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Come leggere un libro di crescita personale

Solo leggendo con il giusto atteggiamento i libri di crescita personale potrai godere di tutti i benefici. 3 strategie per rendere la lettura dei manuali self-help una vera esperienza di cambiamento.

libro crescita personale

“Un buon libro è quel libro che apriamo con grandi aspettative e chiudiamo con soddisfazione e risultati.” Amos Bronson Alcott.

Caro Andrea, va bene tutto, ma un articolo su come leggere un libro mi sembra un tantino esagerato! Non trovi?!

Forse… eppure, nonostante vengano venduti ogni anno milioni e milioni di libri sulla crescita personale, solo una piccola percentuale dei lettori sembra beneficiare realmente dei consigli contenuti in questi manuali self-help. Ti sei mai chiesto perché?

Io un paio di risposte le ho trovate:

  1. la maggioranza dei libri di crescita personale sono… pessimi!
  2. la maggioranza delle persone non mette in pratica i consigli contenuti in questi libri.

Il primo problema lo possiamo risolvere subito: se ti fidi, ecco la mia top 5 di libri di crescita personale. ;-) Ma in questo articolo voglio parlarti di come risolvere il secondo problema. Ecco 3 strategie che ho adottato per tirare fuori il massimo dai libri di crescita personale:

1. Decidi di cambiare prima di iniziare a leggere

L’atteggiamento con cui inizi a leggere un libro di crescita personale è fondamentale. Che si tratti di un libro per smettere di fumare, per dimagrire o per essere più organizzato ed efficace, fai una promessa a te stesso: impegnati a cambiare la tua vita.

Ancor prima di leggere la prima pagina del tuo nuovo libro fiammante di miglioramento personale scrivi le 3 cose che cambierai nella tua vita dopo aver letto il libro.

Si ma come faccio a sapere cosa cambierò se non ho ancora letto il libro?!

Ti rispondo con un’altra domanda: come hai fatto a spendere 15-20 € per un libro che non hai ancora letto? I libri, i blog e gli audio-book di crescita personale sono solamente uno strumento. Tu conosci già cos’è che non va nella tua vita, cosa vorresti migliorare o come vorresti migliorare.

Pensa alle 3 cose che potrebbero migliorare nella tua vita leggendo il libro. Scrivile nella pagina iniziale delle dediche (c’è sempre un sacco di spazio vuoto!) e rileggile man mano che prosegui nella lettura del libro.

2. Prendi appunti

Il cambiamento è una cosa seria. I veri libri di crescita personale non sono romanzi di Danielle Steel, sono veri e propri libri di testo per la tua laurea in miglioramento.

Prendi appunti, sottolinea le frasi chiave e se il libro merita veramente fai anche qualche mappa concettuale.

Metterci impegno ti aiuta a radicare il desiderio di cambiamento, inoltre rielaborare le informazioni facilita la memorizzazione. Raggiungere i tuoi obiettivi di cambiamento sarà tanto più facile quanto più impegno metterai in queste fasi. Se hai acquistato il libro solo per addormentarti meglio la sera, cambia genere: potrei suggerirti qualche bel romanzo.

3. Non leggere libri di crescita personale

Si, hai letto bene: smettila di leggere libri di crescita personale uno dietro l’altro. Non serve a nulla. Concluso il tuo libro di crescita personale non precipitarti in libreria a comprarne un altro.

Non è leggendo libri di crescita personale che cambierai la tua vita. Solo applicandone i consigli potrai sperare di migliorare la tua vita. La lettura è solo la prima fase di un percorso fatto di sperimentazione, auto-disciplina e profonda comprensione dei concetti.

Se passi da un libro di crescita personale ad un altro, non farai altro che cambiare continuamente il tuo focus. Mettere troppa carne alla brace a volte significa rimanere a bocca asciutta.

