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Effetto Dunning-Kruger: cos’è e perché potresti esserne vittima

Avatar di Andrea Giuliodori di Andrea Giuliodori - aggiornato il 19 novembre 2018 Home » Mente 77 commenti

Hai mai sentito parlare dell’effetto Dunning-Kruger? Se non lo conosci, oggi scoprirai cos’è e come evitare di esserne vittima. Se invece pensi di conoscerlo, probabilmente ne sei già vittima. Ma non preoccuparti: sei ancora in tempo. Continua a leggere…

Effetto Dunning Kruger

“Il problema dell’umanità è che gli stupidi sono strasicuri, mentre gli intelligenti sono pieni di dubbi.”

Bertrand Russell.

Domanda a bruciapelo: ti consideri un guidatore nella media o sopra la media?

Secondo uno studio del 2013 il 93% delle persone è convinto di avere abilità di guida sopra la media (…mentre il restante 7% non ha la patente).

Ulteriori ricerche hanno dimostrato che questa tendenza a sopravvalutare le proprie capacità non riguarda soltanto i guidatori di auto. Oggi la ritroviamo in molti altri ambiti e si sta diffondendo sempre più tra la popolazione.

Con l’avvento di Internet, infatti, milioni di persone hanno avuto accesso istantaneo ad un bacino di informazioni pressoché illimitato (informazioni, non conoscenza); ci ritroviamo così ad avere:

  • Mamme Pancine” che elargiscono dettagliati consigli medici ad altre neo-mamme.
  • Frequentatori di bar che dissertano di geo-politica internazionale.
  • Autoproclamati esperti di ingegneria civile che non hanno mai montato neanche un mobile Ikea.
  • No-vax con dottorato in virologia preso all’Università della Vita.
  • E naturalmente gli immancabili 60 milioni di Commissari Tecnici che spuntano fuori ogni volta che gioca la Nazionale Italiana.

Ma dove nasce questa illusione di superiorità? E soprattutto… come possiamo individuarla negli altri, per evitare di affidarci a degli incompetenti, o in noi stessi, per evitare di fare la figura degli idioti (magari anche arroganti)?

Per scoprirlo dobbiamo andare a Pittsburgh nel 1995.

Come è stato scoperto l’effetto Dunning-Kruger: la storia di McArthur Wheeler

McArthur Wheeler

Lui è McArthur Wheeler.

È il 1995, siamo a Pittsburgh, negli Stati Uniti. Quella macchia scura che vedi nella sua mano destra è una pistola.

McArthur sta rapinando una banca della città dello Stato della Pennsylvania: è la seconda banca che sta derubando nella stessa giornata e lo sta facendo a viso scoperto, indifferente alle telecamere di sorveglianza e alle conseguenze di un suo riconoscimento.

McArthur infatti ha un piano.

C’è un solo problema: McArthur è un idiota (e non sa di esserlo).

Lo stupido che si credeva un genio del crimine

Andiamo indietro di qualche giorno.

Wheeler è a casa di un suo amico. L’amico, per impressionarlo, decide di mostrargli un “trucco di magia“, imparato di recente: prende una penna, sostituisce l’inchiostro con del succo di limone e inizia a scrivere su un foglio di carta.

Il foglio sembra rimanere immacolato, ma appena Jack lo avvicina ad una candela, iniziano ad apparire le sue scritte.

McArthur rimane sbigottito e viene fulminato da un’intuizione, un’intuizione che gli cambierà la vita (in peggio).

Tornato a casa, il nostro “paziente zero” inizia a cospargersi il viso con del succo di limone e, visto che non è uno sprovveduto, si accerta che la sua intuizione sia corretta scattandosi un “selfie” con una Polaroid (ricordi? Siamo nel 1995).

Vuoi per un’inquadratura sbagliata o per un difetto della macchina fotografica, la foto che esce dalla Polaroid è vuota. 

McArthur ha avuto la sua conferma: il succo di limone lo ha reso invisibile, nessuno potrà fermare il suo piano criminale!

“Di quando in quando uno sciocco deve pur azzeccarci, per combinazione.”

William Cowper.

Ma torniamo al giorno delle rapine.

Wheeler è ormai tornato a casa col bottino: alcune migliaia di dollari in banconote di piccolo taglio (mica scemo lui!).

