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Come Affrontare un Colloquio di Lavoro

Avatar di Andrea Giuliodori di Andrea Giuliodori - aggiornato il 5 settembre 2018 Home » Lavoro 67 commenti

3+1 strategie pratiche ed efficaci per affrontare il tuo prossimo colloquio di lavoro.

Come affrontare un colloquio di lavoro

“Il successo è l’abilità di passare da un fallimento all’altro senza perdere l’entusiasmo”

W. Churchill.

Nel post precedente abbiamo visto i migliori rimedi per superare  l’ansia da esame. Sai qual è un’altra situazione da “panico, pa, panico, pa, panico, paura“?! Il colloquio di lavoro. Immagina questa scena:

Sei in un ufficio freddo ed asettico, la cravatta ti stringe un po’ sul collo (non ci sei abituato), non fai altro che fissare il muro bianco della sala d’attesa. Nell’altra stanza senti il rumore incessante della fotocopiatrice ed accanto a te siede una varietà di tipi umani: il secchioncello “so tutto io“, quello che non smette un secondo di parlare, la ragazza timida e nervosa, e così via. Si apre la porta, entra la segretaria. Un brivido ti sale lungo la schiena quando pronuncia il tuo nome seguito da un cordiale, ma distaccato “prego, si accomodi“. Ti alzi, hai le ascelle che sembrano le cascate del Niagara, entri in una stanza con un grosso tavolo rotondo: ci sono due personaggi arcigni che sono seduti al lato opposto. Stanno leggendo un foglio: è il tuo curriculum. Passa qualche secondo ed arriva un’altra di quelle frasi cordiali, ma distaccate: “si sieda“. Ha inizio il tuo colloquio di lavoro.

Nel post di oggi vorrei raccontarti brevemente la mia esperienza con i colloqui di lavoro (insomma, chi sono io per darti lezioni?!) e condividere con te 3 delle migliori strategie per affrontare il tuo prossimo colloquio… EfficaceMente.

Ps. in realtà le strategie sono 4: l’ultima è una sorpresa che ho preparato insieme a qualcuno che queste tematiche le ha approfondite per benino. Non perderla ;-) (Guarda che ti ho visto! Non barare! Prima leggi il resto del post!).

La mia esperienza con i colloqui di lavoro

Da inizio 2014 ho deciso di lasciare il mondo del lavoro per dedicarmi full-time ad EfficaceMente e ad altri miei progetti. Ho maturato questa scelta perché, tra i 6 modi per fare soldi, ritengo il lavoro dipendente quello che offre le minori opportunità. Ma senza un posto fisso non avrei mai avuto la serenità economica per sviluppare qualcosa di mio; per questo ritengo fondamentale un’esperienza nel mondo del lavoro… il problema è che oggi è sempre più difficile entrarci ed il colloquio rappresenta spesso un cancello invalicabile.

Negli ultimi 7 anni ho partecipato a decine di colloqui e ho avuto l’opportunità di sedermi da entrambi i lati del famoso tavolo rotondo:

  • Come candidato ho sostenuto colloqui di lavoro per imprese italiane, importanti multinazionali e società di consulenza strategica. Ho partecipato a colloqui di gruppo, colloqui telefonici e colloqui in lingua inglese. Ho superato test, quiz ed altre prove strambe. Sono stato intervistato da imprenditori, esperti di risorse umane ed headhunters. Insomma, ho avuto la mia dose di muri bianchi, fotocopiatrici e “prego, si accomodi“.
  • Come intervistatore ho rivisto me stesso nei ragazzi e nelle ragazze che avevo di fronte ed ho capito quanti errori avessi commesso: risposte ingenue, un pizzico di arroganza, scarsa attenzione alle reali esigenze del datore di lavoro.

In fondo un colloquio di lavoro è come un esame universitario: se non hai un metodo per affrontarlo, difficilmente lo superi. L’esperienza che ho maturato, anche grazie ai tanti errori commessi, mi ha permesso di sviluppare negli anni un approccio per affrontare al meglio queste prove. Nello specifico, ci sono state 3 strategie che hanno fatto per me la differenza.

