tuoi buoni propositi

Ti è mai capitato di decidere di fare una dieta, dell’attività fisica o altro, sapendo che è giusto e corretto farlo, ma finendo col fare esattamente il contrario?

Ti sei mai chiesto da cosa può dipendere?

  • Magari è colpa delle tentazioni. T’imponi di ripetere la lezione di quel corso di inglese che stai seguendo, ma l’idea di guardare una puntata della tua serie preferita su Netflix è molto più allettante. “Salto soltanto oggi, lo giuro! Da domani comincio a studiare seriamente…” ti dici, mentre accendi la TV.
  • O forse è colpa della tua inosservanza per le regole e per le prescrizioni. Il medico ti ha invitato a fare più movimento, ma non ci riesci proprio e rimandi di continuo.

Le troppe serie su Netflix, le uscite con gli amici, il divano al posto degli allenamenti: tutto sembra avere la meglio sui tuoi buoni propositi e instaurare abitudini utili ti diventa impossibile.

Disorientato e confuso ti convinci che forse non hai veri obiettivi, o che non siano effettivamente desiderati, o peggio ancora che ci sia qualcosa in te che non funziona: senti di non avere carattere, di non avere personalità.

Ma non è così.

I tuoi obiettivi sono corretti e tu non hai nulla che non vada… se non il fatto che cedi quando dovresti resistere, contribuendo così a indebolire la tua forza di volontà che, via via che diventa sempre più debole, ti costringe a cedere ancora di più.

Ma perché questo accade?

La svalutazione del futuro

profiteroles

Immagina di essere seduto al ristorante: per la tua salute (hai messo su diversi chili negli ultimi tempi) hai deciso di fare a meno del dolce, così, quando arriva il cameriere riesci a non ordinarlo.

Ma quando sei sul punto di chiedere un caffè, passa il carrello con i dolci e di colpo cambi decisione.

“Una porzione di profiteroles, grazie… Ah, scusi, anche quel pezzo di tiramisù rimasto solo soletto”.

…e soccombi alla tentazione, senza pudore.

Mangi e godi, e poi piangi.

Quando la gratificazione biochimica è ormai lontana e senti lo stomaco gonfio come una cornamusa, ti penti. E mentre fai il calcolo delle calorie con la tua nuova app, ti dici che questa è stata l’ultima volta, che è arrivato il momento di cambiare vita (da domani però).

Ma intanto sei lì, sprofondato sul divano, e ti chiedi cosa sia accaduto, perché il carrello dei dolci ha avuto la meglio sui pericoli per la tua salute?

La risposta è semplice.

Il carrello dei dolci è qui nel presente, mentre i rischi per la tua salute sono lì, lontani, nel futuro.

Ti ripeti che…

“non è poi detto che mi debba per forza succedere qualcosa con qualche chilo in più”.

I rischi sono molto lontani, come vedi, impalpabili, difficili da vedere a occhio nudo, e inoltre non hanno il fascino luminoso di quelle palline ricoperte di cioccolato che dal carrello dei dolci ti ammaliano come le sirene di Ulisse.

Quanto avvenuto nella tua mente, davanti al carrello dei dolci, prende il nome di svalutazione del futuro.

Svalutare il futuro significa che gli effetti positivi, che sono però lontani nel tempo (arrivare alla vecchiaia in buona salute), entrano solo parzialmente nelle decisioni presenti.

Eppure, la svalutazione, o negazione, del futuro è soltanto la prima parte del problema…

Volontà ipotrofica ed ipertrofica

volonta ipotrofica

Se vai in palestra e ti alleni seriamente i tuoi muscoli diventano ipertrofici, si gonfiano conferendoti maggior forza, ma se non ci vai, con il tempo diventano ipotrofici, e anche alzarti dalla sedia diventa un problema.

Lo stesso accade alla nostra volontà, che come un muscolo mentale è sensibile all’allenamento: diventa ipertrofica se l’alleni, ipotrofica se non la fai lavorare.

Un semplice esempio.

Ti dici: “Domani vado a correre”, ma l’indomani, eviti e rimandi, ricorrendo ad autoinganni più o meno raffinati (troppo vento, troppo caldo, troppa gente…). E il giorno successivo rimandi ancora, e poi ancora, accumulando settimane e mesi di apatia e riluttanza, fino a rinunciare del tutto.

Le tue gambe perdono tono e i chili si accumulano, ma non è il solo danno, è soltanto quello più evidente.

Il danno più importante, e pericoloso, è ciò che si produce nel tuo mondo interiore, ogni volta che cedi e rimandi.

La tua volontà s’indebolisce, come le tue gambe diventa ipotrofica, e la tua autostima ne risente, rimandandoti un’immagine di te sconsolante che ti abbatte e ti deprime.

Ma non è finita, anche la tua soglia di tolleranza s’indebolisce, spingendoti a cedere anche davanti alle tentazioni più piccole, quelle a cui un tempo riuscivi a resistere.

