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Opportunità di guadagno per studenti universitari

Avatar di Andrea Giuliodori di Andrea Giuliodori Home » Soldi 22 commenti

7 anni dalla nascita di EfficaceMente. 7 domande dei lettori. 7 risposte efficaci (si spera!).

guadagno-studenti-universitari

“Ho finalmente il denaro sufficiente per lasciare il lavoro e vivere di rendita per il resto della mia vita… devo però morire entro giovedì.”

Anonimo.

Eccoci arrivati alla terza domanda. Oggi cambiamo decisamente argomento. Dopo aver parlato di principi e tecniche di crescita personale, in questo nuovo articolo-intervista affronterò il tema opportunità di guadagno per studenti universitari.

Inizialmente ero intenzionato a non rispondere a Gian Mario, perché l’argomento è un pelino off-topic rispetto a quelli abitualmente trattati qui sul blog, ma visto il grande interesse dimostrato dai lettori per questo quesito, ho deciso di condividere la mia esperienza personale a riguardo.

Vediamo subito la domanda di Gian Mario.

Domanda #3: fare soldi mentre si è all’università

Di seguito lo screenshot della domanda pubblicata sul gruppo Facebook di EfficaceMente da Gian Mario, che ha ricevuto 53 voti:

Domanda 3

Gian Mario me lo ha chiesto con una perifrasi molto elegante, ma di fatto vuole sapere come poter fare soldi facili senza lavorare, mentre sta cazzeggiando all’università, giusto?! :-D

Scherzi a parte, ci sono passato anche io e guarda caso ci sono passato proprio mentre ero all’Università, quando il budget striminzito da studente fuori sede non bastava mai.

Ho perso il conto delle “opportunità di guadagno” e dei lavoretti fatti durante i miei studi:

  • Preparatore di zaini per fedeli accorsi alla visita del Papa a Loreto nel 2004? Fatto!
  • Cameriere in un ristorante della riviera adriatica durante la stagione estiva? Fatto!
  • Operaio in un’industria metalmeccanica per la produzione di caldaie? Fatto!
  • Ripetizioni di matematica a studenti delle superiori? Fatte!
  • Mark Zuckerberg de noartri” che ha finalmente trovato l’innovativo metodo di guadagno online “sicuro” che viene dall’Ammmeriga? Fatto!

Queste esperienze mi hanno insegnato due lezioni fondamentali:

  1. Non esistono soldi facili. Se cerci un lavoro “compatibile con gli studi, in cui non serva esperienza e che non abbia orari assurdi“, sei completamente fuori strada. Pensaci per un istante: chi è quel coglione che pagherebbe qualcuno che ha zero competenze, vuole lavorare solo negli orari in cui gli fa comodo e neanche a tempo pieno?! Se ne conosci qualcuno, presentamelo che gli vendo la Fontana di Trevi. Non mi stuferò mai di ripeterlo: se vuoi fare soldi, devi creare valore (o per dei clienti o per un datore di lavoro). Invece di chiederti qual è l’opportunità di guadagno migliore, chiediti qual è il modo migliore per creare valore per qualcuno (qui trovi qualche indizio utile). C’è un’azienda, un imprenditore o un commerciate a cui puoi risolvere un problema? C’è un gruppo di persone che hanno un bisogno impellente e tu puoi soddisfarlo grazie ad una competenza maturata in qualche campo? Smettila di cercare “opportunità di guadagno” ed inizia a porti le domande giuste.
  2. L’università è un lavoro a tempo pieno. Se vuoi affrontare seriamente il tuo percorso accademico, non puoi permetterti troppe distrazioni. Ripeto, sono stato anche io uno studente squattrinato, ma ho fatto una scelta ben precisa: durante le lezioni e le sessioni di esami mi sono sempre concentrato al 100% sullo studio, cercando di non rimanere indietro con gli esami e lasciandomi almeno 3 mesi vuoti nel periodo estivo. Durante l’estate ho sempre lavorato (operaio, cameriere, etc.), mettendo da parte quello che guadagnavo per contribuire alle spese da studente fuori sede. Non pensare che la libertà che l’Università ti lascia sia una buona scusa per non affrontarla seriamente.

