Scritto da Andrea il 23 luglio 2009
Parliamo di: Crescita Personale | Libri
Come leggere un libro di crescita personale
Solo leggendo con il giusto atteggiamento i libri di crescita personale potrai godere di tutti i benefici. 3 strategie per rendere la lettura dei manuali self-help una vera esperienza di cambiamento.
“Un buon libro è quel libro che apriamo con grandi aspettative e chiudiamo con soddisfazione e risultati.” Amos Bronson Alcott.
Caro Andrea, va bene tutto, ma un articolo su come leggere un libro mi sembra un tantino esagerato! Non trovi?!
Forse… eppure, nonostante vengano venduti ogni anno milioni e milioni di libri sulla crescita personale, solo una piccola percentuale dei lettori sembra beneficiare realmente dei consigli contenuti in questi manuali self-help. Ti sei mai chiesto perché?
Io un paio di risposte le ho trovate:
- la maggioranza dei libri di crescita personale sono… pessimi!
- la maggioranza delle persone non mette in pratica i consigli contenuti in questi libri.
Il primo problema lo possiamo risolvere subito: se ti fidi, ecco la mia top 5 di libri di crescita personale. ;-) Ma in questo articolo voglio parlarti di come risolvere il secondo problema. Ecco 3 strategie che ho adottato per tirare fuori il massimo dai libri di crescita personale:
1. Decidi di cambiare prima di iniziare a leggere
L’atteggiamento con cui inizi a leggere un libro di crescita personale è fondamentale. Che si tratti di un libro per smettere di fumare, per dimagrire o per essere più organizzato ed efficace, fai una promessa a te stesso: impegnati a cambiare la tua vita.
Ancor prima di leggere la prima pagina del tuo nuovo libro fiammante di miglioramento personale scrivi le 3 cose che cambierai nella tua vita dopo aver letto il libro.
Si ma come faccio a sapere cosa cambierò se non ho ancora letto il libro?!
Ti rispondo con un’altra domanda: come hai fatto a spendere 15-20 € per un libro che non hai ancora letto? I libri, i blog e gli audio-book di crescita personale sono solamente uno strumento. Tu conosci già cos’è che non va nella tua vita, cosa vorresti migliorare o come vorresti migliorare.
Pensa alle 3 cose che potrebbero migliorare nella tua vita leggendo il libro. Scrivile nella pagina iniziale delle dediche (c’è sempre un sacco di spazio vuoto!) e rileggile man mano che prosegui nella lettura del libro.
2. Prendi appunti
Il cambiamento è una cosa seria. I veri libri di crescita personale non sono romanzi di Danielle Steel, sono veri e propri libri di testo per la tua laurea in miglioramento.
Prendi appunti, sottolinea le frasi chiave e se il libro merita veramente fai anche qualche mappa concettuale.
Metterci impegno ti aiuta a radicare il desiderio di cambiamento, inoltre rielaborare le informazioni facilita la memorizzazione. Raggiungere i tuoi obiettivi di cambiamento sarà tanto più facile quanto più impegno metterai in queste fasi. Se hai acquistato il libro solo per addormentarti meglio la sera, cambia genere: potrei suggerirti qualche bel romanzo.
3. Non leggere libri di crescita personale
Si, hai letto bene: smettila di leggere libri di crescita personale uno dietro l’altro. Non serve a nulla. Concluso il tuo libro di crescita personale non precipitarti in libreria a comprarne un altro.
Non è leggendo libri di crescita personale che cambierai la tua vita. Solo applicandone i consigli potrai sperare di migliorare la tua vita. La lettura è solo la prima fase di un percorso fatto di sperimentazione, auto-disciplina e profonda comprensione dei concetti.
Se passi da un libro di crescita personale ad un altro, non farai altro che cambiare continuamente il tuo focus. Mettere troppa carne alla brace a volte significa rimanere a bocca asciutta.
Per quanto mi riguarda, adoro leggere ogni sera, per questo cerco di alternare libri di crescita personale con romanzi avvincenti. Solo dopo aver trasformato in un’abitudine o aver interiorizzato i consigli dell’ultimo libro self-help passo a quello successivo e così via.
Tu ti limiti a leggere o metti in pratica i consigli dei libri che leggi? Fammelo sapere nei commenti. Grazie.
Ps. Se stai cercando altri libri di crescita personale li puoi trovare nella sezione Libri del Blog EfficaceMente.
Foto di G33G
















H.
Ciao Andrea,
grazie per il post davvero interessante. Credo che le 3 strategie siano intimamente connesse e legate principalmente alla prima, ovvero alla nostra reale volontà e determinazione di cambiare e crescere. Soltanto una sincera e profonda motivazione ci spinge a leggere con attenzione i testi e a prendere appunti, a metterne in pratica i consigli e a… non comprare più questi libri!