L’effetto di questo circolo vizioso, spesso, è l’ansia che ti assale quando, ormai con una volontà ipotrofica e una soglia di tolleranza bassissima, cerchi di riprendere, invano, il controllo della tua vita.

E fallimento dopo fallimento arrivi a pensare ciò a cui non bisognerebbe mai pensare:

“So che fallirò anche questa volta, perché dunque continuare a sforzarmi?”

Da dove ripartire?

abitudini

Prendere consapevolezza degli inganni della nostra mente (es. la svalutazione del futuro) è sicuramente il primo passo per rispettare i nostri propositi e per formare buone abitudini.

Ma se desideriamo cambiare radicalmente il corso della nostra vita, dobbiamo fare un vero e proprio “salto mentale“, imparando a vedere le abitudini come il campo di addestramento per la nostra volontà.

Così, andare a correre al mattino, ad esempio, non sarà più un semplice modo per rimetterti in forma, ma lo strumento per rendere la tua volontà ipertrofica, per alzare la tua soglia di tolleranza e per rafforzare la tua autostima.

Questo nuovo atteggiamento mentale ti darà, da una parte, i benefici delle singole buone abitudini che formerai, e, dall’altra, ti consentirà di sviluppare una volontà forte che ti farà sentire forte e inattaccabile dalle tentazioni.

…Il carrello dei dolci, allora, sarà lì, davanti a te, piccolo e sfuocato rispetto alla nuova immagine che stai costruendo di te, un’immagine di una persona che non cede come un debole all’ennesima tentazione, ma domina la propria vita e le proprie circostanze con un muscolo della volontà che ogni giorno diventa più grande e definito.

Tempo di iniziare il tuo addestramento…

protocollo change

Ringrazio il Dott. Fiorenza per questo approfondimento sulle trappole mentali che ci portano ad avere una volontà debole, rendendoci incapaci di rispettare i nostri buoni propositi e, in ultima analisi, portandoci a creare un’immagine negativa di noi stessi.

Ma ringrazio il Dott. Fiorenza soprattutto per aver messo a disposizione dei lettori di EfficaceMente il protocollo d’intervento di sua ideazione, che rappresenta l’ossatura del nostro nuovo video-corso avanzato.

Se sei pronto ad iniziare il tuo addestramento, a sviluppare una volontà ipertrofica e creare una nuova immagine di te, più forte e inattaccabile, il Protocollo C.H.A.N.G.E. ti fornirà un metodo rivoluzionario per cambiare abitudini in modo naturale, radicale e permanente.

Oggi, 7 ottobre, alle 7 del mattino, abbiamo ufficialmente aperto le iscrizioni al video-corso. Sono disponibili un totale di 500 posti. Scopri tutti i dettagli di questo nuovo progetto, clicca il pulsante arancione qui sotto:

SCOPRI CHANGE 》

Buona settimana.

Andrea Giuliodori.

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8 Commenti. Lascia un Commento!

  1. Avatar
    leonardo ha detto:

    ormai sul sito articoli di collaboratori(pagati probabilmente poco) e vari “comprati questo corso e fatti questo libro” e la qualità del blog è evidentemente scesa, come diceva il famoso economista: non esistono pasti gratis. Grazie per averci fornito in passato alcuni articoli utili e intelligenti, adesso vedo solo la nebbia. Tanti saluti.

    Rispondi
    • Avatar
      Andrea Giuliodori ha detto:

      Ciao Leonardo, grazie del feedback.

      Sul tema “articoli di collaboratori”, si è trattato di un test di cui io stesso non sono particolarmente soddisfatto e che sarà presto terminato. Non puoi crescere se non sperimenti: negli 11 anni di EfficaceMente ho fatto decine di esperimenti falliti miseramente, ma questo è parte essenziale di un percorso di crescita personale.

      Per il resto, ogni volta che ho realizzato un contenuto ho sempre cercato di dare almeno uno stimolo pratico a TUTTI i nostri lettori, sia chi ha poi scelto di investire nei nostri contenuti a pagamento, sia a chi può usufruire solo dei contenuti gratuiti.

      Detto questo, posso darti anche io un feedback? :)

      Non so se l’email che hai lasciato per commentare sia vera o falsa, ma ho fatto un veloce check nei nostri database e ho visto che non sei iscritto alla newsletter del lunedì: da diversi anni ormai ho concentrato i miei personali sforzi sulla newsletter. Ogni lunedì inviamo ai nostri iscritti contenuti scritti personalmente da me e in merito alla newsletter non ho mai letto una lamentela da parte dei nostri iscritti.

      Ma parlando delle lamentele, mi trovo in una strana situazione e mi piacerebbe avere il tuo parere.

