Apprendimento il 18 maggio 2009

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Imparare l’inglese: un metodo non convenzionale

Tecniche pratiche per migliorare il tuo inglese divertendoti.

Imparare_inglese

Che ti piaccia o no, l’inglese è la lingua universale e se non la conosci ti stai precludendo innumerevoli possibilità. Se vuoi approfondire una tua passione, se vuoi fare un passo in avanti nella tua carriera, se vuoi viaggiare per il mondo, ci sono buone probabilità che imparare l’inglese sia una conditio sine qua non.

Il problema è: come faccio ad impararlo senza spendere un patrimonio e senza lezioni in aula full-time (a tempo pieno… ;-) ?! Ecco un metodo non convenzionale per imparare l’inglese e… non solo.Ti sei mai chiesto come hai imparato a parlare l’italiano? Hai speso 1.750€ per corsi in aula?! Hai fatto settimane full-immersion a… Cinisello Balsamo?! Hai passato ore a studiare le regole grammaticali? Dubito. In realtà hai imparato a parlare la tua lingua già prima di sederti sui banchi di scuola!

Il metodo che hai utilizzato per imparare l’italiano è un metodo molto intuitivo e naturale, che ti ha permesso di assimilare una lingua, a te inizialmente sconosciuta, in poco tempo. Perché non applicare lo stesso metodo per imparare l’inglese?! Ecco le 4 fasi di questo metodo ed alcune idee pratiche per applicarle facilmente:

  1. Ascolta. Per imparare una lingua devi innanzitutto ascoltare. Non importa quanto strani possano sembrarti certi vocaboli, devi forzare il tuo cervello ad assorbire più suoni possibili della nuova lingua, lasciando che lentamente li riconosca ed impari ad associarli tra loro. Come? Niente di più semplice: esistono centinaia di podcast gratuiti, sugli argomenti più svariati; ecco ad esempio i 10 migliori podcast sulla crescita personale. Sei un amante di telefilm? Non riesci ad aspettare la prossima puntata di Lost? Perché non provi a seguire le tue serie televisive preferite in lingua originale, facendoti aiutare dai sottotitoli: attori e contesto ti aiuteranno ancor più nella comprensione della lingua.
  2. Leggi. Quando avrai iniziato a prendere confidenza con i suoni, il passo successivo sarà comprendere la lingua scritta. Più testi in inglese leggerai più il tuo vocabolo si espanderà. Anche qui le possibilità sono infinite. Hai qualche passione in particolare?! Scommetto 100€ che esistono almeno 10 blog in lingua inglese che trattano il tuo argomento preferito. Certo le prime volte non sarà semplice, non capirai gran parte del testo, ma grazie a programmi come Babylon potrai tradurre con un semplice clic i vocaboli più incomprensibili.
  3. Parla. Diventare fluente in inglese è solo questione di esercizio. Più praticherai la nuova lingua, più fluente diventerai. La domanda è… come?! I modi sono molteplici, ecco qualche esempio: fai conversazione con madrelingua inglesi utilizzando skype, lavora per 3 mesi in una località sconosciuta del regno unito o degli stati uniti, vai nei locali di città universitarie frequentate da studenti Erasmus. Insomma, non devi per forza spendere un patrimonio per diventare fluente in inglese: usa la fantasia, gli strumenti non mancano.
  4. Scrivi. Imparare a scrivere è solo l’ultima fase per apprendere fino in fondo una lingua. Qui non si scappa, dovrai studiare le regole grammaticali! Ma aver ascoltato e letto ti aiuterà ad intuire il modo corretto di scrivere.

Tu come te la cavi con l’inglese? Quali sono stati gli strumenti più efficaci per impararlo? Lasciami un commento.

Foto di ntr23

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18 Commenti

  1. Il punto 2 e il punto 4 li seguo già da tempo. Ormai leggo più blog in lingua inglese che in italiano e sto leggendo anche libri in inglese, che non trovo in italiano. Sono un cliente abituale di Amazon. :)

    Punto 1: bel problema. Finora ho sempre capito l’1% di quello che mi dicevano… Vedremo come me la caverò in vacanza a luglio :)

    Punto 3: idem come sopra. Me la cavo a scrivere, ma a parlare il mio inglese è una ciofeca di suoni… Interessante questa cosa della località sconosciuta… Alaska, sto arrivando! :)

  2. Ciao Daniele,
    grazie per il commento.

    Per quanto riguarda il punto 1 (Ascolta) prova con podcast e film / serie tv: ti posso garantire che i risultati arrivano! ;-)

    Per quanto riguarda il punto 3 invece (Parla), beh… se non lo si allena difficilmente si riesce a diventare fluenti in inglese.
    Un modo non ortodosso per allenarti, oltre a quelli già citati? I numeri verdi del servizio clienti di prodotti / servizi americani o inglesi (es. servizio di hosting del tuo blog)

    A presto.

