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Un articolo ricco di strategie pratiche suggerite da un insegnante di inglese bilingue per migliorare le nostre capacità di conversazione in inglese.

Le ferie si avvicinano e molti di noi, dopo il periodo pandemico, magari le trascorreranno all’estero (magari in un paese anglofono).

È arrivato allora il tempo di rispolverare il nostro inglese!

…e vacanze all’estero a parte, come sai, da anni sostengo che l’apprendimento dell’inglese sia uno dei passaggi chiave nel nostro percorso di crescita personale (di certo lo è stato nel mio): internet, e il mondo in generale, parlano inglese, la lingua franca dei nostri tempi.

Se vogliamo avere accesso alle migliori informazioni specialistiche e le migliori opportunità di carriera o di business, saper leggere, ascoltare o tenere una conversazione in inglese diventa imprescindibile.

Ho chiesto allora ad Alessandro Dowling di suggerire agli efficaci alcune delle migliori strategie per migliorare le nostre capacità di speaking.

Alessandro è recentemente entrato nella squadra di YES! Inglese, dove affiancherà il nostro master teacher Christian Saunders e i tutor certificati di Fluentify.

Di padre inglese e madre italiana, Alessandro è cresciuto perfettamente bilingue tra Venezia e Bristol. Dopo una laurea presso la University of Glasgow, nel 2012 è diventato CertTESOL English teacher, una delle certificazioni più sfidanti per un insegnante di inglese.

Da allora ha insegnato per quasi 10 anni muovendosi in mezza Italia e lavorando con centinaia di adulti e ragazzi tra Venezia, Roma e Napoli.

Come scoprirai in alcuni suoi brevi video che troverai all’interno di questo articolo (e presto sui canali social di YES! Inglese), Alessandro, oltre ad una solida preparazione nell’insegnamento e al vantaggio unico di essere bilingue, ha una dote naturale per lo humour e lo storytelling (e come sai, una delle 3 “S” chiave del metodo YES! Inglese è proprio quella di “sorrisi“).

Tanto per intenderci… ecco un suo sketch con il suo alter ego Gianmario 😃

Ma non dilunghiamoci oltre con le presentazioni, avrai modo di conoscere meglio Alessandro nei prossimi mesi, promesso! 😉

Vediamo invece le strategie che ci suggerisce da subito per migliorare la nostra conversazione in inglese. Passo la parola ad Alessandro.

Immagina di trovarti a fare questa conversazione in inglese…

“Una conversazione in inglese va goduta, non affrontata.”

Sei a Londra. Sei venuta in vacanza quest’estate per qualche giorno. Oltre a goderti i bei musei, i parchi, i pub, i bus a due piani e la pioggerellina immancabile, vuoi mettere alla prova il tuo inglese. Challenge accepted.

Però la conversazione in inglese è sempre stata il tuo tallone d’Achille. “Se vivessi qui, certo potrei fare pratica, ma in Italia con chi parlo?”, questa è la scusa che ti racconti più spesso.

Beh, intanto, ora sei a Londra e come vuoi iniziare questa vacanza se non con una bella “pint” al pub? E quindi decidi di ordinare una pint in inglese, ottima scusa per fare conversazione. “Adesso mi preparo la frasetta e chiedo.” Due minuti di pratica sottovoce e… “Ok ce l’ho!”

pub inglese

Ti avvicini al banco e il ragazzo dall’altra parte ti chiede:

Hi, what can I get you?

Oddio, che veloce! Vabbè, io dico la mia frasetta,

Can I have one pint, please?”*

Do you want an IPA or a lager?” (tu senti “Dio vuole arpie al lago?”)

E improvvisamente il pub sembra pieno di gente, tutti impazienti. Tutti a guardare te. Tutti a giudicare te… Il ragazzo ripete,

“So, do you want an IPA or a lager?” che tradotto significa “Vuoi un IPA o una bionda?”

Esempio di conversazione.