Per quanto mi riguarda, adoro leggere ogni sera, per questo cerco di alternare libri di crescita personale con romanzi avvincenti. Solo dopo aver trasformato in un’abitudine o aver interiorizzato i consigli dell’ultimo libro self-help passo a quello successivo e così via.

Tu ti limiti a leggere o metti in pratica i consigli dei libri che leggi? Fammelo sapere nei commenti. Grazie.

Ps. Se stai cercando altri libri di crescita personale li puoi trovare in questo articolo in cui ho raccolto ben 52 dei miei libri di crescita personale preferiti.

Foto di G33G

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  • H.

    Ciao Andrea,

    grazie per il post davvero interessante. Credo che le 3 strategie siano intimamente connesse e legate principalmente alla prima, ovvero alla nostra reale volontà e determinazione di cambiare e crescere. Soltanto una sincera e profonda motivazione ci spinge a leggere con attenzione i testi e a prendere appunti, a metterne in pratica i consigli e a… non comprare più questi libri!

    Questo era proprio l’errore che facevo io fino a un pò di tempo fa: passare da un libro di crescita personale ad un altro con voracità, carpendo spunti e suggerimenti qui e là, senza fermarmi ad assimilare e cercare di metterne in pratica i consigli.

    Cambiando strategia e leggendo con più attenzione i pochi testi che ritenevo più significativi, seguendone le indicazioni e i suggerimenti, i risultati sono oggi decisamente migliori. A volte trovo utile rileggere i passi che ho evidenziato per “rinfrescare” i concetti appresi.

    Grazie e a presto
    H.

    • So’ bene a cosa ti riferisci quando dici che passavi da un libro di crescita personale ad un altro: è stato un errore che ho fatto anche io. Leggevo, leggevo, passando da un argomento all’altro, ma peccavo nell’applicazione, che è e deve essere sempre la fase principale.

      Buona giornata.

      Andrea.

  • Carlo

    Credo che nell’applicare i consigli dei libri di crescita personale ci sia un andamento a parabola. Nei primi tempi ci si sforza di cambiare le nostre abitudini, che però poco a poco tornano dov’erano prima.

    • Ciao Carlo,
      benvenuto.

      Più che un andamento a parabola, penso che la nostra crescita personale segua quello che mi piace chiamare il ritmo della vita: contrazione ed espansione.

      Ci sono momenti in cui siamo particolarmente predisposti alla crescita ed il cambiamento avviene in modo naturale. In altri momenti invece tendiamo a ritornare sui nostri passi, ed è giusto che sia così.

      Guai a pensare ad una crescita lineare, senza mai ostacoli, fatta di miglioramento continuo e costante. La crescita ha bisogno dei momenti di contrazione per consolidarsi. Sono i momenti di contrazione a ridarci la nuova carica per un nuovo cambiamento. Sta a noi saper sfruttare al massimo i momenti di espansione e comprendere ed approfittare di quelli di contrazione, in modo che alla fine del sentiero saremo ad un’altitudine superiore rispetto alla partenza.

  • Mattia

    A me una manciata di questi libri hanno cambiato la vita, quindi posso dire di leggerli e di applicarli con convinzione.

    Mi permettono anche di dare consigli agli altri, talvolta.

    Se il 10% percento della popolazione leggesse questi libri, a suon di passaparola e consigli “giusti”, migliorerebbe il mondo :)

    • Ciao Mattia,
      grazie per il commento.

      Una ventata di ottimismo.

      Andrea.

  • marju

    Ottimi consigli. Grazie. Cerco sempre di apllicarli quando leggo un libro sull’argomento crescita. Se durante la lettura inciampo in esercizi (che vengono richiesti) troppo impegnativi o verso ai quali provo resistenza, mi fermo. Comprendo che il libro non è proprio quello che sto cercando in quel momento e lo rimando a quando la spinta emozionale è pià forte.
    All’inizio del mio percorso invece finivo il libro ripromettendomi che l’avrei ripreso in seguito per completare gli esercizi. Cosa che regolarmente non è mai avvenuta. Così che dal quel libro non è arrivato mai nessun insegnamento pratico, solo nozioni e informazioni.
    Molto valido il suggerimento di scrivere gli intenti sulle pagine delle dediche!

