Un giorno Dante, il famoso poeta toscano, stava passeggiando per le strade di Firenze, ammirando il panorama della città.
Un uomo gli si avvicinò e gli chiese quale fosse, secondo lui, il piatto più prelibato.
Dante, dopo una breve riflessione, rispose semplicemente: “l’uovo.”
Passarono diversi anni, e lo stesso uomo incontrò nuovamente Dante. Ricordandosi della risposta del poeta alla sua domanda, decise di metterlo alla prova.
Dopo averlo avvicinato nuovamente, gli chiese: “Come?” Dante, senza esitare e mostrando una memoria incredibile, rispose: “Con il sale.”
Non sempre è facile confermare la veridicità storica di questi aneddoti.
Eppure questo e altri racconti riflettono la fama del poeta fiorentino per le sue eccezionali capacità mnemoniche.
E non si fa fatica a crederci.
La “Divina Commedia” è piena zeppa di complessi riferimenti a testi classici, teologici e contemporanei, che Dante difficilmente avrebbe realizzato senza potersi affidare ad un’incredibile memoria.
Certo, questo avveniva nell’Italia del XIII secolo.
Ma oggi ha ancora senso entusiasmarsi per le abilità mnemoniche quando strumenti come il motore di ricerca di Google o l’intelli
Scopri le funzionalità premium di EfficaceMente e ricevi subito l’esclusiva raccolta cartacea +E.