Probabilmente Gian Mario e gli altri studenti universitari che hanno votato la sua domanda si aspettavano una risposta un tantino diversa, ma le due lezioni che ho condiviso sono il miglior suggerimento che mi sento di dare a chi in questo momento sta studiando e non ha il Papy disposto a finanziarie ogni suo desiderio.

Per il resto, ho dedicato numerosi articoli alla crescita finanziaria e in generale al tema “guadagnare soldi“. Rileggili: troverai gran parte di quello che ho imparato negli ultimi 7 anni, periodo in cui sono passato dall’essere, inizialmente uno stagista ad 1.000€ lordi al mese, e oggi uno dei pochi imprenditori online italiani che può vantare un fatturato che ha sfiorato i 65.000€ in un singolo mese.

Ok, questa volta ho fatto lo sborone, lo ammetto! :-D

Ma vorrei che ti fosse chiaro che nella vita in molti ti daranno consigli sui soldi e su delle “fantasmagoriche” opportunità di guadagno, ma pochi di questi consigli ti saranno davvero utili.

Noi ci sentiamo domani con un nuovo articolo-intervista, il quarto.

La domanda #4 è stata forse la più difficile a cui rispondere, ma è anche quella in cui ci ho messo maggiormente il cuore e mi auguro che scoprire certi miei difetti e mancanze ti faccia capire che non serve essere dei supereroi per intraprendere un serio percorso di crescita personale.

A domani. Andrea.

I 7 articoli-intervista

Foto tratta da Google Immagini.

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22 Commenti. Lascia un Commento!

  1. Avatar di Gian Mario Bisogno

    Gian Mario Bisogno

    ha detto:

    Buongiorno Andrea!
    Si, in effetti mi aspettavo una risposta decisamente diversa alla mia domanda. Ma non tanto perché pensavo a soluzioni magiche, tutt’altro, ma perché leggendo le varie attività che avevi fatto, mi aspettavo un commento su una o più di queste per dire: “fare ripetizioni è una cosa buona, ma scarta il Zuckerberg de no artri perché è una illusione”.
    Ti dico questo perché il percorso delle ripetizioni è quello che sto portando avanti, e mi avrebbe fatto piacere sapere la tua in merito, dei consigli su come gestirla, quante ore fare, se il gioco vale la candela, ecc.. Oppure una cosa del tipo “finita la sessione d’esami a luglio, fiondati come cameriere in un locale stagionale perché è una esperienza formativa oltre che economica, per esempio quando l’ho fatto io…”
    Insomma, mi aspettavo qualcosa di pratico in più, alla EfficaceMente. Che i soldi non piovono dal cielo, che sono tutt’altro che facili e che bisogna creare valore, sono cose risapute per chi legge assiduamente il sito.
    Poi può darsi che l’esigenza di tanti sia una mera utopia, ma forse tra guadagnarsi lo stipendio da top managaer e tirare su 50 euro a settimana c’è differenza… non puntavo mica così in alto ;-)
    Grazie comunque per la pazienza. A domani con la prossima risposta :-)

    Rispondi
    • Avatar di Andrea Giuliodori

      Ciao Gian Mario,

      ricordi la frase di Emerson con cui ho aperto il secondo articolo-intervista?

      I metodi possono essere un milione e più, ma i principi sono pochi. L’uomo che afferra i principi può scegliere con successo i suoi metodi. L’uomo che prova i metodi, ignorando i principi, avrà sicuramente dei problemi.

      R. W. Emerson.

      Se hai curiosità specifiche sulle mie esperienze lavorative da studente universitario, puoi chiedermi tranquillamente, ma ci tenevo a trasmettere a te e a chi ha votato la tua domanda un metodo preciso:

      1. Principio 1: smettetela di cercare fantasmagoriche “opportunità di guadagno” in cui non serva esperienza, gli orari siano comodi, etc.. chiedetevi invece come potete essere utili ad una o più persone: questa non è un’affermazione teorica, è un approccio molto pratico che in pochi hanno.

      Se mi scrivi: “ma forse tra guadagnarsi lo stipendio da top manager e tirare su 50 euro a settimana c’è differenza… non puntavo mica così in alto ;-)” significa che non sono ancora riuscito a trasmetterti il mio messaggio.