    • Saper fermarsi e capire che un libro non è adatto per noi in quel momento è una gran dote. Normalmente c’è chi è preso dalla smania del “completamento” e allora porta a tempo e si dilunga anche in attività o libri che in quel momento non lo aiutano.

      Grazie del commento marju.

      Andrea.

      • Cristian

        Ciao Andrea, hai mai scritto un articolo sulla smania da completamento? Ne sono afflitto e mi farebbe un immenso piacere se condividessi le tue esperienze con noi umili pecca…. volevo dire procrastinatori!
        Immagino che la collettività te ne sarà grata, io senza dubbio :-D!
        Concludo sottolineando la stima che nutro nei tuoi confronti.
        W i marchigiani (io sono della provincia di Fermo)

        P. S. Si vede che ho appena finito di leggere Carnegie? :-D

  • Roberto

    Il post e i commenti son tutti molto belli e pregnanti.
    In tutte le opinioni riguardanti il tema dell’articolo c’è un fondo di verità.Trovo che i consigli di Andrea siano quelli effettivamente che possano fare la differenza.
    Spesso, ed è successo per molto tempo anche a me, si acquistano e si leggono con avidità tutto quello che riguarda il miglioramento personale ma, quando si arriva a dover mettere in pratica i vari step, qualcosa dentro di noi frena, tanto che passato l’entusiasmo dell’acquisto e della prima lettura, il libro viene abbandonato…
    …e subito sostituito con un altro…con esiti magari identici.
    Nel mio caso adesso, probabilmente per maturita’ o maggior comprensione,riesco ad essere, nella gestione dei libri di sviluppo e miglioramento personale, sicuramente più equilibrato.
    Il primo passo però è e rimane quello indicato da Andrea:il desiderio di cambiare deve essere forte, preminente.

    Un saluto a tutti

    Roberto

    • Grazie del commento Roberto.
      Vedo che la passione per il cambiamento e la crescita personale ci accomuna.

      Andrea.

  • roberto

    Una provocazione…secondo me l’inganno è nella parola “libro”. Quando pensiamo al libro ci viene in mente un romanzo quindi un qualcosa che è evasione e non si studia.
    Se li chiamassimo “testi” di crescita personale la predisposizione sarebbe allo studio,che ne pensi?

    • Le parole hanno un potere inimmaginabile: soprattutto quando le diamo significati distorti. Ottimo spunto roberto.

  • stefano

    …il film “L’attimo fuggente” lo conosco a memoria battuta per battuta, il libro “Il monaco che vendette la sua ferrari” e’ sul comodino a portata di mano, l’ho già letto e riletto, il tuo blog lo visito quotidianamente….nonostante cio’ in questo periodo mi sento veramente come la poesia ” lentamente muore ” (che non e’ di Neruda!)

    Saluti

    • Come dicevo in un commento precedente, i momenti di contrazione fanno parte del nostro sentiero. Il modo in cui li affrontiamo e superiamo determina il nostro carattere.

      In bocca al lupo stefano.

  • Moreno

    “Non siamo noi a scegliere i libri, ma sono loro a scegliere noi” .

    Questo è l’insight che ho avuto qualche anno fa quando mi sono reso conto, girando per librerire, attività che mi rilassa e mi amo tantissimo, mi capitava, e mi capita tutt’ora, di leggere titoli e sfogliar libri che mi interessano (tutti rigorosamente di crescita personale ;) ), ma che “non riuscivo a motivarmi all’acquisto”.

    Poi, dopo qualche tempo dopo, in alcune occasioni parlo anche di qualche anno, mi ricapita lo stesso testo, e lo acquisto immediatamente.