Sta gongolando non solo per i soldi, ma anche per la genialità del suo piano, quando all’improvviso sente sbattere con violenza alla porta: è la polizia.

È incredulo: come sono riusciti a scoprirlo così in fretta? È sicuro di aver cosparso ogni centimetro del suo viso col succo di limone ed è stato attento a non avvicinarsi a nessuna fonte di calore quando era nelle banche.

Cosa non ha funzionato?! (Il cervello Wheeler, il cervello non ha funzionato…).

Ma ad essere ancor più increduli sono gli stessi poliziotti.

Dopo essere stato condotto in Centrale, McArthur viene sottoposto a dei test per verificare se, durante le rapine, fosse stato sotto l’effetto di alcol o droghe. Niente. Pulito come una monachella.

Come se non bastasse, il rapinatore appare talmente sincero nel raccontare l’esperimento dell’inchiostro invisibile e il test con la polaroid, che gli inquirenti giungono alla conclusione di trovarsi di fronte ad un vero e proprio idiota che si credeva un genio del crimine.

…e purtroppo, come dimostrato da due ricercatori della Cornell University, il caso di McArthur Wheeler, seppur eclatante, non è isolato.

Gli studi di David Dunning e Justin Kruger sul paradosso dell’ignoranza

Incuriositi dalla notizia del rapinatore di Pittsburgh, David Dunning e Justin Kruger, all’epoca colleghi presso il dipartimento di Psicologia Sociale della Cornell University, decidono di testare una loro intuizione (questa volta, però, senza usare succo di limone e Polaroid!).

L’ipotesi da cui partono i due studiosi è che una persona troppo stupida, non è in grado di riconoscere la propria stupidità.

Per dimostrarla invitano una serie di partecipanti ad un semplice esperimento.

Ad ogni volontario viene innanzitutto chiesto quale sia il proprio livello di competenza in tre differenti aree:

  1. Umorismo.
  2. Logica.
  3. Grammatica.

Nella seconda parte dell’esperimento i partecipanti vengono poi invitati a sostenere un test per misurare la loro effettiva abilità in questi tre ambiti.

Risultato?

Chi si era autoproclamato “altamente competente”, nel test aveva poi miseramente fallito, registrando punteggi molto bassi. Al contrario, chi inizialmente aveva sottovalutato le proprie competenze, nel questionario aveva poi ottenuto risultati molto buoni.

Tutti gli studi successivi hanno confermato l’ipotesi iniziale di Dunning e Kruger:

Chi è stupido e impreparato si sopravvaluta; al contrario chi è intelligente e si sta formando seriamente tende ad avere dubbi sulle proprie abilità, se non addirittura a soffrire della cosiddetta sindrome dell’impostore.

Volendo tracciare un grafico dell’effetto Dunning-Kruger, otterremmo qualcosa del genere:

Grafico effetto Dunning-Kruger

Le ricerche sull’illusione della superiorità sono valse ai due psicologi l’IG Nobel Prize, il premio conferito ogni anno alle ricerche più improbabili.

Ma cosa ancor più interessante, l’effetto Dunning-Kruger che prende il nome proprio dai due ricercatori della Cornell University, è ormai diventato noto al grande pubblico e, immancabilmente, viene utilizzato come arma nei dibattiti social-digitali anche da chi probabilmente ne è affetto.

Sono certo però che questo non ti riguarda (o forse sì…).

Sei anche tu vittima dell’effetto Dunning-Kruger? Scoprilo…

Vorrei che guardassi per alcuni secondi queste interviste imbruttite (non di più, altrimenti il rischio è che ti inizino a sanguinare le orecchie :-D)

Qual è stata la tua prima reazione?

Se ascoltando le risposte di questi ragazzi e ragazze hai temuto per l’estinzione della razza umana, ho una buona e una cattiva notizia per te.

La buona notizia è che sei salvo: riesci a riconoscere la stupidità quando la incontri.

La cattiva notizia è che questi sono solo gli esempi più eclatanti dell’effetto Dunning-Kruger in azione.

Tutti noi purtroppo possiamo essere vittime di questo bias cognitivo e, come detto, Internet, nonostante i suoi meravigliosi vantaggi, ha aggravato questa piaga.

Capita così che sempre più persone pur non rientrando nella classica definizione di “idioti inconsapevoli” si comportino come…

I MasterChef di TripAdvisor

I recensori online sono tra le più curiose incarnazioni dell’effetto Dunning-Kruger.

