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Paura del futuro: 7 modi insoliti (ed efficaci) per superarla

Avatar di Andrea Giuliodori di Andrea Giuliodori - aggiornato l'11 Giugno 2020 Home » Mente 32 commenti
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In questo articolo voglio parlarti della paura del futuro, del perché ti sta rovinando la vita e quali sono 7 modi insoliti per trasformarla in una risorsa.

Ricordo ancora al liceo, il terrore generato dai compiti in classe di Fisica del Prof. Fava.

Per quanto adorassi la materia, ancor prima di entrare in aula, ancor prima che arrivasse il fatidico giorno del compito io (e gran parte dei miei compagni) provavamo le stesse sensazioni dei condannati in attesa di salire sul patibolo:

battiti accelerati, bocca secca, improvvisa confusione mentale, stomaco chiuso, nausea, vertigini, tensione muscolare, perdita di coordinamento.

..ok dai, forse ho esagerato!

Diciamo soltanto che i giorni che precedevano le prove di fisica sono stati tra i più “stressanti” della mia vita da liceale.

Uno di quei giorni però mi ha insegnato anche una lezione fondamentale…

Ero in quinta liceo, la notte precedente l‘avevo dormita “a rate”, come gran parte delle notti pre-compito di Fisica, ma l’adrenalina della prova prossima ventura teneva me e i miei compagni di classe belli arzilli e in attesa che il Prof. Fava arrivasse per la sua lezione delle 10:00.

  • 10:05, non si vede ancora nessuno: la tensione aumenta, sarà sicuramente l’ennesima trovata del Prof. malefico! Sta a vedere che avremo ancora meno tempo per completare il compito in classe!
  • 10:10, siamo ufficialmente in panico, ma all’improvviso compare il bidello sull’uscio della porta: “Ragazzi, il Professore ha chiamato e oggi non potrà essere presente a causa di una brutta influenza, a breve verrà la Professoressa Nobili a sostituirlo”.

Ecco… quello è stato il giorno in cui ho capito a livello viscerale come funziona davvero la paura del futuro e quanto tempo ed energie ci fa consumare inutilmente.

Intendiamoci, la paura del futuro è un’emozione del tutto naturale, caspita, potrebbe addirittura aver garantito la sopravvivenza dei nostri antenati nella Savana.

Così come l’abbiamo provata tutti prima di un compito in classe o di un esame, a maggior ragione la proviamo ora, in questo periodo “particolare” che stiamo vivendo, e la proveremo negli anni futuri. Di questo non dobbiamo colpevolizzarci.

Questo però non significa che non possiamo imparare a gestirla.

Se non lo facciamo infatti, il rischio è quello di ritrovarci tra qualche anno a vivere con almeno una dozzina di questi 20 rimpianti.

Prima di imparare a gestirla però, cerchiamo di capire cos’è e come nasce la paura del futuro.

Paura del futuro: che cos’è davvero?

“Anche se il futuro sembra lontano, in realtà comincia proprio adesso.”

Mattie JT Stepanek.

Tra le tante paure che caratterizzano l’essere umano, quella del futuro è senza dubbio una delle più intense e, al contempo, meno utili.

Quando la proviamo, spostiamo la nostra attenzione verso un futuro che non si è ancora realizzato, gli attribuiamo le più fosche caratteristiche, oppure ci proiettiamo un inquietante senso di vuoto e incertezza.

Risultato?

  • Ci facciamo sfuggire dalle mani l’unico tempo su cui dovremmo concentrarci davvero: la “quiedora“.
  • Perdiamo la capacità di ragionare con lucidità e di prendere buone decisioni.
  • Contribuiamo inconsapevolmente a rendere realtà le nostre fosche previsioni a causa di un meccanismo noto in psicologia come “profezia che si auto-avvera“.
  • Ci roviniamo la salute.

Eppure, molti di noi continuano a credere che solo preoccupandosi per il futuro se ne stanno davvero occupando.

Ecco, se la pandemia del 2020 ha insegnato qualcosa ai nostri “Io passati” del dicembre del 2019 è che il futuro è talmente imprevedibile che non possiamo sapere come sarà stravolta la nostra vita tra un mese o tra un anno.

La paura del futuro dunque non è altro che l’ennesimo inganno della nostra mente: uno stato emotivo che nasce da scenari mentali completamente artefatti e dalla nostra illusoria volontà di controllare il mondo che ci circonda vomitandoci sopra le secrezioni dei nostri neuroni.

Bene, ora che conosciamo il nostro “nemico”, vediamo come batterlo…

7 strane idee contro la paura del futuro

1. SOSTITUISCI

Ogni volta che senti arrivare la paura del futuro, pensa a questa parola: curiosità.