    Ho avuto all’ora l’impressione che fosse proprio il libro ad avermi “cercato”. ;)

    Per il resto concordo con Andrea riguardo la modalità di lettura di certi testi, che non sono romanzi, ma veri e propri “manuali di vita”, e come tali, vanno applicati.

    Sono però anche convinto che, leggerli senza fare nessun esercizio non sia, nonostante tutto, tempo perso. L’nconscio recepisce ed assimila comunque le informazioni e, spesso le manifesta alla coscienza sotto forma di intuizioni.

    Da qui, a credere di “essere un esperto”, o sapere tutto di un certo argomento, solo perché si è letto una serie di libri, la questione cambia.

    E’ come credere di essere dei meccanici perchè si è letto un manuale sul funzionamento del motore a scoppio. ;)

    Ho molto altro da dire ma, Andrea, mi hai fatto venire in mente una cosa: quasi quasi scrivo anche io un articolo su come leggere i libri di crescita personale! :)

    • Rimaniamo in attesa del tuo articolo Moreno! ;-)

      Sto ancora riflettendo sulla frase iniziale… osservare come certi libri capitino in certi momenti della nostra vita fa riflettere.

      Andrea.

  • marju

    per rispondere alla provocazione:
    chiamarli testi per la crescita, fa una notevole differenza. perchè ti avvicini con lo spirito giusto per lo studio.
    Di contro, se tu continui a chiamarlo libro, la mente nella sua pigrizia ed abitudine, si sente più tranquilla, ci si avvicina con “cuor leggero”.
    Insomma, dipende dall’accezione che si da alla parola studio ed alle associazioni (individuli) che scaturiscono.
    Nel mio caso spesso la mente va un pochino imbrogliata…..
    M

  • Giovanna

    Ciao Andrea,

    questo articolo mi è stato assolutamente utile per capire alcune cose di me: infatti, prima di leggerlo anche io passavo da un libro di self-help ad un altro, ma senza applicarne veramente i risultati.
    Ho capito che il mio problema non stava tanto nel trovare una risposta, quanto più fissare un obiettivo da raggiungere.
    Insomma, cercavo una risposta per una domanda che non era chiara nemmeno a me!
    Adesso sono molto contenta di aver capito che prima di correre per realizzare qualcosa, bisogna avere bene in mente cos’è questo qualcosa..!
    Ho lasciato libri e articoli per la crescita personale per passare agli articoli su come fissare un obiettivo, che mi saranno di certo più utili per chiarirmi le idee.. ;-)

    Un grazie di cuore
    Ciao!

    • Massimo

      Mi ritrovo anch’io con la stessa problematica di Giovanna.
      Effettivamente, prima di partire alla ricerca di qualcosa, bisognerebbe capire esattamente cosa si vuole “veramente”, intendendo con “veramente” ciò che sono i nostri desideri o obiettivi profondi. Purtroppo ho verificato su me stesso che spesso ciò non è per niente facile !!
      Siamo così sovraccarichi di convinzioni (anche inconsce)e di strutture razionali, che spesso non riusciamo più a “leggere” nel nostro io più profondo e genuino.
      Io ho letto vari articoli che dovrebbero aiutare in questo processo di ricerca interiore, per capire cosa si vuole veramente, ma fino ad oggi, sarà forse per mia incapacità o perchè ci vuole più tempo, ancora non sono riuscito ad ottenere una visione chiara.
      qualche consiglio su qualche libro/testo più adatto in tal proposito o su qualche strategia pratica “EFFICACE” ??