Questo era proprio l’errore che facevo io fino a un pò di tempo fa: passare da un libro di crescita personale ad un altro con voracità, carpendo spunti e suggerimenti qui e là, senza fermarmi ad assimilare e cercare di metterne in pratica i consigli.
Cambiando strategia e leggendo con più attenzione i pochi testi che ritenevo più significativi, seguendone le indicazioni e i suggerimenti, i risultati sono oggi decisamente migliori. A volte trovo utile rileggere i passi che ho evidenziato per “rinfrescare” i concetti appresi.
Grazie e a presto
H.
Andrea
So’ bene a cosa ti riferisci quando dici che passavi da un libro di crescita personale ad un altro: è stato un errore che ho fatto anche io. Leggevo, leggevo, passando da un argomento all’altro, ma peccavo nell’applicazione, che è e deve essere sempre la fase principale.
Buona giornata.
Andrea.
Carlo
Credo che nell’applicare i consigli dei libri di crescita personale ci sia un andamento a parabola. Nei primi tempi ci si sforza di cambiare le nostre abitudini, che però poco a poco tornano dov’erano prima.
Andrea
Ciao Carlo,
benvenuto.
Più che un andamento a parabola, penso che la nostra crescita personale segua quello che mi piace chiamare il ritmo della vita: contrazione ed espansione.
Ci sono momenti in cui siamo particolarmente predisposti alla crescita ed il cambiamento avviene in modo naturale. In altri momenti invece tendiamo a ritornare sui nostri passi, ed è giusto che sia così.
Guai a pensare ad una crescita lineare, senza mai ostacoli, fatta di miglioramento continuo e costante. La crescita ha bisogno dei momenti di contrazione per consolidarsi. Sono i momenti di contrazione a ridarci la nuova carica per un nuovo cambiamento. Sta a noi saper sfruttare al massimo i momenti di espansione e comprendere ed approfittare di quelli di contrazione, in modo che alla fine del sentiero saremo ad un’altitudine superiore rispetto alla partenza.
Mattia
A me una manciata di questi libri hanno cambiato la vita, quindi posso dire di leggerli e di applicarli con convinzione.
Mi permettono anche di dare consigli agli altri, talvolta.
Se il 10% percento della popolazione leggesse questi libri, a suon di passaparola e consigli “giusti”, migliorerebbe il mondo :)
Andrea
Ciao Mattia,
grazie per il commento.
Una ventata di ottimismo.
Andrea.
marju
Ottimi consigli. Grazie. Cerco sempre di apllicarli quando leggo un libro sull’argomento crescita. Se durante la lettura inciampo in esercizi (che vengono richiesti) troppo impegnativi o verso ai quali provo resistenza, mi fermo. Comprendo che il libro non è proprio quello che sto cercando in quel momento e lo rimando a quando la spinta emozionale è pià forte.
All’inizio del mio percorso invece finivo il libro ripromettendomi che l’avrei ripreso in seguito per completare gli esercizi. Cosa che regolarmente non è mai avvenuta. Così che dal quel libro non è arrivato mai nessun insegnamento pratico, solo nozioni e informazioni.
Molto valido il suggerimento di scrivere gli intenti sulle pagine delle dediche!
Andrea
Saper fermarsi e capire che un libro non è adatto per noi in quel momento è una gran dote. Normalmente c’è chi è preso dalla smania del “completamento” e allora porta a tempo e si dilunga anche in attività o libri che in quel momento non lo aiutano.
Grazie del commento marju.
Andrea.
roberto
Una provocazione…secondo me l’inganno è nella parola “libro”. Quando pensiamo al libro ci viene in mente un romanzo quindi un qualcosa che è evasione e non si studia.
Se li chiamassimo “testi” di crescita personale la predisposizione sarebbe allo studio,che ne pensi?
Andrea
Le parole hanno un potere inimmaginabile: soprattutto quando le diamo significati distorti. Ottimo spunto roberto.
Roberto
Il post e i commenti son tutti molto belli e pregnanti.
In tutte le opinioni riguardanti il tema dell’articolo c’è un fondo di verità.Trovo che i consigli di Andrea siano quelli effettivamente che possano fare la differenza.
Spesso, ed è successo per molto tempo anche a me, si acquistano e si leggono con avidità tutto quello che riguarda il miglioramento personale ma, quando si arriva a dover mettere in pratica i vari step, qualcosa dentro di noi frena, tanto che passato l’entusiasmo dell’acquisto e della prima lettura, il libro viene abbandonato…
…e subito sostituito con un altro…con esiti magari identici.
Nel mio caso adesso, probabilmente per maturita’ o maggior comprensione,riesco ad essere, nella gestione dei libri di sviluppo e miglioramento personale, sicuramente più equilibrato.
Il primo passo però è e rimane quello indicato da Andrea:il desiderio di cambiare deve essere forte, preminente.
Un saluto a tutti
Roberto
Andrea
Grazie del commento Roberto.
