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Sindrome dell’impostore: perché pensi di non meritarti il successo

Avatar di Andrea Giuliodori di Andrea Giuliodori Home » Autostima 160 commenti

Hai mai sentito parlare di sindrome dell’impostore? È un fenomeno psicologico che colpisce paradossalmente le persone più in gamba e rischia di metterne in pericolo i futuri successi. Se la conosci la eviti.

sindrome dell'impostore

“Più è grande il tuo potenziale, più sarà grande la tua insicurezza. La presunzione è il premio di consolazione dei mediocri.”

Robert Hughes.

Ti è mai capitato di centrare un obiettivo, magari un obiettivo anche importante, ma continuare a sminuirlo o, cosa ancora peggiore, continuare a sminuirti?

Sto parlando di tutte quelle volte in cui hai ottenuto un successo e hai subito pensato:

  • “Ok, ‘sta volta mi è andata di c*lo: speriamo non se ne accorga nessuno!”
  • “No, non me lo merito proprio.”
  • “Se solo gli altri sapessero…”

Questo atteggiamento prende il nome di sindrome dell’impostore e, ironia della sorte, a soffrirne sono spesso quelle persone che lavorano duro e ottengono ottimi risultati, ma che purtroppo sono incapaci di riconoscere i propri meriti.

Se ti ritrovi in questo identikit devi sapere che questo continuo autosabotaggio può essere deleterio e può mettere in serio pericolo il tuo successo a lungo termine.

Fortunatamente esistono strategie pratiche per smetterla di darti la famosa “zappa sui piedi”. Te ne parlerò nel dettaglio in questo articolo, spiegandoti anche le cause di questo fenomeno. Nello specifico vedremo:

Prima però, voglio condividere con te le frasi pronunciate da alcune insospettabili vittime della sindrome dell’impostore

Anche i premi Oscar soffrono della sindrome dell’impostore

“Se nei 5 minuti che precedono la prima di un tuo film non inizi a pensare tra te e te ‘che diavolo ci faccio io qui?!, è arrivato il momento di ritirarti dalla scena.”

“Perché mai qualcuno vorrebbe rivedermi in un altro film? Io non so recitare, perché continuo a fare questa cosa?”

Pensavo fosse uno scherzo e che tutti lo sapessero, tranne me. Ero convinta che sarebbero venuti a casa mia, avrebbero bussato e mi avrebbero detto ‘Ci scusi, abbiamo scherzato, l’Oscar che le abbiamo dato in realtà è per Meryl Streep.”

“Ci sono mattine in cui mi sveglio e prima di iniziare le riprese penso ‘Non posso farlo‘, sono solo un’imbrogliona”.

Prova ad indovinare chi ha pronunciato queste frasi durante delle interviste ufficiali.

Ti do alcuni indizi: sono tutti attori che hanno vinto un premio Oscar. Tra di loro c’è addirittura chi ne ha vinti più di uno!

Hai indovinato? ;-)

Eccoli nell’ordine di apparizione delle rispettive citazioni (da sinistra a destra):

sindrome-dellimpostore-oscar

Insomma, se soffri della sindrome dell’impostore non sei solo: ogni giorno, attori del calibro di Denzel WashingtonMeryl StreepJodie FosterKate Winslet mettono in dubbio le loro reali capacità e vivono nella convinzione che, prima o poi, qualcuno li smaschererà!

…in realtà siamo in parecchi a non sentirci all’altezza

A quanto pare questo problema non colpisce solo te e qualche premio Oscar ;-)

Secondo uno studio condotto dalla Dott.ssa Pauline Clanche, ricercatrice che per prima ha coniato l’espressione “sindrome dell’impostore”, quasi il 70% della popolazione ha sperimentato almeno una volta nella propria vita questo fenomeno psicologico.

Questa sensazione di non sentirci all’altezza, di essere degli imbroglioni che si trovano nel posto sbagliato, spesso emerge quando ci troviamo ad apprendere nuove competenze o a ricoprire un nuovo ruolo di responsabilità.

La diffusione di questa “sindrome” lascia poi pensare che sia la stessa società iper-competitiva in cui viviamo a farci sentire inadeguati.

Come ti ripeto sempre però, è inutile frignare e prendersela con la società brutta e cattiva.

È comunque nostra responsabilità prenderci cura del nostro percorso di crescita personale.

Ecco perché dopo averti spiegato cos’è la sindrome dell’impostore (passo 1) e averti dimostrato che non sei il solo ad avere certi pensieri (passo 2), è tempo di capire perché mai la nostra mente ci giochi questi brutti scherzi (passo 3).

