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Tecniche di visualizzazione efficaci

30 maggio 2011 Home » Mente 51 commenti

I suggerimenti dei ricercatori per sfruttare al meglio il potere della visualizzazione.

tecniche di visualizzazione

“Visualizza te stesso mentre affronti le tue paure come un leone.”

Les Brown.

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Le tecniche di visualizzazione sono da sempre uno dei tormentoni dell’industria della crescita personale.

Non c’è guru che non suggerisca ai propri adepti di utilizzare il potere della visualizzazione come strumento essenziale per il raggiungimento degli obiettivi.

Interessante Andre, ma ‘ste tecniche di visualizzazione funzionano o sono solo… minchiate?!

Per rispondere a questa domanda mi sono andato a ripescare i risultati di alcune interessanti ricerche scientifiche e le risposte che ho trovato potrebbero sfatare alcuni luoghi comuni sulle tecniche di visualizzazione e le loro applicazioni più efficaci.

Le tecniche di visualizzazione funzionano?

Inutile chiedersi come visualizzare efficacemente, se poi queste tecniche si dimostrano l’ennesima bufala del miglioramento personale.

La prima domanda che dovremmo porci è se esistono prove tangibili che la visualizzazione abbia effetti benefici nel raggiungimento degli obiettivi e/o nella risoluzione dei problemi.

Secondo Alessandro Antonietti, Professore ordinario di Psicologia Generale presso la Facoltà di Psicologia e Direttore del Dipartimento di Psicologia dell’Università Cattolica di Milano, la visualizzazione mentale faciliterebbe effettivamente il problem-solving.

In una sua ricerca pubblicata nel 1991 (“Why does mental visualization facilitate problem-solving?“), il Prof. Antonietti sostiene che la visualizzazione mentale aiuta il cervello ad individuare gli elementi chiave di un problema, fornendo un quadro semplificato della situazione.

Visualizzare nella propria mente un obiettivo o un problema da risolvere mette inoltre in moto le capacità predittive della nostra mente, facilitando di fatto l’individuazione di una soluzione e di un percorso di azione.

Mazza che paroloni Andre! Beh insomma questa visualizzazione sembra effettivamente far scattare i giusti meccanismi nel nostro cervello, ma qual è il miglior modo per sfruttare il potere della visualizzazione?!

Come visualizzare efficacemente?

Insomma, visualizzare aiuta: ma come bisogna visualizzare? cosa bisogna visualizzare? per quanto tempo? con quale frequenza?

Oh… calma con le domande eh! Non sono mica l’Oracolo di Delfi! ;-)

Secondo uno studio condotto nel 1999 su delle matricole dell’Università della California (“From Thought to Action: Effects of Process-Versus Outcome-Based Mental Simulations on Performance“), le tecniche di visualizzazione sono effettivamente efficaci, ma non tutte le visualizzazioni funzionano… anzi: visualizzare nel modo sbagliato potrebbe essere addirittura controproducente.

Lo studio californiano ha messo a confronto i risultati accademici di due gruppi di studenti:

  • al primo gruppo era stato chiesto di visualizzare il superamento dei propri esami universitari con voti eccellenti (obiettivo);
  • al secondo gruppo era stato invece chiesto di visualizzare la fase di studio e preparazione (processo).

Indovinate come è andata?!

Che domande Andre… naturalmente chi si è concentrato sull’obiettivo ha superato brillantemente i propri esami! Giusto?!

Esattamente… il contrario!

Il gruppo di studenti impegnati nella visualizzazione dell’obiettivo, ovvero del superamento con ottimi voti dei propri esami, ha ottenuto risultati mediamente inferiori rispetto alle aspettative ed al secondo gruppo.

Immaginare un futuro perfetto porta la nostra mente a “mollare la presa“. La visualizzazione è così potente, che immaginare gli esami già superati comporta un generale calo di motivazione e… di ore di studio!

Insomma, visualizzare esclusivamente il risultato desiderato può avere delle controindicazioni.

Al contrario, il secondo gruppo di studenti, al quale era stato chiesto di visualizzare il processo di preparazione degli esami, ha performato meglio e ha raggiunto i propri obiettivi con minor stress.

