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Le 5 fasi del CAMBIAMENTO (e perché ti blocchi sempre alla 2°)

Avatar di Andrea Giuliodori di Andrea Giuliodori Home » Crescita Personale 62 commenti

Non c’è crescita personale senza cambiamento, eppure cambiare è una delle cose che ci riesce più difficili. Il motivo è semplice: nessuno ce lo ha insegnato, o meglio, nessuno ci ha insegnato ad affrontare EfficaceMente le 5 fasi del cambiamento.

cambiamento

“Abbiamo sempre due scelte nella vita: accettarla così com’è o accettare la responsabilità del cambiamento.”

Denis Waitley.

Tra le frasi sul cambiamento quella di Waitley è da sempre una delle mie preferite.

La stragrande maggioranza delle persone aspetta infatti che la fata turchina compaia magicamente nella propria vita, li prenda per la manina e li accompagni saltellando nella Valle dei sogni fantastici.

Ma la realtà è decisamente diversa.

Solo nel momento in cui ci assumiamo il 100% della responsabilità del cambiamento, la nostra vita inizia davvero a cambiare.

Sì Andre’ vabbè: sta frase l’hai ripetuta 273 volte! Io c’ho pure provato a cambiare, ma alla fine non è cambiato niente. Tu devi portare avanti la baracca qui, lo capisco, ma da’ retta a me: se uno nasce tondo, non può morire quadrato!

Assumersi la responsabilità del proprio cambiamento è il primo passo fondamentale.

Se però ti limiti ad una “dichiarazione d’intenti”, ad una promessa scritta sull’acqua, rischi effettivamente di morire… tonTo.

Per cambiare davvero abbiamo bisogno di altri due ingredienti:

  • Il primo lo abbiamo visto in decine di articoli, quindi ci spenderò giusto 3 righe.
  • Il secondo invece è qualcosa di cui non abbiamo mai parlato…

Psicologia del cambiamento: strategie pratiche per cambiare vita

Bene o male molti di noi sanno cosa vogliono cambiare nella propria vita.

C’è chi dovrebbe smettere di fumare, chi perdere qualche chilo di troppo, chi invece dovrebbe portare a termine quei maledetti esami universitari!

Qui su EfficaceMente, nel corso degli anni, ho cercato di fornirti decine di strategie pratiche di psicologia del cambiamento: dalle migliori tecniche anti-procrastinazione, ai metodi per eliminare le cattive abitudini, fino ad arrivare a vere e proprie prove del fuoco come la #sfida90901.

C’è però un secondo elemento di cui devi tener conto ogni volta che inizi un percorso di cambiamento.

Se lo sottovaluti, rischi di ritrovarti ogni volta alla casella del via, in un circolo vizioso degno di un girone dantesco. Vediamo di cosa si tratta e come affrontarlo EfficaceMente.

Il Ciclo Emotivo del Cambiamento

Negli anni ’70, i ricercatori americani Don Kelley e Daryl Conner, notarono che molti degli individui che avevano affrontato un cambiamento volontario, si erano ritrovati ad attraversare 5 fasi, e in ognuna di queste fasi avevano vissuto un preciso stato emotivo.

Da qui nacque il nome Emotional Cycle of Change (“Ciclo Emotivo del Cambiamento”), denominazione utilizzata per la prima volta dai due ricercatori nell’Annual Handbook for Group Facilitators del 1979.

Accademichese a parte, questo “strumento” può tornarci davvero utile perché ci permette di conoscere in anticipo gli ostacoli che incontreremo lungo il sentiero del cambiamento, ma soprattutto gli stati d’animo che proveremo.

Saperlo ci dà un vantaggio incredibile.

“Se conosci il nemico e te stesso, la tua vittoria è sicura.”

Sun Tzu.

Le 5 emozioni che proverai durante un cambiamento

Quando si parla di “alti e bassi” della vita, non molti si rendono conto che questi “picchi” e queste “valli” sono molto più reali di quanto possiamo immaginarci, ma soprattutto influenzano profondamente le nostre giornate e i nostri risultati.

Affrontando un cambiamento volontario, stiamo di fatto iniziando una corsa su un roller coaster emotivo: se non siamo pronti, siamo fottuti.

