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Riscopri in questo articolo il valore profondo della speranza e impara a riportarla nella tua vita anche nei periodi più bui.

Lo so cosa stai pensando:

Dai, Andre! Non è certo questo l’anno per parlare di speranza!

Già, con una pandemia in corso di cui ancora facciamo fatica a vedere una fine, le distanze, le limitazioni, l’economia in difficoltà e i piccoli o grandi problemi personali che toccano tutti noi, la parola speranza sembra quasi fuori luogo.

Ma forse è proprio per questo che dovremmo parlarne…

Che cos’è la speranza?

“Ed in eterno trasalisce il cuore,

come bandiera ad albero di nave,

fra l’umano rimpianto e la speranza,

questa dolce memoria del futuro.”

Vladislav Chodasevic.

Nelle società antiche la speranza era venerata come una dea (nel culto della Spes romana, ad esempio).

La stessa leggenda del vaso di Pandora racconta di quando la donna scoperchiò il vaso che non doveva in nessun modo aprire, facendo uscire tutti i mali che si disseminarono nel mondo. Eppure gli Dei, impietositi, lasciarono agli uomini proprio la speranza.

Come emozione è stata riconosciuta relativamente tardi (i primi psicologi non la inserivano accanto alle emozioni “forti” come paura, rabbia, gioia, perché i suoi effetti sulla fisiologia umana sembravano più impalpabili).

E spesso è stata bistrattata, come un sentimento inutile o addirittura nocivo, che ci porterebbe fuori strada annebbiandoci e separandoci dalla realtà.

In realtà, la speranza è un’emozione preziosissima, in grado di cambiare radicalmente la nostra vita.

Personalmente la definirei una miccia.

Da lontano sembra un umile cordoncino senza importanza, ma se sei capace di accenderla, quella miccia darà vita a cariche esplosive di ogni tipo, scatenando un’energia immensa.

I fuochi d’artificio naturalmente sono le tue passioni, i tuoi sogni, i tuoi progetti.

Senza la miccia della speranza, però, per quanto grandi possano essere questi tuoi desideri, rischiano di rimanere freddi ed inerti.

Ma non tutte le micce sono uguali, molte fanno cilecca. Lo stesso accade alla speranza quando non è… autentica.

Speranza autentica vs. finta speranza: riconosci la miccia giusta

Nel tempo si sono diffusi diversi equivoci, che hanno contribuito a trasformare la speranza nel rifugio degli inconcludenti.

  • Se sogni ad occhi aperti senza pensare a come agire, non è vera speranza.
  • Se aspetti e stai immobile, non è vera speranza.
  • Se sei concentrato unicamente su te stesso senza considerare la realtà, non è vera speranza.

L’autentica speranza ha quattro caratteristiche ben precise:

  1. È propulsiva: dà energia e spinge all’azione.
  2. È espansiva: ampia gli orizzonti e genera creatività.
  3. È appassionata: non si accontenta di tranquille rassicurazioni.
  4. È concreta: non si appoggia  su fragili illusioni.

Il filosofo Giuseppe Goisis, con una delle definizioni che trovo più belle, ne parla così:

“La speranza è la bruciante passione per il possibile”.

Giuseppe Goisis.

Ma è davvero così importante avere speranza?

Perché la speranza è importante

 

L’affetto dello sperare si espande, allarga gli uomini invece di restringerli, non si sazia mai di sapere che cosa internamente li fa tendere a uno scopo e che cosa all’esterno può essere loro alleato. Il lavoro di questo affetto vuole uomini che si gettino attivamente nel nuovo che si va formando e cui essi stessi appartengono.

Ernst Bloch.

In un certo senso, è semplice spiegare l’importanza della speranza.

Non puoi fare nulla senza.

Qualsiasi obiettivo o desiderio tu abbia, se non speri di poterlo realizzare, non inizierai mai a rincorrerlo.

La speranza è la condizione imprescindibile per realizzare qualunque cosa.

Se ci accingiamo a compiere un’attività e non nutriamo la giusta dose di speranza, ci verranno a mancare le energie, il nostro impegno sarà fiacco e discontinuo e il risultato sarà sicuramente deludente.

La speranza è uno dei coefficienti più potenti della motivazione.

  • È il motore che ci permette di procedere verso i nostri obiettivi.
  • È quello che ci fa decidere di perseverare anche quando non vediamo risultati.
  • È la qualità che rende più facili le cose difficili.