Un tempo gli insicuri che desideravano abusare del proprio potere, si limitavano a fare il concorso dei Vigili Urbani. Oggi si sfogano grazie alle recensioni ad una stella su TripAdvisor, Booking o Amazon. 

Sono infatti convinti che guardare MasterChef equivalga a partecipare ad una scuola di alta cucina e scimmiottando i loro Chef preferiti si lanciano in sprezzanti valutazioni di eccellenti ristoranti e strutture alberghiere.

Gli economisti della BCE (Basta Con l’Euro)

Un’altra tipica manifestazione dell’effetto Dunning-Kruger sono quei cinquantenni che infestano i social media e sembrano avere una ricetta per qualsiasi crisi politica ed economica.

Magari non riescono neanche a far quadrare i conti di casa, ma quando si parla di spread, disoccupazione, immigrazione o PIL hanno sempre una soluzione: è semplice, drastica, immediata e prevede delle precise conseguenze (per gli altri).

I fenomeni col fattore “Ics”

X-factor

Il grande successo televisivo dei Talent Show ha convinto frotte di cantanti, ballerini e musicisti che oggi sia sufficiente un’apparizione in TV per fare a meno di gavetta e duro lavoro.

In fondo, il messaggio chiave di queste trasmissioni è che non sono preparazione e impegno a fare la differenza, basta avere l’X factor, il talento innato.

Peccato che, salvo le eccezioni che confermano la regola, la stragrande maggioranza di questi partecipanti non hanno né il fattore “X”, né l'”Y” e neanche lo “Z”; hanno solo l’illusione di essere degli artisti nati, illusione che spesso si scontra violentemente con la realtà e che li getta in uno stupito sconforto:

“Com’è possibile che sia stato eliminato? Perché questo pubblico ignorante e questi giudici malefici non hanno compreso l’incredibile talento di quella che Mammà e Papà chiamavano la Callas di Vimercate?!”

In piccolo, questo avviene anche nelle aule universitarie: studenti poco preparati e senza un metodo di studio, portati per anni su un piedistallo da genitori e insegnanti iperprotettivi, crollano come castelli di carte alla prima sessione di esami.

Quelli che “secondo me…”

Abbiamo infine il gruppo più nutrito e trasversale di vittime dell’effetto Dunning-Kruger: gli opinionisti della qualunque.

Non importa che non sappiano una beata mazza di un dato argomento, sentono comunque l’impellente bisogno di esprimere la propria opinione.

Se poi fai notare loro che stanno dicendo delle cavolate e che sarebbe utile approfondire prima di commentare quel tema, si inalberano rinfacciandoti la sacralità della loro opinione: “Io la penso così, siamo in democrazia!“.

Insomma, si appellano alla libertà di espressione, negandola però a chiunque osi mettere in dubbio le loro opinioni.

 

Sono certo però che tu non rientri in nessuno di questi ritratti, giusto?! ;-)

Tuttavia se in alcune occasioni hai l’impressione che potresti cadere nell’effetto Dunning-Kruger, nella parte conclusiva dell’articolo ho raccolto per te 3 consigli pratici per evitarlo. Seguimi.

Come non cascare nell’effetto Dunning-Kruger: una cura in 3 passi

Quando muori non sei tu a soffrire, ma tutti gli altri. Succede lo stesso quando sei stupido.

Le vittime dell’effetto Dunning-Kruger sono sempre gli altri… e di certo le nostre abilità di guida sono sopra la media!

Non è vero? ;-)

Come abbiamo visto, gli “idioti inconsapevoli” sono solo la manifestazione più evidente del Dunning-Kruger. Chi più, chi meno, possiamo essere tutti vittime, in certe occasioni, di questa distorsione cognitiva.

Come possiamo evitarlo? Come possiamo valutare oggettivamente le nostre abilità senza cadere nei due estremi dell’illusione della competenza e della sindrome dell’impostore?

Ecco 3 consigli pratici per riuscirci:

1. Impara a scegliere le tue fonti

La più sofisticata forma di censura non è quella che prevede il bando di libri, giornali o siti internet.