      Tra guadagnare 50€ e guadagnarne 50.000€ c’è molta meno differenza che tra guadagnare 0 e guadagnarne 50€. So che sembra assurdo, ma se riesci a guadagnare soldi in qualche modo significa che stai dando del valore a qualcuno, ok? Per guadagnare di più è sufficiente rendere scalabile quanto stai facendo. Quindi concentrati sul guadagnare i primi 50€ rendendoti davvero utile a qualcuno e poi cerca di capire come scalare.

      Un esempio praticissimo?

      Magari puoi iniziare a guadagnare 50€ a settimana facendo delle ripetizioni a singoli studenti. Poi ti rendi conto che il tuo tempo non è scalabile e allora inizi a pensare come rendere disponibile a migliaia di persone le tue competenze di Matematica (sto inventando) e magari ti inventi un marketplace online che faccia incontrare l’esigenza di ripetizioni da parte di studenti di diverse città, con l’offerta di ripetizioni da altri studenti di quelle stesse città, ognuno con un rating derivante da precedenti ripetizioni; e tu guadagni una piccola percentuale su ogni ripetizione erogata attraverso il tuo marketplace.

      2 Principio 2: l’università è un lavoro a tempo pieno, quindi cercate innanzitutto di migliorare il vostro metodo di studio, focalizzandovi al 100% sull’università durante l’anno accademico e ritagliatevi poi 2-3 mesi d’estate per lavorare full time (le opportunità in questo modo aumentano).

      A presto.

      Rispondi
      • Avatar di Gian Mario Bisogno

        Gian Mario Bisogno

        ha detto:

        Ti ringrazio per la risposta. Riesco già a comprendere meglio cosa volessi dire nell’articolo :-)

        Detto questo, però, vorrei soltanto capire cosa faresti tu al posto mio e di tanti altri (col senno di poi) in una situazione di necessità.

        Il fatto è che da quanto scrivi sembri “pentito” di aver provato la sfilza di lavoretti e che questi non ti hanno portato nessuna soddisfazione nè sul piano economico nè su quello personale. Ripeto, sembra, perché non posso credere assolutamente sia così, anzi, ritengo per te siano state esperienze altamente formative.

        Inoltre, non riesco a capire se tu ad esempio ritieni il discorso ripetizioni valido o meno o qualcosa di eccessivamente impegnativo, limitante, stressante e incompatibile con lo studio. Assodato che io il valore lo sto creando, s’intende.

        Da quanto scrivi, sembra che, salvo non si rasenti la povertà, non valga assolutamente la pena fare alcunché durante l’anno accademico e attendere l’estate…

      • Avatar di Andrea Giuliodori

        Se stai studiando, l’università deve essere prioritaria rispetto a qualsiasi altra cosa: esiste infatti anche un costo sommerso. Ogni mese che ritardi nel laurearti sono spese che devi sostenere tu o i tuoi genitori.

        Questo punto voglio che sia cristallino a tutti.

        Detto questo, i lavoretti che ho fatto io, non mi hanno cambiato la vita economicamente, ma sicuramente mi hanno fatto capire meglio il funzionamento del mondo del lavoro.

        Quindi, a meno che non si tratti di un lavoro che ti occupi 5-6 ore a settimana (tipo le ripetizioni), io, fossi in te, concentrerei l’impegno lavorativo SOLO nel periodo estivo, magari facendo la stagione da qualche parte, o come interinale per coprire i turni in qualche industria/azienda commerciale.