Ma la speranza non è solo la benzina dei nostri desideri, è anche un nutriente per la nostra anima.

La speranza come integratore di salute e del benessere fisico

La speranza ci condiziona talmente tanto da interagire con la nostra fisiologia.

Lo psichiatra Karl Menninger, alla fine degli anni ’50, studiò per primo gli effetti che la speranza ha sul nostro benessere psico-fisico.

Diversi studi, inoltre, hanno dimostrato come la speranza contribuisca positivamente ai processi di guarigione dei nostri organi, come se questa emozione, accendendosi, potesse bruciare ciò che ci fa male.

Molto suggestiva a tal proposito, è la storia dell’infarto dell’attore Martin Sheen.

Durante le riprese di Apocalypse Now, un venerdì notte in cui si trovava da solo sul set, si sentì male.
Al mattino ebbe un infarto e cadde a terra. Usò le forze che gli erano rimaste per trascinarsi e cercare aiuto.

Quando finalmente lo raggiunsero gli uomini della troupe, Martin vide i loro volti sconvolti dall’angoscia e pensò che non ce l’avrebbe fatta.

Anche quando arrivò al pronto soccorso, le espressioni di infermieri e medici continuavano a trasmettergli l’impressione che la situazione fosse gravissima, e lui cominciò a perdere sempre più le forze.

Finché non vide sua moglie Janet.

Non appena lui aprì gli occhi, lei gli sorrise e gli disse che era solo un film.

Quel sorriso, quella fiducia e quella serenità diedero a Martin Sheen la convinzione che la situazione non fosse irrecuperabile e che ce l’avrebbe potuta fare.

Da quel momento, cominciò a migliorare, e, infine, si salvò.

Fu la speranza che gli fu infusa dalla moglie a salvarlo? Non lo sappiamo, ma di sicuro è ciò di cui è convinto Sheen.

Cosa fare dunque quando la speranza in una vita migliore viene a mancare?

E quando ci sentiamo senza speranza?

Qui alla frontiera cadono le foglie,

e benché i vicini siano tutti barbari e

tu, tu sia a mille miglia di distanza,

sul tavolo ci sono sempre due tazze.

Anonimo (dinastia Tang, 618-906).

Capita che la vita ci porti ad affrontare momenti di difficoltà, più o meno, grandi che fanno vacillare le nostre speranze.

In questi frangenti ci sentiamo spenti, piatti, come marionette senza sostegno.

I nostri “fuochi d’artificio” (passioni, desideri e progetti) se ne stanno in un angolo: freddi e inerti.

È proprio in questi momenti che è fondamentale mantenere viva la miccia della speranza.

Come fare?

Ecco 6 spunti da mettere in pratica nei periodi più difficili (ogni riferimento al 2020 è puramente casuale).

 6 segreti per riaccendere il fuoco della speranza

1. Cerca la terza porta

Alex Banayan è il più giovane autore di bestseller a tema business della storia americana.

Forbes e Business Insider lo hanno inserito nelle loro liste degli under 30 più influenti al mondo.

Nel suo libro: “La terza porta. Viaggio alla scoperta dell’arte di farcela“, racconta di come il segreto del successo suo, e di tanti personaggi influenti, sia paragonabile all’entrata in una discoteca affollata.

Ci sono tre porte.

La prima è quella canonica, dove si crea una fila infinita di gente che aspetta di entrare, e forse non entrerà mai.

La seconda è l’accesso dei VIP, da cui è impossibile passare se non sei un privilegiato.

La terza porta è quella che ti crei tu, con la tua inventiva: puoi trovare una finestra da cui introdurti, puoi entrare dalle cucine, puoi far finta di essere un ragazzo che lavora lì e così via.

Se le cose in un ambito non hanno funzionato oppure se lo scenario, come in questo periodo, è cambiato, non puoi continuare a tentare con lo stesso approccio.

La terza porta rappresenta tutti quei percorsi alternativi che puoi utilizzare per raggiungere i tuoi obiettivi.

Prova con qualcosa di nuovo. Fai quello che non hai mai fatto prima.

Creati una lista di strategie, meglio se paradossali, che potresti utilizzare per avvicinarti al tuo scopo.

2. Tifa (per te)

Probabilmente tifi o hai tifato una squadra del cuore, oppure segui qualche star in particolare.