(ascolta questa conversazione)

Con sudore alla fronte senti tutti gli effetti della awkwardness, una sensazione difficilmente traducibile se non come “sensazione di inadeguatezza e imbarazzo”. O, in parole povere, una figura di m. E in quel momento ti dici: “Non ci sto più qui, torno in Italia. Voglio sparire!”.

Come non aver paura di una conversazione in inglese

Ok, andiamo piano. Le figuracce durante una conversazione in inglese sono assolutamente evitabili!

Bisogna adottare quella che di fatto è un’evoluzione un po’ più sofisticata del “chissenefrega di cosa pensano gli altri!

Se ti senti in imbarazzo per il tuo inglese e immagini che qualsiasi conversazione nella lingua di sua maestà possa trasformarsi in una potenziale figura di ca**a, indovina un po’… la tua profezia si auto-avvererà.

Se, al contrario, vivi ogni conversazione come un’opportunità per migliorare le tue capacità di speaking, i giochi cambiano!

Certo, una conversazione in inglese, specie se sei alle prime armi, può diventare assurda, difficile, o addirittura comica. Ma ricorda, le conversazioni in inglese che probabilmente avrai durante le vacanze saranno su cose semplici e quotidiane:

“Dov’è il museo?”,
“Quanto costa questa tazza?”,
“C’è un bagno?” etc.

Quindi impara a viverle con serenità e divertimento.

Ok, chiarito qual è il giusto atteggiamento mentale con cui affrontare una conversazione in inglese, passiamo a dei consigli ancor più pratici!

La giusta preparazione ad una conversazione in inglese: listen, listen, listen!

Ai miei allievi ripeto sempre che è fondamentale “godersi” e non dover “affrontare” una conversazione. Perché l’opportunità di parlare inglese (o qualsiasi altra lingua) dev’essere un piacere, non una battaglia da affrontare.

Ok” mi dirai tu, “però dovrò pur sapere cosa dire per godermi questa conversazione in inglese!

Verissimo. Allora come ci si prepara al meglio per parlare in inglese in modo naturale e con sicurezza (soprattutto quando non parli abitualmente in inglese nella tua quotidianità)?

Beh, non è un mistero che allenare l’orecchio è fondamentale per acquistare quella confidence che ci serve per parlare inglese.

Ti avranno già dato il consiglio di ascoltare podcast, canzoni, radio o video YouTube.

Quello che però probabilmente non hai fatto ed è la vera chiave di (s)volta è riascoltare.

Ascoltare una volta non basta. E spesso non basta neanche ascoltare solo due o tre volte.

Se ascolti la stessa puntata di un podcast o, meglio ancora, uno spezzone breve di un video, per quattro o cinque volte, allora sì inizierai a fare reali progressi. Prova ad esempio con questo mini-video che ho preparato sull’espressione “lips are sealed” (“labbra cucite”):

E non preoccuparti se non ti accorgerai subito dei progressi che stai facendo. L’apprendimento e la comprensione di una lingua accade spesso in maniera inconscia.

Dobbiamo esporci il più possibile all’inglese e se possibile all’inglese usato in situazioni specifiche. Dobbiamo ascoltare e guardare contenuti reali in inglese più e più volte.

E, meglio ancora, se i contenuti sono specifici a situazioni che t’interessano.

Questa tecnica prende anche il nome di tecnica dello shadowing.

Ma vediamone un’altra.

10 conversazioni al giorno tolgono l’ansia dell’inglese di torno

Ok, ora però sei arrivata a Londra (o in vacanza da qualche parte) e vuoi parlare.

Mettiamo che sei lì per tre giorni e vuoi sfruttare questa occasione per portare il tuo inglese al tuo next level. Come farlo?

Prova con questo stratagemma: punta a fare un numero preciso di conversazioni ogni giorno. Datti proprio un target preciso, ad esempio: “10 conversazioni al giorno”.

È esattamente quello che faccio tutt’ora quando cerco di mettere in pratica il mio francese in Francia o il mio greco in Grecia. Fidati, una volta sudavo freddo prima di entrare in conversazione. Ora me le godo!