1. Impara a leggere nel pensiero del tuo intervistatore

Ricordi quando ti ho parlato di quella tecnica utilizzata dai mentalisti per leggere il pensiero? A meno che tu non abbia anni di esperienza alle spalle, eviterei quel trucchetto durante un colloquio di lavoro. Esiste però un altro metodo per capire cosa passi nella mente del tuo intervistatore; o meglio, esistono 4 domande a cui un datore di lavoro vuole dare risposta prima di assumerti. Sbaglia una sola risposta e non sarai più richiamato. Curioso eh?! Ecco i 4 interrogativi che si pone ogni intervistatore quando ti ha di fronte:

  1. Come puoi aiutarmi a guadagnare (o risparmiare) soldi? Inutile essere naive: il tuo colloquio di lavoro serve a far capire a chi ti sta davanti se puoi fargli guadagnare o risparmiare soldi. Di conseguenza, tutto quello che dirai dovrà in qualche modo rispondere a questa domanda basilare. Prima ancora di proferire parola, fermati un secondo e chiediti: farà capire al mio interlocutore in che modo posso fargli guadagnare o risparmiare soldi? Se la risposta è no: stai zitto. Comunque non preoccuparti, nella strategia #2 ti darò altri consigli utili per rispondere a questa domanda, mettendo in evidenza i tuoi punti di forza.
  2. Sai fare il lavoro? Ma certo che sai fare il lavoro! Hai una laurea in scienze delle merendine, la patente europea per l’uso di Facebook, l’attestato di programmatore delle macchinette del caffè: cavoli, hai più titoli tu della prima pagina di un giornale. Peccato che ci sono altri 100 candidati con titoli migliori dei tuoi. Competere esclusivamente sulle conoscenze tecniche può funzionare in alcuni ambiti, ma la stragrande maggioranza delle aziende non cerca l’ennesimo saputello: vuole gente sveglia, umile, onesta, che sia disposta ad imparare e che sia in grado di scrivere un’email o tenere una presentazione con un cliente. Se ti dimostri arrogante o non riesci a mettere due parole in fila, credi davvero che il tuo super-master farà la differenza? Se vuoi dimostrare di saper fare il lavoro, parla sicuramente delle tue conoscenze tecniche, ma non dimenticare di avere un atteggiamento assertivo.
  3. Vuoi fare il lavoro? Immagina di essere dall’altra parte del tavolo e di avere di fronte a te due candidati: uno ha un curriculum spettacolare, ma sembra essere venuto al colloquio per farti un piacere; l’altro non ha tantissima esperienza, ma farebbe i salti mortali per avere il posto. Tu chi assumeresti? Se ti presenti ad un colloquio di lavoro, come minimo devi dimostrare di conoscere l’azienda, la sua storia, i suoi prodotti/servizi, ma soprattutto devi dimostrare entusiasmo. 
  4. Farai il lavoro? Hai tutte le competenze tecniche (e non solo). Hai l’entusiasmo necessario. La domanda è: sarai in grado di raggiungere i tuoi obiettivi nonostante le difficoltà? Insomma, devi dimostrare di sapere portare a casa il risultato; per farlo preparati a rispondere a domande di questo tipo: “mi parli del suo più grande fallimento e di come ha reagito“, “mi racconti di una situazione in cui ha fatto più di quanto le era stato richiesto“, “mi dica come ha affrontato e superato delle difficoltà in campo lavorativo“.

Tutto quello che dirai durante il colloquio dovrà in qualche modo rispondere ad una di queste 4 domande: tienilo a mente. A proposito delle ultime due domande, guardati questo spezzone tratto dal film “La ricerca della felicità” con Will Smith. Che dici, ha dato risposte convincenti?

Ps. evita di presentarti al tuo prossimo colloquio vestito da imbianchino: il dress code conta. Sempre meglio un pochino più eleganti, che casual.

2. Crea il tuo elevator pitch

Ci parli di lei

Questa è una delle classiche domande con cui si iniziano i colloqui di lavoro. Sembra una domanda semplice, banale, eppure molti candidati affogano letteralmente in un bicchier d’acqua. Per non farti cogliere impreparato, crea il tuo elevator pitch. L’elevator pitch non è altro che un breve riassunto delle tue principali competenze. Utilizzalo per rispondere alla fatidica domanda “ci parli di lei“. Se lo avrai pensato bene, ti permetterà di fare il resto del colloquio in discesa. Per aiutarti ti ho elencato gli elementi chiave di un elevator pitch efficace:

  1. Sii breve e sintetico. Sai qual è l’origine del termine elevator pitch? Indica un discorso che si fa per convincere qualcuno avendo a disposizione il tempo di un corsa in ascensore. Il tuo elevator pitch deve essere dunque breve (30-60 secondi) e ficcante. Vai dritto al punto ed evita giri di parole.
  2. I primi secondi sono i più importanti. Anche se l’intero pitch dura poco, i primi 5-10 secondi sono quelli che fanno la differenza. Definisci subito chi sei e quali sono le tue competenze principali, poi espandile nel tempo che ti rimane.

