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Come Leggere il Pensiero (e la Mente)

Avatar di Andrea Giuliodori di Andrea Giuliodori - aggiornato il 2 ottobre 2018 Home » Mente 108 commenti

Consigli ed esercizi pratici per imparare a leggere il pensiero interpretando il movimento degli occhi.

leggere il pensiero

“Gli occhi sono lo specchio dell’anima: racchiudono la nostra più intima verità.”

Anonimo.

Leggere il pensiero degli altri è uno dei desideri proibiti di molti di noi. Quante volte ti sei chiesto: “chissà cosa sta pensando in questo momento?“, “mi sta mica mentendo?“, “cosa darei per sapere cosa gli sta passando per la mente“. E se ti dicessi che è possibile?

Immagina di poter intuire all’istante i pensieri e lo stato d’animo di chi ti sta di fronte: un “superpotere” di questo genere renderebbe molto più semplice il lavoro, le relazioni ed in generale la vita di chiunque di noi. Beh, questo “superpotere” è qualcosa di reale e può essere appreso con la pratica…

Nel post precedente abbiamo parlato dell’archetipo del Mago, e ti ho fatto un breve accenno ai mentalisti, i maghi moderni che grazie all’utilizzo di nozioni di psicologia, ipnosi e statistica sono in grado di realizzare gesta all’apparenza impossibili. Nell’articolo di oggi scopriremo le tecniche segrete utilizzate dai più famosi mentalisti per leggere il pensiero. Vedo che ho catturato la tua curiosità: te lo leggo nel pensiero… ;-)

Vuoi leggere il pensiero? Impara il linguaggio del corpo

“Mens sana in corpore sano.”

Detto latino.

Fin dai tempi degli antichi romani è ben noto lo stretto legame che esiste tra mente e corpo. Se il nostro corpo sta bene, sta bene anche la nostra mente. Al contempo, ciò che pensiamo ha ricadute immediate sui nostri parametri fisiologici. Questo significa che se vogliamo imparare a leggere il pensiero dobbiamo innanzitutto essere in grado di interpretare correttamente i segnali del corpo, ovvero il linguaggio del corpo.

Il nostro corpo è un vero e proprio libro aperto sulla nostra mente. Seppur inconsciamente, il nostro fisico ci “tradisce” continuamente: la posizione di testa e collo, i movimenti di spalle e braccia, l’inclinazione delle nostre labbra, la posizione dei nostri piedi, i gesti delle mani, ma soprattutto… la direzione del nostro sguardo, possono rilevare moltissime informazioni sui nostri pensieri ed i nostri stati d’animo. Nei prossimi paragrafi ci concentreremo proprio sui movimenti degli occhi e come interpretarli per intuire cosa sta pensando chi ci sta davanti. Che ne dici, ci diamo uno.. sguardo?!

Come interpretare il movimento degli occhi

“Se lo sguardo non convince, le labbra non persuadono.”

Franz Grillparzer.

Da sempre gli occhi sono considerati lo specchio dell’anima; è infatti innegabile come un semplice sguardo possa comunicarci più di mille parole. Eppure è difficile interpretare queste intuizioni: per farlo avremmo bisogno di un “dizionario dello sguardo“.

Richard Bandler e John Grinder, gli ideatori della Programmazione Neuro Linguistica (PNL), hanno cercato di creare questo “dizionario dello sguardo” utilizzando i cosiddetti Eye Accessing Cues (EAC – indicazioni oculari di accesso). Secondo la teoria di Bandler e Grinder è possibile intuire se il nostro interlocutore sta pensando ad un’immagine, ad un suono o ad un’emozione, osservandone semplicemente la direzione dello sguardo. Nello schema sottostante ti ho riportato i principali EAC:

movimento degli occhi

  • Occhi in alto a destra. Secondo la teoria degli EAC se il nostro interlocutore rivolge gli occhi in alto a destra (alla nostra destra), con molta probabilità sta ricordando un’immagine.
  • Occhi in alto a sinistra. Nel caso in cui la direzione dello sguardo vada, anche se per un breve periodo, in alto a sinistra, l’immagine non viene ricordata, ma viene creata (sta immaginando o si sta inventando una bugia).
  • Occhi al centro a destra. I movimenti orizzontali degli occhi sono invece legati ai suoni: gli occhi al centro a destra indicano il ricordo di un suono.
  • Occhi al centro a sinistra. Come per le immagini, se la direzione dello sguardo si muove orizzontalmente verso sinistra, il suono non viene ricordato, ma viene generato.
  • Occhi in basso a destra. Se gli occhi del nostro interlocutore sono rivolti verso il basso a destra, con ogni probabilità egli sta pensando tra sé e sé, prestando attenzione al suo dialogo interiore (hai presente quella vocina che non si zittisce mai nella tua testa?).
  • Occhi in basso a sinistra. Infine la direzione dello sguardo in basso a sinistra è legata ad un ricordo cinestesico: un odore, un sentimento, una sensazione.

