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I consigli di Obama per superare la paura di parlare in pubblico

19 ottobre 2009 Home » Apprendimento 15 commenti

5 consigli pratici, ispirati dal presidente eletto Barack Obama, per superare la paura e l’ansia di parlare in pubblico.

Parlare in pubblico

“Se conosci la materia, le parole seguiranno.”

Catone il Censore.

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“Qual è la sua paura più grande?” Sembrerebbe che la seconda risposta più frequente a questa domanda sia la paura di morire. Indovina qual è la prima? Hai indovinato: la paura di parlare in pubblico.

Parlare in pubblico ci terrorizza perché temiamo di essere giudicati, temiamo che il pubblico non faccia altro che osservare e criticare ogni nostra piccola imperfezione. Come ogni paura, anche la paura di parlare in pubblico nasce dentro di noi e si alimenta della nostra carenza di autostima.

In questo articolo ho scelto di non propinarti i soliti consigli triti e ritriti sul public speaking. Puoi trovarne decine con una semplice ricerca su google. Ho scelto invece di proporti i consigli pratici ispirati ad uno dei migliori oratori dei nostri tempi: Barack Obama.

  • Preparati. Una volta Thomas Edison disse che il genio è per l’1% ispirazione e per il 99% traspirazione, ovvero sudore e duro lavoro. Nel corso della campagna elettorale Obama ha lavorato duramente con i suoi collaboratori per preparare al meglio ogni singolo discorso e per competere senza sorprese nei confronti televisivi. Conoscere la materia e aver affrontato il discorso di fronte ad uno specchio o a degli amici ti permette di affrontare il tuo discorso pubblico con maggior sicurezza. Prova inoltre a sintetizzare il tuo intervento in 7-10 punti chiave in modo da non perdere mai il filo del discorso.
  • Parla ad una persona alla volta. Ciò che c’è di veramente terrorizzante nel parlare in pubblico è… il pubblico. Un insieme indistinto di occhi che ti fissano, in silenzio, in attesa del tuo discorso: sembra quasi un film dell’orrore! Obama ha tenuto il suo discorso di insediamento di fronte a circa 320.000 persone, per non parlare dei milioni di telespettatori; ma lo ha fatto con tranquillità sfruttando un segreto da vecchio oratore: ha parlato ad una persona alla volta. Osservandolo in video, noterai come il suo sguardo cerchi continuamente un punto di riferimento nel pubblico, senza mai nascondersi o abbassarsi. Impara a guardare il pubblico negli occhi, ma sempre una sola persona alla volta, ed il pubblico svanirà.
  • Sfrutta umiltà ed umorismo. Iniziare un discorso ammettendo la propria paura di parlare in pubblico o il proprio nervosismo è allo stesso tempo un modo per esorcizzare tale paura e per accattivarsi le simpatie del pubblico. Questo non significa fare dell’umorismo forzato: sarebbe controproducente. Ma a volte è sufficiente dare risalto ad un evento inaspettato per creare empatia e simpatia nel pubblico. Quando hai paura sei concentrato su te stesso ed ogni imprevisto durante il tuo discorso ti destabilizza. Ma quando acquisisci sicurezza, gli imprevisti diventano il modo migliore per rompere il ghiaccio con il tuo pubblico: Obama e la suoneria dell’anatra è un ottimo esempio di come un imprevisto possa essere utilizzato per suscitare la simpatia del pubblico.
  • Evita il perfezionismo. Ricercare la perfezione in un discorso, come nella vita, è una delle maggiori fonti di stress ed ansia. Se hai una certezza è che qualcosa andrà storto: la lampadina del videoproiettore si fulminerà, le stampe del report saranno errate o il teleprompter si schianterà al suolo. Non sottovalutare la fase di preparazione del tuo intervento, ma una volta sceso nell’arena impara ad affrontare gli imprevisti con disinvoltura: non pretendere di essere perfetto, cerca di essere il migliore.
  • Non avere fretta. Se hai avuto l’occasione di assistere al discorso di un oratore impreparato, avrai avuto certamente la sensazione che quel palco scottasse. La paura di parlare in pubblico ci porta a parlare velocemente e a non concludere il nostro discorso in modo esaustivo, pur di terminare il più velocemente possibile questa tortura. Ma superare la paura di parlare in pubblico richiede un comportamento diametralmente opposto: impara a parlare lentamente, inserendo pause nel tuo discorso. Affronta ogni punto chiave del tuo intervento in modo esaustivo, chiarendo tutti i passaggi logici. Evita quei finali brutali, generalmente accompagnati da frasi del tipo: “io avrei finito”, “tutto qua”, etc; il pubblico vuole essere accompagnato: chiarisci fin dall’inizio la scaletta del tuo intervento e riproponila più volte durante il tuo discorso come fosse una mappa. Insomma, dai un ritmo al tuo discorso e crea enfasi intorno al finale. Qualche esempio? Ecco il magistrale discorso di Berlino di Obama.