“Non avrai mai una seconda occasione per fare una buona prima impressione.”

Anonimo.

  1. Presenta te stesso, ma senza esagerare. Troppi candidati hanno l’ansia da prestazione durante un colloquio e spesso finiscono con l’apparire dei palloni gonfiati. Promuovi le tue competenze, ma non atteggiarti come un venditore d’auto usate. Ti svelo un segreto: accompagna ogni tua affermazione usando numeri ed esempi pratici.
  2. Esercitati. Il tuo primo elevator pitch farà ca*?#e: tranquillo, è naturale. Affinalo e studialo quanto più possibile. Allenati con i tuoi amici o ripetilo ad alta voce davanti ad uno specchio; se poi non riesci proprio a ricordarlo, usa la formula segreta per memorizzare.
  3. Adatta il tuo elevator pitch ai diversi colloqui. Ogni colloquio è una storia a sé: fai delle piccole variazioni al tuo pitch, in modo da mettere in risalto gli aspetti più rilevanti per la posizione a cui ambisci.

Se può esserti utile, qui di seguito trovi l’elevator pitch che ho utilizzato per un colloquio in una società di consulenza svizzera specializzata nel settore farmaceutico:

Sono un ingegnere e attualmente ricopro la posizione di manager in una delle Big Four della consulenza direzionale. Negli ultimi 6 anni ho lavorato per primarie realtà nazionali ed internazionali nei settori del farmaceutico e della sanità pubblica e privata. Nello specifico ho partecipato e gestito in prima persona progetti di market access, business development e performance improvement.

Ps. non sono un amante degli inglesismi, eppure il mio elevator pitch ne riporta molti. Questo è un altro elemento che devi tenere in considerazione: usa il linguaggio del tuo interlocutore.

3. Fai domande intelligenti

Tipicamente molti colloqui si chiudono con “Ha domande da farci?”. La stragrande maggioranza dei candidati non vede l’ora di andarsene e risponde con uno sbrigativo “No, no, tutto chiaro, grazie” viaaaaa! Il mio consiglio è di non sprecare questa occasione: se saprai porre (poche) domande intelligenti riuscirai a dimostrare quell’interesse e quella motivazione che molti datori di lavoro cercano in un candidato. Te ne propongo 3 di sicuro effetto:

  1. Mi può descrivere una giornata tipo per il ruolo che abbiamo discusso? Il datore percepisce il tuo interesse, inoltre sarà “costretto” a visualizzarti come già assunto, un potente incentivo inconscio.
  2. Quali sono le opportunità di carriera per la mia posizione? Ti dimostri ambizioso, una caratteristica ricercata da alcuni datori. Se stai applicando per un ruolo operativo, evitala.
  3. L’azienda fa dei corsi di aggiornamento professionale? Molti dipendenti odiano i corsi di aggiornamento, perché imposti dalla dirigenza fuori dall’orario d’ufficio. Se chiedi attivamente di queste iniziative, dimostri di voler partire con il piede giusto.

Occhio, non tempestare il tuo interlocutore di domande, ma soprattutto non chiedere mai quale sarà il tuo stipendio al primo o al secondo colloquio: è ‘na cafonata pazzesca!

Bonus (strategia #4): come arrivare al colloquio di lavoro

Leggere il pensiero dell’intervistatore, elevator pitch, domande ad effetto, sono tutte strategie molto efficaci, ma c’è un piccolo problemino: per farle funzionare, devi arrivarci a questo maledetto colloquio! Questo significa che devi imparare a scrivere un curriculum vitae (CV) efficace.

Se non hai mai scritto un CV o se utilizzi il modello Europass, hai il 90% di probabilità che la tua candidatura venga cestinata. Presentando un CV efficace, non solo supererai indenne la prima scrematura dell’azienda, ma partirai avvantaggiato al colloquio: insomma, non tutti i candidati nascono uguali, chi ha fatto colpo con il proprio CV sarà in pole position per avere il posto. Visto che su CV e colloqui di lavoro ci sarebbe ancora molto da dire (ad esempio sul dress code o sul come entrare in rapport con l’intervistatore) ho deciso di collaborare con Stefano Mini di Mindcheats.net per fornirti delle risorse gratuite di approfondimento.