…e usa questo atteggiamento mentale per sostituire l’innata tendenza della tua mente ad andare verso scenari catastrofici.

Hai paura dell’interrogazione? Pensa con curiosità alle domande  che ti potrà fare la Prof. e a come si comporterà.

Puoi anche portare un po’ più all’estremo questo esercizio pensando a tutto quello che trovi di buffo e insolito nell’insegnante (l’importante è non scoppiare di punto in bianco in una sonora risata durante l’interrogazione!).

Devi infatti capire che la paura del futuro è un costrutto mentale, un pensiero, e se imparerai a sostituirlo sistematicamente con pensieri diversi, pensieri migliori, la depotenzierai.

MENTORE: il brillante fisico Richard Feynman, che oltre all’interesse per particelle cosmiche, dipingeva, suonava i bongo e frequentava topless bar (no, non è un suggerimento in questo senso :P).

Nella sua autobiografia “Sta scherzando, Mr Feynman” puoi trovare diverse storie su come la sua curiosità l’abbia portato a fare alcune delle sue migliori scoperte scientifiche.

2. PEGGIORA

La seconda tecnica che voglio proporti per sconfiggere la paura del futuro è decisamente controintruitiva.

Si tratta di una tecnica del ricco arsenale del Problem Solving Strategico e consiste nel peggiorare deliberatamente le nostre paure, fino a renderle quasi… grottesche.

Nello specifico, se la paura del futuro supera i livelli di soglia, fin quasi ad ossessionarci, è utile ritagliarci ogni giorno, per almeno 2 settimane, 30 minuti in cui ci sediamo in una stanza tranquilla della nostra casa e, timer alla mano, iniziamo a pensare volontariamente alle nostre peggiori paure, sforzandoci di renderle ancor più spaventose.

Appena il timer suonerà, potremo alzarci, andare in bagno, lavarci il viso con dell’acqua fresca e tornare alla nostra vita di tutti i giorni.

Mi raccomando, questa è una strategia molto potente: se stai vivendo un momento di fragilità psicologica assicurati di essere seguito da uno psicoterapeuta.

Quando ci troviamo ingabbiati nelle trappole della nostra mente, non c’è articolo di blog che possa sostituirsi ad un buon percorso psicoterapeutico.

MENTORE: l’imperatore Marco Aurelio, tra i più illustri esponenti della filosofia stoica era abituato a portare avanti un esercizio simile, noto come “praemeditatio malorum“, ovvero la riflessione sui mali futuri finalizzata non tanto all’autolesionista e inutile anticipazione di eventuali dolori, ma a produrre in noi la convinzione che non si tratti di veri mali.

3. RALLENTA

paura del futuro: rallenta

Ansia fa spesso rima con fretta. Chi è preoccupato ha un corpo che va sempre più veloce: il cuore batte più rapido, così come il suo respiro e i suoi movimenti.

Quando ti accorgi di queste reazioni, prova questo esercizio:

Conta fino a venti sillabando:

  • U-no.
  • Du-e.
  • Tre-e (in questo caso, prolunga pure il suono della ‘e’).
  • Quat-tro.
  • Cin-que.

E così via…

Arrivato a venti il tuo respiro si sarà normalizzato e in generale la tua mente e il tuo corpo saranno tornati ad uno stato di quiete.

MENTORE: In questo caso il tuo mentore sarà Italo Calvino e le sue “Lezioni Americane“, in cui troverai anche uno splendido elogio della lentezza.

4. RICORDA

“Se uno s’impegna può star male ovunque.”

Freak Antoni.

Ripensa alle volte in cui eri sicuro che tutto sarebbe andato per il meglio e poi la vita ti ha messo i bastoni tra le ruote (magari è successo negli ultimi mesi…).

Andre’ sicuro che questa cosa aiuti?! Mi chiederai anche di darmi una mazzata sul malleolo?!

Ora ripensa a tutte le situazioni in cui ti aspettavi un epilogo disastroso e invece te la sei cavata benissimo.

Indovina un po’… se fai un adeguato sforzo di memoria scoprirai che queste ultime (paure mai avverate) tendono ad essere molto più numerose.

Questo perché siamo naturalmente portati a pensare al peggio, un peggio che quasi mai si avvera.

Prenderne consapevolezza ti aiuterà a mettere la paura del futuro nella giusta prospettiva, ricordandoti che si tratta di uno strumento della nostra mente che dovrebbe aiutarci a prevenire eventuali problemi futuri e non a paralizzarci rovinandoci il presente.

MENTORE: In questo caso prenderei ispirazione da Lorenzo il Magnifico, signore di Firenze della dinastia dei Medici e autore della celebre poesia “Il trionfo di Bacco e Arianna“, che invita a godere del momento presente poiché “del doman non c’è certezza“.

5. EVITA

“Non datemi consigli. So sbagliare da solo.”