Ecco, in una singola immagine, le montagne russe che ti aspettano la prossima volta che deciderai di cambiare la tua vita, instaurare una nuova abitudine, realizzare un nuovo progetto.

ciclo emotivo del cambiamento

E indovina un po’ dove rimangono bloccati quasi tutti?

Eh già, nella “Valle della disperazione“…

Ma andiamo per ordine. E soprattutto vediamo qual è l’atteggiamento mentale da avere e le azioni concrete da portare avanti nelle singole fasi.

Fase 1: Ottimismo ingiustificato

Primo gennaio. Primo del mese. Primo giorno di un nuovo progetto. Tutti noi conosciamo l’entusiasmo di iniziare un nuovo percorso e rincorrere un nuovo obiettivo.

Durante questi primi passi siamo pervasi da un senso di invincibilità (poco razionale e del tutto ingiustificato). Tutto ci appare possibile e la nostra motivazione è ai massimi livelli.

Questa fase purtroppo non dura, ma in questi primi giorni abbiamo l’occasione, più unica che rara, per porre le fondamenta del nostro successo.

Ecco nello specifico 2 azioni pratiche che dovresti compiere nei primi giorni del tuo cambiamento:

  1. Metti per iscritto una lista dei benefici che ti aspetti di ottenere da questo cambiamento. Non tralasciare nulla. Questa lista ti aiuterà a “cristallizzare” il tuo entusiasmo e sarà estremamente preziosa nei momenti di difficoltà.
  2. Tira il freno a mano. Sì, hai letto bene: quando intraprendiamo un cambiamento tendiamo a strafare e ci ritroviamo così col fiato corto dopo pochi km. Parti invece in modo graduale, al di sotto di quelle che credi siano le tue possibilità e focalizzati sull’essere costante.

Come detto, l’ottimismo ingiustificato non dura e presto ci troviamo a fare i conti con la seconda fase del ciclo emotivo del cambiamento…

Fase 2: Pessimismo giustificato

“Quann’ ‘o mare è calmo, ogni strunz è marenaro.”

Detto napoletano.

Dopo pochi giorni (o poche settimane) dall’inizio del nostro glorioso percorso di cambiamento andiamo inevitabilmente a sbattere contro quel muro chiamato… realtà.

Luna di miele finita.

Le difficoltà che incontriamo lungo il sentiero aumentano la nostra frustrazione e l’assenza di risultati tangibili ci porta a mettere in dubbio l’impegno che abbiamo preso con noi stessi.

Quella vocina malefica nel nostro cervello inizia a sussurrarci frasi come:

  • Stai sicuramente sbagliando qualcosa.”
  • Tutti questi sacrifici non servono a nulla.
  • Magari c’è una soluzione più rapida.
  • Che senso ha continuare?”
  • Ma sì, uno sgarro ogni tanto non è poi la fine del mondo
  • Domani giuro che lo faccio!

E con questi pensieri negativi in mente entriamo ne…

La Valle della disperazione: la tomba del tuo cambiamento (a meno che…)

cambiamento: valle della disperazione

La valle della disperazione è il luogo immaginario dove schiattano i tentativi di cambiamento del 90% delle persone.

La motivazione degli inizi è ormai è andata a farsi benedire. La forza di volontà è un lontano ricordo. L’entusiasmo della partenza non sappiamo neanche più cosa sia.

Davanti a noi vediamo solo un arido deserto in cui crescono solo frustrazioni e sconfitte.

Siamo pronti a mollare. E molti lo fanno: mollano.

Queste persone (i mollaccioni) di fatto trascorrono la propria vita oscillando come pendoli tra l’esaltazione provocata da un nuovo obiettivo luccicante e la depressione derivante dalle difficoltà di sporcarsi le mani per raggiungere seriamente questo obiettivo.

Io li chiamo gli smaniosi seriali. Smaniano sempre nuovi progetti e non concludono mai un ciuffolo.

Ricorda: solo se sarai in grado di oltrepassare la Valle della disperazione potrai emergere dalla massa dei mediocri.

Sì André, belle parole, ma concretamente come lo attraverso ‘sto deserto?!

Non potendo più contare sulla sola disciplina personale, devi affidarti a quella che si definisce “forza di volontà estesa“.

Questa ti aiuterà a superare il fondo della Valle, ma per risalire avrai bisogno anche di altro…

Fase 3: Realismo incoraggiante

Come dimostrato da Kelley e Conner, gli individui che superano la fase del pessimismo giustificato, oltre ad affidarsi alla forza di volontà estesa, instaurano dei meccanismi di realismo incoraggiante.