      • Avatar di Gian Mario Bisogno

        Gian Mario Bisogno

        ha detto:

        Ok ti ringrazio. Per ora proseguirò con le 5 ore settimanali, è quello di cui necessito. Sarà più bello riuscire a fare entrambe le cose. :-)

  2. Avatar di Sonia Elicio

    Sonia Elicio

    ha detto:

    Sono pienamente d’accordo con te Andrea!! Durante i primi anni di studio ho studiato e lavorato per avere un alibi in caso fossi fallita (naturalmente questo l’ho capito a posteriori :P).
    Quando ho capito che potevo farcela ho fatto come te, studio d’inverno (e vi assicuro che senza quattrini è ancora più facile concentrarsi sugli studi) e passo le mie serata in università coi lavori di gruppo.. Da giugno a settembre però posso avere tempo libero per partire e lavorare in giro per il mondo!!
    Spero la mia esperienza possa essere utile!!
    Ciaoooo!!
    P.s.. Naturalmente il cambiamento l’ho fatto dopo aver letto SMS2 :D

    Rispondi
  3. Avatar di Leonardo

    Leonardo

    ha detto:

    Ciao Andrea! A me piace moltissimo scrivere e mi piacerebbe avere un blog, un sito, qualcosa insomma su cui scrivere qualcosa e magari ottenerci un piccolo compenso… Sono curioso di tutto e le mie conoscenze sono abbastanza vaste in più campi.. ma proprio questa preparazione generica mi frena ogni volta, non so davvero quale sarebbe il tema principale e quali categorie di articoli e questo mi stoppa… se fossi un mostro in tecnologia lo farei in tecnologia, in scienze naturali, altrettanto… ma non mi sento davvero ferrato al 100% in nulla…
    Che consiglio puoi darmi visto che sei riuscito tu in questo ramo??? Ripeto, non mi aspetto di guadagnare 65000 al mese, ma sarei già solo contento se qualcuno leggesse i miei articoli e ne trovasse un tornaconto, anche per un compenso ridicolo… ma sarebbe un inizio…
    Io studio architettura, sono tesista, ma scrivere di architettura… bhe lo saprai, è come scrivere di ingegneria… non è davvero possibile a meno che tu non sia un gruppo di persone che fondi una rivista… Amo lo sport ma di blog sullo sport ce ne sono migliaia, amo tutte le curiosità e stranezze ma ci sono altrettante migliaia di siti cosi (Focus?!?, Wired?!) che fagocitano la concorrenza e non sarei mai visibile su Google… Cercare una nicchia di mercato… ma come si fa? Forse 7 anni fa le opportunità erano maggiori, oggi sembra che ognuno ha già fatto quello che tu vorresti fare…

    Rispondi
    • Avatar di Andrea Giuliodori

      Ah perché pensi che 7 anni fa non esistessero blog di crescita personale? Sai che ce n’erano più di oggi? :-)

      Visto che sei appassionato di tematiche così varie, ti è mai capitato di dirti: “cavoli, questo tema però vorrei fosse trattato in un modo diverso!”. Ecco, tu puoi essere quel “modo diverso”.

      7 anni fa, nella nicchia della crescita personale parlavano tutti di Legge di Attrazione e PNL, io certe tematiche le ho sempre considerate buone per creduloni che non hanno dimestichezza col metodo scientifico e allora ho cercato di trattare un tema già molto diffuso con un taglio diverso.

      Poi intendiamoci, il blogging è un business lento, quindi se non sei disposto a scrivere almeno 100 post prima di mollare, non iniziare neanche.

      Rispondi
      • Avatar di Leonardo

        Leonardo

        ha detto:

        mmm… devo dire la verità… hai proprio ragione… ho parlato da frigno-frignonis accampando scuse… “se vuoi qualcosa, vai la e prenditela!” a presto

  4. Avatar di Stefano

    Stefano

    ha detto:

    Vorrei dire la mia: ho anch’io perso il conto dei vari lavoretti fatti, una costante che pero’ ho notato in quei periodi di lavoro + studio e’ che ho imparato a gestire in maniera diversa il tempo a disposizione, riuscendo ad ottenere molti piu’ risultati nel numero di esami sostenuti che non durante i periodi in cui avevo tutto il tempo da dedicare al solo studio.
    Una volta superato un esame posso assicurare che la soddisfazione e’ tripla.
    Il lavoro mi ha inoltre permesso di scontrarmi con un sacco di difficoltà che mi hanno portato fuori dalla mia zona di confort crescendo in molti aspetti e rendendomi piu’ sicuro.

    Rispondi
  5. Avatar di Alessio

    Alessio

    ha detto:

    Grazie Andrea, mi stanno piacendo molto questi articoli quotidiani :-)

    Rispondi
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