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5 Errori che rendono il metodo di studio universitario inefficace e come evitarli

Cristina Maccarone di Cristina Maccarone - aggiornato l'1 Luglio 2019 Home » Studio Un commento

Se in questo periodo passi ore e ore sui libri ma ti sembra di non concludere niente, probabilmente il tuo metodo di studio universitario ha qualcosa che non va. Vediamo quindi gli errori che probabilmente stai commettendo e cosa puoi fare per evitarli.

Studi e ristudi, stai ore e ore sui libri quando, diciamolo, preferiresti essere altrove, ma i risultati non si vedono. Colpa di un metodo di studio universitario che non è davvero efficace o di errori ben precisi che si ripetono ogni volta che devi preparare un esame?

Probabilmente tutti e 2, ma va da sé che sapere quali errori ti trascini dietro e come evitarli, farà sì che il tuo metodo di studio arrivi dritto al punto: proseguire il tuo percorso universitario senza troppi intoppi.

Allora vediamo insieme quali sono i 5 errori più comuni per sapere cosa non bisogna fare quando si è all’università.

Pronto? Partiamo!

1) Non avere un metodo di studio universitario

Ma come: stiamo parlando degli errori che commetto e la prima cosa che mi dici è quella più scontata e il motivo per cui sono qui a leggerti?

Se lo stai dicendo, hai ragione, ma devo confessartelo fin da subito: l’errore più grande che tu possa fare è pensare di affrontare l’università come se fossi al liceo. Non è più così.

Devi dotarti di un metodo di studio efficace che preveda una strategia ed evitare di applicare all’università quello che facevi alle superiori.

Perché? Perché se lì riuscivi a prendere un buon voto dopo avere studiato a malapena gli appunti della lezione puntando su una grande parlantina e sul fatto che tu fossi sempre attento in classe, qui la musica cambia e lo studio deve essere più approfondito e organizzato.

Soluzione: Non improvvisare, ma stabilisci un vero e proprio modus operandi valido per ogni materia, magari da affinare esame per esame, ma che ti deve dare la cosiddetta impostazione iniziale.

Pensi sia finita qui? Ehm no… c’è ancora dell’altro.

2) La lettura inefficace che non porta da nessuna parte

Non importa quale sia la facoltà: Giurisprudenza, dove bisogna ricordare leggi e codici, Ingegneria, dove la fanno da padrone i numeri, o Lettere e Filosofia, apparentemente più “discorsive”. Poco cambia: quando si tratta di preparare un esame, più o meno tutti compiono lo stesso errore.

Sarebbe a dire? Dopo aver messo insieme appunti presi a lezione da loro stessi o da chi ha frequentato in passato, dispense date dai professori ecc… iniziano a leggere… come se non ci fosse un domani.

Sì, leggono e rileggono, perché pensano sia questo il modo migliore per superare l’esame e farlo anche in poco tempo. Recuperano tutto il materiale possibile – appunti presi a lezione, appunti di altri che hanno frequentato prima, dispense ecc… – e iniziano a leggere tutto più e più volte. C’è addirittura chi le conta: “Ho letto tutto il libro 3 volte”, chi 5, 6 e così via.

E invece ti dirò una verità che ti devi tatuare ovunque: leggere fino allo sfinimento serve a poco, in particolare se lo fai a bassa voce. Perché? Perché sì, è vero, leggi, ma usi solo una memoria di tipo fotografico. E che fa? Dirai. Beh, “fa” che ti ricordi pochi, pochissimi concetti.

Soluzione: Alterna momenti di lettura veloce e di lettura ad alta voce soffermandoti, in quest’ultimo caso, sui passaggi chiave che vanno ripetuti non in silenzio, ma scandendo e facendo sentire a te stesso cosa stai dicendo.

In questo modo aumenti la capacità di memorizzazione di quel determinato concetto. Non esagerare però: fallo per lo più per i concetti chiave. Altrimenti rischi di rallentare il tuo processo di apprendimento. E sono qui per darti la soluzione non per farti fare altri errori :D

3) Imparare tutto a memoria

Lo fanno tantissime persone: prendono il libro e giù tutto a memoria. Leggono pagine e pagine e poi ripetono tutto, anche le virgole, in modo da ricordare ogni dettaglio senza un minimo di rielaborazione.

Cosa che, se ci pensi, al liceo poteva pure andare bene: tanto potevi studiare così la mattina presto e poi essere interrogato alla prima o massimo seconda ora. Ti riconosci? Ma dopo che cosa ti restava? Poco o nulla.

Soluzione: vai di sintesi e di rielaborazione. Entrambe sono essenziali per studiare meglio e più velocemente.