No, per censurare davvero le fonti autorevoli (o scomode) è sufficiente inondare il panorama informativo di milioni di informazioni, difficilmente verificabili, ma in grado di catturare l’attenzione e provocare una reazione da parte delle persone.

Attenzione e reazioni (like, commenti, condivisioni) sono infatti le uniche due metriche che contano davvero per gli algoritmi dei social media: in questo modo qualità dei contenuti, ricerche e fatti si perdono tra milioni di titoli clickbait e fake news.

La censura è servita.

Se vuoi davvero sviluppare il tuo pensiero critico ed evitare di essere vittima dell’effetto Dunning-Kruger, scegli con attenzione le tue fonti.

Non limitarti a reagire come un burattino dopo aver letto di sfuggita un titolo. Controlla sempre la fonte di un post: a volte basta verificare il sito che ha condiviso la notizia; perché ricorda, che che ne dicano complottisti & co. la notizia con titolo acchiappa-like di l-hadettomiocugggino.altervista.com non avrà mai lo stesso valore di un report giornalistico del New York Times.

2. Leggi

Una volta che avrai imparato a selezionare con attenzione le tue fonti: leggi.

In passato ho provocato i miei lettori invitandoli a leggere 52 libri all’anno (un libro a settimana). Il numero in sé in realtà non è così importante, leggere di più invece lo è.

Eh, ma io non c’ho tempo di leggere! Magari guardo i viddeo su iutiub e feisbuk, che ne dici?!

Viviamo nell’Economia dell’Attenzione e le aziende del tech si contendono, anche sfruttando le nostre vulnerabilità psicologiche, ogni istante delle nostre giornate.

Ogni singolo minuto di distrazione strappato ai propri utenti equivale per queste multinazionali a miliardi di dollari in ricavi pubblicitari.

Non c’è dunque da sorprendersi se abbiamo l’impressione di non avere più tempo per leggere, approfondire e sviluppare il nostro pensiero critico.

All’interno di “Riconquista Il Tuo Tempo” spiego nel dettaglio come poterci difendere da questi attacchi deliberati alla nostra attenzione (e al nostro tempo), ma ti basti sapere che il tempo per leggere, come per fare altre cose di valore che tendiamo a rimandare, in realtà c’è.

…e guardare video su YouTube non è certo la soluzione definitiva alle nostre carenze informative.

Per quanto esistano canali di assoluto valore, lettura e visione passiva sono attività cognitive profondamente diverse.

La lettura ci costringe ad un livello di concentrazione nettamente superiore, ma sopratutto ci permette di assorbire le informazioni ad un livello più profondo e ci dà il tempo fisico per riflettere su quanto stiamo imparando; tutte componenti essenziali per limitare l’effetto Dunning-Kruger e sviluppare una reale competenza specifica sugli argomenti su cui ci stiamo informando.

3. Non sottovalutare la forza gentile dell’umiltà

Il terzo e ultimo consiglio per non cadere nella trappola dell’illusione della competenza è tratto, guarda caso, da un libro…

“Essere umili significa essere consapevoli di quanto i nostri istinti possano ostacolare la corretta interpretazione dei fattiSignifica essere realistici riguardo alla portata delle proprie conoscenze e pronti a dire: “Non lo so“. Significa anche essere disposti a cambiare opinione quando si scoprono fatti nuovi. È alquanto rilassante essere umili, perché si può smettere di sentirsi costretti ad avere un’opinione su qualsiasi cosa e a doverla difendere ad ogni costo.”

Hans Rosling.

In un mondo che ci insegna ad urlare le nostre verità assolute, riscoprire la forza gentile dell’umiltà può essere rivoluzionario.

Conclusioni e un bonus per chi vuole andare in profondità

Mi auguro che questo articolo di approfondimento sull’effetto Dunning-Kruger ti sia piaciuto, ma soprattutto ti sia stato utile. Se pensi possa esserlo anche ad altri, condividilo usando i pulsanti al termine del post: sia mai che questa volta riusciamo a sfruttare gli algoritmi social per diffondere un po’ di contenuti di qualità ;-)

Intendiamoci, leggere questo post non farà di te o dei tuoi contatti degli esperti di psicologia sociale: questo ormai lo avrai capito. Ti aiuterà però ad avere maggiore consapevolezza di alcune nostre dinamiche mentali.

Se poi vuoi iniziare anche a contrastarle seriamente, applica i 3 consigli pratici che abbiamo visto.