Questo “dizionario dello sguardo” ha validità scientifica ed universale? Ma neanche per sogno. Hai mai letto un post di EfficaceMente sulla PNL? Ecco, un motivo c’è: non sono un grande fan di questa “disciplina”. Ogni volta che le teorie della PNL sono state sottoposte a verifica scientifica, sono per la maggior parte risultate infondate.

E vabbé Andrè, allora che stiamo a perdere tempo?! Io già avevo iniziato a fissare le persone negli occhi e ho rischiato anche qualche denuncia per stalking!

La PNL non ha nulla di scientifico, ma come un’orologio rotto: ogni tanto ci azzecca.

Gli EAC ad esempio sono ampiamente utilizzati da mentalisti, illusionisti, nonché investigatori. Pur non rappresentando un modello universale, le indicazioni oculari di accesso forniscono un approccio sistematico alla lettura della mente. Ma che fare allora se non siamo sicuri di come interpretare questi movimenti? Semplice… possiamo utilizzare le domande di controllo!

Le domande di controllo

Così come vengono utilizzate per tarare le risposte date ad un poligrafo (la macchina della verità), le domande di controllo possono aiutarci ad interpretare correttamente i movimenti degli occhi. Può capitare infatti che il nostro interlocutore sia mancino (in questo caso la lettura va fatta al contrario, invertendo destra e sinistra), o semplicemente abbia degli EAC tutti suoi. Il trucco è individuarli con le nostre domande di controllo. Eccotene alcuni esempi:

  • Cavolo me ne dimentico sempre: in un semaforo, la luce in alto è rossa o verde? Per rispondere a questa domanda il nostro interlocutore è “costretto” a ricordare un’immagine. Secondo il modello degli EAC i suoi occhi si dovrebbero spostare in alto alla nostra destra. Se si muovono da un’altra parte, con ogni probabilità prenderanno quella direzione ogni volta che il nostro soggetto ricorda un’immagine.
  • Hai mai provato ad immaginare Milano senza neanche una macchina? Visto che stiamo parlando di qualcosa di impossibile, il nostro interlocutore si trova a dover creare dal nulla questa immagine. In questo caso il suo sguardo si sposterà in alto a sinistra. Come visto in precedenza, se gli occhi vanno da un’altra parte: prendiamo nota!
  • Aspetta, aspetta, ricordami un po’ il ritornello dell’ultima canzone dei Daft Punk?! Con questa domanda portiamo il nostro interlocutore a ricordare un suono e di conseguenza il suo sguardo dovrebbe muoversi orizzontalmente verso destra. Come sempre appuntiamoci eventuali movimenti anomali.
  • Vediamo se sei in grado di pronunciare il tuo nome al contrario! Pronunciare il proprio nome al contrario non è usuale: il nostro interlocutore pertanto deve “creare” il suono nella sua mente e secondo gli EAC sposterà inconsapevolmente lo sguardo orizzontalmente verso sinistra.
  • Che darei per essere al mare in questo momento, con il sole che mi scalda la pelle, prova ad immaginarlo solo per un istante? Dove dovrebbero andare gli occhi mentre pensiamo ad una sensazione? Bravissimo, in basso a sinistra. Verifica se vale anche per il tuo interlocutore.

Testare il dialogo interiore è molto più difficile, ma possiamo indovinare il movimento oculare corrispondente andando per esclusione ;-). Grazie alle domande di controllo (ormai hai capito il meccanismo, puoi inventarti le tue preferite) possiamo rendere le nostre interpretazioni dei movimenti oculari molto più solide e diventare così dei provetti lettori del pensiero!

Ma ogni superpotere per essere sviluppato ha bisogno di pratica. Ecco alcuni compitini per casa che ti aiuteranno ad impratichirti in questa nuova arte.

Compitini per casa

Compitino #1: osserva e prendi consapevolezza

Sai cosa mi affascina veramente del mentalismo e della lettura della mente? L’attenzione ai dettagli. Per apprendere queste abilità bisogna innanzitutto sviluppare uno spirito di osservazione che va decisamente al di là del comune.

Ecco, detto tra noi, a me frega veramente poco dei giochini di illusionismo, ma al contrario mi interessa molto poter irrobustire il mio spirito di osservazione. Insomma, queste tecniche rappresentano per me un modo efficace per esercitare la mia consapevolezza.