Chissà, magari non tutti i mali vengono per nuocere…

Perché soffri della sindrome dell’impostore

“La vera umiltà non è pensare che tu valga meno degli altri; è pensare meno a te stesso e più agli altri.”

C.S. Lewis.

Parte della sindrome dell’impostore deriva da un senso di umiltà nei confronti delle nostre capacità.

Questo atteggiamento è sano e può spingerci ogni giorno a migliorarci.

Il problema nasce nel momento in cui iniziamo ad essere troppo umili, di fatto diventando dei perenni insicuri (se vuoi approfondire il tema insicurezza, leggi questo articolo).

E indovina chi cade più spesso in questa trappola?

sindrome-dellimpostore-giudizio-altrui

A soffrire maggiormente di questo “fenomeno psicologico” sono quelle persone che tendono ad essere molto critiche nei propri confronti, vuoi perché sono state educate in questo modo o semplicemente per un innato senso del pudore.

Queste stesse persone hanno quasi sempre uno spiccato senso del dovere e se non riescono ad essere all’altezza delle aspettative degli altri, sono terrorizzate da come potrebbero esser giudicate.

Sbaglio o questo è l’autoritratto di qualcuno che conosci bene (mooolto bene)?! ;-)

Vediamo allora come sbarazzarci finalmente di questo inutile “freno a mano” (passo 4).

5 strategie per liberarti dalla sindrome dell’impostore

Esistono strategie molto efficaci per liberarsi dalla sindrome dell’impostore (l’ultima è forse la più impegnativa, ma anche la più efficace):

1. Stai pollege!

Hai mai sentito l’espressione “polleggiati” o “stai pollege”?

La utilizzavano spesso i mie compagni di università bolognesi per invitare qualcuno a rilassarsi, a non essere sempre teso e stressato.

Chi soffre della sindrome dell’impostore è convinto infatti di dover competere giorno e notte con un ideale di perfezione irraggiungibile.

E questa continua lotta con sé stessi non fa altro che logorare mente e corpo.

Impara a non prenderti troppo sul serio.

…e se hai delle serie manie perfezionistiche, liberatene con queste 3 strategie.

2. Riconosci i tuoi meriti

Chi si sente un impostore è incapace di interiorizzare i propri successi: è sempre merito della fortuna, di sfide troppo facili, di condizioni di partenza agevolate, etc.

Naturalmente questi aspetti hanno un ruolo nei nostri successi ed è utile riconoscerlo.

Devi però imparare a riconoscere anche il tuo di ruolo: sei tu che hai preso determinate decisioni, sei tu che ti sei fatto il mazzo quadro e quindi sei tu a meritarti certi risultati.

3. Concediti la possibilità di sbagliare

“Non ho fallito. Ho solamente provato 10.000 metodi che non hanno funzionato.”

Thomas Edison.

Nell’Archivio di EfficaceMente puoi trovare quasi 450 articoli. Ogni singolo articolo mi ha richiesto interminabili ore di ricerche, approfondimenti, revisioni, etc. Questo significa che abbia realizzato sempre dei capolavori?

Magari…

Anzi, probabilmente è vero il contrario: solo una manciata di questi articoli meritano davvero 5 stelle.

Eppure non sarei mai riuscito a scrivere questi articoli “top”, se non avessi scritto anche gli altri.

Gli errori, i passi falsi e le bozze imperfette, fanno parte del nostro percorso di miglioramento: se ci facciamo paralizzare dall’idea di dover sempre superare le aspettative degli altri, finiremo col non realizzare nulla.

Paradossale, non trovi?

A forza di rimandare per essere certi del nostro successo, l’unica cosa certa che otteniamo è un insuccesso.

4. Metti la tua sindrome per iscritto

sindrome-dellimpostore-scrivi

Hai notato che i nostri pensieri, soprattutto quelli negativi, una volta che sono catturati dall’inchiostro di una penna, tendono a diventare più “piccoli“?

Finché permettiamo ad un pensiero negativo di vagare liberamente nella nostra mente, questo proietterà ombre che lo rendono più “grande” e spaventoso, ma nel momento in cui lo mettiamo per iscritto, quello stesso pensiero perderà molta della sua virulenza.

Ecco perché se soffri della sindrome dell’impostore dovresti subito prendere carta e penna ed iniziare a scrivere tutto ciò che pensi: non dovresti meritarti i tuoi successi? Scrivilo. I risultati che hai ottenuto sono stati solo merito della tua fortuna sfacciata? Scrivilo. Gli altri sono molto migliori di te e presto scopriranno che sei solo un imbroglione? Scrivilo.