Dunque, devi buttarti in 10 conversazioni in inglese al giorno, e ricorda che una conversazione può essere anche di solo due battute. Domanda e risposta.
Inizialmente, dovrai prepararti delle frasette, magari scrivendotele sul telefono. All’inizio questo sarà essenziale e aiuterà la tua confidence!

Una potenziale situazione si potrebbe presentare al pub, come abbiamo visto.

Ma cambiamo aria. Metti che sei in visita al British Museum (o qualche altro museo). Inizi con una conversazione per acquistare i biglietti (conversation 1); poi una conversazione all’interno del museo con un guardasala (conversation 2); poi nel negozio del museo per acquistare una cartolina (conversation 3) e infine salutando l’usciere (conversation 4).

E se non sai dove trovare le situazioni, creale tu.

Per me, il trucco migliore è questo: chiedi quel che già sai.

Se sei per strada, ferma un passante e chiedi qualcosa di cui conosci già la risposta:

“What’s the nearest train station?” oppure “Which way is Leicester Square?”

Questo è ottimo, perché con ogni probabilità la persona risponderà usando parole che già ti aspetti di sentire. È un ottimo modo per allenare il tuo listening e, ancora, la tua confidence.

E non dimenticare, datti un target preciso ogni giorno. 10 conversazioni come minimo.

Ma prima di salutarci… un bonus tip (un consiglio bonus)

Bonus Tip: non dimenticare mai questo aspetto in una conversazione in inglese (o in qualsiasi altra conversazione)

Una cosa che spesso ci dimentichiamo è che la conversazione in inglese è prima di tutto una conversazione con un’altra persona.

Quando pensiamo a fare pratica in inglese, pensiamo sempre a “io” parlo, la “mia” frasetta, la “mia” conversazione.

Ma c’è sempre un’altra persona che entra in conversazione con noi, non come un robot ma come individuo con una predisposizione emotiva. Questo va oltre la lingua, e se riesci a ingraziarti o farti ben volere da quella persona, di sicuro ti sentirai più calma e la conversazione andrà meglio di conseguenza.

Un trucco molto semplice che tanti voice coaches insegnano è: sorridere.

E non serve fare un sorriso a mille denti, basta accennare al sorriso o addirittura pensare di sorridere.

Solitamente questo ha un effetto positivo e calmante in chi ci ascolta; e lui o lei sarà maggiormente predisposto/a ad aiutarci, a pazientare mentre cerchiamo le parole in inglese o gli chiediamo di ripetere se non abbiamo capito.

Dunque, ricordati che, inglese o meno, una conversazione è sempre essenzialmente una conversazione a due. Vai e goditela!

***

Grazie mille ad Alessandro Dowling per questo approfondimento su come migliorare le nostre conversazioni in inglese in vacanza (o in qualsiasi altra occasione).

Mi auguro anche di essere riuscito a darti una prima idea dell’approccio divertente e pratico di Alessandro all’insegnamento. Come detto avrai modo di conoscere Alessandro e i suoi sketch molto bene nei prossimi mesi sui canali social di YES! Inglese.

…e a proposito di YES! Inglese, vacanze all’estero a parte, se vuoi approfittare di questo periodo estivo per accelerare il tuo apprendimento e prepararti al meglio alle sfide che ti aspettano a settembre, abbiamo aperto le iscrizioni per i 4 livelli dei corsi YES! Inglese per alcuni giorni.

Per scoprire qual è il tuo attuale livello di inglese, cos’è che rende YES! Inglese unico e quale dei 4 livelli è il più adatto a te, completa ora il test gratuito cliccando sul link qui sotto:

 

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A presto da me ed Alessandro.

Avatar di Andrea Giuliodori
Sono un Ingegnere, nato e cresciuto tra le ridenti colline marchigiane ed oggi vivo e lavoro a Londra. Ho lavorato a Milano come Manager per una multinazionale della Consulenza Direzionale per 7 anni. Da inizi 2015 ho deciso di dedicarmi a tempo p...

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