…e a proposito del consiglio sulla lettura, negli ultimi anni 3 libri, più di altri, mi hanno permesso di mettere a nudo i nostri (e i miei) bias cognitivi, mi hanno aiutato a sviluppare il mio pensiero critico e mi hanno fatto vedere il mondo con occhi nuovi. Sono certo aiuteranno anche te.

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A presto!

Andrea Giuliodori.

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77 Commenti. Lascia un Commento!

  1. Avatar di enrico
    enrico ha detto:

    Uno dei migliori articoli letti nell’ultimo tempo su Efficacemente. Una spiegazione davvero dettagliata di un comportamento “curioso” dell’uomo. La storia del rapinatore al gusto lime è qualcosa di speciale: mi ha svoltato la giornata :)

    Rispondi
  2. Avatar di Carlita
    Carlita ha detto:

    Grande articolo, grazie Andrea! Se ci fosse l’ora di educazione civica (concetto ormai scomparso in tutti gli ambiti della società) nelle nostre scuole, dovrebbe essere studiato approfonditamente…..ma ho dei dubbi! 🙃

    Rispondi
  3. Avatar di Francesco
    Francesco ha detto:

    Un altro articolo epico. Penso che sia difficile scrivendo su internet non finire in qualche “identikit Duner Krueger”, e forse questo articolo aiuterá più di qualcuno a capire che è meglio tacere.
    Penso che il problema della comunicazione nei social stia proprio nel fatto di sentirsi sempre allo stesso livello dei propri interlocutori, anche se questi sono molto più preparati. Ho assistito ad una conversazione whatsapp nel gruppo mamme della classe di mio figlio (200 messaggi in cui si discuteva di una nuova cimice che poteva uccidere i bambini che andavano al parco in poche ore, una madre professoressa di storia naturale ha provato a spiegare che era una fake news ma non è stata ascoltata) e ho temuto davvero per l’estinzione della razza umana ;-)

    PS. Non so se è il mio ipad, ma a parte il video delle interviste, non son riuscito a visualizzare nessuna immagine.

    Rispondi
    • Avatar di Andrea Giuliodori

      Ciao Francesco, grazie del commento!

      Se hai modo più tardi, prova a ricaricare la pagina e facci sapere se continui a non vedere le immagini.

      Andrea.

      Rispondi
      • Avatar di Marika
        Marika ha detto:

        Buon giorno e buon Lunedì!
        Scusate se mi intrometto ma anche io, come Francesco, non vedo le immagini del post.
        Vedo tutte le altre immagini, ma non quello del post.

      • Avatar di Andrea Giuliodori

        Grazie Marika, stiamo verificando cosa sia andato storto. Stai per caso usando un iPad anche tu?

      • Avatar di Salvatore
        Salvatore ha detto:

        Ciao Andrea,ottimo articolo, complimenti e grazie!
        Anch’io ho lo stesso problema, purtroppo sul mio smartphone non riesco a visualizzare le immagini…

      • Avatar di Andrea Giuliodori

        Grazie anche a te Salvatore: stiamo cercando di capire a cosa sia legato il problema delle immagini.

      • Avatar di Andrea Giuliodori

        Problema risolto: grazie a tutti delle segnalazioni.

      • Avatar di Marika
        Marika ha detto:

        Ho visto che avete risolto,
        comunque non uso ipad,
        stavo utilizzando un pc hp…
        l’importante è risolvere!!
        Grazie per il post!

      • Avatar di Andrea Giuliodori

        Sì sì, risolto, grazie Marika :)

      • Avatar di domi
        domi ha detto:

        Come pensate di vedere le immagini se le ha cosparse di succo di limone? :) Bell’articolo comunque!

      • Avatar di Andrea Giuliodori

        AHAHAHAH, GENIO!

  4. Avatar di Ambra
    Ambra ha detto:

    Veramente un articolo super, mi è piaciuto tantissimo!
    Grazie.
    PS: ah ma potevano dircelo prima che hanno già trovato la soluzione al riscaldamento globale, mi risparmiavo un saggio di 300 pagine sulla storia del clima!

    Rispondi
  5. Avatar di Gian Luca
    Gian Luca ha detto:

    Grazie. Articolo veramente molto istruttivo e purtroppo molto aderente alla realtà.

    Rispondi
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