  • Touché…

    Grazie

    • Antonella

      Ciao, leggendo il tuo articolo sui libri, vorrei suggerire un libro che a me personalmente ha colpito moltissimo, non ero una lettrice di libri di crescita personale, ma questo tocca spietatamente tutti i nostri + comuni errori..per me una rivelazione. Applicare i contenuti non è semplice, ma ci ho provato e ci provo tuttora, perlomeno prendo coscienza di ciò che sbaglio… e quando ho bisogno di un “rodaggio” lo rileggo.
      Si tratta di “LE VOSTRE ZONE ERRONEE” di Wayne W. Dyer. Leggetelo, e fatemi sapere che ne pensate!
      P.s. riguardo il commento di Moreno “Non siamo noi a scegliere i libri, ma sono loro a scegliere noi”, e riguardo la lettura in generale come spunto per trovare idee di crescita e cambiamento… a me quest’effetto lo fanno i viaggi. Visito una città quando mi “ispira”.. viaggi in europa, rigorosamente low cost e brevi.. ma ogni viaggio è un’esperienza unica, è evasione, crescita, elaborazione..

  • Federico

    ciao Andrea,
    sto leggendo il mio 2 libro di crescita personale (leader di te stesso di Re Roberto)ti volevo chiedere: tu decidi gli obiettivi,leggi, fai mappe mentali e sperienti ma quanto ci metti di solito a interiorizzare i consigli e le abitudini dei libri di crescita personale?grazie in anticipo

    • Potrebbe non bastare un’intera vita Fede.
      Tornando seri, generalmente cerco di trasformare i consigli che trovo nei libri di crescita personali in abitudini, che sperimento per 30gg: se ne ottengo benefici, continuo a praticarle (e dopo 30gg è tutto più semplice), altrimenti passo avanti.

      Andrea.

  • Federico

    ciao Andrea,
    ieri ti ho fatto 1 domanda su questo articolo ma nn mi è chiara 1 cosa: su leader di te stesso ci sono 1 casino di abitudini(cambiare credenze,le domande potenzianti, l’uscire dalla zona di comfort…) secondo te è meglio se cerco in 30 giorni di interiorizzare tt i consigli insieme opure 1 per volta(tipo: prima zona di comfort x 30 giorni,poi cambiare le credenze x 30 giorni…).Aspetto 1 tua risposta

    • Il mio consiglio è concentrarti su quelle abitudini che ritieni più importanti (si, qualcosina la devi decidere anche tu, non c’è sempre il maestrino che ti indica la strada) ed interiorizzarle una alla volta.

      A presto ;-)

  • Federico

    ciao Andrea,
    volevo acquistare 2 ebook: si chiamano apprendimento veloce 3x e i segreti dei geni l’autore si chiama enrico sigurtà.Non sono sicuro ma forse queste libri sono cagate e non volevo buttare via i soldi.Tu cosa ne pensi di questi 2 prodotti?grazie in anticipo:)

    • Ciao Federico,
      personalmente non ho una grande stima delle guide della Bruno Editore, ma è più un pregiudizio che un parere fondato su valutazioni concrete. Non saprei darti una mia opinione. Mi spiace.

      A presto,
      Andrea.

  • Federico

    ciao Andrea,
    scusa se ti faccio tante domande ma non ho esperienza in questo settore:
    io voglio imparare a leggere velocissimamente e a ricordare tt ciò che leggo x quanto tempo voglio. come libri ho scelto lettura veloce di buzan e il segreto di 1 memoria prodigiosa di salvo.Secondo te sono delle buone scelte o hai libri o corsi migliori da consigliarmi?grazie

  • Federico

    ciao Andrea,
    bell’articolo l’ho trovato molto utile:)comunque ho acquistato lettura veloce di tony buzan e sono a pagina 60 circa.se l’hai già letto mi sai dire se ste tecniche funzionano anche con i libri di discipline tecniche(tipo diritto,biologia,economia…)?
    grazie:)

    • Mah… io personalmente ho avuto sempre difficoltà ad applicare tecniche di lettura veloce a trattati particolarmente tecnici.

