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Non andartene docile in quella buona notte

Avatar di Andrea Giuliodori di Andrea Giuliodori Home » Crescita Personale 39 commenti

Un film, una poesia e la più importante lezione per la tua crescita personale.

non andartene docile in quella buona notte

“Non andartene docile in quella buona notte.
Infuriati, infuriati, contro il morire della luce.”

Dylan Thomas.

Ho sempre adorato la fantascienza, soprattutto quei libri e quei film ambientati nello spazio profondo. Immergermi in quei luoghi lontani, inesplorati e illimitati ha la capacità di trasmettermi un senso di meraviglia e quiete.

Per questo di recente ho voluto rivedere Interstellar, di Christopher Nolan: entrato di diritto tra i miei film di fantascienza preferiti.

C’è chi lo ha amato e c’è chi lo ha trovato noioso da morire. Non importa: in realtà non è del film che voglio parlarti nell’articolo di oggi, ma di una poesia. Una poesia che accompagna alcune scene di Interstellar, una poesia potente e ricca di spunti per la nostra crescita personale.

Stacca tutto, riservati cinque minuti solo per te ed immergiti insieme a me in queste parole del poeta gallese Dylan Thomas:

Non andartene docile in quella buona notte – Dylan Thomas (1951)

Non andartene docile in quella buona notte,
I vecchi dovrebbero bruciare e delirare quando cade il giorno;
Infuria, infuria, contro il morire della luce.

Benché i saggi sappiano che la tenebra è inevitabile,
visto che dalle loro azioni non scaturì alcun fulmine,
Non se ne vanno docili in quella buona notte,

Gli onesti, con l’ultima onda, gridando quanto fulgide
le loro deboli gesta danzerebbero in una verde baia,
S’infuriano, s’infuriano contro il morire della luce.

Gli impulsivi che il sole presero al volo e cantarono,
imparando troppo tardi d’averne afflitto il percorso,
Non se ne vanno docili in quella buona notte.

Gli austeri, in punto di morte, accorgendosi con vista cieca
che gli occhi spenti potevano gioire e brillare come meteore,
S’infuriano, s’infuriano contro il morire della luce.

E tu, padre mio, là sulla triste altura, ti prego,
Condannami o benedicimi, ora, con le tue lacrime furiose.
Non andartene docile in quella buona notte.
Infuriati, infuriati contro il morire della luce.

Qual è il suo significato?

Bella André: non si capisce ‘na sega… però può tornare utile per atteggiarsi a finti intellettuali a qualche aperitivo estivo! Grazie! :-D

Molti spettatori di Interstellar si sono chiesti quale fosse il significato di questa poesia.

Non andartene docile in quella buona notte” non è di facile lettura come uno dei tanti blockbuster di sviluppo personale, ma personalmente trovo che alcuni passaggi siano molto più potenti di decine di libricini di self-help.

Ecco una breve analisi di questa poesia, ma soprattutto un utile messaggio per continuare con ancora maggiore determinazione il tuo percorso di crescita personale.

___

La poesia, scritta da Thomas per il padre morente, ruota attorno ad una chiara metafora, in cui il giorno simbolizza la vita, metre la notte simbolizza la morte.

Il poeta descrive nello specifico come i diversi esseri umani, si infurino e si ribellino, per ragioni differenti, all’incombere della morte ed incita il padre a fare lo stesso, a lottare a… non adarsene docile in quella buona notte:

  • Ci sono i saggi, che hanno preso consapevolezza dell’inevitabilità della propria fine, ma soprattutto hanno compreso di non aver realizzato poi molto nella propria esistenza (“dalle loro azioni non scaturì alcun fulmine”). A farli infuriare sono i loro rimpianti.
  • Ci sono poi gli onesti, ovvero coloro che nella vita non hanno mai fatto gesti folli, ma che nell’0ra del tramonto si infuriano perché consapevoli che con più tempo a loro disposizione, avrebbero forse compiuto azioni memorabili (“fulgide gesta“).
  • Ci sono inoltre gli impulsivi, che si accorgono troppo tardi di aver sprecato la loro vita nella ricerca compulsiva del piacere (“imparando troppo tardi d’averne afflitto il percorso“).
  • Ci sono infine gli austeri, che nel corso della propria esistenza si sono privati di ogni soddisfazione e che ora si infuriano per le occasioni perse (“accorgendosi con vista cieca che gli occhi spenti potevano gioire e brillare come meteore“).