Negli ultimi anni Stefano ha studiato e sperimentato decine di tecniche per scrivere CV efficaci, affrontare colloqui di lavoro ostici ed ottenere offerte di lavoro (anche all’estero). Nelle prossime settimane pubblicherà un corso in cui ha raccolto tutte le sue esperienze a riguardo: ho avuto modo di leggerlo in anteprima, l’ho trovato ben fatto e gli ho chiesto di poter condividere a gratise alcuni di questi contenuti con i lettori di EfficaceMente. Per accedere ai contenuti gratuiti non devi fare altro che utilizzare il form qui sotto per iscriverti ad una lista creata ad hoc da Stefano. Appena iscritto riceverai subito la prima email che contiene:

  1. Il mio Curriculum Vitae in formato .pdf. Questo può servirti come esempio se hai già diversi anni di esperienza lavorativa alle spalle e vuoi cambiare lavoro.
  2. Il modello di Curriculum Vitae in formato .doc ideato da Stefano. Questo modello è stato ottimizzato nel corso di decine di candidature e ha permesso a Stefano di ottenere un’offerta da 45.000€ anche senza una particolare esperienza lavorativa.
  3. Le istruzioni in cui Stefano analizza, punto per punto, tutti gli elementi critici per compilare il modello e scrivere un CV veramente efficace.

Inserisci la tua email qui sotto:

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Fammi sapere se ti è piaciuto questo articolo (magari in futuro ti racconterò qualche altra mia esperienza sull’argomento). Se ti va poi, parlami nei commenti delle tue esperienze con i colloqui. Grazie davvero. Alla prossima settimana. Andrea.

Foto tratta da Google Immagini.

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67 Commenti. Lascia un Commento!

  1. Avatar di Leonardo Plebani

    Leonardo Plebani

    ha detto:

    Andrè i tuoi post cadono sempre a pennello, o quasi!

    Ti volevo raccontare via Skype ma non resisto…ti scrivo quì.

    Mi ritrovo in tutte e 4 le tecniche che hai utilizzato e che ho dovuto utilizzare circa 2 settimane fa.

    Ero in america latina quando ricevo un msg da un amico che mi dice:

    “il direttore della sede USA di una nota azienda italiana sta cercando un ragazzo per una posizione. Ti può interessare?”

    Essendo gli States (ed in particolare NYC) un pallino che ho sempre avuto dico ovviamente di si.

    Faccio il CV (per la prima volta) e mando il tutto. Il giorno dopo mi arriva una email dal direttore USA per un’intervista Skype per il giorno dopo.

    Ora ti premetto che in vita mia non ho mai fatto un colloquio di lavoro, così mi sono messo a cercare tutto quello che potevo su internet (Andrè cazzo lo potevi pubblicà un mese fa!).

    Mi preparo (compreso il pitch e la spiegazione del CV) e faccio questa bendetta intervista Skype (premetto che lui è italiano ma un pezzo dell’intervista l’abbiamo fatta in inglese, per valutare il mio livello).

    Dopo un ora e mezza l’intervista è finita (e a pelle credevo fosse andata anche bene).

    Il giorno dopo mi chiede se in qualche modo potevo volare a NY per l’intervista di persona e gli dico no-problem.

    Due giorni dopo ero nel suo ufficio, per la seconda intervista sia con lui che con l’altro con cui lavorerò.

    Mi faccio due giorni in ufficio ed il terzo, mentre aspettavo il pulman per andare a trovare amici a Washington DC mi chiama per dirmi che mi prendono.

    Bene la storia finisce quì, ora stiamo facendo la procedura per il visto.

    Quello che credo sia stato decisivo per ottenere il lavoro è:

    -ho fatto capire quanto volevo questa posizione, soprattutto presentandomi due giorni dopo in ufficio a New York (ed investendo i miei soldi per questa opportunità).

    -sono stato onesto sulle mie capacità, ho fatto capire che non so tutto ma sono prontissimo ad imparare e dare il 100%.

    -mi sono preparato moooltissimo sull’azienda, quasì che la descrizione del business l’ho fatta io a lui.

