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Come Controllare la Rabbia: la Storia (inedita) dei 2 Lupi

Avatar di Andrea Giuliodori di Andrea Giuliodori Home » Crescita Personale 74 commenti

Saper controllare la rabbia e riuscire ad indirizzarla può essere l’arma segreta per raggiungere i tuoi obiettivi. Un’antica leggenda Cherokee ti spiega come farlo (no, questa versione non la conosci).

come controllare la rabbia

“Parla senza controllare la rabbia e terrai il miglior discorso di cui tu possa pentirti.”

A. Bierce.

La rabbia è una delle 4 sensazioni di fondo. Se ci domina, ne siamo schiavi, ma se riusciamo ad indirizzarla può darci quella spinta necessaria per affrontare anche gli ostacoli più ostici.

Nell’articolo di oggi vorrei parlarti di come controllare la rabbia. Occhio: “controllare”, non reprimere. La rabbia repressa infatti può avere conseguenze ben più pericolose della semplice ira. Per affrontare questo tema ho scelto di proporti un antico racconto dei nativi americani: la leggenda Cherokee dei due lupi.

Di questo racconto esiste una versione breve molto conosciuta, che viene spesso riproposta sui social. Sono certo l’avrai letta. Questa versione è caruccia, ma la morale che intende trasmettere non mi ha mai convinto del tutto. Per questo motivo ho deciso di riportarti una versione molto meno diffusa, ma che ha delle implicazioni ben più interessanti per quanto riguarda il controllo della rabbia e, in generale, la gestione delle emozioni. Che ne dici, la leggiamo insieme?

La leggenda dei 2 lupi: la storia che non ti hanno raccontato

Nella versione più nota di questo racconto, si parla di un anziano della tribù dei Cherokee che spiega al nipote come nel suo cuore e in quello di tutti gli esseri umani dimorino due lupi: un lupo nero e un lupo bianco. Il lupo bianco è docile e di buon animo, mentre quello nero è violento e rabbioso. I due lupi combattono continuamente tra di loro. Alla domanda del nipote su quale dei due lupi prevarrà, l’anziano Cherokee risponde: “Quello che nutriamo di più“.

Ne siamo sicuri? L’idea che il lupo rabbioso (nero) vada affamato, come vedremo, non è una scelta particolarmente brillante. La soluzione proposta nella versione inedita di questa famosa leggenda mi convince decisamente di più…

Perché entrambi i lupi vanno nutriti

Un giorno il capo di un villaggio Cherokee decise che era arrivato il momento di insegnare al suo nipote prediletto un’importante lezione di vita. Lo portò nella foresta, lo fece sedere ai piedi di un grande albero ed iniziò a raccontargli della lotta che ha luogo nel cuore di ogni essere umano:

Caro nipote, devi sapere che nella mente e nel cuore di ogni essere umano vi è un perpetuo scontro. Se non ne prendi consapevolezza, rischi di spaventarti e questo, prima o poi, ti porterà ad essere confuso, perso e vittima degli eventi. Sappi che questa battaglia alberga anche nel cuore di una persona saggia ed anziana come me.

Nel mio animo dimorano infatti due grandi lupi: uno bianco, l’altro nero. Il lupo bianco è buono, gentile e amorevole; ama l’armonia e combatte solo per proteggere sé stesso e il suo “branco”. Il lupo nero invece è scontroso, violento e rabbioso. Ogni piccolo contrattempo è un pretesto per un suo scatto d’ira. Egli litiga con chiunque, continuamente, senza ragione. Il suo pensiero è ottenebrato dall’odio, dall’avidità e dalla rabbia. Ma la sua è una rabbia inutile, perché non gli porta altro che guai. Devi sapere che ci sono giorni in cui è davvero difficile vivere con questi due lupi che lottano senza tregua per dominare la mia anima.

Al che il piccolo Cherokee chiese ansiosamente al nonno: “Ma alla fine quale dei due lupi vincerà?

Il capo indiano rispose con voce ferma per sovrastare il rumore degli alberi della foresta:

Entrambi. Vedi nipote, se nutrissi solo il lupo bianco, quello nero mi attenderebbe affamato nell’oscurità e alla prima distrazione attaccherebbe a morte il lupo buono. Se al contrario gli presto la giusta attenzione, cerco di comprenderne la natura ed imparo a sfruttarne la forza e la potenza nel momento del bisogno, i due lupi potranno convivere pacificamente nel mio animo.