  • Elena

    grazie per i consigli, io ho appena iniziato il percorso di crescita personale dal sito -ricomincio da me- di A. Quaglietta che ho trovato interessante, l’esercizio che sto facendo è leggere un po’ alla volta i temi , riportare quanto leggo nella mia vita e vedere se mi ci ritrovo, focalizzando l’attenzione sui comportamenti, sto capendo cosa mi genera il malessere e il blocco personale e poco per volta sto lavorando sui cambiamenti …e funziona veramente .

    volevo proprio comprare un libro per continuare questo percorso terrò sicuramente in considerazione i tuoi preziosi consigli, x gli appunti mi è venuto naturale ;-).
    Grazie
    Elena

  • Gerardo

    Sono pienamente d’accordo,l’apprendimento si ha solo quando si tiene un approccio attivo,solo che ho qualche problema: bisognerebbe proprio studiare il libro? Cioè dovremmo tenere un approccio proprio come se stessimo preparando ci per un esame? (In questo caso quello della vita)
    E poi quando mi siedi per iniziare immediatamente ho paura di sottolineare il libro,come se la mia unica preoccupazione fosse di tenerlo “immacolato” eppure mi capita solo con questo genere di libri,per l’università questo problema non mi passa nemmeno per la testa…
    Non è che sapreste consigliarmi un altro modus operandi in modo che impari davvero dal libro senza sottolinearlo?

  • Salve Andrea,

    intanto complimenti per la chiarezza con la quale esprimi concetti come questi, e mi sembra che hai colto un tema interessante.

    Personalmente ritengo che informarsi e leggere non sia mai sufficiente ma lo diventa se ognuno di noi riesce a comprendere qual è il percorso di cui ha realmente bisogno.

    Spesso si avverte come la sensazione che qualcosa manchi nella nostra vita e accade perché i modelli educativi cui siamo stati sottoposti ci hanno letteralmente sbalzati all’interno di schemi che limitano fortemente “chi siamo” realmente non permettendoci di tirare fuori la giusta vitalità e il potenziale interiore.

    Bisognerebbe leggere selezionando, organizzando, sapendo assimilare e applicare, certamente e prima di ogni altra cosa occorre capire se l’argomento che ci apprestiamo a conoscere è in grado di colmare una nostra lacuna e se non ci riusciamo, probabilmente dipende anche dall’autore che non è stato sufficientemente chiaro e, anche nel suo caso, “applicativo”.

    Ultimamente ho scelto di perfezionare la mia dizione e sto seguendo un corso, mai nessun’altra scelta è stata più azzeccata! Sto uscendo fuori da schemi limitanti e migliorando questa sfera delle mie capacità ho la netta sensazione che saranno positivamente influenzate anche le altre.

    Grazie e saluti.

    Mario

    • Ciao Mario,
      grazie davvero per questo commento dettagliato e prezioso.

      A presto,
      Andrea.

  • andrea

    ciao a tutti, bella questa guida. chi mi consiglia un bel libro di questo genere..?
    ho 21 anni e desidero molto leggere certi argomenti, mi sono piaciuti molto i libri di edward bach. Ecco sono alla ricerca di testi che diano in modo molto marcato quell aiuto e insegnamenti necessiari ad automigliorarsi.. grazie se qualcuno può consigliarmi qualcosa. :D

    • Ciao Andrea,
      prova ad andare nella sezione RISORSE, trovi una lista piuttosto corposa dei miei libri di crescita personale preferita. Scegli l’argomento e poi il titolo che ti ispira di più.

  • nadia

    Appartengo anch’io alla categoria “avidi lettori” e mi rendo conto che il continuare a leggere libri di crescita uno dietro l’altro in fondo è solo un modo per rimandare l’inizio del cammino, l’azione di cominciare a…
    La scusa perfetta per me è che non ho ho ancora ben chiaro… che magari in un altro libro è scritto meglio…
    Una cosa però mi complica davvero la vita: in ogni libro di crescita ci sono troppe cose!
    E tra le tante cose quale privilegiare? Quale è più importante? Da quale parto?
    Perché mica si possono portare avanti tutte insieme, anche perché tra lavoro e famiglia e casa è già un miracolo trovare una mezz’ora per se stessi (e mi alzo già alle 6!) …per me questo è il blocco peggiore perché mi sento di star buttando tempo prezioso senza ottenere nulla.
    Consigli?
    Grazie e buon nuovo anno