Se necessario ingigantisci queste tue paure. Chissà, magari vedendo questi pensieri grotteschi nero su bianco, ti verrà anche da sorridere…

5. Ricordati che morirai (e probabilmente lo farai pieno di rimpianti)

Ho creato EfficaceMente quando avevo 25 anni e nelle settimane che hanno preceduto la pubblicazione del primo articolo pensavo di continuo:

“ma perché qualcuno dovrebbe leggere i consigli di ‘crescita personale’ di uno sbarbatello?”

Se non avessi zittito quella voce, probabilmente me ne sarei pentito per il resto della mia vita.

Beh, scommetto che in questo momento c’è una vocina anche nella tua testa e questa vocina sembra avere ottime motivazioni sul perché non dovresti intraprendere un certo progetto.

Prima che questa vocina prenda il sopravvento, lascia che ti ricordi una semplice verità: tu morirai e se le dai ascolto, morirai pieno di rimpianti.

C’è però una cosina che puoi fare già adesso per iniziare a cambiare atteggiamento (e tenere a bada la tua sindrome dell’impostore)…

La sfida

Spero che avrai compreso che sentirti un impostore, essere convinto di non meritare i tuoi successi, sta mettendo in serio pericolo il tuo futuro.

Se continuerai a credere a queste menzogne, presto arriverà il giorno in cui, davanti ad una sfida decisiva, sceglierai di abbassare la testa e non affrontarla per paura di non esserne all’altezza.

Chissà che quel giorno non sia già arrivato:

  • magari devi affrontare un esame universitario per il quale ti prepari da settimane e stai già pensando di rimandarlo.
  • magari hai una brillante idea imprenditoriale, ma non pensi di essere in grado di realizzarla.
  • magari si è liberata una posizione prestigiosa nella tua azienda, ma sei convinto di non avere le carte in regola per essere promosso.
  • magari sono mesi che vorresti conoscere quel ragazzo/ragazza, ma non hai mai avuto il coraggio di presentarti.

Qualsiasi cosa tu stia rimandando, nella convinzione di non meritarti il successo, voglio che tu la scriva nei commenti di questo articolo e voglio che tu scriva anche un’azione che compirai oggi stesso per cambiare il corso degli eventi.

Prendere questo impegno in pubblico può essere estremamente potente.

Se non te la senti, puoi lasciare un commento privato: è meno efficace, ma pur sempre meglio del finire di leggere distrattamente questo articolo e magari tornare a cazzeggiare su Facebook.

Ogni giorno abbiamo la possibilità di cambiare la direzione della nostra vita. Tu cosa scegli oggi?

Buona settimana. Andrea.

Foto di Elnur

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160 Commenti. Lascia un Commento!

  1. Avatar di Erika Di Paolo

    Erika Di Paolo

    ha detto:

    Raccolgo la sfida: ho un fumetto in sospeso da mesi, che non continuo a disegnare proprio a causa di ciò che si legge in questo articolo (bello, veramente). Beh, direi che da ora si ricomincia!

    Rispondi
  2. Avatar di Cris

    Cris

    ha detto:

    La sfida è conoscere una persona che guardo da tempo con insicurezza e timidezza e con cui avrei voluto parlare apertamente talmente tante volte. Grazie Andrea del lavoro che fai! Ti auguro tutto il meglio:)

    Rispondi
  3. Avatar di Daniele

    Daniele

    ha detto:

    Grande Andrea. Fantastico come sempre. Io abito in India e la mia sfida ora è riuscire a rientrare in Italia dando la possibilità alla mia azienda di “usarmi” anche in altri modi per poter continuare ad essere utile sia in India che magari anche altre parti del mondo. Next step: parlare in azienda dando soluzioni, ma tutto quello che hai scritto è il mio Everest e… mannaggia se è dura!!

    Rispondi
  4. Avatar di David Pietrapertosa

    David Pietrapertosa

    ha detto:

    Ho necessitá di coltivare i miei contatti lavorativi al fine di raggiungere il mio obiettivo di fatturato e rimando sempre quelle chiamate pensando di non essere all’altezza e di non essere interessante ai miei clienti. Oggi dedicherò due pomodori a chiamarli!

    Rispondi
    • Avatar di iCristian75

      iCristian75

      ha detto:

      Succede anche a me

      Rispondi
  5. Avatar di Nicola Marchi

    Nicola Marchi

    ha detto:

    Grazie Andrea
    Ogni tuo scritto è una sferzata alla mia anima,
    Sono anni che mi dico quanto sono inadeguato che ormai ne è divenuto una consapevolezza.
    Ogni volta dico: da domani …
    Oggi dico: da adesso …
    Ne va della mia vita
    Grazie
    Nicola

    Rispondi
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