La sintesi è uno degli strumenti di rielaborazione più efficaci a disposizione del nostro cervello. Ogni volta che leggi un capitolo di un libro, i tuoi appunti o delle slide, chiediti: “Quali sono i 3-5 punti chiave che devo assolutamente ricordare?”

Dopodiché scrivili su un foglio lasciando dello spazio vuoto tra un punto e l’altro (quello che in gergo viene detto “dare aria al testo”). Una volta fatto questo, utilizza lo spazio vuoto per mettere una breve descrizione. Per breve dico davvero breve, massimo 280 caratteri spazi inclusi: sì, la lunghezza di un tweet.

Fai questo possibilmente una volta finito il capitolo: vedrai subito cosa ti è rimasto dentro di quanto hai letto. E se vuoi un aiuto in più usa le mappe concettuali: ti aiuteranno a fissare i concetti.

4) Ripetere a pappagallo

Imparare tutto a memoria e pappagallo sono due cose che vanno a braccetto, ma non sono proprio la stessa cosa. Magari tu rielabori pure, ma poi finisce che al momento dell’esposizione dici le cose senza averle effettivamente capite, senza che abbiano un filo conduttore.

Soluzione: la tecnica dei loci di Cicerone, sì quello che ti faceva dannare al liceo! Secondo Cicerone, 2 sono i punti fondamentali:

  • sapere afferrare i pensieri grazie alle immagini
  • sapere conservare l’ordine grazie ai luoghi

Nel primo caso, il suggerimento è di mutare in immagini quello che vuoi ricordare. E se lo diceva Cicerone che era un oratore puoi crederci!

Ti faccio un esempio: se stai affrontando l’esame di diritto privato e in particolare devi memorizzare dei concetti legati alla proprietà, comincia con l’immaginare questa proprietà, com’è, di chi è, com’è stata acquistata, in che modo è stata fatta la proposta ecc…

Associa poi queste immagini a dei luoghi: percorsi dentro spazi che conosci, e in ognuno di questi percorsi metti delle stazioni o stanze cui associavi un’immagine. Da dove iniziare? Individua un percorso che fai sempre come quello da casa per andare all’università. L’uscio di casa potrebbe essere il posto in cui incontri i proprietari, il secondo luogo potrebbe essere la strada che percorri per andare a prendere il treno e così via…

Mettere insieme delle immagini con dei luoghi ti permette di memorizzare le informazioni in modo più stabile (la memoria fotografica aiuta). Inoltre avere dei luoghi cui sono associati dei concetti ti permette di richiamarli alla mente, di trovarli in mezzo al marasma di pensieri che puoi avere.

5) Non essere costanti nel perseguire il piano di studio

Tutto quello che ti ho detto ovviamente è fondamentale, ma c’è un altro errore che spesso fanno gli studenti: non seguono il piano di studio. Cioè non hanno chiaro l’obiettivo e vivono spesso alla giornata, dimenticando che è lo studio costante e quotidiano – anche poco, ma ogni santo giorno – che porta a raggiungere i risultati. L’università, con la maggiore libertà che dà, il fatto di frequentare spesso le lezioni e sentirsi costantemente impegnati, non aiuta.

Soluzione: imponiti di fare almeno una o 2 ore di studio al giorno. Anche quando sei stanco e penserai “Ma sì, recupero domani”. Se riesci, stabilisci un minimo e un massimo che dovresti fare ogni giorno o delle cose che devi sapere entro quella giornata.

Dandoti delle regole che però non siano troppo stringenti (sennò rischi di sentirti asfissiato!) sarai focalizzato su cosa stai facendo e come lo stai facendo. E se prevedi dei giorni di NON studio, a meno che non siano cause di forza maggiore, stabiliscili fin dall’inizio.

Sapere che dopo tante giornate è il momento di concedersi una pausa, una minivacanza ecc.. ti aiuterà a vivere la preparazione all’esame in modo meno pesante.

Per concludere, il segreto di un metodo di studio universitario davvero efficace è l’applicazione di tecniche e strategie cucite su misura sulle esigenze e sullo stile cognitivo dello studente. Questo è proprio quello che Andrea spiega all’interno di Studia Meno Studia Meglio 2.0, il manuale con cui ha aiutato più di 13000 studenti a preparare gli esami.

Vuoi saperne di più? Allora scopri Studia Meno Studia Meglio 2.0.

A presto,

Cristina.

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1 Commento. Lascia un Commento!

  1. Avatar
    Sara ha detto:

    Ottimi consigli, io ho decisamente problemi col punto 5. 😂

    P.S. ho visto che sono stati scritti alcuni articoli dedicate a delle discipline specifiche, come Storia.
    Avete in programma di realizzarne anche uno su Fisica? Sarebbe molto utile 😃

    Rispondi
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