Vedo che la passione per il cambiamento e la crescita personale ci accomuna.
Andrea.
stefano
…il film “L’attimo fuggente” lo conosco a memoria battuta per battuta, il libro “Il monaco che vendette la sua ferrari” e’ sul comodino a portata di mano, l’ho già letto e riletto, il tuo blog lo visito quotidianamente….nonostante cio’ in questo periodo mi sento veramente come la poesia ” lentamente muore ” (che non e’ di Neruda!)
Saluti
Andrea
Come dicevo in un commento precedente, i momenti di contrazione fanno parte del nostro sentiero. Il modo in cui li affrontiamo e superiamo determina il nostro carattere.
In bocca al lupo stefano.
Moreno
“Non siamo noi a scegliere i libri, ma sono loro a scegliere noi” .
Questo è l’insight che ho avuto qualche anno fa quando mi sono reso conto, girando per librerire, attività che mi rilassa e mi amo tantissimo, mi capitava, e mi capita tutt’ora, di leggere titoli e sfogliar libri che mi interessano (tutti rigorosamente di crescita personale ;) ), ma che “non riuscivo a motivarmi all’acquisto”.
Poi, dopo qualche tempo dopo, in alcune occasioni parlo anche di qualche anno, mi ricapita lo stesso testo, e lo acquisto immediatamente.
Ho avuto all’ora l’impressione che fosse proprio il libro ad avermi “cercato”. ;)
Per il resto concordo con Andrea riguardo la modalità di lettura di certi testi, che non sono romanzi, ma veri e propri “manuali di vita”, e come tali, vanno applicati.
Sono però anche convinto che, leggerli senza fare nessun esercizio non sia, nonostante tutto, tempo perso. L’nconscio recepisce ed assimila comunque le informazioni e, spesso le manifesta alla coscienza sotto forma di intuizioni.
Da qui, a credere di “essere un esperto”, o sapere tutto di un certo argomento, solo perché si è letto una serie di libri, la questione cambia.
E’ come credere di essere dei meccanici perchè si è letto un manuale sul funzionamento del motore a scoppio. ;)
Ho molto altro da dire ma, Andrea, mi hai fatto venire in mente una cosa: quasi quasi scrivo anche io un articolo su come leggere i libri di crescita personale! :)
Andrea
Rimaniamo in attesa del tuo articolo Moreno! ;-)
Sto ancora riflettendo sulla frase iniziale… osservare come certi libri capitino in certi momenti della nostra vita fa riflettere.
Andrea.
marju
per rispondere alla provocazione:
chiamarli testi per la crescita, fa una notevole differenza. perchè ti avvicini con lo spirito giusto per lo studio.
Di contro, se tu continui a chiamarlo libro, la mente nella sua pigrizia ed abitudine, si sente più tranquilla, ci si avvicina con “cuor leggero”.
Insomma, dipende dall’accezione che si da alla parola studio ed alle associazioni (individuli) che scaturiscono.
Nel mio caso spesso la mente va un pochino imbrogliata…..
M
Giovanna
Ciao Andrea,
questo articolo mi è stato assolutamente utile per capire alcune cose di me: infatti, prima di leggerlo anche io passavo da un libro di self-help ad un altro, ma senza applicarne veramente i risultati.
Ho capito che il mio problema non stava tanto nel trovare una risposta, quanto più fissare un obiettivo da raggiungere.
Insomma, cercavo una risposta per una domanda che non era chiara nemmeno a me!
Adesso sono molto contenta di aver capito che prima di correre per realizzare qualcosa, bisogna avere bene in mente cos’è questo qualcosa..!
Ho lasciato libri e articoli per la crescita personale per passare agli articoli su come fissare un obiettivo, che mi saranno di certo più utili per chiarirmi le idee.. ;-)
Un grazie di cuore
Ciao!
Giovanni Zavalloni
Touché…
Grazie
Antonella
Ciao, leggendo il tuo articolo sui libri, vorrei suggerire un libro che a me personalmente ha colpito moltissimo, non ero una lettrice di libri di crescita personale, ma questo tocca spietatamente tutti i nostri + comuni errori..per me una rivelazione. Applicare i contenuti non è semplice, ma ci ho provato e ci provo tuttora, perlomeno prendo coscienza di ciò che sbaglio… e quando ho bisogno di un “rodaggio” lo rileggo.
Si tratta di “LE VOSTRE ZONE ERRONEE” di Wayne W. Dyer. Leggetelo, e fatemi sapere che ne pensate!
P.s. riguardo il commento di Moreno “Non siamo noi a scegliere i libri, ma sono loro a scegliere noi”, e riguardo la lettura in generale come spunto per trovare idee di crescita e cambiamento… a me quest’effetto lo fanno i viaggi. Visito una città quando mi “ispira”.. viaggi in europa, rigorosamente low cost e brevi.. ma ogni viaggio è un’esperienza unica, è evasione, crescita, elaborazione..