      Da quanto scrivi ho l’impressione che leggi gli articoli del blog da diverso tempo, eppure, se ho ben capito, non ti sei mai iscritto alla newsletter gratuita e sei addirittura infastidito dai libri che suggerisco (cosa che per altro ho sempre fatto negli ultimi 11 anni).

      Al contempo però insieme a questo tuo commento, ne ho letti decine stamattina di lettori che si sono iscritti al nostro ultimo corso e ne sono entusiasti.

      Onestamente mi è dispiaciuto leggere questo tuo commento, ma come ti dicevo sono combattuto: secondo te ha senso che io dia peso alle tue parole?

      I contenuti gratuiti che ho scritto negli ultimi 11 anni e che continuo a scrivere e condividere li considero un’attività probono essenziale eppure, da sempre, se c’è qualcuno che si lamenta del mio lavoro, puntualmente non è nostro cliente e addirittura non è neanche iscritto alla nostra newsletter.

      Come detto, a me questi feedback dispiacciono umanamente, ma forse il fatto di allontanare queste persone non è un male in fin dei conti. Perché dovrei compiacere qualcuno che dà per scontato il mio lavoro condiviso gratuitamente, non si è mai sognato di diventare un nostro lettore affezionato (newsletter), né tanto meno un nostro cliente?

      Mi piacerebbe avere la tua opinione a riguardo. Nelle mie parole non c’è ironia o altro, ma un sincero desiderio di capire chi ha un punto di vista diverso dal mio.

      Rispondi
      • Avatar
        Stefano ha detto:

        Ciao Andrea, il mio commento è stato cancellato? Oppure non sono riuscito a pubblicarlo?
        Grazie

      • Avatar
        Andrea Giuliodori ha detto:

        Sì, ho controllato, era nel cestino. Rileggendolo capisco perché lo abbiano cancellato: era inutilmente sarcastico e non aggiungeva nulla alla discussione. Se hai una domanda o vuoi aggiungere un tuo contributo, ben venga.

  2. Avatar
    Stefano ha detto:

    Mi dispiace che il mio commento sia stato ritenuto inappropriato. Semplicemente ho trovato fastidioso il modo in cui è strutturato l’articolo, che parte con paroloni come “volontà ipertrofica” e roba del genere, e poi non offre nessuno spunto concreto, rivelandosi inconcludente.

    Rispondi
    • Avatar
      Andrea Giuliodori ha detto:

      Nessun problema, l’articolo in realtà spiega molto bene come la nostra volontà debole nasca dalla svalutazione del futuro (diamo molto più peso al piacere immediato, rispetto al risultato futuro), prendere consapevolezza di questo primo inganno è utile per evitare una volontà ipotrofica. Il Dott. Fiorenza inoltre spiega molto bene come possiamo utilizzare la formazione di buone abitudini per allenare la nostra volontà e renderla ipertrofica.

      Formare buone abitudini non deve essere quindi un qualcosa di finalizzato a sé stesso, ma piuttosto il campo di addestramento per avere una gratificazione più elevata che nasce dal trasformare l’immagine che abbiamo di noi stessi da una persona debole che cede alle tentazioni ad una persona forte in grado di resistere alle tentazioni.

      Al termine dell’articolo, per chi vuole approfondire, abbiamo anche dato indicazione di un protocollo specifico per formare nuove abitudini in modo naturale, radicale e permanente e di conseguenza creare quella volontà ipertrofica.

      Se può interessarti inoltre qui trovi gli highlights dell’intervista che ho fatto al Dott. Fiorenza in cui approfondisce ancor di più gli argomenti trattati in questo articolo: “Estratto dell’intervista al Dott. Fiorenza“.

      Rispondi
      • Avatar
        Stefano ha detto:

        Sì, in effetti avevo capito il discorso generale, ma mi sembrava nonostante tutto “monco” per così dire, perché non dava nessuno spunto su come attuare un cambiamento. La video-intervista è decisamente più interessante ed esauriente, grazie.

  3. Avatar
    Lu ha detto:

    Ciao, io sono lettrice del tuo blog da poco, iscritta alla newsletter (non ricordo se con questo o con altro indirizzo email) e apprezzo molto il tuo lavoro, infatti sono in trepidante attesa del pre-corso #365-un anno epico, e se mi piacerà come credo (e se potrò permettermelo, perché ho idea che costi molto) spero di iscrivermi anche al corso vero e proprio di #365! :)
    Detto questo secondo me la tua prima risposta era PERFETTA… fino a quando hai scritto questa frase: “Detto questo, posso darti anche io un feedback? :)”
    Mio personale parere s’intende, ma fino a quella frase il tuo commento era di una chiarezza, una diplomazia e direi quasi una signorilità uniche! Quello che hai scritto dopo l’ho trovato invece superfluo, prolisso e un tantino polemico.
    Detto questo… :D molto interessante anche il corso C.H.A.N.G.E, mi sono iscritta alla lista di attesa.
    A presto e buon lavoro.

    Rispondi
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