Leo Longanesi.

Per un breve periodo, esercitati a non dare pareri e a non riceverne.

Ti chiederai cosa c’entri questo con il tema della paura del futuro.

Beh, come gran parte le paure, anche questa può contagiarci attraverso i discorsi e gli scambi con le altre persone.

Nei periodi d’incertezza succede spesso che molte persone s’improvvisino esperte di argomenti di cui in realtà sanno ben poco.

Non solo, anche i veri esperti spesso non hanno idea di cosa potrà accadere davvero in futuro e i più saggi hanno la buona creanza di ammetterlo.

Evita dunque di controllare compulsivamente le news e gli approfondimenti sui possibili scenari futuri, meglio ancora, leggi gli articoli di 2 o 3 mesi fa e realizza finalmente quanto terribili siamo nel prevedere il futuro :)

MENTORE: il pittore Caravaggio, che dipinse distaccandosi dagli schemi dell’epoca e rispettando unicamente la propria estetica, e così rivoluzionò la storia della pittura italiana (e non solo).

6. PAZIENTA

paura del futuro bamboo

“Chinati, giunco, finché la corrente non sia passata.”

Detto popolare.

Amo certi proverbi popolari.

Quello che ti ho riportato lo ripetevano spesso i contadini a cui la tempesta aveva distrutto il raccolto, le madri con sei figli che partivano per la guerra, oppure gli uomini che si trovavano ad affrontare senza ospedali una pestilenza.

Per loro, l’unico modo per affrontare queste situazioni era… non lottare.

Pazientare. Dare al tempo il tempo di risolvere le cose. Senza sprecare inutili energie su ciò che non potevano controllare.

Sapevano che a un certo punto la corrente sarebbe passata. La corrente passa sempre.

MENTORE: Per questo sesto punto ti suggerisco come mentore Alberto Angela, che in una recente intervista ha pronunciato queste splendide parole.

“In queste settimane siamo stati sommersi dalle fake news, sembra che cinquanta giorni siano tantissimi ma ci sono state epidemie che duravano anni. Abbandoniamo il fardello dei tempi isterici della nostra epoca: il futuro non deve farci paura, ci aspetta.Torneremo alle nostre vite. Perché il Coronavirus ci ha insegnato che contano la scienza, la competenza, e ci vuole un tempo per tutto. Questo non vuol dire non preoccuparsi della crisi economica, ma capire gli eventi. Abbiamo recuperato la saggezza dei nonni: la pazienza è una virtù molto sottovalutata.”

Alberto Angela.

7. SPUTA

In natura c’è un mollusco marino dalle abitudini a dir poco suggestive: il cetriolo di mare.

Questa creatura, cugina delle stelle marine, quando si accorge della presenza di un predatore reagisce in modo apparentemente estremo: espelle i propri organi interni in maniera da potersi ricostruire da un’altra parte.

Il predatore si ritrova davanti solo un involucro vuoto e il cetriolo di mare è già pronto a “riformarsi” totalmente.

Possiamo imparare qualcosa dal cetriolo di mare: quelle volte in cui la paura del futuro si concretizza, dobbiamo ricordare che non tutto è perduto, che possiamo sempre reinventarci. Sii un cetriolo di mare.

MENTORE: a parte la nostra amica oloturia di cui sopra, un buon esempio è Frank Abagnale Jr. interpretato da Leonardo Di Caprio nel famoso film “Prova a prendermi”. Abagnale fin da ragazzino ebbe la capacità di trovare le soluzioni più insolite e fuori dai canoni alle sfide della vita.

No, naturalmente non ti sto invitando a diventare un artista della truffa, ma è importante rammentare che quel computer biologico che ci portiamo nella testa non deve necessariamente essere usato per tormentarci e spaventarci, a volte possiamo usarne anche creatività e ingegno per tirarci fuori dai guai quando questi effettivamente arrivano.

Vorrei infine concludere questo articolo con questo pensiero del famoso filosofo danese:

“La vita può essere capita solo all’indietro ma va vissuta in avanti.”

Soren Kierkegaard.

Ti auguro una splendida settimana e se questo articolo ti è stato utile, valuta se condividerlo con i tuoi amici. Grazie.

Andrea Giuliodori.

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32 Commenti. Lascia un Commento!

  1. Avatar
    Lucia ha detto:

    Molto bene come sempre, grazie, ciao

    Rispondi
    • Avatar
      Andrea Giuliodori ha detto:

      Grazie a te Lucia!

      Rispondi
  2. Avatar
    TonyVT Skarredghost ha detto:

    Veramente un bell’articolo, e la chiosa finale è fantastica. Proverò ad applicare queste strategie nel mio futuro :)

    Rispondi
    • Avatar
      Jessica ha detto:

      Andrea, ti conosco solo da 12 mesi ma grazie a te la mia vita è già cambiata. Mi sto ritrovando. La parola “grazie” non può esprimere tutta la mia gratitudine.