Be’, ti invito a fare lo stesso per te.

Celebra le tue vittorie, premiati quando hai fatto passi avanti, rallegrati anche dei progressi più piccoli.

Non limitarti a darti una metaforica “pacchetta sulla spalla“: libera la tua gioia e la tua soddisfazione con forza.

Più intensa è l’emozione positiva che proverai, più consoliderai l’abitudine a perseverare, ad avere fiducia e speranza.

Proprio in quest’ottica, l’altro giorno ho chiesto ai corsisti di 365 – Un anno epico (edizione 2020) di pubblicare nel nostro gruppo riservato un apprezzamento sincero a sé stessi per come hanno affrontato quest’anno. Ne è uscito fuori un post ricco di ispirazione, energia e speranza, ingredienti fondamentali per affrontare il 2021.

corsisti 365 2020

3. Coltiva l’elasticità

Chi perde facilmente la speranza spesso ha una mentalità molto rigida (nota anche come fixed mindset): pensa che le cose non cambino, che le proprie abilità non possano crescere e che il risultato ottenuto in un certo ambito sia immutabile.

Di conseguenza, vive una sorta di paralisi negativa.

Per uscirne è necessario sviluppare un forte Locus of Control interno, ovvero coltivare la convinzione di poter dominare gli eventi (o perlomeno il modo in cui reagiamo ad essi).

Questo accade quando ci assumiamo la piena responsabilità dei nostri successi e insuccessi. Dove per “responsabilità” non si intende “colpa”, ma piuttosto la capacità di “rispondere” a ciò che ci accade (respons-abilità).

Se siamo convinti di poter affrontare qualsiasi evento, la speranza fiorirà naturalmente in noi.

4. Diffondi speranza

Quante volte ti è capitato di ricevere la telefonata di un amico o un’amica che attraversava un periodo buio e cercava un po’ di sostegno?

Forse non ci hai mai pensato, ma anche questa è un’occasione, magari meno immediata di altre, per aumentare la nostra familiarità con la speranza.

Quando siamo vicini ad una persona cara e alimentiamo la sua fiducia nel futuro, automaticamente aumentiamo anche la nostra.

Mi raccomando, qui il consiglio non è quello di perdersi in un buco nero emotivo del frignone di turno.

Qui stiamo parlando di sostegno sincero ad una persona in difficoltà.

Percepire l’effetto positivo che le nostre parole e i nostri gesti possono avere sugli altri ci infonde gioia e – appunto – la convinzione che il futuro ci riserverà delle buone sorprese.

Quindi, sii generoso di attenzioni: in questi mesi non ti mancheranno sicuramente le opportunità ;)

5. Accedi ad una dimensione superiore

Come esseri umani è insito in noi un profondo bisogno di spiritualità, di credere a qualcosa o qualcuno che sia più grande di noi.

  • Per alcuni, quel qualcuno è Dio.
  • Per altri, l’Universo o la Natura.
  • Per altri ancora, quel qualcosa è una causa che hanno deciso di sposare.

Il raccoglimento interiore, espresso sotto forma di preghiera, meditazione o un profondo stato di concentrazione è lo strumento attraverso cui possiamo accedere a questa dimensione superiore.

Ne beneficeranno il nostro ottimismo, la nostra autostima, la nostra capacità di adattamento e naturalmente la nostra speranza in un futuro migliore.

Impara a ritagliarti ogni giorno questi momenti di silenzio per te stesso.

6. Non aspettarti che “andrà tutto bene”

Coltivare la speranza non vuol dire credere in un futuro idilliaco, senza il minimo problema, una sorta di ovatta rosa dove sprofondare e dimenticarci di tutto.

Per questo lo slogan “Andrà tutto bene“, che ha campeggiato su tanti balconi nei mesi passati, in realtà ha avuto un effetto contrario a quello atteso.

Il divario tra quello slogan e la realtà che ci siamo trovati ad affrontare è stato ed è tuttora troppo profondo.

Di fronte a messaggi così insensatamente ottimisti, eleviamo automaticamente una barriera difensiva, che ci porta paradossalmente a perdere fiducia nel futuro.

La vera speranza è sempre radicata nella realtà e per nutrirla dobbiamo ammettere che NON andrà tutto bene, consapevoli però che se ci rimbocchiamo le maniche, le cose inizieranno ad “andare meglio”.