  3. Punto 1 – Seguo ormai da 2 anni 7/8 serie televisive in inglese (subbate in ita però)

    Punto 2 – Ultimamente stò leggendo libri tecnici in lingua inglese, principalmente per 4 motivi : “Risparmio” (assurdo libri tradotti in ita costano 3/4 volte di più), “Praticità” (Amazon rulez :D ), “Allenamento” and last but not least “Precisione” (non sapete quante volte i traduttori italiani sbagliano a tradurre alcune frasi dall’inglese).

    Punto 3 – Aimè non ho avuto troppe possibilità di parlare inglese se non con alcuni amici conosciuti all’estero durante qualche inter-rail ma spero nei prossimi anni di poter avere più possibilità.

    Punto 4 : Se c’è una cosa che un addetto informatico deve sapere fare per forza è scrivere correttamente in inglese! Qua vado sul sicuro ;)

  4. Ciao Edoardo!

    Per quanto riguarda il punto 3, con un po’ di fantasia oggi si riesce veramente a parlare in inglese con molta facilità!

    In questi giorni, purtroppo, il Blog EfficaceMente sta subendo una forte penalizzazione da parte di Google, a causa di un imprecisato problema tecnico. Non immagini come stia spolverando il mio inglese con il servizio clienti del mio host!!! ;-)

    A presto.

  5. Bellissimo blog!!!
    Complimenti!
    E’ quello che vorrei riuscire a fare anche io, ogni tanto avrei davvero qualcosa da scrivere e lo farei ma spesso mi trovo davvero inondato di cose da fare.
    Non ho ancora capito se il problema è il lavoro che faccio, oppure sono io che non riesco ancora ad organizzarmi bene, nonostante io cerchi di seguire tutti i condigli (lifehacker, zen habits, achieve it, il libro di Allen…) ormai da anni… sono recidivo, devo decidermi a dare una svolta netta ma non ce la faccio.

    Ancora complimenti per il blog, ho cominciato a leggerlo ora e sei il primo italiano che leggo su questo tema!

  6. Ciao Lorenzo,
    benvenuto sul Blog EfficaceMente!

    Ti ringrazio per i complimenti, molto apprezzati.

    Quello di cui parli è una sensazione che ho spesso anche io. Per quanto mi riguarda sono arrivato a queste conclusioni:

    1) Meno pippe mentali sulla produttività, crescita personale, lifehacks etc. e più attenzione all’azione (scusa il gioco di parole). Per questo motivo ho cercato di incentrare il blog proprio sugli esempi pratici di miglioramento personale.

    2) Se sento che non sono mai abbastanza bravo, abbastanza organizzato, abbastanza efficace… beh in fondo non è male: non credo ci sia una meta definitiva nella crescita personale, penso piuttosto che sia un viaggio continuo, dettato dal ritmo della vita, ovvero contrazione ed espansione. Non cresciamo mai in linea retta, ma sempre a balzi. A volte facciamo 2 passi indietro ed uno in avanti, ma quello che conta è il trend di lungo termine ;-)

  7. michel

    Complimenti per il blog…
    per il punto 3 direi che la cosa più utile è trovarsi una ragazza straniera così da essere obbligati a parlare in inglese…

    per il punto 1 segnalo per tutti gli amanti dell’iPhone + programmazione questo fantastico podcast video dell’università di Stanford iPhone Application Programming

    ancora mille complimenti per il blog… attendo il tuo nuovo post

    =^_^=

  8. Grazie michel,

    Non male come idea per il punto 3! ;-)
    Grazie per la segnalazione, i podcast di iTunes U sono straordinari.

    Andrea.

  9. ChriX

    Ciao Andrea

    Complimenti vivissimi per il blog! Mi permetto di aggiungere un mio “consiglio”. L’uso di un software radio streaming per il punto N.1, personalmente uso Screamer Radio (software leggerissimo e senza fronzoli) è data l’elevata qualità audio degli streaming in modalità Talk Show, la consiglio a chiunque voglia affinare la propria percezione auditiva dell inglese

    PS: naturalmente c’è la possibilità di ascoltare lo streaming in molteplici lingue.

    • Ciao ChriX.
      Grazie per i complimenti e grazie soprattutto per il suggerimento.

      Buona giornata,
      Andrea.

  10. ale

    Ottimi consigli, davvero!
    Mi chiedevo però una cosa. Passo molte ore davanti ad un pc: l’utilizzo di windows e programmi vari in lingua inglese può “efficacemente” migliorarne l’apprendimento? Ho il timore che la maggior parte delle azioni, dettate ormai da riflessi incondizionati, perdano qualcosa in termini di produttività, senza però portare vantaggi al mio inglese maccheronico…
    Che ne pensate?

  11. Ciao Ale,
    beh.. anche io dove possibile cerco di utilizzare programmi in lingua ufficiale, ma temo che, come hai giustamente sottolineato, l’uso meccanico ne cancelli l’efficacia.