      Rispondi
      • Avatar
        Andrea Giuliodori ha detto:

        Grazie Jessica, che bel commento :)

    • Avatar
      Andrea Giuliodori ha detto:

      Grande Tony!

      Rispondi
      • Avatar
        Claudia ha detto:

        Bellissimo articolo Andrea!
        Penso che lo stesso tuo citare personaggi del passato dia un grande senso di ritorno alla calma della conoscenza senza la fretta dell’informazione :)

      • Avatar
        Andrea Giuliodori ha detto:

        Grazie del commento Claudia.

  3. Avatar
    Marina ha detto:

    Che bell’articolo, Andrea. Ciao!

    Rispondi
    • Avatar
      Alessia ha detto:

      Caro Andrea,

      Grazie per questo articolo così pieno di prospettiva e spunti di riflessione. Ti seguo da almeno 8 anni (e sono anche corsista su #365 e Crea Tempo) e ho sempre apprezzato molto il modo in cui presenti gli argomenti. Ora non vorrei far la cagacazzo, però sarà anche che è deformazione professionale… insomma, tra tutti quei mentori mi sarebbe molto piaciuto vedere almeno una donna. Ho letto fino alla fine sperando ne apparisse una… e no! :D Vedersi presentati N mentori uomini, indirettamente, ripropone schemi di dinamiche di potere storici in cui le donne avevano un ruolo più marginale. A me sarebbe piaciuto vedere il nome di qualche donna, insomma. Non è per far critica vuota e dare un parere non richiesto, don’t get me wrong! :) L’articolo è strutturato alla grande. Ma con qualche donna sarebbe stato più completo… in my humble (and not requested!!) opinion :)

      Grazie e buona giornata,

      Alessia

      Rispondi
      • Avatar
        Isa ha detto:

        Giusto Alessia.
        A me viene in mente una frase di Susanna Tamaro: “Libertà è essere liberi dalle paure”.
        Ciao.

      • Avatar
        Andrea Giuliodori ha detto:

        Ciao Alessia, grazie del feedback: personalmente non credo nelle “quote rosa”, a mio avviso solo la meritocrazia deve dettare le “quote”, non il genere, la razza, il ceto sociale o qualsiasi altra segmentazione ispirata all’intersezionalità. Questa spinta a suddividere gli esseri umani in categorie credo sia alla base del terribile tribalismo che stiamo vivendo nella nostra società.

        Detto questo, è la seconda volta che ho ricevuto questo tipo di feedback in uno dei miei 500 articoli, quindi cercherò di prestarci attenzione in modo da non cadere io stesso in bias involontari. Grazie.

    • Avatar
      Andrea Giuliodori ha detto:

      Grazie Marina!

      Rispondi
      • Avatar
        Alessia ha detto:

        Caro Andrea,

        Sono d’accordo, la stessa formula “quote rosa” è inudibile (ma la sua importanza rimane discutibile).

        Te lo dicevo perché sono una ricercatrice e mi occupo principalmente di ethics e knowledge production. I bias di cui parli sono quelli che, appunto, ripropongono inconsapevolmente questi schemi e dinamiche. Non si tratta tanto di quote rosa, ma del fatto che le donne spesso non ci sono perché, storicamente, non era loro permesso di parlare! Figuriamoci essere ricordate. La meritocrazia è un concetto nobile, ma la realtà, anche storica, è un po’ più complessa. Tra tante intellettuali di
        riferimento, mi permetto di segnalarti Charlotte Bunch, i suoi scritti sono stati parecchio significativi al riguardo. (Fine pippone! :D )

        Sono molto felice del fatto che cercherai di prestarci più attenzione in futuro :)

        Grazie di nuovo,

        Alessia

      • Avatar
        Andrea Giuliodori ha detto:

        Grazie a te Alessia e buona giornata.

  4. Avatar
    Barbara ha detto:

    Buon lunedi Andrea , bellissimo articolo mi ha colpito molto l esempio del ” cetriolo di mare ” . Grazie e buona settimana .

    Rispondi
    • Avatar
      Andrea Giuliodori ha detto:

      :) Mi fa piacere!

      Rispondi
  5. Avatar
    Roberta ha detto:

    Ciao Andrea, grazie per questo articolo diretto ed efficace come sempre, ancor di più se letto in un lunedì mattina iniziato in salita. Sono sicura che Calvino ti troverebbe uno dei massimi esponenti anche del suo concetto di Leggerezza. Buona settimana

    Rispondi
    • Avatar
      Andrea Giuliodori ha detto:

      Grazie Roberta :)

      Rispondi
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