    • Giuseppe

      Ciao Nadia, avevo anch’io i tuoi stessi dubbi. Il punto e’ questo: conoscenza ed essere devono procedere in parallelo. Accumuli conoscenza leggendo tanto ma se l’essere non cambia torni sempre al punto di partenza.
      Ti consiglio frammenti di un insegnamento sconosciuto e la quarta via.
      Entrambi i libri sono di p.d. ouspensky.
      Ti ho dato la traccia, sta a te proseguire.
      In bocca al lupo.

  • Elisa

    “Solo dopo aver trasformato in un’abitudine o aver interiorizzato i consigli dell’ultimo libro self-help passo a quello successivo e così via”

    Grazie per questa frase. Ne faccio immediatamente un post-it da utilizzare come segnalibro!

  • Sara Pone

    Io ho comprato da poco (ieri) “Pensa e arricchisci te stesso” (Napoleon Hill) e “Come ottenere il meglio da sè e dagli altri” (Anthony Robbins). Avevo un buono sconto per libri quasi in scadenza, ma volevo essere certa di non comprare libri a caso, così sono andata a vedere la lista di libri di crescita personale che consigli ed ho scelto questi due. Spero mi siano utili :)

  • san

    Ciao Andrea,per non mettere troppo carne al fuoco,quanti libri consigli di leggere ed applicare in un anno?

  • san

    Ok,ma tu sei il re della crescita personale.

  • san

    Come dici tu nella tua presentazione,molti libri di crescita personali sono pessimi,e io ci aggiungereri”ripetitvi” o anche scopiazzati da altri.

  • FraRu b

    Penso che bisogna leggere e prendere tutto con le pinze. Anche i tuoi articoli. Ad ogni modo, Solo noi abbiamo la facoltà di discernere ciò che è buono o nocivo per la nostra persona. Chi vuole veramente aiutare lo fa senza scopo di lucro, chi chiede soldi in cambio è un commerciante e non di certo un sammaritano.

    • Quindi i medici o i pompieri dovrebbero lavorare gratis, giusto?
      Anzi, in generale dovrebbero lavorare TUTTI gratis, tranne chi non è di aiuto a nessuno: se fai qualcosa che è inutile, allora puoi essere pagato, se invece è utile… nisba, gratis.

      Ho colto correttamente il tuo pensiero FraRu b?

      • FraRu b

        Sì, altrimenti possiamo parlare di MERCANTI. Io ti vendo un servizio e tu compri. Non è forse così Andrea? Non son forse queste le basi su cui è fondata questa società? Non è forse quello che facciamo tutti? Dove sta il buonismo? Dove sta il fare senza aspettarsi nulla?

      • FraRu b

        Aiutare il prossimo realmente cosa significa per te, Andrea??

      • Io credo nei professionisti, non nei buonisti. Se io voglio raggiungere un obiettivo mi rivolgo ad un professionista, che ha dedicato tempo e risorse a sviluppare delle competenze e che può insegnarmele in maniera chiara e concreta.

        E io un professionista lo VOGLIO pagare.

        Chi dà consigli a gratis, non si prende mai la responsabilità di quei consigli e se anche non mi costa soldi nell’immediato, può costarmi molto di più nel medio termine: tempo sprecato, insuccesso, fallimento.

        Quindi per me aiutare davvero il prossimo significa investire ogni giorno il mio tempo e le mie risorse per individuare le migliori strategie da proporre a chi mi segue.

        Guadagnare aiutando concretamente gli altri non è sbagliato, anzi preferirei di gran lunga una società che premiasse (anche economicamente) figure come insegnanti, operatori sociali, formatori.