    Ho trovato invece molto utili gli audiolibri / podcast in inglese. Scegli un argomento che ti appasiona e scaricati tutto quello che riesci in lingua inglese. L’ascolto è fondamentale per imparare una lingua.

  12. michel

    Ciao,
    sicuramente l’uso meccanico di un programma cancella l’efficacia di imparare una lingua straniera. Pochi giorni fa ero a Vienna e non ho trovato nessun problema ad utilizzare un mac tutto in lingua tedesca… :)

    un mio amico ha imparato l’inglese giocando ai videogiochi in lingua originale, cosa che io non sono mai riuscito a fare.

    In questo ultimo periodo sto cercando di leggere libri in inglese, anche se non è affatto facile… sto scegliendo libri della serie for dummies su logicamente argomenti che mi interessano. Trovo che il loro lessico sia non così complesso… sicuramente infinitamente meno di leggere un romanzo in lingua originale (come the lost symbol di Dan Brown :D … aspetterò il 23 ottobre per la versione italiana eehhehe)

    a presto

    Michel

    @Ale: potresti affiancare l’uso dei programmi in lingua inglese con i loro manuali, così da perfezionare l’inglese tecnico

  13. ho sempre studiato da solo l’inglese, dopo lo stop con quella materia nelle scuole – al classico una volta ci si fermava al ginnasio – prima con i fascicoli e le cassette,poi con i corsi in scuole private ed all’estero, da un anno sono passato prima ai corsi su dvd e poi ai podcast ed i risultati sono stati molto più efficaci e veloci dei tanti corsi del passato, che cmq mi hanno dato le basi necessarie. La cosa divertente è che ora seguo dei podcast in cui seguo lezioni di lingua spagnola e francese, tenuti in lingua inglese, per cui proseguo con il perfezionamento dell’inglese imparando altre due lingue.
    saluti

  14. Questo articolo è fatto apposta per me! Sono proprio una frana ad Inglese: quello che non capisco è il fatto di prendere voti abbastanza alti a scuola, ma le regole e cavolate varie mi rimangono sempre un po’ confuse. Perciò ogni nuovo anno scolastico la mia mente fa quasi una “tavola rasa” di quello che ho appreso l’anno precendete. Il 7 marzo vado con un mio compagno in Inghilterra, una gita-studio (4 ore al giorno di Inglese) e spero veramente di apprendere qualcosa di più! L’Inglese mi piace, così come la sua terra: che questo mi sia di aiuto!

  15. cristian

    ottimo articolo, grazie per i consigli.
    vivo a londra da 4 mesi, e sono arrivato qua che non sapevo una parola di inglese.. ora il mio inglese è un pochino migliorato ma non come mi aspettavo.
    probabilmente per il fatto che ho vissuto con degli italiani fino a 2 mesi fa, comunque adesso vivo con gente inglese e il dialogo con loro mi aiuta moltissimo.
    Ho comunque costatato che il mio principale problema oltre che a memorizzare le cose è il capire che parola viene detta, durante una conversazione.
    suggerimenti in merito?

    grazie per i 4 punti, inizierò a seguire gli audiolibri.

  16. Roberto

    Ciao a tutti
    un sito veramente interessante.
    Le mie esperienze di lavoro mi hanno costretto a ’scrivere’ in inglese a diversi colleghi, oltre che a ‘capire’ i manuali che avevo come supporto.
    Ma la cosa più difficile è sempre stato ‘incontrarli’. Non tanto spagnoli, tedeschi, francesi o olandesi… ma proprio gli ‘inglesi’con il loro accento di madrelingua, non li capisci. Li ti devi buttare, cominciare a pensare e sognare in inglese. Poi ci sono gli irlandesi, gli americani in vari punti del loro sconfinato territorio.
    E’ difficile soprattutto a tavola, tu sei abituato a termini tecnici di lavoro, ma quando devi spiegare com’è fatto un ‘rigatone alla pajata’ ti mancano i termini.
    Posso dire che i momenti migliori per l’apprendimento coincidono con lo stress di essere ricettivo, attivo (quando non capisci ti guardano come se fossi uno stupido), ma se ti sforzi ti rendi conto che ti capiscono, ci provano almeno.
    La preparazione che questo articolo insegna è FONDAMENTALE. Anche io per la comprensione ho cominciato ad ascoltare su Youtube molti video in madrelingua e dopo un po ci si fa l’orecchio.
    Altro consiglio che condivido è l’allenamento continuo, non un mese prima di andare in vacanza, ma continuo, per tutta la vita.
    E’ vero, come dice qualche intervento, che si assume la capacità di usufruire di risorse mondiali che altrimenti non riusciremmo ad avere in italiano.
    Scusate tutte queste parole, ma non sono a fare una sintesi dei miei pensieri.
    Saluti
    Roberto

  17. Grazie per i tuoi suggerimenti derivanti dall’esperienza diretta Roberto.
    Commento prezioso.

    Andrea.

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