Ehhh?! Ma che stai a di Andre?!

Prova a pensarci: perché, in passato, hai mollato ogni volta che il gioco si faceva duro?

cambiamento: scala a chiocciolaSemplice: avevi iniziato a percorrere una scala a chiocciola, senza intravederne la fine, ma solo gradini che si aggrovigliavano l’uno sull’altro. Più in alto guardavi e più ti scoraggiavi.

“Più in alto guardavi e più ti scoraggiavi.”

Il segreto è tutto in questa frase. Per risalire la Valle della disperazione dobbiamo riportare il nostro sguardo sul prossimo gradino e solo su quello.

Ecco come farlo concretamente e approdare alla fase emotiva di realismo incoraggiante:

  • Ragiona in termini di output giornaliero e dimentica (momentaneamente) l’outcome. Per approfondire questo tema guarda questo video-articolo.
  • Datti una data di scadenza. Decidi a priori una data in cui valutare i progressi fatti. Tira le somme del tuo percorso di cambiamento solo in quella data. Ignora del tutto i risultati che stai ottenendo prima di quel giorno. Concentrati piuttosto sulle singole azioni giornaliere (l’output).
  • Analizza e decidi. Arrivata la “data di scadenza” valuta i tuoi progressi: se li hai ottenuti, scala, ovvero fai di più di quello che si è dimostrato funzionare. Se invece i risultati sono stati sotto le tue aspettative, avrai comunque ottenuto informazioni preziose che ti saranno utili per tentare un nuovo approccio a cui assegnerai una nuova data di scadenza.

Essere pragmatico, concentrarti esclusivamente sul prossimo “gradino” ti aiuterà a mettere da parte il pessimismo e a sviluppare un atteggiamento di speranza per il tuo cambiamento.

Questa terza fase è la più importante in assoluto per il tuo percorso.

Man mano che inizierai a macinare strada, rimanendo focalizzato sull’output, anche il tuo stato emotivo cambierà, entrando nella quarta fase…

Fase 4: Ottimismo giustificato

cambiamento: ottimismo giustificato

Se rimarrai focalizzato sulle singole azioni quotidiane per un periodo sufficientemente lungo (generalmente 90 giorni), entrerai nella quarta fase del ciclo emotivo del cambiamento: l’ottimismo giustificato.

Finalmente le cose inizieranno ad andare nel verso giusto.

I tuoi progressi saranno sempre più visibili, avrai piena fiducia nel percorso scelto e saprai perfettamente come affrontare qualsiasi nuovo ostacolo.

Il tuo cambiamento però non sarà ancora completo: dovrai cementificare i risultati ottenuti.

In che modo? Aiuta gli altri.

Sei uno dei pochi “sopravvissuti” che è riuscito a superare la Valle della disperazione: se vuoi rafforzare ancor più i tuoi progressi, mettiti a disposizione di chi sta affrontando un cambiamento simile al tuo.

Guida questa persona, spronala nei momenti di maggiore stallo e difficoltà, dimostrale col tuo esempio che è possibile ottenere un cambiamento profondo e duraturo.

Di fatto TU rappresenterai la forza di volontà estesa di questa persona, ma al contempo questa persona ti ricorderà quanto è importante rimanere focalizzato sul tuo obiettivo, per non perdere i progressi fatti.

E arriviamo così alla quinta e ultima fase del ciclo emotivo del cambiamento.

Fase 5: Conclusione

Celebra il tuo cambiamento.

Quando il cambiamento che ti eri ripromesso di fare sarà finalmente realtà, non commettere l’errore di darlo per scontato: premiati, riconosci i tuoi meriti, celebra il traguardo raggiunto.

Non è un caso che ogni cultura umana abbia i suoi riti di passaggio.

Dobbiamo comunicare al nostro cervello, in modo cristallino, che quello che siamo riusciti a fare è stato grandioso.

Solo così instaureremo quel circolo virtuoso che ci porterà a raggiungere mete sempre più ambiziose.

Conclusioni: cosa ricordare di questo post sul cambiamento

“Il cambiamento è duro all’inizio, incasinato nel mezzo e glorioso alla fine.”

Robin Sharma.