Per farti un esempio, da quando ho appreso la teoria degli Eye Accessing Cues, osservo con molta più attenzione (evitando lo stalking) gli interlocutori con cui parlo, ma soprattutto mi piace osservare la direzione dello sguardo degli ospiti televisivi durante le interviste: sono una miniera di informazioni. Il primo compitino per casa consiste proprio nel porre maggiore consapevolezza: che si tratti della persona con cui stai parlando o di una trasmissione che stai guardando, osserva con attenzione dove vanno gli occhi dei tuoi interlocutori.

Compitino #2: il trucchetto del mago Oronzo

Questo è il classico gioco da fare al pub per sorprendere gli amici. Individua la “vittima” di turno, mettiti di fronte a lei e chiedile di seguire le tue istruzioni:

  • “Immagina di essere al Museo del Louvre: sei solo e stai camminando lungo un corridoio, quando ad un tratto entri nella stanza principale del museo. Hai il sorriso della Gioconda di Leonardo Da Vinci di fronte a te. Prova a ricordare cosa c’è sullo sfondo”. Tu nel frattempo prendi nota della direzione dello sguardo del tuo amico mentre immagina il quadro di Da Vinci. Consiglio: non fissare continuamente il tuo amico, altrimenti i movimenti oculari potrebbero essere falsati.
  • All’improvviso senti un rumore, come un vetro che si infrange, e il suono assordante di una sirena: riesci a percepirlo?“. Ok, con questa frase dovresti comprendere il movimento oculare legato alla creazione di un suono.
  • Ora la sirena si è spenta. C’è un silenzio surreale. Ma tu hai la sensazione di non essere solo, c’è qualcuno nella stanza: una mano si appoggia sulle tue spalle! Riesci a sentirla? Ti giri all’improvviso: ma per fortuna è solo il custode“.

Ora chiedi alla tua “vittima” di ripensare nei minimi dettagli ad una ed una sola delle tre scene, senza svelarti a quale sta pensando: il paesaggio dietro la gioconda, il suono assordante della sirena o la mano del custode sulla sua spalla. Leggendo il movimento dei suoi occhi riuscirai immediatamente ad indovinare a cosa ha pensato ;-)

One more thing: un piccolo test

Gli Eye Accessing Cues sono solo una delle decine di strategie utilizzate dai mentalisti per leggere il pensiero. Ne esistono altre che non utilizzano affatto la lettura del linguaggio del corpo, tecniche che possono essere applicate anche a centinaia di km di distanza. Sei pronto? Facciamo un piccolo test: segui le istruzioni qui di seguito, una alla volta, eseguendole il più rapidamente possibile! Let’s start!

Quanto fa:
2+2?
4+4?
8+8?
16+16?
Veloce! Ora pensa ad un numero tra 12 e 5.

Fatto?

Il numero che hai pensato è il numero 7, giusto? Te l’ho detto, te lo leggo nella mente ;-)

Allora? Ti è piaciuto questo post? Dopo aver parlato del cold reading, la lettura a freddo, questo è il secondo articolo che dedico al mentalismoSe questi argomenti ti appassionano clicca uno di quei pulsanti social o fammelo sapere nei commenti. Occhio che ti osservo! XD

Buona settimana. Andrea.

Foto tratte da google immagini o rielaborate dall’autore.

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108 Commenti. Lascia un Commento!

  1. Avatar di Alesssandro
    Alesssandro ha detto:

    Ciao Andrea, avevo già sentito parlare degli EAC ma non ho mai capito se per i mancini, i quali hanno l’emisfero cerebrale destro dominante, essi debbano essere invertiti rispetto a quelli dei destrimani. Tu cosa ne pensi? Grazie e complimenti per i tuoi articoli, sempre interessanti e ben scritti.

    Rispondi
    • Avatar di Andrea

      Ciao Alessandro, come riportato nell’articolo, nel caso dei mancini gli EAC vanno invertiti.

      Può capitare infatti che il nostro interlocutore sia mancino (in questo caso la lettura va fatta al contrario, invertendo destra e sinistra)

      Rispondi
      • Avatar di Jade
        Jade ha detto:

        No adesso tu mi spieghi come hai fatto a capire che pensavo al numero 7??????

      • Avatar di Andrea

        C’ho i poteri!

      • Avatar di Michele
        Michele ha detto:

        Ciao Andrea, avevo sentito parlare di queste “capacità”, e avevo sentito anche parlare del fatto che si puo’ intuire se una persona stia mentendo o ricordando, semplicemente dalla direzione in cui sta guardando. Ma per farti un esempio, io non ho pensato al numero 7, ma al 6! Quindi dubito che questi “trucchi” funzionino :/
        Saluti :)

      • Avatar di Andrea

        Ciao Michele, il trucco del numero si basa semplicemente sulla statistica ed è un giochino che ho aggiunto alla fine del post: non è collegato alla lettura della direzione dello sguardo.