Tu quali trucchi utilizzi per superare la paura di parlare in pubblico? Che ne pensi di condividerli con il pubblico del blog? Grazie.

Ps. Sei uno studente universitario e vai in blocco ogni volta che devi sostenere un orale? Come detto all’inizio di questo articolo potrebbe essere un problema di autostima. Sai qual è il segreto per affrontare qualsiasi orale sempre sicuro di te stesso? Avere la certezza di aver preparato al meglio il tuo esame. Per farlo devi adottare un metodo di studio davvero efficace. Durante i miei anni universitari io ho ideato il mio personale metodo di studio a prova di esame: si chiama metodo AMO. Se vuoi sapere di cosa si tratta, clicca e scopri come preparare il doppio degli esami in metà del tempo.

Foto di NewsHour

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15 Commenti. Lascia un Commento!

  1. Avatar di Andrea
    Andrea ha detto:

    Per chi vuole approfondire l’argomento, segnalo alcuni interessanti post su Obama di un grande esperto di comunicazione americano.
    http://decker.com/blog/tag/barack-obama/
    Consiglio caldamente di vedere il primo video su come Obama abbiamo gestito l’imprevisto grido “Tu menti!” durante il suo discorso.

    Rispondi
    • Avatar di Andrea
      ha detto:

      Ciao Andrea,
      grazie del link, molto interessante.

      Andrea.

      Rispondi
  2. Avatar di Framhaiku
    Framhaiku ha detto:

    Con Obama ho riscoperto il piacere di ascoltare dei discorsi pubblici. Non solo comprendo tutte le parole che pronuncia, essendo il suo inglese chiaro e pulito, ma comprendo anche la sostanza di ciò che dice, e mi faccio trascinare. Insomma mi piace starlo a sentire.

    Parlo di “riscoperta” perché negli studi classici mi appassionai ai grandi oratori del passato: Demostene, Lisia, Cicerone, Catone. E studiai parzialmente anche l’Institutio Oratoria di Quintiliano, un capolavoro quanto mai attuale. In Obama c’è tutto quello che questi grandi maestri insegnarono.

    Andrea, il tuo blog è da tempo tra i miei preferiti, continua così. Francesco

    Rispondi
    • Avatar di Andrea
      ha detto:

      Grazie Francesco, per il commento e per l’apprezzamento.

      Andrea.

      Rispondi
  3. Avatar di Luca Mercatanti
    Luca Mercatanti ha detto:

    A me piace molto anche rompere il ghiaccio prima dell’intervento da tenere scambiando due chiacchere con i presenti

    Rispondi
    • Avatar di Andrea
      ha detto:

      Tutto quello che riduce la distanza tra chi presenta e chi ascolta è un ottimo sistema per combattere l’ansia di parlare in pubblico.

      Grazie del commento Luca.

      Andrea.

      Rispondi
  4. Avatar di Tony
    Tony ha detto:

    la citazione iniziale di catone il censore è quasi scontata..come fare però a essere sempre preparato, pronto , sempre con una risposta diretta ed esaustiva? insomma avere sempre la battuta pronta?

    Rispondi
    • Avatar di Flavio
      Flavio ha detto:

      Il fine di un discorso non è la vittoria dell’oratore sul pubblico, ma la trasmissione di un messaggio.
      Il modo di porti verso chi ti ascolta, ti permette di far assorbire il tuo messaggio. Come zucchero nelle medicine.

      Rispondi
  5. Avatar di Davide PowerCoach Rampoldi

    A mio avviso la parte principale è la PREPARAZIONE.
    Se sei “pronto e ripassato” voce e gesti sono più fluidi ed incisivi.

    Per generare la scaletta può anche essere utile un mini-brainstorming iniziale.

    Si crea (tipo mappe mentali) un argomento centrale, che sarà il punto focale del discorso.
    Poi si buttano giù le idee e infine si raggruppano in 3/4 gruppi.
    Ogni gruppo diventerà uno dei punti della scaletta e ciò che c’è dentro il materiale a supporto.

    Possiamo chiamarlo “cloud speech generation” :-)

    Consiglio SEMPRE di provare il discorso almeno 2/3 volte e sapere in anticipo quanto tempo abbiamo a disposizione per non “sbracare”.

    Arrivare lunghi è una mancanza di rispetto per gli altri e una mina alla nostra autorevolezza.
    Less is best!

    Davide

    Rispondi
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