        Non solo è giusto, ma funziona.

        Prendi l’esempio del sistema educativo Finlandese: uno dei migliori al mondo e questo anche grazie a professori lautamente ricompensati e il cui ruolo sociale è profondamente riconosciuto.

        Tu che lavoro fai FraRu? Te lo sto chiedendo da due commenti, ma continui a non rispondere ad una domanda piuttosto semplice.

      • FraRu b

        Andrea, studio per diventare monaco. Faccio volontariato e campo intanto lavorando in un call center per sostenermi agli studi.

      • Quindi, se ho ben capito… GUADAGNI SOLDI scassando la minchia al prossimo al telefono, parte di quei soldi poi li usi per PAGARE gli studi per diventare un monaco e nel frattempo applichi gli insegnamenti avuti finora GIUDICANDO IL PROSSIMO.

        La fotografia è corretta?

        E secondo te non saresti più utile alla società se guadagnassi attraverso un lavoro che aiuta concretamente gli altri e continuassi ad aiutare chi non può permettersi di pagare in modo gratuito?

        Sai… io questo faccio nella vita: il 94% dei miei contenuti sono gratuiti e disponibili a milioni di persone, guadagno grazie ai corsi avanzati, che hanno già aiutato decine di migliaia di lettori a realizzare i propri obiettivi nello studio e nel lavoro. Questi corsi inoltre prevedono tutti una semplice garanzia: se non si dimostrano utili, ti viene rimborsato il costo integralmente.

        Prima di giudicare gli altri (a maggior ragione se stiamo seguendo un percorso per diventare monaci) dovremmo chiederci se quanto stiamo facendo è davvero il miglior modo di investire il potenziale che ci è stato dato alla nascita.

      • FraRu b

        Andrea, hai mai fatto volontariato? Sai che la ricchezza causa povertà? ! Ogni idea è buona ma si avvelena dal momento in cui entra a contatto con il mondo materiale del denaro. Lo sai? Un idea VERAMENTE BUONA funziona senza interessi e senza denaro. Noi dobbiamo costruire una società senza inyeressi materiale ma bensì per l’amore del prossimo. Fratello Andrea dio ti benedica!

      • FraRu b

        Ps: se ho giudicato qualcuno chiedo venia. Allora, mi attingo solamente a far notare che dietro a tanti sammaritani si nascondo mercanti assetati di profitto. Fare del bene significa lavorare con passione e con disinteresse verso il profitto che sia materiale o intellettuale o quel che si voglia. Se dietro un pensiero nobile che sia ci sta una strategia dell’inganno allora di buono non c’è proprio nulla…Ora, fratello Andrea dimmi chi o cosa ho giudicato?

      • FraRu b

        A cospetto di nostro Signore siamo fratelli. Non ti scordare mai di questo Andrea. Pace, Francesco.

      • Amen.

      • FraRu b

        Andrea, è vero non ho un bel rapporto con il denaro. Però, mi farebbe bene avere scambi di idee con persone che hanno contatto giornalmente con il denaro, sia concettualmente che in modo pratico. Tu ti intendi di finanza a quanto vedo. Una cosa che non ho imparato da nessuna parte ma che porto dentro di me è che bisogna comprendere anche la faccia della medaglia che a noi risulta sconosciuta o in qualche modo distorta per via di esperienze limitate o per via di pregiudizi. Non ho nulla in contrario al denaro, perché chiaramente è uno strumento utile, ma non capisco alcune dinamiche riguardo la suddivisione tra le persone. Vedo troppi poveri di denaro ogni giorno e mi chiedo se realmente serve pensare a cotante strategie se poi a sedere sul trono delle finanze sono i soliti mostri sacri…

      • FraRu b

        Riguardo al volontariato: l’appagamento dell’ ego può essere dietro l’angolo. Quello che dici è vero e condivido. Ma rispettando alcune regole non ci si fa abbindolare dall’ego.

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