Il ragazzo sembrò confuso: “Come è possibile che vincano entrambi, nonno?!

L’anziano Cherokee sorrise al nipote e continuò il suo racconto: “Il lupo nero ha molte qualità di cui tutti noi possiamo avere bisogno in determinate circostanze. Egli è temerario e determinato, astuto e capace di ideare strategie indispensabili per dominare in battaglia. I suoi sensi sono affinati e i suoi occhi, abituati alle tenebre, possono scrutare anche il minimo movimento e salvarci così da un’imboscata notturna. Insomma, se sapremo addomesticare il nostro lupo nero egli potrà dimostrarsi il nostro più valido alleato.

Per convincere definitivamente il nipote, il capo indiano prese dalla sua sacca due pezzi di carne e li gettò a terra, una a sinistra e l’altro a destra, ed indicandoli disse: “Qui alla mia sinistra c’è il pezzo di carne per il lupo bianco e alla mia destra il cibo per il lupo nero. Se darò ad entrambi da mangiare, i due lupi non lotteranno tra loro per conquistare la mia mente e potrò scegliere io a quale lupo rivolgermi ogni volta che ne avrò bisogno. Ricorda:

La rabbia repressa, come il lupo affamato, è pericolosa. 

Caro nipote, devi comprendere che non dobbiamo reprimere o affamare nessuna sfaccettatura del nostro carattere. Per controllare la rabbia e gli altri lati oscuri che si nascondono nei meandri della nostra mente, dobbiamo imparare a conoscerli, accettarli e sfruttarli nelle circostanze più adatte. Solo in questo modo la lotta interiore tra i nostri due lupi cesserà.

Mi auguro che questa versione della leggenda Cherokee ti sia piaciuta e ti abbia dato qualche nuovo spunto. Vorrei ora condividere con te alcuni consigli pratici per controllare la rabbia, anche nei momenti in cui vorresti mandare a fancubo tutti e tutto ;-)

Consigli pratici per controllare la rabbia

La rabbia è come un torrente in piena: se qualcosa lo ostacola, viene travolto e le macerie creano ancora più distruzione. Esistono però delle strategie pratiche per controllarne il flusso ed indirizzarlo verso i nostri obiettivi. Ecco le 3 che considero più efficaci:

  1. Ricorda il dito sul rubinetto. Ti è mai capitato, magari ripulendo un lavandino, di appoggiare un dito sul rubinetto per ottenere un getto d’acqua più potente? Cosa succede se fai troppa pressione con il tuo dito? Già, il getto va fuori controllo e ti ritrovi con schizzi d’acqua ovunque. Con la rabbia succede la stessa cosa: se cerchi di reprimerla, di tappare il flusso, la pressione si innalzerà a tal punto che non riuscirai più a controllare le conseguenze. Togli il “dito”, lascia che la rabbia fluisca, accettala, osservala, non affamare il tuo lupo nero, dagli giusto quel che serve per tenerlo al guinzaglio e utilizzarne la potenza a tuo vantaggio. La repressione è sempre la scelta sbagliata: quando senti la rabbia crescere dentro di te, prova ad applicare la tecnica dei 15 minuti che ti ho spiegato in questo articolo dedicato all’autocontrollo. Il suggerimento funziona perfettamente anche con gli scatti d’ira.
  2. Usa il grandangolo. La rabbia ha la capacità di farci considerare importanti le cose frivole e trascurabili le cose importanti. Quando siamo arrabbiati perdiamo la prospettiva degli eventi e mettiamo il nostro ego davanti alle relazioni e alla nostra felicità a lungo termine: è stupido. La prossima volta che stai per avere uno scatto d’ira, prova a farti questa semplicissima domanda: “Ciò per cui mi sto innervosendo avrà importanza tra 5 anni?“. Questo quesito funziona come il grandangolo di una macchina fotografica, ti aiuta a staccarti dalle piccole incazzature quotidiane e a vedere il quadro generale.
  3. Metti la rabbia per iscritto. Quest’ultima strategia è in assoluto una delle mie preferite, ma a differenza delle altre non può essere applicata quando ci troviamo nel bel mezzo di una discussione. Ti sarà però estremamente utile per comprendere come puoi indirizzare EfficaceMente la tua energia nervosa. Quando senti la rabbia ribollirti dentro, prendi un foglio di carta o apri una nota sul tuo smartphone e rispondi a queste 3 domande: Chi/cosa ti sta facendo arrabbiare? Perché questa persona o questo evento ti innervosisce così tanto? Come puoi agire per utilizzare la rabbia a tuo vantaggio? Quest’ultima domanda è la più importante. Parafrasando Gordon Gekko, potremmo dire: “anger is good“. La rabbia non solo non va repressa, ma non va neanche sprecata in inutili esplosioni teatrali: lasciale ai bimbominkia isterici. Ricordi l’archetipo del guerriero? Uno dei suoi tratti caratterizzanti è l’aggressività positiva, ovvero quella forza interiore che gli consente di spingersi ai limiti della propria zona di comfort. Usa la rabbia e trasformala in aggressività positiva; cavalca il lupo nero e sfrutta la sua forza per dimostrare chi sei e quanto vali.