Dallo studio sembra quindi emergere che la visualizzazione è utile quando ci concentriamo sul processo che ci permetterà di raggiungere i nostri obiettivi. Creare nella nostra mente l’immagine di noi stessi che ci impegniamo nel perseguire i nostri traguardi, di fatto ci sprona all’azione.

Applicazioni pratiche

Come possiamo mettere a frutto quanto emerso dagli studi appena visti?

Ecco 3 semplici passi per una tecnica di visualizzazione efficace:

  1. Definisci il tuo obiettivo. Il fatto che concentrarsi esclusivamente sul risultato finale sia controproducente, non significa che tu non debba avere chiaro in mente il tuo obiettivo! Se non hai idea di come definire il tuo obiettivo, leggi questo articolo; in alternativa puoi usare lo stratagemma della promessa.
  2. Immagina il processo per raggiungere il tuo obiettivo. Definito il tuo traguardo, inizia a pensare quali azioni devi intraprendere per raggiungerlo. Non ti proiettare troppo in là nel futuro: pensa alle azioni da compiere questo mese, questa settimana, domani.
  3. Immagina te stesso compiere queste azioni. Ogni giorno, preferibilmente al mattino e a stomaco vuoto (no, scherzo!), visualizza per almeno 5 minuti te stesso mentre compi le azioni necessarie a raggiungere i tuoi obiettivi. Immagina di essere estremamente motivato mentre completi le tue attività. Immagina la semplicità e la naturalezza con cui porti a termine i tuoi impegni.

E tu cosa ne pensi delle tecniche di visualizzazione? Le hai sperimentate? Che risultati hai ottenuto? Fammelo sapere nei commenti!

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Foto di mbac

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51 Commenti. Lascia un Commento!

  1. Avatar di Marco Silva
    Marco Silva ha detto:

    Quando ho letto Tecniche di Visualizzazione mi sono venuto in mente mentre immagino d’essere (visualizzazione di una visualizzazione??) in un posto diverso in un ambiente rilassante e così riesco a rilassarmi. Oppure delle volte mi figuro una soluzione tecnica o una situazione e così la valuto senza farla, così non perdo tempo a farla se non la vedo fattbile. Non pensavo proprio di immaginarmi mentre raggiungo un obiettivo e credo che comunque la maggior parte delle persone immagina l’obiettivo.

    Rispondi
    • Avatar di Andrea
      ha detto:

      Grazie per aver condiviso il tuo utilizzo delle tecniche di visualizzazione Marco ;-)

      Rispondi
  2. Avatar di Lucrezia
    Lucrezia ha detto:

    Questo è uno dei post migliori che abbia mai letto non sul tuo blog, ma su TUTTI i blog di “crescita personale”. Davvero efficace!
    Credo che da oggi cambieranno tante cose nella mia vita
    Grazie

    Rispondi
    • Avatar di Andrea
      ha detto:

      Ciao Lucrezia! Grazie del commento!
      Fammi sapere come andranno i cambiamenti ;-)

      Rispondi
  3. Avatar di Stefano
    Stefano ha detto:

    Questa proprio non me l’aspettavo! Ero sicuro che visualizzare il risultato in maniera positiva avrebbe contribuito a far avverare la previsione. E soprattutto mi chiedo come visualizzarsi mentre si studia possa dare la giusta motivazione… Mah, proverò!

    Fortunatamente però, io utilizzo una terza tecnica: visualizzo non il risultato in sé, ma i benefici e le sensazioni che proverò dopo averlo conseguito.

    Rispondi
    • Avatar di Andrea
      ha detto:

      Ciao Stefano: inizialmente ero piuttosto scettico anche io; in fondo tutti, ma proprio tutti i guru hanno sempre parlato di visualizzare l’obiettivo. Alcuni poi, come giustamente hai riportato, suggeriscono di visualizzare come ci sentiremo, quali emozioni proveremo, etc. ovvero l’outcome. Nessuno ha mai parlato del processo, anzi, in molti mettono il “come” in secondo piano.

      Io sinceramente non mi fido ne dei guru, ne degli scienziati, anche se questi ultimi sono un tantino più affidabili: credo soltanto all’esperienza.

      Nella mia esperienza visualizzare l’obiettivo serve ad avere chiaro dove voglio andare e perché voglio andarci, ma ciò che mi spinge all’azione è visualizzare il processo.