Perché è utile per la tua crescita personale

Andre’, preferivo non capirla e fare il finto intellettuale a qualche aperitivo: il tuo commento m’ha fatto veni’ la depressione!

I saggi, gli onesti, gli impulsivi e gli austeri si infuriano di fronte all’incombere della morte… ma non si arrendono, non se ne vanno docili in quella buona notte.

E se la notte non fosse solo la metafora della morte, ma in generale dei nostri fallimenti?

Ognuno di noi ha commesso la sua buona dose di errori:

  • Come i saggi abbiamo forse realizzato di non aver dato ancora vita ad alcun fulmine.
  • Come gli onesti abbiamo forse vissuto una vita troppo inquadrata.
  • Come gli impulsivi abbiamo forse sprecato innumerevoli giornate cedendo ad ogni frivolezza.
  • Come gli austeri abbiamo forse perso troppe occasioni.

Questi errori ci hanno inevitabilmente spinto sulla traiettoria del fallimento. Ma abbiamo ancora una scelta a nostra disposizione. Possiamo infatti decidere di arrenderci, di lasciarci trasportare dall’entropia verso l’inevitabile sconfitta, oppure…

…oppure possiamo decidere, qui ed ora, che, nonostante tutto, noi “non ce ne andremo docili in quella buona notte“, venderemo cara la nostra pelle e se anche i pronostici sono ormai tutti a nostro sfavore, lotteremo, lotteremo fino all’ultimo respiro.

E allora… non andartene docile in quella buona notte. Buona settimana. Andrea.

Ps. Nell’articolo, per comodità, ti ho proposto la versione tradotta in italiano della poesia, ma l’originale inglese ha una musicalità e una potenza ancor maggiore. Mi auguro che tu sia riuscito a coglierla grazie a questo breve spezzone tratto da Interstellar.

A presto.

Foto tratta da Google Immagini.

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39 Commenti. Lascia un Commento!

  1. Avatar di Fadi

    Fadi

    ha detto:

    Articolo potente e incisivo, una bella linfa per iniziare con la mentalità giusta la giornata e la settimana. Complimenti e grazie

    Rispondi
  2. Avatar di Daniela Mele

    Daniela Mele

    ha detto:

    Splendida poesia con significato potente. Certe volte leggendo delle tue passioni (spazio, entropia) mi chiedo…come me ascolti i muse?

    Rispondi
  3. Avatar di Pippi

    Pippi

    ha detto:

    Per fortuna c’era la spiegazione. Avevo il sospetto che la notte potesse essere la morte ma mi erano sfuggiti giusto altri uno o cinquemila dettagli …. ;-p

    Rispondi
  4. Avatar di Erika

    Erika

    ha detto:

    Semplicemente… Grazie. :)

    Rispondi
  5. Avatar di Crystal

    Crystal

    ha detto:

    Ciao Andrea. Ho visto Interstellar giusto una settimana fa. E’ uno dei film più interessanti che abbia mai visto. La scena che mi ha più colpito è quella in cui il protagonista si ritrova alle spalle di quella libreria. Quella scena mi attraversa la mente ogni giorno. Geniale e incredibile. Chissà se la nostra realtà sia davvero così effimera e inconsistente. Effimera nel senso di relativa, inconsistente nel senso di plasmabile. Se la nostra mente ha delle potenzialità illimitate noi facciamo effettivamente troppa fatica a rendercene conto. Alle volte mi sento come Cooper intrappolato in quello spazio indefinibile, indecifrabile e durante quella scena ho provato indirettamente la sensazione di panico che potrebbe scaturire nel ritrovarsi in uno spazio così. Grazie.

    Rispondi
    • Avatar di Andrea Giuliodori

      Sì, in realtà qui il film l’ho utilizzato più come scusa per introdurre la poesia di Thomas, ma quella scena è indubbiamente particolare!

      Rispondi
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