L’articolo di questa settimana termina qui. Fammi sapere se ti è piaciuto utilizzando i commenti o i pulsantini social. Ti auguro di affrontare la settimana con sana aggressività ;-) Andrea.

“Stay ANGRY. Stay foolish”

Black wolf.

Ps. la chicca che ho riservato agli iscritti alla newsletter questa settimana è una quarta strategia di controllo della rabbia, il cui nome riprende la sigla “Ctrl + Alt + Canc“, sì, esattamente: il famoso comando di Windows per resettare un pc che è andato in palla. Puoi utilizzare la strategia “Ctrl + Alt + Canc” ogni volta che andrai in palla anche tu a causa della rabbia.

Se già ricevi le mie email, trovi questa quarta tecnica in allegato al messaggio che ti ho inviato per presentarti questo post. Se invece NON sei ancora iscritto e vuoi scaricare lo schemino “Ctrl + Alt + Canc”, puoi farlo iscrivendoti alla newsletter di EfficaceMente attraverso il pulsante arancione qui sotto. Clicca, completa il form e scarica la quarta strategia controlla-rabbia:

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Foto tratta da Google immagini.

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74 Commenti. Lascia un Commento!

  1. Avatar di Daniele

    Daniele

    ha detto:

    Oggi mi sono svegliato arrabbiato alle 5 di mattina anche se sono andato a dormire all’1 di notte.
    Ho fatto ‘colazione’ e subito sono andato a studiare , direi che mi ha fatto un buon effetto.
    Buon giorno a tutti !

    Rispondi
    • Avatar di kristi

      kristi

      ha detto:

      Bravo Daniele!
      Io invece sono andata a dormire alle 3.30 e mi sono svegliata nera per la rabbia!E non sono andata a studiare..ecco l’esempio pratico di Lupo Bianco e Lupo Nero.
      Rimedierò!

      Rispondi
  2. Avatar di Enrico

    Enrico

    ha detto:

    Andrea, chiara e corretta interpretazione di ciò che spesso ci domina ma che è una risorsa fondamentale per spingersi oltre se stessi. Nello sport la rabbia e’ indispensabile durante allenamenti, smorza fatica e dolore ma al momento giusto bisogna essere lucidi perché solo la concentrazione può portarti alla vittoria. Complimenti!

    Rispondi
    • Avatar di Andrea

      Ciao Enrico,
      il tema rabbia & sport è venuto fuori in diversi commenti e in diverse email che ho ricevuto oggi in risposta a questo articolo: concordo assolutamente. Mi è piaciuto il tuo passaggio sulla lucidità ;-)

      Rispondi
  3. Avatar di Gianmaria

    Gianmaria

    ha detto:

    Bella Andrè… anche se all’improvviso mi sento come se @@#!!!###@#!!!!!!xx####@@«««““““

    :-)

    Rispondi
  4. Avatar di Carla

    Carla

    ha detto:

    Questo racconto è decisamente meglio di quello più noto. Tiene conto del concetto junghiano dell’ombra: quelle parti di noi che releghiamo nell’inconscio poi influenzeranno la nostra vita. Eh sì, gli indiani erano molto avanti.

    Rispondi
    • Avatar di Andrea

      Ciao Carla,
      non è un caso che tra i post che ho linkato in questo articolo abbia riportato uno della mini-serie sugli archetipi, dove tra l’altro si parla proprio delle ombre (di chiara derivazione junghiana).

      Grazie del commento,
      a presto.

      Andrea.

      Rispondi
  5. Avatar di Dani

    Dani

    ha detto:

    Ciao Andrea, bella questa versione della leggenda indiana, mi sará di ispirazione in ambito lavorativo. Buona giornata ;-)

    Rispondi
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