Mi auguro che questo articolo ti sia piaciuto (se ti va, mi sarebbe davvero di aiuto se lo condividessi utilizzando i pulsanti social a fine post).

So che abbiamo parlato di molte cose e sono diversi gli aspetti che dovrai approfondire negli altri articoli, ma se devi ricordare qualcosa di questo post, ricorda questi pochi elementi:

  • Ogni volta che affrontiamo un cambiamento volontario ci troviamo inevitabilmente a dover gestire un ciclo emotivo, con fasi ben precise.
  • Conoscerle in anticipo ci permette di fronteggiarle EfficaceMente.
  • Nello specifico sono 5 le fasi emotive che attraverseremo:
    • Ottimismo ingiustificato. È ciò di cui abbiamo bisogno per iniziare, ma non dura mai e non possiamo farci illudere. Sangue freddo e pedalare.
    • Pessimismo giustificato. Questa è la fase più dura e culmina con l’attraversamento della Valle della disperazione. Il 90% delle persone molla. Se vuoi far parte del 10% che ce la fa, instaura meccanismi di forza di volontà estesa.
    • Realismo incoraggiante. In questo stadio costruiamo il vero cambiamento. Ricorda: output vs. outcome.
    • Ottimismo giustificato. Ce l’abbiamo fatta, da qui in poi è tutta discesa.  Ma per non perdere il focus è utile aiutare chi è più indietro di noi.
    • Conclusione. Non dimenticare di celebrare il tuo successo. Un processo di cambiamento ha bisogno di un inizio e… una fine chiara.

Bene. Anche per questa settimana è tutto: spero di averti fornito ancora una volta i migliori strumenti per raggiungere i tuoi obiettivi e proseguire nel tuo percorso di crescita personale.

Daje tutta! Andrea.

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62 Commenti. Lascia un Commento!

  1. Avatar di Anh
    Anh ha detto:

    Ottimo articolo Andrea, come sempre! :) Mi piace in particolar modo questa frase:

    “Ricorda: solo se sarai in grado di oltrepassare la Valle della disperazione potrai emergere dalla massa dei mediocri.”

    Credo che molti di noi si arenano proprio qui, quando è ormai passato l’entusiasmo iniziale. Fanno capolino la demotivazione, la stanchezza e i dubbi si fanno sempre più pressanti.

    Anche solo conoscere in anticipo queste fasi del cambiamento aiuta a tenere duro e a non arrendersi (e soprattuto a superare quella fase malefica)! ;)

    Rispondi
    • Avatar di Andrea Giuliodori
      Andrea Giuliodori ha detto:

      Ciao Anh,
      vedere lettori e lettrici storiche sempre presenti ad ogni nuovo post è una gran soddisfazione!

      A presto,
      Andrea.

      Rispondi
      • Avatar di Anh
        Anh ha detto:

        Certo! Ti seguo sempre, ormai sono un’affezionata ;)

  2. Avatar di Ferruccio Gianola
    Ferruccio Gianola ha detto:

    La valle della disperazione non la conoscevo e non la voglio visitare. Grazie sei più che propositivo come sempre.

    Rispondi
    • Avatar di Andrea Giuliodori
      Andrea Giuliodori ha detto:

      Grazie come sempre Ferruccio.

      Rispondi
  3. Avatar di Giuseppe
    Giuseppe ha detto:

    “Quando il mare è calmo ogni strunz è marinaio.”
    Detto napoletano.

    Una frase che spiega tutto…
    Sta’ senz’ pensier….agisci…

    Rispondi
    • Avatar di Andrea Giuliodori
      Andrea Giuliodori ha detto:

      EsattaMente

      Rispondi
  4. Avatar di Leonardo
    Leonardo ha detto:

    Uno dei migliori degli ultimi tempi andrè. Hai superato la valle della disperazione. Haha buona giornata

    Rispondi
    • Avatar di Andrea Giuliodori
      Andrea Giuliodori ha detto:

      Ahahaha, oddio, spero che gli altri non fossero così pessimi! :-D

      Rispondi
  5. Avatar di Giulio Vallata
    Giulio Vallata ha detto:

    “Se non siamo pronti, siamo fottuti.” Cit. Andrea Giuliodori.
    Sei un grande Andrea! Grazie

    Rispondi
    • Avatar di Andrea Giuliodori
      Andrea Giuliodori ha detto:

      Ahahah… è così, non è vero? ;-)

      Rispondi
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