Ecco “Andrà meglio, se mi impegnerò a cambiare le cose” forse funziona meno come slogan, ma è ciò di cui abbiamo davvero bisogno.

Come iniziare a cambiare le cose per il 2021

Spero davvero che questo articolo ti abbia ispirato a riaccendere la miccia della speranza.

Tra limitazioni, incertezze e paure, il 2020 è stato un anno difficile per molti.

Le cose però stanno per cambiare e nel 2021 torneremo ad una graduale normalità, una normalità però che risentirà delle profonde cicatrici sociali ed economiche di questo anno pandemico.

Se vogliamo realizzare i nostri obiettivi e prosperare nel nuovo anno, dobbiamo dunque reinventarci; ma soprattutto dobbiamo mettere da parte una volta e per tutte rimandite, incostanza e scarsa fiducia in noi stessi.

Dal 2015, grazie al percorso annuale 365 – Un anno epico accompagno quotidianamente un gruppo selezionato di lettori di EfficaceMente proprio nella realizzazione dei loro progetti più ambiziosi (laurea, dieta, cambio di carriera, aumento di fatturato).

Assistere ai successi dei miei corsisti anche in questo 2020 così disastrato è stata una profonda soddisfazione:

Testimonianza Eli Eli

Testimonianza Claudio Ivaldi

Testimonianza Marco Marzano

In vista dell’apertura delle iscrizioni all’edizione 2021 del corso 365 (mercoledì 9 dicembre), metteremo a disposizione di tutti i lettori di EfficaceMente un PRE-corso gratuito: 31 sfide quotidiane che ti accompagneranno dall’1 al 31 dicembre.

Grazie a queste sfide potrai farti un’idea di cosa ti aspetta all’interno del corso annuale a pagamento (che parte il 1° gennaio), ma soprattutto potrai acquisire un metodo estremamente efficace per fare chiarezza nella tua vita ed individuare con precisione quelle che sono le tue vere priorità per il nuovo anno.

Il PRE-corso gratuito inizierà martedì 1° dicembre, per scoprire tutti i dettagli ed iscriverti gratuitamente, clicca il pulsante qui sotto:

VAI 》

Ti auguro una settimana in cui poter ritrovare la tua speranza per un futuro migliore.

Andrea Giuliodori.

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Antonietta

Effettivamente l’uomo spesso si incastra tra il possibile e il temibile..e sceglie di temere!l’unica via per me è il coraggio e quindi il rischio..la dea prudenza ne sarà scioccata!e chi se ne frega?audentes fortuna iuvant!!!grazie dell’articolo

Deborah

Un articolo interessante e ricco di prospettive non convenzionali e non scontate ( come tutti i contenuti del blog), di grande aiuto soprattutto in questo periodo critico, in cui mantenere un atteggiamento positivo è particolarmente difficile. Complimenti ad Andrea ed al team di Efficacemente!!

Andrea Giuliodori

Grazie davvero Deborah!

Chris

Caro Andrea, uno degli articoli più belli e originali degli ultimi mesi (non che gli altri non siano stati utilissimi eh!). Bravo, e…grazie come sempre :)))

Andrea Giuliodori

Grazie a te Chris!

Monica

Che bell’articolo Andrea, mi ci voleva proprio. Scorre liscio e speranzoso e rispecchia quello che mi sento dentro. Non hai fornito soluzioni magiche, ma alla portata di tutti e soprattutto le puoi trovare ovunque. Bisogna lavorarci un po’ perché risulta più facile a dirsi che a farsi, però, io personalmente, non voglio farmi abbattere da questo 2020 e cercherò di mantenere un alto profilo per quanto riguarda la speranza! Grazie

Andrea Giuliodori

Brava Monica! E grazie del commento!

Sabrina

Quasi tutte le settimane i tuoi articoli calzano su di me come una seconda pelle, storia complicatissima ..il mio amore è in Canada e non ci possiamo vedere da un anno, avevo abbandonato nonostante lo amassi tanto e proprio in Italia aveva subito una operazione alle vertebre che lo costringe su sedia o walker.da un mese sta ricominciando a camminare ma io avevo deciso da alcuni giorni di riprendere la nostra storia,non permetterò alla distanza e al tempo e alla pandemia di vincere su di noi, fosse l’ultima cosa che farò..e sono caricata a 3000!! Viva la vita
,Grazie per i bellissimi articoli così profondi e non banali.

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