    -“How to win friends and influence people” di Dale Carangie è un must, è molto importante piacere alla persona e fare un’ottima prima impressione.

    A presto,

    Leo

    Rispondi
    • Avatar di Andrea

      Grande Leo!
      Sono davvero felice per questa nuova opportunità.

      Dai che poi mi racconti meglio.

      Grazie anche per aver condiviso le tue strategie.
      Andrea.

      Rispondi
  2. Avatar di Veronica
    Veronica ha detto:

    Andrea ho scaricato il CV e mi sono accorta che siamo nati lo stesso giorno dello stesso mese, solo che io sono nata nel 92′.
    Sarà il destino che mi sta dicendo che faccio bene a leggere sempre ciò che scrivi ;)
    PS: Articolo interessantissimo!

    Rispondi
    • Avatar di Andrea

      Ciao Veronica,
      eh… sta’ a guarda’ il capello: 10 anni più, 10 anni meno, cosa vuoi che siano! ;-)

      Grazie del commento e alla prossima.
      Andrea.

      Rispondi
  3. Avatar di Giovanni

    Giovanni

    ha detto:

    Ciao Andrea, il codice di youtube è errato!

    Rispondi
    • Avatar di Andrea

      Ciao Giovanni, grazie del feedback: in realtà però ho appena verificato e mi risulta che funziona tutto. Che tipo di errore hai avuto?

      Andrea.

      Rispondi
      • Avatar di Giovanni

        Giovanni

        ha detto:

        Effettivamente è stranissimo, perché il codice di incorporazione sembra corretto, eppure nella pagina si vede solo lo spazio bianco, non riesco a capire :-(

      • Avatar di Andrea

        Potrebbe essere un problema legato all’impostazione “responsive”. Il nuovo tema dovrebbe scalare in automatico i video, ma forse da qualche problema per alcuni lettori. Provo a farlo verificare nei prossimi giorni. Grazie ancora per i commenti.

        Andrea.

  4. Avatar di Tania Cuellar

    Tania Cuellar

    ha detto:

    Ciao Andrea, Ne anche a me funziona il video :(
    Oggi pomeriggio ho un colloquio e il tuo post mi è caduto dal cielo! Grazie!

    Rispondi
    • Avatar di Andrea

      Oh mannaggia la pupazza: mi dovreste dare qualche informazione in più.
      Da dove state visualizzando il post (computer, tablet, smartphone)?

      L’ho provato su diverse piattaforme e diversi browser: il video funziona.

      Deve essere un problema legato ai vostri dispositivi. Mi spiace.
      Andrea.

      Rispondi
      • Avatar di Francesca

        Francesca

        ha detto:

        Complimenti Andrea per questo articolo. Ne ho letti diversi sull’argomento (ritrovando troppo spesso la stessa accozzaglia di banalità) e sostenuto vari colloqui. Devo dire che le tue esperienze dirette di lavoro si riconoscono in ciò che hai scritto e anche fra le righe, dando un taglio davvero utile e una visione molto realistica di ciò che rappresenta un colloquio di lavoro.
        P.s. Complimenti anche per il tuo CV. Sono impressionata dal tuo percorso sin qui considerata la tua giovane età. Ma non ne sbagli una? XD
        [anche a me il video funziona bene sia da smartphone che da pc]

      • Avatar di Andrea

        Ciao Francesca,
        grazie molte per questo commento. Mi ha fatto davvero piacere :-)

        Eh… se ne sbaglio! Diciamo che mi vendo bene!

        A presto,
        Andrea.

    • Avatar di Andrea

      Ciao, ai lettori a cui non funzionava il video… se vi capita di ripassare, fatemi sapere se adesso lo visualizzate.
      Grazie :-)

      Rispondi
  5. Avatar di Claire

    Claire

    ha detto:

    Buongiorno e buona nuova settimana, freddino ma sole spettacolo … l’umore migliora!
    Grazie anche per questo post, utilissimo davvero pratico ed esaustivo, mi pare. Conto di metterlo in pratica molto presto!
    Scaricata ovviamente anche la guida di Stefano – che già seguo.

    :)

    PS: da pc il video funziona.

    Rispondi
    • Avatar di Marco

      Marco

      ha detto:

      Grazie Andrea, sicuramente rispolvererò questo post tra qualche anno!

      Rispondi
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