      Ti faccio un esempio pratico: nel recente passato uno dei miei obiettivi è stato quello di correre 10km sotto i 50 min. Naturalmente ho fatto tutte le mie belle visualizzazioni, vedevo vividamente il cronometro segnare 49′ al termine del mio percorso, mi immaginavo in forma, con un buon fiato, etc, etc, il tutto naturalmente spostato nel futuro. Tutto molto carino, ma nei giorni in cui non mi andava di allenarmi, ciò che mi spingeva ad uscire era immaginare di indossare le scarpe, godermi l’allenamento e correre: erano queste visualizzazione dell’immediato futuro che mi spingevano all’azione.

      Rispondi
  4. Avatar di Ilaria Cardani
    Ilaria Cardani ha detto:

    Scusate, ma quando decidete di preparare una torta, o anche gli spaghetti al pomodoro, di fatto non state – anche – visualizzando? E non lo state facendo seguendo i tre semplici passi indicati da Andrea? Solo che, in questo caso, lo fate in modo spontaneo, naturale e “inconsapevole”. La stessa cosa accade nel momento in cui provate un nuovo capo nel camerino di un negozio di abbigliamento e vi guardate davanti, di dietro, di fianco: state visualizzando. E questo avviene ogni volta che inizia un’attività o un progetto (pensate al lavoro di un architetto, di un designer o di un programmatore)… O anche quando pensate qualcosa del genere: “Dovrei comprarmi un nuovo portatile, una nuova macchina, organizzare le vacanze”. Non per niente un trito adagio della “crescita personale” recita “tutto quello che ti circonda, esiste perché qualcuno lo ha immaginato” (ci si riferisce ovviamente a quel che non riguarda la natura, anche se non è categoricamente così). Detto questo, Andrea non manca mai di lanciare frecciate alla “crescita personale” ma lei, non entrando in una carriola, schiva bellamente queste frecciate :) . La mia idea della crescita personale è che è un insieme e un distillato (non sempre valido, certo) di tecniche e di teorie importate da varie discipline che sempre sono esistite e sempre saranno. Io la visualizzazione l’ho sperimentata per la prima volta in maniera davvero “strong” in un seminario tenuto da un monaco tibetano al monastero buddista di Pomaia. Le tecniche di memoria sono state inventate e sviluppate praticamente con l’invenzione del segno scritto – forse anche prima? – quando, tra l’altro, tablet e Ipad e anche archivi a schede e caratteri a stampa non erano molto diffusi. L’ipnosi? Leggetevi un po’ i grandi autori della letteratura, magari anche solo Shakespeare. Vecchi o nuovi che siano tecniche, “trucchi” e teorie della psicologia non “inventano”, semplicemente spiegano e descrivono. Per questo è importante partire da sé e usare e servirsi di quello che funziona per sé: tecniche e teorie possono accorciare il percorso e semplificarlo, magari suggerire alternative, ma non possono sostituire minimamente la potenza straordinaria delle strategie che l’essere umano e l’individuo possiedono (e mettono in atto) per natura.

    Rispondi
    • Avatar di Andrea
      ha detto:

      Ciao Ilaria, grazie dello splendido commento!

      Detto questo, Andrea non manca mai di lanciare frecciate alla “crescita personale” ma lei, non entrando in una carriola, schiva bellamente queste frecciate :)

      Azz… è vero ultimamente sono un po’ troppo polemico: giuro che smetto! Comunque io sono e rimango un grande appassionato di crescita personale… è che la compagnia non sempre è delle migliori ;-)))

      Rispondi
  5. Avatar di Daniele
    Daniele ha detto:

    Tremendamente interessante.
    E’ da pochissimi giorni che ho iniziato un mantra dove ogni giorno cercavo di visualizzare una situazione di assoluto successo per il mio prodotto.
    E, ora che ci penso, in questa ultima settimana non ho fatto molto delle cose che contano per portare avanti il mio progetto: ho fatto tante piccole cosine qui e là che non fanno poi la differenza.
    Meno male che ho letto il tuo articolo, Andrea: penso di essere ancora in tempo per cambiare assetto mentale.
    Grande!

    Rispondi
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