        Comunque grazie del commento,
        a presto.

        Andrea.

  2. Avatar di jones
    jones ha detto:

    wow, andrea! uno dei post in assoluto più interessanti che abbia mai letto.
    a me piacerebbe molto approfondire la ‘scienza’ del mentalismo; mi consiglieresti qualche libro utile da leggere?

    Rispondi
    • Avatar di Andrea

      Ciao Jones,
      su questo argomento esistono molte “patacche”. Secondo la mia personale opinione, i testi più interessanti sono quelli del mentalista tedesco Thorsten Havener.

      Questi testi sono molto pratici, sono scritti decentemente, ma soprattutto sono ricchi di riferimenti bibliografici utili per eventuali approfondimenti.

      Andrea.

      Rispondi
    • Avatar di sara
      sara ha detto:

      Io pensavo al sei… La mia mia mente e disordinata non va ad schemi

      Rispondi
    • Avatar di Christian
      Christian ha detto:

      Infatti io ho pensato al numero 8

      Rispondi
  3. Avatar di Ermelynda
    Ermelynda ha detto:

    eccerto che mi interessa!
    anche se questa tecnica esaurisce i miei “desideri proibiti” solo in parte, sembra più utile per far vedere quanto si è fighi a leggere nel pensiero che effettivamente ad interpretare ciò che una persona pensa.

    Una cosa non mi è molto chiara: se il nostro interlocutore guarda in alto a sinistra molto probabilmente sta mentendo (perchè sta inventando un’immagine), se invece guarda al centro a sinistra? sempre segno di mensogna? quand’è che solitamente “creiamo” suon?

    Rispondi
    • Avatar di Andrea

      Ciao ;-)
      sul mentire bisognerebbe fare un discorso più approfondito: chi mente ad esempio tende a guardarci in modo fisso. Questo per simulare un falso senso di sicurezza.

      Quello che dice il modello degli EAC è che guardando a sinistra generalmente si sta accedendo alla parte del cervello che genera immagini e suoni e non ai nostri ricordi. Considerato che quando mentiamo, di fatto… inventiamo, questi movimenti oculari possono essere indice di “bugie in corso”.

      Andrea.

      Rispondi
  4. Avatar di Ambrosia
    Ambrosia ha detto:

    Bellissima l’idea dei compitini per casa :D Ogni lunedì tiri fuori un coniglio dal cilindro ;)
    Trovo che il tuo blog si caratterizzi, oltre che per la chiarezza e l’approfondimento teorico, anche per il valore aggiunto dato dall’approccio pragmatico che offri con i tuoi esempi ed esercizi pratici. I compitini per casa aiutano ancora di più in questo senso. Potresti usarli anche in futuro :)
    Io ad esempio già conoscevo gli EAC, ma mi focalizzo su questo aspetto davvero di rado. Ed è un peccato non fare uso delle conoscenze e risorse di cui disponiamo. Basterebbe poca (ma costante) pratica e col tempo l’attenzione ai dettagli diverrebbe una vantaggiosa abitudine.
    Il compitino #1 in questo senso lo trovo perfetto per raffinare la comunicazione.
    Bravo Andrea! Buona settimana a te e alle EfficaciMenti che ti leggono :D
    Ambrosia.

    Rispondi
    • Avatar di Andrea

      Ciao Ambrosia,
      spesso c’è molta fuffa dietro gli argomenti di crescita personale. Qui su EfficaceMente ho sempre cercato di riportare esperienze ed applicazioni pratiche. Credo che sia il modo migliore per aiutare il lettore ad individuare quali strategie possano dimostrarsi davvero efficaci nel suo caso particolare.

      Andrea.

      Rispondi
  5. Avatar di Jacopo
    Jacopo ha detto:

    Davvero un ottimo articolo! Certo, non è cosi facile come sembra perchè spesso i movimenti degli occhi non sono cosi facili da percepire. Ho notato che serve una grossa concentrazione e capacità di cogliere anche i più minimi dettagli (il tipico sguardo da stalker).
    Nulla che non possa essere acquisito con un po di esperienza. Spero di vedere presto qualche post simile sul linguaggio del corpo, la gestualità, la posizione degli arti.

    Ad ogni modo, bravo Andrea :)

    Rispondi
    • Avatar di Andrea

      Ciao Jacopo,
      grazie del commento ;-)

      Concordo assolutamente con te: per applicare queste strategie serve molta sensibilità ed esperienza; non stiamo parlando delle istruzioni dell’Ikea. Se il mio post ha dato questa impressione me ne scuso.

      Sì, pensavo di riprendere questa tematica in futuro, dipende anche dal tipo di riscontro che avrà.

      Andrea.

      Rispondi
  6. Mostra altri commenti

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